Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 067 del 07/10/2008

Mozione con procedimento abbreviato, ai sensi dell'art. 157, comma 3, del Regolamento, in materia di occupazione

(1-00024 p. a.) (24 settembre 2008)

Respinta

FINOCCHIARO, ZANDA, LATORRE, TREU, NEROZZI, ROILO, ADRAGNA, BLAZINA, BIONDELLI, GHEDINI, ICHINO, PASSONI, ADAMO, AGOSTINI, AMATI, ANDRIA, ANTEZZA, ARMATO, BAIO, BARBOLINI, BASSOLI, BASTICO, BERTUZZI, BIANCHI, BIANCO, BONINO, BOSONE, BRUNO, BUBBICO, CABRAS, CARLONI, CAROFIGLIO, CASSON, CECCANTI, CERUTI, CHIAROMONTE, CHITI, CHIURAZZI, COSENTINO, CRISAFULLI, D'AMBROSIO, DE CASTRO, DE LUCA, DE SENA, DEL VECCHIO, DELLA MONICA, DELLA SETA, DI GIOVAN PAOLO, DI GIROLAMO Leopoldo, DONAGGIO, D'UBALDO, FILIPPI Marco, FIORONI, FISTAROL, FOLLINI, FONTANA, FRANCO Vittoria, GALPERTI, GARAVAGLIA Mariapia, GARRAFFA, GASBARRI, GIARETTA, GRANAIOLA, GUSTAVINO, INCOSTANTE, LEDDI, LEGNINI, LIVI BACCI, LUMIA, LUSI, MAGISTRELLI, MARCENARO, MARCUCCI, MARINARO, MARINI, MARINO Ignazio, MARINO Mauro Maria, MARITATI, MAZZUCONI, MERCATALI, MICHELONI, MILANA, MOLINARI, MONGIELLO, MORANDO, MORRI, MUSI, NEGRI, PAPANIA, PEGORER, PERDUCA, PERTOLDI, PIGNEDOLI, PINOTTI, PORETTI, PROCACCI, RANDAZZO, RANUCCI, ROSSI Nicola, ROSSI Paolo, RUSCONI, RUTELLI, SANGALLI, SANNA, SBARBATI, SCANU, SERAFINI Anna Maria, SERRA, SIRCANA, SOLIANI, STRADIOTTO, TOMASELLI, TONINI, VERONESI, VILLARI, VIMERCATI, VITA, VITALI, ZAVOLI, CARLINO, BELISARIO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, DE TONI, DI NARDO, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA, RUSSO. - Il Senato,

        premesso che:

            la crisi finanziaria mondiale, la bassa crescita del Prodotto interno lordo e le perduranti difficoltà economiche stanno non solo pregiudicando le possibilità di ripresa e di creazione di nuova occupazione nel nostro Paese, ma ormai anche aggravando la precarietà e instabilità di un numero elevatissimo di posti di lavoro esistenti, mettendo a rischio interi comparti produttivi e vaste aree del territorio, in particolare nel Mezzogiorno;

            ad evidenziarlo sono, tra gli altri, i dati dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) relativi al ricorso alla cassa integrazione, che segnalano un aumento del 5,74 per cento nel primo semestre del 2008. In particolare, nel periodo indicato la cassa integrazione straordinaria ha fatto registrare un incremento dell'1,59 per cento, per un totale di circa 53 milioni di ore, mentre la cassa integrazione ordinaria è cresciuta addirittura del 15,41 per cento, per un totale di circa 25.700.000 ore;

            i settori maggiormente interessati da tale fenomeno sono risultati il commercio, che ha totalizzato un aumento della cassa integrazione del 122,44 per cento, il settore del legno con una crescita del 111,64 per cento, l'estrazione di minerali con il 79,62 per cento, il settore delle pelli e del cuoio con il 48,08 per cento, il settore dei trasporti e delle comunicazioni con il 44,40 per cento;

            traducendo il totale delle oltre 78 milioni di ore di cassa integrazione ordinaria e straordinaria utilizzate nel primo semestre del 2008 in numero di lavoratori totalmente assenti dalla produzione nello stesso periodo si raggiunge la cifra di oltre 75.000 operai e impiegati;

            nonostante la grave situazione di crisi occupazionale già in atto nel Paese, il Documento di programmazione economica e finanziaria triennale presentato al Parlamento dal Governo nel luglio 2008 non conteneva alcuna indicazione di politiche per lo sviluppo, né prevedeva misure strutturali idonee a contrastare la crisi occupazionale e sostenere il potere d'acquisto di pensioni e salari;

            la manovra finanziaria triennale, approvata contestualmente, ha semmai aggravato il quadro economico generale con misure - di carattere manifestamente recessivo - orientate ad una riduzione degli investimenti pubblici senza precedenti, per ampiezza ed estensione pluriennale, rispetto alle manovre finanziarie recenti, e ad un taglio generalizzato di comparti di spesa cruciali per la salvaguardia dei livelli delle prestazioni pubbliche in favore dei cittadini;

            la mancanza di incisive politiche occupazionali e di sostegno a salari e pensioni è tanto più grave in quanto si segnala un'allarmante impennata dell'inflazione al consumo, per di più caratterizzata da forti differenziazioni territoriali. A fronte di un'inflazione reale che ha raggiunto il 4,1 per cento su scala nazionale ad agosto 2008, al Sud e nelle isole si è toccata nello stesso periodo la punta del 4,4 per cento; e la perdurante crescita dei prezzi lascia supporre un netto peggioramento degli indicatori per i mesi futuri;

        considerato che:

            alcuni comparti industriali registrano a tutt'oggi situazioni di crisi suscettibili di determinare a breve termine licenziamenti collettivi di notevoli proporzioni. Tra gli altri, in particolare, si segnalano: il settore del trasporto aereo, per effetto della crisi di Alitalia che a tutt'oggi espone al rischio di espulsione oltre 7.000 lavoratori; il settore automobilistico, che nel mese di agosto ha registrato un calo pari al 26,7 per cento rispetto all'anno precedente, con possibili ripercussioni occupazionali a breve termine; il settore ferroviario, nel quale - in conseguenza dell'annunciata introduzione del «conduttore unico» - potrebbero determinarsi circa 6.000 esuberi; il settore delle comunicazioni, che vede in atto il processo di ristrutturazione di Telecom, con il possibile licenziamento di almeno 5.000 lavoratori su 58.000, e la riorganizzazione di Poste italiane, per la quale si prospettano circa 2.000 esuberi; il settore chimico, interessato dalla crisi del Petrolchimico di Marghera; l'industria degli elettrodomestici, colpita pesantemente dalle crisi delle società Electrolux e Antonio Merloni;

            per ciascuno di questi fronti di crisi, l'impatto in termini occupazionali si estende alle imprese dell'indotto, con un effetto moltiplicatore dei posti di lavoro persi stimato addirittura in tre ad uno per i principali settori. In tal senso, il volume effettivo della contrazione occupazionale derivante da ciascuna crisi aziendale deve ritenersi in molti casi quadruplicato rispetto al numero degli esuberi in gioco, con pesante aggravamento del bilancio complessivo;

            a risentire del peggioramento della congiuntura internazionale e della perdurante stagnazione economica nazionale è anche il settore dei servizi, in particolare il commercio e il turismo, colpiti rispettivamente dalla contrazione dei consumi delle famiglie e dalla crisi globale del trasporto aereo conseguente all'aumento del prezzo dei carburanti e, su scala nazionale, dalla crisi di Alitalia;

            analoghe preoccupazioni suscita la situazione del pubblico impiego, in relazione alle politiche di riduzione della spesa per il personale annunciate dal Governo. Oltre al settore scolastico, per il quale si profilano circa 87.000 esuberi di personale docente e 42.000 di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA) solo per effetto delle misure proposte dal ministro Gelmini, sono a tutt'oggi esposti al rischio di espulsione circa 240.000 lavoratori, per un totale di almeno 370.000 precari della pubblica amministrazione, che pure avevano in larga parte maturato una legittima aspettativa di stabilizzazione a seguito delle misure approvate dal Governo Prodi e poi revocate in via di fatto dall'attuale Governo,

        impegna il Governo:

            ad adottare misure urgenti per contrastare la grave crisi occupazionale nel Paese, combattere la precarietà del lavoro e incentivare l'inclusione dei soggetti oggi sottorappresentati, con particolare riferimento: alle donne, attraverso il rafforzamento degli strumenti di conciliazione fra lavoro e vita personale, l'introduzione di un credito fiscale ad hoc per le lavoratrici madri - subordinate, autonome o parasubordinate - e l'estensione della rete dei servizi all'infanzia; agli ultra cinquantenni, attraverso incentivi al prolungamento dell'età pensionabile e benefici fiscali alle imprese che li assumono; ai giovani, per mezzo del potenziamento degli obblighi/diritti di formazione, a partire dalla formazione di base fino a quella professionale e continua, nonché dell'arricchimento dei contenuti formativi dell'apprendistato;

            a potenziare il sistema degli ammortizzatori sociali, estendendolo a tutte le forme di lavoro, anche atipiche, nell'ambito di un processo di unificazione delle tutele e dei diritti riconosciuti a tutti i lavoratori, che preveda anche la progressiva parificazione degli oneri sociali;

            infine, ad operare per la massima apertura possibile del tessuto produttivo nazionale agli investimenti stranieri, attivandosi per attirare in Italia il meglio dell'imprenditoria mondiale, che può apportare nuova linfa alla nostra economia, incrementare la domanda di lavoro e valorizzare il lavoro degli italiani anche nei settori nei quali le nostre imprese non raggiungono livelli di eccellenza sul piano internazionale.