Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 067 del 07/10/2008
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MAURO (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAURO (LNP). Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, vorrei ribadire l'importanza dell'iniziativa che stiamo proponendo e mi auguro che quest'Aula possa cogliere il significato più profondo contenuto nella proposta di mozione che stiamo esaminando.
Anche in seguito al dibattito avvenuto stamane in quest'Assemblea, siamo giunti ad una riformulazione, concordata con il Governo, del dispositivo della mozione che mi vede come prima firmataria. Il testo, quindi, diverrà: «impegna il Governo ad attivare le procedure necessarie alla riforma del sistema della contrattazione nazionale del pubblico impiego e ad introdurre strumenti che consentano autonomia ai diversi livelli territoriali di governo nella gestione della contrattazione collettiva».
Senza indurre a ripetizioni, voglio sottolineare come sia necessario dare un segnale forte in questo momento di crisi nazionale e internazionale che, a causa della globalizzazione, si riflette sui bilanci familiari della nostra gente. Come ricordavano gli onorevoli colleghi intervenuti precedentemente, cresce la crisi, cala il lavoro e, soprattutto, le retribuzioni non hanno tenuto il passo del livello dei prezzi. Gli stipendi sono rimasti stabili mentre i prezzi subivano un'impennata. È sotto gli occhi di tutti la situazione che grava sulle famiglie italiane. Lo ribadisco: a subire le conseguenze più deleterie di questa situazione sono i nuclei familiari monoreddito. Queste realtà arrivano ormai a stento a coprire le spese o non ci riescono affatto, indebitandosi.
In un momento come quello attuale, in cui si registra la crisi mondiale del sistema finanziario, noi, onorevoli colleghi, non possiamo stare a guardare quello che succede con le mani in mano. Dobbiamo intervenire a favore della nostra gente, di coloro che ogni giorno si chiedono come potranno arrivare a fine mese con sacrifici e rinunce. Per tutte queste ragioni è necessario recuperare, almeno per la contrattazione del pubblico impiego, un sistema che leghi le retribuzioni al reale costo della vita a livello territoriale.
Dopo l'abolizione nel 1992 della scala mobile, con l'intento di garantire uguali diritti a tutti lavoratori, si è creato invece un sistema che ha fatto aumentare le disparità tra di loro. È necessario, ora più che mai, attuare una riforma delle retribuzioni che segua anche il principio richiamato nell'articolo 36 della Costituzione, secondo cui il lavoratore ha diritto ad una retribuzione sufficiente ad assicurare a sé e ai suoi familiari un'esistenza libera e dignitosa. È necessario pertanto adottare tempestivamente una riforma del sistema di contrattazione collettiva del pubblico impiego su base territoriale. In questo senso si pongono, d'altronde, recenti iniziative intraprese a livello ministeriale e regionale.
In primo luogo, il riferimento è al libro bianco adottato dal Ministro del lavoro nel precedente Governo Berlusconi, che racchiude il pensiero innovativo di Marco Biagi. Tale documento evidenziava, in particolare, l'esigenza di legare il salario alle realtà locali in cui sono fisicamente situati i lavoratori. Ciò che deve essere salvaguardato non è tanto il valore assoluto della retribuzione, bensì il suo reale potere d'acquisto.
A livello regionale già la Lombardia aveva proposto di adeguare i salari degli infermieri, troppo bassi per il costo della vita a Milano e nella Regione, attraverso la stipula di un contratto integrativo regionale. Nelle aree dove il costo della vita è più alto i salari inadeguati rischiano, infatti, di rendere poco appetibili i posti di lavoro, proprio laddove la richiesta è più alta.
Al fine di superare tali problemi torno a dire che è necessario conoscere l'entità del fenomeno prima di agire; in particolare, dobbiamo avviare ricerche statistiche atte a rappresentare le differenze del costo della vita nelle singole aree del Paese. Tale compito è di per sé arduo, in quanto è difficile definire panieri omogenei per aree disomogenee.
Siamo tuttavia convinti che ciò è necessario per rivedere nel prossimo futuro tutti quei fattori, come il costo unitario dei servizi pubblici essenziali, che maggiormente incidono sul bilancio familiare. È questo infatti il vero federalismo, perché il federalismo parte dal basso, dalle esigenze quotidiane e dai problemi reali e concreti della nostra gente, che cerca dalla politica risposte certe ed immediate più che sterili battaglie ideologiche ormai anacronistiche e antistoriche. (Applausi dal Gruppo LNP).
Per tutte queste ragioni sono onorata di esprimere, a nome del Gruppo che qui rappresento, il voto favorevole della Lega Nord Padania alla nostra mozione in esame. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).