Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 030 del 02/07/2008
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PALMIZIO - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:
il 28 giugno 2008 usciva un lancio dell'agenzia di stampa Dire nella quale, "come fulmine a ciel sereno", si dava il resoconto di un incontro indetto dal Sovrintendente e Direttore artistico del Teatro comunale di Bologna Marco Tutino con le organizzazioni sindacali, al quale lo stesso Tutino non aveva partecipato (evidentemente la notizia era talmente drammaticamente grave da affidarla al Direttore del personale), incontro nel quale era emersa la grave crisi economico-finanziaria della Fondazione tale da non permettere il pagamento degli stipendi di luglio alle oltre trecento persone ivi occupate;
tale informazione è solo l'ultima di una ripetuta serie di segnali sulle difficoltà gestionali del Teatro Comunale di Bologna che all'aumento della perdita a 6 milioni di euro circa nell'ultimo anno, prevede un'ulteriore perdita di oltre 2 milioni di euro per l'esercizio di bilancio in corso;
considerato che, a giudizio dell'interrogante:
paradossalmente, per il Sindaco di Bologna e Presidente della Fondazione Teatro comunale di Bologna Sergio Cofferati e per il Sovrintendente e Direttore artistico Marco Tutino il futuro della Fondazione non appare la prima preoccupazione: si registra infatti la nascita di una "Scuola dell'Opera Italiana" che ha calamitato l'interesse, le risorse e le energie del Teatro comunale di Bologna ma che pare essere una cosa completamente esterna al Teatro stesso;
il Consiglio di amministrazione della Fondazione appare silente sulle difficoltà economico-finanziarie del Teatro comunale di Bologna, arrivando a posporre nel tempo una discussione di così cogente attualità, non avendo a tutt'oggi individuato e praticato una strategia di risanamento finanziario della Fondazione;
il Sindaco di Bologna e Presidente della Fondazione Teatro comunale, a fronte delle ripetute sollecitazioni dei dipendenti del Teatro, non ha saputo fare di meglio che profondersi in generiche e non meglio precisate rassicurazioni su un ipotetico, a tutt'oggi, conferimento di immobili di proprietà comunale, che, peraltro, non avrebbe l'effetto di generare nuove risorse finanziarie per far fronte allo stato di estrema difficoltà (si pensi agli stipendi), bensì di aumentare il debito aziendale attraverso un eventuale aumento dell'esposizione bancaria,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo, cui competono le funzioni di vigilanza e controllo sulle fondazioni lirico-sinfoniche abbia contezza dello stato di estrema difficoltà nel quale versa il Teatro comunale di Bologna;
quali interventi nell'ambito delle proprie competenze abbia in animo di compiere su tale istituzione di primaria importanza regionale e nazionale nell'ambito della cultura e che impiega oltre trecento persone;
se il Ministro ritenga, alla luce dei dati di bilancio consolidato e previsionale e delle manifeste difficoltà gestionali del Sovrintendente e degli organi di amministrazione, esistano le condizioni per una a giudizio dell'interrogante auspicabile nomina di un Commissario ad acta che possa intervenire con quei provvedimenti necessari e a lungo rimandati, atti a scongiurare la chiusura del più vecchio Teatro lirico italiano.
(4-00247)