Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 067 del 07/10/2008
Azioni disponibili
Discussione del documento:
(Doc. LVII, n. 1-bis) Nota di aggiornamento al Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2009-2013 (Relazione orale)
Presidenza della vice presidente MAURO
AZZOLLINI, relatore. Nella Nota di aggiornamento al DPEF le previsioni di crescita dell'economia vengono ridotte di 0,4 punti percentuali tanto per il 2008 quanto per il 2009. Anche le previsioni di crescita per il 2010 e il 2011 sono riviste al ribasso, anche se per percentuali inferiori, mentre la previsione di una crescita pari all'1,5 per cento è confermata per il biennio successivo. Per l'anno 2008 il valore dell'indebitamento netto è confermato, ma per gli anni successivi si registra un peggioramento a causa della contrazione dell'avanzo primario e dell'aumento della spesa per interessi. Il debito pubblico evidenzia conseguentemente un percorso di rientro più lento, anche se l'obiettivo di portare il rapporto debito/PIL al di sotto del 100 per cento nel 2011 risulta confermato. La Nota non fornisce motivazioni sulla modifica, rispetto alle indicazioni dello scorso giugno, delle misure una tantum, profila un aggiustamento strutturale più impegnativo e ridetermina il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato, che è fissato ad un livello più elevato pur mantenendo un andamento discendente nel periodo di riferimento. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
MORANDO, relatore di minoranza. Rivolge un invito pressante al Governo affinché proceda ad un'integrazione della Nota di aggiornamento che espliciti scelte politiche volte a limitare gli effetti sull'economia reale della gravissima crisi finanziaria in atto. Di fronte ad una crisi di fiducia, infatti, il silenzio dell'autorità politica non gioca un ruolo positivo. Dà atto al Presidente del Consiglio di avere offerto garanzie sui depositi dei risparmiatori; occorre tuttavia un'iniziativa organica, sul piano europeo e sul piano nazionale, che il PD è pronto a concordare sulla base della proposta di risoluzione n. 3. Per ridurre l'impatto della crisi sui posti di lavoro e sulle imprese, il salvataggio di singole banche è insufficiente: l'Unione europea deve intervenire per impedire il collasso del credito e per ricapitalizzare le banche, attraverso l'iniezione di fondi pubblici ovvero l'obbligo di convertire il debito in capitale azionario. Una nuova regolamentazione dei mercati finanziari dovrebbe precedere la modifica del Patto di stabilità e crescita, che dovrebbe puntare anzitutto al finanziamento di progetti infrastrutturali con l'emissione di eurobond garantiti. Sul versante nazionale è necessario abbandonare una politica fiscale restrittiva e optare per una responsabile politica espansiva anticiclica, prevedendo il recupero del fiscal drag per i lavoratori dipendenti, detrazioni per le lavoratrici con figli a carico e riduzioni fiscali per la parte del salario determinata attraverso la contrattazione di secondo livello. Gli interventi dovrebbero essere finanziari attraverso la riduzione della spesa corrente primaria, la riqualificazione della pubblica amministrazione e il contrasto dell'evasione e dell'elusione fiscale. (Applausi dai Gruppi PD e IdV. Congratulazioni).
PRESIDENTE. Ricorda che, come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, le proposte di risoluzione dovranno essere presentate entro la fine della discussione, che dichiara aperta.
ROSSI Nicola (PD). La Nota di aggiornamento presentata dal Governo appare reticente e riflette una politica economica paradossale per un momento di crisi come quello attuale. Pur comprendendo le ragioni di prudenza a cui sono state improntate le scelte dell'Esecutivo, alla luce della crisi economica in corso servirebbe una politica diversa e più coraggiosa di quella proposta fin dallo scorso luglio. Viene infatti chiesto al Paese uno sforzo imponente, in una situazione economica molto difficile, con l'obiettivo di dimezzare l'indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni. Il Partito Democratico non chiede certo di allentare i vincoli di bilancio e di diminuire il rigore della politica finanziaria, ma ritiene più opportuno provvedere ad un immediato abbattimento della pressione fiscale, attraverso una riduzione della spesa, che darebbe respiro all'economia del Paese, adattando così l'impostazione di politica economica alla fase congiunturale in atto. (Applausi dai Gruppi PD e IdV. Congratulazioni).
GARAVAGLIA Mariapia (PD). Una parte rilevante della manovra economica predisposta dal Governo è a carico della scuola pubblica, considerata non un servizio essenziale per il Paese, ma alla stregua di un'azienda improduttiva di cui ridurre drasticamente i costi. Tanto il decreto-legge n. 112 quanto il provvedimento in materia di pubblica istruzione, su cui è stata posta la fiducia alla Camera dei deputati, infatti, non propongono un serio e ponderato progetto di riforma della scuola, ma hanno l'unico obiettivo di contenerne i costi, eliminando un numero elevato di posti di lavoro: ne è un esempio la reintroduzione della figura del maestro unico, derivante non da considerazioni di natura pedagogica, ma strettamente finanziarie. Al fine di ottenere tale risparmio si effettuano dunque tagli orizzontali, che ledono l'autonomia degli istituti scolastici e degli enti locali e si diminuisce l'orario scolastico, andando a detrimento della qualità dell'istruzione e creando disagi alle famiglie. Il Partito Democratico auspica dunque che il provvedimento sulla scuola oggi votato alla Camera dei deputati possa essere oggetto di un confronto approfondito e di merito nelle Aule del Senato, impegnandosi a contribuire alla migliore allocazione delle risorse e al contrasto degli sprechi, ma sempre considerando la scuola come un indispensabile investimento per il Paese e non una mera voce di costo. (Applausi dai Gruppi PD e IdV. Congratulazioni).
FLERES (PdL). Al momento della presentazione del DPEF nel mese di giugno, la congiuntura internazionale lasciava già presagire l'approssimarsi di un periodo di crisi per l'economia italiana e mondiale, i cui drammatici sviluppi sarebbero stati tuttavia inimmaginabili solo pochi mesi fa. I fallimenti di alcuni colossi bancari hanno spinto il Governo statunitense ad intervenire con un consistente ed inedito piano di aiuti finanziari, onde evitare il verificarsi di un effetto domino dalle conseguenze incalcolabili; allo stesso tempo, sul fronte europeo si sono registrati gli interventi di alcuni Governi nazionali ed è stato convocato un vertice europeo da parte della presidenza francese. Nonostante tutto questo, le borse mondiali non danno ancora segni di ripresa e continuano a perdere capitali enormi. In tale contesto, il Governo ha prontamente trasmesso alle Camere la Nota di aggiornamento al Documento di programmazione economico-finanziaria, nella quale vengono ridimensionate le stime di crescita del PIL per gli anni 2008 e 2009, in linea con quanto sta avvenendo negli altri Paesi europei. Restano tuttavia invariati gli obiettivi di contenimento del rapporto tra indebitamento netto e PIL e di riduzione del rapporto tra debito pubblico e PIL. Il conseguimento di tali risultati di bilancio, pur in una congiuntura sfavorevole, è stato reso possibile grazie alle riduzioni di spesa e ai consistenti tagli nel settore pubblico operati dal Governo Berlusconi, attraverso interventi volti ad eliminare gli sprechi e il mal funzionamento delle amministrazioni pubbliche. Senza proclami mediatici, senza fretta e senza aumentare la pressione fiscale, l'Esecutivo sta progressivamente realizzando, con coraggio e ottimismo, gli impegni programmatici di risanamento delle finanze pubbliche e di rilancio dell'economia italiana, che è sostanzialmente sana, perché basata su un tessuto di piccole e medie imprese e non sulla speculazione finanziaria. (Applausi dal Gruppo PdL).
LANNUTTI (IdV). La crisi finanziaria che sta agitando i mercati mondiali è senza precedenti ed avrà esiti peggiori rispetto alla stessa crisi del 1929, in quanto all'epoca non esisteva la finanza derivata e non era ancora in atto il processo di globalizzazione. Tra gli effetti interni di tale crisi si annoverano da un lato la consistente perdita di valore dei titoli in borsa di alcuni grandi gruppi bancari e industriali italiani e, su un altro versante, le difficoltà incontrate da quei cittadini che hanno stipulato negli anni passati dei mutui a tasso variabile ed hanno visto in tempi recenti la rata mensile aumentare in misura notevole a causa dell'incremento dell'indice Euribor. Di tale drammatica situazione non vi è traccia nella Nota di aggiornamento al DPEF, la quale si limita a ridurre lievemente le stime di crescita, ma non tiene conto della grave recessione economica in atto né tanto meno propone delle efficaci misure di intervento. Tale non si può considerare la convenzione stipulata a giugno tra il Ministero dell'economia e l'ABI sul blocco della rata dei mutui a tasso variabile, che nei fatti si rivela essere un regalo per le banche ed un ostacolo alla più efficace procedura prevista dal decreto Bersani sulla portabilità e la surroga. In conclusione, di fronte ad un così grave contesto, sarebbe stato lecito attendersi più coraggio e più responsabilità da parte del Governo e dello stesso Ministro dell'economia, che non ha ancora ritenuto opportuno venire in Aula a riferire sugli esiti e sulle reali dimensioni della crisi. (Applausi dal Gruppo IdV).
PRESIDENTE. Rinvia l'esame del provvedimento in titolo ad altra seduta.
Dà annunzio degli atti di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno delle sedute dell'8 ottobre.
La seduta termina alle ore 20,27.