Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 030 del 02/07/2008
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PORETTI, PERDUCA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:
in un documento del Comitato nazionale di Bioetica del 2001 si dedicava un intero capitolo al "dolore nel parto" e al giovamento apportato dall'utilizzo di tecniche di anestesia locale ed epidurale. Vi si sosteneva che la decisione se praticare o meno tale anestesia "deve essere riservata ad ogni singola donna sulla base di un'informazione corretta sui vantaggi, i rischi e le possibilità delle due soluzioni", e ancora si evidenziava come "il diritto della partoriente di scegliere un'anestesia efficace dovrebbe essere incluso tra quelli garantiti a titolo gratuito nei livelli essenziali di assistenza";
in Paesi quali la Gran Bretagna e la Francia le tecniche di anestesia epidurale sono utilizzate dal 70 per cento delle partorienti, dal 90 per cento negli Usa. In Italia gli unici dati risalgono al 2001, anno in cui un rapporto Istat fornisce anche un interessante profilo sociologico delle donne che fanno ricorso al parto senza dolore, dal quale si rileva che "Complessivamente il 63,3 per cento delle partorienti non è stato sottoposto a nessun tipo di anestesia. (...) Soltanto per l'11,2 per cento dei parti spontanei è stata fatta l'anestesia; il 7,2 per cento locale, il 3,7 per cento epidurale";
è rilevato che, nella prospettiva di evitare il dolore, la frequenza dei parti effettuati mediante taglio cesareo in Italia è in costante aumento: da una percentuale del 11,2 per cento nel 1980, all'attuale 38 per cento (con un picco del 45,4 per cento nelle regioni meridionali). Quest'ultimo, oltre ad essere il dato più alto fra i Paesi dell'Unione europea, è più di due volte superiore a quello raccomandato dall'Organizzazione mondiale della sanità nel 1985 (pari al 15 per cento) ed è in contrasto con le stime che indicano il rischio di mortalità materna per cesareo da due a quattro volte superiore rispetto al parto vaginale;
nel corso di una seduta della Camera dei deputati del 3 marzo 2004, il Governo, tramite l'allora Sottosegretario per la salute Antonio Guidi, ha accettato due mozioni per favorire le tecniche analgesiche durante il travaglio (Magnolfi ed altri 1-00316 e Castellani ed altri 1-00332). Volontà espressa anche con un voto pressoché unanime dei parlamentari (solo 3 contrari e 11 astenuti a fronte di 435 presenti);
nel corso della XV Legislatura, la XII Commissione permanente (Affari sociali) della Camera aveva adottato un testo base sul parto, che assorbiva anche un disegno di legge governativo dove si promuoveva il parto senza dolore, con un'adesione unanime dei Gruppi politici, che tuttavia non fu possibile approvare neanche in sede referente a causa del termine anticipato della Legislatura;
in data 23 aprile 2008 è stato presentato un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA) che stabilisce, all'articolo 37, comma 3, che "Il Servizio sanitario nazionale garantisce le procedure analgesiche nel corso del travaglio e del parto vaginale nelle strutture individuate dalle Regioni e all'interno di appositi programmi volti a diffondere l'utilizzo delle procedure stesse";
il 25 giugno 2008, il Ministro del lavoro, salute e politiche sociali Maurizio Sacconi, nel corso di un'audizione in XII Commissione (Affari sociali) della Camera dei deputati, ha riferito che i nuovi Lea, voluti dall'ex Ministro della salute Livia Turco, per "rimpolpare" le prestazioni offerte dal Servizio sanitario nazionale, non esistono per una ragione oggettiva: "la Corte dei Conti non li ha registrati";
osservato che fino a quando il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri non sarà emanato, saranno molte le donne che continueranno a partorire con dolore loro malgrado o a ricorrere, anche quando sarebbe evitabile, al parto cesareo, con costi per il Servizio sanitario nazionale ben più elevati rispetto all'espletamento di parti naturali con analgesia epidurale,
si chiede di sapere quali iniziative il Governo intenda adottare affinché le tecniche di analgesia per l'espletamento del parto naturale vengano incluse fra le prestazioni garantite a titolo gratuito nei livelli essenziali di assistenza.
(4-00237)