Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 067 del 07/10/2008
Azioni disponibili
Calendario dei lavori dell'Assemblea
PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi pomeriggio, con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - modifiche ed integrazioni al calendario corrente e il nuovo calendario dei lavori dell'Assemblea fino al 23 ottobre 2008:
| Martedì | 7 | ottobre | pom. | h. 16,30-20,30 | - Seguito mozioni nn. 25 (Commissione prezzi), 24 (occupazione) e 26 (costo della vita e retribuzioni) - Doc. LVII, n. 1-bis. - Nota di aggiornamento al DPEF - Disegni di legge nn. 1032 e 1033 - Rendiconto 2007 e Assestamento 2008 (Approvati dalla Camera dei deputati) (Votazioni finali con la presenza del numero legale) - Seguito disegno di legge n. 1018 - Decreto-legge n. 143, in materia di funzionalità del sistema giudiziario (Voto finale entro il 16 ottobre - scade il 15 novembre) - Ratifiche di accordi internazionali approvati dalla Camera dei deputati: disegni di legge nn. 1051 - abolizione pena di morte; 1052 - Repubblica Dominicana protezione investimenti; 1053 - Nuova Zelanda attività lavorativa familiari personale diplomatico; 1054 - Convenzione Croce Rossa; 1055 - Movimenti transfrontalieri rifiuti pericolosi (giovedì 9, ant.) |
| Mercoledì | 8 | " | ant. |
h. 9,30-13 (*)
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| " | " | " | pom. | h. 16-20 | |
| Giovedì | 9 | " | ant. | h. 9,30-14 | |
| Giovedì | 9 | ottobre | pom. | h. 16 | - Interpellanze e interrogazioni |
(*) La seduta antimeridiana di mercoledì 8 ottobre sarà convocata - se necessario e senza votazioni - al solo fine dello svolgimento o dell'eventuale prosieguo della discussione generale sulla Nota di aggiornamento al DPEF e sui disegni di legge recanti Rendiconto e Assestamento.
Le risoluzioni alla nota di aggiornamento al DPEF dovranno essere presentate entro la fine della discussione generale. Gli emendamenti alla risoluzione accolta dal Governo entro 30 minuti dalla espressione del parere.
Il Parlamento in seduta comune è convocato giovedì 9 ottobre alle ore 12.30 per il terzo scrutinio relativo all'elezione di un Giudice della Corte costituzionale. Voteranno per primi i Deputati.
| Martedì | 14 | ottobre | pom. | h. 16,30-20 | - Eventuale seguito argomenti non conclusi - Disegno di legge n. 1038 - Decreto-legge n. 147, partecipazione italiana a missione UE in Georgia (Voto finale entro il 24 ottobre - scade il 22 novembre) (*) - Disegno di legge n. 1061 - Decreto-legge n. 150, proroga missioni internazionali (Voto finale entro il 30 ottobre) (Scade il 29 novembre) (*) - Elezione di due senatori Segretari, ai sensi dell'articolo 5, comma 2-ter, del Regolamento - Mozione n. 32 Morando, Finocchiaro ed altri (procedimento abbreviato ex articolo 157, comma 3, del Regolamento) e mozioni nn. 29, Peterlini, D'Alia ed altri e 33, Lannutti, Belisario ed altri, sulla crisi dei mercati finanziari |
| Mercoledì | 15 | " | ant. |
h. 9,30-13
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| " | " | " | pom. | h. 16,30-20 | |
| Giovedì | 16 | " | ant. | h. 9,30-14 | |
| Giovedì | 16 | ottobre | pom. | h. 16 | - Interrogazioni a risposta immediata ex articolo 151-bis del Regolamento |
(*) Sui disegni di legge nn. 1038 e 1061 (decreto-legge n. 147, partecipazione italiana a missione UE in Georgia e n. 150, recante proroga missioni internazionali) si svolgerà la discussione generale congiunta.
Gli emendamenti ai disegni di legge nn. 1038 e 1061 dovranno essere presentati entro le ore 19 di giovedì 9 ottobre.
| Martedì | 21 | ottobre | pom. | h. 16,30-20 | - Eventuale seguito argomenti non conclusi - Disegno di legge n. … - Decreto-legge n. 137, disposizioni urgenti in materia di istruzione ed università (Ove approvato e trasmesso in tempo utile dalla Camera dei deputati) (Scade il 31 ottobre) |
| Mercoledì | 22 | " | ant. |
h. 9,30-13
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| " | " | " | pom. | h. 16,30-20 | |
| Giovedì | 23 | " | ant. | h. 9,30-14 | |
| Giovedì | 23 | ottobre | pom. | h. 16 | - Interpellanze e interrogazioni |
Gli emendamenti al disegno di legge n. .... (Decreto-legge n. 137, disposizioni urgenti in materia di istruzione ed università) dovranno essere presentati entro le ore 19 di giovedì 16 ottobre.
Ripartizione dei tempi per la Nota di aggiornamento al DPEF
(Totale: 5 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| Relatore di maggioranza |
| 20' |
| Relatore di minoranza |
| 20' |
| Governo |
| 20' |
| Votazioni |
| 30' |
| Gruppi 3 ore e 30 minuti, di cui: |
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| PdL | 1 h. | 05' |
| PD |
| 56' |
| LNP |
| 26' |
| IdV |
| 22' |
| UDC-SVP-Aut |
| 21' |
| Misto |
| 19' |
| Dissenzienti |
| 5' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge. n. 1018
(Decreto-legge funzionalità sistema giudiziario)
(Totale: 7 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| Relatore |
| 30' |
| Governo |
| 30' |
| Votazioni | 1 h. |
|
| Gruppi 5 ore di cui: |
|
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| PdL | 1 h. | 33' |
| PD | 1 h. | 20' |
| LNP |
| 37' |
| IdV |
| 31' |
| UDC-SVP-Aut |
| 30' |
| Misto |
| 27' |
| Dissenzienti |
| 5' |
Ripartizione dei tempi per la discussione dei disegni di legge nn. 1032 e 1033
(Rendiconto 2007 e Assestamento 2008)
(Totale: 3 ore e 30 minuti, escluse dichiarazioni di voto)
| Relatori |
| 30' |
| Governo |
| 30' |
| Votazioni |
| 30' |
| Gruppi 2 ore di cui: |
|
|
| PdL |
| 37' |
| PD |
| 32' |
| LNP |
| 15' |
| IdV |
| 12' |
| UDC-SVP-Aut |
| 12' |
| Misto |
| 11' |
| Dissenzienti |
| 5' |
Ripartizione dei tempi per la discussione dei disegni di legge nn. 1038 e 1061
(Decreti-legge missione UE in Georgia e proroga missioni internazionali)
(Totale: 7 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| Relatori |
| 40' |
| Governo |
| 40' |
| Votazioni |
| 40' |
| Gruppi 5 ore di cui: |
|
|
| PdL | 1 h. | 33' |
| PD | 1 h. | 20' |
| LNP |
| 37' |
| IdV |
| 31' |
| UDC-SVP-Aut |
| 30' |
| Misto |
| 27' |
| Dissenzienti |
| 5' |
SANNA (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SANNA (PD). Signor Presidente, intervengo per richiamare l'attenzione sulla necessità urgente che il Presidente del Consiglio dei ministri venga in quest'Aula a riferire della politica legislativa del Governo.
L'onorevole Berlusconi, a Camere chiuse, durante il weekend, ha detto: «Oggi in Parlamento c'è un popolo di persone depresse perché passano tutto il loro tempo a fare i conti in Aula e in Commissione con l'opposizione che si diverte a fare l'ostruzionismo». È abitudine nei regimi autoritari attribuire all'avversario politico, normalmente d'opposizione, la malattia psichica. Ma, a riprova che ancora non siamo un regime autoritario, l'onorevole Berlusconi attribuisce un grado lieve di malattia psichica non all'opposizione ma alla sua maggioranza, alla quale va la nostra non ironica solidarietà. L'opposizione ostruzionistica è però il virus che rende malato questo Parlamento. Vorrei ringraziarla, presidente Schifani, perché nella sua intervista di oggi ha voluto dare un'indiretta risposta al Presidente del Consiglio, che però è ancora insufficiente, quando ella ha affermato che il Parlamento funziona anche grazie all'atteggiamento dell'opposizione, che non ha assunto metodi ostruzionistici.
Ed ancora l'onorevole Berlusconi nel weekend: «Non esiterò a porre la fiducia ogni volta che servirà perché la fiducia è questione di coraggio e di responsabilità e imporrò» il verbo che ha usato è questo «al Parlamento l'approvazione entro due mesi dei decreti che riterrò necessari per governare il Paese». Poiché non era un richiamo alla regola posta dall'articolo 77 della Costituzione - nel quel caso la sua affermazione sarebbe stata superflua - noi riteniamo che questo rappresenti l'annuncio di una politica legislativa, l'esplicitazione di voler abusare della decretazione d'urgenza. Il Presidente del Consiglio ridimensiona i casi straordinari di necessità e d'urgenza, di cui parla l'articolo 77 della Costituzione, alla ordinaria necessità di Governo e rappresenta al Paese l'equazione "Parlamento depresso ed imbelle- Governo euforico e decidente".
Si dice: la maggioranza deve poter realizzare il suo programma. Ma - lo chiedo ai colleghi della maggioranza - le questioni affidate alla sovranità della legge, il programma è una esclusiva del Governo? È possibile - e concludo - che nella forma di Governo pensata e proposta dall'onorevole Berlusconi non ci sia uno spazio non dico di autonomo, ma almeno di originale inveramento della promessa elettorale da parte di voi parlamentari di maggioranza e delle proposte che l'opposizione vuole e deve poter fare in questo Parlamento?
Leopoldo Elia ci ha insegnato, oltre 20 anni fa, a distinguere la democrazia governata dalla democrazia governante. Chiediamo che il Presidente del Consiglio riferisca in quest'Aula sulla politica legislativa del Governo ed ascolti, da chi le vorrà affermare, le ragioni del Parlamento, la difesa del suo ruolo. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. Pregherei i colleghi di prestare maggiore attenzione agli interventi che toccano un tema che ha costituito un momento di dibattito politico nel Paese.
*QUAGLIARIELLO (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
QUAGLIARIELLO (PdL). Signor Presidente, la polemica sulla decretazione d'urgenza è vecchia quanto la nostra Costituzione. Chi avrà pazienza di andare a rileggere i dibattiti in Assemblea costituente si renderà conto di come i Padri costituenti erano assolutamente consapevoli che la nostra Costituzione presentava tra gli altri, un problema, quello dello spazio del potere esecutivo, il quale nel periodo dello Statuto albertino veniva ricavato nell'arco di ponte che si estendeva tra due pilastri: quello costituito dalla monarchia e quello costituito dalla maggioranza parlamentare.
Nel momento in cui uno di questi due pilastri cadeva, il potere esecutivo veniva a trovarsi senza un suo spazio di autonomia. E questo spazio di autonomia veniva garantito dagli strumenti che di volta in volta era possibile mettere in atto. Non sarebbe nemmeno possibile far risalire alla stagione che si apre con il 1994 la polemica sulla decretazione d'urgenza perché la troviamo nei decenni precedenti.
Oggi dobbiamo prendere atto che la forma di governo di questo Paese si è modificata e non perché alcuni insigni giuristi, costituzionalisti, politologi o storici l'hanno determinato, ma perché i cittadini con il loro voto hanno operato una fondamentale semplificazione. Oggi non c'è più, come dal 1919, da una parte il concerto parlamentare e, dall'altra, il Governo. Oggi abbiamo, da una parte, il Governo e la propria maggioranza, dall'altra, l'opposizione, che legittimamente tende a presentare al Paese delle proposte alternative ed a succedere al Governo in carica. È evidente che tale trasformazione implica il fatto che sia la maggioranza sia l'opposizione debbano trovare delle camere di compensazione per regolare, da una parte, il rapporto tra Governo e maggioranza e, dall'altra, tra leadership e Gruppi parlamentari.
Pensavamo, colleghi dell'opposizione, che lo sforzo che avevate fatto con la nascita del Governo ombra andasse in questo senso ed è per questo che lo abbiamo preso molto seriamente. Per tale ragione sin dal primo momento abbiamo risposto in positivo alle polemiche sulla decretazione di urgenza, con una proposta di aggiornamento dei nostri lavori parlamentari.
PRESIDENTE. La prego di concludere, senatore Quagliarello.
QUAGLIARIELLO (PdL). Abbiamo risposto proponendo un Regolamento differente dei nostri lavori parlamentari, che dia al Governo e alla sua maggioranza tempi certi e all'opposizione più strumenti di controllo, più strumenti anche per parlare direttamente al Paese. Non pensiamo che questa sia la sola soluzione possibile, crediamo però che questo sia il terreno di confronto e riteniamo quindi che la risposta a tali polemiche debba essere un'incisiva azione del Senato per mettere finalmente all'ordine del giorno ciò che abbiamo chiesto fosse all'ordine del giorno sin dal giorno dopo le elezioni.
Signor Presidente, questo è lo stimolo che ricaviamo dalle parole del Capo dello Stato. Questo è lo stimolo che ricaviamo dalla sua intervista di oggi. Riteniamo che la convocazione urgente della Giunta per il Regolamento - che abbiamo chiesto con lettera - sia la risposta culturalmente e istituzionalmente più matura per non trasformare la riflessione su un cambiamento epocale in una piccola polemica di parte. (Applausi dal Gruppo PdL).
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, non voglio polemizzare con il collega Quagliariello, ma vorrei ricordargli che questi argomenti non sono e non possono essere affrontati nell'ambito di una modifica regolamentare. Senatore Quagliariello, quando e se vorrete affrontare la riforma della Costituzione, o di alcune sue parti, affronteremo anche il tema di un nuovo rapporto tra Parlamento ed Esecutivo, che certamente non vi consentiremo, almeno per quanto ci riguarda, di affrontarlo attraverso la scorciatoia della modifica illegittima dei Regolamenti parlamentari.
Detto questo, il problema che è stato sollevato, signor Presidente, è diverso e mi dispiace che il collega Quagliariello non lo abbia colto. Qui il problema è squisitamente politico: non c'è alcuna censura che l'opposizione fa al Presidente del Consiglio e quant'altro.
Il Presidente del Consiglio, in queste settimane, con un linguaggio più o con meno condivisibile, più o meno colorito, ha posto il seguente tema: abbiamo un programma di Governo, i tempi parlamentari forse non ci consentono di realizzarlo così come sono i nostri desideri; dobbiamo fare ricorso ai decreti-legge o alla questione di fiducia per accorciare i tempi del dibattito parlamentare. Ora, non sta a noi, ma a lei, come Presidente del Senato, e al Presidente della Camera ricordare al Presidente del Consiglio che ci sono i Regolamenti parlamentari e che i tempi assegnati alla maggioranza ed all'opposizione, soprattutto per i lavori del Senato, hanno garantito fino ad oggi un giusto equilibrio tra le esigenze del Governo e le esigenze delle opposizioni di rappresentare posizioni diverse.
Non credo ci sia stato nulla di particolarmente trascendentale. Il problema è di capire se vi sono alcune priorità del Governo che devono essere affrontate in sede di decretazione d'urgenza e che hanno bisogno di un corsia preferenziale. Rispetto a questo tema condivido la richiesta avanzata dai colleghi dal Partito Democratico e dagli altri colleghi dell'opposizione di un'informativa o di una presenza del Presidente del Consiglio al Senato affinché ci dica quali sono tali priorità, quali sono questi decreti‑legge e qual è lo spazio di cui il Governo ha bisogno e come, eventualmente, possiamo affrontare questo argomento nell'ambito del normale confronto parlamentare.
Ma se così non fosse, significherebbe che la richiesta è solo strumentale, che non ha nulla a che vedere con le esigenze di priorità del Governo e serve solo a depistare rispetto agli interessi generali del Paese.
Se il confronto è fatto su questi temi, venga il Presidente e ci dica quali sono gli argomenti che non riesce ad affrontare attraverso le dinamiche ordinarie del rapporto parlamentare e quali sono i decreti-legge che vuole portarci, in maniera tale che ci dedicheremo a questo. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut e PD).
PARDI (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARDI (IdV). Signor Presidente, il senatore Quagliariello fa torto alla sua capacità interpretativa se vuole far apparire il ragionamento contenuto nelle parole sagge e responsabili del collega Sanna semplicemente come una lamentela sulla decretazione d'urgenza. Il collega Sanna ha toccato un problema molto più ampio, che è l'equivoco che si è creato in questa legislatura sulla natura stessa dei rapporti tra Parlamento e Governo: noi sosteniamo che questi rapporti siano stati dislocati in una maniera pericolosa per i principi costituzionali.
Il centrodestra si esprime costantemente in una forma che - diciamo così - rasenta la provocazione verbale: per esempio, la ministra Gelmini osa dire che bisogna porre la questione di fiducia perché l'opposizione fa ostruzionismo, mentre è chiaramente evidente che non è vero. Ma, al di là della dimensione grottesca dell'apparenza, il punto fondamentale che è il centrodestra gioca la carta di far sembrare che il voto - cui si è arrivati tramite una pessima legge - abbia realizzato una forma moderna di presidenzialismo, per cui, indicando il leader di una coalizione, il popolo, in realtà, lo elegge direttamente.
Non è così, cari colleghi: la Costituzione non è ancora stata cambiata e se per caso questo Parlamento, sbagliando, ha accettato di votare una legge mal concepita, non si può partire da questo punto per sostenere che il gioco è già fatto. Il presidenzialismo voi pensate che ci sia, ma ancora non c'è: vi ricordo che nella Costituzione, la Parte II «Ordinamento della Repubblica», ha come Titolo I «Il Parlamento» e la Sezione I si intitola «Le Camere», mentre la Sezione II è dedicata all'attività delle Camere e si intitola «La formazione delle leggi». Il Titolo II recita «Il Presidente della Repubblica» ed il Titolo III «Il Governo» ha alla Sezione I «Il Consiglio dei Ministri» e non esiste un titolo di sezione che riguardi il Presidente del Consiglio.
Quindi, è un presidenzialismo d'accatto e un po' da operetta questo per cui abbiamo un signore che preferisce passare le serate in discoteca e, vantandosene, proferire anche parole abbastanza estranee e incongruenti rispetto a quel contesto, senza venire invece nell'Assemblea elettiva a rispondere delle azioni sue, della sua maggioranza e del suo Governo. Questa è una situazione che ha francamente dell'intollerabile: siamo pazienti e responsabili, ma a tutto vi è un limite. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).
PRESIDENTE. Colleghi, al termine di questo giro di orizzonte, vorrei anch'io esprimere una serie di riflessioni.
È notorio che, negli ultimi anni di vita democratica del nostro Paese, il ricorso alla decretazione d'urgenza ha costituito - ahimè! - la prassi dell'azione degli Esecutivi che si sono succeduti, a causa della lungaggine dei lavori parlamentari in via ordinaria; una lungaggine determinata dai Regolamenti, non certo dai politici che si sono susseguiti.
Ritengo, però, che - al segnale che ci è stato dato dagli elettori di semplificazione del quadro politico - noi commetteremmo un errore se non rispondessimo, da parte nostra, con la semplificazione anche della procedura legislativa ordinaria: questo è il segnale che dovremmo rendere a quegli elettori che ci hanno chiesto la semplificazione della politica e del quadro politico.
Ed ecco perché, in questa logica, vedo la soluzione di un ritorno alla riappropriazione del proprio ruolo da parte del Parlamento con la legislazione ordinaria e non d'urgenza, mediante l'esame immediato e tempestivo della riforma dei Regolamenti. Di questo mi sono fatto carico, convocando la Giunta per il Regolamento per la giornata di martedì prossimo, alle ore 11, dove inizieremo a discutere le proposte di modifica del Regolamento, presentate da maggioranza e opposizione, che vanno nella direzione appunto di dare tempi certi all'attivazione del programma di un Esecutivo che è stato votato dagli elettori e all'espressione delle controproposte di un'opposizione che ha diritto di veder garantiti i propri tempi per poter discutere le proprie proposte. A questo si è accompagnata la richiesta dell'opposizione di una migliore riorganizzazione dei lavori d'Aula e di Commissione, sulla quale ho aperto un confronto chiedendo a tutti i Capigruppo delle controproposte.
Io mi auguro che sul tema della riapertura delle regole si possa iniziare, in Aula e in Giunta, un modello di confronto che riporti veramente la dialettica politica e costruttiva sulle regole e quindi riesca a svelenire quel clima che, fuori dal Palazzo, sta caratterizzando i momenti di questa giornata politica.
Mi auguro che sia il Parlamento il centro del confronto, del dibattito, della politica e che dal Parlamento arrivino al Paese segnali di momenti di sintesi che, quando si raggiungono, costituiscono sicuramente momenti di alta politica.
Credo che il percorso sia stato tracciato. La Giunta per il Regolamento è stata convocata dal sottoscritto con l'intesa unanime di tutti i Capigruppo e mi auguro che quello della prossima settimana sia l'inizio di un percorso, in maniera tale che, con la semplificazione condivisa dell'iter ordinario della formazione delle leggi, si possa conseguentemente arrivare alla riduzione della decretazione di urgenza. Avremmo così fatto un favore al Parlamento e avremmo fatto un favore a una migliore efficienza della nostra democrazia parlamentare. (Applausi dal Gruppo PdL).