Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 067 del 07/10/2008
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Seguito della discussione congiunta delle mozioni n. 24 in materia di occupazione (Procedimento abbreviato, ai sensi dell'articolo 157, comma 3, del Regolamento) e n. 26 (testo 2) in materia di costo della vita e retribuzioni
Approvazione della mozione n. 26 (testo 3). Reiezione della mozione n. 24
PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta pomeridiana hanno avuto luogo l'illustrazione delle mozioni e la discussione congiunta e che il rappresentante del Governo ha espresso parere contrario sulla mozione 1-00024 e ha condizionato il parere favorevole sulla mozione 1-00026 (testo 2) ad una riformulazione.
MAURO (LNP). Accoglie la proposta di riformulazione avanzata dal Governo.
PRESIDENTE. Passa alla votazione delle mozioni.
BUGNANO (IdV). Annuncia il voto favorevole del Gruppo IdV sulla mozione n. 24, volta in particolare a favorire l'ingresso dei giovani e delle donne nel mondo del lavoro. L'Italia, infatti, è in grave ritardo nel raggiungimento degli obiettivi di Lisbona, che impongono al 2010 un tasso di occupazione femminile pari al 60 per cento. Si registra inoltre un ingiustificato divario tra uomini e donne nelle retribuzioni e una discriminazione nell'accesso a determinate posizioni o settori. Occorre quindi rafforzare il sistema delle protezioni sociali attraverso un maggiore impiego di risorse nei servizi di sostegno familiare, incentivando così l'ingresso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro. Esprime invece contrarietà rispetto alla mozione n. 26, che mira a legare i livelli retributivi al costo della vita ma operando differenziazioni tra le aree del Paese. Tale problematica potrà essere più efficacemente affrontata quando sarà definito il quadro istituzionale conseguente la riforma del federalismo fiscale. (Applausi dai Gruppi IdV e PD. Congratulazioni).
MAURO (LNP). Dichiara voto favorevole alla mozione n. 26 (testo 3). In una fase di grave crisi economica internazionale e nazionale, che si ripercuote soprattutto sulle famiglie monoreddito, occorre salvaguardare anzitutto il potere d'acquisto delle retribuzioni. In base all'articolo 36 della Costituzione il lavoratore ha diritto ad una retribuzione sufficiente a garantire a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa, ma l'eliminazione della scala mobile ha aumentato le disparità sociali. In linea con le proposte di Marco Biagi ed in una coerente applicazione del principio federalista, occorre dunque prevedere per il pubblico impiego la contrattazione collettiva su base territoriale e definire un meccanismo di adeguamento degli stipendi al costo della vita calcolato su base locale. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).
TREU (PD). Dichiara voto favorevole alla mozione n. 24, che è volta a richiamare l'attenzione del Governo sulla gravità della situazione occupazionale. A fronte di una crisi finanziaria che è destinata ad investire anche l'economia reale, un Governo responsabile non può limitarsi a progettare interventi microeconomici sul fronte dell'offerta e ad offrire garanzie a banche e risparmiatori. Deve piuttosto promuovere politiche pubbliche di sostegno alla domanda, che intervengano su redditi da lavoro e investimenti esteri, ed estendere gli ammortizzatori sociali alle piccole e medie imprese. Annuncia voto contrario alla mozione n. 26 (testo 3), che evidenzia le contraddizioni del Governo. Mentre si approfondisce il divario tra Nord e Sud, le politiche per il Mezzogiorno sono smantellate e la scala mobile provinciale, ipotizzata dalla Lega Nord, non ha alcuna attinenza con le politiche per la produttività che il centrodestra dice di voler attuare. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi).
CASTRO (PdL). Dichiara voto favorevole alla mozione n. 26 nel testo modificato. Il documento della Lega Nord coglie il problema del divario crescente di produttività tra Nord e Sud del Paese, ma la soluzione non risiede nell'istituzione di una scala mobile locale, che può danneggiare le imprese a vocazione internazionale, bensì nella riforma delle relazioni industriali. Occorre passare infatti da un sistema di contrattazione nazionale ad un sistema di contrattazione decentrata, aziendale e locale. Annuncia voto contrario alla mozione n. 24 che ripropone un modello di intervento indifferenziato, centralistico e burocratico, inadeguato rispetto al processo di ristrutturazione in atto nelle imprese italiane e alla nuova centralità assunta dall'interesse nazionale nelle politiche industriali. La proposta debole e dogmatica del Partito Democratico sembra rappresentare un'Italia impaurita e arrogante, laddove il Popolo della Libertà rappresenta un'Italia audace e concreta. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP. Congratulazioni).
PRESIDENTE. Avverte che le mozioni saranno votate secondo l'ordine di presentazione e non interverranno effetti di preclusione.
Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge la mozione n. 24 e approva la mozione n. 26 (testo 3). (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).