Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 067 del 07/10/2008
Azioni disponibili
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio mentre si celebra il 60° anniversario della Costituzione italiana, perdiamo uno degli interpreti più fedeli della nostra Carta costituzionale, che difese sempre con grande impegno e lucidità; un uomo di qualità morali e dirittura democratica; un politico attento e perspicace.
Il professor Leopoldo Elia è stato un maestro del costituzionalismo italiano per cultura ed esperienza vissuta nelle istituzioni, capacità di dialogo e fermezza di convinzioni. Personalità di grande rilievo politico e culturale, ha vissuto direttamente la vicenda storica di molte istituzioni repubblicane, sempre fedele ai princìpi della Carta, primo fra tutti quello di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. È inevitabile rivolgere alla sua figura un pensiero riconoscente per il prezioso contributo che ha allo sviluppo democratico del Paese e all'affermazione prima di tutto dei principi e dei valori della Costituzione repubblicana.
Insieme a personaggi come Beniamino Andreatta, Pietro Scoppola e Vittorio Bachelet, non è possibile non ricordare la sua militanza universitaria nella FUCI e insieme a loro ciò che ha rappresentato: un punto di riferimento ineludibile per diverse generazioni di giovani cattolici impegnati in politica. Quando si parla del pensiero cattolico democratico non si può non far riferimento oggi, e sicuramente anche in futuro, a ciò che hanno prodotto uomini come loro sul piano culturale. Un pensiero rigoroso di piena fedeltà a Vangelo e Costituzione, che ha dimostrato la possibilità e l'opportunità per la politica di tale incontro.
Leopoldo Elia, oltre ad essere stato un insigne politico, è stato un giurista e un uomo di Governo di particolare raffinatezza, mite e profondo, rispettoso del pensiero altrui e fermissimo difensore del proprio. È stato giudice della Corte costituzionale, parlamentare e tra i più stretti collaboratori del compianto onorevole Aldo Moro. Il suo impegno politico è stato sempre testimoniato nella sua presenza nei Gruppi parlamentari del Partito Popolare e della Margherita e nella sua attività come Presidente della Commissione affari costituzionali di Palazzo Madama.
E come non ricordare, cari colleghi, i suoi scritti e, tra questi, quelli a tutela della libertà e l'invito alle giovani generazioni alla necessità di prendere consapevolezza delle proprie responsabilità e di farne delle proprie iniziative politiche, concrete e spontanee per poter reagire a quelli che potrebbero essere i tentativi di condizionamento del potere? E come non ricordare, tra le sue iniziative legislative come senatore, le misure fiscali a sostegno delle famiglie e l'istituzione di un tribunale per la famiglia e per i minorenni?
Il mio ricordo di una personalità come quella del professor Elia oggi risiede, oltre che nella sua azione politica, nei suoi discorsi e nelle sue parole, che ritengo risultino sempre attuali, come quelle pronunciate in occasione del sessantesimo anniversario della Costituzione della Repubblica italiana a Palazzo della Consulta. Nelle sue riflessioni rammentava l'importanza del passato della nostra Costituzione, designando propositi per il futuro di grande spessore intellettuale, senza comunque alcuna imposizione. Nelle sue parole messaggi importanti di solidarietà, come quello contro la guerra, vista da Elia come «strumento di conquista o di offesa alla libertà degli altri popoli». Le sue parole rivolte ancora al personalismo, al pluralismo, ad uno Stato democratico, alla libertà e ad una «giustizia sociale come organizzazione "diffusa" dei poteri, che assicuri equilibrio e controllo reciproco: un nucleo forte di costituzionalismo coerentemente accolto nella nostra Costituzione».
Trovo incredibilmente moderna la sua profonda intelligenza e lealtà intellettuale con cui, affrontando il problema della periodizzazione e della scelta dei materiali da utilizzare in grado di influire sulla Costituzione vivente, riusciva a mettere in evidenza gli eventi, quali l'approvazione di un ordine del giorno in sede parlamentare o l'esito di una consultazione referendaria; elementi che davano un nuovo slancio ai problemi e alle realtà quotidiane della gente comune. Questa forte sensibilità nei confronti di tutti lo contraddistinguerà sempre e per sempre nel panorama politico e sociale.
Stiamo parlando di un uomo che, attraverso i grandi valori del passato, ma non per questo lontano dai cambiamenti del mondo, dall'attualità e da quelli che potremmo definire i «nuovi diritti», ha guardato lontano, ritenendo necessario per la nostra Costituzione un intervento riformatore che «appare di natura fisiologica».
Credo sia doveroso ricordarlo, non solo come un politico esemplare ed aperto ad una democrazia sostanziale che tenesse conto dell'uomo situato nelle sue condizioni concrete, ma soprattutto come un grande maestro del moderno costituzionalismo italiano. A nome del mio Gruppo, esprimo sinceri sentimenti di cordoglio per la sua scomparsa e di vicinanza alla famiglia del professor Leopoldo Elia. (Generali applausi).