Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 067 del 07/10/2008

 

RESOCONTO SOMMARIO

 

Presidenza del vice presidente CHITI

 

La seduta inizia alle ore 16,33.

 

Il Senato approva il processo verbale della seduta pomeridiana del 2 ottobre.

 

Comunicazioni della Presidenza

 

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

 

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

 

PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 16,35 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

Disegni di legge, annunzio di presentazione

PRESIDENTE. Comunica che il Governo ha presentato il disegno di legge n. 1083, di conversione del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, recante disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali.

In attesa che si concluda la Conferenza dei Capigruppo, sospende la seduta.

 

La seduta, sospesa alle ore 16,36, è ripresa alle ore 17,12.

 

Presidenza del presidente SCHIFANI

Sull'incendio sviluppatosi al terzo piano di Palazzo Carpegna

PRESIDENTE. Nella giornata di ieri si è sviluppato un incendio in uno dei palazzi del Senato, le cui cause sono ancora in corso di accertamento e i cui effetti sono stati circoscritti grazie all'efficiente funzionamento dei dispositivi di sicurezza e al tempestivo intervento dei Vigili del fuoco. Il Senato provvederà al ripristino dei luoghi coinvolti nel più breve tempo possibile, garantendo comunque l'allestimento di spazi adeguati per consentire il regolare svolgimento dell'attività parlamentare delle Commissioni secondo il calendario previsto.

In memoria di Leopoldo Elia

PRESIDENTE. (Si leva in piedi e con lui tutta l'Assemblea). Leopoldo Elia, venuto a mancare nella giornata di domenica, è stato un insigne giurista e un uomo delle istituzioni di grande profondità intellettuale. La sua attività di studioso e di docente universitario è stata sempre lucida e la brillantezza del suo metodo di studio, ispirato al pensiero di Esposito e Mortati, è ben testimoniata dalla celebre voce dell'Enciclopedia del diritto dedicata alle forme di Governo. Eletto giudice della Corte costituzionale ne è stato Presidente e in questo ruolo ha contribuito alla modernizzazione di importanti istituti dell'ordinamento. Come senatore, Presidente della Commissione affari costituzionali, capogruppo del Partito popolare e Ministro delle riforme del Governo Ciampi, la sua attività è stata illuminata dalla perizia dell'uomo di scienza e caratterizzata da una mitezza nei toni, sempre disposta ad un fertile confronto con gli interlocutori. È stato profondo interprete della Carta costituzionale, capace di evidenziarne le zone d'ombra e le possibili evoluzioni, senza mai confondere il rispetto dovuto alla Carta fondamentale con uno sterile conservatorismo. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio. Generali applausi).

MARINI (PD). Leopoldo Elia ha offerto un prezioso contributo scientifico alla dottrina costituzionale italiana e all'interpretazione, alla custodia e alla vitalità della Carta costituzionale, tanto da poter essere considerato alla stregua degli stessi Padri costituenti. Strenuo difensore della forma di Governo parlamentare, anche di recente ha ricordato come dietro la parola d'ordine della governabilità si possano annidare i rischi di una personalizzazione del potere e di una distorsione del sistema democratico. Refrattario ad ogni forma di conservatorismo, era favorevole ad un intervento riformatore della Costituzione, ma è stato sempre fermamente contrario ad un suo stravolgimento. La mitezza cui ha improntato il proprio agire politico è stata sempre abbinata alla nettezza delle convinzioni e al rigore delle argomentazioni. Il suo pensiero è un esempio della migliore tradizione del cattolicesimo democratico e il suo impegno di giurista e uomo delle istituzioni è stato sempre ispirato ad alte ragioni ideali e morali. (Generali applausi).

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Ricordando Leopoldo Elia, il Senato commemora un maestro del costituzionalismo italiano, un pensatore sensibile e profondo, un importante esponente della tradizione del cattolicesimo democratico, proveniente dalle fila della FUCI e collaboratore di Aldo Moro. Va ricordata la sua attenzione alla difesa della famiglia, da attuare anche attraverso la politica fiscale, e la sua opposizione alla guerra, vista come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli. Profondo interprete della Costituzione, attento alla difesa dei diritti di libertà, è stato anche un lucido osservatore dei cambiamenti del mondo e dell'emersione di nuovi diritti e per questo ha sempre evidenziato l'ineludibilità di un intervento riformatore della Carta costituzionale. (Generali applausi).

PARDI (IdV). Negli ultimi anni Leopoldo Elia, grazie al suo protagonismo civile e alle sue lucide argomentazioni, è stato un punto di riferimento di quella parte dell'opinione pubblica che si è mobilitata in difesa della Carta e che ha avuto un ruolo importante nella recente bocciatura referendaria del progetto di riforma della Costituzione. È bene ricordarne il costante impegno intellettuale profuso a tutela del principio costituzionale di eguaglianza, l'attenzione ai problemi sociali, la ferma opposizione alla guerra e la strenua difesa del principio della separazione dei poteri, considerata una delle basi imprescindibili del costituzionalismo moderno. Mirabile è stato anche il recente intervento in Senato nel quale ha evidenziato in modo cristallino le aporie del cosiddetto disegno di legge Alfano. Auspica dunque che il pensiero di Leopoldo Elia venga non solo ricordato attraverso l'encomio solenne, ma venga anche approfondito in convegni organizzati in suo onore e soprattutto possa essere concreta fonte di ispirazione dell'agire politico. (Applausi).

MAZZATORTA (LNP). Esprime viva commozione per la recente scomparsa di Leopoldo Elia, uno dei più grandi maestri del costituzionalismo moderno. Se negli ultimi anni i suoi scritti e la sua attività si sono concentrati sulla critica della riforma costituzionale approvata dal centrodestra nella XIV legislatura, va tuttavia rilevato che il costituzionalismo militante di Elia non è stato mai monocorde e che egli si è altresì speso per la valorizzazione dei principi costituzionali di decentramento e di autonomia degli enti locali, nonché per sollecitare in tempi recenti l'attuazione del nuovo articolo 119 della Costituzione, sottolineando l'importanza della partecipazione delle Regioni al gettito erariale del loro territorio. Leopoldo Elia era inoltre consapevole dell'esigenza di tutelare la stabilità dell'azione di Governo, ben presente già ai Padri costituenti, e della necessità di prevedere meccanismi di razionalizzazione del rapporto tra Parlamento e Governo. La sua attività politica in Parlamento, seria e rigorosa, si è caratterizzata per la sensibilità nei confronti delle questioni etiche, come dimostrato, ad esempio, dal suo impegno per la ratifica della Convenzione di Oviedo. (Generali applausi).

QUAGLIARIELLO (PdL). Nel ricordare la figura del costituzionalista Leopoldo Elia è opportuno evitare di cedere sia alla retorica celebrativa sia ad una lettura esclusivamente di parte della sua attività. Nella riflessione scientifica, come nella pratica politica, Elia seppe cogliere e riconoscere la centralità dei partiti politici nella vita democratica del Paese, aprendo alle tematiche politologiche le porte della dottrina costituzionalista e comprendendo, in anticipo sui tempi, l'importanza della Costituzione materiale. Egli difese inoltre il ruolo della classe politica anche nei periodi in cui questa venne posta sotto accusa dall'opinione pubblica. Al momento della transizione ad una nuova stagione istituzionale, nel corso degli anni Novanta, Elia si fece strenuo oppositore delle novità del quadro politico ed istituzionale, scorgendo in esse rischi di deriva populista e di smarrimento dell'equilibrio democratico e riuscendo a cogliere con maggiore profondità gli elementi di rottura che non quelli di continuità e di normale evoluzione rispetto alla stagione precedente. Avversò con decisione anche la riforma costituzionale approvata dal centrodestra nel 2005, allineandosi ad una scuola di pensiero che vede in ogni proposta di riforma un attentato alla Costituzione, anche quelle tendenti ad affermare la «democrazia di investitura» ed il rafforzamento della figura del premier come naturale evoluzione del parlamentarismo applicato alla società contemporanea. Ma, a differenza di altri, non ha coltivato mai la pretesa di essere depositario della verità assoluta e si è impegnato in un appassionato confronto critico. Questo atteggiamento rispettoso e costruttivo è parte integrante del lascito culturale di Leopoldo Elia. (Generali applausi).

BALDASSARRI (PdL). Interviene per un breve ricordo personale della figura di Leopoldo Elia. (Generali applausi).

VITO, ministro per i rapporti con il Parlamento. Si associa al Presidente e ai senatori intervenuti nell'esprimere il cordoglio del Governo per la scomparsa di Leopoldo Elia, ricordando come il suo pensiero e la sua azione politica non si prestino ad un giudizio asettico, in quanto si sono sempre collocati nell'attualità del contesto politico ed istituzionale del momento. Oggi, all'inizio di una nuova stagione di riforme e all'interno di un quadro politico-istituzionale che ha subito profonde trasformazioni a partire dal 1994, una riflessione e un impegno a difesa della centralità del ruolo del Parlamento rappresenterebbero la migliore testimonianza, nei fatti, del valore del pensiero di Leopoldo Elia. (Generali applausi).

 

PRESIDENTE. Comunica che è pervenuto alla Presidenza uno scritto a firma del senatore Pistorio per commemorare il senatore Elia; tale scritto sarà allegato agli atti della seduta odierna. (v. Allegato B)

Calendario dei lavori dell'Assemblea

Parlamento in seduta comune, convocazione

PRESIDENTE. Comunica le determinazioni assunte dalla Conferenza dei Capigruppo in ordine al calendario dei lavori dell'Assemblea per il periodo fino al 23 ottobre. (v. Resoconto stenografico).

Il Parlamento in seduta comune è convocato per giovedì 9 ottobre, alle ore 12,30, per il terzo scrutinio relativo all'elezione di un giudice della Corte costituzionale.

SANNA (PD). Chiede che il Presidente del Consiglio riferisca urgentemente in Aula sulla politica legislativa del Governo. Tali comunicazioni si rendono particolarmente necessarie a seguito delle recenti dichiarazioni rilasciate dal presidente Berlusconi, il quale ha dichiarato che farà ricorso alla decretazione d'urgenza e porrà la questione di fiducia ogni volta che lo riterrà opportuno ai fini di un rapido esercizio dell'azione di Governo ed ha ribadito di considerare il Parlamento un intralcio a tale azione, accusando l'opposizione di porre in essere pratiche ostruzionistiche. Ringrazia in proposito il presidente Schifani per aver dichiarato in un'intervista odierna che l'opposizione non utilizza metodi ostruzionistici. (Applausi dal Gruppo PD).

QUAGLIARIELLO (PdL). La polemica sulla decretazione d'urgenza nel quadro del rapporto tra potere esecutivo e potere legislativo è già presente nei dibattiti della Costituente. Tuttavia il quadro istituzionale è stato profondamente modificato dalla chiara volontà espressa dagli elettori, i quali hanno indicato la via verso la semplificazione del confronto politico nel rapporto tra il Governo e la maggioranza che lo esprime, da una parte, e l'opposizione, dall'altra. La formazione del Governo ombra sembrava voler riconoscere tale realtà, ma l'opposizione ha smentito le aspettative risollevando una polemica datata; è invece opportuno convocare urgentemente la Giunta per il Regolamento, per adottare proposte di modifica che assicurino termini certi per la discussione delle proposte del Governo e al contempo strumenti idonei all'esercizio della funzione di controllo da parte dell'opposizione. (Applausi dal Gruppo PdL).

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). I problemi connessi all'alterazione del rapporto tra Governo e Parlamento non possono essere affrontati, come sostiene il senatore Quagliariello, solo attraverso modifiche regolamentari, ma richiedono una revisione del dettato costituzionale. La questione sorge alla luce delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, il quale ha minacciato di utilizzare la decretazione d'urgenza e la questione di fiducia per superare gli ostacoli che l'attività parlamentare avrebbe posto all'azione di governo, ma che in realtà non si sono manifestati, visto che i Regolamenti e l'organizzazione dei lavori hanno garantito nell'attuale legislatura il giusto equilibrio tra le esigenze dell'Esecutivo e quelle delle opposizioni. Per tali ragioni è opportuno che il Presidente del Consiglio riferisca in Aula sulle tematiche che intende sottoporre con maggiore urgenza all'esame del Parlamento, il quale, pur nel rispetto delle priorità indicate, deve essere messo in condizione di discuterne nell'ambito della normale dialettica parlamentare. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut e PD).

PARDI (IdV). Il Governo pretende di cambiare in modo strisciante la forma di Governo, presentando il presidenzialismo come una situazione de facto, mentre tale stravolgimento della natura dei rapporti tra i poteri dello Stato, chiaramente definiti dalla Costituzione vigente, richiede un confronto approfondito tra le forze politiche e l'approvazione di modifiche alla Carta fondamentale. Un atteggiamento rispettoso delle istituzioni imporrebbe al Presidente del Consiglio di chiarire nelle Aule parlamentari l'atteggiamento del Governo e le provocazioni verbali dagli ultimi giorni. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).

PRESIDENTE. La lentezza della procedura legislativa ordinaria, imputabile in primo luogo ai Regolamenti parlamentari, ha purtroppo reso necessario il ricorso sempre più frequente alla decretazione d'urgenza. Il Parlamento deve riappropriarsi del ruolo legislativo, rispondendo con una modifica regolamentare alle richieste di semplificazione provenienti dai cittadini, con l'obiettivo di garantire tempi certi per l'esame delle proposte dell'Esecutivo votato dagli elettori e spazi adeguati per il confronto tra maggioranza e opposizione, nel rispetto delle regole di una corretta dialettica politica. Si è pertanto stabilito, con l'intesa unanime di tutti i Gruppi, di convocare per la prossima settimana la Giunta per il Regolamento, onde discutere proposte di modifica tese alla semplificazione dell'iter ordinario della formazione delle leggi ed alla riorganizzazione dei lavori di Aula e di Commissione. (Applausi dal Gruppo PdL).

Seguito della discussione e approvazione della mozione n. 25 sull'istituzione di una Commissione straordinaria per il controllo dei prezzi

PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta antimeridiana hanno avuto luogo l'illustrazione della mozione 1-00025 e la discussione e passa alla votazione.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Il Gruppo UDC-SVP-Autonomie ha sottoscritto convintamente la mozione n. 25, con cui si propone l'istituzione di una Commissione per il controllo dei prezzi, volta ad approfondire le ragioni delle crescenti difficoltà che le famiglie italiane si trovano ad affrontare, soprattutto alla luce del deteriorarsi del panorama economico e finanziario internazionale. Il Governo deve chiarire come intenda intervenire e quali siano le modalità più opportune per consentire all'opposizione di concorrere alla risoluzione delle questioni emerse. Coglie l'occasione per annunciare il voto di astensione sulle altre due mozioni all'ordine del giorno, che, pur contenendo considerazioni condivisibili sulla crisi occupazionale, sui tagli che smantellano la pubblica amministrazione, sul sostegno ai redditi da lavoro dipendente contro l'abuso delle forme flessibili di impiego e sulla differenziazione del reddito tra le diverse aree del Paese, non affrontano nel complesso le problematiche che hanno investito le famiglie e che devono rappresentare la priorità nell'intervento della Commissione. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut).

 

Presidenza della vice presidente MAURO

FRANCO Paolo (LNP). Annunciando il voto favorevole sulla mozione n. 25, esprime soddisfazione per l'adesione di tutti i Gruppi parlamentari alle finalità manifestate nel documento, come l'analisi dei fattori all'origine del rincaro dei prezzi, l'acquisizione di informazioni atte a garantire la trasparenza dei mercati, l'elaborazione di proposte per attenuare le conseguenze degli aumenti dei prezzi dei prodotti energetici e dei beni di largo consumo sulle fasce più deboli e lo svolgimento di indagini sull'andamento dei titoli petroliferi. Finalità che acquisiscono maggior rilievo alla luce dei recenti avvenimenti nei mercati finanziari mondiali. Particolarmente positiva risulta essere la previsione di un contatto tra la Commissione straordinaria che si intende istituire e analoghi organismi esteri. Per tutelare i cittadini rispetto all'aumento indiscriminato dei prezzi e alle speculazioni finanziarie internazionali occorre un intervento rapido e coordinato, cui la Commissione può offrire un contributo concreto. (Applausi dal Gruppo LNP).

SANGALLI (PD). Il Partito Democratico voterà a favore dell'istituzione di una Commissione straordinaria per il controllo dei prezzi, finalizzata alla verifica della trasparenza dai mercati, anche perché negli anni le diverse Autorità statali a tale scopo preposte si sono dimostrate inadeguate, non disponendo di efficaci strumenti sanzionatori, come dimostra il mancato intervento dello Stato sull'aumento indiscriminato dei prezzi in occasione dell'introduzione della moneta unica. L'andamento dei prezzi del petrolio, il cui costo al barile ha subito una notevole flessione negli ultimi mesi senza che a ciò corrispondesse un proporzionato calo del prezzo al litro, è emblematico delle distorsioni del mercato, che gravano esclusivamente sui consumatori finali. La Commissione dovrà pertanto vegliare sui mercati e denunciare fenomeni speculativi, come quello generato nelle fasi intermedie della filiera della produzione agroalimentare. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).

 

Il Senato approva la mozione 1-00025.

 

Presidenza del vice presidente CHITI

Seguito della discussione congiunta delle mozioni n. 24 in materia di occupazione (Procedimento abbreviato, ai sensi dell'articolo 157, comma 3, del Regolamento) e n. 26 (testo 2) in materia di costo della vita e retribuzioni

Approvazione della mozione n. 26 (testo 3). Reiezione della mozione n. 24

PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta pomeridiana hanno avuto luogo l'illustrazione delle mozioni e la discussione congiunta e che il rappresentante del Governo ha espresso parere contrario sulla mozione 1-00024 e ha condizionato il parere favorevole sulla mozione 1-00026 (testo 2) ad una riformulazione.

MAURO (LNP). Accoglie la proposta di riformulazione avanzata dal Governo.

PRESIDENTE. Passa alla votazione delle mozioni.

BUGNANO (IdV). Annuncia il voto favorevole del Gruppo IdV sulla mozione n. 24, volta in particolare a favorire l'ingresso dei giovani e delle donne nel mondo del lavoro. L'Italia, infatti, è in grave ritardo nel raggiungimento degli obiettivi di Lisbona, che impongono al 2010 un tasso di occupazione femminile pari al 60 per cento. Si registra inoltre un ingiustificato divario tra uomini e donne nelle retribuzioni e una discriminazione nell'accesso a determinate posizioni o settori. Occorre quindi rafforzare il sistema delle protezioni sociali attraverso un maggiore impiego di risorse nei servizi di sostegno familiare, incentivando così l'ingresso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro. Esprime invece contrarietà rispetto alla mozione n. 26, che mira a legare i livelli retributivi al costo della vita ma operando differenziazioni tra le aree del Paese. Tale problematica potrà essere più efficacemente affrontata quando sarà definito il quadro istituzionale conseguente la riforma del federalismo fiscale. (Applausi dai Gruppi IdV e PD. Congratulazioni).

MAURO (LNP). Dichiara voto favorevole alla mozione n. 26 (testo 3). In una fase di grave crisi economica internazionale e nazionale, che si ripercuote soprattutto sulle famiglie monoreddito, occorre salvaguardare anzitutto il potere d'acquisto delle retribuzioni. In base all'articolo 36 della Costituzione il lavoratore ha diritto ad una retribuzione sufficiente a garantire a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa, ma l'eliminazione della scala mobile ha aumentato le disparità sociali. In linea con le proposte di Marco Biagi ed in una coerente applicazione del principio federalista, occorre dunque prevedere per il pubblico impiego la contrattazione collettiva su base territoriale e definire un meccanismo di adeguamento degli stipendi al costo della vita calcolato su base locale. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).

TREU (PD). Dichiara voto favorevole alla mozione n. 24, che è volta a richiamare l'attenzione del Governo sulla gravità della situazione occupazionale. A fronte di una crisi finanziaria che è destinata ad investire anche l'economia reale, un Governo responsabile non può limitarsi a progettare interventi microeconomici sul fronte dell'offerta e ad offrire garanzie a banche e risparmiatori. Deve piuttosto promuovere politiche pubbliche di sostegno alla domanda, che intervengano su redditi da lavoro e investimenti esteri, ed estendere gli ammortizzatori sociali alle piccole e medie imprese. Annuncia voto contrario alla mozione n. 26 (testo 3), che evidenzia le contraddizioni del Governo. Mentre si approfondisce il divario tra Nord e Sud, le politiche per il Mezzogiorno sono smantellate e la scala mobile provinciale, ipotizzata dalla Lega Nord, non ha alcuna attinenza con le politiche per la produttività che il centrodestra dice di voler attuare. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi).

CASTRO (PdL). Dichiara voto favorevole alla mozione n. 26 nel testo modificato. Il documento della Lega Nord coglie il problema del divario crescente di produttività tra Nord e Sud del Paese, ma la soluzione non risiede nell'istituzione di una scala mobile locale, che può danneggiare le imprese a vocazione internazionale, bensì nella riforma delle relazioni industriali. Occorre passare infatti da un sistema di contrattazione nazionale ad un sistema di contrattazione decentrata, aziendale e locale. Annuncia voto contrario alla mozione n. 24 che ripropone un modello di intervento indifferenziato, centralistico e burocratico, inadeguato rispetto al processo di ristrutturazione in atto nelle imprese italiane e alla nuova centralità assunta dall'interesse nazionale nelle politiche industriali. La proposta debole e dogmatica del Partito Democratico sembra rappresentare un'Italia impaurita e arrogante, laddove il Popolo della Libertà rappresenta un'Italia audace e concreta. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP. Congratulazioni).

 

PRESIDENTE. Avverte che le mozioni saranno votate secondo l'ordine di presentazione e non interverranno effetti di preclusione.

 

Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge la mozione n. 24 e approva la mozione n. 26 (testo 3). (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).

Discussione del documento:

(Doc. LVII, n. 1-bis) Nota di aggiornamento al Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2009-2013 (Relazione orale)

 

Presidenza della vice presidente MAURO

AZZOLLINI, relatore. Nella Nota di aggiornamento al DPEF le previsioni di crescita dell'economia vengono ridotte di 0,4 punti percentuali tanto per il 2008 quanto per il 2009. Anche le previsioni di crescita per il 2010 e il 2011 sono riviste al ribasso, anche se per percentuali inferiori, mentre la previsione di una crescita pari all'1,5 per cento è confermata per il biennio successivo. Per l'anno 2008 il valore dell'indebitamento netto è confermato, ma per gli anni successivi si registra un peggioramento a causa della contrazione dell'avanzo primario e dell'aumento della spesa per interessi. Il debito pubblico evidenzia conseguentemente un percorso di rientro più lento, anche se l'obiettivo di portare il rapporto debito/PIL al di sotto del 100 per cento nel 2011 risulta confermato. La Nota non fornisce motivazioni sulla modifica, rispetto alle indicazioni dello scorso giugno, delle misure una tantum, profila un aggiustamento strutturale più impegnativo e ridetermina il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato, che è fissato ad un livello più elevato pur mantenendo un andamento discendente nel periodo di riferimento. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).

MORANDO, relatore di minoranza. Rivolge un invito pressante al Governo affinché proceda ad un'integrazione della Nota di aggiornamento che espliciti scelte politiche volte a limitare gli effetti sull'economia reale della gravissima crisi finanziaria in atto. Di fronte ad una crisi di fiducia, infatti, il silenzio dell'autorità politica non gioca un ruolo positivo. Dà atto al Presidente del Consiglio di avere offerto garanzie sui depositi dei risparmiatori; occorre tuttavia un'iniziativa organica, sul piano europeo e sul piano nazionale, che il PD è pronto a concordare sulla base della proposta di risoluzione n. 3. Per ridurre l'impatto della crisi sui posti di lavoro e sulle imprese, il salvataggio di singole banche è insufficiente: l'Unione europea deve intervenire per impedire il collasso del credito e per ricapitalizzare le banche, attraverso l'iniezione di fondi pubblici ovvero l'obbligo di convertire il debito in capitale azionario. Una nuova regolamentazione dei mercati finanziari dovrebbe precedere la modifica del Patto di stabilità e crescita, che dovrebbe puntare anzitutto al finanziamento di progetti infrastrutturali con l'emissione di eurobond garantiti. Sul versante nazionale è necessario abbandonare una politica fiscale restrittiva e optare per una responsabile politica espansiva anticiclica, prevedendo il recupero del fiscal drag per i lavoratori dipendenti, detrazioni per le lavoratrici con figli a carico e riduzioni fiscali per la parte del salario determinata attraverso la contrattazione di secondo livello. Gli interventi dovrebbero essere finanziari attraverso la riduzione della spesa corrente primaria, la riqualificazione della pubblica amministrazione e il contrasto dell'evasione e dell'elusione fiscale. (Applausi dai Gruppi PD e IdV. Congratulazioni).

PRESIDENTE. Ricorda che, come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, le proposte di risoluzione dovranno essere presentate entro la fine della discussione, che dichiara aperta.

ROSSI Nicola (PD). La Nota di aggiornamento presentata dal Governo appare reticente e riflette una politica economica paradossale per un momento di crisi come quello attuale. Pur comprendendo le ragioni di prudenza a cui sono state improntate le scelte dell'Esecutivo, alla luce della crisi economica in corso servirebbe una politica diversa e più coraggiosa di quella proposta fin dallo scorso luglio. Viene infatti chiesto al Paese uno sforzo imponente, in una situazione economica molto difficile, con l'obiettivo di dimezzare l'indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni. Il Partito Democratico non chiede certo di allentare i vincoli di bilancio e di diminuire il rigore della politica finanziaria, ma ritiene più opportuno provvedere ad un immediato abbattimento della pressione fiscale, attraverso una riduzione della spesa, che darebbe respiro all'economia del Paese, adattando così l'impostazione di politica economica alla fase congiunturale in atto. (Applausi dai Gruppi PD e IdV. Congratulazioni).

GARAVAGLIA Mariapia (PD). Una parte rilevante della manovra economica predisposta dal Governo è a carico della scuola pubblica, considerata non un servizio essenziale per il Paese, ma alla stregua di un'azienda improduttiva di cui ridurre drasticamente i costi. Tanto il decreto-legge n. 112 quanto il provvedimento in materia di pubblica istruzione, su cui è stata posta la fiducia alla Camera dei deputati, infatti, non propongono un serio e ponderato progetto di riforma della scuola, ma hanno l'unico obiettivo di contenerne i costi, eliminando un numero elevato di posti di lavoro: ne è un esempio la reintroduzione della figura del maestro unico, derivante non da considerazioni di natura pedagogica, ma strettamente finanziarie. Al fine di ottenere tale risparmio si effettuano dunque tagli orizzontali, che ledono l'autonomia degli istituti scolastici e degli enti locali e si diminuisce l'orario scolastico, andando a detrimento della qualità dell'istruzione e creando disagi alle famiglie. Il Partito Democratico auspica dunque che il provvedimento sulla scuola oggi votato alla Camera dei deputati possa essere oggetto di un confronto approfondito e di merito nelle Aule del Senato, impegnandosi a contribuire alla migliore allocazione delle risorse e al contrasto degli sprechi, ma sempre considerando la scuola come un indispensabile investimento per il Paese e non una mera voce di costo. (Applausi dai Gruppi PD e IdV. Congratulazioni).

FLERES (PdL). Al momento della presentazione del DPEF nel mese di giugno, la congiuntura internazionale lasciava già presagire l'approssimarsi di un periodo di crisi per l'economia italiana e mondiale, i cui drammatici sviluppi sarebbero stati tuttavia inimmaginabili solo pochi mesi fa. I fallimenti di alcuni colossi bancari hanno spinto il Governo statunitense ad intervenire con un consistente ed inedito piano di aiuti finanziari, onde evitare il verificarsi di un effetto domino dalle conseguenze incalcolabili; allo stesso tempo, sul fronte europeo si sono registrati gli interventi di alcuni Governi nazionali ed è stato convocato un vertice europeo da parte della presidenza francese. Nonostante tutto questo, le borse mondiali non danno ancora segni di ripresa e continuano a perdere capitali enormi. In tale contesto, il Governo ha prontamente trasmesso alle Camere la Nota di aggiornamento al Documento di programmazione economico-finanziaria, nella quale vengono ridimensionate le stime di crescita del PIL per gli anni 2008 e 2009, in linea con quanto sta avvenendo negli altri Paesi europei. Restano tuttavia invariati gli obiettivi di contenimento del rapporto tra indebitamento netto e PIL e di riduzione del rapporto tra debito pubblico e PIL. Il conseguimento di tali risultati di bilancio, pur in una congiuntura sfavorevole, è stato reso possibile grazie alle riduzioni di spesa e ai consistenti tagli nel settore pubblico operati dal Governo Berlusconi, attraverso interventi volti ad eliminare gli sprechi e il mal funzionamento delle amministrazioni pubbliche. Senza proclami mediatici, senza fretta e senza aumentare la pressione fiscale, l'Esecutivo sta progressivamente realizzando, con coraggio e ottimismo, gli impegni programmatici di risanamento delle finanze pubbliche e di rilancio dell'economia italiana, che è sostanzialmente sana, perché basata su un tessuto di piccole e medie imprese e non sulla speculazione finanziaria. (Applausi dal Gruppo PdL).

LANNUTTI (IdV). La crisi finanziaria che sta agitando i mercati mondiali è senza precedenti ed avrà esiti peggiori rispetto alla stessa crisi del 1929, in quanto all'epoca non esisteva la finanza derivata e non era ancora in atto il processo di globalizzazione. Tra gli effetti interni di tale crisi si annoverano da un lato la consistente perdita di valore dei titoli in borsa di alcuni grandi gruppi bancari e industriali italiani e, su un altro versante, le difficoltà incontrate da quei cittadini che hanno stipulato negli anni passati dei mutui a tasso variabile ed hanno visto in tempi recenti la rata mensile aumentare in misura notevole a causa dell'incremento dell'indice Euribor. Di tale drammatica situazione non vi è traccia nella Nota di aggiornamento al DPEF, la quale si limita a ridurre lievemente le stime di crescita, ma non tiene conto della grave recessione economica in atto né tanto meno propone delle efficaci misure di intervento. Tale non si può considerare la convenzione stipulata a giugno tra il Ministero dell'economia e l'ABI sul blocco della rata dei mutui a tasso variabile, che nei fatti si rivela essere un regalo per le banche ed un ostacolo alla più efficace procedura prevista dal decreto Bersani sulla portabilità e la surroga. In conclusione, di fronte ad un così grave contesto, sarebbe stato lecito attendersi più coraggio e più responsabilità da parte del Governo e dello stesso Ministro dell'economia, che non ha ancora ritenuto opportuno venire in Aula a riferire sugli esiti e sulle reali dimensioni della crisi. (Applausi dal Gruppo IdV).

 

PRESIDENTE. Rinvia l'esame del provvedimento in titolo ad altra seduta.

Dà annunzio degli atti di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno delle sedute dell'8 ottobre.

 

La seduta termina alle ore 20,27.