Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 027 del 25/06/2008
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COSTA, relatore. Signor Presidente, colleghi, signor rappresentante del Governo, la Commissione finanze e tesoro ha soppresso l'articolo 1 del disegno di legge recante disposizioni sulla procedura di dismissione della partecipazione azionaria dello Stato nel capitale sociale dell'Alitalia, per individuare il soggetto promotore della presentazione di un'offerta finalizzata all'acquisto della compagnia di bandiera, poiché tale disposizione è già contenuta in un provvedimento definitivamente approvato. Contestualmente, la Commissione ha approvato una modifica al disegno di legge di conversione finalizzata a fare salvi gli effetti dei rapporti giuridici sulla base del citato articolo 1 e ciò per fissare la regola e il principio che la società è stata dotata di sufficiente capitale e patrimonio sin dal momento in cui era necessitata a detenere un capitale ed un patrimonio congruo per non determinare gli effetti dello scioglimento e dell'eventuale liquidazione della società.
Il decreto-legge contiene, all'articolo 2, una serie di disposizioni in materia di fruizione del credito d'imposta per gli investimenti effettuati da imprese operanti nel Mezzogiorno. In premessa, esprimo compiacimento per la decisione del Governo di rendere finalmente operativo uno strumento di incentivazione molto apprezzato dalle imprese, del Sud in particolare, che seppur previsto dalla finanziaria 2007 finora era rimasto lettera morta per una serie di incertezze normative, ritardi inspiegabili nella procedura di autorizzazione europea e ulteriori ritardi nell'emanazione della disciplina attuativa. Ricordo che è stato l'attuale ministro per i rapporti con le Regioni, onorevole Fitto, a sollevare la questione a fine 2007, mettendo in mora il Governo Prodi rispetto ai ritardi accumulati. Con il provvedimento in esame finalmente si può dare avvio all'incentivo e di ciò va dato atto all'attuale Ministro dell'economia, sempre sensibile ai problemi del Sud, oltre che di tutto il resto d'Italia.
Per quanto riguarda più specificamente il merito delle scelte compiute dal Governo, la discussione in Commissione ha fatto emergere una serie di questioni, che peraltro rimangono ancora impregiudicate: la Commissione, infatti, non ha modificato il testo, ma appare opportuno un approfondimento ulteriore per l'Assemblea delle tematiche in oggetto. Do atto al sottosegretario Giorgetti di aver fornito una serie di chiarimenti in merito alle procedure applicative del credito d'imposta; ribadisco peraltro l'opportunità di alcune proposte emendative che possano andare incontro alle esigenze prospettate dalle imprese.
È a tutti noto che una prima versione del decreto-legge conteneva disposizioni riguardanti il credito d'imposta sia per gli investimenti al Sud sia per gli investimenti in ricerca e sviluppo; la scelta del Governo di intervenire solo sul credito per investimenti nelle aree svantaggiate del Mezzogiorno pone una questione di equilibrio dell'intervento normativo, poiché il secondo strumento si rivolge prevalentemente alle imprese operanti al Nord o interessa settori produttivi fortemente radicati in alcune Regioni del Nord. Sostanzialmente, il Governo ha introdotto un tetto di spesa in una procedura di comunicazione degli investimenti effettuati, obbligatoria e necessaria per la fruizione del beneficio; a legislazione previgente e secondo le indicazioni applicative emanate dall'Agenzia delle entrate la comunicazione, seppur obbligatoria, aveva un mero carattere informativo. La fruizione del beneficio è quindi sottoposta alla condizione della capienza dello stanziamento pubblico. Ben si comprendono le motivazioni di ordine finanziario che hanno indotto il Governo a scegliere tale strada, in continuità con quanto deciso nel 2002 sulla stessa questione, ma è indubbio che il carattere automatico dell'incentivo, soprattutto dal punto di vista delle imprese, svanisce: non c'è certezza nell'attribuzione dell'incentivo. Inoltre, rispetto agli stanziamenti previsti dal 2009 in avanti lo stanziamento per il 2008 di 63 milioni di euro appare troppo esiguo, soprattutto se su di esso si scaricano sia gli investimenti 2007 sia quelli del 2008. Si auspica quindi che nel tempo e nei modi dovuti si possano implementare i mezzi necessari per tale finalità.
In termini propositivi, ritengo opportuno riproporre per l'Assemblea un emendamento non accolto dalla Commissione, finalizzato ad attenuare il meccanismo previsto dal Governo senza alcuna modifica degli stanziamenti a bilancio. Il credito d'imposta introdotto dal centrosinistra nel 2006 differiva sostanzialmente dalla prima versione varata nel 2000, poiché aveva ristretto la modalità di fruizione, eliminando la possibilità che il credito venisse utilizzato per il versamento delle imposte indirette e quindi dell'IVA. Si è trattato di una restrizione molto penalizzante. Ritengo opportuno quindi proporre la reintroduzione di tale possibilità, che ovviamente non ha effetti di carattere finanziario poiché rimane immodificato il tetto di spesa. Si tratta di una modifica al testo della finanziaria per il 2007 che interesserebbe sia gli investimenti effettuati prima del 3 giugno che quelli a regime fino al 2013 e servirebbe a rendere meno penalizzante il nuovo meccanismo. Inoltre, anche le imprese escluse per incapienza nell'esercizio di imposta di riferimento potrebbero cominciare a utilizzare il credito senza attendere le scadenze tributarie per i versamenti delle imposte dirette. In tale ipotesi andrebbe valutata la possibilità di incrementare la percentuale di utilizzo del 30 per cento prevista nel comma 3.
Un ulteriore emendamento proroga l'entrata in vigore di alcune disposizioni del Testo unico sulla sicurezza, nella convinzione che la semplificazione degli adempimenti degli imprenditori costituisca la strada maestra affinché il controllo del rispetto di tale disciplina sia quanto più efficace per evitare incidenti.
Le altre modifiche concernono questioni di minore interesse ovvero a carattere redazionale. Per il resto confermo la valutazione positiva espressa in Commissione per il complesso del provvedimento.