Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 067 del 07/10/2008

TREU (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

TREU (PD). Signor Presidente, illustrerò i motivi del nostro voto favorevole alla mozione n. 24 e del nostro voto contrario alla mozione n. 26, così come riformulata.

Sulla prima, già i colleghi stamattina hanno ampiamente indicato i dati e le richieste che ivi sono contenute, perché - come sempre - facciamo diagnosi e poi avanziamo proposte. Sottolineo il senso fondamentale della mozione, che è quello di richiamare l'attenzione del Governo - che è particolarmente distratto su questi punti - sulla gravità della situazione economica e occupazionale. Questo, a dire il vero, era chiaro già prima dell'estate, quando noi, il nostro Gruppo e l'opposizione, indicavamo come ci fossero segnali di difficoltà. In presenza di una difficoltà economica che si intravedeva occorreva che il Governo non desse, come nel DPEF, una indicazione di politica depressiva se non addirittura recessiva (ma adesso ci troviamo in fase di recessione), ma compiesse delle operazioni, sia pure attente e selettive, di politica pubblica di sostegno .

Adesso, allo stato attuale, la gravità della situazione è aumentata, è sotto gli occhi di tutti; i dati drammatici della cassa integrazione e della disoccupazione sono evidenti: è su questo che il nostro Gruppo è determinato a richiamare l'attenzione. Purtroppo, l'ondata della crisi finanziaria ha colpito gli Stati Uniti prima, ora è giunta in Europa e la terza ondata sta per colpire - ci auguriamo non in modo gravissimo - l'economia reale.

In queste condizioni riteniamo che un Governo responsabile debba cambiare politica, e siamo noi ad indicarne precisamente la direzione. Il collega Castro sostiene che siamo un po' retrogradi, ma non credo che ciò sia vero per quanto riguarda la diagnosi della situazione, perché non mi sembra che la drammaticità della situazione possa essere più chiara di così: purtroppo è chiarissima. Per quanto riguarda le terapie, cioè gli interventi, il collega Castro - che è poi l'unico ad avere sviluppato un ragionamento, laddove il Governo si è trincerato dietro una sorta di non possumus - sostiene che noi siamo vetero, perché non consideriamo i microproblemi della produttività.

Siamo tutti d'accordo che occorre stimolare la competitività e la produttività del sistema italiano. È per questo che siamo a favore dei premi di produttività e della riforma della struttura contrattuale che favorisca il decentramento, ma non bastano queste misure. Ormai anche i colleghi governanti del nostro Premier si stanno preoccupando e stanno indicando la necessità di politiche pubbliche di sostegno e di intervento nella crisi. Per politiche pubbliche non intendiamo solamente lo stanziamento di fondi per sostenere le banche o anche i risparmiatori (che pure è necessario in momenti di emergenza), ma politiche di sostegno agli investimenti, alla domanda e all'occupazione, che è esattamente quanto noi chiediamo con la nostra mozione. Ed è da tanto che lo chiediamo: sostenere le domande vuol dire sostenere i salari e le pensioni, particolarmente quelli medio-bassi, e sostenere gli investimenti: non pensiamo che l'occupazione e l'economia si possano sollevare senza che siano stimolati gli investimenti, compresi - lo sottolineiamo - quelli esteri.

Inoltre, sostegno alla crisi significa ammortizzatori sociali. L'altro giorno, girando per la Lombardia, ho raccolto le testimonianze di piccole imprese e di organizzazioni dalle quali è emerso che il 95 per cento delle piccole imprese sono senza ammortizzatori sociali. Che facciamo? Il Governo promette genericamente - lo ha detto anche il Sottosegretario - qualcosa sugli ammortizzatori, ma intanto non ha soldi, mentre promette sette anni di ammortizzatori e di scivolo a quelli dell'Alitalia. Quindi, noi questo chiediamo: un intervento assolutamente moderno ed in linea. D'altronde anche Tremonti s'è convertito al keynesismo, quindi non capisco di cosa siamo sorpresi. Speriamo che la conversione del ministro Tremonti si traduca in politiche pubbliche.

Purtroppo anche le zone forti del nostro sistema, il Nord-Est produttivo da cui viene il collega Castro, e non solo il Sud, da cui provengono i fannulloni, soffrono di questa situazione.

Quindi, abbiamo bisogno di politiche pubbliche nazionali e le nostre proposte - sulle quali chiediamo a tutti di fare una seria riflessione - sono costruttive e vanno in questo senso. Mi sorprendo sinceramente che il Governo abbia ritenuto di non doversene interessare e addirittura proponga di votare contro la nostra mozione. Anche il Libro verde del ministro Sacconi, che affronta tanti aspetti e fa discorsi anche interessanti, su questo è o reticente o silenzioso. Noi vogliamo scuotere l'attenzione del Governo sul punto.

Sarò più breve sulla mozione della senatrice Mauro ed altri perché è piena di contraddizioni e fa un'analisi nota a tutti (la perdita del potere di acquisto, la difficoltà delle famiglie), con una diagnosi assolutamente condivisa ma anche un po' scontata, a dire il vero, senza però trarne alcuna conseguenza. Ho riletto due o tre volte la mozione che dice testualmente che vi è una differenza tra le Regioni, un dualismo dei consumi e che il Sud ed il Nord hanno andamenti diversi. Allora che facciamo? Il Governo sta smantellando le politiche a favore del Mezzogiorno. È coerente la diagnosi con la proposta? È totalmente incoerente!

Ancora, crescita dei prezzi e degli affitti. Come no? Lo sappiamo! Noi avevamo proposto e continuiamo a proporre che si dia un sostegno agli affitti e invece il Governo ha sprecato, a nostro avviso, parecchi quattrini per eliminare l'ICI sulla casa dei ricchi.

Per esemplificare un'altra contraddizione, si propone una specie di scala mobile provinciale. A dire il vero, al riguardo anche il Governo ha preso elegantemente le distanze, tant'è vero che nel dispositivo questa parte è stata cancellata, mentre tutte le motivazioni, come la collega Mauro ha ripetuto, rimangono sempre dello stesso tono. Ma non avevamo detto - e lo ha ripetuto anche il collega Castro - che bisogna stimolare la produttività e decentrare sulla base della produttività delle aziende? Cosa c'entra questo con la scala mobile provinciale?

Insomma, per dirla in breve, credo che la mozione n. 26 (testo 3) vada respinta, perché è per un verso contraddittoria e per l'altro totalmente inconsistente. Infatti, tolto l'inciso che il sottosegretario Viespoli ha proposto di sopprimere, resta un dispositivo che impegna semplicemente il Governo a fare un po' di studi per vedere alla fine come butta. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi).