Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 067 del 07/10/2008

VITO, ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, il Governo si associa alle parole e al sentimento di cordoglio espresso da lei e da tutti gli onorevoli senatori che sono intervenuti.

Voglio richiamarmi brevemente a due concetti ai quali hanno fatto riferimento, oltre che lei, signor Presidente, anche gli onorevoli senatori che hanno preso la parola: le parole, il pensiero, gli studi, le opinioni e l'azione politica di Leopoldo Elia sicuramente non sono tali da potersi prestare ad un giudizio asettico che possa essere formulato da tutte le parti politiche senza riferimento all'attualità di quel pensiero e di quelle opere.

È stata richiamata la mitezza del suo operato e delle sue espressioni. Credo, riprendendo le parole del presidente Marini, che la mitezza fosse un tratto della sua stessa autorevolezza e che non fosse distinta e distante dall'autorevolezza del suo pensiero e dalle espressioni che usava. Come d'altra parte, questa volta facendo riferimento alle parole del senatore Quagliariello, l'amore - più ancora che la volontà di difesa - per la Costituzione vigente hanno offerto grande attualità alle riflessioni del professor Elia sulla forma di governo.

Presidente, se posso permettermi - e concludendo su questo - credo che la nostra vera sfida sia oggi non solo quella di iniziare una nuova stagione di riforme, che dovrà necessariamente investire e riguardare anche un dibattito sull'attualità di alcune norme costituzionali, ma anche quella di capire come sia possibile, in una democrazia che è così cambiata dal 1994 ad oggi ed ancora di più negli ultimi anni e negli ultimi mesi, difendere, coniugare e rafforzare la centralità del Parlamento con un sistema politico che ha visto progressivamente svuotare di peso la centralità dei partiti all'interno dello stesso sistema politico e ha visto invece la volontà dei cittadini esprimersi sempre più direttamente verso la scelta del Governo dal quale essere guidati.

Credo che se riusciremo a difendere il valore della centralità del Parlamento, tenuto conto delle nuove esigenze di funzionamento e delle risposte decisionali che la democrazia moderna ritiene di dover dare, anche per le interrelazioni con il contesto internazionale, avremo fatto un buon lavoro, difendendo anche con i fatti, e non solo a parole, il pensiero di Leopoldo Elia che al Governo, oltre che a noi tutti, è ancora caro. (Generali applausi).