Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 801 del 26/09/2012
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CASTELLI (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTELLI (LNP). Signor Presidente, mi sembra che da un punto di vista concettuale il dibattito di oggi ricalchi un po', anche se nell'ambito di una situazione completamente diversa, quello della settimana scorsa sulla Convenzione per la protezione delle Alpi: da un lato vi è l'ideologia, dall'altro la preoccupazione degli effetti pratici che comporta il calare questa ideologia in una realtà normativa e sociale.
Ho ascoltato con grande attenzione, come sempre, l'intervento del senatore D'Ambrosio, il quale sicuramente ha analizzato in maniera molto approfondita la questione in Commissione, ma nella sua allocuzione ha lasciato vivo un pezzo fondamentale dell'articolo 1 del testo unificato. Infatti, la fattispecie di tortura non viene prevista soltanto durante un interrogatorio: se l'articolo si fermasse qui, tutto ciò che ha detto sarebbe assolutamente condivisibile e incontrovertibile. Ma l'articolo stabilisce che si commette il reato di tortura non solo per assumere informazioni, ma - e questa è la seconda parte - anche per motivi di discriminazione etnica, razziale, religiosa, politica e sessuale. Ciò vuol dire che qualsiasi operatore di sicurezza, sia esso agente di polizia o agente di polizia penitenziaria, può essere chiamato in causa da chiunque sostenga di essere stato torturato psichicamente per motivi razziali, religiosi, etnici e così via. (Applausi dal Gruppo LNP e del senatore Camber). Quindi, non si potranno più toccare persone di colore, né dire niente a persone straniere, a gay, a nessuno: questa è la pesante spada di Damocle che caliamo sugli agenti di polizia!
Allora, collega Fleres, non ho nessuna difficoltà a dire che voglio guardare negli occhi le persone. Pertanto dichiaro, anche a nome dei colleghi del mio Gruppo, che voteremo alla luce del sole tutti quei provvedimenti e quegli emendamenti che ci sembrano edulcorativi rispetto a un testo assolutamente pericoloso. Anch'io voglio guardare negli occhi la gente. Come lei, vengo invitato tutti gli anni alle feste della polizia, dei carabinieri e degli agenti di polizia penitenziaria: voglio tornare a quelle feste dicendo che ho difeso la loro dignità e la loro professionalità, mentre il testo proposto dalla Commissione mi pone in gravi difficoltà sotto questo aspetto.
Si è detto anche che tutti gli altri Paesi stranieri prevedono nel loro ordinamento il reato di tortura: ma, colleghi, ci dimentichiamo - e i senatori della Commissione giustizia non dovrebbero mai dimenticarlo - che la figura del pubblico ministero in Italia è un unicum nel globo terracqueo. Non esiste in nessun altro Paese l'indipendenza totale e l'assunzione al grado di giudice del pubblico ministero come in Italia. Ergo, tutti gli altri Paesi possono introdurre norme in qualche modo pericolose se interpretate in maniera distorta, perché sanno che poi ci sarà un soggetto terzo (che può essere il Governo, addirittura il Ministro o l'equivalente del CSM) che va in qualche modo a temperare le azioni di un pubblico ministero scatenato. Al contrario, i nostri Padri costituenti - è inutile aprire il discorso sul perché l'abbiano fatto - hanno liberato una tigre: la figura del pubblico ministero italiano non esiste in tutto il mondo. Non c'è! Quindi, dobbiamo stare attenti due volte rispetto agli altri Paesi a dare poteri del tutto insindacabili ai pubblici ministeri. Onorevoli senatori, quando raccontavo ai miei colleghi stranieri che i nostri pubblici ministeri partecipano ai comizi e alle manifestazioni e fanno dichiarazioni contro il Governo, pensavano che il mio inglese non fosse perfetto, per cui mi chiedevano di ripetere quanto avevo affermato. All'estero reputano questi fatti davvero incredibili. Pertanto, dobbiamo stare molto attenti a scrivere le norme.
Non capisco poi che cosa c'entri la questione del giudizio di pericolosità sociale nei confronti dei tossicodipendenti. Esiste una piccola differenza: lo stato di pericolosità sociale, lo stabilisce il giudice, non il pubblico ministero. Voi, componenti della Commissione giustizia, dovreste conoscere questa piccola differenza. (Applausi del senatore Serra). Il giudice è una figura e il pubblico ministero è un'altra.
Infine, vorrei rivolgermi soprattutto ai colleghi del PdL: ma vi state rendendo conto di cosa sta succedendo in quest'Aula da un po' di tempo a questa parte? È una questione politica. È subentrato il Governo Monti perché si è detto che il Governo di Berlusconi non era in grado di condurre l'economia: ergo, si è fatto un Governo di tecnici per salvare l'economia. Quindi, il Governo Monti dovrebbe occuparsi di economia e il Parlamento del resto. Ebbene, colleghi, vi rendete conto che da un po' di tempo a questa parte noi balliamo alla musica della sinistra? Non so quanti di voi sanno che stiamo esaminando un disegno di legge nel testo proposto dalla Commissione che risulta dall'unificazione di tutti i provvedimenti presentati dai colleghi della sinistra. Con la scusa del Governo Monti, la sinistra ha preso il potere in Italia. Pur avendo perso le elezioni, oggi comanda. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL). Perché ubbidite a questa logica? Che cosa c'entra il provvedimento in esame con il salvataggio dell'economia? Colleghi, mettetevi una mano sulla coscienza. Qui c'è una maggioranza che avrebbe i numeri e che è stata battuta, la settimana scorsa, sulla Convenzione delle Alpi, perché la stragrande maggioranza del PdL la pensava come noi. Oggi c'è una maggioranza che ha vinto le elezioni, che pensa che questo sia un provvedimento pericoloso e perde. E la sinistra comanda. E questo perché oggi sono troppi i banchi vuoti in mezzo a voi.
Vi prego allora di valutare questi aspetti. Capisco che il Governo Monti è appoggiato dal PdL sulle questioni economiche: non lo condivido, ma lo capisco. Ma il resto che cosa c'entra? Perché permettete oggi alla sinistra di gestire il Parlamento? Credo che questa sia una domanda che dobbiate porvi, colleghi del PdL.
Sotto tutti questi punti di vista, credo sia veramente il caso di riportare il provvedimento in Commissione. La Lega appoggia questa proposta. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).