Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 027 del 25/06/2008
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GERMONTANI (PdL). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor rappresentante del Governo, il disegno di legge n. 735 di conversione in legge del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, reca disposizioni urgenti in materia di monitoraggio e trasparenza dei meccanismi di allocazione della spesa pubblica, nonché in materia fiscale e di proroga di termini. Ritengo che esso rappresenti un primo e fondamentale passo in avanti in vista dell'obiettivo di assicurare una sempre crescente trasparenza nei criteri di allocazione della spesa pubblica anche sotto il profilo del sistema degli incentivi fiscali.
Mi riferisco, in modo particolare, all'articolo 2, che stabilisce le modalità procedurali da seguire per poter beneficiare del credito d'imposta riservato alle imprese che effettuano investimenti attraverso l'acquisizione di nuovi beni strumentali nelle aree svantaggiate del Mezzogiorno. Finalmente, si dà attuazione alla cosiddetta Visco-Sud, che, prevista dalla finanziaria 2007, ha dovuto attendere un anno e mezzo per diventare operativa, a causa anche del colpevole ritardo con cui il precedente Governo, capeggiato dal presidente Prodi, ha sottoposto gli incentivi previsti all'approvazione della Commissione europea (nel giugno 2007, ben sei mesi dopo l'approvazione della finanziaria).
Anche se il finanziamento per il 2008 appare piuttosto esiguo (soprattutto se su di esso si scaricano sia gli investimenti del 2007 sia quelli effettuati nel 2008), come sottolineato anche dal sottosegretario Giorgetti durante la discussione in Commissione finanze, le disposizioni contenute nel decreto permettono di effettuare un monitoraggio preventivo sul ciclo della spesa, di modo che l'Agenzia delle entrate possa autorizzare - sulla base delle istanze pervenute e dell'importo dei crediti di cui si chiede il riconoscimento - l'utilizzo del contributo per l'anno corrente, secondo l'ordine di arrivo delle domande fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Dunque, la mancanza di questo meccanismo renderebbe impossibile verificare l'ammontare del credito d'imposta utilizzato dai soggetti che hanno effettuato gli investimenti, con il rischio di provocare il superamento dei limiti massimi di spesa. Inoltre, le modalità introdotte eviteranno il malcostume, spesso utilizzato in passato, per il quale alcune aziende prenotavano il credito d'imposta e poi lo giravano ad altre.
Detto ciò, sono convinta che sia necessario trovare nuove vie per promuovere la crescita economica del Sud, anche attraverso il federalismo fiscale (che, come diceva oggi, durante una riunione, il ministro Tremonti, sarà alla nostra attenzione nei prossimi mesi, da qui alla fine dell'anno). Infatti, se, in termini assoluti, la situazione economica del Meridione è indubbiamente migliorata negli ultimi 60 anni, in termini relativi, però, il divario con il Nord è drasticamente aumentato. Ancora oggi, vari problemi strutturali gravano sulla reale possibilità di progresso economico del Sud: la carenza di infrastrutture, la scarsa internazionalizzazione delle imprese, la presenza di un sistema bancario poco efficiente, i ritardi di una pubblica amministrazione spesso eccessiva, l'emigrazione di tanti giovani che non trovano lavoro, l'incapacità di sfruttare le risorse ambientali e paesaggistiche, la presenza di una forte criminalità in alcune Regioni.
Dal 1873, quando nel Parlamento italiano si usò per la prima volta la definizione «questione meridionale», è in corso un dibattito inesauribile circa i mezzi più adatti per risolvere questo problema e rendere omogenee le condizioni di vita in tutte le Regioni italiane. Ritengo che, se, da un lato, è necessario armonizzare quanto più possibile le condizioni di vita all'interno dei confini nazionali, attraverso anche incentivi fiscali, è altrettanto necessario - come ha sottolineato anche il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nella sua ultima relazione - porre l'accento sull'esigenza di spostare l'attenzione dalla quantità delle risorse alla qualità dei risultati. È evidente, infatti, come il problema del Mezzogiorno non sia soltanto una questione di soldi o, meglio, di risorse finanziarie aggiuntive: non si può continuare a ritenere che lo sviluppo del Mezzogiorno sia subordinato ad un costante, indefinito incremento di risorse pubbliche destinate alle aree svantaggiate del Paese, il quale - come si è visto - non ha certo ridotto il divario tra Nord e Sud.
Ormai, sempre più spesso si sente parlare di due Italie: una moderna, europea e industrializzata; l'altra economicamente poco sviluppata. Per questo, è necessario cercare di coinvolgere, quanto più possibile, anche soggetti privati che svolgano un ruolo complementare e sinergico all'intervento pubblico, che potrà essere interpretato certamente anche da fondazioni bancarie, in particolare dalla Fondazione per il Sud, capace di conciliare i valori della cultura solidaristica con i principi di efficienza ed efficacia propri dell'imprenditoria privata. Parimenti, è necessario sostenere la crescita delle banche popolari, le quali hanno sempre dato un importante supporto e apporto per favorire le iniziative economiche, soprattutto delle piccole e medie imprese, con una stretta connessione con il territorio. Speriamo quindi di non dover più sentir parlare in futuro di due Italie.
Continuando velocemente nell'analisi del decreto, per quanto riguarda i primi sei commi dell'articolo 3, in cui vengono differiti per il 2008 i termini per la trasmissione telematica della dichiarazione dei redditi, viene ufficializzata la proroga al 10 giugno dei termini di presentazione dei modelli 730 e 740 (in scadenza il 3 giugno), nonché la proroga al 30 settembre dei termini di presentazione del modello Unico 2008. Tale differimento è stato reso obbligatorio dalle novità introdotte in materia tributaria, che hanno avuto un forte impatto sugli adempimenti legati alla predisposizione delle dichiarazioni. Dunque, la situazione creatasi con riferimento a quest'anno non lasciava oggettivamente spazio a soluzioni diverse.
Ora è però necessario discutere, d'intesa con i professionisti del settore, su un quadro di scadenze e di procedure per il futuro che consenta di non dover più avere bisogno di questi provvedimenti di pura urgenza. Il ricorso alla politica delle proroghe è, infatti, ormai diventata una prassi, che lede la credibilità dell'erario e delle istituzioni agli occhi del contribuente. Inoltre rende ancora più incerto e difficoltoso il lavoro dei professionisti, che, già oberati da una serie di incombenze come gli studi di settore - che fortunatamente saranno rivisti con la prossima finanziaria - e la presentazione dell'elenco clienti e fornitori - che pure sarà eliminato - introdotte dal Governo Prodi, non possono, a oggi, contare su un quadro di scadenze certo e coerente rispetto alle tempistiche che intercorrono tra il rilascio della modulistica e dei software e i termini di effettuazione degli adempimenti.
Infine, vorrei soffermarmi sul comma 7 dell'articolo 3 che interviene sui rimborsi fiscali, introducendo un ulteriore comma alla legge n. 244 del 2007. Infatti, i commi 139 e 140 dell'articolo 1 della legge finanziaria 2008 hanno disposto una specifica determinazione degli interessi per i rimborsi ultradecennali dei crediti riferiti alle imposte sui redditi delle persone fisiche, giuridiche e dell'imposta sulle società, dando priorità ai rimborsi ultradecennali e immediatamente successivi. Ciò ha prodotto un effetto distorsivo sui rimborsi poiché tutte le risorse stanziate vengono assorbite per il pagamento dei rimborsi più vecchi, trascurando quelli di più recente maturazione, che solitamente riguardano persone fisiche e sono quindi di minore entità. Con l'introduzione di questo nuovo comma, dunque, si avrà una più corretta ripartizione delle risorse finanziarie disponibili e verrà garantita una costante erogazione dei rimborsi, procedendo progressivamente allo smaltimento di quelli più vecchi.
In conclusione, credo che già da questo decreto-legge si possa capire quale sarà l'orientamento del Governo e della politica finanziaria del ministro Tremonti, ovvero: più attenzione alle categorie produttive e ai professionisti e soprattutto un più efficiente utilizzo della finanza pubblica definendo principi di coordinamento nuovi e più razionali, ovvero il recupero di una politica finanziaria trasparente, accorta e lungimirante. (Applausi dal Gruppo PdL).