Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 275 del 05/11/2009

SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVI LEGISLATURA ------

275a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO (*)

GIOVEDÌ 5 NOVEMBRE 2009

(Pomeridiana)

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Presidenza della vice presidente MAURO,

indi del vice presidente CHITI

e del presidente SCHIFANI

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(*) Include l'ERRATA CORRIGE pubblicato nel Resoconto della seduta n. 283 del 17 novembre 2009
(N.B. Il testo in formato PDF non è stato modificato in quanto copia conforme all'originale)

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N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Italia dei Valori: IdV; Il Popolo della Libertà: PdL; Lega Nord Padania: LNP; Partito Democratico: PD; UDC, SVP e Autonomie: UDC-SVP-Aut; Misto: Misto; Misto-MPA-Movimento per le Autonomie-Alleati per il Sud: Misto-MPA-AS.

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RESOCONTO SOMMARIO

Presidenza della vice presidente MAURO

La seduta inizia alle ore 16,05.

Il Senato approva il processo verbale della seduta pomeridiana del giorno precedente.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 16,11 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

Seguito della discussione congiunta dei disegni di legge:

(1791) Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012 (Votazione finale qualificata, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento)

(1790) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010) (Votazione finale qualificata, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento)

PRESIDENTE.

BONFRISCO (PdL). Nella seduta antimeridiana è proseguita la discussione generale congiunta.Il Governo ha scelto di presentare una legge finanziaria snella e prudente, evitando politiche espansive dal dubbio effetto anticiclico, che avrebbero messo in discussione la tenuta dei conti pubblici. È stata dunque perseguita una politica di rigore contabile, che non ha impedito l'attuazione di misure efficaci e concrete per garantire la stabilità del sistema economico e finanziario, la tutela del risparmio e la coesione sociale. La crisi economica non è stata ancora superata, ma l'economia italiana sta reagendo meglio del previsto, come dimostrano l'incremento dei consumi privati, il significativo balzo in avanti della produzione industriale e l'incremento dell'indice di fiducia dei consumatori. Si segnala dunque una complessiva robustezza del sistema economico, riconosciuta anche dai giudizi lusinghieri recentemente espressi dalle agenzie di rating e dalla stampa internazionale, che riconoscono implicitamente la bontà dell'azione di governo. Durante la discussione dei provvedimenti in Commissione, il virtuoso rapporto instauratosi tra parlamentari di maggioranza ed Esecutivo ha inoltre consentito di approvare alcune significative proposte emendative, volte a rendere più efficiente la spesa pubblica (ad esempi la norma sui consorzi Confidi e l'istituzione della Difesa servizi Spa) e a garantire liquidità alle imprese. Il dibattito, ricco di spunti di grande interesse, si è dunque concentrato sulla riduzione e sulla riqualificazione della spesa pubblica e non sull'aumento dell'imposizione fiscale, cercando anche ove possibile un suo alleggerimento: a tale proposito va vista con favore la volontà di ridurre l'IRAP, magari attraverso una misura che favorisca le imprese in perdita. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP. Congratulazioni).

GIARETTA (PD). Il contesto macroeconomico in cui si inserisce la manovra di finanza pubblica è caratterizzato da una serie di dati preoccupanti, che segnalano la drastica diminuzione del PIL, il calo delle esportazioni e del tasso di produttività delle imprese, l'aumento della pressione fiscale, che grava in modo particolare sui redditi da lavoro, e la crescita della spesa pubblica. Il Governo, che non si aspettava una crisi economica così duratura e profonda, i cui effetti si sono sommati alle debolezze strutturali del sistema economico italiano, non è stato in grado di presentare alle Camere un efficace progetto riformatore, grazie al quale stimolare l'economia e favorire la ripresa. Invece di limitarsi ad una politica economica attendista, l'Esecutivo dovrebbe proporre con coraggio alcune riforme strutturali, come quella degli ammortizzatori sociali, compiere un'analisi dettagliata della produttività della spesa pubblica per procedere ad una sua razionalizzazione, e liberalizzare i mercati, eliminando gli oneri burocratici che gravano sulle imprese. Allo stesso modo il Governo dovrebbe affrontare i punti deboli del sistema fiscale italiano, che colpisce più le attività produttive che la rendita, ed accelerare l'attuazione del federalismo fiscale, piuttosto che limitarsi ad un modesto intervento sull'IRAP e all'incerta promessa di una sua futura abolizione, senza spiegare dove verranno reperite le necessarie risorse compensative per i bilanci regionali. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).

BALDASSARRI (PdL). Esprime soddisfazione per l'ampio e approfondito dibattito svolto sulla manovra finanziaria sia in Commissione che in Aula, anche in vista di possibili miglioramenti del testo, rappresentando ciò un metodo di lavoro apprezzabile anche in termini di rapporto tra Governo e Parlamento. Il giudizio sulla manovra finanziaria deve muovere dalla presa d'atto dell'attuale situazione economica, la quale presenta ancora elementi di forte incertezza: se, da un lato, la tesi più accreditata è quella secondo cui il 2010 dovrebbe registrare una ripresa piuttosto consistente dell'economia mondiale, dall'altro non manca chi mette in guardia contro il rischio che gli attuali cenni di ripresa dell'economia americana possano essere semplicemente il segnale di una nuova e più pericolosa bolla. Ad ogni modo, è agevole prevedere che la ripresa sarà lenta e difficile: i saldi dell'economia italiana si attesteranno nuovamente sul livello del 2007 non prima del 2013-2014 e il rapporto deficit-PIL tornerà ai livelli di qualche anno fa non prima del 2020. A ciò occorre aggiungere il rischio che, laddove la ripresa proseguisse in modo strutturale, l'apparire di primi segnali inflazionistici possa determinare un aumento dei tassi di interesse, con effetti devastanti sul debito pubblico. Muovendo da tale visione complessiva dell'andamento economico, è pertanto opportuno adottare una strategia di medio termine fondata sulla riduzione della spesa corrente e della tassazione su famiglie e imprese e sull'incremento degli investimenti, come peraltro indicato nell'emendamento presentato in Commissione bilancio e ripresentato in Aula a seguito della bocciatura tecnica. Conclude quindi auspicando una correzione in ordine all'utilizzo delle risorse derivanti dall'applicazione dello scudo fiscale, le quali devono essere più correttamente considerate come entrate non permanenti e impiegate quindi in spese una tantum per infrastrutture, sicurezza e ricerca. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale congiunta.

LATRONICO, relatore sul disegno di legge n. 1791. Il Fondo monetario internazionale certifica che l'Italia e l'Europa stanno uscendo dalla crisi economica e che non è previsto alcun peggioramento del rating italiano nel medio e lungo termine, con la conseguenza che il Paese continua a godere di una buona credibilità in campo fiscale ed economico: il Governo è pertanto chiamato a continuare a promuovere misure di stimolo congiuntamente ad azioni di riduzione del debito. Esprime soddisfazione per l'attività svolta dall'Esecutivo nel corso della legislatura, grazie alla quale sono stati messi in sicurezza i saldi di bilancio e tutelato il sistema creditizio tramite interventi di garanzia per i depositi e di rafforzamento patrimoniale per le banche. Allo stesso modo, sono meritevoli di apprezzamento i provvedimenti collegati alla passata manovra finanziaria, contenenti il Piano casa, il Patto per la salute, l'adeguamento delle pensioni, il varo della riforma della pubblica amministrazione, le modifiche del processo civile, l'avvio del federalismo fiscale, il provvedimento in materia di energia, senza considerare la riforma della scuola e dell'università e le varie forme di sostegno a favore del Mezzogiorno. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Massimo Garavaglia).

SAIA, relatore sul disegno di legge n. 1790. Esprime piena soddisfazione per l'approfondito dibattito svolto e per l'ampia ed articolata interlocuzione con il Governo, a testimonianza che il Parlamento costituisce la sede propria e maggiormente idonea per affrontare e discutere i temi di politica economica. La manovra finanziaria non potrà dare soluzione a tutti i problemi esistenti, anche in considerazione delle tante richieste avanzate e dell'esiguità delle risorse a disposizione, ma certamente costituisce il primo passo nella direzione di risolverli. Nel ringraziare tutti i colleghi intervenuti in discussione generale, auspica che alcune delle proposte avanzate possano trovare accoglimento, eventualmente anche nei provvedimenti legislativi che saranno all'attenzione dell'Aula nell'immediato futuro. (Applausi dal Gruppo PdL).

MORANDO, relatore di minoranza sul disegno di legge n. 1791. La visione su cui l'Esecutivo ha impostato la manovra muove dall'assunto per cui la ripresa dell'economia e dei consumi globali in atto consentirà un riavvio delle esportazioni e della produzione a pieno ritmo delle imprese italiane: tutto ciò si tradurrà in una crescita stabile e duratura a condizione che oggi si evitino scelte di bilancio eccessivamente espansive, tali da aumentare il deficit. Tale ricostruzione non appare convincente in quanto nulla lascia prevedere che il superamento della crisi determinerà il ritorno del mercato globale alle precedenti condizioni: è anzi inevitabile che i consumi globali rallentino, non solo per il necessario affermarsi di una maggiore propensione al risparmio da parte dei consumatori americani, ma anche per la riduzione della domanda globale derivante dal rientro delle grandi potenze economiche dalle politiche monetarie e fiscali espansive degli anni passati. Preso atto di tale quadro, le proposte del Partito Democratico mirano a correggere l'impostazione del Governo con un mix di misure, operanti sia dal lato dell'offerta che da quello della domanda; misure che per la prima volta sono state prese in seria considerazione e addirittura anche condivise da settori della maggioranza. Le modifiche proposte al trattamento fiscale degli affitti, ad esempio, pur onerose nel primo anno, produrranno negli anni successivi un aumento del gettito a causa dell'emersione dei contratti di locazione in nero, ma fin dall'inizio accresceranno il reddito a disposizione delle famiglie e la mobilità del fattore lavoro sul territorio nazionale, che ha rilevanza strategica in un quadro di crisi occupazionale. Nella medesima direzione di incidere sul versante della domanda, aumentando le risorse a disposizione delle famiglie, e su quello dell'offerta, si muovono la previsione del 55 per cento di detrazione fiscale sugli investimenti per la riqualificazione energetica di edifici esistenti e la detassazione della quota di salario da contrattazione di secondo livello (quella cioè che favorisce l'aumento di produttività, collegando ad esso gli incrementi salariali), così come la detassazione dei redditi da lavoro femminile. (Applausi dal Gruppo PD).

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Il Parlamento sta discutendo, in modo articolato e approfondito, una legge finanziaria che l'anno prossimo sarà sostituita, senza rimpianti, dalla legge di stabilità che renderà più razionale la procedura di decisione in campo economico-finanziario. Nel corso della discussione è stato ampiamente riconosciuto che il Governo ha gestito correttamente la crisi economica, garantendo la tenuta dei conti pubblici, evitando crolli finanziari, preservando la fiducia di risparmiatori e consumatori. Nonostante le difficoltà che si registrano sul fronte dell'occupazione, non può essere accusato di immobilismo un Governo che ha accelerato i pagamenti delle pubbliche amministrazioni, ha esteso il ricorso alla cassa integrazione, ha garantito i depositi e ha varato riforme strutturali importanti come il federalismo fiscale. Quando si sollecita un maggiore protagonismo dello Stato, si dimentica che l'estensione del settore pubblico comporta spesso una gestione inefficiente e clientelare delle risorse. L'esperienza dimostra inoltre che la riduzione delle imposte e della pressione fiscale non esercita effetti immediati sulle grandezze macroeconomiche ma comporta un aumento sistematico della spesa pubblica, che è uno dei principali fattori frenanti dello sviluppo. Dalla crisi non si esce attraverso scorciatoie e, in questa fase, il Governo considera prioritari il rigore fiscale e la coesione sociale, anche se vi sono margini per correggere alcune storture del sistema tributario, soprattutto a vantaggio dei soggetti più deboli, come le piccole imprese. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Massimo Garavaglia. Congratulazioni).

PRESIDENTE. Con la replica del Governo è terminata la discussione congiunta dei due provvedimenti.

Seguito della discussione del disegno di legge:

(1791) Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012 (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento)

PRESIDENTE. Passando al seguito della discussione del disegno di legge n. 1791, ricorda che in questa fase, ai sensi del comma 5 dell'articolo 129 del Regolamento, su ciascun articolo potranno intervenire unicamente i presentatori di ordini del giorno e di emendamenti per illustrarli, e quindi il relatore ed il rappresentante del Governo per esprimere il rispettivo parere. Con l'approvazione dei singoli articoli si intendono approvati anche le tabelle, i quadri generali, gli allegati e gli elenchi richiamati dagli articoli stessi. Ai sensi dell'articolo 129, comma 3, del Regolamento, la votazione finale del disegno di legge bilancio sarà effettuata solo dopo la votazione finale del disegno di legge finanziaria.

THALER AUSSERHOFER, segretario. Dà lettura del parere non ostativo espresso dalla 5a Commissione permanente sugli emendamenti relativi al disegno di legge di bilancio.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli articoli, nel testo proposto dalla Commissione.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore LEGNINI (PD), il Senato approva l'articolo 1, con l'annessa tabella.

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 2, con annessa tabella, elenchi ed appendice, e dei relativi emendamenti e ordini del giorno.

LI GOTTI (IdV). A dispetto del gran parlare di sicurezza, la politica dei tagli alla spesa discrezionale ha portato il Governo a ridurre tutte le voci del bilancio della giustizia, ad eccezione di quella relativa all'indennità di Ministro e Sottosegretari, che anzi registra un leggero aumento. Il fine degli emendamenti presentati alla tabella 2 è quello di riequilibrare le risorse, spostandole dallo stato di previsione del Ministero dell'economia allo stato di previsione del Ministero della giustizia. In tal modo sarà possibile sostenere il peso del fabbisogno stimato del comparto della giustizia, finanziare programmi concernenti l'edilizia giudiziaria, la giustizia penale e civile e la giustizia minorile, nonché far fronte agli oneri derivanti dalle novità introdotte nell'ordinamento, come l'estensione del gratuito patrocinio per le vittime di violenza sessuale, l'istituzione della banca dati del DNA, l'estensione dei casi di applicazione della misura cautelare in carcere ed il nuovo reato di immigrazione clandestina. (Applausi dal Gruppo IdV).

BARBOLINI (PD). Gli emendamenti presentati alla tabella 2 spostano risorse destinate ai servizi generali delle amministrazioni pubbliche a favore di programmi concernenti la repressione delle frodi fiscali, la vigilanza sul settore finanziario e il concorso della Guardia di finanza alla sicurezza pubblica. Trattandosi di una proposta che raccoglie una specifica indicazione presente nel rapporto della Commissione finanze, si attende il sostegno dei colleghi della maggioranza. (Applausi dal Gruppo PD).

DEL VECCHIO (PD). Gli emendamenti relativi alle risorse destinate al comparto difesa e sicurezza hanno lo scopo di garantire finanziamenti adeguati alle voci relative all'esercizio e al funzionamento, alla manutenzione dei mezzi, dei sistemi d'arma e delle infrastrutture, all'approvvigionamento delle scorte e dei ricambi, all'addestramento e alla formazione, che costituiscono la base operativa delle Forze armate e di polizia. Raccomanda l'accoglimento di tali proposte che riscuotono il consenso dell'intera 4a Commissione perché la carenza di queste risorse oltre a creare un disagio professionale negli operatori militari e del comparto della sicurezza mette a rischio la capacità di assolvere ai delicati compiti istituzionali loro affidati. (Applausi dal Gruppo PD).

TOMASELLI (PD). I tagli del Governo non hanno colpito la spesa improduttiva, ma le agevolazioni per gli investimenti delle imprese nel Mezzogiorno. Gli emendamenti 2.Tab.2.44 e 2.Tab.2.45 mirano quindi a reintegrare risorse sottratte alle politiche di sviluppo economico e di riequilibrio territoriale. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi).

DELLA SETA (PD). Ha presentato emendamenti alla tabella 2 per ripristinare risorse decurtate al Ministero dell'ambiente, che riguardano lo sviluppo sostenibile, la tutela del territorio, la salvaguardia della biodiversità, lo smaltimento dei rifiuti e la gestione delle risorse idriche. Il terremoto dell'Abruzzo e l'alluvione di Messina insegnano che la sicurezza dei cittadini si garantisce anzitutto con politiche di tutela del territorio: desta quindi preoccupazione la decisione del Governo di azzerare i fondi relativi all'elaborazione dei piani per la prevenzione del rischio idrogeologico. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi).

DE TONI (IdV). L'emendamento 2.Tab.2.51 propone l'incremento delle risorse stanziate per la missione «Diritto alla mobilità», programma «Gestione della sicurezza e della mobilità stradale», giacché l'alto numero di incidenti stradali registrati rende necessaria una politica che tuteli la sicurezza. Un incremento di risorse si chiede anche per l'attività pubblica locale. Con l'emendamento 2.Tab.2.110 si chiede invece un incremento delle risorse stanziate per la missione casa e riassetto urbanistico, in considerazione dell'alto tasso di povertà registrato nella popolazione italiana e delle difficoltà che le famiglie incontrano nell'affrontare le spese anche di mera sussistenza. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).

FILIPPI Marco (PD). I progetti di sviluppo del sistema infrastrutturale del Paese sono stati disattesi nella manovra finanziaria 2010; con gli emendamenti presentati si chiede pertanto di riequilibrare i numerosi tagli apportati in questo settore, riallocando almeno un ventesimo delle risorse originariamente previste, anche per progetti come l'Alta velocità che hanno costituito uno dei cavalli di battaglia dell'attuale Governo. Una riallocazione di risorse si propone anche per i progetti di sviluppo della mobilità locale e per il piano nazionale di edilizia abitativa, che ha subito gravi tagli nonostante il piano casa abbia costituito uno dei pilastri della propaganda politica della maggioranza. (Applausi dal Gruppo PD).

FIORONI (PD). Illustra l'emendamento 2.Tab.2.59, che, come anche il successivo emendamento 3.Tab.3.1, propone un rifinanziamento della missione «Competitività e sviluppo delle imprese», settore colpito da ingenti tagli, soprattutto relativamente al contributo statale a progetti in favore di distretti produttivi adottati dalle Regioni e di carattere nazionale, al fondo per investimenti agevolati alle imprese e al fondo per il salvataggio delle imprese in difficoltà, in contraddizione con le dichiarate intenzioni del Governo di incoraggiare e sostenere le piccole e medie imprese. Anche i tagli al sostegno all'internazionalizzazione delle imprese e per la promozione del made in Italy denotano l'incoerenza del Governo, che sottrae risorse necessarie per l'attuazione dei provvedimenti contenenti norme per la promozione della produzione nazionale recentemente approvati. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Astore. Congratulazioni).

MICHELONI (PD). Illustra gli emendamenti 2.Tab.2.106, 2.Tab.2.112 e 2.Tab.2.122, riguardanti il programma «Italiani nel mondo e politiche migratorie e sociali», che non mirano ad innalzare i livelli delle risorse stanziate negli anni passati, ma quantomeno a mantenere quelli attuali, dando così un segnale positivo ai connazionali all'estero. Chiede inoltre un chiarimento sull'invio da parte dell'Agenzia delle entrate, soprattutto in Svizzera, di lettere a lavoratori transfrontalieri o emigrati ed a pensionati ex emigrati con le quali si richiede l'assolvimento degli obblighi dichiarativi relativi allo scudo fiscale. (Applausi dal Gruppo PD).

DELLA MONICA (PD). Gli emendamenti proposti alla Tabella 2 sono tutti tesi a proporre la riallocazione di risorse per il comparto della giustizia, in particolare quella penitenziaria e minorile e per le spese correnti. Alla luce di un aumento dei reati e degli obblighi di custodia cautelare, stanziamenti adeguati sono l'unica risposta alle mutate e sempre più pressanti esigenze dei comparti della giustizia e della sicurezza pubblica. (Applausi dal Gruppo PD).

LATRONICO, relatore. Anche se con dispiacere, vista la delicatezza e l'importanza dei temi proposti dagli emendamenti presentati, esprime parere contrario alla loro approvazione. I tagli operati non sono un segnale di scarsa sensibilità per le problematiche sollevate, ma sono dettati dall'esigenza di mantenimento dei saldi. La nuova struttura del bilancio, diviso per missioni e programmi, consentirà poi alle Commissioni di merito di verificare le diverse allocazioni e l'efficacia della spesa pubblica nel corso dell'intero esercizio. Esprime parere favorevole ad un accoglimento degli ordini del giorno G2.120 e G2.101 come raccomandazioni.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Esprime parere conforme a quello del relatore. Gli emendamenti presentati, che pure sottendono questioni importanti ed esigenze condivisibili, implicano tutti aumenti di spesa, mentre anche il solo ripristino dei livelli di spesa degli esercizi precedenti chiaramente non è possibile per il mutato contesto economico originato dalla crisi. La nuova struttura del bilancio consentirà in ogni caso al Parlamento, attraverso le Commissioni di merito, di valutare meglio e dettagliatamente nel corso dell'anno le voci di bilancio e la congruità della spesa. Il problema dei pagamenti richiesti ai frontalieri sarà attentamente valutato, anche se è evidente che stipendi e pensioni nulla hanno a che vedere con i capitali assoggettabili alla disciplina sullo scudo fiscale.

Il Senato respinge gli emendamenti da 2.Tab.2.1 a 2.Tab.2.7, da 2.Tab.2.9 a 2.Tab.2.13, 2.Tab.2.15, da 2.Tab.2.17 a 2.Tab.2.20, 2.Tab.2.22, 2.Tab.2.23, da 2.Tab.2.25 a 2.Tab.2.33, da 2.Tab.2.201 a 2.Tab.2.40, 2.Tab.2.42, 2.Tab.2.44, da 2.Tab.2.47 a 2.Tab.2.50 e 2.Tab.2.53. Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori D'ALIA (UDC-SVP-Aut), GIAMBRONE (IdV), GIAI (UDC-SVP-Aut), INCOSTANTE (PD) e LEGNINI (PD), il Senato respinge gli emendamenti 2.Tab.2.8, 2.Tab.2.14, 2.Tab.2.16, 2.Tab.2.21, 2.Tab.2.24, 2.Tab.2.34, 2.Tab.2.35, 2.Tab.2.36, 2.Tab.2.37, 2.Tab.2.200, 2.Tab.2.41, 2.Tab.2.43, 2.Tab.2.45, 2.Tab.2.46, 2.Tab.2.51 e 2.Tab.2.52.

Presidenza del vice presidente CHITI

indi del presidente SCHIFANI

CASSON (PD). Dichiara il voto favorevole sull'emendamento 2.Tab.2.54 e su tutti gli emendamenti presentati dal Gruppo PD sul sistema giustizia e sul comparto sicurezza, contenenti proposte concrete e dettagliate che la maggioranza non ha nemmeno preso in considerazione, avallando solo tagli che comporteranno uno scadimento della qualità già compromessa dell'amministrazione della giustizia. Sono immaginabili le ricadute negative che questa riduzione di risorse comporterà in termini di sicurezza dei cittadini, di condizioni di vita dei detenuti stipati in carceri sovraffollate e delle guardie carcerarie, di tutela dei minori. Una politica economica siffatta finisce per ostacolare il contrasto alla criminalità. (Applausi dal Gruppo PD).

Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 2.Tab.2.54.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Visto che il ministro dell'interno Maroni ha annunciato la propria disponibilità e quella dei parlamentari della Lega Nord ad appoggiare richieste di maggiori fondi per la sicurezza, anche se provenienti dall'opposizione, segnala che gli emendamenti 2.Tab.2.55 e 2.Tab.2.56 mirano allo stanziamento di maggiori risorse per il contrasto del crimine e la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut e PD. Congratulazioni).

Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori D'ALIA (UDC-SVP-Aut), INCOSTANTE (PD), MERCATALI (PD) e GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge gli emendamenti 2.Tab.2.55, 2.Tab.2.56, 2.Tab.2.59, 2.Tab.2.60, 2.Tab.2.64, 2.Tab.2.65, 2.Tab.2.77, 2.Tab.2.79, 2.Tab.2.81, 2.Tab.2.84, 2.Tab.2.87 e 2.Tab.2.89. Il Senato respinge quindi gli emendamenti 2.Tab.2.57, 2.Tab.2.58, 2.Tab.2.61, 2.Tab.2.62, 2.Tab.2.63, da 2.Tab.2.66 a 2.Tab.2.76, 2.Tab.2.78, 2.Tab.2.80, 2.Tab.2.82, 2.Tab.2.83, 2.Tab.2.85, 2.Tab.2.86, 2.Tab.2.88 e da 2.Tab.2.90 a 2.Tab.2.93.

GHEDINI (PD). Le proposte emendative presentate alla Tabella 2 cercano di porre parziale rimedio ai pesanti tagli contenuti nella manovra finanziaria in materia di politiche sociali e del lavoro. In particolare, l'emendamento 2.Tab.2.94 chiede di ripristinare parzialmente le risorse stanziate per il reinserimento lavorativo e il sostegno dell'occupazione, anche alla luce delle ricadute della crisi economica sul piano occupazionale. (Applausi dal Gruppo PD).

Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori INCOSTANTE (PD), CASSON (PD), D'ALIA (UDC-SVP-Aut), GIAMBRONE (IdV) e LEGNINI (PD), il Senato respinge gli emendamenti 2.Tab.2.94, 2.Tab.2.95, 2.Tab.2.105, 2.Tab.2.106 (identico all'emendamento 2.Tab.2.107), 2.Tab.2.110, 2.Tab.2.112, 2.Tab.2.122, 2.Tab.2.125, 2.Tab.2.127 e 2.Tab.2.131. Il Senato respinge gli emendamenti da 2.Tab.2.96 a 2.Tab.2.104, 2.Tab.2.108, 2.Tab.2.109, 2.Tab.2.111, da 2.Tab.2.113 a 2.Tab.2.121, 2.Tab.2.123, 2.Tab.2.124, 2.Tab.2.126, 2.Tab.2.128, 2.Tab.2.129, 2.Tab.2.130 e 2.Tab.2.132.

FINOCCHIARO (PD). I tagli al comparto sicurezza effettuati dalle due ultime manovre di bilancio sono ingenti ed hanno portato lo stesso ministro dell'interno Maroni a riconoscere la necessità di un reintegro delle dotazioni finanziarie. Tale taglio, in netto contrasto con la politica securitaria promessa dal centrodestra in campagna elettorale, ha già causato le proteste di tutti i sindacati di polizia e certo provocherà grande imbarazzo nei parlamentari della maggioranza, chiamati a rendere conto dell'incoerente operato del Governo ai propri elettori. Per questo motivo invita a votare in favore dell'emendamento 2.Tab.2.133 e degli altri che il Partito Democratico ha presentato per sostenere concretamente l'attività di tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).

Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori LEGNINI (PD), BIANCO (PD) e INCOSTANTE (PD), il Senato respinge gli emendamenti 2.Tab.2.133, 2.Tab.2.134 e 2.Tab.2.135. Il Senato respinge quindi gli emendamenti da 2.Tab.2.136 a 2.Tab.2.143.

GARAVAGLIA Mariapia (PD). La manovra di bilancio presenta pesanti tagli alla scuola, all'università e persino alle risorse per l'edilizia scolastica, nonostante le recenti tragedie occorse in Abruzzo e in Molise. L'emendamento 2.Tab.2.144 reintegra alcune risorse da destinare al diritto allo studio, al fine di garantire l'effettività della scelta universitaria degli studenti e consentire così una reale concorrenza tra gli atenei. (Applausi dal Gruppo PD).

Con votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge gli emendamenti 2.Tab.2.144 e 2.Tab.2.154. Il Senato respinge quindi gli emendamenti da 2.Tab.2.145 a 2.Tab.2.153, 2.Tab.2.155 e 2.Tab.2.156.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Il Governo è disponibile ad accogliere gli ordini del giorno G2.120 e G2.101 come raccomandazione.

MASCITELLI (IdV). Accetta l'accoglimento come raccomandazione dell'ordine del giorno G2.120.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Concorda sull'accoglimento come raccomandazione dell'ordine del giorno G.2.101

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore LEGNINI (PD), il Senato approva l'articolo 2, con l'annessa tabella, elenchi ed appendice.

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 3, con l'annessa tabella, e dei relativi emendamenti e ordini del giorno.

VIMERCATI (PD). L'ordine del giorno G3.100 impegna il Governo a sbloccare in tempi rapidi l'iter autorizzativo del Piano per la banda larga, confermando l'impegno finanziario enunciato dal vice ministro Romani in una recente audizione parlamentare. Ciò consentirebbe infatti di ridurre il cosiddetto digital divide, di stimolare il settore delle telecomunicazioni, creando nuovi posti di lavoro e di rendere più competitivo il sistema economico italiano. (Applausi dal Gruppo PD).

BUGNANO (IdV). L'ordine del giorno G3.108 impegna il Governo a ripristinare le risorse necessarie a garantire un effettivo sostegno all'internazionalizzazione delle imprese, favorendo così il rilancio del made in Italy.

GRANAIOLA (PD). Gli ordini del giorno G3.101 e G3.102 impegnano il Governo ad individuare per gli anni 2010-2012 risorse finanziarie aggiuntive per il fondo per il credito all'esportazione e il sostegno degli investimenti all'estero e a incrementare le risorse a disposizione del Fondo per la finanza d'impresa. Dà altresì conto dell'ordine del giorno G3.104, con cui si impegna il Governo a prevedere, per gli anni 2011 e 2012, un incremento delle risorse per la ricerca e l'innovazione per la competitività nell'ambito dello sviluppo e della coesione. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Peterlini).

LATRONICO, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti e orientamento favorevole all'accoglimento degli ordini del giorno come raccomandazione.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Esprime parere conforme a quello del relatore. Accoglie gli ordini del giorno come raccomandazione.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 3.Tab.3.1. Il Senato respinge quindi gli emendamenti da 3.Tab.3.2 a 3.Tab.3.6.

VIMERCATI (PD). Insiste per la votazione dell'ordine del giorno G3.100.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore VIMERCATI (PD), il Senato respinge l'ordine del giorno G3.100.

PRESIDENTE. Gli ordini del giorno G3.101, G3.102, G3.104, G3.105, G3.106, G3.109, G3.107, G3.103, G3.108 e G3.110 non vengono posti ai voti essendo stati accolti come raccomandazione e non insistendo i presentatori per la votazione.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva quindi l'articolo 3, con l'annessa tabella.

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 4, con l'annessa tabella, e dei relativi ordini del giorno.

LATRONICO, relatore. Esprime parere favorevole all'accoglimento di tutti gli ordini del giorno come raccomandazione e avanza una proposta di riformulazione dell'ordine del giorno G4.108 ai fini del suo accoglimento come raccomandazione (v. Resoconto stenografico).

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Concorda con il relatore circa l'accoglimento degli ordini del giorno come raccomandazione e sulla modifica proposta all'ordine del giorno G4.108.

GHEDINI (PD). Conviene sull'accoglimento come raccomandazione degli ordini del giorno G4.100, G4.103, G4.101, G4.104 e G4.107.

CARLINO (IdV). Conviene sull'accoglimento come raccomandazione degli ordini del giorno G4.102, G4.204, G4.105 e G4.106.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Non insiste per la votazione degli ordini del giorno G4.150 e G4.151.

MARINO Ignazio (PD). Non insiste per la votazione dell'ordine del giorno G4.205.

ICHINO (PD). Non accoglie la proposta di riformulazione dell'ordine del giorno G4.108, la quale svuoterebbe di senso l'impegno cui si intende vincolare il Governo, anche perché si tratta di contributi pagati dalle imprese sulle retribuzioni dei lavoratori, quindi di denaro che deve tornare alle imprese e ai lavoratori sotto forma di prestazioni della cassa integrazione. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Li Gotti).

Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'ordine del giorno G4.108.

PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, gli ordini del giorno G4.109, G4.110, G4.111, G4.112, G4.113 e G4.114 si intendono accolti come raccomandazione.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva l'articolo 4, con l'annessa tabella.

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 5, con l'annessa tabella e appendice, e dei relativi ordini del giorno e emendamento.

LATRONICO, relatore. Esprime parere favorevole sull'emendamento 5.Tab.5.1 ed all'accoglimento di tutti gli ordini del giorno come raccomandazione.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Esprime parere favorevole sull'emendamento ed accoglie gli ordini del giorno come raccomandazione.

Il Senato approva l'emendamento 5.Tab.5.1.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Insiste per la votazione degli ordini del giorno G5.109 e G5.110.

Con votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore D'Alia (UDC-SVP-Aut), il Senato respinge gli ordini del giorno G5.109 e G5.110.

CASSON (PD). Conviene sull'accoglimento degli ordini del giorno G5.100 e G5.107 come raccomandazione.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Insiste per la votazione dell'ordine del giorno G5.108.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore D'ALIA (UDC-SVP-Aut), il Senato respinge l'ordine del giorno G5.108.

CASSON (PD). Insiste per la votazione degli ordini del giorno G5.101, G5.102 e G5.104.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CASSON (PD), il Senato respinge l'ordine del giorno G5.101.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Insiste per la votazione dell'ordine del giorno G5.106.

Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori D'ALIA (UDC-SVP-Aut) e CASSON (PD), il Senato respinge gli ordini del giorno G5.106 e G5.102.

LI GOTTI (IdV). Insiste per la votazione dell'ordine del giorno G5.103.

Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori LI GOTTI (IdV) e CASSON (PD), il Senato respinge gli ordini del giorno G5.103 e G5.104.

DELLA MONICA (PD). Insiste per la votazione dell'ordine del giorno G5.105.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice DELLA MONICA (PD), il Senato respinge l'ordine del giorno G5.105.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva quindi l'articolo 5, nel testo emendato, con l'annessa tabella e appendice.

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 6, con l'annessa tabella e appendice, e dei relativi ordini del giorno.

LATRONICO, relatore. Esprime parere favorevole all'accoglimento di tutti gli ordini del giorno come raccomandazione.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Concorda con il relatore.

MARCENARO (PD). Insiste per la votazione degli ordini del giorno G6.100, G6.102 e G6.101, che intendono peraltro vincolare il Governo a impegni che ha già dichiarato di voler assumere nell'ambito del G8 di Gleneagles.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'ordine del giorno G6.100. Vengono quindi respinti gli ordini del giorno G6.102 e G6.101.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva l'articolo 6, con l'annessa tabella e appendice.

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 7, con l'annessa tabella, e dei relativi ordini del giorno.

LATRONICO, relatore. Esprime parere favorevole all'accoglimento di tutti gli ordini del giorno come raccomandazione.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Concorda con il relatore.

GARAVAGLIA Mariapia (PD). Insiste per la votazione dell'ordine del giorno G7.100.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore LEGNINI (PD), il Senato respinge l'ordine del giorno G7.100.

GARAVAGLIA Mariapia (PD). Conviene sull'accoglimento come raccomandazione dell'ordine del giorno G7.101, mentre insiste per la votazione dell'ordine del giorno G7.103.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'ordine del giorno G7.103.

GIAMBRONE (IdV). Insiste per la votazione dell'ordine del giorno G7.102.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge l'ordine del giorno G7.102.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Insiste per la votazione degli ordini del giorno G7.104 e G7.105.

Con votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore D'ALIA (UDC-SVP-Aut), il Senato respinge gli ordini del giorno G7.104 e G7.105.

SERAFINI Anna Maria (PD). Conviene sull'accoglimento come raccomandazione dell'ordine del giorno G7.106.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore LEGNINI (PD), il Senato approva l'articolo 7, con l'annessa tabella.

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 8, con l'annessa tabella, elenco ed appendice, e dei relativi ordini del giorno.

LATRONICO, relatore. Esprime parere favorevole all'accoglimento di tutti gli ordini del giorno come raccomandazione.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Concorda con il relatore.

PARDI (IdV). Insiste per la votazione dell'ordine del giorno G8.100.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore PARDI (IdV), il Senato respinge l'ordine del giorno G8.100.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Insiste per la votazione degli ordini del giorno G8.101, G8.102 e G8.103. Visto che gli emendamenti a favore del comparto sicurezza sono stati bocciati, almeno con gli ordini del giorno la maggioranza ha la possibilità di manifestare coerenza con gli impegni assunti di fronte ai cittadini. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut, PD e IdV e del senatore Pistorio).

Con votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore D'ALIA (UDC-SVP-Aut), il Senato respinge gli ordini del giorno G8.101, G8.102 e G8.103.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva l'articolo 8, con l'annessa tabella, elenco e appendice.

CECCANTI (PD). Avverte che nella votazione dell'articolo 8 ha votato per errore favorevolmente.

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 9, con l'annessa tabella, e del relativo ordine del giorno.

LATRONICO, relatore. Precisa che, per errore, ha votato contro l'articolo 8. L'ordine del giorno G9.100 può essere accolto come raccomandazione.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Concorda con il relatore, segnalando che l'ordine del giorno chiede che non si affronti con interventi "a pioggia" una politica di messa in sicurezza del territorio.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Si tratta della citazione di una dichiarazione del Ministro dell'ambiente, che ha denunciato la mancanza di una politica strutturata per fronteggiare il dissesto idrogeologico. Insiste per la votazione dell'ordine del giorno. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut e PD e del senatore Russo).

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore D'ALIA (UDC-SVP-Aut), il Senato respinge l'ordine del giorno G9.100.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), è quindi approvato l'articolo 9, con l'annessa tabella.

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 10, con l'annessa tabella ed elenco, e dei relativi emendamenti e ordini del giorno.

LATRONICO, relatore. E' contrario agli emendamenti, mentre è favorevole all'accoglimento come raccomandazione degli ordini del giorno.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Concorda con il relatore. Accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno G10.100, G10.101 e G10.102.

Il Senato respinge gli emendamenti da 10.Tab.10.1 a 10.Tab.10.6.

FILIPPI Marco (PD). Insiste per la votazione dell'ordine del giorno G10.100.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore Marco FILIPPI (PD), il Senato respinge l'ordine del giorno G10.100.

DE TONI (IdV). Insiste per la votazione degli ordini del giorno G10.101 e G10.102.

Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore DE TONI (IdV), sono respinti gli ordini del giorno G10.101 e G10.102.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore LEGNINI (PD), è approvato l'articolo 10, con l'annessa tabella ed elenco.

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 11, con l'annessa tabella ed elenchi, e dei relativi emendamento e ordini del giorno.

SCANU (PD). L'ordine del giorno G11.101 impegna il Governo a reperire risorse da destinare all'addestramento, alla manutenzione dei mezzi e alla sicurezza del personale delle Forze armate. Denuncia inoltre la mancanza di stanziamenti per le missioni internazionali. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore De Toni).

LATRONICO, relatore. E' contrario all'emendamento 11.Tab.11.1, mentre è favorevole all'accoglimento come raccomandazione degli ordini del giorno.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Condivide il parere del relatore ed accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore SCANU (PD), è respinto l'emendamento 11.Tab.11.1.

SCANU (PD). Insiste per la votazione di tutti gli ordini del giorno presentati. (Applausi dal Gruppo PD).

GIAMBRONE (IdV). Insiste per la votazione dell'ordine del giorno G11.104.

Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori SCANU (PD) e GIAMBRONE (IdV), sono respinti gli ordini del giorno G11.101, G11.102, G11.103, G11.104, G11.105 e G11.100.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), è quindi approvato l'articolo 11, con l'annessa tabella ed elenchi.

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 12, con l'annessa tabella, e dei relativi ordini del giorno.

LATRONICO, relatore. E' favorevole all'accoglimento come raccomandazione degli ordini del giorno.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Accetta l'indicazione del relatore.

MONGIELLO (PD). Insiste per la votazione di tutti gli ordini del giorno presentati che impegnano il Governo a rifinanziare il Fondo di solidarietà nazionale per l'agricoltura, a confermare le agevolazioni previdenziali per il settore agricolo, a sostenere l'imprenditoria giovanile in agricoltura, a reintegrare le risorse sottratte al Piano irriguo nazionale. (Applausi dai Gruppi PD, IdV e UDC-SVP-Aut).

Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice MONGIELLO (PD), sono respinti gli ordini del giorno G12.100, G12.101, G12.102, G12.105, G12.103 e G12.104.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Insiste per la votazione dell'ordine del giorno G12.106.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore D'ALIA (UDC-SVP-Aut), è respinto l'ordine del giorno G12.106.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), è quindi approvato l'articolo 12, con l'annessa tabella.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), è approvato l'articolo 13, con l'annessa tabella. Con distinte votazioni il Senato approva quindi gli articoli 14, 15 (con il quadro riassuntivo e le tabelle allegate), 16 (con l'annessa tabella A e allegato) e 17 (con le allegate tabelle e gli allegati 1 e 2).

PRESIDENTE. Ricorda che la votazione finale del bilancio avrà luogo dopo la votazione finale della finanziaria.

Sulla libertà di manifestazione del pensiero in Iran

PERDUCA (PD). Invita il Governo a tenere aperta l'ambasciata a Teheran per dare aiuto ai manifestanti che subiscono la repressione del Governo e concedere eventualmente visti per farli fuggire in Italia. Chiede una larga sottoscrizione dell'interrogazione sulla vicenda dello studente iraniano Mahmud Vahidnia.

Per lo svolgimento di interrogazioni

CASSON (PD). In occasione della Conferenza nazionale sull'amianto che si terrà domani, sollecita lo svolgimento delle numerose interrogazioni presentate sui lavoratori esposti a sostanze cancerogene e a fibre killer, cui il Governo non ha finora risposto, neppure in Commissione.

Sui lavori del Senato

PRESIDENTE. Come comunicato nella seduta antimeridiana, essendo stato concluso l'esame dell'articolato del disegno di legge n. 1791, la seduta di domani non avrà luogo.

Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno della seduta del 10 novembre.

La seduta termina alle ore 20,30.

RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza della vice presidente MAURO

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 16,05).

Si dia lettura del processo verbale.

THALER AUSSERHOFER, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giorno precedente.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverto che nel corso della seduta odierna potranno essere effettuate votazioni qualificate mediante il procedimento elettronico.

Pertanto decorre da questo momento il termine di venti minuti dal preavviso previsto dall'articolo 119, comma 1, del Regolamento (ore 16,11).

Seguito della discussione congiunta dei disegni di legge:

(1791) Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012 (Votazione finale qualificata, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento)

(1790) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010) (Votazione finale qualificata, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (ore 16,11)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione congiunta dei disegni di legge nn. 1791 e 1790.

Ricordo che, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, le votazioni finali su entrambi i provvedimenti avranno luogo con votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

Ricordo che nella seduta antimeridiana è proseguita la discussione generale congiunta.

È iscritta a parlare la senatrice Bonfrisco. Ne ha facoltà.

BONFRISCO (PdL). Signora Presidente, onorevoli colleghi, vice ministro Vegas, come quella dello scorso anno, anche la finanziaria in esame può essere definita snella. In materia di conti pubblici l'Esecutivo continua ‑ aggiungo opportunamente ‑ sulla strada della prudenza, quella tracciata sin dall'inizio della crisi internazionale, perché, nel perdurare le difficoltà finanziarie ed economiche, non si è fatto trascinare sul terreno, pur lusinghiero e facile, delle politiche di bilancio espansive. Un eufemismo, quello dell'espansione, che si sarebbe tradotto in faraonici programmi di spesa, in deficit certamente, magari tutt'altro che anticiclici e - aggiungerei - che tutti poi avremmo pesantemente pagato.

Il Governo invece ha preferito mantenere un profilo basso, nel rigore riconosciuto positivamente nel dibattito dagli economisti, riproponendo la politica dei piccoli passi, quella delle misure e della tutela del risparmio e del sostegno ai redditi. Misure efficaci e non onerose, in qualche modo non popolari, forse, perché non roboanti, ma che hanno evitato le tensioni e gli scossoni sociali, ancor più di quelli economici che si sono registrati invece in altri Paesi. Il Governo ha scelto di garantire la stabilità dell'intero sistema, in una parola.

Certamente la crisi non ci è alle spalle e i fenomeni che ne sono scaturiti contengono una vischiosità che potrebbe mostrare gli effetti più in là; fenomeni tutti da registrare e da valutare attentamente, ma ad oggi - e non si può dire che di tempo non ne sia passato - il Paese sta reagendo meglio di quanto previsto agli inizi del 2008; e mi sembra un'affermazione non avventata, ma anzi supportata dai dati contenuti nei documenti di istituti e istituzioni economiche. Ad esempio, nelle più recenti previsioni, la Commissione europea stima per il prossimo biennio una crescita del nostro PIL ulteriormente migliorativa di quella fornita in estate. Peraltro, vale la pena ricordare che il nostro ad oggi è un PIL migliore persino di quello della Gran Bretagna e fornisce elementi incoraggianti anche, come la sostanziale tenuta della disoccupazione e l'incremento dei consumi privati.

Pur con tutte le difficoltà, l'indice della nostra produzione industriale ha recentemente fatto registrare un significativo balzo in avanti, così come quello della fiducia dei consumatori calcolato dall'ISAE, che appare salito al punto più alto dal dicembre del 2006, prima della crisi. Mi guardo bene certo dall'alternare rispetto a questi dati che tutto va per il meglio; dico solo che esiste una certa robustezza del settore privato, di quello creditizio e di altri settori che tengono meglio di quello tipicamente industriale. Insomma, una complessiva solidità del sistema, che forse è alla base del giudizio favorevole recentemente espresso da Moody's sul debito pubblico dell'Italia, nonostante questo sia purtroppo in crescita nel prossimo biennio.

Mi si consenta una notazione polemica: questo giudizio di Moody's, espresso insieme ad altri dalla stampa internazionale, da sempre non proprio benevola con il nostro Governo, significa che esso ha saputo ben operare in una situazione di emergenza? Che è superato l'unfit che «The Economist» appioppò al Presidente del Consiglio? Sono convinta che sia così, ma tutto ciò non significa che da parte del Governo e di questa maggioranza manchi la consapevolezza che oggi va preparata la ripresa e che occorre dare la spinta con nuove misure per il rilancio economico e sociale. In fondo, nel corso dell'esame in Commissione sono stati molti gli spunti che, al di là delle modifiche al testo originario, portano a questa conclusione: dalla revisione quantitativa e qualitativa della spesa alla possibilità di ridurre il carico fiscale sulle imprese con una manovra seppur limitata sull'IRAP. Tale manovra a mio avviso potrebbe articolarsi in un meccanismo che ne eviti l'applicazione alle imprese che sono in perdita (ricordo che oggi pagano l'IRAP sia le imprese che producono utili sia quelle che sono in perdita) oppure individuando un meccanismo di deducibilità, peraltro già oggetto di diversi disegni di legge anche da me presentati.

Mi sembra che il continuum maggioranza-Governo abbia funzionato più che mai, dato che sono state approvate notevoli modifiche in cui si intravede uno spazio per la costruzione di questi presupposti. Infatti, come ha ricordato molto bene ieri sera il senatore Augello, nel corso della discussione in Commissione questa maggioranza è stata in grado di fornire al Governo indicazioni specifiche per migliorare ed implementare il provvedimento in esame. Ad esempio, penso alla norma sui Confidi, con la quale vengono destinati 10 milioni di euro agli interventi in favore dei consorzi Confidi delle Province che - non a caso - presentano il più alto tasso di utilizzazione della cassa integrazione guadagni.

Se è vero - come credo che sia - che la partita che si aprirà nei prossimi mesi nell'ambito della ricaduta della crisi economica sull'economia reale riguarda la tutela dei lavoratori e la patrimonializzazione delle imprese, in entrambi i casi il Governo sta agendo bene, rafforzando il sistema della cassa integrazione e offrendo alle imprese solidi strumenti per consolidarne la tenuta sul sistema finanziario, nella preoccupante prospettiva di Basilea 2.

Piuttosto che il vecchio armamentario dei fondi agevolati, è arrivato il momento di pensare a strumenti più moderni ed efficaci per le imprese, che dovranno affrontare la ripresa, sostenuti da fondi di garanzia che permettano loro di accedere a quel credito che si è fatto più difficile per i vincoli stringenti del sistema bancario, che spesso non condividiamo.

Penso però anche al nuovo soggetto societario Difesa servizi Spa, ente in house del Ministero della difesa, che può costituire una modalità operativa nuova per la pubblica amministrazione, non solo dal lato dei costi, ma anche da quello dei ricavi, in termini di valorizzazione economica delle proprie risorse. Sono sicura che il Senato lavorerà in questo senso migliorando ulteriormente lo strumento, perché diventi una possibile forma di autofinanziamento per l'amministrazione, che nello specifico non significa solo operatività simile a quella di CONSIP, ma valorizzazione dei servizi forniti.

Lo stesso discorso vale per la proroga del termine per l'alienazione delle partecipazioni eccedenti, detenute storicamente in banche popolari: si tratta di una disposizione resa necessaria dal protrarsi della situazione di difficoltà dei mercati e dall'andamento negativo dei corsi azionari, che evita di effettuare consistenti svalutazioni ai detentori delle partecipazioni stesse.

La consapevolezza che non possiamo contraddire le misure efficaci e non onerose intraprese fino ad oggi ci porta a dire che è necessario ora liberarci di dirigismi di varia natura e di appesantimenti fiscali iniqui e controproducenti, ma anche di ridurre la spesa per consentire il sempre presente obiettivo della riduzione della pressione fiscale. Ha ragione il senatore Massimo Garavaglia quando ricorda che forse è la prima volta che in questa Camera si è lavorato sulle possibilità e sulle modalità di taglio alla spesa, piuttosto che sull'aumento delle tasse.

In fondo, restiamo fedeli all'idea che sia necessario aumentare il prodotto nazionale senza creare un nuovo debito pubblico, e al Governo Berlusconi va il merito di essere coerente con gli impegni assunti davanti agli elettori italiani ed efficace più di altri Governi europei in questa difficile situazione economica.

Gli italiani lo sanno, e con il loro consenso determinano il nostro convincimento ad andare avanti e a proseguire su questa strada. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP. Congratulazioni).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Giaretta. Ne ha facoltà.

GIARETTA (PD). Signor Vice Ministro, per formulare un giudizio intellettualmente corretto ed onesto sulle proposte della legge finanziaria, penso che dobbiamo riflettere sul contesto assai difficile, di cui occorre essere consapevoli. Pochi dati sono sufficienti. Con riguardo al PIL, gli ultimi dati per il consuntivo 2009 variano tra il meno 4,8 della relazione previsionale ed il meno 4,7 delle ultime previsioni UE. Dobbiamo essere consapevoli di cosa significa questa perdita drammatica di ricchezza del Paese: vuol dire che se l'Italia crescesse al ritmo in cui è cresciuta negli ultimi 10 anni ci vorrebbero 15 anni per tornare al livello di ricchezza del 2007.

Relativamente all'occupazione, sono circa 650.000 i posti di lavoro persi, non solo nel lavoro dipendente, ma anche nell'area del lavoro autonomo e, soprattutto, precario. Più di 1 milione di cittadini in questi momenti sono interessati o dalla perdita del lavoro o dalla sua incertezza (cassa integrazione e mobilità), e tutti gli indicatori segnalano che la situazione è destinata ad aggravarsi nel 2010, pur scontando un miglioramento della congiuntura. Il problema è che i magazzini sono pieni; si stanno esaurendo gli ammortizzatori sociali, ci sono chiusure di aziende travolte dal troppo lungo e pesante ciclo negativo. L'export è calato del 23,6 per cento, mentre la produttività del manifatturiero italiano è calata in un anno di oltre tre punti.

La pressione fiscale a fine 2009 è stimata al 43 per cento: è la più alta pressione fiscale dal dopoguerra, tranne l'anno di entrata nell'euro, con l'aggravante che è aumentata la tassazione sul lavoro dipendente e la tassazione sul contribuente leale.

La spesa pubblica ha raggiunto il record del 52,4 per cento del PIL, il più elevato negli ultimi cinquant'anni, con una crescita di tre punti in un solo anno. E cresce la spesa dello Stato centrale, più di quella decentrata; cresce la spesa per il funzionamento della macchina burocratica, più che quella per gli investimenti.

Il ministro Brunetta avrà usato slogan efficaci, ma il fatto è che quest'anno la macchina dello Stato ha assorbito più risorse dell'anno precedente. Il debito supera il 114 del PIL, con un incremento di nove punti percentuali.

Volendo continuare nelle mie citazioni mozartiane del Don Giovanni, potrei dire che «il catalogo è questo», come dice Leporello a Donna Elvira, ma è un catalogo difficile, pesante. Però nasconderlo o sottovalutarlo è la cosa peggiore.

Il Governo ha fatto una scommessa che si è rilevata sbagliata. Ha pensato che la crisi sarebbe stata meno pesante e meno lunga e che sarebbe stato sufficiente aspettare, adottando nel breve un po' di cosmesi politico-finanziaria. Non ha valutato che questo pesante quadro congiunturale si sovrappone a limiti strutturali di competitività del sistema Paese e che la somma di queste due componenti dà per risultato non una parentesi da aprire e chiudere per tornare come prima, ma richiederebbe una forte azione per rimediare ai ritardi con riforme coraggiose.

Il largo consenso parlamentare del Paese, di cui si vanta un giorno sì e l'altro pure il Presidente del Consiglio, avrebbe dovuto a nostro avviso produrre un'agenda riformista su cui sfidare l'opposizione, e noi avremmo accettato volentieri questa sfida virtuosa. Una politica con l'orgoglio di vincere davvero una sfida storica per rimediare ai ritardi del Paese; una sfida su cui costruire alleanze sociali.

Dov'è questa agenda riformista ? Non certo in questa legge finanziaria e neppure nei farraginosi provvedimenti che si sono stratificati nel corso dell'ultimo anno. Esiste un lancio giornalistico di riforme, come se queste fossero un bene di largo consumo, ma non ci sono i fatti.

Basta qualche esempio. Quando, se non ora, il tempo di una riforma strutturale degli ammortizzatori sociali? Ora, che una drammatica pressione sociale sulla disponibilità di lavoro può portare tutte le forze responsabili a condividere un'impostazione più larga, più equa, più efficiente, nell'interesse del Paese.

Le nostre proposte le abbiamo messe in campo; il Governo non ha avuto il coraggio di seguire questa strada. È un capitolo difficile, certo, ma quando i tempi sono difficili i compiti della politica sono più difficili.

Quando, se non ora, sarebbe necessario impostare una solida spending review del bilancio per agire sull'inefficienza della spesa, non con annunci qualunquistici e inconcludenti, ma con un rigoroso esame della produttività della spesa pubblica? Basta andare ai tanti documenti ed alle tante proposte della Commissione sulla spesa pubblica che il Governo ha irresponsabilmente soppresso.

Quando, se non ora, bisognerebbe affrontare quelle riforme, a costo zero dal punto di vista finanziario, che riguardano le aperture dei mercati e il disboscamento degli oneri burocratici per le imprese?

Che dire del fisco? Qual è la visione fiscale della maggioranza, oltre la promessa di ridurre la pressione fiscale, cui ha naturalmente corrisposto nel mondo reale un suo aumento? Ora sembra che si interverrà in modo più o meno simbolico sull'IRAP. Bene, noi siamo pronti, abbiamo presentato i nostri emendamenti e le nostre proposte. Ricordo che poi l'unica riduzione strutturale e permanente dell'IRAP è stata fatta dal Governo Prodi, che ha ridotto l'IRAP di circa un quarto con l'operazione sul cuneo fiscale. Ma quale effetto potrà avere un intervento modesto, oltretutto finanziato con i proventi dello scudo fiscale, e cioè per un solo anno, al di fuori di un disegno chiaro di riforma e in un orizzonte di incertezza per le famiglie e le imprese?

Sappiamo quali sono i difetti del fisco su cui lavorare: un fisco troppo concentrato sul lavoro dipendente e imprenditoriale e molto poco sulle rendite; un fisco troppo complicato e presuntivo, con la deformazione degli studi di settore; un fisco troppo centralizzato, con una scarsissima relazione tra prelievo e servizi restituiti al territorio. Si è vista una correzione di queste debolezze? Dove, quando? L'unica correzione fatta riguarda qualche strizzata d'occhio per tollerare il ritorno a pratiche elusive ed evasive. Abolirete l'IRAP, sia pure in un tempo incerto e lontano? Bene, ma com'è possibile fare sul serio una riforma in favore del federalismo fiscale se si abolisce una buona parte dell'ICI, imposta che dava autonomia fiscale ai Comuni, e l'IRAP, che finanzia buona parte dei bilanci regionali? Dire che si abolirà senza chiarire dove si reperiranno le risorse necessarie - e parliamo di 40 miliardi di euro, di cui 27 per la parte privata - e senza dire come si rafforza e non si indebolisce l'autonomia regionale è solo un espediente mediatico di un Governo a corto di idee e di argomenti.

Segnalo che intanto si sono già accumulati i primi ritardi per il federalismo. Doveva essere qui e invece non è ancora insediata la bicamerale. Sono stati annunciati, li abbiamo deliberati ieri, i primi rinvii dei termini per i decreti attuativi.

Il Paese non ha bisogno di espedienti, signori del Governo e della maggioranza: ha bisogno di riforme coraggiose. Sono quelle che continuano a mancare; sono quelle che noi ci ostiniamo a riproporre in ogni occasione. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Baldassarri. Ne ha facoltà.

BALDASSARRI (PdL). Signor Presidente, signor Vice Ministro, onorevoli colleghi, permettetemi anzitutto di notare un fatto politico importante che è avvenuto in questi giorni, sia in sede di Commissione, sia in quest'Aula, nel corso della discussione generale congiunta.

Colgo l'occasione per ringraziare tutti i membri della Commissione finanze e tesoro che ho l'onore di presiedere, che hanno partecipato alla discussione per trasmettere il nostro rapporto alla Commissione bilancio, sia tutti i colleghi della Commissione bilancio, di maggioranza e opposizione, perché il fatto politico da non sottovalutare è che - e non succede troppo spesso purtroppo - si è discusso nel merito, con valutazioni diverse, con contenuti concreti, del disegno di legge finanziaria proposto dal Governo, ma anche di possibili miglioramenti e di ulteriori approfondimenti. Credo che questo metodo rappresenti un valore da sostenere e difendere in qualunque momento, anche in termini di rapporto tra Governo e Parlamento ed in particolare tra il Governo e la maggioranza che deve sostenerlo.

Ciò detto, è evidente che per valutare un disegno di legge finanziaria, una manovra di bilancio, una politica economica, occorre quantomeno capire e possibilmente concordare su quale sia il riferimento concreto e reale rispetto al quale la manovra intende produrre i propri effetti. Vorrei partire proprio da qui, perché non si può misurare efficacia ed efficienza di una manovra se non si ha chiaro rispetto a quale andamento dell'economia mondiale, europea e italiana la manovra viene a confrontarsi.

Su questo punto sappiamo tutti che c'è una ipotesi (che fortunatamente va per le maggiore, anche se negli ultimi tempi forse ha perso qualche punto di credibilità) che parla di un andamento del ciclo economico internazionale chiamato a "V": cioè, dopo la pesante crisi produttiva in termini di PIL del 2009 dovremmo vedere una ripresa piuttosto consistente dell'economia mondiale nel 2010. Tuttavia, negli ultimi giorni già qualcuno negli stessi Stati Uniti d'America e sui mercati finanziari ha posto un quesito che non va sottovalutato. Ci si è chiesto se i segni di ripresa che si riscontrano soprattutto nell'economia americana sono effettivamente di ripresa o indicano la ricarica di una bolla nuova e pericolosa. Per farci capire anche nei famosi ambienti internazionali radical chic che guardano sempre all'Italia e alle nostre condizioni con qualche senso di sufficienza, ci si sta domandando se si tratta di recovery o di bubble.

Si tratta di un elemento da tenere sotto controllo per valutare cosa possiamo fare. Ma, anche ammesso che ci sia una ripresa internazionale e che non sia la ricostruzione di una bolla speculativa (i dati sui derivati cominciano già a preoccupare); ammesso che questa ipotesi ottimistica si realizzi nel 2010, qual è la conseguenza sull'economia italiana che, come sappiamo, per due terzi dipende dall'esterno, qualunque sia il Governo nazionale, qualunque manovra esso possa impostare? Due terzi dell'andamento dell'economia italiana dipendono da questo quadro esterno dell'economia mondiale e di quella europea. Se prendiamo in considerazione questo effetto esterno sull'andamento inerziale tendenziale dell'economia italiana, certamente vediamo che i segni di ripresa appaiono anche per l'economia italiana.

La domanda è se la soddisfazione di essere abbastanza certi di trovarci in fondo al pozzo, di non continuare a precipitare e che abbiamo fermato la caduta, deve responsabilizzarci per accelerare e sostenere l'uscita dal pozzo, cioè la ripresa vera che ridetermina le condizioni economiche, sociali e occupazionali che avevamo prima di cadere nel pozzo della crisi nel 2007. Da questo punto di vista, possiamo anche girare in mille modi i numeretti dell'economia o dell'econometria, ma sappiamo che questa sarà una ripresa lenta, difficile e che ricostruirà i dati del 2007 non prima del 2013-2014.

Sappiamo che le condizioni finanziarie della finanza pubblica italiana vanno assolutamente salvaguardate nei loro equilibri: follia e demagogia sarebbe mollare la guardia sul fronte degli equilibri finanziari. Sappiamo, però, che quegli equilibri rimarrebbero relativamente fragili, perché il rientro dal deficit sarebbe relativamente lento ma, soprattutto, perché il rientro dal debito, quel rapporto tra debito e PIL che nel 2007 era pari al 105 per cento del PIL (quindi già abbondantemente sopra il totale del reddito nazionale), potrà tornare a quel livello, negli andamenti tendenziali e inerziali, intorno al 2020.

Nel frattempo, tre gravi rischi incombono sulla nostra economia e sulle nostre condizioni socio-economiche. Il primo, che ho già citato, è quell'andamento che qualcuno chiama a doppia V. Questa ripresa americana, trainata prevalentemente dalla ripresa dei consumi americani, che sono stati all'origine della pesante crisi che abbiamo avuto, potrebbe non proseguire dopo il 2010. Il secondo rischio è che, laddove la ripresa proseguisse in modo strutturale, al primo apparire di eventuali segnali inflazionistici potrebbe esserci una ripresa in aumento dei tassi di interesse. Per un Paese con il nostro debito ciò significa il rischio di dover pagare molto di più in termini di oneri finanziari sul debito pubblico. Sappiamo già oggi, a bocce ferme e con le informazioni disponibili, che noi dovremmo pagare nei prossimi anni un importo per interessi, che attualmente si aggira intorno a 75 miliardi di euro, che andrà progressivamente a crescere fino a sfiorare i 100 miliardi di euro nel 2013. Questi sono i dati che, con grande trasparenza e correttezza intellettuale, il Governo ha inserito nel DPEF e nella recente Nota di aggiornamento. Il terzo rischio che appare all'orizzonte è che se prosegue l'illusione americana di aggiustare le proprie questioni interne svalutando ulteriormente il dollaro, al quale è agganciato lo yuan cinese (quindi con una doppia svalutazione dollaro-renminbi), per noi ciò comporterebbe una ulteriore ipervalutazione dell'euro fino a 1,60 o 1,70 (e siamo già a 1,50 rispetto al dollaro). Tutto questo creerebbe condizioni di nuova emergenza.

Questi andamenti tendenziali inerziali ci possono soddisfare e mettere al riparo? La mia risposta è no. Qui va chiarito un punto. Che cos'è, allora, la politica economica, quella vera, concreta, che abbiamo discusso nelle Aule delle Commissioni e in questa? Primo punto fisso della risposta a questa domanda è che la politica economica è quella decisione pubblica collettiva che garantisce l'equilibrio finanziario della finanza pubblica. Non un euro in più di deficit. Seconda domanda conseguente: garantendo questo, muore, finisce lì la politica economica o ci sono spazi per essa? La mia risposta, e non da ora, è che garantendo l'equilibrio finanziario nasce, e non muore, la vera politica economica. Perché non è politica economica promettere con cambiali «a babbo morto», aumentando deficit e debito, e l'esperienza italiana, per chi, come il sottoscritto, ha vissuto gli ultimi 30 anni, sta lì a dimostrarlo, con il suo passato e con i dati presenti, purtroppo.

Ma se allora la politica economica ha la sua centralità proprio garantendo l'equilibrio finanziario, che cosa significa la politica economica vera? Significa andare responsabilmente a valutare se i livelli di spesa e i livelli di entrate, a parità di deficit, possono o debbono essere modificati, responsabilmente, davanti a quest'Aula e davanti ai cittadini che pagano le tasse. Quegli 800 e passa miliardi di spesa pubblica che ogni anno prevediamo sono tutti efficaci ai fini di equità sociale e di crescita economica? Tutti quegli 800 miliardi producono effetti di maggiore giustizia sociale e di migliori condizioni di produzione e di occupazione? Il dibattito non è su come ridurre le entrate e la pressione fiscale. Tema principe del dibattito è come contenere e ridurre quel Moloch della spesa pubblica. Questa è la risposta, che in qualche misura abbiamo tentato di dare anche con un contributo in positivo tramite un emendamento presentato in Commissione, che ha ricevuto la bocciatura tecnica in quella sede e che è stato ripresentato in quest'Aula, con un quadro di riferimento complessivo: meno spesa corrente, meno tasse su imprese e famiglie, più investimenti. Non è una formula magica; non è una valutazione tecnica; è una precisa scelta, nobile - aggiungo - della politica. E accanto ad un'operazione complessiva che eserciti questa scelta, occorre valutare la politica economica così definita sulla sua capacità di produrre effetti migliorativi su quegli andamenti tendenziali inerziali. Evidentemente, infatti, se una politica economica modifica dello 0,1 per cento il PIL o dello 0,08 per cento l'andamento dell'occupazione, per quanto ragionevole, per quanto rispettabile, non è una politica economica; è un'accettazione degli andamenti tendenziali inerziali.

È evidente che quest'opera, che deve far assumere un atteggiamento fermo alla maggioranza e al Governo - ma io credo anche all'opposizione - richiede coraggio politico e anche tempo, perché è un'opera certosina che deve andare a scavare nei meandri di quegli 800 miliardi di cui, sulla base delle mie valutazioni e informazioni, almeno il 10 per cento (80 miliardi) non ha nulla a che vedere con la giustizia sociale e con la crescita economica e occupazionale del Paese, ma ha a che vedere con altre cose, con altre faccende. È ovvio che a quella entità di spesa sono interessati, da una parte, varie decine di migliaia di cittadini, di organizzazioni, di consorterie, ma dall'altra anche 57 milioni di italiani. Questo è il peso della scelta politica. È ovvio che non si possa pretendere di fare tutto e subito, ma certamente quell'emendamento complessivo non può che rappresentare la linea guida, la strategia di medio termine di una maggioranza e di un di Governo che di quel triangolo, di quel tridente - meno spesa, meno tasse, più investimenti (e quindi più crescita, più occupazione, più equità sociale) - ha fatto, e non da ora, il suo codice genetico politico, sia del Popolo della Libertà sia degli amici della Lega.

Se queste linee guida strategiche sono condivise, occorre capire cosa è possibile ed è necessario fare, ora e subito, in quest'Aula per dimostrare la loro concretezza. È per questa ragione che accanto al quadro complessivo abbiamo presentato una serie di emendamenti "monografici" per le imprese, per la famiglia, per gli investimenti infrastrutturali, per le forze di polizia e di sicurezza, per la ricerca scientifica e l'università. È evidente che la quantità di ciò che è possibile fare è tutta da discutere ed è legata in un rapporto «uno a uno» al taglio delle spese. Quindi, se quella è la quantità complessiva che può essere stabilita in quest'Aula pro quota, quello è il pro quota che può essere trasferito nel pro quota della riduzione fiscale a famiglie e imprese e del rilancio e sostegno alla crescita e all'occupazione. Su questo c'è la più totale disponibilità, perché è ragionevole, saggio e di buon senso.

Sulla strategia, sul tridente, chiediamo a quest'Aula di operare una scelta politica in modo netto. Mi riferisco alla necessità di sostenere le imprese, la famiglia, nelle formule indicate e che sono certamente da discutere: la riduzione dell'IRAP per le imprese, le deduzioni e il coefficiente familiare per le famiglie e così via. Non mi dilungo oltre. Discussa quindi la linea strategica e definite le quantità, in questo ramo del Parlamento occorre valutare la strategia sgombrando il campo da un possibile equivoco: le entrate dello scudo fiscale, nonché l'andamento dell'autotassazione di novembre sono elementi importanti da valutare nel momento in cui ci saranno, ma non hanno nulla a che vedere con il ragionamento che ho tentato di delineare. Infatti, è ragionevole pensare che se ci saranno entrate fiscali dallo scudo, trattandosi di una tantum, è bene che una volta determinate le entrate prodotte da ex evasori queste vengano trasformate in capitale sociale collettivo, quindi spese una tantum per infrastrutture, sicurezza, ricerca.

Allora, signor Presidente, concludo con una definizione nota e matematica, che varrebbe la pena applicare qui per la politica, quella che ho ritenuto essere seria, con un confronto aperto e con una disponibilità verso posizioni di buon senso. Occorre fare questa scelta strategica, occorre definire le quantità, l'entità e la qualità del tridente: parte un percorso delineato, sappiamo dove andiamo a finire, facciamo il primo passo. Occorre qui stabilire il massimo comune divisore, perché nei passi successivi si trovi il minimo comune multiplo. La maggioranza è pronta a sostenere la linea del rigore del Governo, e a contribuire perché essa sia il passaggio verso quell'opera di profonda ristrutturazione sia sul versante delle entrate che su quello della spesa del nostro bilancio pubblico, la quale - come tutti sanno - assorbe più della metà del PIL, mentre non siamo sicuri - nessuno di noi - assolva al compito di una migliore giustizia sociale e di una maggiore prospettiva di crescita del reddito e dell'occupazione, per noi e per i nostri figli. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

PRESIDENTE.Dichiaro chiusa la discussione generale congiunta.

Ha facoltà di parlare il relatore sul disegno di legge n. 1791, senatore Latronico. Ne ha facoltà.

LATRONICO, relatore sul disegno di legge n. 1791. Signor Presidente, signor Vice Ministro, onorevoli colleghi, credo che il dibattito ampio che c'è stato da ieri fino ad ora meriti qualche riflessione, anche se breve, considerata l'economia del tempo. Tanti colleghi hanno svolto riflessioni significative, che rappresentano sicuramente un patrimonio utile per i lavori dell'Aula e per le valutazioni che il Governo farà anche a valle di questa manovra finanziaria. Vorrei precisare qualche elemento, rimandando molte valutazioni a quelle contenute nella relazione di presentazione del disegno di legge di bilancio.

Il Fondo monetario internazionale certifica che l'Italia e l'Europa escono dalla recessione. Mi sembra che questa valutazione sia stata ripetuta sia dalla maggioranza che dell'opposizione. Ed ancora, che non si prevede alcun peggioramento del rating nel medio e lungo termine, così come agenzie importanti hanno certificato nel loro ultimo report, prendendo in esame il debito e l'andamento dei conti che nel medio termine ci portano ad essere in una situazione di tranquillità. Quindi, secondo queste valutazioni l'Italia continua a godere di una buona, sufficiente, credibilità, sia in campo fiscale che in quello economico, nonostante l'impatto negativo della crisi.

Bisogna, quindi, continuare a far convivere - credo - misure di stimolo e azioni di riduzione del debito. Il debito che abbiamo ereditato (nel senso che non l'abbiamo costruito in questi anni) ­- è stato detto da tutti - non è una finzione messa in campo da uomini di governo particolarmente avari rispetto alle sollecitazioni e alle richieste di spesa provenienti da ogni parte, molte delle quali hanno la loro fondatezza e legittimità. Il debito pubblico è una condizione di fatto, che si deve assumere l'intero Paese negli articolati livelli di governo, consapevoli, tutti, che alti livelli di debito ritardano in ultima istanza ogni dinamica di crescita e che alti livelli di debito si associano, peraltro, ad andamenti di bassa crescita e per lunghi periodi, come dimostrano i casi dell'Italia e del Giappone.

Il Governo in questo anno e mezzo di legislatura non è stato a guardare: mi sembrerebbe un giudizio ingeneroso. Non solo ha messo in sicurezza i saldi di bilancio - e mi pare che questo giudizio sia condiviso da molti - ma ha messo al riparo da conseguenze peggiori il nostro sistema creditizio, con interventi di garanzia per i depositi e di rafforzamento patrimoniale per le banche: non dimentichiamo, signora Presidente, lo scenario mondiale, il fallimento e la nazionalizzazione di importanti istituzioni finanziarie in grandi Paesi occidentali.

È stata salvaguardata la coesione sociale - ed anche quest'obiettivo mi pare largamente riconosciuto - con il finanziamento e l'ampliamento delle misure afferenti agli ammortizzatori sociali, perché tanti lavoratori non rimanessero da soli dinanzi alla crisi dell'economia reale. Poi le misure anticrisi, più di una, contenute nei diversi provvedimenti legislativi collegati alla scorsa finanziaria, che qui vorrei ricordare: il Piano casa; il Patto per la salute; l'adeguamento delle pensioni per migliorare l'equilibrio del sistema pensionistico; il varo della riforma della pubblica amministrazione, da cui ci attendiamo un riordino e - perché no - un risparmio; le modifiche del processo civile, e sappiamo quanto pesi in termini di sviluppo la giustizia civile nel nostro Paese; l'avvio del federalismo fiscale; il provvedimento in materia di energia, per contrastare la dipendenza del nostro Paese e mettere mano alla bolletta energetica, che pesa in termini significativi sul sistema produttivo italiano. Vorrei poi citare la riforma della scuola e dell'università: è stato detto ieri opportunamente dal collega Massimo Garavaglia quanto siano importanti gli investimenti nella riforma dell'istruzione e quanto ciò pesi sul reddito e sulla produzione di ricchezza dei contesti di riferimento.

Da ultimo, vorrei ricordare per il Mezzogiorno lo sblocco dei FAS, di cui spesso abbiamo parlato ed il tentativo di un loro coordinamento per evitare la polverizzazione della spesa e che questa prevalesse sulla finalizzazione verso gli obiettivi del potenziamento della rete infrastrutturale e dell'apparato produttivo. Ancora, l'avvio del pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni, richiamato più volte, per un primo modulo di 18 miliardi, operazione inclusa nell'ultima manovra di assestamento, che ha rappresentato un'iniezione di credito per il sistema delle imprese che sicuramente soffrono ed hanno sofferto in questi anni la lentezza e l'arretrato dei pagamenti da parte delle amministrazioni pubbliche. Infine, il sostegno di alcuni settori - come quello dell'auto - che hanno un peso nell'industria italiana ed un impatto occupazionale in molte Regioni del Paese.

Per tutto questo - e si tratta solo di alcuni riferimenti - ci sembra davvero ingeneroso valutare o accusare di immobilismo il Governo Berlusconi, il ministro Tremonti e le sue azioni in campo economico. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Garavaglia Massimo).

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore sul disegno di legge n. 1790, senatore Saia. Ne ha facoltà.

SAIA, relatore sul disegno di legge n. 1790. Signora Presidente, farò una replica brevissima, anche perché la discussione generale, pur nella peculiarità degli interventi e degli argomenti, ha ripercorso sostanzialmente, pur se con un respiro sicuramente più ampio, i temi fondamentali già trattati in Commissione, che aspettano risposte nel Paese, in molti casi urgenti. Si tratta di questioni comunque già analizzate nella mia relazione introduttiva, alla quale rinvio, precisando che cercherò poi, durante l'esame degli emendamenti, di rispondere nello specifico e più puntualmente su quei tantissimi temi la cui urgenza è stata sottolineata sia da parte della maggioranza che dell'opposizione.

Quindi, non rifarò neppure l'elenco dei tanti temi proposti, di cui ho già parlato nella relazione introduttiva.

Per non fare torto a nessuno, voglio dare una risposta anche alle proposte più peculiari e legate alla territorialità, che possono avere apparentemente un'importanza inferiore, ma che costituiscono una novità in questa finanziaria e le conferiscono un significato importante. È una finanziaria snella - o, come dice il collega Mercatali, anoressica - ma, nonostante ciò, le tante questioni che in un provvedimento di questo tipo non possono trovare soluzione danno comunque un segnale importante di un disagio che nel Paese necessita di risposte, in qualche caso anche importanti e forti.

Desidero sottolineare una cosa ovvia, che mi sembra davvero banale ricordare, ma proprio perché molti, sia della maggioranza che dell'opposizione, hanno voluto fare questa precisazione, evidentemente così banale non è. Mi riferisco al fatto che il Parlamento ha la sensazione che sia sfuggito il peso, l'importanza che le Camere hanno nel processo decisionale e desidera riappropriarsene. È banale ripeterlo, ma è qui che dobbiamo decidere. Prima di tutto, dobbiamo discutere: lo stiamo facendo e finora lo abbiamo fatto in un clima che ritengo assolutamente positivo. È in questa sede che si deve discutere la politica economica del Paese, non nelle associazioni, nei convegni o sui giornali, ed è qui che si devono assumere le decisioni finali. Forse in qualche caso è parso che così non fosse, ma in queste ore ho la sensazione più che netta che il Governo abbia compreso assolutamente l'importanza di questo fatto e che quindi ci darà le sue risposte proprio in questa sede. Sono certo di questo non tanto perché leggo le agenzie di stampa, ma perché è la sensazione nitida che ho come relatore, sicuramente di maggioranza, ma che respira gli umori dell'Aula e della Commissione bilancio. Il segnale che va dato - come ha compreso il Governo - probabilmente sarà annunciato al Senato e sicuramente deluderà molti. Questa può essere una facile previsione, però credo che da qui si inizierà a dare una risposta. Ma il percorso deve poi proseguire e probabilmente non si concluderà con questa finanziaria alla Camera, come si paventa in questi giorni, ritenendo che arriveranno lì le risposte.

È un itinerario che è già iniziato, che ha già dato molte risposte, come è stato riconosciuto anche dall'opposizione nella discussione generale. Molti colleghi del centrosinistra, infatti, hanno sottolineato la bontà degli interventi, la fermezza e la prontezza degli interventi del Governo in questa crisi, in particolare nell'ultimo anno e mezzo. Poi, però, sono arrivate le richieste, la pressione del territorio, delle categorie, del Paese. Considerate le tante richieste e le esigue risorse, nonché la tipologia di questa nuova finanziaria (anche se per il secondo anno è presentata in questa forma), le risposte non potranno arrivare con la rapidità che tutti aspettiamo, soprattutto considerata l'urgenza dei tanti problemi, anche se sicuramente vi è la volontà di risolverli.

Posso confermare che l'emendamento che abbiamo già votato in Commissione deve avere e avrà uno spazio maggiore. Anche in questo caso è facile prevedere che saranno scontenti e delusi non solo molti del centrosinistra, ma i tanti che hanno presentato proposte di modifica e sperano che siano recepite, in ultima analisi, nell'emendamento che il relatore può presentare in questa fase della discussione. Le tante richieste formulate non potranno trovare spazio, però sicuramente cercheremo di dare un segnale importante negli spazi che il Governo ci concederà, pur nella rigorosità di questa finanziaria: sono spazi esigui ma comunque superiori a quelli di partenza. Credo che un minimo e breve passo sia stato fatto. Ribadisco che mi accontenterei, come Senato, che a partire da questo momento sia iniziato un iter diverso e che esso conduca ad ottenere qualche risultato migliore fino alla conclusione dell'esame della legge finanziaria, ma anche nei prossimi e immediati interventi legislativi che il Governo si appresta ad emanare, ovviamente anche dopo la chiusura dello scudo fiscale.

Per tale ragione, nella mia replica voglio ringraziare tutti i colleghi intervenuti in discussione generale, perché hanno adottato nei loro interventi la stessa linea che era stata adottata all'interno della Commissione. Sui singoli emendamenti credo che potremo anche trovare qualche risposta, se non immediatamente, a breve termine da parte di questo Parlamento. (Applausi dal Gruppo PdL).

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore di minoranza sul disegno di legge n. 1791, senatore Morando, al quale ricordo che ai relatori di minoranza spettano ancora 18 minuti. Ne ha facoltà.

MORANDO, relatore di minoranza sul disegno di legge n. 1791. Signora Presidente, colleghi, come relatori di minoranza svolgeremo un'unica replica su entrambi i disegni di legge al nostro esame.

Il dibattito ha riproposto, ma purtroppo non ha risposto, alla domanda che avevo cercato di sintetizzare nella mia relazione introduttiva: la politica economica e di bilancio deve rimanere (grosso modo, naturalmente) quella che ha trovato espressione nella legge finanziaria e nella legge di bilancio approvata dal Consiglio dei ministri, oppure nella politica economica e di bilancio deve intervenire una correzione, nel senso di una riduzione della spesa - specialmente quella corrente primaria - capace di favorire la creazione di spazi finanziari per realizzare interventi di riequilibrio sociale e di sollecitazione della crescita economica? Questa è l'alternativa che abbiamo di fronte.

Il Governo ‑ mi sembra di capire - resta fermo nel suo giudizio, quel giudizio da cui è partito per definire la proposta di legge di bilancio e di legge finanziaria approvata in Consiglio dei ministri. Sostanzialmente si tratta di questo: l'economia globale - dice il Governo ed è vero - si sta riprendendo, sia pur in quel contesto di incertezza sulle dimensioni e sulle caratteristiche della crescita di cui si è detto; tuttavia, l'economia globale ha toccato il punto di minimo nel processo di recessione e adesso sta rimbalzando verso l'alto. Questo - dice il Governo - consentirà una ripartenza dei consumi all'interno dell'economia globale; noi - continua il Governo - siamo un Paese produttore di beni e servizi di alta qualità e in larga misura esportatore e la ripresa dei consumi alla dimensione globale consentirà finalmente alle nostre imprese, manifatturiere in particolare, di riprendere la produzione a pieno ritmo e le esportazioni risaliranno. Per questa via, torneremo su di un sentiero di crescita stabile e duraturo, a condizione - conclude sempre il Governo - di non fare scelte di bilancio eccessivamente espansive che allarghino troppo il deficit, in un contesto nel quale resta come una grande minaccia sul sistema Paese (sappiamo quanto questa analisi sia corretta), un volume globale del debito che abbiamo impiegato tanti anni a ridurre da 120 al 105 per cento del prodotto interno lordo e adesso sta risalendo, nel corso di pochissimi anni, nuovamente verso il 120 per cento del PIL.

Ho già cercato di dimostrare nel corso della relazione - non riprendo pertanto quegli argomenti - che sia pure essendo questa analisi fondata su elementi di realtà, è la concatenazione di questi elementi tra di loro e le conclusioni che il Governo trae da tale concatenazione che non appaiono convincenti. Avendo già trattato questi argomenti e fornito i dati che dimostrano che questa analisi della realtà è in larga misura infondata, e purtroppo largamente autoconsolatoria (sia pure essendo fondata, ripeto, su analisi che concludono su elementi che, ad uno ad uno, concorrono a formare la realtà che abbiamo di fronte), voglio semplicemente aggiungere due ulteriori considerazioni che dimostrano che purtroppo questa è una rappresentazione autoconsolatoria della realtà.

C'è una domanda a cui bisogna rispondere e a cui nessun centro di analisi oggi è in grado di rispondere. Infatti, perché noi, Paese manufatturiero‑esportatore, possiamo tornare a crescere al livello del 2007 e oltre, bisogna che riprendano nell'economia globale a ritmo sostenuto i consumi. Ebbene, nessuno sa in questo momento chi nel mondo nell'economia globale sostituirà le famiglie americane come consumatori globali. Infatti, tutti sappiamo che l'economia del debito, che ha caratterizzato la fase degli ultimi 10-13 anni, aveva un fulcro ed un elemento di traino nei consumi delle famiglie degli Stati Uniti d'America, la più grande potenza economica globale, ragion per cui si è determinato uno squilibrio in quel Paese, cioè una totale mancanza di risparmio negli Stati Uniti, mentre per altro verso, in Cina, in India, nei Paesi emergenti, si accumulava un gigantesco risparmio, pubblico (come in Cina) e privato, che non incontrandosi con il difetto di risparmio degli Stati Uniti d'America, ha determinato sostanzialmente, dal punto di vista strutturale, il collasso dell'economia globale.

La domanda è la seguente: per rendere realistico il disegno del Governo, chi sostituirà nel mondo i consumatori americani come consumatori globali? Non c'è una risposta seria a questa domanda, perché tutti prevediamo che negli Stati Uniti le famiglie, se vogliono evitare il fallimento dal punto di vista economico - mi si scusi adesso la forzatura - debbono incrementare significativamente (e lo stanno facendo) il loro tasso di risparmio, in un contesto di redditi particolarmente depressi a causa dell'andamento della crisi e dell'innalzamento della disoccupazione.

Altro elemento che cozza nell'economia globale contro l'analisi autoconsolatoria del Governo è che, oltre a non avere consumatori globali, che c'erano e trainavano la nostra capacità di esportazione, c'è un altro grande problema. Prima o dopo - speriamo dopo, ma prima o poi accadrà - i Governi degli Stati Uniti, dei principali Paesi europei, della Cina, dell'India dovranno cominciare a rientrare da quelle politiche monetarie e da quelle politiche di bilancio espansive che sono alla base del fatto che la crisi in quei Paesi ha avuto un effetto tutto sommato non particolarmente devastante e hanno iniziato la ripresa prima di noi. Prima o poi da quella politica fiscale espansiva e da quella politica monetaria espansiva bisognerà che rientrino; speriamo che lo facciano in modo graduale, ma dovranno rientrare. Tuttavia, se anche da quel lato avremo una sorta di riduzione della domanda al livello globale, a chi esporteremo i nostri beni, visto che, com'è noto, non ci sono ancora sulla luna compratori che siano in grado di consumare i prodotti italiani, laddove, come si sa sulla base della teoria del commercio internazionale, se c'è qualcuno che esporta bisogna che ci sia qualcun altro che importa? Quindi, non è attraverso l'approccio che il Governo sta considerando come prioritario che noi possiamo sperare di avere una soluzione positiva della grande questione, ovvero come ridurre l'impatto sociale della crisi e come uscirne il più rapidamente e il più solidamente possibile.

Quindi, noi abbiamo bisogno di interventi che correggano la politica economica e la politica fiscale nel senso di costruire un mix diverso, e non nel senso della politica di bilancio espansiva che aumenta solo il deficit: questo non l'ha proposto nessuno e non lo propone nessuno, né nella maggioranza né nell'opposizione. Invece si chiede: è sicuro il Governo che l'attuale mix tra politiche di risparmio e politiche di riduzione della pressione fiscale e di aumento della spesa in conto capitale sia quello giusto per fare in modo che l'Italia esca prima dalla crisi e paghi un prezzo sociale minore e, soprattutto, che, una volta uscita dalla crisi, riesca a camminare alla stessa velocità degli altri Paesi nostri competitori? Noi riteniamo - e per la prima volta non mi pare che siamo particolarmente soli, perché anche nella maggioranza questa volta si è aperto un dibattito di politica economica - che occorra correggere la legge di bilancio e la legge finanziaria nel senso che ho cercato di indicare all'inizio.

I colleghi del mio Gruppo che sono intervenuti hanno avanzato, nei diversi settori, una gamma molto ampia di proposte. Io mi limito adesso a riproporre - e termino - soltanto qualche esempio che consenta di rendere chiaro, tra l'altro, che non è nemmeno vero quello che sento sostenere, cioè che saremmo orientati a sviluppare una politica e proposte solo dal lato della domanda e non anche dal lato dell'offerta. Non è così. E vi faccio rapidamente qualche esempio.

Volete fare una politica anche dal lato dell'offerta e non solo dal lato della domanda? La norma che proponiamo - noi e voi, con i vostri emendamenti - sul trattamento fiscale degli affitti agisce contemporaneamente dal lato della domanda, perché aumenta il reddito disponibile delle famiglie, e dal lato dell'offerta, perché, incrementando il mercato degli affitti, aumenta la mobilità del fattore lavoro sul territorio nazionale (scelta di tipo strategico in un contesto di grave caduta dell'occupazione). Tra l'altro, signor Vice Ministro, lei lo sa: questa è una norma di cui discutiamo da anni che, è vero, il primo anno ha un effetto pesante sulla finanza pubblica, effetto che però si riduce drasticamente nel secondo e nel terzo quando, secondo i calcoli di tutti, è in grado di far emergere il nero al punto da autofinanziarsi.

L'argomento per dire no, cioè la insostenibilità finanziaria di questa proposta, è, mi si passi la ripetizione, assolutamente insostenibile, nel senso che è tecnicamente provato che costa nei primi anni, ma che addirittura strategicamente produce un aumento del gettito a causa dell'emersione di quel gigantesco nero che nel settore degli affitti caratterizza il nostro sistema economico, anche a causa della demenziale forma di trattamento fiscale degli affitti percepiti che abbiamo in questo momento in applicazione nel nostro Paese.

Secondo esempio: il 55 per cento di detrazione per gli investimenti in riqualificazione energetica di edifici esistenti. Non so, signor Vice Ministro, se ci rendiamo conto tutti insieme, responsabilmente, di cosa stiamo facendo. Secondo i dati dell'ENEA sono stati aperti ben 287.000 cantieri in Italia per piccoli interventi in abitazioni per la riduzione delle emissioni e per il risparmio energetico. Le famiglie italiane stanno massicciamente investendo su questo versante. Abbiamo un effetto dal lato della domanda? Certamente sì, perché anche qui abbiamo reddito che si rende disponibile per le famiglie. Abbiamo un effetto dal lato dell'offerta? Clamorosamente sì, perché l'attività edilizia, che è bloccata, in questo settore potrebbe ripartire. Inoltre, anche un certo comparto industriale potrebbe finalmente salire all'onore del mondo, visto che l'industria della costruzione e della installazione di pannelli solari è più sviluppata in Germania, dove il sole lo vedono dieci giorni all'anno, piuttosto che in Italia, dove qualche giorno di sole in più, se Dio vuole, la sorte ce l'ha dato.

Terzo esempio: detassazione certa e permanente, signor Vice Ministro, della quota di salario da contrattazione di secondo livello. Ma veramente voi pensate di poter andare a raccontare agli italiani che non ci sono risorse per farla? Abbiamo di fronte in questo caso il classico intervento che realizza effetti sia dal lato della domanda, perché parliamo di detassare i salari, e quindi certamente aumentiamo il potere d'acquisto del reddito dei lavoratori e delle famiglie, sia dal lato dell'offerta, perché per fare la contrattazione di secondo livello bisogna misurare la produttività: più elevata è la produttività, più alto è il salario. Di conseguenza, interveniamo per affrontare una tabe dell'economia italiana degli ultimi 15 anni che è la costante caduta della produttività totale dei fattori e purtroppo, negli ultimi anni, anche della caduta della produttività del lavoro.

Quarto ed ultimo esempio: detassazione dei redditi da lavoro femminile. È da considerarsi una politica dal lato della domanda? Certamente sì: sono redditi per lavoratrici che vanno nelle famiglie e quindi sostengono la domanda effettiva sotto il profilo dei consumi e sotto il profilo degli investimenti delle famiglie. Ma abbiamo anche qui un formidabile strumento di politica dal lato dell'offerta. Infatti, signor Vice Ministro, qual è la risorsa fondamentale in questo Paese per pensare di crescere a livelli significativi nei prossimi anni? Voi dal 2011 programmate una crescita del 2 per cento ogni anno rispetto all'anno precedente costante nel tempo. Per realizzare una crescita di questo tipo, qual è il fattore fondamentale produttivo inutilizzato esistente in Italia? La risposta è precisa: la straordinaria energia, capacità e disponibilità di lavoro di milioni di donne italiane, in particolare nel Mezzogiorno. Questa è la fondamentale risorsa per lo sviluppo del Paese nei prossimi decenni. Se detassiamo - con una misura che può partire piano e crescere nel tempo in modo significativo - il salario e i redditi delle donne facciamo un'operazione dal lato della domanda (è troppo ovvio ripeterlo) e dal lato dell'offerta, forse ancora più rilevante, perché, incrementando la partecipazione delle donne alla forza lavoro, abbiamo un migliore utilizzo dei fattori produttivi, il che accresce - adesso ho poco tempo e lo devo dire con questo linguaggio incomprensibile - il prodotto potenziale del Paese.

Se questi quattro esempi non sono inventati da un pazzo, ma sono esempi concreti di scelte politiche non particolarmente costose, che agiscono contemporaneamente dal lato della domanda e dell'offerta, allora: «hic Rhodus hic salta». La maggioranza si è confrontata, ha avuto ancora qualche giorno di tempo rispetto al dibattito in Commissione per arrivare a delle conclusioni. Non ci proponga degli ordini del giorno, per favore: ci proponga delle scelte! (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Signora Presidente, onorevoli senatori, vorrei innanzitutto ringraziare i relatori di maggioranza, Latronico e Saia, e quelli di minoranza, Morando e Mercatali per il lavoro svolto, e tutti i numerosi intervenuti a questo dibattito, che è stato molto ricco: credo dimostri come il Parlamento sia la sede opportuna per sviscerare seri problemi quando ve ne è l'occasione.

L'occasione è anche quella per dire addio senza troppi rimpianti alla legge finanziaria, che ha accompagnato con una sorta di rito apotropaico i 30 anni scorsi della vita del nostro Parlamento, nel bene e nel male, ingigantendone le emozioni e liofilizzandone le responsabilità. È una morte annunciata, che non lascia rimpianti. Aspettiamo la prossima legge di stabilità, che credo potrà portare anche più razionalità al momento delle decisioni pubbliche in tema economico.

Solo qualche considerazione di carattere generale, signora Presidente, tenendo conto che a quesiti specifici avanzati nel corso del dibattito mi riservo di rispondere quando si tratteranno gli emendamenti, principalmente riferiti alla legge finanziaria.

Innanzitutto, una considerazione emersa dalla generalità dell'Assemblea, sia dalla maggioranza sia dall'opposizione, ossia che il Governo ha avuto nella gestione della crisi economica una condotta corretta che ha portato a risultati positivi. Credo che debba essere valutato molto positivamente dal Governo il fatto che il Parlamento italiano gli dia questa sorta di viatico, tenendo conto che la crisi non è ancora del tutto terminata.

I risultati positivi sono la tenuta dell'economia, l'assenza di una crisi bancaria, la permanenza della fiducia da parte dei risparmiatori e dei consumatori. In sostanza, il sistema italiano ne esce stabilizzato, anche con le difficoltà che sono di fronte a tutti, principalmente nel settore dell'occupazione.

Adesso, tuttavia, molte parti del Parlamento lamentano che il Governo si troverebbe davanti ad una sorta di immobilismo. Mi domando: è effettivamente immobilismo o si tratta di una travisazione dei fatti? In realtà, il Governo non è affatto immobile; basti vedere, per esempio, le iniziative assunte e le risorse stanziate: 18 miliardi nell'assestamento per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione; 8 miliardi aggiuntivi sulla cassa integrazione (che forse non vedrà strumenti giuridici perfezionati, però vede le erogazioni: quindi le situazioni dei singoli che sono in difficoltà alla fine vengono risolte); la massa d'urto che viene attuata con la Cassa depositi e prestiti e la SACE, che serve a dare garanzie alle imprese per andare in soccorso laddove il credito bancario è insufficiente, al fine di creare un sistema che garantisca alle nostre imprese, soprattutto quelle piccole e medio piccole, di andare avanti. I molti effetti di grandi riforme che sono state attuate (forse un po' trascurate, come ad esempio quella del federalismo) non sono ancora visibili, ma arriveranno nel futuro e consentiranno di superare molte difficoltà.

È un periodo di difficoltà in cui ci troviamo tutti. Certo, può essere poco sportivo dirlo ma, per esempio, il nostro Paese non si trova in condizioni peggiori di altri, tant'è vero - lo ha ricordato, se non sbaglio, il relatore Latronico - che c'è stato il cosiddetto sorpasso nei confronti della Gran Bretagna, un sorpasso in discesa, ma che sta a significare che le difficoltà sono comuni e il nostro Paese, che ha tradizionalmente maggiori difficoltà, riesce a resistere forse meglio di qualche altro Paese.

Si dice che il Governo è immobile, che bisogna fare qualcosa, bisogna investire di più o spendere di più o diminuire la pressione fiscale e, come ha detto adesso il senatore Morando, questo si può fare tagliando in qualche modo la spesa, senza quindi chiedere un aumento di spesa. Mi domando se ciò nella realtà dei fatti del passato sia vero: l'esperienza, ahimè, dimostra che anche quando con le migliori intenzioni si è andati a diminuzioni della pressione fiscale riducendo la spesa, in realtà questa non si è mai ridotta veramente. Sono state adottate soluzioni, diciamo così, non sempre rigorose e, ahimè, la spesa pubblica è cresciuta negli anni.

Quindi, anche ogni riduzione di imposte credo debba essere valutata secondo le categorie della realtà, considerando che, in effetti, malgrado le migliori intenzioni, spesso la diminuzione della pressione fiscale ha portato a corrispondenti aumenti di spesa. Per tale ragione in questo settore bisogna essere molto cauti.

La tentazione in questo periodo di crisi o di post‑crisi è molto seria. Infatti, come dopo le due guerre mondiali gli Stati si sono trovati in possesso di maggiori risorse derivanti dall'aumento delle tasse per far fronte agli oneri di guerra e non le hanno restituite ai contribuenti, continuando ad utilizzarle per la spesa pubblica al fine di cercare un consenso che non sempre è arrivato, così la tentazione in questa fase di crisi, dove gli Stati hanno utilizzato e pubblicizzato molto più di prima l'economia, potrebbe essere quella di mantenere il possesso delle risorse pubbliche per continuare a gestire il consenso. Questo è un rischio che nel nostro Paese ci siamo ben guardati dal correre; è un rischio molto più grave della soluzione del problema.

Bisogna quindi porsi, in primo luogo, la domanda: come vogliamo che questo Paese si trovi dopo la crisi? Vogliamo un Paese in cui il mix tra l'economia pubblica e l'economia privata assomigli più a quello di un'economia di comando o vogliamo restare un Paese caratterizzato da libertà di mercato? Credo sia una domanda fondamentale da porsi prima di procedere.

D'altronde, anche l'idea che la spesa pubblica risolva i problemi forse non è risolutiva, perché se guardiamo l'aumento della spesa pubblica reale negli ultimi dieci anni e contemporaneamente anche la perdita di capacità competitiva nel nostro Paese nello stesso periodo, forse possiamo dedurne un'equazione in base alla quale più spesa pubblica crea in realtà maggiori difficoltà allo sviluppo e non viceversa. Credo quindi che, non essendo dimostrato dal New Deal in avanti che la spesa pubblica fa sviluppo, soprattutto con un livello di spesa rispetto al PIL molto vicino alla metà di quest'ultimo, sia valido esattamente il contrario. Ricordando un grande Presidente degli Stati Uniti, forse la spesa pubblica non è la soluzione del problema: la spesa pubblica è la causa di molti problemi.

Ritengo pertanto sia indispensabile cercare di ridurre la spesa, ma per questo - appunto - non si devono trovare delle scorciatoie quali riduzioni delle tasse senza corrispondenti coperture, che in realtà provocherebbero esattamente gli stessi effetti indesiderati.

D'altra parte, il momento, che vede una possibile uscita dalla crisi ma che non allontana tutte le nubi all'orizzonte, richiede una disciplina fiscale tanto più rigorosa quanto più difficile è la situazione; richiede di perseguire una coesione sociale la più forte possibile, tanto più in un momento di difficoltà, per andare incontro alle persone che si trovano in maggiori avversità; richiede un sistema di sicurezza sociale e civile più forte rispetto al passato.

A fronte di questo problema, il tema della diminuzione della pressione fiscale, che sicuramente è nell'agenda politica da molti anni, non può non passare in secondo ordine. D'altronde, è proprio di oggi l'appello del presidente della Banca centrale europea Jean Claude Trichet, il quale sostiene che in questo momento di difficoltà, in cui è necessario consolidare i conti pubblici, i tagli delle tasse dovrebbero essere considerati - cito testualmente - «solo nel medio termine, quando i Paesi avranno di nuovo a disposizione sufficienti spazi di manovra a livello di bilancio». Pertanto, il taglio delle tasse è importante, ma bisogna vedere che anche le coperture siano efficaci. Peraltro, i Paesi nostri principali concorrenti (Francia e Germania) stanno assumendo un atteggiamento molto cauto in questo particolare settore. Certo, ciò non significa che se esistono storture - se, ad esempio, vengono tassate delle perdite - queste non possano essere corrette o che, se nell'ambito delle disponibilità si può rivedere la tassazione, soprattutto riguardo ai soggetti più deboli - per esempio, alle piccole imprese -, alcune soluzioni non possano essere rinvenute.

Intendo riferirmi tuttavia allo spazio di disponibilità per attuare una diminuzione della pressione fiscale, che se non fosse elevata non porterebbe effetti macroeconomici. Tutti i Governi - di questa e di quella parte - negli ultimi dieci anni si sono sforzati di operare delle riduzioni della pressione fiscale, ma tutti lo hanno fatto sostanzialmente al margine, e gli effetti economici sono stati sostanzialmente nulli. Pertanto, o la riduzione è molto cospicua o gli effetti non esistono. Tuttavia, perché una riduzione possa essere molto cospicua occorre trovare coperture molto serie che - non ci possiamo illudere - non possono che essere una riduzione della spesa pubblica nei grandi comparti sociali. È questa una soluzione possibile nell'attuale momento storico? Francamente avrei qualche dubbio.

In conclusione, ringraziando ancora il Senato per l'appoggio che credo darà al Governo nell'opera volta ad assicurare una difficile disciplina fiscale, non mi resta che far presente il fatto che dalla crisi non si può uscire con facili scorciatoie, ma, semplicemente cercando, in primo luogo, di mettere più ordine possibile nella nostra casa. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Garavaglia Massimo. Congratulazioni).

PRESIDENTE. Con la replica del rappresentante del Governo si è conclusa la discussione congiunta dei provvedimenti all'ordine del giorno.

Passiamo ora al seguito della discussione del disegno di legge n. 1791.

Seguito della discussione del disegno di legge:

(1791) Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012 (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (ore 17,35)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1791.

In questa fase della discussione, ai sensi del comma 5 dell'articolo 129 del Regolamento, potranno intervenire su ciascun articolo unicamente i presentatori di ordini del giorno e di emendamenti per illustrarli e quindi il relatore ed il rappresentante del Governo per esprimere il rispettivo parere.

Preciso che con l'approvazione dei singoli articoli si intendono approvati anche le tabelle, i quadri generali, gli allegati e gli elenchi richiamati dagli articoli stessi e riportati nello stampato.

Ai sensi dell'articolo 129, comma 2, del Regolamento, la votazione finale del disegno di legge di bilancio sarà effettuata solo dopo la votazione finale del disegno di legge finanziaria.

Invito il senatore Segretario a dare lettura del parere espresso dalla 5aCommissione permanente sugli emendamenti presentati al provvedimento in esame.

THALER AUSSERHOFER, segretario. «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo».

PRESIDENTE. Passiamo quindi all'esame degli articoli, nel testo proposto dalla Commissione.

Passiamo alla votazione dell'articolo 1, con l'annessa tabella.

LEGNINI (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Legnini, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 1, con l'annessa tabella.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE.Passiamo all'esame dell'articolo 2, con l'annessa tabella, elenchi ed appendice, sul quale sono stati presentati emendamenti e ordini del giorno che invito i presentatori ad illustrare.

LI GOTTI (IdV). Signor Presidente, se me lo permette illustrerei anche l'ordine del giorno G2.120, presentato dal mio Gruppo.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà, senatore Li Gotti.

LI GOTTI (IdV). L'aspetto che ho inteso affrontare assieme al mio Gruppo con gli emendamenti che abbiamo presentato e l'ordine del giorno che ad essi si riconnette riguarda la notevole contrazione, prevista in bilancio, delle risorse per la giustizia. Il dato più clamoroso è rappresentato da due cifre: il fabbisogno stimato per il 2010 è di 8.380 milioni di euro, mentre lo stanziamento, a fronte di tale fabbisogno, è di 7.423 milioni. In pratica, noi prevediamo di coprire le spese stimate per il prossimo anno senza avere in cassa circa un miliardo di euro.

Tutto questo si aggiunge alle novità intervenute nel frattempo che avranno una ricaduta ancora maggiore, e cioè l'estensione del gratuito patrocinio per le vittime di violenza sessuale, l'istituzione della banca dati del DNA, l'estensione dei casi di applicazione della misura cautelare in carcere e l'introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale nel nostro Paese.

Insomma, dalla lettura dei dati, considerato il bisogno di giustizia e di sicurezza che viene dal Paese e il fatto che abbiamo assegnato alla giustizia un compito da volano per altri settori di sviluppo, si realizza che in concreto per l'Amministrazione penitenziaria vengono tagliati 70 milioni di euro, per la giustizia civile e penale 429 milioni di euro e per il Dipartimento degli affari di giustizia 245 milioni di euro. L'unico dato in controtendenza è minimale, ma significativo e il Parlamento deve farsene carico, anche perché i cittadini poi se ne chiederebbero il perché. C'è solo un dato in aumento, piccolo (del 15 per cento) ma in aumento: quello relativo agli stipendi e agli assegni fissi di Ministro e Sottosegretari. Si tagliano tutte le voci della giustizia e l'unica in aumento, nella misura del 15 per cento (sarà poco, sicuramente è pochissimo), riguarda assegni e indennità di Ministro e Sottosegretari. Il Paese ha bisogno anche di risposte.

Si dice che, purtroppo, questo è un settore che, come gli altri, subisce dei tagli, anche se il Paese ha bisogno di giustizia, di informatizzazione, di carceri, di sicurezza. Ma poi non si possono aumentare stipendi e indennità per Ministro e Sottosegretari. È un segnale negativo, impossibile da spiegare al Paese.

Gli emendamenti che abbiamo presentato intendono in parte riequilibrare questi tagli, considerando che il 90 per cento della spesa è riferibile a spese non contraibili, in quanto obbligatorie e fisse, quindi oneri inderogabili. I tagli ovviamente operano sulla spesa discrezionale, perché il 90 per cento del bilancio della giustizia è rigido, intoccabile. I tagli, quindi, incidono sul 10 per cento rimanente, ossia le spese discrezionali: informatizzazione, assunzioni, cancelleria, organizzazione del sistema, gratuito patrocinio.

Questo è estremamente grave e noi cerchiamo di riequilibrare, sia pure parzialmente, l'appostazione per la missione «Giustizia» con riferimento non solo al programma «Giustizia civile e penale», con l'emendamento 2.Tab.2.7, ma anche ai programmi «Edilizia giudiziaria, penitenziaria e minorile», con l'emendamento 2.Tab.2.16 e «Giustizia minorile», con l'emendamento 2.Tab.2.21.

Concludendo questo mio intervento, per dare un significato politico all'aridità dei numeri, vorrei ricordare quanto scrivono le camere penali a proposito di ciò che in quest'anno e mezzo è stato fatto in materia di giustizia: «Molte delle novità, al di là del clamore mediatico artatamente alimentato sulla loro portata, costituiscono patrimonio già acquisito del cosiddetto diritto vivente; altre, invece, si candidano al ruolo di inutili, se non controproducenti orpelli che promettono solo di incidere negativamente sull'efficienza della macchina processuale». Questo è il dato sconfortante della nostra produzione legislativa cui si accompagnano i tagli, vigorosi, al sistema giustizia, che avrebbe invece bisogno di risorse, nell'interesse dei cittadini. (Applausi dal Gruppo IdV).

BARBOLINI (PD). Signora Presidente, illustro le modifiche proposte con gli emendamenti 2.Tab.2.200, 2.Tab.2.201, 2.Tab.2.203 e 2.Tab.2.204. Si tratta di appostazioni diverse di somme non particolarmente rilevanti, ma qualitativamente significative.

Proponiamo in primo luogo di spostare un importo complessivo di 20 milioni di euro dalla missione «Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche» al programma «Prevenzione e repressione delle frodi e delle violazioni agli obblighi fiscali» e, ancora, un'analoga somma per il potenziamento delle attività relative al programma «Regolamentazione e vigilanza sul settore finanziario».

Non ho bisogno di argomentare l'importanza di potenziare lo sforzo in queste due direzioni. Abbiamo avuto modo di denunciare spesso la necessità di alzare la soglia di contrasto nella repressione delle frodi e delle violazioni degli obblighi fiscali. Credo ve ne siano tutte le motivazioni, visto l'andamento delle entrate, e credo vadano premiati, anche con scelte di questo tipo, l'impegno e la serietà con cui le strutture operano, considerando l'opportunità di essere messe in condizioni di operare efficacemente in questa direzione. Allo stesso modo la tematica della regolamentazione e della vigilanza sul settore finanziario, per le vicende che abbiamo conosciuto, richiede la massima sollecitudine e strumentazioni appropriate.

L'altro emendamento che presentiamo è il frutto delle discussioni svolte in Commissione finanze. Si tratta di un intervento per complessivi 20 milioni di euro, anche in questo caso spostati da spese per servizi generali a spese a sostegno delle attività della Guardia di finanza, per 5 milioni di euro, per la parte di missione «Ordine pubblico e sicurezza» relativa al programma «Concorso della Guardia di finanza alla sicurezza pubblica».

Sul piano degli investimenti 15 milioni di euro vengono analogamente destinati direttamente a questo ambito specifico di intervento.

Alcuni colleghi interverranno successivamente illustrando altri emendamenti in materia di ordine pubblico e di funzionamento del settore difesa. Mi limito semplicemente a richiamare l'attenzione sul fatto che anche la Guardia di finanza rappresenta un elemento di aiuto, di supporto, un contributo determinante nel campo dell'ordine e della sicurezza pubblica. Non ho bisogno di richiamare le esternazioni di ieri del ministro Maroni per dire quanto sia critica la situazione e come sia necessaria una maggiore attenzione.

Vorrei concludere il mio intervento prendendo spunto da quanto scritto dal senatore Conti, estensore del parere in Commissione finanze per la maggioranza, in ordine a queste specifiche appostazioni di bilancio. Spero che quel parere, che non abbiamo condiviso per valutazioni di carattere complessivo, ma che su questo aspetto rifletteva esattamente le sollecitazioni e le proposte venute dall'opposizione, abbia concorso alla formulazione di un testo che mi limito a leggere perché esaustivo delle argomentazioni che potrei portare.

Il parere della Commissione finanze si conclude affermando che per quanto riguarda la missione «Ordine pubblico e sicurezza» - programma «Concorso della Guardia di finanza alla sicurezza pubblica», «la Commissione ritiene essenziale potenziare l'apporto del Corpo al raggiungimento degli obiettivi di lotta all'evasione fiscale e contrasto dei reati finanziari e del riciclaggio e ritiene opportuno esaminare la possibilità di concentrare maggiormente le risorse definite nella tabella sui capitoli di spesa maggiormente correlati con la specifica attività di istituto, consentendo una maggiore premialità del merito e della produttività».

È esattamente ciò che pensiamo, e che abbiamo tradotto in un emendamento che mi auguro possa trovare la condivisione del relatore, della maggioranza e anche del Governo. (Applausi dal Gruppo PD).

DEL VECCHIO (PD). Signora Presidente, illustrerò gli emendamenti 2.Tab.2.41, 2.Tab.2.42 e 2.Tab.2.43, unitamente ad altri successivi inerenti alle risorse per il comparto difesa e sicurezza.

Gli emendamenti si prefiggono lo scopo di garantire finanziamenti adeguati al settore dell'esercizio e del funzionamento, che costituiscono la base operativa delle nostre Forze armate e delle forze di Polizia. Si riferiscono, infatti, alle esigenze di manutenzione di tutti i mezzi e dei sistemi d'arma, di adeguamento delle infrastrutture, di approvvigionamento delle scorte, di tutti i materiali e dei ricambi. Si riferiscono, ancora, al funzionamento dei centri tecnici e dei poli logistici, nonché degli arsenali della marina, ma soprattutto si riferiscono alle attività relative all'addestramento e alla formazione del personale militare e di polizia, che risulterebbero fortemente penalizzate dalle assegnazioni finora previste.

Tutti i colleghi senatori sono pienamente coscienti del forte impegno delle Forze armate e delle forze di Polizia. Sanno che quelle forze sono chiamate continuamente ad intervenire, all'estero per il mantenimento della pace, in Italia per il controllo del territorio o nel contrasto alla criminalità o in soccorso delle popolazioni colpite da pubbliche calamità, o ancora in tante altre circostanze. E sanno che quelle forze hanno sempre dato una risposta pienamente soddisfacente, di cui tutti ci siamo sentiti e ci sentiamo orgogliosi.

Sono convinto, pertanto, che sia intendimento di tutti noi mantenere alta l'efficienza operativa e logistica dei comparti difesa e sicurezza. D'altro canto, non sono solo io a chiederlo, né è solo il Partito Democratico: è stata la Commissione difesa del Senato che più volte ha ricordato l'esigenza di garantire risorse adeguate per l'efficienza del comparto. Sono stati i Capi di stato maggiore della Difesa e delle singole Forze armate a sottolineare il pericolo derivante da una insufficiente disponibilità di risorse. Sono stati gli operatori della sicurezza, con l'imponente manifestazione di qualche giorno fa, a ricordarci il loro disagio professionale. Sono stati infine gli stessi Ministri della difesa e dell'interno a ribadire frequentemente, e in circostanze diverse, che i comparti devono poter contare su finanziamenti sicuri soddisfacenti.

Allora, signori senatori, operiamo per venire incontro alle legittime richieste del comparto. Certamente non saremo in grado di avvicinare, per esempio, la percentuale del PIL dedicata alla nostra difesa, che attualmente è allo 0,90 per cento, ai valori medi dei Paesi europei con i quali ci confrontiamo, che sono all'1,42 per cento, ma quanto meno evitiamo di rendere più difficile alle nostre Forze armate e alle forze di Polizia l'assolvimento di quei delicati compiti ai quali cui esse sono totalmente e generosamente dedicate.

Gli emendamenti presentati dal Partito Democratico si prefiggono solo questo scopo. Per questo mi auguro fortemente che la maggioranza e il Governo vogliamo esprimere nei loro riguardi un parere favorevole: un parere favorevole che sarebbe il concreto riconoscimento della loro funzione e non un vuoto spot, come molto spesso accade. (Applausi dal Gruppo PD).

TOMASELLI (PD). Signora Presidente, illustrerò brevemente alcuni emendamenti presentati alla tabella 2 anche da altri colleghi del Partito Democratico, che riguardano soprattutto la competitività e lo sviluppo delle imprese, con particolare riguardo agli interventi per il Mezzogiorno. I nostri emendamenti, in particolare, si soffermano sulla necessità di reintegrare alcune risorse che inopinatamente questo progetto di bilancio taglia in maniera per così dire orizzontale, soprattutto per quanto riguarda una serie di misure di sostegno al sistema delle imprese e ad alcune aree del Mezzogiorno del nostro Paese.

Mi riferisco, in particolare, all'emendamento 2.Tab.2.44, con il quale vogliamo ripristinare le risorse relative al taglio di 150 milioni di euro operato dal Governo, e che non va nella direzione - come pur sarebbe auspicabile e condivisibile da parte nostra - di tagliare spese improduttive. Al contrario, si taglia ad esempio per 16 milioni di euro il Fondo per gli interventi agevolati alle imprese; per ben 92 milioni di euro il Fondo per la competitività e lo sviluppo delle imprese; per 13 milioni di euro il Fondo rotativo per le imprese; per 8 milioni di euro il Fondo per la concessione del credito d' imposta per l'occupazione nelle aree sottoutilizzate; per 20 milioni di euro i contributi ai Confidi, di cui pure hanno parlato anche autorevoli membri della maggioranza come uno degli interventi rivendicati dal Governo e dalla maggioranza stessa, e che invece viene sostanzialmente prosciugato nelle sue risorse.

Insomma, attorno a questa missione e a questo capitolo di spesa, siamo in presenza di una sostanziale riduzione di risorse e di un annullamento di questi interventi assolutamente non improduttivi e quindi fondamentali per le politiche di sostegno al sistema delle imprese, in particolare nelle aree sottoutilizzate.

Con altri emendamenti interveniamo poi su altre missioni: per brevità, richiamo soltanto il taglio di 100 milioni di euro, risorse che noi proponiamo invece di ripristinare con l'emendamento 2.Tab.2.45 sulla missione «Sviluppo e riequilibro territoriale». Con quella misura, infatti, anche qui abbastanza inopinatamente, si tagliano e si annullano del tutto le risorse per il prossimo anno per gli interventi a sostegno delle cosiddette zone franche urbane. Ricordo che appena qualche giorno fa, con i primi 22 Comuni, il ministro Scajola ha sottoscritto i decreti attuativi per mettere finalmente in funzione una delle proposte più significative fatte due anni fa dal Governo Prodi e dalla maggioranza di centrosinistra e che, dopo un lungo iter presso la Commissione europea, è stata finalmente approvata e resa operativa.

In conclusione, proponiamo interventi per ripristinare somme e risorse fondamentali per il sistema delle imprese e per il Mezzogiorno del nostro Paese, a fronte di tagli inaccettabili per le imprese e per tanta parte dell'Italia. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi).

DELLA SETA (PD). Signora Presidente, illustro brevemente alcuni emendamenti, il primo dei quali, il 2.Tab.2.46, vede come primo firmatario il senatore Zanda. Essi riguardano tutti lo stesso tema e cioè la necessità, secondo noi urgente e vitale per il nostro Paese, di ripristinare le risorse decurtate con questo bilancio al Ministero dell'ambiente.

Lo stato di previsione del Ministero dell'ambiente per il 2010 reca spese per circa 740 milioni di euro, con una riduzione del 42,6 per cento rispetto alle previsioni assestate del 2009. In particolare, gli stanziamenti attribuiti alla missione principale del Ministero dell'ambiente, la missione 18 («Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente») si dimezzano, passando da 1.112 a 595 milioni.

All'interno di questa decimazione, appare di assoluta gravità - per ragioni evidenti, credo, a tutti i colleghi - la fortissima riduzione delle previsioni di spesa in un campo, quello della conservazione dell'assetto idrogeologico, che riguarda uno degli aspetti di più acuto degrado dei nostri sistemi ambientali. Esso rappresenta peraltro, come penso tutti si rendano conto, un tema prioritario anche rispetto alla sicurezza dei cittadini. Abbiamo avuto quello che è stato un annus horribilis dal punto di vista della sicurezza abitativa degli italiani: prima con il terremoto dell'Aquila, poi con la tragedia di Messina, è stata confermata la condizione di insicurezza abitativa in cui vivono centinaia di migliaia di italiani, collegata al rischio sismico e idrogeologico, ma largamente alimentata da un uso spesso distorto del territorio. Ebbene, al termine di un anno come questo, nel bilancio di previsione per il 2010 gli stanziamenti per la difesa del suolo toccano il loro minimo: dai 510 milioni dell'ultima finanziaria del Governo Prodi si è passati ai 270 milioni del 2009 e ai 120 milioni previsti per l'anno prossimo. E, in particolare, viene del tutto azzerato lo stanziamento relativo ai piani strategici per la mitigazione del rischio idrogeologico e per favorire forme di adattamento del territorio, da attuare d'intesa con le Regioni. Ritengo che questo sia uno dei capitoli più infelici del bilancio che ci accingiamo a votare e di più palese contraddizione con le necessità del nostro Paese.

Fino ad ora, il Ministro dell'ambiente ha strillato un po', ha detto che queste risorse non bastano quasi nemmeno all'ordinario funzionamento del suo Ministero, ma - come spesso le è capitato da quando ha assunto questa responsabilità - i suoi strilli si sono fermati nell'anticamera del Consiglio dei ministri, almeno per quello che è dato di capire.

Con i nostri emendamenti, noi cerchiamo di porre un parziale rimedio a questa decurtazione di fondi. L'Italia di tutto ha bisogno, credo, tranne che di vedere ridotte così drasticamente queste spese, che vengono effettuate non per la qualità dell'ambiente in senso astratto, ma per la sicurezza degli italiani. E mai come nel 2009 questo è stato dimostrato dai fatti. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi).

DE TONI (IdV). Signora Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi senatori, illustrerò alcuni emendamenti che riguardano il tema della sicurezza e della mobilità stradale e quello delle politiche urbane, quindi della casa. Sono questi i temi del Paese.

Inizio dall'emendamento 2.Tab.2.51. Come tutti sanno, è noto che l'incidentalità stradale rappresenta in Italia la principale causa di mortalità e di invalidità e il numero degli incidenti in cui restano coinvolti ciclomotori e motoveicoli, che si verificano annualmente sulle strade urbane ed extraurbane, malgrado i tentativi di ridurne la portata, non accenna a diminuire in misura significativa. Il codice della strada, approvato con decreto legislativo n. 285 del 1992, prevede che le norme e i provvedimenti attuativi si ispirino al principio della sicurezza stradale, perseguendo gli obiettivi di ridurre i costi economici, sociali ed ambientali derivanti dal traffico e di migliorare il livello della qualità, cioè una serie di cose che potrebbero accadere solo se ci sono le necessarie risorse. Viene davvero da riflettere, essendo un componente della 8a Commissione, se valga la pena parlare del codice della strada e svolgere audizioni, per poi vedere che tutte le misure proposte diventano impossibili nell'applicazione pratica.

Allora, seppur con questo frastuono in Aula, voglio dire a tutti che è indispensabile un incremento degli stanziamenti. Nella fattispecie, proponiamo un aumento di 35 milioni di euro, sia per competenza che per cassa, proprio per intervenire su questo versante.

Altrettanto si può dire sul tema della mobilità pubblica locale. È un sistema che, nella sua efficienza e nella sua necessità, dovrebbe dare risposte concrete, ma anche in questo caso c'è una mancanza di sensibilità da parte del Governo. Nonostante la mobilità locale mostri una realtà davvero drammatica, anche in tale comparto troviamo una riduzione degli stanziamenti, che chiediamo vengano incrementati per 20 milioni di euro, destinati allo sviluppo della mobilità locale e del programma del Ministero delle infrastrutture.

L'emendamento 2.Tab.2.110 riguarda il programma «Politiche urbane e territoriali». Gli indicatori monetari e non monetari dell'ISTAT e dell'EUROSTAT mostrano ancora una volta che la povertà e la disuguaglianza continuano ad essere un problema rilevante nel nostro Paese. Tra i Paesi dell'Europa «a 15», la situazione italiana è ancora tra le peggiori, insieme a quella di altri grandi Paesi mediterranei con un livello di disuguaglianza più elevato e con situazioni di povertà più gravi e marcate.

In Italia, secondo l'ISTAT, le famiglie povere sono - udite udite - 2.623.000, mentre gli individui poveri sono 7.537.000. Oltre alla grave situazione delle famiglie i cui componenti hanno perso il lavoro, sempre più difficoltà incontrano quelle famiglie che, pur avendo un reddito, non riescono a far fronte a tutte le spese mensili minime necessarie per la sussistenza e per l'abitazione. Per compensare questa variazione negativa, chiediamo di incrementare di 5 milioni di euro il capitolo che riguarda la spesa inerente alla casa e all'assetto urbanistico, proprio per rafforzare le politiche urbane e territoriali di questo Paese. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).

FILIPPI Marco (PD). Signora Presidente, come ampiamente emerso dal dibattito, il disegno di legge recante la manovra finanziaria per l'anno 2010 non sembra francamente rispondere alle esigenze primarie del nostro Paese e lascia disattesi tutti i grandi progetti di sviluppo infrastrutturale. Dalla manovra di bilancio emerge una realtà ben diversa da quella che il Governo, sin dall'inizio della legislatura, ha più volte manifestato con l'intenzione di voler contribuire in maniera significativa allo sviluppo del sistema infrastrutturale del Paese. I tagli di spesa colpiscono vari settori e gli emendamenti che abbiamo presentato hanno lo scopo di dare almeno un timido segnale di riequilibrio. In particolare, gli stanziamenti relativi al diritto alla mobilità, alle infrastrutture pubbliche e logistiche e alla casa e assetto urbanistico, che insistono in tabella 2, sono stati drasticamente ridotti.

Per quanto attiene al diritto alla mobilità, il Governo opera una riduzione di 3.352 milioni di euro, rispetto agli 8.086 milioni di euro delle previsioni assestate 2009, e le principali riduzioni riguardano le somme da assegnare alle Regioni per opere di adeguamento stradale, che passano da circa 5,5 miliardi a poco più di 3 miliardi. I contributi alle Ferrovie dello Stato per l'Alta velocità - di cui questo Governo giustamente si fa gran vanto ‑ passano da 1.800 milioni a 600 milioni di euro, con una sottrazione di oltre un miliardo di euro. I contributi attribuiti all'ANAS per investimenti vengono azzerati: passano da 1.205 milioni, appunto, a zero euro. Proponiamo con i diversi emendamenti la riallocazione di almeno un ventesimo del valore delle risorse originariamente previste.

Nell'ambito del programma «Sviluppo della mobilità locale» è stato effettuato un pesante taglio pari a 380 milioni di euro per l'anno 2010, di cui 124 milioni a riduzione delle risorse disponibili per i rinnovi contrattuali del trasporto pubblico locale, 100 milioni di euro per l'acquisto di veicoli adibiti al miglioramento dei servizi del trasporto pubblico, 50 milioni di euro per elevare il loro livello di sicurezza, altri 50 milioni per la realizzazione del trasporto rapido di massa a guida vincolata e tranvie, e 48 milioni di euro per favorire la realizzazione di sistemi ferroviari passanti. Con gli emendamenti presentati ne riproponiamo l'allocazione di almeno un quarto, consapevoli degli effetti che si produrranno in termini di conflittualità e disagio a livello locale.

Con riguardo al programma delle politiche abitative, viene previsto un taglio di 207 milioni di euro rispetto alle previsione assestate, di cui oltre 37 milioni di euro per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione. Il taglio del contributo in conto affitto è purtroppo una costante: noi contribuiamo a metterlo e il Governo di centrodestra sostanzialmente lo toglie.

Forse varrebbe la pena mettersi d'accordo, magari anche conoscendo meglio il problema. Viene soppresso il capitolo relativo all'edilizia sperimentale, che recava 104 milioni di euro. I contributi ai Comuni passano da 204 a 164 milioni di euro. I tagli hanno colpito anche il piano nazionale di edilizia abitativa, con la riduzione di oltre 20 milioni di euro. Com'è evidente, da quando il piano casa, grazie al contributo delle Regioni titolari delle competenze in materia, è divenuto una cosa un po' più seria, l'attenzione al riguardo da parte del Governo è durata davvero lo spazio di un sorriso.

Mi riprometto di intervenire in dichiarazione di voto per quanto riguarda i pesanti tagli fatti al sistema infrastrutturale del nostro Paese, segnatamente sui porti e sugli aeroporti, che sono i nostri principali gate naturali per passeggeri e merci. (Applausi dal Gruppo PD).

FIORONI (PD). Signora Presidente, onorevoli colleghi, signori rappresentanti del Governo, illustro l'emendamento 2.Tab.2.59, che ha le stesse finalità dell'emendamento 3.Tab.3.1. Tali proposte emendative sono finalizzate a reintegrare gli stanziamenti tagliati alla missione «Competitività e sviluppo delle imprese» e in particolare al programma «Regolamentazione e incentivazione dei settori imprenditoriale, produttivo e della proprietà industriale». Si tratta di un taglio lineare di 84 milioni di euro circa, che colpisce il contributo statale a progetti in favore di distretti produttivi adottati dalle Regioni e di carattere nazionale; colpisce il fondo per investimenti agevolati alle imprese e azzera il fondo per il finanziamento per il salvataggio delle imprese in difficoltà.

Mi sembra che il Governo e la sua maggioranza in materia di politica economica, e in particolare di politica industriale, in questo caso siano incoerenti, perché se da una parte fanno dichiarazioni ufficiali circa l'importanza delle piccole e medie imprese per la ripresa dell'economica e dell'occupazione nel nostro Paese, dall'altra non solo non intervengono con misure efficaci e anticicliche, ma allo stesso tempo apportano tagli rispetto alla previsione dell'anno passato su voci di bilancio molto importanti per le stesse PMI.

In particolare, tenere sotto controllo i conti pubblici non significa fare tagli generici che, oltre ad essere inefficaci, sono anche dannosi. Penso al taglio operato sui contributi per i distretti produttivi in questo caso, che sono in crisi perché hanno perso fatturato e quote di mercato soprattutto verso l'estero, e in particolar modo al fatto che la legge n. 99 del 2009 in materia di sviluppo economico, approvata con il contributo di tutte le forze politiche, ha previsto alcune norme che volevano dare una risposta al mondo produttivo, che chiede ormai da tempo condizioni di contesto che favoriscano processi di innovazione per uscire dalla crisi. Per questo abbiamo previsto accordi di programma, per gli interventi di reindustrializzazione delle aree e dei distretti in crisi; l'agevolazione delle relazioni di filiera e di rete attraverso una norma che prevede il riconoscimento giuridico delle reti di impresa come modello di aggregazione innovativo, anche per convogliare poi i finanziamenti pubblici.

Tuttavia, se non vengono stanziate risorse per attivare queste misure, o ancora di più se si prevedono tagli importanti a queste missioni dirette a finanziare questo tipo di progetti, come si potranno rendere efficienti le previsioni della «legge sviluppo» nel breve periodo? Discorso analogo vale per il made in Italy: anche in questo caso tagli nelle misure per il sostegno all'internazionalizzazione delle imprese e promozione del made in Italy. Un'assoluta incoerenza da parte del Governo, nel momento in cui si approvano norme, sia nella citata legge in materia di sviluppo sia nel decreto-legge n. 135 del 2009 - il cui disegno di legge di conversione è stato approvato ieri dal Senato - per la tutela contro la contraffazione, per il rafforzamento della promozione del made in Italy, per il riconoscimento di semplificazioni e incentivi amministrativi, e poi si tagliano le risorse proprio per promuovere questo prodotto, che noi riteniamo la chiave di volta del nostro sviluppo economico. Mi chiedo quando si potrà con efficienza dare seguito a queste misure, visto che le risorse sono tagliate in modo consistente. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Astore. Congratulazioni).

MICHELONI (PD). Signora Presidente, cercherò di essere breve per essere compatibile con gli orari degli aerei, visto che è cosa prioritaria.

Illustro gli emendamenti 2.Tab.2.106, 2.Tab.2.112 e 2.Tab.2.122, che riguardano le comunità italiane all'estero. Sui sette capitoli per le comunità italiane all'estero nella finanziaria 2008 erano previsti e messi a disposizione 58 milioni di euro. Nella finanziaria del 2009 ci fu un taglio sostanziale di 19 milioni, che portò il totale a 39 milioni. Con l'assestamento di bilancio di luglio siamo poi tornati a 43 milioni. Gli emendamenti che propongo non puntano e non mirano a tornare ai livelli del 2008, che erano comunque già molto stretti, ma a mantenere semplicemente per il 2010 la stessa disponibilità che si è avuta per il 2009.

In sostanza, con l'emendamento 2.Tab.2.112 si chiedono 4 milioni per la diffusione dei corsi di lingua e cultura italiana: con 4 milioni si può insegnare l'italiano ai discendenti dei nostri emigrati. Con 6 milioni si chiede poi di far fronte ai destini non sempre di successo di emigrati nati in Italia che in America Latina vivono in stato di indigenza.

Chiedo, cari colleghi - soprattutto a quelli della maggioranza, che seguono con interesse e con impegno le attività del Comitato per le questioni degli italiani all'estero del Senato, che su questo punto si dà molto da fare -, di non vedere questi emendamenti come delle bandiere che si vogliono piantare, perché l'obiettivo è mantenere il livello minimo che abbiamo avuto per il 2009.

Credo che il relatore ed il Vice Ministro possano dare un parere positivo su queste due minime richieste. Non c'è alcuna volontà di tornare a finanziamenti non compatibili con la politica di questa maggioranza. Semplicemente si chiede di mantenere i livelli del 2009. Dare una risposta adesso, Vice Ministro, vuol dire non tornare con una richiesta in assestamento di bilancio e, soprattutto, garantire un utilizzo estremamente più razionale di queste poche risorse da parte del Governo e dell'amministrazione. Mi auguro che su questi modestissimi emendamenti si possa dare un segnale agli italiani all'estero che in questo momento fanno una gran fatica a mantenere alta la nostra immagine nel mondo.

Vorrei concludere su un fatto di questi ultimi giorni. L'Agenzia delle entrate ha spedito, soprattutto in Svizzera, ai frontalieri, decine di migliaia di lettere con le quali si richiamavano alcuni obblighi dichiarativi e le relative sanzioni in caso di inosservanza. In sostanza si sottomette allo scudo fiscale lo stipendio o la pensione di un lavoratore transfrontaliero o di un pensionato ex emigrato o addirittura di un lavoratore emigrato in Svizzera. Mi sembra una tale contraddizione che voglio semplicemente definirlo un errore, una distrazione dell'Agenzia delle entrate. Questa mattina con i colleghi Legnini e Zanetta, che fa parte della maggioranza e conosce bene questi problemi, abbiamo illustrato la situazione al relatore e al vice ministro Vegas. Ci aspettiamo nella finanziaria un chiarimento con un emendamento. Non si può chiedere a dei lavoratori emigrati di dover scudare la loro pensione o il loro stipendio. Si tratta, mi auguro, di un errore. Ripeto, ci aspettiamo da parte del Governo e del relatore una risposta la prossima settimana in finanziaria. (Applausi dal Gruppo PD).

DELLA MONICA (PD). Presidente, vorrei mettere in luce con questi emendamenti che un servizio efficiente della giustizia può essere fornito soltanto se si procede all'attribuzione di maggiori risorse ad un settore così cruciale, cui è destinato solo l'1,6 per cento delle risorse complessive del bilancio dello Stato; risorse che sono state già ridotte nel 2008, decurtate nella misura del 40 per cento in tre anni. Interveniamo con questi emendamenti su settori delicatissimi, che sono la giustizia minorile, la giustizia penitenziaria, le spese correnti dell'amministrazione.

È evidente che il complessivo aumento del numero dei reati ed oltretutto l'ipotesi di cattura obbligatoria, che aumentano anche la fase della custodia cautelare e delle detenzioni definitive, creano un problema molto serio, perché la mancanza di risorse non consente di rispondere adeguatamente ad un servizio giustizia che non soltanto deve essere efficiente per la giustizia stessa ma anche per la sicurezza. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame.

LATRONICO, relatore. Credo che i colleghi comprendano quanto sia spiacevole il ruolo proprio del relatore in questo momento perché i temi sottoposti alla valutazione dell'Assemblea, del relatore e del Governo meritano ovviamente considerazione ma vanno visti nel quadro della discussione di bilancio iniziata ieri. I singoli tagli potrebbero apparire una violenza o una mancata considerazione di situazioni emergenziali, quali ad esempio la giustizia, l'ambiente, l'assetto idrogeologico, la mobilità, la sicurezza, i distretti produttivi: tutti programmi di spesa che, presi singolarmente, ovviamente meritano considerazione e di cui credo che il Governo non potrà non tener conto.

Tuttavia i singoli stanziamenti vanno inquadrati nella fisionomia e nell'assetto del bilancio e, dovendo mantenere i saldi (di cui abbiamo parlato) il mio parere non può che essere negativo, raccomandando però alle singole Commissioni quanto segue: l'assetto del bilancio, che ha superato l'impianto amministrativo per missioni e per programmi, esige che vi sia un lavorio all'interno delle Commissioni di merito per vedere se la dislocazione della spesa all'interno di un programma per missioni effettivamente corrisponda a quegli indicatori di performance che potrebbero consentire magari una riallocazione. Vi è quindi un problema di responsabilità che il Parlamento ha dinanzi a sé, e quindi le singole Commissioni di merito possono lavorare meglio sugli stanziamenti disponibili, per portare avanti quel percorso di revisione che ci metta in condizione, intanto, di utilizzare in maniera efficace le risorse di cui disponiamo, e anche - perché no? - di utilizzare un lavoro sistematico, non solo nella sessione del bilancio, per verificare nelle singole Commissioni di merito l'idonea ed efficace distribuzione della spesa pubblica.

Quindi, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. Quanto agli ordini del giorno collegati all'articolo 2 sono favorevole a che il Governo li accolga come raccomandazione.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Signora Presidente, il parere del Governo è conforme a quello del relatore, tenendo presente che, così come costruiti, questi emendamenti, il più delle volte, sono di puro aumento di spesa, perché la copertura viene realizzata con riduzioni di spesa, non dico obbligatorie dal punto di vista formale, ma sostanzialmente necessarie. Quindi, ciò significherebbe un aumento della spesa anche per far fronte a questioni rilevanti. Vorrei poi far presente due corollari.

In primo luogo, a volte nell'illustrazione degli emendamenti si è detto che essi servono a ripristinare il livello di spesa dell'esercizio precedente, il che potrebbe essere ragionevole, se non fosse che, rispetto all'esercizio precedente, è cambiato il mondo. Pertanto, se l'anno scorso avevo, ad esempio, uno stipendio molto elevato e questo anno ce l'ho più basso, devo adeguare il mio livello di spesa rispetto alle mie reali possibilità. Quindi, il bel tempo perduto è bello, ma forse, per certi aspetti, è anche perduto. In secondo luogo, con la riforma del bilancio il Parlamento si potrà appropriare molto di più di prima di un potere di controllo reale sulla gestione della spesa, e la spending review redatta dalla Ragioneria generale, e presentata recentemente, permetterà di entrare un po' meglio all'interno delle varie voci del bilancio. Ciò consentirà alle amministrazioni di spesa in primo luogo, ma soprattutto al Parlamento, di valutare la congruità della spesa e quindi di fare uno lavoro di fino, una sorta di fine tuning, all'interno del bilancio, cosa che potrà essere svolta durante l'intero esercizio, quindi con un anno a disposizione. Pertanto, credo che questa sia la sede migliore, piuttosto che fare singoli emendamenti spot, che forse sono un po' a casaccio relativamente alla possibilità di copertura, e quindi non funzionerebbero e rischierebbero di pregiudicare lo svolgimento delle funzioni dell'amministrazione.

Sulla questione dei frontalieri, sollecitata con molto vigore, è ovvio che le entrate dei frontalieri che derivano dal lavoro non rientrano nella categoria dei beni scudati, quindi se ci sono problemi li vedremo; abbiamo tempo da qui all'esame della finanziaria per valutarli approfonditamente, ovviamente evitando che vi possano essere frodi o finte coperture sotto questo profilo.

Per quanto riguarda gli ordini del giorno, il Governo è disposto ad accoglierli come raccomandazione.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.1, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.2, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.3, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.7, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.8.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.8, presentato dal senatore D'Alia.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.9, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.10, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.11, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.12, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.13, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.14.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.14, presentato dalla senatrice Giai.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.15, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.16.

GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.16, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.17, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.18, presentato dal senatore Di Nardo e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.19, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.20, presentato dal senatore Giambrone e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.21.

GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.21, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.22, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.23, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.24.

GIAI (UDC-SVP-Aut). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Giai, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.24, presentato dalla senatrice Giai.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.25, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.26, presentato dalla senatrice Giai.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.27, presentato dalla senatrice Giai.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.28, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.29, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.31, presentato dalla senatrice Bugnano.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.32, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.33, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.34.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

PERDUCA (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PERDUCA (PD). Signor Presidente, capisco la velocità, ma bisognerebbe fare molta attenzione alla presenza dei senatori dietro le tessere.

PRESIDENTE. Invito i senatori Segretari a compiere le opportune verifiche.

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.34, presentato dalla senatrice Giai.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.35.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.35, presentato dalla senatrice Giai.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE.Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.36.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.36, presentato dalla senatrice Giai.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.37.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.37, presentato dalla senatrice Giai.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.200.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.200, presentato dal senatore Barbolini e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.201, presentato dal senatore Barbolini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.203, presentato dal senatore Barbolini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.204, presentato dal senatore Barbolini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.39, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.40, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.41.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.41, presentato dal senatore Scanu e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Presidenza del vice presidente CHITI (ore 18,38)

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.42, presentato dal senatore Scanu e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.43.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Presidenza del presidente SCHIFANI (ore 18,39)

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.43, presentato dalla senatrice Pinotti e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.44, presentato dal senatore Bubbico e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.45.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.45, presentato dal senatore Tomaselli e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.46.

LEGNINI (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Legnini, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.46, presentato dai senatori Zanda e Della Seta.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.47, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.48, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.49, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.50, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.51.

GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.51, presentato dal senatore De Toni e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.52.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.52, presentato dal senatore Vimercati e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.53, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.54.

CASSON (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CASSON (PD). Signor Presidente, con la dichiarazione di voto sull'emendamento 2.Tab.2.54 faccio riferimento complessivamente a tutti gli 11 emendamenti che abbiamo presentato contestualmente al sistema giustizia e al comparto sicurezza (perché riteniamo che siano due facce della stessa medaglia).

In questa sede, in questo momento, dobbiamo parlare soltanto di tagli, e a questo ci limitiamo, anche se ritengo che sia doveroso segnalare che il Partito Democratico ha presentato, in particolar modo al Senato, una serie di disegni di legge, quindi di proposte concrete e precise, in materia di giustizia per riformare questo settore: disegni di legge che voi non avete mai esaminato, che noi abbiamo sottoposto alla valutazione del Ministro della giustizia nel dicembre 2008 - quindi circa un anno fa - ma in merito ai quali siamo ancora in attesa di una risposta.

Pertanto, parlate di riforma della giustizia, ma la riforma della giustizia non c'è: rimangono soltanto i tagli, che investono, in particolare, in modo significativo la missione Giustizia e che sono suscettibili di determinare un ulteriore forte decremento dello standard qualitativo dell'amministrazione della giustizia, determinando il rischio di arrivare addirittura ad una sua paralisi, ove si consideri che a questa missione sono ricondotti quattro programmi cruciali per la funzionalità della macchina giustizia e, quindi, anche per la sicurezza e la tutela dei diritti dei cittadini. Mi riferisco ai programmi «Amministrazione penitenziaria», «Giustizia civile e penale», «Giustizia minorile» e «Edilizia giudiziaria, penitenziaria e minorile». Inoltre, è fortemente penalizzato anche il programma «Giustizia civile e penale», che subisce i tagli di spesa più gravi, oltre 429 milioni di euro. Viene così colpito il funzionamento ordinario dell'amministrazione della giustizia sia civile che penale.

Per quanto riguarda il settore penitenziario, ricordo che la riduzione delle risorse previste per il Ministero della giustizia non solo non consentirà di affrontare l'emergenza che caratterizza la situazione attuale del sistema penitenziario ma aggraverà ulteriormente la condizione di sovraffollamento, disfunzionalità e disagio che si riscontra in molte delle carceri italiane che ospitano un numero di persone di molto eccedente rispetto alla capienza regolamentare, determinando una situazione di grave rischio per l'incolumità e la sicurezza dei detenuti e degli stessi agenti di polizia penitenziaria.

Infine, le forti riduzioni di spesa previste dal Ministero della giustizia ostacoleranno in misura significativa la piena attuazione delle politiche per la sicurezza e il contrasto alla criminalità, impedendo il celere ed effettivo accertamento dei reati e l'identificazione dei colpevoli, nonché la prevenzione dei delitti, in palese contraddizione con quanto asserito dagli esponenti del Governo e della maggioranza non solo in sede parlamentare o in contesti istituzionali ma anche nell'ambito di dichiarazioni rese pubblicamente ai mass media. (Applausi dal Gruppo PD).

INCOSTANTE (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.54, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.55.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, intervengo brevemente per sottolineare una questione per la verità amplificata dalle dichiarazioni rese ieri dal Ministro dell'interno in un incontro con i sindacati di Polizia. Se non ricordo male, ieri il Ministro dell'interno ha detto che se le opposizioni avessero presentato emendamenti funzionali all'incremento dei capitoli di bilancio relativi alla sicurezza, il suo partito, la Lega, avrebbe votato a favore.

Abbiamo presentato alcuni emendamenti, ad esempio il 2.Tab.2.8, che prevede uno stanziamento ulteriore di 120 milioni di euro per il contrasto all'immigrazione clandestina e in favore dei centri di identificazione e di espulsione, che è stato bocciato. Onde evitare che vengano bocciati anche questi due ulteriori emendamenti (uno relativo all'incremento di 150 milioni di euro per il contrasto alla criminalità interna ed internazionale, alla mafia, alla camorra, alla 'ndrangheta e per il potenziamento dei servizi di contrasto all'immigrazione clandestina, alla gestione delle banche dati ai fini della sicurezza e altre attività di misure di prevenzione generale; l'altro che prevede un ulteriore stanziamento di 150 milioni di euro per la pianificazione e la programmazione generale dei servizi di ordine e sicurezza pubblica, per la pianificazione e il coordinamento delle attività finalizzate al potenziamento e all'ammodernamento delle strutture, alla ricerca scientifica e tecnologica, alle misure a tutela dei testimoni di giustizia e dei collaboratori di giustizia, per le vittime del dovere, per le attività investigative e le operazioni speciali) segnalo ai colleghi della Lega che stiamo ora per votarli, perché non vorrei che si distraessero nuovamente.

Ho voluto solo ricordare che su questo tema ieri il loro Ministro dell'interno per la prima volta - in verità non per la prima volta - ha detto cose che abbiamo condiviso, e per tale ragione siamo qui a ricordare oggi a questo partito, in Parlamento, che ci sono emendamenti che se votati potrebbero fare qualcosa di più e di diverso per le nostre forze dell'ordine e per il contrasto alla criminalità organizzata e comune: per la prima volta, qualcosa di concreto e non uno spot.

Chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico. (Applausi dai Gruppi UDC- SVP-Aut e PD. Congratulazioni).

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.55, presentato dal senatore D'Alia.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.56.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.56, presentato dal senatore D'Alia.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.57, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.58, presentato dal senatore Filippi Marco e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.59.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.59, presentato dalla senatrice Fioroni e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.60.

MERCATALI (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Mercatali, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.60, presentato dal senatore Filippi Marco e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.61, presentato dal senatore Filippi Marco e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.62, presentato dalla senatrice Donaggio e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.63, presentato dal senatore Bubbico e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.64.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.64, presentato dal senatore Rusconi e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.65.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.65, presentato dal senatore Bianco e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.66, presentato dal senatore Filippi Marco e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.67, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.68, presentato dalla senatrice Armato e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.69, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.70, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.71, presentato dalla senatrice Serafini Anna Maria e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.72, presentato dalla senatrice Donaggio e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.73, presentato dal senatore Filippi Marco e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.74, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.75, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.76, presentato dalla senatrice Soliani e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.77.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.77, presentato dal senatore D'Alia.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.78, presentato dalla senatrice Donaggio e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.79.

GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.79, presentato dal senatore De Toni e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.80, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.81.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.81, presentato dalla senatrice Amati e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.82, presentato dal senatore Sangalli e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.83, presentato dal senatore Bubbico e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.84.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.84, presentato dal senatore Filippi Marco e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.85, presentato dal senatore Ceruti e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.86, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.87.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.87, presentato dal senatore D'Alia.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.88, presentato dal senatore Filippi Marco e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.89.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.89, presentato dal senatore Della Seta.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.90, presentato dal senatore Della Seta.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.91, presentato dal senatore Della Seta.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.92, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.93, presentato dal senatore Bubbico e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.94.

GHEDINI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GHEDINI (PD). Signor Presidente, vorrei invitare la maggioranza ed il Governo a cercare di porre rimedio, sia pure parzialmente, ai pesantissimi tagli apportati, nell'ambito della più grave crisi occupazionale degli ultimi anni, al Fondo per le politiche del lavoro e al Fondo per le politiche sociali: parliamo di un taglio complessivo di oltre 2 miliardi.

Con diverse proposte emendative, tutte riferite alla tabella 4, chiediamo di ripristinare, in misura almeno pari al 5 per cento dei tagli complessivi, il Fondo per il reinserimento lavorativo ed il sostegno all'occupazione e al reddito, il Fondo per i servizi per lo sviluppo del mercato del lavoro, nonché, completamente, le dotazioni del Fondo per le politiche sociali, tagliate per quasi 300 milioni e, infine, il Fondo per la non autosufficienza, interamente azzerato rispetto alla dotazione precedente di 400 milioni. (Applausi dal Gruppo PD).

INCOSTANTE (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.94, presentato dalla senatrice Ghedini e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE.Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.95.

CASSON (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Casson, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.95, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.96, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.97, presentato dalla senatrice Serafini Anna Maria e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.98, presentato dai senatori Ceccanti e De Sena.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.99, presentato dal senatore D'Alia, identico all'emendamento 2.Tab.2.100, presentato dal senatore De Toni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.101, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.102, presentato dal senatore Filippi Marco e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.103, presentato dal senatore Filippi Marco e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.104, presentato dalla senatrice Ghedini e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.105.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.105, presentato dalla senatrice Giai.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE.Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.106, identico all'emendamento 2.Tab.2.107.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.106, presentato dal senatore Micheloni e da altri senatori, identico all'emendamento 2.Tab.2.107, presentato dalla senatrice Giai.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.108, presentato dal senatore Garraffa e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.109, presentato dal senatore Galperti e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.110.

GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.110, presentato dal senatore De Toni e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.111, presentato dalla senatrice Della Monica e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.112.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.112, presentato dal senatore Micheloni e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.113, presentato dalla senatrice Franco Vittoria e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.114, presentato dal senatore Bianco e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.115, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.116, presentato dal senatore Roilo e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.117, presentato dal senatore Bianco e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.118, presentato dal senatore D'Alia.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.119, presentato dalla senatrice Bassoli e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.121, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.122.

LEGNINI (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Legnini, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.122, presentato dal senatore Micheloni e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.123, presentato dalla senatrice Della Monica e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.124, presentato dal senatore Bosone e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.125.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.125, presentato dal senatore D'Alia.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.126, presentato dal senatore D'Ambrosio e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.127.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.127, presentato dal senatore D'Alia.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.128, presentato dalla senatrice Biondelli e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.129, presentato dalla senatrice Bianchi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.130, presentato dalla senatrice Bianchi e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.131.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.131, presentato dal senatore D'Alia.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.132, presentato dalla senatrice Negri e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.133.

FINOCCHIARO (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FINOCCHIARO (PD). Signor Presidente, ieri il ministro Maroni ha dichiarato di aver consegnato nelle mani del ministro dell'economia Tremonti, in fase di preparazione della finanziaria, una richiesta di 1.100 milioni di euro. Abbiamo fatto i conti anche noi: quella richiesta era giusta ed era non solo proporzionata, ma valeva soprattutto a controbilanciare i dati - che sono oggettivi e inequivocabili - secondo cui, con le ultime due manovre finanziarie, a partire dal 2008 e sino al 2010, vengono tagliati, soltanto sul Ministero dell'interno, 900 milioni di euro destinati alla sicurezza. Per il 2011 il taglio che si annuncia e che rimane inalterato è di oltre 492.000 milioni di euro. La richiesta avanzata dal ministro Maroni e che il Ministro stesso ha tenuto a precisare era quindi assolutamente legittima e corrispondente all'emergenza derivante dall'analisi delle tabelle operata con riguardo alla scorsa legge finanziaria e alla presente.

È ovvio che l'oggetto della discussione è parzialmente un altro, se guardiamo alla sede del provvedimento, ma la questione politica è tutta intera dinanzi a noi. Alle dichiarazioni del ministro Maroni sono seguite le dichiarazioni del ministro La Russa, perché quando parlo di tagli pari a 900 milioni di euro mi riferisco esclusivamente al Ministero dell'interno e non valuto quelli operati al Ministero della difesa e al Ministero della giustizia. Lo stesso presidente Gasparri ieri ha fatto delle dichiarazioni nelle quali sollevava la questione e pareva in qualche misura disponibile. Oggi invece, nel resoconto della riunione intervenuta tra maggioranza e Governo, la questione appariva assai meno mordente. A quanto pare, è stata fatta un'analisi delle questioni che riguardano la finanziaria.

La manovra finanziaria è già all'esame del Senato e in avanzato stato di lavorazione, mentre il Governo e la maggioranza stanno ancora alla fase dell'analisi e, comunque, questa analisi non mi pare produttiva di misure che ci auguriamo intervengano; se non altro, perché il tema della sicurezza è stato uno dei tratti distintivi della campagna elettorale e del Governo Berlusconi, che è stata costruita con grande enfasi programmatica, e con la medesima enfasi i provvedimenti che di volta in volta sono stati presentati al Senato e alla Camera sono stati caricati della dichiarata volontà e ferrea determinazione del Governo di intervenire a tutela della sicurezza dei cittadini. Il fatto è che si sono fatte molte chiacchiere e nessun fatto. Al contrario, se andiamo a guardare i conti, essi testimoniano indubitabilmente che il Governo ha ritenuto di tagliare una cifra ingente ‑ anzi direi ingentissima - sulla sicurezza, al punto che lo stesso Ministro dell'interno e il Ministro della difesa si trovano in una situazione di vera difficoltà, di fronte ad una sollevazione cui hanno dato voce anche tutti i sindacati di polizia e ad un disagio sempre più evidente della popolazione, e sono costretti a intervenire.

Vorrei rilasciare alcune parole di apertura: il ministro Maroni ha detto ieri, in un momento di risentimento e di verità politica che comprendiamo pienamente, che se ci fossero stati emendamenti dell'opposizione li avrebbe votati e accolti.

Non pretendo che questo accada: conosco quanto questa maggioranza sia capace di dissociare le parole dai fatti; però, se il ragionamento sui temi della sicurezza può cominciare già in questa sede - lo dico ai colleghi della maggioranza che si trovano in grave difficoltà sui territori a fronteggiare anche le proteste del Paese e degli operatori della sicurezza - introducendo un principio di discussione su questo tema, che è caro a noi, nonostante l'irrisione che spesso ci è venuta dai vostri banchi, almeno quanto è caro alla maggioranza e al Governo, penso che faremo una buona cosa.

Lo dico chiedendo il voto su questo emendamento, e lo ripeteremo per tutti quegli emendamenti della finanziaria che riguardano questo tema. Stavolta la questione sicurezza, che è la vera questione politica, insieme a quelle riguardanti lavoro e reddito, la poniamo noi. Noi tentiamo di tradurla appunto in fatti e invitiamo i colleghi della maggioranza a mostrare quantomeno un segno di disponibilità anche perché - lasciatemelo dire - lo facciamo per il vostro bene. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).

LEGNINI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LEGNINI (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Legnini, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.133, presentato dal senatore Serra e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.134.

BIANCO (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Bianco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.134, presentato dal senatore Bianco e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.135.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.135, presentato dal senatore Del Vecchio e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.136, presentato dal senatore Gasbarri e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.137, presentato dal senatore Maritati e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.138, presentato dal senatore Rusconi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.139, presentato dal senatore Treu e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.140, presentato dal senatore Maritati e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.141, presentato dal senatore Del Vecchio e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.142, presentato dalla senatrice Della Monica e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.143, presentato dal senatore Bianco e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.144.

GARAVAGLIA Mariapia (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GARAVAGLIA Mariapia (PD). Signor Presidente, mi permetto di fare questa dichiarazione di voto perché diventi un promemoria per tutti noi.

Ci troviamo ad aver tagliato nel bilancio molti fondi a una priorità del Paese: la scuola e l'università, settori che costituiscono un ponte, non solo ideale, con la sicurezza di cui abbiamo appena sentito parlare. Tra l'altro, a proposito di sicurezza delle scuole, nell'edilizia scolastica, dopo le vicende dell'Abruzzo e del Molise, sono stati tagliati pure 92 milioni.

Voglio ricordare qui, come promemoria per noi - posto che dovremo parlarne approfonditamente appena affronteremo le riforma dell'università - le dichiarazioni del nostro Ministro per valorizzare il merito e la qualità e per fare in modo che le università possano addirittura essere concorrenziali tra di loro, perché siano i giovani a scegliere la migliore università e i migliori corsi. Ebbene, senza un diritto allo studio implementato, i ragazzi sceglieranno l'università più vicina a casa, a prescindere dalle motivazioni, dalle inclinazioni o dalle attitudini.

Chiediamo, tra l'altro con una compensazione, un aumento dei finanziamenti al diritto allo studio. Ci sembra che un voto favorevole darebbe il segnale che alla riforma dell'università cominciamo a crederci sul serio. Il Ministro finora l'ha ritardata per i pesantissimi tagli (1,5 miliardi dal 2008 ad oggi) operati dal collega Tremonti. Questo bilancio fa da ponte tra il 2010 e il 2012.

Mentre l'università diventa sempre più povera, parlare di qualità, di meriti e di valutazione è come parlare di una grande istituzione cui vengono tagliate le ali necessarie a far volare, con i nostri giovani, anche lo sviluppo del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD).

INCOSTANTE (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.144, presentato dalla senatrice Garavaglia Mariapia e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.145, presentato dal senatore Vita e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.146, presentato dalla senatrice Chiaromonte e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.148, presentato dal senatore Marino Ignazio e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.149, presentato dalla senatrice Franco Vittoria e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.150, presentato dal senatore Bianco e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.151, presentato dal senatore Ceccanti e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.152, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.153, presentato dalla senatrice Blazina e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.Tab.2.154.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.Tab.2.154, presentato dalla senatrice Serafini Anna Maria e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.155, presentato dalla senatrice Incostante e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.Tab.2.156, presentato dalla senatrice Incostante e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo ora agli ordini del giorno presentati all'articolo 2. Mi è stato riferito che il Governo - chiedo conferma al vice ministro Vegas - sarebbe disponibile ad accoglierli entrambi come raccomandazione.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. È così.

MASCITELLI (IdV). Non insisto per la votazione dell'ordine del giorno G2.120.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Non insisto per la votazione dell'ordine del giorno G2.101.

PRESIDENTE.Pertanto, gli ordini del giorno G2.120 e G2.101 non verranno posti in votazione.

Passiamo alla votazione dell'articolo 2.

LEGNINI (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Legnini, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 2, con l'annessa tabella, elenchi ed appendice.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE.Passiamo all'esame dell'articolo 3, con l'annessa tabella, su cui sono stati presentati emendamenti e ordini del giorno che invito i presentatori ad illustrare.

VIMERCATI (PD). Signor Presidente, illustro l'ordine del giorno G3.100, con cui si chiede il ripristino dei fondi destinati alla banda larga; è un ordine del giorno che viene oggi molto a proposito perché è di oggi la decisione del Governo di congelare questi fondi sine die. Con questa decisione del Governo viene archiviata la lotta al digital divide (ricordo che sono milioni gli italiani oggi esclusi da Internet) e diventa impossibile la modernizzazione della pubblica amministrazione promossa dal ministro Brunetta e ci si priva, inoltre, di una misura importante di politica industriale di contrasto alla crisi economica.

Con il nostro ordine del giorno vogliamo chiedere al Governo un ripensamento. Voglio ricordare che con il budget di 800 milioni previsto si possono mobilitare risorse di circa 1,4 miliardi di euro per lo sviluppo della banda larga. Ricordo che senza questo piano rinunciamo ad un incremento di PIL di oltre 2 miliardi di euro; rinunciamo ad assumere 4.000 ingegneri, 11.000 tecnici, 6.000 impiegati, 28.000 operai. Questi sono i dati del Governo sul progetto del vice ministro Romani. Soprattutto, rinunciamo alla modernizzazione del settore delle telecomunicazioni e quindi ad un vero incremento della produttività delle nostre imprese. In questo modo il Governo non investe sul futuro, in questo modo l'Italia rimane ultima della classe in Europa per gli accessi a Internet; in questo modo l'Italia uscirà più tardi e più debole dalla crisi economica attuale.

Per queste ragioni chiediamo al Governo un ripensamento su tale piano, peraltro promosso dal Governo stesso, per scongelare questi fondi e dare all'Italia la possibilità di tornare ad essere tra i primi della classe in Europa e nel mondo sui temi dell'innovazione tecnologica. (Applausi dal Gruppo PD).

BUGNANO (IdV). Signor Presidente, sono stati presentati diversi ordini del giorno. Illustrerò brevemente soltanto quello relativo al made in Italy che mi sembra il più significativo; su tale tema la Commissione industria sta lavorando da tempo. Sono state anche fatte sollecitazioni al Governo perché si aiutino le nostre aziende a tutelare e valorizzare il made in Italy; quindi, l'ordine del giorno che abbiamo presentato, il G3.108, va in questa direzione. Chiediamo al Governo che ripristini risorse che sono state sottratte, per garantire un effettivo sostegno all'internalizzazione delle imprese e favorire il rilancio del made in Italy, che è prioritario per la nostra economia.

GRANAIOLA (PD). Interverrò sugli ordini del giorno G3.101, G3.102, G3.103 e G3.104.

La crisi economica internazionale ha prodotto effetti molto gravi sulle imprese del made in Italy. Solo 11 dei 104 distretti riconosciuti in Italia hanno registrato nel secondo trimestre del 2009 un aumento dei valori esportati; il secondo trimestre del 2009 si chiude con un nuovo forte calo delle esportazioni (meno 26 per cento); per il settimo trimestre consecutivo le esportazioni non crescono o si contraggono e si prevede una situazione ancora più grave per i distretti del Mezzogiorno, dove il tema della competitività presenta ulteriori problemi irrisolti.

Oggi più che mai è necessario che le nostre imprese siano sostenute nella fase di apertura dei nuovi mercati nei paesi emergenti perché, nonostante i rischi e la crisi, le aziende esportatrici del made in Italy possano combattere ad armi pari, in un mercato sempre più fondato sulla competizione. In una fase di recessione dell'economia mondiale e di crisi dei mercati finanziari è fondamentale il rifinanziamento degli strumenti di agevolazione del credito all'esportazione, mentre il Governo con la legge di bilancio taglia le già esigue risorse, con il pericolo di pesanti danni per le imprese italiane esportatrici di beni di investimento.

Con questi ordini del giorno chiediamo il sostegno concreto ai distretti produttivi e alle esportazioni, indicando l'assoluta incongruenza dei tagli rispetto alla situazione delle piccole e medie imprese italiane. Sullo stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per il 2010 c'è un taglio di oltre 222 milioni di euro alla missione: "Competitività e sviluppo delle imprese". Il taglio colpisce in modo particolare i progetti in favore dei distretti produttivi, il Fondo per gli interventi agevolati alle imprese, senza contare l'azzeramento delle risorse per il salvataggio delle imprese in difficoltà, delle risorse del Fondo rotativo per le imprese e dei contributi ai consorzi ed alle cooperative di garanzia collettiva fidi.

Un altro grave taglio ... (Brusìo). Ascolti, signor Presidente, poiché l'attenzione dell'Aula è sotto zero e la voglia di finire è alla settima potenza, le chiedo di poter allegare al Resoconto il mio intervento. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Lei ha ragione, c'è un'aria di smobilitazione.

GRANAIOLA (PD). Però credo non si possa continuare a lavorare così e che il rispetto nei confronti dei colleghi sia comunque dovuto. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Senatrice Granaiola, ha perfettamente ragione. Ha concluso?

GRANAIOLA (PD). No, non ho concluso.

PRESIDENTE. Lei ha diritto di farlo.

GRANAIOLA (PD). No, consegno il mio intervento.

PRESIDENTE. Senatrice Granaiola, ne faccio una questione di principio. Invito l'Aula ad essere più composta e nello stesso tempo lei a concludere in piena serenità.

GRANAIOLA (PD). No, grazie.

PRESIDENTE. Colleghi, scusate, qui ne va anche del diritto di ogni singolo collega di poter parlare in un'Aula silenziosa; è una questione di dignità del Parlamento. Altrimenti sospendo la seduta un quarto d'ora e poi riprendiamo. (Commenti). Lo so che non è bello, allora non costringetemi a gesti che non fanno parte della mia cultura. Sin quando l'Aula non sarà silenziosa, noi non riprenderemo a lavorare. (Il brusìo viene meno).

Senatrice Granaiola, la prego di concludere.

GRANAIOLA (PD). Signor Presidente, non credo che abbia cose super importanti da dire.

PRESIDENTE. Ne va anche della dignità di tutto il Senato, senatrice Granaiola. La prego di proseguire e completare il suo intervento.

GRANAIOLA (PD). Dicevo che neppure il made in Italy è stato risparmiato, perché si riduce di circa 22 milioni di euro lo stanziamento per l'anno 2010 relativo alla missione «Commercio internazionale e internazionalizzazione del sistema produttivo»; in tale ambito i tagli operano sull'Istituto nazionale per il commercio estero (ICE) per il finanziamento dell'attività di promozione e di sviluppo degli scambi commerciali con l'estero e a ciò si aggiungono i tagli relativi alla promozione del made in Italy (17 milioni di euro in meno in termini di competenza).

Gli ordini del giorno indicano quindi la necessità di una radicale correzione di rotta, chiedendo l'impegno del Governo nel ripristinare le risorse tagliate per il 2010 e predisporre per gli anni 2011 e 2012 adeguate misure per il sostegno della competitività delle imprese e per garantire il mantenimento almeno degli attuali livelli occupazionali. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Peterlini).

PRESIDENTE. I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. (Brusìo). Colleghi, un po' di silenzio, per cortesia, vorrei ascoltare il relatore e il rappresentante del Governo.

LATRONICO, relatore. Signor Presidente, colleghi, gli ordini del giorno vanno tutti nella direzione di dare impulso al Governo su materie importanti e significative che riguardano il made in Italy, l'internazionalizzazione e il digital divide, una serie di temi che credo rappresenteranno uno spunto ed un impulso per il Governo e per la sua azione di programmazione e anche di legislazione. Esprimo pertanto un parere favorevole, se i presentatori sono disponibili al loro accoglimento come raccomandazione; invece, sugli emendamenti il parere è contrario.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Signor Presidente, il parere è conforme a quello del relatore: quindi, sono contrario sugli emendamenti, mentre accoglierei gli ordini del giorno come raccomandazione, notando che la prassi in uso alla Camera si sta diffondendo anche al Senato.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.Tab.3.1.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.Tab.3.1, presentato dal senatore Bubbico e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.Tab.3.2, presentato dal senatore Sangalli e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 3.Tab.3.3, presentato dal senatore Bubbico e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 3.Tab.3.4, presentato dal senatore Bubbico e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 3.Tab.3.5, presentato dal senatore Bubbico e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 3.Tab.3.6, presentato dal senatore Bubbico e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'ordine del giorno G3.100.

VIMERCATI (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Era stata espressa una disponibilità ad accogliere questo ordine del giorno come raccomandazione; tuttavia, devo dedurre che la richiesta di votazione elettronica comporta la non accettazione del suddetto invito; chiedo quindi il parere del relatore.

LATRONICO, relatore. Il relatore era favorevole all'accoglimento dell'ordine del giorno come raccomandazione, ma è contrario al suo pieno accoglimento.

PRESIDENTE. Invito pertanto il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Vimercati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G3.100, presentato dal senatore Vimercati e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono, gli ordini del giorno G3.101, G3.102, G3.104, G3.105, G3.106, G3.109, G3.107, G3.103, G3.108 e G3.110, accolti dal Governo come raccomandazione, non saranno posti in votazione.

BUGNANO (IdV). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BUGNANO (IdV). Signor Presidente, accetto l'accoglimento come raccomandazione del mio ordine del giorno G3.106, ma volevo essere interpellata, perché i presentatori degli ordini del giorno appartengono a forze politiche diverse.

PRESIDENTE. Il mio invito era rivolto all'Aula, senatrice, era un invito corale a tutti i sottoscrittori.

Passiamo alla votazione dell'articolo 3.

LEGNINI (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Legnini, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 3, con l'annessa tabella.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 4, con l'annessa tabella, sul quale sono stati presentati ordini del giorno che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

LATRONICO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere favorevole all'accoglimento di tutti gli ordini del giorno come raccomandazione, ad eccezione dell'ordine del giorno G4.108, presentato dal senatore Ichino e da altri senatori, per il quale chiedo di eliminare le premesse e di modificare il dispositivo inserendo, dopo le parole «impegna il Governo», le seguenti: «a valutare l'opportunità di utilizzare».

Nel caso il senatore Ichino fosse favorevole a questa riformulazione, esprimo parere favorevole all'accoglimento dell'ordine del giorno G4.108 come raccomandazione.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Esprimo parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori degli ordini del giorno G4.100, G4.102, G4.103, G4.101, G4.150, G4.151, G4.104, G4.204, G4.205, G4.105, G4.106 e G4.107 se ne accettano l'accoglimento come raccomandazione.

GHEDINI (PD). Signor Presidente, non insistiamo per la votazione degli ordini del giorno G4.100, G4.103, G4.101, G4.104 e G4.107.

CARLINO (IdV). Signor Presidente, non insisto per la votazione degli ordini del giorno G4.102, G4.204, G4.105 e G4.106.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, non insistiamo per la votazione degli ordini del giorno G4.150 e G4.151.

MARINO Ignazio (PD). Signor Presidente, non insisto per la votazione dell'ordine del giorno G4.205.

PRESIDENTE. Senatore Ichino, come si esprime in merito alla proposta del relatore affinché il Governo accolga come raccomandazione l'ordine del giorno G4.108?

ICHINO (PD). Signor Presidente, raccomandare al Governo di «valutare l'opportunità di» mi sembra francamente che non abbia alcun senso. (Applausi dal Gruppo PD).

Vorrei anche aggiungere che stiamo parlando di alcuni miliardi pagati dai lavoratori e dalle imprese che non sono tornati ai lavoratori e alle imprese sotto forma di prestazioni della cassa integrazione guadagni. Non è questione di «valutare l'opportunità di»; il fatto è che si tratta di soldi dei lavoratori e delle imprese che devono tornare oggi stesso alla loro destinazione naturale. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Li Gotti).

PRESIDENTE. Quindi, lei insiste per la votazione?

ICHINO (PD). Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono, gli ordini del giorno G4.100, G4.102, G4.103, G4.101, G4.150, G4.151, G4.104, G4.204, G4.205, G4.105, G4.106 e G4.107 non verranno posti in votazione.

Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G4.108.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G4.108, presentato dal senatore Ichino e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono, gli ordini del giorno G4.109, G4.110, G4.111, G4.112, G4.113 e G4.114, accolti dal Governo come raccomandazione, non verranno posti in votazione.

Passiamo alla votazione dell'articolo 4.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 4, con l'annessa tabella.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE.Passiamo all'esame dell'articolo 5, con l'annessa tabella ed appendice, sul quale sono stati presentati un emendamento e ordini del giorno che si intendono illustrati e sui quali invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

LATRONICO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento 5.Tab.5.1, mentre invito il Governo ad accogliere come raccomandazione tutti gli ordini del giorno presentati.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore, facendo presente che l'emendamento 5.Tab.5.1 era stato approvato dalla Commissione giustizia e respinto tecnicamente dalla Commissione bilancio per una valutazione da parte dell'Aula, compiuta la quale il parere può essere favorevole.

Il Governo, infine, accoglie come raccomandazione tutti gli ordini del giorno presentati.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.Tab.5.1, presentato dal senatore Mugnai.

È approvato.

Senatore D'Alia, insiste per la votazione dell'ordine del giorno G5.109?

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, vista la delicatezza della materia, trattandosi di fondi destinati all'edilizia penitenziaria, e considerata poi l'attualità del dibattito sul tema non credo basti una raccomandazione. Chiedo inoltre la votazione con il sistema elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G5.109, presentato dal senatore D'Alia e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Insiste anche per la votazione dell'ordine del giorno G5.110?

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Sì, e chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G5.110, presentato dal senatore D'Alia e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Gli ordini del giorno G5.100 e G5.107 sono stati accolti dal Governo come raccomandazione. Senatore Casson, insiste per la votazione?

CASSON (PD). No, signor Presidente, convengo sull'accoglimento come raccomandazione.

PRESIDENTE. Senatore D'Alia, insiste per la votazione dell'ordine del giorno G5.108, accolto dal Governo come raccomandazione?

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Sì, e chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G5.108, presentato dal senatore D'Alia e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Senatore Casson, insiste per la votazione dell'ordine del giorno G5.101, che il Governo ha accolto come raccomandazione?

CASSON (PD). Sì, signor Presidente: non posso infatti accettare la trasformazione dell'impegno in raccomandazione, perché si tratta di servizi istituzionali fondamentali. Si parla tanto, da parte del Governo, di accelerare i tempi della giustizia nei procedimenti sia civili che penali, di piena implementazione del processo telematico e di completa informatizzazione degli uffici, e poi, quando si chiede un impegno specifico, si dicono soltanto parole, senza arrivare nel concreto a dare ciò che è necessario a far funzionare la macchina della giustizia.

Pertanto, per l'ordine del giorno G5.101, così come per il successivo G5.102, non c'è il consenso ad un accoglimento come raccomandazione, e ne chiediamo il voto elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Casson, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G5.101, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Senatore D'Alia, insiste per la votazione dell'ordine del giorno G5.106, accolto dal Governo come raccomandazione?

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Sì, e ne chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G5.106, presentato dal senatore D'Alia e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G5.102.

Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Casson, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G5.102, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Anche l'ordine del giorno G5.103 è stato accolto dal Governo come raccomandazione. Senatore Li Gotti, insiste per la votazione?

LI GOTTI (IdV). Sì, signor Presidente, e chiedo la votazione nominale, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Li Gotti, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G5.103, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Senatore Casson, insiste per la votazione dell'ordine del giorno G5.104, accolto come raccomandazione dal Governo?

CASSON (PD). Sì, e chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Casson, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G5.104, presentato dal senatore Maritati e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Senatrice Della Monica, insiste per la votazione dell'ordine del giorno G5.105, accolto come raccomandazione dal Governo?

DELLA MONICA (PD). Sì, e chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Della Monica, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G5.105, presentato dalla senatrice Della Monica e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo 5.

LEGNINI (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Legnini, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 5, nel testo emendato, con l'annessa tabella ed appendice.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

258

Senatori votanti

257

Maggioranza

129

Favorevoli

143

Contrari

113

Astenuti

1

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE.Passiamo all'esame dell'articolo 6, con l'annessa tabella ed appendice, sul quale sono stati presentati ordini del giorno che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

LATRONICO, relatore. Signor Presidente, anche per questi ordini del giorno propongo al Governo di accoglierli come raccomandazione.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Sono d'accordo con il relatore.

PRESIDENTE. Chiedo al senatore Marcenaro, primo firmatario degli ordini del giorno, se insiste per la votazione.

MARCENARO (PD). Signor Presidente, vorrei dare una risposta complessiva. Non capisco, infatti, il motivo per cui il Governo, che si è impegnato con tutto il mondo, non si impegna anche con il Senato. Ha dato la sua parola al G8 di Gleneagles e si è impegnato dappertutto. Qui, invece, accoglie gli ordini del giorno come raccomandazione. È necessario che la parola del Governo valga qualcosa anche in quest'Aula. Per tale motivo, insisto per la votazione.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G6.100.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G6.100, presentato dal senatore Marcenaro e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Metto ai voti l'ordine del giorno G6.102, presentato dal senatore Marcenaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'ordine del giorno G6.101, presentato dal senatore Marcenaro e da altri senatori.

Non è approvato

Passiamo alla votazione dell'articolo 6.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 6, con l'annessa tabella ed appendice.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

253

Senatori votanti

251

Maggioranza

126

Favorevoli

146

Contrari

105

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 7, con l'annessa tabella, sul quale sono stati presentati ordini del giorno che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

LATRONICO, relatore. Signor Presidente, propongo al Governo di accogliere questi ordini del giorno come raccomandazione.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Esprimo parere conforme al relatore.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno G7.100 è stato accolto dal Governo come raccomandazione. Chiedo ai presentatori se insistono per la votazione.

GARAVAGLIA Mariapia (PD). Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE.Passiamo dunque alla votazione dell'ordine del giorno G7.100.

LEGNINI (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Legnini, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G7.100, presentato dalla senatrice Bastico e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. L'ordine del giorno G7.101 è stato accolto dal Governo come raccomandazione. Chiedo ai presentatori se insistono per la votazione.

GARAVAGLIA Mariapia (PD). No, signor Presidente.

PRESIDENTE.L'ordine del giorno G7.103 è stato accolto dal Governo come raccomandazione. Chiedo ai presentatori se insistono per la votazione.

GARAVAGLIA Mariapia (PD). Sì, signor Presidente, e ne chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Garavaglia Mariapia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G7.103, presentato dal senatore Ceruti e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. L'ordine del giorno G7.102 è stato accolto dal Governo come raccomandazione. Chiedo ai presentatori se insistono per la votazione.

GIAMBRONE (IdV). Sì, signor Presidente, e ne chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G7.102, presentato dal senatore Giambrone e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. L'ordine del giorno G7.104 è stato accolto dal Governo come raccomandazione. Chiedo ai presentatori se insistono per la votazione.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, considerato che l'ordine del giorno prevede un impegno per il Governo a contenere i danni del taglio di 135 milioni di euro al sistema delle scuole paritarie private, ritengo che sarebbe opportuno un ripensamento da parte del Governo al riguardo.

Insistiamo comunque per la votazione e chiediamo la votazione nominale dell'ordine del giorno con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G7.104, presentato dal senatore D'Alia e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. L'ordine del giorno G7.105 è stato accolto dal Governo come raccomandazione. Chiedo ai presentatori se insistono per la votazione.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Sì, signor Presidente, e ne chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G7.105, presentato dal senatore D'Alia e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. L'ordine del giorno G7.106 è stato accolto dal Governo come raccomandazione. Chiedo ai presentatori se insistono per la votazione.

SERAFINI Anna Maria (PD). No, signor Presidente.

PRESIDENTE.Passiamo alla votazione dell'articolo 7.

LEGNINI (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Legnini, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 7, con l'annessa tabella.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

254

Senatori votanti

253

Maggioranza

127

Favorevoli

148

Contrari

105

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE.Passiamo all'esame dell'articolo 8, con l'annessa tabella, elenco ed appendice, sul quale sono stati presentati ordini del giorno che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

LATRONICO, relatore. Propongo di accoglierli tutti come raccomandazione.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Concordo con il relatore.

PRESIDENTE. Senatore Pardi, insiste per la votazione dell'ordine del giorno G8.100?

PARDI (IdV). Sì, Presidente, e ne chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Pardi, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G8.100, presentato dal senatore Pardi e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE.Senatore D'Alia, insiste per la votazione degli ordini del giorno G8.101, G8.102 e G8.103, accolti dal Governo come raccomandazione?

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Sì, signor Presidente, e ne chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

Cari colleghi, avanzo questa richiesta perché le parole sono pietre e ci vorrebbe un minimo di decoro e di coerenza. Dal momento che avete bocciato gli emendamenti che aumentavano gli stanziamenti per la sicurezza, vogliamo prevedere almeno un impegno al Governo, che è disponibile - per bocca del ministro Maroni - a potenziare il comparto sicurezza, oppure dovete anche bocciare gli ordini del giorno che riguardano questo punto?

Con questa votazione, ognuno si assume la propria responsabilità su un tema estremamente delicato e serio come questo. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut, PD e IdV e del senatore Pistorio).

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G8.101.

Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G8.101, presentato dal senatore D'Alia e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G8.102.

Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, precedentemente avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G8.102, presentato dal senatore D'Alia e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G8.103.

Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, precedentemente avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G8.103, presentato dal senatore D'Alia e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE.Passiamo alla votazione dell'articolo 8.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 8, con l'annessa tabella, elenco ed appendice.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

248

Senatori votanti

247

Maggioranza

124

Favorevoli

144

Contrari

103

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

CECCANTI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CECCANTI (PD). Presidente, desidero segnalare che nella precedente votazione per errore ho votato a favore.

PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.

Passiamo all'esame dell'articolo 9, con l'annessa tabella, sul quale è stato presentato un ordine del giorno che si intende illustrato e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

LATRONICO, relatore. Signor Presidente, prima di esprimere il parere sull'ordine del giorno in esame, vorrei segnalare che sull'articolo 8 per mero errore ho votato contro. (Applausi ironici dal Gruppo PdL).

PRESIDENTE. Un errore di stanchezza.

LATRONICO, relatore. Vale l'intenzione, Presidente. Per quanto riguarda l'ordine del giorno G9.100, invito il Governo ad accoglierlo come raccomandazione.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. In via del tutto eccezionale accedo alla bontà del relatore, perché in realtà l'ordine del giorno nella parte dispositiva impegna il Governo ad adottare opportune iniziative per una «programmazione strutturata e generale e non affrontata con interventi a pioggia»: sembra un insulto e mi spingerebbe quasi ad esprimere parere contrario. Tuttavia, accolgo l'ordine del giorno G9.100 come raccomandazione.

PRESIDENTE.Senatore D'Alia, insiste per la votazione l'ordine del giorno G9.100?

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Signor Vice Ministro, le vorrei sommessamente spiegare che questo ordine del giorno origina da due fatti: il primo è l'alluvione di Messina; il secondo riguarda le dichiarazioni del Ministro dell'ambiente, che ha testualmente dichiarato che non ci sono le risorse al suo Ministero per fare un piano strutturale organico di contrasto ai fenomeni di dissesto idrogeologico e che fino a oggi gli interventi sono stati fatti a pioggia. Mi sono solo limitato a riportare le dichiarazioni del suo Ministro, per cui se la prenda con l'onorevole Prestigiacomo.

Insistiamo per la votazione dell'ordine del giorno G9.100 e chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut e PD e del senatore Russo).

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G9.100, presentato dal senatore d'Alia e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo 9.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Legnini, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 9, con l'annessa tabella.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

246

Senatori votanti

245

Maggioranza

123

Favorevoli

145

Contrari

100

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 10, con l'annessa tabella ed elenco, sul quale sono stati presentati emendamenti e ordini del giorno che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

LATRONICO, relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 10. Invito il Governo ad accogliere gli ordini del giorno G10.100, G10.101 e G10.102 come raccomandazione.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Esprimo parere conforme al relatore sugli emendamenti. Accolgo gli ordini del giorno G10.100, G10.101 e G10.102 come raccomandazione.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.Tab.10.1, presentato dalla senatrice Donaggio e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.Tab.10.2, presentato dal senatore Filippi Marco e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.Tab.10.3, presentato dal senatore Filippi Marco e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.Tab.10.4, presentato dal senatore Filippi Marco e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.Tab.10.5, presentato dal senatore Filippi Marco e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.Tab.10.6, presentato dal senatore Filippi Marco e da altri senatori.

Non è approvato.

Gli ordini del giorno sono stati accolti tutti come raccomandazione.

Chiedo ai presentatori dell'ordine del giorno G10.100 se insistono per la votazione.

FILIPPI Marco (PD). Sì, Signor Presidente, e chiediamo altresì la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Filippi Marco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G10.100, presentato dal senatore Filippi Marco e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE.Senatore De Toni, insiste per la votazione dell'ordine del giorno G10.101?

DE TONI (IdV). Sì, Presidente, insisto e chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore De Toni, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G10.101, presentato dal senatore De Toni e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Senatore De Toni, insiste per la votazione dell'ordine del giorno G10.102?

DE TONI (IdV). Sì, Presidente, e chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore De Toni, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G10.102, presentato dal senatore De Toni e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo 10.

LEGNINI (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Legnini, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 10, con l'annessa tabella ed elenco.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

242

Senatori votanti

241

Maggioranza

121

Favorevoli

141

Contrari

100

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 11, con l'annessa tabella ed elenchi, sul quale sono stati presentati un emendamento e ordini del giorno che invito i presentatori ad illustrare.

SCANU (PD). Signor Presidente, illustro l'emendamento 11.Tab.11.1 e i cinque ordini del giorno che il nostro Gruppo ha presentato.

Le ragioni di fondo che hanno informato queste nostre iniziative risiedono nel fatto che il Governo, oltre ad aver scelto di trascurare vergognosamente l'ambito della sicurezza, ha assunto analoga decisione per quanto riguarda l'ambito della difesa, delle Forze armate, tant'è che noi sia nell'emendamento sia negli ordini del giorno chiediamo che venga disposto uno spostamento di risorse a favore dell'addestramento, della manutenzione dei mezzi e della sicurezza del personale. Abbiamo allargato il discorso alla dotazione degli organici, tenuto conto del fatto che circa 4.000 militari precari quasi con certezza dovranno abbandonare il loro lavoro dopo sei-sette anni di attività, e abbiamo inoltre chiesto la realizzazione dei piani industriali.

Signor Presidente, spero di riuscire ad attirare l'attenzione dei colleghi ricordando all'Assemblea quanto è già stato detto ieri dal senatore Pegorer, cioè che il Governo ha ritenuto ‑ debbo supporre questo ‑ di non dover inserire nel disegno di legge finanziaria il capitolo di spesa relativo alle missioni internazionali. Non è stato stanziato un solo euro! Questo significa che la politica estera e di difesa del Governo, allo stato attuale, è destinata a durare soltanto fino al 31 dicembre.

Similmente a quanto abbiamo fatto tramite la nostra Capogruppo per il settore della sicurezza, chiediamo che anche per quello della difesa si presti almeno l'attenzione per un minimo vitale. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore De Toni).

PRESIDENTE. I restanti ordini del giorno si intendono illustrati.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunciarsi sull'emendamento e sugli ordini del giorno in esame.

LATRONICO, relatore. Esprimo parere contrario sull'emendamento ed invito il Governo ad accogliere gli ordini del giorno come raccomandazione.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Esprimo parere conforme a quello del relatore sull'unico emendamento, mentre accolgo gli ordini del giorno come raccomandazione.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.Tab.11.1.

SCANU (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCANU (PD). Signor Presidente, dichiaro il mio voto favorevole sull'emendamento in esame e chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

Per tutti gli ordini del giorno del Partito Democratico che il Governo intende accogliere solo come raccomandazione insisto per la votazione e chiedo sin d'ora la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore De Toni).

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Scanu, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 11.Tab.11.1, presentato dal senatore Scanu e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G11.101.

Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata precedentemente dal senatore Scanu, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G11.101, presentato dal senatore Pegorer e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G11.102.

Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata precedentemente dal senatore Scanu, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G11.102, presentato dal senatore Del Vecchio e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G11.103.

Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata precedentemente dal senatore Scanu, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G11.103, presentato dalla senatrice Negri e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. I presentatori dell'ordine del giorno G11.104, accolto come raccomandazione, insistono per la votazione?

GIAMBRONE (IdV). Sì, signor Presidente, e chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G11.104, presentato dal senatore Caforio e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G11.105.

Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata precedentemente dal senatore Scanu, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G11.105, presentato dalla senatrice Pinotti e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G11.100.

Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata precedentemente dal senatore Scanu, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G11.100, presentato dal senatore Scanu e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo 11.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 11, con l'annessa tabella ed elenchi.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

240

Senatori votanti

238

Maggioranza

120

Favorevoli

138

Contrari

100

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 12, con l'annessa tabella, sul quale sono stati presentati ordini del giorno che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

LATRONICO, relatore. Invito il Governo ad accogliere come raccomandazione tutti gli ordini del giorno presentati.

VEGAS, vice ministro dell'economia e delle finanze. Concordo e accolgo gli ordini del giorno presentati all'articolo 12 come raccomandazione.

PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori se insistono per la votazione dell'ordine del giorno G12.100.

MONGIELLO (PD). Sì, signor Presidente, e insistiamo anche per la votazione degli ordini del giorno G12.101, G12.102, G12.105, G12.103 e G12.104, tutti inerenti il settore agro-alimentare, perché non convincono le raccomandazioni rivolte al Governo e alla maggioranza rispetto ad un settore che non vede in questa finanziaria alcuna misura specifica.

Abbiamo denunciato queste cose da tempo, in tutti i decreti anticrisi; lo facciamo anche nel corso dell'esame del disegno di legge finanziaria. Tra l'altro, si tratta di impegni che voi stessi avete assunto di fronte agli operatori agricoli che stanno manifestando in tutte le piazze italiane: siete voi che avete promesso il rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale; siete voi che avete promesso il Fondo irriguo; siete voi che avete promesso il rifinanziamento delle agevolazioni; siete voi che avete promesso misure specifiche per questo settore.

Solo una settimana fa la Francia ha concesso un miliardo di euro di finanziamenti per il settore agricolo. Ciò significa che in Europa adesso la nostra agricoltura è povera, ma sarà ancora più povera e meno competitiva nel futuro.

Per tutti gli ordini del giorno che ho richiamato, chiediamo la votazione nominale, mediante procedimento elettronico. (Applausi dai Gruppi PD, IdV e UDC-SVP-Aut).

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Mongiello, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G12.100, presentato dalla senatrice Mongiello e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G12.101.

Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, precedentemente avanzata dalla senatrice Mongiello, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G12.101, presentato dalla senatrice Antezza e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G12.102.

Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, precedentemente avanzata dalla senatrice Mongiello, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G12.102, presentato dal senatore Bertuzzi e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G12.105.

Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, precedentemente avanzata dalla senatrice Mongiello, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G12.105, presentato dalla senatrice Mongiello e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G12.103.

Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, precedentemente avanzata dalla senatrice Mongiello, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G12.103, presentato dal senatore Andria e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G12.104.

Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, precedentemente avanzata dalla senatrice Mongiello, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G12.104, presentato dal senatore Pertoldi e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE. L'ordine del giorno G12.106 è stato accolto come raccomandazione. Senatore D'Alia, insiste per la votazione?

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Insisto, signor Presidente, e chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G12.106, presentato dal senatore D'Alia e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE.Passiamo alla votazione dell'articolo 12.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 12, con l'annessa tabella.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

237

Senatori votanti

236

Maggioranza

119

Favorevoli

136

Contrari

100

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE.Passiamo alla votazione dell'articolo 13.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 13, con l'annessa tabella.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

239

Senatori votanti

238

Maggioranza

120

Favorevoli

140

Contrari

98

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1791

PRESIDENTE.Passiamo all'esame degli articoli successivi.

Metto ai voti l'articolo 14.

È approvato.

Metto ai voti l'articolo 15, con il quadro riassuntivo e le tabelle allegate.

È approvato.

Metto ai voti l'articolo 16, con l'annessa tabella A ed allegato.

È approvato.

Metto ai voti l'articolo 17, con le allegate tabelle e gli allegati 1 e 2.

È approvato.

L'esame degli articoli, degli emendamenti e degli ordini del giorno del disegno di legge di approvazione del bilancio di previsione dello Stato è così concluso.

Ricordo che la votazione finale del disegno di legge di bilancio sarà effettuata solo dopo la votazione finale del disegno di legge finanziaria.

Sulla libertà di manifestazione del pensiero in Iran

PERDUCA (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PERDUCA (PD). Signor Presidente, vorrei intervenire su una questione importante. Il senatore Gasparri, che ringrazio per questo, ha fatto circolare un'interrogazione relativa allo studente iraniano Mahmud Vahidnia, che spero tutti abbiamo sottoscritto. Se possibile, bisognerebbe chiedere al Governo se intende mantenere aperta la propria ambasciata a Teheran, come ha fatto durante le manifestazioni degli studenti, affinché, visto e considerato che - ahinoi - le manifestazioni represse con la violenza proseguono, si possa continuare a dare in qualche modo aiuto a chi manifesta senza l'uso della violenza a Teheran ed eventualmente concedere dei visti urgentemente per farli venire in Italia.

Per lo svolgimento di interrogazioni

CASSON (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CASSON (PD). Signor Presidente, volevo solo ricordare che domani si svolgerà la Conferenza nazionale sull'amianto e che noi abbiamo presentato, a tutela dei lavoratori ex esposti ad amianto, tutta una serie di interrogazioni, sollecitate più volte, cui il Governo non si è degnato di rispondere, neanche in Commissione. Quindi, per rispetto nei confronti degli ex lavoratori esposti a sostanze cancerogene e a fibre killer, sollecitiamo la risposta a tali interrogazioni, ricordando che domani si svolgerà questa Conferenza nazionale e che nei prossimi giorni a Torino riprenderà il processo alla Eternit per le vittime da amianto.

Sui lavori del Senato

PRESIDENTE. Come comunicato nella seduta antimeridiana, essendosi conclusa la votazione degli emendamenti al disegno di legge di bilancio, la seduta antimeridiana di domani non avrà luogo.

Interrogazioni, annunzio

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza interrogazioni, pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ordine del giorno
per la seduta di martedì 10 novembre 2009

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 10 novembre, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

La seduta è tolta (ore 20,30).

Allegato A

DISEGNO DI LEGGE (*)

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010 - 2012 (1791)

________________

(*) Per l'allegato e le tabelle relative ai singoli stati di previsione nel testo presentato dal Governo si rinvia allo stampato Atto Senato n. 1791.

ARTICOLO 1 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 1.

Approvato

(Stato di previsione dell'entrata e disposizioni relative)

    1. L'ammontare delle entrate previste per l'anno finanziario 2010, relative a imposte, tasse, contributi di ogni specie e ogni altro provento, accertate, riscosse e versate nelle casse dello Stato, in virtù di leggi, decreti, regolamenti e di ogni altro titolo, risulta dall'annesso stato di previsione dell'entrata (Tabella n. 1).

ARTICOLO 2 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE (*)

Art. 2.

Approvato

(Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze e disposizioni relative)

    1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2010, in conformità all'annesso stato di previsione (Tabella n. 2).

    2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a ripartire, con propri decreti, fra gli stati di previsione delle varie amministrazioni statali i fondi da ripartire iscritti nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2010, nell'ambito della missione «fondi da ripartire», programma «fondi da assegnare», nonché nell'ambito della missione «diritti sociali, politiche sociali e famiglia», programma «protezione sociale per particolari categorie». Il Ministro dell'economia e delle finanze è, altresì, autorizzato ad apportare, con propri decreti, ai bilanci delle aziende autonome le variazioni connesse con le ripartizioni di cui al presente comma.

    3. L'importo massimo di emissione di titoli pubblici, in Italia e all'estero, al netto di quelli da rimborsare e di quelli per regolazioni debitorie, è stabilito in 69.000 milioni di euro.

    4. I limiti di cui all'articolo 6, comma 9, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, concernente gli impegni assumibili dalla SACE Spa - Servizi assicurativi del commercio estero, sono fissati per l'anno finanziario 2010, rispettivamente, in 14.000 milioni di euro per le garanzie di durata sino a ventiquattro mesi e in 8.000 milioni di euro per le garanzie di durata superiore a ventiquattro mesi.

    5. La SACE Spa è altresì autorizzata, per l'anno finanziario 2010, a rilasciare garanzie e coperture assicurative relativamente alle attività di cui all'articolo 11-quinquies, comma 4, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, entro una quota massima del 30 per cento di ciascuno dei limiti indicati al comma 4 del presente articolo.

    6. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, al trasferimento ad altre unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2010 delle somme iscritte, per competenza e cassa, nell'unità previsionale di base «oneri del debito pubblico» del programma «oneri per il servizio del debito statale», nell'ambito della missione «debito pubblico» del medesimo stato di previsione, in relazione agli oneri connessi alle operazioni di ricorso al mercato.

    7. Gli importi dei fondi previsti dagli articoli 7, 8, 9 e 9-bis della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, inseriti nelle unità previsionali di base «oneri comuni di parte corrente» e «oneri comuni di conto capitale» del programma «fondi di riserva e speciali», nell'ambito della missione «fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, sono stabiliti, rispettivamente, in 1.000 milioni di euro, 1.200 milioni di euro, 1.500 milioni di euro, 816.732.983 euro e 15.000 milioni di euro.

    8. Per gli effetti di cui all'articolo 7 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, sono considerate spese obbligatorie e d'ordine quelle descritte nell'elenco n. 1, annesso allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze.

    9. Con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare in applicazione del disposto dell'articolo 12, commi primo e secondo, della legge 5 agosto 1978, n. 468, sono iscritte, nell'ambito delle pertinenti unità previsionali di base delle amministrazioni interessate, le spese descritte, rispettivamente, negli elenchi nn. 2 e 3, annessi allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze.

    10. Le spese per le quali può esercitarsi la facoltà prevista dall'articolo 9 della legge 5 agosto 1978, n. 468, sono indicate nell'elenco n. 4, annesso allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze.

    11. Gli importi di compensazione monetaria riscossi negli scambi fra gli Stati membri dell'Unione europea sono versati nell'ambito dell'unità previsionale di base «accisa e imposta erariale su altri prodotti» (entrate derivanti dall'attività di accertamento e controllo) dello stato di previsione dell'entrata. Corrispondentemente la spesa per contributi da corrispondere all'Unione europea in applicazione del regime delle «risorse proprie» (decisione 2000/597/CE/Euratom del Consiglio, del 29 settembre 2000, e decisione 2007/436/CE/Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007) nonché per importi di compensazione monetaria è imputata nell'unità previsionale di base «interventi» del programma «partecipazione italiana alle politiche di bilancio in ambito UE», nell'ambito della missione «l'Italia in Europa e nel mondo» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2010, sul conto di tesoreria denominato: «Ministero del tesoro - FEOGA, Sezione garanzia».

    12. Gli importi di compensazione monetaria accertati nei mesi di novembre e dicembre 2009 sono riferiti alla competenza dell'anno 2010 ai fini della correlativa spesa da imputare nell'ambito dell'unità previsionale di base, di cui al comma 11, dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze.

    13. Le somme iscritte nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2010, nelle pertinenti unità previsionali di base relative ai seguenti fondi da ripartire, non utilizzate al termine dell'esercizio, sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo: Fondo da ripartire per l'attuazione dei contratti e Fondo da ripartire per fronteggiare le spese derivanti dalle eventuali assunzioni di personale a tempo indeterminato per le Amministrazioni dello Stato da autorizzare in deroga al divieto di assunzione; Fondo occorrente per l'attuazione dell'ordinamento regionale delle regioni a statuto speciale; Fondo da ripartire per il funzionamento del Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a ripartire tra le pertinenti unità previsionali di base delle amministrazioni interessate, con propri decreti, le somme conservate nel conto dei residui dei predetti Fondi.

    14. Ai fini dell'attuazione dell'articolo 48 della legge 20 maggio 1985, n. 222, l'utilizzazione dello stanziamento concernente l'8 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche di pertinenza dello Stato, di cui all'unità previsionale di base «interventi» del programma «fondi da assegnare», nell'ambito della missione «fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2010, è stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare entro trenta giorni dalla richiesta di parere alle competenti Commissioni parlamentari. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

    15. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione all'unità previsionale di base «rimborso del debito pubblico» del programma «rimborsi del debito statale», nell'ambito della missione «debito pubblico» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2010, delle somme affluite all'entrata del bilancio dello Stato per essere destinate ad alimentare il fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato.

    16. Ai fini della compensazione sui fondi erogati per la mobilità sanitaria in attuazione dell'articolo 12, comma 3, lettera b), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione all'unità previsionale di base «interventi» del programma «concorso dello Stato al finanziamento della spesa sanitaria», nell'ambito della missione «relazioni finanziarie con le autonomie territoriali» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2010, delle somme versate all'entrata del bilancio dello Stato dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano.

    17. Le somme dovute dagli istituti di credito ai sensi dell'articolo 5 della legge 7 marzo 2001, n. 62, sono versate nell'ambito della unità previsionale di base «restituzione, rimborsi, recuperi e concorsi vari» (altre entrate) dello stato di previsione dell'entrata (cap. 3689), per essere correlativamente iscritte, in termini di competenza e cassa, con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, nell'unità previsionale di base «oneri comuni di parte corrente» del programma «sostegno all'editoria», nell'ambito della missione «comunicazioni» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze.

    18. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione nell'unità previsionale di base «oneri comuni di parte corrente» del programma «promozione dei diritti e delle pari opportunità», nell'ambito della missione «diritti sociali, politiche sociali e famiglia» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2010, delle somme affluite all'entrata del bilancio dello Stato per contributi destinati dall'Unione europea alle attività poste in essere dalla Commissione nazionale per le pari opportunità tra uomo e donna in accordo con l'Unione europea.

    19. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, al trasferimento delle somme occorrenti per l'effettuazione delle elezioni politiche, amministrative e del Parlamento europeo e per l'attuazione dei referendum dall'unità previsionale di base «oneri comuni di parte corrente» del programma «fondi da assegnare», nell'ambito della missione «fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2010, alle competenti unità previsionali di base degli stati di previsione del medesimo Ministero dell'economia e delle finanze e dei Ministeri della giustizia, degli affari esteri e dell'interno per lo stesso anno finanziario, per l'effettuazione di spese relative a competenze spettanti ai componenti i seggi elettorali, a nomine e notifiche dei presidenti di seggio, a compensi per lavoro straordinario, a compensi agli estranei all'amministrazione, a missioni, a premi, a indennità e competenze varie spettanti alle Forze di polizia, a trasferte e trasporto delle Forze di polizia, a rimborsi per facilitazioni di viaggio agli elettori, a spese di ufficio, a spese telegrafiche e telefoniche, a fornitura di carta e stampa di schede, a manutenzione e acquisto di materiale elettorale, a servizio automobilistico e ad altre esigenze derivanti dall'effettuazione delle predette consultazioni elettorali.

    20. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, a trasferire, per l'anno 2010, alle unità previsionali di base del titolo III (Rimborso di passività finanziarie) degli stati di previsione delle amministrazioni interessate le somme iscritte, per competenza e cassa, nell'ambito dell'unità previsionale di base «rimborso del debito pubblico» del programma «rimborsi del debito statale», nell'ambito della missione «debito pubblico» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, in relazione agli oneri connessi alle operazioni di rimborso anticipato o di rinegoziazione dei mutui con onere a totale o parziale carico dello Stato.

    21. Nell'elenco n. 7, annesso allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, sono indicate le spese per le quali possono effettuarsi, per l'anno finanziario 2010, prelevamenti dal fondo a disposizione, di cui all'articolo 9, comma 4, della legge 1º dicembre 1986, n. 831, iscritto nelle unità previsionali di base «funzionamento» del programma «prevenzione e repressione delle frodi e delle violazioni agli obblighi fiscali», nell'ambito della missione «politiche economico-finanziarie e di bilancio», nonché del programma «concorso della Guardia di Finanza alla sicurezza pubblica», nell'ambito della missione «ordine pubblico e sicurezza», del medesimo stato di previsione.

    22. Il numero massimo degli ufficiali ausiliari del Corpo della guardia di finanza di cui alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 21 del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, da mantenere in servizio nell'anno 2010, ai sensi del comma 3 del medesimo articolo 21, è stabilito in 70 unità.

    23. Per l'anno 2010, l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato è autorizzata ad accertare e riscuotere le entrate nonché a impegnare e a pagare le spese in conformità agli stati di previsione annessi a quello del Ministero dell'economia e delle finanze (Appendice n. 1).

    24. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad effettuare, con propri decreti, variazioni compensative, in termini di competenza e cassa, tra lo stanziamento di bilancio relativo al «Fondo sanitario nazionale» (cap. 2700) e quello relativo alle «Somme da erogare alle regioni a statuto ordinario a titolo di compartecipazione dell'IVA» (cap. 2862) dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, in relazione alle deliberazioni annuali del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) ai sensi dell'articolo 39, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.

    25. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, le variazioni compensative di bilancio occorrenti per trasferire, alla pertinente unità previsionale di base dello stato di previsione del predetto Ministero, i fondi per il funzionamento delle Commissioni che gestiscono il Fondo integrativo speciale per la ricerca (FISR), istituito in attuazione del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204.

    26. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad assegnare alle pertinenti unità previsionali di base, anche di nuova istituzione, le somme iscritte nell'ambito dell'unità previsionale di base «interventi» del programma «incentivi alle imprese», nell'ambito della missione «competitività e sviluppo delle imprese» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, ai fini dell'utilizzazione dei fondi relativi al rimborso degli oneri di servizio pubblico sostenuti dalle imprese pubbliche, rispettivamente disciplinati dai contratti di servizio e di programma stipulati con le amministrazioni pubbliche nonché per agevolazioni concesse in applicazione di specifiche disposizioni legislative.

    27. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alle variazioni di bilancio, anche mediante riassegnazione di fondi, occorrenti in relazione alla trasformazione della Cassa depositi e prestiti in società per azioni, prevista dall'articolo 5 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni.

    28. Le somme iscritte nel programma «Presidenza del Consiglio dei Ministri» nell'ambito della missione «organi costituzionali, a rilevanza costituzionale e Presidenza del Consiglio dei ministri» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2010, destinate alla costituzione di unità tecniche di supporto alla programmazione, alla valutazione e al monitoraggio degli investimenti pubblici, possono essere versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate negli stati di previsione delle amministrazioni interessate, in applicazione dell'articolo 1, comma 7, della legge 17 maggio 1999, n. 144.

    29. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, in termini di residui, competenza e cassa, le variazioni compensative di bilancio occorrenti per l'attuazione dell'articolo 127 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni.

________________

(*) Per le modifiche alla Tabella n. 2 si vedano le pagine 229 e 230 dello stampato nn. 1790 e 1791-A.

EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO

2.Tab.2.1

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 7, stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, missione Istruzione universitaria, programma Diritto allo studio nell'istruzione universitaria, u.p.b. 2.1.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  10.000.000;

            CS:    +  10.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Regolazione giurisdizione e coordinamento del sistema della fiscalità, u.p.b. 1.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

2.Tab.2.2

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 7, stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, missione Istruzione scolastica, programma Istruzione secondaria di secondo grado, u.p.b. 1.5.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  15.000.000;

            CS:    +  15.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie di bilancio, programma Regolazione giurisdizione e coordinamento del sistema della fiscalità, u.p.b. 1.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  5.000.000;

            CS:    -  5.000.000.

        Conseguentemente alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Programmazione economico-finanziarie e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

2.Tab.2.3

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Regolazione giurisdizione e coordinamento del sistema della fiscalità, u.p.b. 1.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  4.000.000;

            CS:    -  4.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, missione Infrastrutture pubbliche e logistica, programma Edilizia statale e interventi speciali, u.p.b. 1.7.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  4.000.000;

            CS:    +  4.000.000.

2.Tab.2.7

LI GOTTI, BUGNANO, PARDI, MASCITELLI, LANNUTTI, BELISARIO, GIAMBRONE, CARLINO, ASTORE, CAFORIO, DE TONI, DI NARDO, PEDICA, RUSSO

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio,programma Programmazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  60.000.000;

            CS:    -  60.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 7, stato di previsione del Ministero della giustizia,missione Giustizia, programma Giustizia civile e penale, u.p.b. 1.2.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  60.000.000;

            CS:    +  60.000.000.

2.Tab.2.8

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 8, stato di previsione del Ministero dell'interno, missione Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti,programma Garanzia dei diritti e interventi per lo sviluppo della coesione sociale, u.p.b. 5.1.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  120.000.000;

            CS:    +  120.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  40.000.000;

            CS:    -  40.000.000.

        Conseguentemente, alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione: Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma: Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  40.000.000;

            CS:    -  40.000.000.

        Conseguentemente alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Programmazione economico-finanziarie e politiche dibilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  40.000.000;

            CS:    -  40.000.000.

2.Tab.2.9

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Programmazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  35.000.000;

            CS:    -  35.000.000.

        Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi assistenza legale ed approvvigionamento per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  35.000.000;

            CS:    -  35.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5 stato di previsione del Ministero della giustizia, missione Giustizia, programma Amministrazione penitenziaria, u.p.b. 1.1.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  70.000.000;

            CS:    +  70.000.000.

2.Tab.2.10

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Programmazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  33.000.000;

            CS:    -  33.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 12, stato di previsione del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, missione Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca, u.p.b. 1.5.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  33.000.000;

            CS:    +  33.000.000.

2.Tab.2.11

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programmaProgrammazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  30.000.000;

            CS:    -  30.000.000.

        Conseguentemente alla tabella 4, stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010, missione Politiche per il lavoro, programma Servizi per lo sviluppo del mercato del lavoro, u.p.b.1.2.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  30.000.000;

            CS:    +  30.000.000.

2.Tab.2.12

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Programmazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  30.000.000;

            CS:    -  30.000.000.

        Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi assistenza legale ed approvvigionamento per le Amministrazioni pubbliche, alla voce u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  30.000.000;

            CS:    -  30.000.000.

        Conseguentemente alla tabella 4, stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010, missione Tutela della salute, programma Programmazione sanitaria e livelli essenziali d'assistenza, u.p.b. 3.1.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  60.000.000;

            CS:    +  60.000.000.

2.Tab.2.13

D'ALIA

Respinto

        Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Programmazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  15.000.000;

            CS:    -  15.000.000.

        Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi assistenza legale ed approvvigionamento per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  15.000.000;

            CS:    -  15.000.000.

        Conseguentemente alla tabella 4, stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010, missione Politiche per il lavoro, programma Reinserimento lavorativo e sostegno all'occupazione e al reddito, u.p.b. 1.3.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  30.000.000;

            CS:    +  30.000.000.

2.Tab.2.14

GIAI

Respinto

Alla tabella 6, stato di previsione del Ministero degli affari esteri, missione L'Italia in Europa e nel mondo, programma Italiani nel mondo e politiche migratorie e sociali, u.p.b. 1.6.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  10.000.000;

            CS:    +  10.000.000.

        Conseguentemente alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Programmazione economico-finanziaria e politiche di bilancio. u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

2.Tab.2.15

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programmaProgrammazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi assistenza legale ed approvvigionamento per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Conseguentemente alla tabella 4, stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010, missione Ricerca e innovazione, programma Ricerca per il settore della sanità pubblica e zooprofiliattico, u.p.b. 6.2.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  20.000.000;

            CS:    +  20.000.000.

2.Tab.2.16

LI GOTTI, DE TONI, PARDI, MASCITELLI, LANNUTTI, BELISARIO, GIAMBRONE, CARLINO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, DI NARDO, PEDICA, RUSSO

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programmaProgrammazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1. - Funzionamento,apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 7, stato di previsione del Ministero della giustizia, missione Giustizia, programma Edilizia giudiziaria, penitenziaria e minorile, u.p.b. 1.4.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  10.000.000;

            CS:    +  10.000.000.

2.Tab.2.17

LI GOTTI, BUGNANO, PARDI, MASCITELLI, LANNUTTI, BELISARIO, GIAMBRONE, CARLINO, ASTORE, CAFORIO, DE TONI, DI NARDO, PEDICA, RUSSO

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programmaProgrammazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 7, stato di previsione del Ministero della giustizia,missione Giustizia, programma Giustizia civile e penale, u.p.b. 1.2.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  10.000.000;

            CS:    +  10.000.000.

2.Tab.2.18

DI NARDO, RUSSO, MASCITELLI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Programmazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 12, stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, missione: Soccorso civile, programma Interventi per soccorsi, u.p.b. 4.1.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  10.000.000;

            CS:    +  10.000.000.

2.Tab.2.19

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programmaProgrammazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi assistenza legale ed approvvigionamento per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5, stato di previsione del Ministero della giustizia, missione Giustizia, programma Edilizia giudiziaria, penitenziaria e minorile, u.p.b. 1.4.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +    20.000.000;

            CS:    +  20.000.000.

2.Tab.2.20

GIAMBRONE, RUSSO, MASCITELLI, PARDI, LANNUTTI, BELISARIO, CARLINO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, DE TONI, DI NARDO, LI GOTTI, PEDICA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programmaProgrammazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  8.000.000;

            CS:    -  8.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 13, stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali, missione tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali e paesaggistici, programma Sostegno e vigilanza ad attività culturali, u.p.b. 1.1.2, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  8.000.000;

            CS:    +  8.000.000.

2.Tab.2.21

LI GOTTI, DE TONI, PARDI, MASCITELLI, CARLINO, LANNUTTI, BELISARIO, GIAMBRONE, BUGNANO, ASTORE, CAFORIO, DI NARDO, RUSSO, PEDICA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Programmazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    - 6.000.000;

            CS:    -  6.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 7, stato di previsione del Ministero della giustizia, missione Giustizia, programma Giustizia Minorile, u.p.b. 1.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  6.000.000;

            CS:    +  6.000.000.

2.Tab.2.22

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Programmazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  5.000.000;

            CS:    -  5.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5 stato di previsione del Ministero della giustizia, missione Giustizia, programma Giustizia minorile, u.p.b. 1.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  5.000.000;

            CS:    +  5.000.000.

2.Tab.2.23

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Programmazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  5.000.000;

            CS:    -  5.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 13, stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali, missione tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali e paesaggistici, programma sostegno e vigilanza ad attività culturali, alla u.p.b. 1.1.2., apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  5.000.000;

            CS:    +  5.000.000.

2.Tab.2.24

GIAI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio,programma Programmazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  3.500.000;

            CS:    -  3.500.000.

        Conseguentemente alla tabella 6, stato di previsione del Ministero degli affari esteri, missione L'Italia in Europa e nel mondo, programma Italiani nel mondo e politiche migratorie e sociali, u.p.b. 1.6.2. - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  3.500.000;

            CS:    +  3.500.000.

2.Tab.2.25

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Programmazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  2.500.000;

            CS:    -  2.500.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5 stato di previsione del Ministero della giustizia, missione Giustizia, programma Giustizia civile e penale, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  2.500.000;

            CS:    +  2.500.000.

2.Tab.2.26

GIAI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Programmazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  2.500.000;

            CS:    -  2.500.000.

        Conseguentemente alla tabella 13, stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali, missione Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali e paesaggistici, programma Sostegno e vigilanza ad attività culturali, u.p.b. 1.1.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  2.500.000;

            CS:    +  2.500.000.

2.Tab.2.27

GIAI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Programmazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.21 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  2.000.000;

            CS:    -  2.000.000.

        Conseguentemente alla tabella 6, stato di previsione del Ministero degli affari esteri, missione L'Italia in Europa e nel mondo, programma Italiani nel mondo e politiche migratorie e sociali, u.p.b. 1.6.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  2.000.000;

            CS:    +  2.000.000.

2.Tab.2.28

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Programmazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  2.000.000;

            CS:    -  2.000.000.

Conseguentemente alla tabella 4, stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010, missione Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti, programma Flussi migratori per motivi di lavoro politiche di integrazione sociale delle persone immigrate, u.p.b. 5.1.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  2.000.000;

            CS:    +  2.000.000.

2.Tab.2.29

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Programmazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  2.000.000;

            CS:    -  2.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5, stato di previsione del Ministero della giustizia, missione Giustizia, programma Giustizia minorile, u.p.b. 1.3.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  2.000.000;

            CS:    +  2.000.000.

2.Tab.2.31

BUGNANO

Respinto

Alla tabella 7, stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, missione: Istruzione scolastica, programma Istituzioni scolastiche non statali, u.p.b. 1.9.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  1.512.596;

            CS:    +  4.547.479.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione: Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma: Programmazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  1.512.596;

            CS:    -  4.547.479.

2.Tab.2.32

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Programmazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  1.000.000;

            CS:    -  1.000.000.

        Conseguentemente alla tabella 4, stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010, missione Diritti sociali, politiche sociali e famiglia, programma Associazionismo, volontariato e formazioni sociali, u.p.b. 4.3.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

        CP:    +  1.000.000;

        CS:    +  1.000.000.

2.Tab.2.33

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Programmazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  1.000.000;

            CS:    -  1.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 6, stato di previsione del Ministero degli affari esteri, missione L'Italia in Europa e nel mondo, programma Cooperazione allo sviluppo e gestione sfide globali, u.p.b. 1.2.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  1.000.000;

            CS:    +  1.000.000.

2.Tab.2.34

GIAI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Programmazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  1.000.000;

            CS:    -  1.000.000.

        Conseguentemente alla tabella 6, stato di previsione del Ministero degli affari esteri, missione L'Italia in Europa e nel mondo, programma Informazione, promozione culturale, scientifica e dell'immagine del Paese all'estero, u.p.b. 1.7.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  1.000.000;

            CS:    +  1.000.000.

2.Tab.2.35

GIAI

Respinto

Alla tabella 6, stato di previsione del Ministero degli affari esteri, missione L'Italia in Europa e nel mondo, programma Italiani nel mondo e politiche migratorie e sociali, u.p.b. 1.6.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  1.000.000;

            CS:    +  1.000.000.

        Conseguentemente alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Programmazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  1.000.000;

            CS:    -  1.000.000.

2.Tab.2.36

GIAI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Programmazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  240.000;

            CS:    -  240.000.

        Conseguentemente alla tabella 6, stato di previsione del Ministero degli affari esteri, missione L'Italia in Europa e nel mondo, programma Italiani nel mondo e politiche migratorie e sociali, u.p.b. 1.6.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  240.000;

            CS:    +  240.000.

2.Tab.2.37

GIAI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Programmazione economico-finanziaria e politiche di bilancio, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  56.000;

            CS:    -  56.000.

        Conseguentemente alla tabella 6, stato di previsione del Ministero degli affari esteri, missione L'Italia in Europa e nel mondo, programma Italiani nel mondo e politiche migratorie e sociali u.p.b. 1.6.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  56.000;

            CS:    +  56.000.

2.Tab.2.200

BARBOLINI, AGOSTINI, BAIO, CRISAFULLI, D'UBALDO, FONTANA, LEDDI, MUSI, STRADIOTTO

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    - 10.000.000;

            CS:    - 10.000.000.

        Conseguentemente, alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Prevenzione e repressione delle frodi e delle violazioni agli obblighi fiscali, u.p.b. 1.3.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    + 10.000.000;

            CS:    + 10.000.000.

2.Tab.2.201

BARBOLINI, AGOSTINI, BAIO, CRISAFULLI, D'UBALDO, FONTANA, LEDDI, MUSI, STRADIOTTO

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    - 10.000.000;

            CS:    - 10.000.000.

        Conseguentemente, alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Politiche economico-finanziarie e di bilancio, programma Regolamentazione e vigilanza sul settore finanziario, u.p.b. 1.4.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    + 10.000.000;

            CS:    + 10.000.000.

2.Tab.2.203

BARBOLINI, AGOSTINI, BAIO, CRISAFULLI, D'UBALDO, FONTANA, LEDDI, MUSI, STRADIOTTO

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    - 5.000.000;

            CS:    - 5.000.000.

        Conseguentemente, alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Ordine pubblico e sicurezza, programma Concorso della Guardia di Finanza alla sicurezza pubblica, u.p.b. 5.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    + 5.000.000;

            CS:    + 5.000.000.

2.Tab.2.204

BARBOLINI, AGOSTINI, BAIO, CRISAFULLI, D'UBALDO, FONTANA, LEDDI, MUSI, STRADIOTTO

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    - 15.000.000;

            CS:    - 15.000.000.

        Conseguentemente, alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Ordine pubblico e sicurezza, programma Concorso della Guardia di Finanza alla sicurezza pubblica, u.p.b. 5.1.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    + 15.000.000;

            CS:    + 15.000.000.

2.Tab.2.39

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione: Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma: Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, alla u.p.b. 24.1.1, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  50.000.000;

            CS:    -  50.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione: Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma: Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  50.000.000;

            CS:    -  50.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione: Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma: Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  50.000.000;

            CS:    -  50.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione: Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma: Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 25.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  50.000.000;

            CS:    -  50.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 9, stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, missione: Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente, programma: Sviluppo sostenibile u.p.b. 1.3.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  200.000.000;

            CS:    +  200.000.000.

2.Tab.2.40

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione: Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma: Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, alla u.p.b. 24.1.1, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  50.000.000;

            CS:    -  50.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione: Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma: Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  50.000.000;

            CS:    -  50.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, missione Casa e assetto urbanistico, programma Politiche urbane e territoriali, u.p.b. 3.2.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  100.000.000;

            CS:    +  100.000.000.

2.Tab.2.41

SCANU, AMATI, DEL VECCHIO, FOLLINI, GASBARRI, NEGRI, PEGORER, PINOTTI, SERRA, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, dello stato di previsione delMinistero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma, Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  50.000.000;

            CS:    -  50.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 11, dello stato di previsione del Ministero della difesa, missione Difesa e sicurezza del territorio, programma Approntamento e impiego delle forze terrestri, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  50.000.000;

            CS:    +  50.000.000.

2.Tab.2.42

SCANU, AMATI, DEL VECCHIO, FOLLINI, GASBARRI, NEGRI, PEGORER, PINOTTI, SERRA, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, dello stato di previsione delMinistero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma, Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  50.000.000;

            CS:    -  50.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 11, dello stato di previsione del Ministero della difesa, missione Difesa e sicurezza del territorio, programma Pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti militari, u.p.b. 1.6.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  50.000.000;

            CS:    +  50.000.000.

2.Tab.2.43

PINOTTI, AMATI, DEL VECCHIO, FOLLINI, GASBARRI, NEGRI, PEGORER, SCANU, SERRA, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma, Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  49.061.315;

            CS:    -  49.061.315.

        Conseguentemente, alla tabella 11, dello stato di previsione del Ministero della difesa,missione Difesa e sicurezza del territorio, programma Approntamento e impiego delle forze navali u.p.b. 1.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  49.061.315;

            CS:    +  49.061.315.

2.Tab.2.44

BUBBICO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, SBARBATI, ROSSI PAOLO, TOMASELLI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  40.000.000;

            CS:    -  40.000.000.

        Alla medesima tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  60.000.000;

            CS:    -  60.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10 stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico missione Competitività e sviluppo delle imprese, programma Incentivazione per lo sviluppo industriale nell'ambito delle politiche di sviluppo e coesione, u.p.b 1.3.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  100.000.000;

            CS:    +  100.000.000.

2.Tab.2.45

TOMASELLI, BUBBICO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, SBARBATI, ROSSI PAOLO, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  40.000.000;

            CS:    -  40.000.000.

        Alla medesima tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  60.000.000;

            CS:    -  60.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico missione Sviluppo e riequilibrio territoriale, u.p.b. Politiche per lo sviluppo economico ed il miglioramento istituzionale delle aree sottoutilizzate, u.p.b. 2.1.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  100.000.000;

            CS:    +  100.000.000.

2.Tab.2.46

ZANDA, DELLA SETA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, al u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  40.000.000;

            CS:    -  40.000.000.

        Alla medesima tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  60.000.000;

            CS:    -  60.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10 stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare missione Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente, programma Conservazione dell'assetto idrogeologico, u.p.b. 1.1.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  100.000.000;

            CS:    +  100.000.000.

2.Tab.2.47

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione: Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma: Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  40.000.000;

            CS:    -  40.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione: Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma: Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  40.000.000;

            CS:    -  40.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 9, stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, missione: Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente, programma: Prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento u.p.b. 1.2.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  80.000.000;

            CS:    +  80.000.000.

2.Tab.2.48

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze,missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  40.000.000;

            CS:    -  40.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione: Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma: Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  40.000.000;

            CS:    -  40.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 9, stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, missione: Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente, programma: Trattamento e smaltimento rifiuti e acque, bonifiche« tutela, e gestione delle risorse idriche u.p.b. 1.7.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  80.000.000;

            CS:    +  80.000.000.

2.Tab.2.49

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  40.000.000;

            CS:    -  40.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione: Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma: Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza u.p.b. 24.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  40.000.000;

            CS:    -  40.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 9, stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, missione: Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente, programma: Trattamento e smaltimento rifiuti e acque, bonifiche tutela, e gestione delle risorse idriche u.p.b. 1.7.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  80.000.000;

            CS:    +  80.000.000.

2.Tab.2.50

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione: servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma: Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le amministrazioni pubbliche u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  40.000.000;

            CS:    -  40.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione: Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma: servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza u.p.b. 24.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  40.000.000;

            CS:    -  40.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, missione: Diritto alla mobilità, programma: Sviluppo della mobilità locale u.p.b. 2.7.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  80.000.000;

            CS:    +  80.000.000.

2.Tab.2.51

DE TONI, MASCITELLI, PARDI, LANNUTTI, BELISARIO, GIAMBRONE, CARLINO

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione: Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche,programma servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  35.000.000;

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, missione: Diritto alla mobilità, programma gestione della sicurezza e della mobilità stradale u.p.b. 2.1.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  35.000.000;

2.Tab.2.52

VIMERCATI, FILIPPI MARCO, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, ZANDA, RANUCCI, VITA, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  34.000.000;

            CS:    -  34.000.000.

        Conseguentemente alla tabella 3, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, missione Comunicazioni, programma servizi di comunicazione elettronica e di radiodiffusione up.b. 6.7.6 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  34.000.000;

            CS:    +  34.000.000.

2.Tab.2.53

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 7, stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, missione: Istruzione scolastica, programma: programmazione e coordinamento dell'istruzione scolastica, u.p.b. 1.1.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  34.000.000;

            CS:    +  34.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione: servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma: servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  34.000.000;

            CS:    -  34.000.000.

2.Tab.2.54

CASSON, DELLA MONICA, CAROFIGLIO, GALPERTI, D'AMBROSIO, MARITATI, LATORRE, CHIURAZZI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma, Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  32.803.031;

            CS:    -  32.803.031.

        Conseguentemente, alla tabella 5, stato di previsione del Ministero della giustizia,missione Giustizia, programma Giustizia civile e penale, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  32.803.031;

            CS:    +  32.803.031.

2.Tab.2.55

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 8, stato di previsione del Ministero dell'interno, missione Ordine pubblico e sicurezza, programma Contrasto al crimine, tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, u.p.b. 3.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  150.000.000;

            CS:    +  150.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  30.000.000;

            CS:    -  30.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  50.000.000;

            CS:    -  50.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  40.000.000;

            CS:    -  40.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Fondi da ripartire, programma Fondi da assegnare, u.p.b. 25.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti:

            CP:    -  30.000.000;

            CS:    -  30.000.000.

2.Tab.2.56

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 8, stato di previsione del Ministero dell'interno, missione Ordine pubblico e sicurezza, programma Pianificazione e coordinamento Forze di Polizia, u.p.b. 3.3.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  150.000.000;

            CS:    +  150.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  30.000.000;

            CS:    -  30.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  50.000.000;

            CS:    -  50.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  40.000.000;

            CS:    -  40.000.000

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Fondi da ripartire, programma Fondi da assegnare, u.p.b. 25.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti:

            CP:    -  30.000.000;

            CS:    -  30.000.000.

2.Tab.2.57

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 9, stato di previsione del Ministero dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare, missione Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente, programma Conservazione dell'assetto idrogeologico, u.p.b. 1.1.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  150.000.000;

            CS:    +  150.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  30.000.000;

            CS:    -  30.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formati vi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  50.000.000;

            CS:  - 50.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  40.000.000;

            CS:    -  40.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Fondi da ripartire, programma Fondi da assegnare, u.p.b. 25.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  30.000.000;

            CS:    -  30.000.000.

2.Tab.2.58

FILIPPI MARCO, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, VIMERCATI, ZANDA, RANUCCI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  30.000.000;

            CS:    -  30.000.000.

        Alla medesima tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  30.000.000;

            CS:    -  30.000.000.

        Alla medesima tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  40.000.000;

            CS:    -  40.000.000.

        Conseguentemente alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, missione: Casa e assetto urbanistico, programma: Politiche abitative, u.p.b. 3.1.6: Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  100.000.000;

            CS:    +  100.000.000.

2.Tab.2.59

FIORONI, BUBBICO, ARMATO, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, SBARBATI, ROSSI PAOLO, TOMASELLI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, al u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  30.000.000;

            CS:    -  30.000.000.

        Alla medesima tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza programma u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  50.000.000;

            CS:    -  50.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10 stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico missione Competitività e sviluppo delle imprese, programma Regolamentazione, incentivazione dei settori imprenditoriale, produttivo e della proprietà industriale e riassetti industriali di settore e di area e sperimentazione tecnologica, u.p.b. 1.1.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  80.000.000;

            CS:    +  80.000.000.

2.Tab.2.60

FILIPPI MARCO, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, VIMERCATI, ZANDA, RANUCCI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, al u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  30.000.000;

            CS:    -  30.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  50.000.000;

            CS:    -  50.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, apportare le seguenti variazioni: missione: Infrastrutture pubbliche e logistica, programma: infrastrutture portuali ed aeroportuali, u.p.b. 1.3.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  80.000.000;

            CS:    +  80.000.000.

2.Tab.2.61

FILIPPI MARCO, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, VIMERCATI, ZANDA, RANUCCI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  30.000.000;

            CS:    -  30.000.000.

        Alla medesima tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  40.000.000;

            CS:    -  40.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, apportare le seguenti variazioni: missione: Diritto alla mobilità, programma: Sviluppo della sicurezza del trasporto ferroviario, u.p.b. 2.5.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  70.000.000;

            CS:    +  70.000.000.

2.Tab.2.62

DONAGGIO, FILIPPI MARCO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, VIMERCATI, ZANDA, RANUCCI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  30.000.000;

            CS:    -  30.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  40.000.000;

            CS:    -  40.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, apportare le seguenti variazioni: missione 2: Diritto alla mobilità, programma 7: Sviluppo della mobilità locale, u.p.b. 2.7.6 - Investimenti:

            CP:    +  70.000.000;

            CS:    +  70.000.000.

2.Tab.2.63

BUBBICO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, SBARBATI, ROSSI PAOLO, TOMASELLI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  30.000.000;

            CS:    -  30.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  20.000.000;

            CS:    -  20.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10 stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico missione Ricerca e innovazione, programma Ricerca e innovazione per la competitività nell'ambito dello sviluppo e coesione, u.p.b. 7.2.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  50.000.000;

            CS:    +  50.000.000.

2.Tab.2.64

RUSCONI, GARAVAGLIA MARIAPIA, SERAFINI ANNA MARIA, CERUTI, FRANCO VITTORIA, MARCUCCI, VITA, SOLIANI, BASTICO, BLAZINA, MERCATALI, LEGNINI, ADAMO

Respinto

Alla tabella 7, stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, missione Istruzione scolastica, programma Programmazione e coordinamento dell'istruzione scolastica, u.p.b. 1.1.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  30.000.000;

            CS:    +  30.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  30.000.000;

            CS:    -  30.000.000.

2.Tab.2.65

BIANCO, INCOSTANTE, DE SENA

Respinto

Alla tabella 2, dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma, Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  30.000.000;

            CS:    -  30.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5, dello stato di previsione del Ministero dell'interno, missione Ordine pubblico e sicurezza, programma Contrasto al crimine, tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, u.p.b. 3.1.1 - Funzionamento,apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  30.000.000;

            CS:    +  30.000.000.

2.Tab.2.66

FILIPPI MARCO, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, VIMERCATI, ZANDA, RANUCCI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  30.000.000;

            CS:    -  30.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti missione infrastrutture pubbliche e logistica, programma Infrastrutture portuali ed aeroportuali, u.p.b. 1.3.2 - Investimenti,apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  30.000.000;

            CS:    +  30.000.000.

2.Tab.2.67

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 7, stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, missione Istruzione scolastica, programma Istituzioni scolastiche non statali, u.p.b. 1.9.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  130.000.000;

            CS:    +  130.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  25.000.000;

            CS:    -  25.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.3 - Oneri comuni di parte corrente,apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  40.000.000;

            CS:    -  40.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  40.000.000;

            CS:    -  40.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione «Fondi da ripartire», programma «Fondi da assegnare», u.p.b. 25.1.3 Oneri comuni di parte corrente,apportare le seguenti vanazioni:

            CP:    -  25.000.000

            CS:    -  25.000.000.

2.Tab.2.68

ARMATO, BUBBICO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, SBARBATI, ROSSI PAOLO, TOMASELLI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  25.000.000;

            CS:    -  25.000.000.

        Alla medesima tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  45.000.000;

            CS:    -  45.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico missione Sviluppo e riequilibrio territoriale, programma politiche per lo sviluppo economico ed il miglioramento istituzionale delle aree sottoutilizzate, u.p.b 2.1.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  70.000.000;

            CS:    +  70.000.000.

2.Tab.2.69

RUSSO, BELISARIO, GIAMBRONE, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, PEDICA, MASCITELLI, PARDI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  20.000.000;

            CS:    -  20.000.000.

        Alla medesima tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  30.000.000;

            CS:    -  30.000.000.

        Alla tabella 8, stato di previsione del Ministero dell'interno, missione Fondi da ripartire, programma Fondi da assegnare, u.p.b. 7.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  30.000.000;

            CS:    -  30.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 9, stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente, programma Conservazione dell'assetto idrogeologico, alla u.p.b. 1.1.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  80.000.000;

            CS:    +  80.000.000.

2.Tab.2.70

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 7, stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, missione, istruzione scolastica, programma: istruzione primaria, u.p.b. 1.3.1 - Funzionamento,apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  45.000.000;

            CS:    +  45.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione: Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma: Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, alla u.p.b. 24.1.1, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  20.000.000;

            CS:    -  20.000.000.

        Conseguentemente, alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione: Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma: Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  25.000.000;

            CS:    -  25.000.000.

2.Tab.2.71

SERAFINI ANNA MARIA, RUSCONI, GARAVAGLIA MARIAPIA, SOLIANI, CERUTI, FRANCO VITTORIA, MARCUCCI, VITA, BASTICO, BLAZINA, BAIO, MERCATALI, LEGNINI, ADAMO

Respinto

Alla tabella 7, stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, missione Istruzione scolastica, programma Istruzione primaria, u.p.b. 1.3.1 - Funzionamento,apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  40.000.000;

            CS:    +  40.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  20.000.000;

            CS:    -  20.000.000.

        Conseguentemente, alla medesima tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  20.000.000;

            CS:    -  20.000.000.

2.Tab.2.72

DONAGGIO, FILIPPI MARCO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, VIMERCATI, ZANDA, RANUCCI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  20.000.000;

            CS:    -  20.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  20.000.000;

            CS:    -  20.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, apportare le seguenti variazioni: missione: Infrastrutture pubbliche e logistica, programma: Sistemi stradali, autostradali e intermodali, u.p.b. 1.2.6 - Investimenti:

            CP:    +  40.000.000;

            CS:    +  40.000.000.

2.Tab.2.73

FILIPPI MARCO, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, VIMERCATI, ZANDA, RANUCCI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  20.000.000;

            CS:    -  20.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  20.000.000;

            CS:    -  20.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, missione Diritto alla mobilità, programma Sistemi portuali u.p.b 2.2.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  40.000.000;

            CS:    +  40.000.000.

2.Tab.2.74

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 3, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, missione: Sviluppo e riequilibrio territoriale, programma politiche per lo sviluppo economico ed il miglioramento istituzionale delle aree sottoutilizzate u.p.b. 2.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  20.000.000;

            CS:    +  20.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, alla u.p.b. 24.1.1,apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  20.000.000;

            CS:    -  20.000.000.

2.Tab.2.75

CASSON, MERCATALI, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, MARITATI, D'AMBROSIO, DELLA MONICA, GALPERTI, LATORRE, LEGNINI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  20.000.000;

            CS:    -  20.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5, stato di previsione del Ministero della giustizia,missione Giustizia, programma Amministrazioni penitenziaria, u.p.b. 1.1.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  20.000.000;

            CS:    +  20.000.000.

2.Tab.2.76

SOLIANI, RUSCONI, GARAVAGLIA MARIAPIA, SERAFINI ANNA MARIA, CERUTI, FRANCO VITTORIA, MARCUCCI, VITA, BASTICO, BLAZINA, MERCATALI, LEGNINI, ADAMO

Respinto

Alla tabella 7, stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, missioneIstruzione scolastica, programma Istruzione primaria, u.p.b. 1.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  20.000.000;

            CS:    +  20.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  20.000.000;

            CS:    -  20.000.000.

2.Tab.2.77

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 8, stato di previsione del Ministero dell'Interno, missione Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti, programma Gestione flussi migratori, u.p.b. 5.2.6 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  20.000.000;

            CS:    +  20.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, alla u.p.b. 24.1.1, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  20.000.000;

            CS:    -  20.000.000.

2.Tab.2.78

DONAGGIO, FILIPPI MARCO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, VIMERCATI, ZANDA, RANUCCI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  20.000.000;

            CS:    -  20.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, apportare le seguenti variazioni: missione: Diritto alla mobilità, programma: Logistica ed intermodalità nel trasporto, u.p.b. 2.4.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  20.000.000;

            CS:    +  20.000.000.

2.Tab.2.79

DE TONI, MASCITELLI, LANNUTTI, CARLINO, BUGNANO, RUSSO

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  20.000.000;

            CS:    -  20.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, missione Diritto alla mobilità, programma Sviluppo della mobilità locale u.p.b. 2.7.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  20.000.000;

            CS:    +  20.000.000.

2.Tab.2.80

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze,missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  20.000.000;

            CS:    -  20.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 11, stato di previsione del Ministero della difesa, missione Difesa e sicurezza del territorio, programma Approntamento e impiego delle forze terrestri, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  10.000.000;

            CS:    +  10.000.000.

        Conseguentemente alla tabella 11, stato di previsione del Ministero della difesa, missione Difesa e sicurezza del territorio, programma Approntamento e impiego delle forze navali, u.p.b. 1.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  5.000.000;

            CS:    +  5.000.000.

        Conseguentemente alla tabella 11, stato di previsione del Ministero della difesa, missione Difesa e sicurezza del territorio, programma Approntamento ed impiego delle forze aeree, u.p.b. 1.4.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  5.000.000;

            CS:    +  5.000.000.

2.Tab.2.81

AMATI, DEL VECCHIO, FOLLINI, GASBARRI, NEGRI, PEGORER, PINOTTI, SCANU, SERRA, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze,missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma, Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  19.962.598;

            CS:    -  19.962.598.

        Conseguentemente, alla tabella 11, dello stato di previsione del Ministero della difesa,missione Difesa e sicurezza del territorio, programma Approntamento e impiego delle forze aeree, u.p.b. 1.4.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  19.962.598;

            CS:    +  19.962.598.

2.Tab.2.82

SANGALLI, BUBBICO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SBARBATI, ROSSI PAOLO, TOMASELLI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  15.000.000;

            CS:    -  15.000.000.

        Alla medesima tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  35.000.000;

            CS:    -  35.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10 stato di previsione del Ministero dello sviluppo economicomissione Commercio internazionale ed internazionalizzazione del sistema produttivo, programma Sostegno all'internazionalizzazione delle imprese e promozione del Made in Italy, u.p.b. 4.2.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  50.000.000;

            CS:    +  50.000.000.

2.Tab.2.83

BUBBICO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, SBARBATI, ROSSI PAOLO, TOMASELLI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  15.000.000;

            CS:    -  15.000.000.

        Alla medesima tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle fmanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  20.000.000;

            CS:    -  20.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10 stato di previsione del Ministero dello sviluppo economicomissione Energia e diversificazione delle fonti energetiche, programma Sicurezza, infrastrutture e relazioni internazionali del settore energetico, u.p.b. 5.1.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  35.000.000;

            CS:    +  35.000.000.

2.Tab.2.84

FILIPPI MARCO, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, VIMERCATI, ZANDA, RANUCCI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  15.000.000;

            CS:    -  15.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  15.000.000;

            CS:    -  15.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, apportare le seguenti variazioni, missione ordine pubblico e sicurezza, programma: Sicurezza e controllo dei mari, nei porti e sulle coste, u.p.b. 4.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  30.000.000;

            CS:    +  30.000.000.

2.Tab.2.85

CERUTI, FRANCO VITTORIA, VITA, GARAVAGLIA MARIAPIA, RUSCONI, BASTICO, MARCUCCI, SERAFINI ANNA MARIA, SOLIANI, BLAZINA, MERCATALI, LEGNINI, ADAMO

Respinto

Alla tabella 7, stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, missioneIstruzione universitaria, programma Diritto allo studio nell'istruzione universitaria, u.p.b. 2.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  15.000.000;

            CS:    +  15.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  15.000.000;

            CS:    -  15.000.000.

2.Tab.2.86

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 3, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, missione: Competitività e sviluppo delle imprese, programma Regolamentazione, incentivazione dei settori imprenditoriale, produttivo e delle proprietà industriale e riassetti industriali di settore e di area e sperimentazione tecnologica u.p.b. 1.1.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  12.000.000;

            CS:    +  12.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, alla u.p.b. 24.1.1, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  12.000.000;

            CS:    -  12.000.000.

2.Tab.2.87

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 8, stato di previsione del Ministero dell'interno, missione Ordine pubblico e sicurezza, programma Servizio permanente dell'Arma dei Carabinieri per la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, u.p.b. 3.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  60.000.000;

            CS:    +  60.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  20.000.000;

            CS:    -  20.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  20.000.000;

            CS:    -  20.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Fondi da ripartire, programma Fondi da assegnare, u.p.b. 25.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti variazioni:.

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

2.Tab.2.88

FILIPPI MARCO, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, VIMERCATI, ZANDA, RANUCCI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  20.000.000;

            CS:    -  20.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, apportare le seguenti variazioni: missione: Infrastrutture pubbliche e logistica, programma: Sistemi stradali, autostradali e intermodali, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento: apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  30.000.000;

            CS:    +  30.000.000.

2.Tab.2.89

DELLA SETA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare missione Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente, programma Sviluppo sostenibile, u.p.b. 1.3.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  20.000.000;

            CS:    +  20.000.000.

2.Tab.2.90

DELLA SETA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 -- Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare missione Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente, programma Tutela e conservazione della fauna e della flora e salvaguaria della biodiversità, u.p.b. 1.5.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  20.000.000;

            CS:    +  20.000.000.

2.Tab.2.91

DELLA SETA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare missione Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente, programma Trattamento e smaltimento rifiuti e acque, bonifiche, tutela e gestione delle risorse idriche u.p.b. 1.7.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  20.000.000;

            CS:    +  20.000.000.

2.Tab.2.92

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione: Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma: Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione: Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma: Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, missione: Diritto alla mobilità, programma: Sistemi portuali u.p.b. 2.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  20.000.000;

            CS:    +  20.000.000.

2.Tab.2.93

BUBBICO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, SBARBATI, ROSSI PAOLO, TOMASELLI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10 stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico missione Comunicazioni, programma Servizi di comunicazione elettronica e di radiodiffusione, u.p.b. 5.1.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  10.000.000;

            CS:    +  10.000.000.

2.Tab.2.94

GHEDINI, BLAZINA, ROILO, TREU, PASSONI, MERCATALI, BIONDELLI, ICHINO, NEROZZI, LEGNINI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 4, stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, missione Politiche per il lavoro,programma Reinserimento lavorativo e sostegno all'occupazione del reddito, u.p.b. 1.3.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  10.000.000;

            CS:    +  10.000.000.

2.Tab.2.95

CASSON, MERCATALI, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, MARITATI, D'AMBROSIO, DELLA MONICA, GALPERTI, LATORRE, LEGNINI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5, stato di previsione del Ministero della giustizia, missione Giustizia, programma Amministrazioni penitenziaria, u.p.b. 1.1.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  10.000.000;

            CS:    +  10.000.000.

2.Tab.2.96

CASSON, MERCATALI, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, MARITATI, D'AMBROSIO, DELLA MONICA, GALPERTI, LATORRE, BLAZINA, LEGNINI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5, stato di previsione del Ministero della giustizia, missione Giustizia, programma Edilizia giudiziaria, penitenziari a e minorile, u.p.b. 1.4.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  10.000.000;

            CS:    +  10.000.000.

2.Tab.2.97

SERAFINI ANNA MARIA, RUSCONI, BAIO, GARAVAGLIA MARIAPIA, CERUTI, FRANCO VITTORIA, MARCUCCI, VITA, SOLIANI, BASTICO, BLAZINA, MERCATALI, LEGNINI, ADAMO

Respinto

Alla tabella 7, stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, missioneIstruzione scolastica,programma Istruzione prescolastica, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  10.000.000;

            CS:    +  10.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

2.Tab.2.98

CECCANTI, DE SENA

Respinto

Alla tabella 2, dello stato di previsione delMinistero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma, Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5, dello stato di previsione del Ministero dell'interno, missione Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti, programma Garanzia dei diritti e interventi per lo sviluppo della coesione sociale u.p.b. 5.1.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  10.000.000;

            CS:    +  10.000.000.

2.Tab.2.99

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, missione infrastrutture pubbliche e logistica, programma sistemi stradali, autostradali e intermodali, u.p.b. 1.2.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  10.000.000;

            CS:    +  10.000.000.

2.Tab.2.100

DE TONI, MASCITELLI, LANNUTTI, RUSSO

Id. em. 2.Tab.2.99

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, missione infrastrutture pubbliche e logistica, programma sistemi stradali, autostradali e intermodali, u.p.b. 1.2.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  10.000.000;

            CS:    +  10.000.000.

2.Tab.2.101

CASSON, DELLA MONICA, CAROFIGLIO, GALPERTI, D'AMBROSIO, MARITATI, MERCATALI, LATORRE, CHIURAZZI, LEGNINI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Conseguentemente, allo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, missione Infrastrutture pubbliche e logistica, programma Edilizia statale e interventi speciali, u.p.b. 1.7.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  10.000.000;

            CS:    +  10.000.000.

2.Tab.2.102

FILIPPI MARCO, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, VIMERCATI, ZANDA, RANUCCI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, missione Diritto alla mobilità, programma Sviluppo della mobilità locale u.p.b. 2.7.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  10.000.000;

            CS:    +  10.000.000.

2.Tab.2.103

FILIPPI MARCO, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, VIMERCATI, ZANDA, RANUCCI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Conseguentemente alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, apportare le seguenti variazioni: missione: Ricerca e innovazione, programma: Ricerca nel settore dei trasporti, u.p.b. 5.1.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  10.000.000;

            CS:    +  10.000.000.

2.Tab.2.104

GHEDINI, BLAZINA, ROILO, TREU, PASSONI, MERCATALI, BIONDELLI, ICHINO, NEROZZI, LEGNINI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  8.000.000;

            CS:    -  8.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 4, stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, missione Politiche per il lavoro, programma Reinserimento lavorativo e sostegno all'occupazione del reddito, u.p.b. 1.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  8.000.000;

            CS:    +  8.000.000.

2.Tab.2.105

GIAI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  8.000.000;

            CS:    -  8.000.000.

        Conseguentemente alla tabella 6, stato di previsione del Ministero degli affari esteri, missione L'Italia in Europa e nel mondo, programma Italiani nel mondo e politiche migratorie e sociali, u.p.b 1.4.6 - Interventi, Cap. 3121, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  8.000.000;

            CS:    +  8.000.000.

2.Tab.2.106

MICHELONI, CABRAS, LIVI BACCI, MARCENARO, MARINARO, MARINI, PERDUCA, RUTELLI, TONINI, PEGORER, RANDAZZO, MORRI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formati vi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  6.000.000;

            CS:    -  6.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 6 stato di previsione del Ministero degli affari esteri missione L'Italia in Europa e nel mondo, programma Italiani nel mondo e politiche migratorie e sociali, u.p.b. 1.4.6 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  6.000.000;

            CS:    +  6.000.000.

2.Tab.2.107

GIAI

Id. em. 2.Tab.2.106

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  6.000.000;

            CS:    -  6.000.000.

        Conseguentemente alla tabella 6, stato di previsione del Ministero degli affari esteri, missione L'Italia in Europa e nel mondo, programma Italiani nel mondo e politiche migratorie e sociali, u.p.b 1.4.6 - Interventi, Cap. 3153, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  6.000.000;

            CS:    +  6.000.000.

2.Tab.2.108

GARRAFFA, ARMATO, BUBBICO, FIORONI, GRANAIOLA, SANGALLI, SBARBATI, ROSSI PAOLO, TOMASELLI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approwigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  5.000.000;

            CS:    -  5.000.000.

        Alla medesima tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  5.000.000;

            CS:    -  5.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10 stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico missione Sviluppo e riequilibrio territoriale, programma politiche per lo sviluppo economico ed il miglioramento istituzionale delle aree sottoutilizzate, u.p.b. 2.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  10.000.000;

            CS:    +  10.000.000.

2.Tab.2.109

GALPERTI, D'AMBROSIO, CASSON, MARITATI, MERCATALI, DELLA MONICA, LATORRE, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, LEGNINI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  5.000.000;

            CS:    -  5.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5, stato di previsione del Ministero della giustizia, missione Giustizia, programma Giustizia minorile, u.p.b. 1.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  5.000.000;

            CS:    +  5.000.000.

2.Tab.2.110

DE TONI, MASCITELLI, PARDI, LANNUTTI, CARLINO, ASTORE, BUGNANO, PEDICA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le amministrazioni pubbliche u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  5.000.000;

            CS:    -  5.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, missione Casa e assetto urbanistico, programma Politiche urbane e territoriali u.p.b. 3.2.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  5.000.000;

            CS:    +  5.000.000.

2.Tab.2.111

DELLA MONICA, CAROFIGLIO, CASSON, GALPERTI, D'AMBROSIO, MARITATI, MERCATALI, LATORRE, CHIURAZZI, LEGNINI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  4.000.000;

            CS:    -  4.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5, stato di previsione del Ministero della giustizia, missione Giustizia, programma Giustizia minorile, u.p.b. 1.3.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  4.000.000;

            CS:    +  4.000.000.

2.Tab.2.112

MICHELONI, CABRAS, LIVI BACCI, MARCENARO, MARINARO, MARINI, PERDUCA, RUTELLI, TONINI, PEGORER, RANDAZZO, MORRI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, alla u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  4.000.000;

            CS:    -  4.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 6 stato di previsione del Ministero degli affari esteri missione L'Italia in Europa e nel mondo, programma Italiani nel mondo e politiche migratorie e sociali, u.p.b. 1.4.6 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  4.000.000;

            CS:    +  4.000.000.

2.Tab.2.113

FRANCO VITTORIA, VITA, GARAVAGLIA MARIAPIA, RUSCONI, BASTICO, CERUTI, MARCUCCI, SERAFINI ANNA MARIA, SOLIANI, BLAZINA, MERCATALI, LEGNINI, ADAMO

Respinto

Alla tabella 7, stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, missione Istruzione universitaria, programma Istituti di alta cultura, u.p.b. 2.2.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  4.000.000;

            CS:    +  4.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  4.000.000;

            CS:    -  4.000.000.

2.Tab.2.114

BIANCO, ADAMO, INCOSTANTE, DE SENA

Respinto

Alla tabella 2, dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione «Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche», programma, «Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche», u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  4.000.000;

            CS:    -  4.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5, dello stato di previsione del Ministero dell'interno, missione «Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti», programma «Garanzia dei diritti e interventi per lo sviluppo della coesione sociale» u.p.b. 5.1.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  4.000.000;

            CS:    +  4.000.000.

2.Tab.2.115

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 3, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, missione Regolazione dei mercati, programma Vigilanza sui mercati e sui prodotti, promozione della concorrenza e tutela dei consumatori, u.p.b. 3.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  3.000.000;

            CS:    +  3.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, alla u.p.b. 24.1.1, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  3.000.000;

            CS:    -  3.000.000.

2.Tab.2.116

ROILO, TREU, GHEDINI, PASSONI, MERCATALI, BIONDELLI, BLAZINA, ICHINO, NEROZZI, LEGNINI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  3.000.000;

            CS:    -  3.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 4, stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, missione Politiche per il lavoro, programma Regolamentazione e vigilanza del lavoro, u.p.b. 1.1.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  3.000.000;

            CS:    +  3.000.000.

2.Tab.2.117

BIANCO, INCOSTANTE, DE SENA

Respinto

Alla tabella 2, dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma, Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  3.000.000;

            CS:    -  3.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5, dello stato di previsione del Ministero dell'interno, missione Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali, programma, Interventi, servizi e supporto alle autonomie territoriali u.p.b. 2.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  3.000.000;

            CS:    +  3.000.000.

2.Tab.2.118

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 3, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, missione Commercio internazionale ed internazionalizzazione del sistema produttivo, programma Sostegno dell'internazionalizzazione delle imprese e promozione del made in ltaly, u.p.b. 4.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  2.000.000;

            CS:    +  2.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, alla u.p.b. 24.1.1, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  2.000.000;

            CS:    -  2.000.000.

2.Tab.2.119

BASSOLI, COSENTINO, BIANCHI, MERCATALI, BOSONE, CHIAROMONTE, DI GIROLAMO LEOPOLDO, GUSTAVINO, MARINO IGNAZIO, PORETTI, LEGNINI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  2.000.000;

            CS:    -  2.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 4, stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, missione Tutela della salute, programma Prevenzione e assistenza sanitaria veterinaria, u.p.b. 3.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  2.000.000;

            CS:    +  2.000.000.

2.Tab.2.121

CASSON, MARITATI, CHIURAZZI, DELLA MONICA, CAROFIGLIO, GALPERTI, D'AMBROSIO, LATORRE, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma, Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  1.935.062;

            CS:    -  1.935.062.

        Conseguentemente, alla tabella 5, stato di previsione del Ministero della giustizia, missione Giustizia, programma Giustizia minorile, u.p.b. 1.3.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  1.935.062;

            CS:    +  1.935.062.

2.Tab.2.122

MICHELONI, CABRAS, LIVI BACCI, MARCENARO, MARINARO, MARINI, PERDUCA, RUTELLI, TONINI, PEGORER, RANDAZZO, MORRI, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  1.000.000;

            CS:    -  1.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 6, stato di previsione del Ministero degli affari esteri missione L'Italia in Europa e nel mondo, programma Italiani nel mondo e politiche migratorie e sociali, u.p.b 1.4.6 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  1.000.000;

            CS:    +  1.000.000.

2.Tab.2.123

DELLA MONICA, MERCATALI, CASSON, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, MARITATI, D'AMBROSIO, GALPERTI, LATORRE, BLAZINA, LEGNINI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  20.000.000;

            CS:    -  20.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5, stato di previsione del Ministero della giustizia, missione Giustizia, programma Edilizia giudiziaria, penitenziaria e minorile, u.p.b. 1.4.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  20.000.000;

            CS:    +  20.000.000.

2.Tab.2.124

BOSONE, BIANCHI, BASSOLI, MERCATALI, CHIAROMONTE, COSENTINO, DI GIROLAMO LEOPOLDO, GUSTAVINO, MARINO IGNAZIO, PORETTI, LEGNINI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  16.000.000;

            CS:    -  16.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 4, stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, missione Tutela della salute, programma Prevenzione, assistenza, indirizzo e coordinamento internazionale in materia sanitaria umana, u.p.b. 3.2.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  16.000.000;

            CS:    +  16.000.000.

2.Tab.2.125

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 8, stato di previsione del Ministero dell'interno, missione Soccorso civile, programma Prevenzione dal rischio e soccorso pubblico, u.p.b 4.2.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  20.000.000;

            CS:    +  20.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  15.000.000;

            CS:    -  15.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  5.000.000;

            CS:    -  5.000.000.

2.Tab.2.126

D'AMBROSIO, CASSON, MARITATI, MERCATALI, DELLA MONICA, LATORRE, CAROFIGLIO, GALPERTI, CHIURAZZI, LEGNINI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  10.000.000;

            CS:    -  10.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5, stato di previsione del Ministero della giustizia, missione Giustizia, programma Giustizia civile e penale, u.p.b. 1.2.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  10.000.000;

            CS:    +  10.000.000.

2.Tab.2.127

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 8, stato di previsione del Ministero dell'interno, missione Soccorso civile, programma Prevenzione dal rischio e soccorso pubblico, u.p.b 4.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  10.000.000;

            CS:    +  10.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  5.000.000;

            CS:    -  5.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  5.000.000;

            CS:    -  5.000.000.

2.Tab.2.128

BIONDELLI, GHEDINI, BLAZINA, ROILO, TREU, PASSONI, MERCATALI, ICHINO, NEROZZI, LEGNINI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  5.000.000;

            CS:    -  5.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 4, stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, missione Politiche previdenziali, programma Previdenza obbligatoria e complementare, sicurezza sociale - trasferimenti agli enti ed organismi interessati, u.p.b. 2.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  5.000.000;

            CS:    +  5.000.000.

2.Tab.2.129

BIANCHI, MERCATALI, BASSOLI, BOSONE, CHIAROMONTE, COSENTINO, DI GIROLAMO LEOPOLDO, GUSTAVINO, MARINO IGNAZIO, PORETTI, LEGNINI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  5.000.000;

            CS:    -  5.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 4, stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, missione Tutela della salute, programma Prevenzione, assistenza, indirizzo e coordinamento internazionale in materia sanitaria umana, u.p.b. 3.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  5.000.000;

            CS:    +  5.000.000.

2.Tab.2.130

BIANCHI, MARINO IGNAZIO, BOSONE, BASSOLI, MERCATALI, CHIAROMONTE, COSENTINO, DI GIROLAMO LEOPOLDO, GUSTAVINO, PORETTI, LEGNINI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  3.000.000;

            CS:    -  3.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 4, stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, missione Tutela della salute programma Programmazione sanitaria e livelli essenziali di assistenza, u.p.b. 3.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  3.000.000;

            CS:    +  3.000.000.

2.Tab.2.131

D'ALIA

Respinto

Alla tabella 8, stato di previsione del Ministero dell'interno, missione Soccorso civile, programma Organizzazione e gestione del sistema nazionale di difesa civile, u.p.b. 4.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  5.000.000;

            CS:    +  5.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi generali, formativi, assistenza legale ed approvvigionamenti per le amministrazioni pubbliche, u.p.b. 24.1.3 - Oneri comuni di parte corrente, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  2.500.000;

            CS:    -  2.500.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche», programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  2.500.000;

            CS:    -  2.500.000.

2.Tab.2.132

NEGRI, AMATI, DEL VECCHIO, FOLLINI, GASBARRI, PEGORER, PINOTTI, SCANU, SERRA, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  50.000.000;

            CS:    -  50.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 11, stato di previsione del Ministero della difesa, missione Difesa e sicurezza del territorio, programma Approntamento e impiego delle forze aeree, u.p.b. 1.4.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  50.000.000;

            CS:    +  50.000.000.

2.Tab.2.133

SERRA, AMATI, DEL VECCHIO, FOLLINI, GASBARRI, NEGRI, PEGORER, PINOTTI, SCANU, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  39.500.000;

            CS:    -  39.500.000.

        Conseguentemente, alla tabella 8, stato di previsione del Ministero degli Interno, missione Ordine Pubblico e Sicurezza, programma Contrasto al crimine, tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, u.p.b. 3.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  39.500.000;

            CS:    +  39.500.000.

2.Tab.2.134

BIANCO, INCOSTANTE, DE SENA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma, Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  30.000.000;

            CS:    -  30.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5, stato di previsione del Ministero dell'interno, missione Ordine pubblico e sicurezza, programma Contrasto al crimine, tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, u.p.b. 3.1.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  30.000.000;

            CS:    +  30.000.000.

2.Tab.2.135

DEL VECCHIO, AMATI, FOLLINI, GASBARRI, NEGRI, PEGORER, PINOTTI, SCANU, SERRA, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma, Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  22.096.399;

            CS:    -  22.096.399.

        Conseguentemente, alla tabella 11, stato di previsione del Ministero della difesa, missione Difesa e sicurezza del territorio, programma Approntamento e impiego delle forze terrestri, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  22.096.399;

            CS:    +  22.096.399.

2.Tab.2.136

GASBARRI, AMATI, DEL VECCHIO, FOLLINI, NEGRI, PEGORER, PINOTTI, SCANU, SERRA, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma, Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  18.637.109;

            CS:    -  18.637.109.

        Conseguentemente, alla tabella 11, stato di previsione del Ministero della difesa, missione Difesa e sicurezza del territorio, programma Approntamento e impiego delle forze navali u.p.b. 1.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  18.637.109;

            CS:    +  18.637.109.

2.Tab.2.137

MARITATI, MERCATALI, DELLA MONICA, CASSON, LATORRE, CAROFIGLIO, D'AMBROSIO, GALPERTI, CHIURAZZI, LEGNINI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche,programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  15.000.000;

            CS:    -  15.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5, stato di previsione del Ministero della giustizia, missione Giustizia, programma Giustizia civile e penale, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  15.000.000;

            CS:    +  15.000.000.

2.Tab.2.138

RUSCONI, CERUTI, FRANCO VITTORIA, VITA, GARAVAGLIA MARIAPIA, BASTICO, MARCUCCI, SERAFINI ANNA MARIA, SOLIANI, BLAZINA, MERCATALI, LEGNINI, ADAMO

Respinto

Alla tabella 7, stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, missioneIstruzione universitaria, programma Diritto allo studio nell'istruzione universitaria, u.p.b. 2.1.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  13.000.000;

            CS:    +  13.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  13.000.000;

            CS:    -  13.000.000.

2.Tab.2.139

TREU, GHEDINI, BLAZINA, ROILO, PASSONI, MERCATALI, BIONDELLI, ICHINO, NEROZZI, LEGNINI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  8.000.000;

            CS:    -  8.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 4, stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, missione Politiche per il lavoro, programma Servizi per lo sviluppo del mercato del lavoro, u.p.b. 1.2.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  8.000.000;

            CS:    +  8.000.000.

2.Tab.2.140

MARITATI, MERCATALI, DELLA MONICA, CASSON, LATORRE, CAROFIGLIO, D'AMBROSIO, GALPERTI, CHIURAZZI, LEGNINI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  7.000.000;

            CS:    -  7.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5, stato di previsione del Ministero della giustizia, missione Giustizia, programma Giustizia civile e penale, u.p.b. 1.2.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  7.000.000;

            CS:    +  7.000.000.

2.Tab.2.141

DEL VECCHIO, AMATI, FOLLINI, GASBARRI, NEGRI, PEGORER, PINOTTI, SCANU, SERRA, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma, Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  6.279.803;

            CS:    -  6.279.803.

        Conseguentemente, alla tabella 11, stato di previsione del Ministero della difesa, missione Difesa e sicurezza del territorio, programma Approntamento e impiego delle forze navali u.p.b. 1.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  6.279.803;

            CS:    +  6.279.803.

2.Tab.2.142

DELLA MONICA, MERCATALI, CASSON, MARITATI, LATORRE, CAROFIGLIO, D'AMBROSIO, GALPERTI, CHIURAZZI, LEGNINI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  6.000.000;

            CS:    -  6.000.000;

        Conseguentemente, alla tabella 5, stato di previsione del Ministero della giustizia, missione Giustizia, programma Giustizia minorile, u.p.b. 1.3.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  6.000.000;

            CS:    +  6.000.000.

2.Tab.2.143

BIANCO, INCOSTANTE, DE SENA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma, Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  6.000.000;

            CS:    -  6.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5, stato di previsione del Ministero dell'interno, missione Ordine pubblico e sicurezza, programma Pianificazione e coordinamento Forze di Polizia, u.p.b. 3.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  6.000.000;

            CS:    +  6.000.000.

2.Tab.2.144

GARAVAGLIA MARIAPIA, FRANCO VITTORIA, RUSCONI, CERUTI, VITA, BASTICO, MARCUCCI, SERAFINI ANNA MARIA, SOLIANI, BLAZINA, MERCATALI, LEGNINI, ADAMO

Respinto

Alla tabella 7, stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, missioneIstruzione universitaria, programma Diritto allo studio nell'istruzione universitaria, u.p.b. 2.1.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  5.000.000;

            CS:    +  5.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  5.000.000;

            CS:    -  5.000.000.

2.Tab.2.145

VITA, GARAVAGLIA MARIAPIA, RUSCONI, FRANCO VITTORIA, BASTICO, CERUTI, MARCUCCI, SERAFINI ANNA MARIA, SOLIANI, BLAZINA, MERCATALI, LEGNINI, ADAMO

Respinto

Alla tabella 7, stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, missioneIstruzione universitaria, programma Istituti di alta cultura, u.p.b. 2.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  5.000.000;

            CS:    +  5.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  5.000.000;

            CS:    -  5.000.000.

2.Tab.2.146

CHIAROMONTE, BIANCHI, MERCATALI, BASSOLI, MARINO IGNAZIO, COSENTINO, BOSONE, DI GIROLAMO LEOPOLDO, GUSTAVINO, PORETTI, LEGNINI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza macroaggregato, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  4.000.000;

            CS:    -  4.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 4, stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, missione Tutela della salute, programma Regolamentazione e vigilanza in materia di prodotti farmaceutici ed altri prodotti sanitari ad uso umano, u.p.b. 3.4.2 - Interventi, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  4.000.000;

            CS:    +  4.000.000.

2.Tab.2.148

MARINO IGNAZIO, COSENTINO, BIANCHI, MERCATALI, BASSOLI, BOSONE, CHIAROMONTE, DI GIROLAMO LEOPOLDO, GUSTAVINO, PORETTI, LEGNINI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza macroaggregato, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  3.000.000;

            CS:    -  3.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 4, stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, missione Tutela della salute, programma Vigilanza, prevenzione e repressione nel settore sanitario, u.p.b. 3.5.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  3.000.000;

            CS:    +  3.000.000.

2.Tab.2.149

FRANCO VITTORIA, RUSCONI, CERUTI, VITA, GARAVAGLIA MARIAPIA, BASTICO, MARCUCCI, SERAFINI ANNA MARIA, SOLIANI, BLAZINA, MERCATALI, LEGNINI, ADAMO

Respinto

Alla tabella 7, stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, missioneIstruzione scolastica, programma Diritto allo studio, condizione studentesca u.p.b. 1.8.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  3.000.000;

            CS:    +  3.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  3.000.000;

            CS:    -  3.000.000.

2.Tab.2.150

BIANCO, INCOSTANTE, DE SENA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma, Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  3.000.000;

            CS:    -  3.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5, stato di previsione del Ministero dell'interno, missione Ordine pubblico e sicurezza, programma Contrasto al crimine, tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, u.p.b. 3.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  3.000.000;

            CS:    +  3.000.000.

2.Tab.2.151

CECCANTI, ADAMO, INCOSTANTE, DE SENA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma, Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  3.000.000;

            CS:    -  3.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5, stato di previsione del Ministero dell'interno, missione Soccorso civile, programma, prevenzione dal rischio e soccorso pubblico u.p.b. 4.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  3.000.000;

            CS:    +  3.000.000.

2.Tab.2.152

CASSON, CHIURAZZI, DELLA MONICA, CAROFIGLIO, GALPERTI, D'AMBROSIO, MARITATI, LATORRE, MERCATALI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma, Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  2.216.718;

            CS:    -  2.216.718.

        Conseguentemente, alla tabella 5, stato di previsione del Ministero della giustizia, missione Giustizia, programma Giustizia minorile, u.p.b. 1.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  2.216.718;

            CS:    +  2.216.718.

2.Tab.2.153

BLAZINA, GHEDINI, ROILO, TREU, PASSONI, MERCATALI, BIONDELLI, ICHINO, NEROZZI, LEGNINI

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  2.000.000;

            CS:    -  2.000.000;

        Conseguentemente, alla tabella 4, stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, missione Politiche per il lavoro, programma Servizi per lo sviluppo del mercato del lavoro, u.p.b. 1.2.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  2.000.000;

            CS:    +  2.000.000.

2.Tab.2.154

SERAFINI ANNA MARIA, BASTICO, GARAVAGLIA MARIAPIA, FRANCO VITTORIA, RUSCONI, SOLIANI, BASSOLI, BAIO, CERUTI, GHEDINI, GUSTAVINO, MARCUCCI, PORETTI, VITA, MERCATALI, LEGNINI

Respinto

        Alla tabella 4, stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, missione Diritti sociali, politiche sociali e famiglia, programma Programmazione sociale, trasferimenti assistenziali e finanziamento nazionale della spesa sociale, u.p.b. 4.1.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  2.000.000;

            CS:    +  2.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  2.000.000;

            CS:    -  2.000.000.

2.Tab.2.155

INCOSTANTE, BIANCO, DE SENA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma, Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  2.000.000;

            CS:    -  2.000.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5, stato di previsione del Ministero dell'interno, missione Soccorso civile, Programma, prevenzione dal rischio e soccorso pubblico u.p.b. 4.2.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  2.000.000;

            CS:    +  2.000.000.

2.Tab.2.156

INCOSTANTE, BIANCO, DE SENA

Respinto

Alla tabella 2, stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, missione Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, programma, Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 24.3.1 - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  500.000;

            CS:    -  500.000.

        Conseguentemente, alla tabella 5, stato di previsione del Ministero dell'interno, missione Soccorso civile, Programma, Organizzazione e gestione del sistema nazionale di difesa civile u.p.b. 4.1.6 - Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  500.000;

            CS:    +  500.000.

G2.120

MASCITELLI, BELISARIO, GIAMBRONE, RUSSO, BUGNANO, DE TONI, ASTORE, CAFORIO, CARLINO, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, PARDI, PEDICA

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame dell'atto Senato n. 1791 recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012,

        premesso che:

            il Ministero dell'economia e delle finanze, Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, nel rapporto sulla spesa delle Amministrazioni centrali dello Stato per l'anno 2009 ha analizzato le modalità di impiego delle risorse pubbliche, con particolare riferimento all'allocazione della spesa tra i diversi obiettivi che con l'intervento pubblico si intendono perseguire, al miglioramento del livello di efficienza con cui le risorse sono utilizzate e all'efficacia delle politiche adottate;

            per conseguire risultati concreti il controllo della spesa deve poter intervenire sui meccanismi che la generano e fornire le informazioni necessarie a rivedere le priorità in ciascun settore e a riconsiderare l'organizzazione della produzione dei servizi. Le Amministrazioni centrali dello Stato svolgono un ruolo cruciale nella programmazione, nell'indirizzo e nella gestione della spesa pubblica;

            nel corso del 2009, la Ragioneria generale dello Stato ha svolto un lavoro di analisi sul bilancio dello Stato e sulle procedure di spesa i cui risultati sono esposti nel rapporto in questione, che esamina il processo di spesa attraverso i dati del bilancio nel suo complesso, individuando le principali criticità di carattere generale; una seconda che esamina le medesime tematiche a livello di singolo Ministero, tenendo conto delle caratteristiche, anche molto differenziate, dei diversi settori di spesa;

        considerato che:

            durante la gestione le somme stanziate sono impegnate, assumendo obbligazioni nei confronti di altri soggetti. Il processo termina con la fase del pagamento che può essere rivolto direttamente al settore privato o determinare il trasferimento delle risorse ad altri soggetti pubblici che, in un secondo momento, provvederanno all'erogazione delle somme ai beneficiari finali. Nell'ambito di un dato esercizio finanziario non tutte le somme impegnate si trasformano in pagamenti. Le somme impegnate e non pagate costituiscono i cosiddetti residui passivi e sono conservate in bilancio per l'erogazione negli esercizi successivi;

            la spesa per le attività dirette delle Amministrazioni centrali dello Stato, ovvero quelle sostenute per il funzionamento e per gli interventi realizzati direttamente dall'amministrazione nonché per le risorse che esse erogano al settore privato senza il tramite di altre amministrazioni pubbliche, si può stimare - in termini di impegni - pari a circa 144 miliardi di euro nel 2008. Si tratta del 20 per cento della spesa complessiva e del 32 per cento della spesa primaria. Negli ultimi tre anni, l'incremento nella dotazione complessiva delle risorse tra previsione iniziale e finale è stato dell'ordine del 2,5-3 per cento in ciascun anno. Come si può cogliere dal confronto tra stanziamenti e impegni registrati a rendiconto operato dalla Ragioneria, questi ultimi risultano con una certa regolarità inferiori all'ammontare complessivo delle risorse stanziate con il bilancio di previsione all'inizio dell'esercizio finanziario, per un ammontare che oscilla tra i 10 e i 30 miliardi di euro, ossia tra l'1,3 e il 4,3 per cento degli stanziamenti iniziali dell'esercizio corrispondente. Questo fenomeno interessa, a livello aggregato, sia la spesa corrente che quella in conto capitale, con alcune difformità a livello più dettagliato delle categorie economiche;

            nel corso degli ultimi anni è parallelamente cresciuto l'ammontare di spese delle amministrazioni cui corrispondono obbligazioni giuridicamente perfezionate che non trovano però adeguata copertura in bilancio. Ciò determina la formazione dei cosiddetti debiti pregressi o sommersi;

            il mancato pagamento degli impegni entro la fine dell'esercizio finanziario genera i residui. Tali somme rappresentano debiti delle amministrazioni statali nei confronti di altri enti pubblici o di soggetti appartenenti ad altri settori. Il permanere di un consistente ammontare di residui nel bilancio, a volte per diversi anni, è rivelatore dell'esistenza di potenziali criticità. L'ammontare complessivo dei residui accertati al 31 dicembre del 2008 risulta complessivamente pari a 90 miliardi di euro. Di questi, i residui propri - ovvero quelli che corrispondono a somme impegnate, ma non pagate - costituiscono 1'80 per cento dello stock complessivo. La quota rimanente è rappresentata dai cosiddetti residui di stanziamento (o impropri), quasi esclusivamente per la parte in conto capitale, che rappresentano risorse mantenute in bilancio per il successivo esercizio in attesa che le amministrazioni definiscano i relativi progetti di attuazione;

            il rapporto della ragioneria trae la conclusione che il processo di spesa è caratterizzato da alcune rigidità e da potenziali inefficienze e sottolinea la connessione tra il permanere in bilancio dei residui di lunga durata e la obsolescenza degli obiettivi a cui le somme appostate erano inizialmente destinate;

            l'accumulazione di una consistenza elevata di residui passivi costituisce una problematica comune a molte amministrazioni dello Stato e riguarda in modo particolare la spesa in conto capitale. I residui costituiscono una componente significativa della massa spendibile, pari mediamente al 18 per cento. Tale percentuale è più elevata nel caso delle spese in conto capitale: ad esempio, è in media il 58 per cento per i trasferimenti ad amministrazioni pubbliche, il 59 per cento per i trasferimenti a famiglie e ad istituzioni sociali private e il 60 per cento per i trasferimenti ad imprese;

            la differenza complessiva tra le somme stanziate in bilancio e/o impegnate e quelle effettivamente erogate segnala la presenza di debolezze nella programmazione e nel sistema di incentivazione esistente per i diversi attori coinvolti nelle procedure di impegno e di pagamento. Nel caso di interventi mirati al sostegno o alla promozione di attività delle imprese, si verificano diverse situazioni di accumulo di residui, sia per l'impossibilità di erogare risorse messe a bando a causa di un insufficiente numero di domande di finanziamento, sia per l'abbandono dell'investimento da parte dell'impresa in corso d'opera;

            in media, i residui passivi di spesa rappresentano circa il 20 per cento del bilancio dei singoli Ministeri. Ma ci sono casi particolari, segnalati dalla Ragioneria generale dello Stato, come il Ministero dello sviluppo economico, dove i residui passivi arrivano al 60 per cento degli stanziamenti di bilancio e riguardano settori critici come la concessione di contributi in conto capitale alle imprese (solo il 15,2 per cento risultava pagato alla fine del 2008). Altrettanti problemi sono stati riscontrati con riguardo ai fondi destinati alle regioni per la sicurezza e la mobilità stradale e alla mobilità locale. Con riferimento ai parametri di durata superiore alla media e particolare consistenza, l'ammontare totale dei residui è pari a 3.101,0 milioni di euro; di questi oltre il 66 per cento (2.075,4 milioni di euro), se non opportunamente utilizzato, è destinato ad andare in perenzione alla fine del 2009; la quota suscettibile di andare in perenzione è particolarmente elevata per il Fondo per la competitività e lo sviluppo. La necessità di un approfondimento informativo circa la situazione dei relativi impegni è emersa con riferimento all'intervento straordinario nel Mezzogiorno, dal momento che sul relativo capitolo sono presenti residui corrispondenti anche ad impegni in favore di ditte e società che hanno cessato l'attività, sono in liquidazione ovvero fallite. Con riferimento al Fondo per gli interventi agevolativi alle imprese, a fronte di un basso livello di movimentazione, si riscontra anche un ammontare di revoche particolarmente significativo. Per quanto concerne il Fondo per la finanza d'impresa, nessun impegno e nessun pagamento sono stati effettuati dalla sua istituzione ad oggi, stando al rapporto 2009 della ragioneria;

            la Ragioneria generale dello Stato ha inoltre calcolato, nel citato rapporto 2009, che al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare risultano 656 milioni di euro di residui, riguardanti settori cruciali come il finanziamento delle misure di riduzione dei gas a effetto serra, il Fondo per la promozione e diffusione di interventi di efficientamento e risparmio energetico, per la produzione di energia elettrica e di calore da fonti rinnovabili e in particolare per lo sviluppo del solare termodinamico, nonché il Fondo per la mobilità sostenibile nelle aree urbane e il Fondo per lo sviluppo sostenibile istituito con la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007). L'accumulazione dei residui si determina in relazione ad una bassa capacità di spesa delle risorse impegnate che nel caso del Ministero in questione è sempre inferiore al 50 per cento, scendendo in alcuni esercizi anche al di sotto del 40 per cento. Il quadro contabile è caratterizzato dal fenomeno dell'elevata accumulazione dei residui, che si determina in modo più accentuato proprio in corrispondenza dei trasferimenti in conto capitale ad amministrazioni pubbliche che assorbono la maggior parte delle risorse dell'amministrazione,

        impegna il Governo:

            ad intervenire con urgenza sui fattori che determinano la formazione ed il permanere dei residui propri, con particolare riferimento alle incertezze, farraginosità e complessità di alcune procedure di spesa alle procedure che disciplinano la fase dei pagamenti di bilancio, alle procedure complesse che prevedono il coinvolgimento di numerosi soggetti e alla diacronia tra il momento dell'impegno e quello del pagamento nel caso di spese relative a programmi di investimento pluriennali;

            a valutare l'opportunità di ulteriori misure per la razionalizzazione, trasparenza e riallocazione, previa apposita analisi, delle risorse non utilizzate, valutando anche gli effetti determinati dalla riduzione dei termini di conservazione dei residui per la spesa in conto capitale nell'indurre le amministrazioni a cambiare i propri comportamenti e ad accelerare lo smaltimento dei residui;

            ad assumere le opportune iniziative volte a implementare e coordinare la misurazione, seppur nei limiti posti dalla natura peculiare dell'attività svolta dall'operatore pubblico, dei risultati effettivamente conseguiti a fronte degli obiettivi prefissati e delle risorse utilizzate, dal momento che l'individuazione di sistemi e metodi per la definizione degli obiettivi e la verifica degli indicatori di performance da associare alle politiche pubbliche fornisce lo strumento per favorire il confronto tra i risultati ottenuti e gli obiettivi programmati e, potenzialmente, per innescare un circuito virtuoso in cui far emergere le migliori esperienze, mentre, allo stato attuale, emerge uno scarso orientamento al risultato da parte delle amministrazioni e la necessità di un deciso miglioramento nei contenuti e nell'utilizzo di questo tipo di strumento;

            ai fini di una maggiore trasparenza delle attività svolte dalle amministrazioni e di un progressivo utilizzo di indicatori sul livello dei servizi erogati e degli interventi realizzati, a mantenere la continuità nel tempo degli obiettivi, anche alla luce del fatto che la maggior parte della spesa pubblica è destinata ad attività istituzionali e continuative che prevedono l'erogazione di servizi ben individuati;

            ad effettuare uno sforzo maggiore nella selezione di indicatori adeguati alla misurazione dei servizi erogati o degli interventi realizzati, nella chiarezza delle definizioni e nell'affidabilità della fonte e dei criteri di misurazione, con l'introduzione di termini di confronto volti a capire se l'indicazione fornita riguardi un miglioramento rispetto al passato, rispetto alla situazione di partenza, rispetto a standard generalmente accettati, o rispetto ad altri soggetti o linee di spesa che hanno simile finalità;

            ad individuare con tempestività i margini di razionalizzazione e di miglioramento della qualità della spesa partendo da alcune delle criticità evidenziate nel rapporto della Ragioneria, anche ai fini della riprogrammazione di alcune risorse per la copertura di nuove priorità;

            a favorire un più completo utilizzo degli stanziamenti dei fondi di riserva e di altri fondi da ripartire, alla luce dello scostamento tra stanziamenti iniziali e impegni che si osserva a livello aggregato e la contemporanea presenza di eccedenze di spesa e/o debiti pregressi e tenuto conto del fatto che la mancata conoscenza da parte delle amministrazioni a inizio esercizio della dimensione complessiva delle dotazioni di bilancio a loro disponibili, non favorisce una consapevole programmazione delle attività e delle risorse;

            a migliorare le regole inerenti la gestione di alcune tipologie di spese, in particolare quelle pluriennali volte a finanziare progetti di investimento che coinvolgono più soggetti istituzionali e diversi livelli di governo e richiedono procedure complesse con tempi lunghi anche per l'adozione degli impegni;

            a migliorare la trasparenza e la programmazione di bilancio anche mediante un sistema di incentivi più adeguato a indurre una modifica nei comportamenti delle amministrazioni nonché a favorire un miglior ricorso alla riallocazione interna alla spesa, che nelle modalità in cui è attualmente esercitata contribuisce ad una carenza di risorse tale da concorrere alla formazione di situazioni debitorie pregresse che riducono la significatività delle informazioni desumibili da alcune voci del bilancio.

________________

(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G2.101

D'ALIA, PINZGER, FOSSON, CUFFARO, GIAI, PETERLINI, POLI BORTONE, THALER AUSSERHOFER

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

        premesso che:

            la politica economica del Governo, evidenziata chiaramente nel Documento di programmazione economico-finanziaria (DPEF), nei provvedimenti approvati negli ultimi mesi e per ultimo, nel disegno di legge finanziaria attualmente all'esame del Parlamento, ha un'impostazione di sottovalutazione delle condizioni socio-economiche del Mezzogiorno;

            le ultime due relazioni annuali dell'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel mezzogiorno (SVIMEZ) hanno sottolineato un aggravamento inquietante dell'economia dell'area del Sud Italia;

            il Mezzogiorno d'Italia è il fanalino di coda di tutte le regioni deboli dell'Unione europea;

            il Governatore della Banca di Italia ha denunciato da tempo l'insufficiente livello di istruzione e formazione della scuola nel Mezzogiorno, soprattutto nelle materie scientifiche, ed ha chiesto adeguate iniziative per mettere i giovani meridionali in condizione di partecipare, con varie possibilità, al mercato del lavoro;

            il Mezzogiorno è l'area che offre maggiori opportunità di sviluppo, ma la forte carenza di infrastrutture determina un aumento dei costi di produzione e disincentiva le nuove iniziative industriali;

            la rimodulazione del Fondo per le aree sottoutilizzate sottrae potestà programmatorie alle regioni e la centralizzazione delle funzioni decisionali non da alcuna garanzia circa la destinazione dei fondi alle aree del Sud;

            la crisi economica ha colpito, in forma devastante, il già debole tessuto delle piccole e medie imprese che si sono viste restringere e negare il credito dal settore bancario,

        impegna il Governo:

            ad incrementare le risorse già predisposte al fine di dotare il Mezzogiorno dei mezzi necessari per lo sviluppo delle imprese e dell'occupazione;

            ad attivare le procedure per avviare un programma di infrastrutture in grado di attrezzare il Mezzogiorno ad essere protagonista della prossima nascita dell'area di libero scambio del Mediterraneo;

            a potenziare le risorse e i mezzi a disposizione della magistratura e delle forze dell'ordine per contrastare le organizzazioni criminali, economicamente e finanziariamente sempre più forti;

            a concordare, nelle forme consentite dalla vigente legislazione, con il sistema bancario misure volte a garantire la continuità dell'erogazione del credito alle piccole e medie imprese del Mezzogiorno.

________________

(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

ARTICOLO 3 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE (*)

Art. 3.

Approvato

(Stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico e disposizioni relative)

    1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero dello sviluppo economico, per l'anno finanziario 2010, in conformità all'annesso stato di previsione (Tabella n. 3).

    2. Gli importi dei versamenti effettuati con imputazione alle unità previsionali di base «restituzione, rimborsi, recuperi e concorsi vari» (restituzione di finanziamenti) e «altre entrate in conto capitale» (rimborso di anticipazione e riscossione di crediti) dello stato di previsione dell'entrata sono correlativamente iscritti in termini di competenza e di cassa, con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, nei seguenti fondi iscritti nelle pertinenti unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico: Fondo per la competitività e lo sviluppo; Fondo per gli interventi agevolativi alle imprese; Fondo rotativo per le imprese.

    3. Per l'attuazione dell'articolo 8 della legge 5 marzo 1990, n. 46, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, le occorrenti variazioni all'entrata del bilancio dello Stato e allo stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l'anno finanziario 2010.

    4. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l'anno finanziario 2010 delle somme affluite all'entrata in relazione alle spese da sostenere per l'attuazione delle disposizioni del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n.  209, relative ai periti assicurativi.

    5. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, alla riassegnazione nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l'anno finanziario 2010 delle somme affluite all'entrata del bilancio dello Stato in relazione all'articolo 2, comma 3, della legge 28 dicembre 1991, n. 421, nonché all'articolo 9, comma 5, della legge 9 gennaio 1991, n. 10.

    6. Le somme impegnate in relazione alle disposizioni legislative di cui all'articolo 1 del decreto-legge 9 ottobre 1993, n. 410, convertito dalla legge 10 dicembre 1993, n. 513, recante interventi urgenti a sostegno dell'occupazione nelle aree di crisi siderurgica, resesi disponibili a seguito di provvedimenti di revoca, sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate, con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, allo stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, ai fini di cui al citato articolo 1 del decreto-legge n. 410 del 1993.

    7. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a ripartire, con propri decreti, fra gli stati di previsione delle varie amministrazioni statali i fondi da ripartire iscritti nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l'anno finanziario 2010 nell'ambito della missione «fondi da ripartire», programma «fondi da assegnare». Il Ministro dell'economia e delle finanze è, altresì, autorizzato ad apportare, con propri decreti, ai bilanci delle aziende autonome le variazioni connesse con le ripartizioni di cui al presente comma.

    8. Le somme iscritte nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l'anno finanziario 2010 relative al Fondo da ripartire per interventi per le aree sottoutilizzate, disponibili al termine dell'esercizio, sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a ripartire tra le pertinenti unità previsionali di base delle amministrazioni interessate, con propri decreti, le somme conservate nel conto dei residui del predetto Fondo.

    9. Ferma restando la disposizione di cui all'articolo 36 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e successive modificazioni, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad effettuare, con propri decreti, le variazioni di bilancio in termini di residui, competenza e cassa, conseguenti alla ripartizione tra le amministrazioni interessate del fondo iscritto nell'unità previsionale di base «investimenti» del programma «politiche per lo sviluppo economico ed il miglioramento istituzionale delle aree sottoutilizzate», nell'ambito della missione «sviluppo e riequilibrio territoriale» dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, in relazione alle disposizioni di cui all'articolo 2 della legge 2 maggio 1990, n. 102, e successive modificazioni.

________________

(*) Per le modifiche alla Tabella n. 3 si veda la pagina 231 dello stampato nn. 1790 e 1791-A.

EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO

3.Tab.3.1

BUBBICO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, ROSSI PAOLO, SANGALLI, SBARBATI, TOMASELLI

Respinto

Alla tabella 3, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Indirizzo politico, u.p.b. 9.1.1 Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  2.000.000;

            CS:    -  2.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 9.2.1 Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  3.000.000;

            CS:    -  3.000.000.

        Conseguentemente alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, missione: Competitività e sviluppo delle imprese, programma Regolamentazione, incentivazione dei settori imprenditoriale e della proprietà industriale, produttivo e riassetti industriali di settore e di area e sperimentazione tecnologica, apportare le seguenti variazioni:

        u.p.b. 1.1.1 Funzionamento:

            CP:    +  1.000.000;

            CS:    +  1.000.000;

        u.p.b. 1.1.6 Investimenti:

            CP:    +  4.000.000;

            CS:    +  4.000.000;

3.Tab.3.2

SANGALLI, BUBBICO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, ROSSI PAOLO, SBARBATI, TOMASELLI

Respinto

Alla tabella 3, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Indirizzo politico, u.p.b. 9.1.1 Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  2.000.000;

            CS:    -  2.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 9.2.1 Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  3.000.000;

            CS:    -  3.000.000.

        Conseguentemente alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, missione: Commercio internazionale ed internazionalizzazione del sistema produttivo, programma Sostegno all'internazionalizzazione delle imprese e promozione del made in Italy u.p.b. 4.2.6 Investimenti: apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  5.000.000;

            CS:    +  5.000.000.

3.Tab.3.3

BUBBICO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, ROSSI PAOLO, SANGALLI, SBARBATI, TOMASELLI

Respinto

Alla tabella 3, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Indirizzo politico, u.p.b. 9.1.1 Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  2.000.000;

            CS:    -  2.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 9.2.1 Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  3.000.000;

            CS:    -  3.000.000.

        Conseguentemente alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, missione: Ricerca e innovazione, programma Ricerca e innovazione per la competitività nell'ambito dello sviluppo e coesione u.p.b. 7.2.6 Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  5.000.000;

            CS:    +  5.000.000.

3.Tab.3.4

BUBBICO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, ROSSI PAOLO, SANGALLI, SBARBATI, TOMASELLI

Respinto

Alla tabella 3, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Indirizzo politico, u.p.b. 9.1.1 Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  2.000.000;

            CS:    -  2.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 9.2.1 Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  3.000.000;

            CS:    -  3.000.000.

        Conseguentemente alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, missione: Competitività e sviluppo delle imprese, programma Incentivazione per lo sviluppo industriale nell'ambito delle politiche di sviluppo e coesione, apportare le seguenti variazioni:

        u.p.b. 1.3.1 Funzionamento:

            CP:    +  2.000.000;

            CS:    +  2.000.000;

        u.p.b. 1.3.6 Investimenti:

            CP:    +  3.000.000;

            CS:    +  3.000.000.

3.Tab.3.5

BUBBICO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, ROSSI PAOLO, SANGALLI, SBARBATI, TOMASELLI

Respinto

Alla tabella 3, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Indirizzo politico, u.p.b. 9.1.1 Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  2.000.000;

            CS:    -  2.000.000.

        Conseguentemente alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, missione Regolazione dei mercati, programma Vigilanza sui mercati e sui prodotti, promozione della concorrenza e tutela dei consumatori, u.p.b. 3.1.1. Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  2.000.000;

            CS:    +  2.000.000.

3.Tab.3.6

BUBBICO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, ROSSI PAOLO, SANGALLI, SBARBATI, TOMASELLI

Respinto

Alla tabella 3, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Indirizzo politico, u.p.b. 9.1.1 Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  2.000.000;

            CS:    -  2.000.000.

        Alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza, u.p.b. 9.2.1 Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  3.000.000;

            CS:    -  3.000.000.

        Conseguentemente alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, missione Sviluppo e riequilibrio territoriale, programma Politiche per lo sviluppo economico ed il miglioramento istituzionale delle aree sottoutilizzate u.p.b. 2.1.6 Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  5.000.000;

            CS:    +  5.000.000.

G3.100

VIMERCATI, VITA, FILIPPI MARCO, SIRCANA, DONAGGIO, FISTAROL, MORRI, MAGISTRELLI, PAPANIA, ZANDA, RANUCCI, PERDUCA (*)

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l'anno finanziario 2010,

        premesso che,

            l'Italia presenta scarsi valori di alfabetizzazione informatica rispetto agli altri grandi Paesi europei (il 50 per cento degli italiani non ha mai utilizzato internet contro il 26 per cento dei Francesi, il 20 per cento dei Tedeschi e il 18 per cento dei Britannici); a livello geografico, l'adozione della connessione a banda larga fa registrare ancora notevoli differenze sia fra regione e regione, sia fra Nord, Centro e Sud, e circa il 12 per cento della popolazione risulta in condizioni di digital divide (dispone di una velocità di connessione inferiore a 1 Mb/s); a causa dell'esponenziale crescita del traffico internet, le analisi di lungo periodo mostrano la crescente necessità di iniziare a pianificare una nuova rete telematica in grado di supportare volumi di traffico molto più sostenuti, mentre gli investimenti sulla rete in fibra previsti da Telecom Italia sono stati rivisti al ribasso;

            il bilancio di previsione dello stato per l'anno finanziario 2010 e il bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012 confermano le più nere previsioni sugli effetti della crisi sulla economia nazionale con la prevista riduzione del prodotto interno lordo (PIL) nel 2009 del 4,8 per cento. Per il prossimo anno, mentre si prevedono consistenti incrementi del PIL i tutti i principali paesi sviluppati, in Italia è prevista una crescita solo dello 0,7 per cento. Tale divario è confermato anche dall'andamento negativo degli indicatori della produttività, che cadrà di 2,4 punti nel 2009 sottolineando la fragilità del nostro sistema produttivo;

            in tutti i paesi sviluppati ed emergenti gli investimenti in nuove tecnologie sono ritenuti decisivi come parte delle misure anticicliche per uscire rapidamente e positivamente dalla crisi. In particolare, il piano francese France numérique 2012, quello inglese Digital Britain e quello americano American Recovery and Reinvestment Act" destinano somme ingenti allo sviluppo della banda larga nei rispettivi paesi;

        considerato che:

            le nuove tecnologie digitali sono ritenute unanimemente causa prima dell'aumento della produttività delle imprese;

            nel disegno di legge di bilancio 2010 non vi sono risorse per l'implementazione della rete in banda larga;

            vengono cancellati i già magri stanziamenti per sostenere la diffusione del digitale terrestre,

        impegna il Governo:

            a sbloccare in tempi rapidi l'iter autorizzativo del Piano per la banda larga attualmente fermo al Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), confermando l'impegno di 800 milioni di euro enunciato dal viceministro Romani nella recente audizione al Parlamento;

            a ripristinare lo stanziamento di 30 milioni di euro per sostenere lo sviluppo del digitale terrestre, al fine di non far gravare sulle famiglie povere il peso della innovazione del sistema radiotelevisivo.

________________

(*) Firma aggiunta in corso di seduta

G3.101

SANGALLI, BUBBICO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, ROSSI PAOLO, SBARBATI, TOMASELLI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge atto Senato n. 1791 recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012,

        premesso che:

            il Fondo per il credito all'esportazione ed il sostegno degli investimenti all'estero rappresenta il più importante strumento di sostegno alle esportazioni italiane, a cui viene consentito di offrire agli acquirenti/committenti esteri dilazioni di pagamento a medio/lungo termine a condizioni e tassi di interesse competitivi, in linea con quelli offerti dai concorrenti dei paesi dell'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE);

            tagli di risorse operati a carico del suddetto Fondo rischiano di rendere del tutto precaria la continuità dell'attività di agevolazione, con il pericolo di pesanti danni per le imprese italiane esportatrici di beni di investimento (poste in una posizione insostenibile dal punto di vista competitivo, e quindi a rischio di perdite di ulteriori quote di mercato internazionale proprio nella fase di crisi economica globale) e per la bilancia commerciale italiana;

            in una fase come l'attuale, di recessione dell'economia mondiale e di crisi dei mercati finanziari, le piccole e medie imprese reggono faticosamente la sfida competitiva internazionale;

            il rifinanziamento degli strumenti di agevolazione del credito all'esportazione diventa perciò ancora più essenziale, e le risorse destinate a questo scopo andrebbero incrementate e non ridimensionate,

        impegna il Governo,

            a valutare l'opportunità di individuare per gli anni 2010, 2011 e 2012, risorse finanziarie aggiuntive per il Fondo per il credito all'esportazione ed il sostegno degli investimenti all'estero.

________________

(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G3.102

BUBBICO, SANGALLI, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, ROSSI PAOLO, SBARBATI, TOMASELLI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge atto Senato n. 1791 recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012,

        premesso che:

            gli stanziamenti che insistono anche sullo stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per il 2010 (tabella n. 3), si segnala un taglio di oltre 222 milioni di euro alla missione "Competitività e sviluppo delle imprese". In tale ambito appare alquanto inopportuno, proprio in questa fase di crisi economica, il taglio dei contributi statali ai progetti in favore dei distretti produttivi (50 milioni di euro), al fondo per gli interventi agevolati alle imprese (13 milioni di euro) e l'azzeramento delle risorse per il salvataggio delle imprese in difficoltà (35 milioni di euro). Nell'ambito del programma per lo sviluppo industriale nell'ambito delle politiche di sviluppo e coesione colpisce l'azzeramento delle risorse del fondo rotativo per le imprese e dei contributi ai consorzi ed alle cooperative di garanzia collettiva fidi;

            le risorse stanziate per il Fondo per la finanza d'impresa non appaiono sufficienti a predisporre adeguate misure per fronteggiare la situazione di crisi finanziaria ed economica internazionale in atto;

        considerato che:

            occorre garantire nell'immediato, al nostro sistema imprenditoriale, gli strumenti e le risorse necessarie per innalzare il proprio livello di competitività nel contesto internazionale,

        impegna il Governo:

            a reperire stanziamenti finalizzati a ripristinare i suddetti tagli per il 2010 e a predisporre per gli anni 2011 e 2012 adeguate misure per il sostegno della competitività delle nostre imprese e per garantire il mantenimento almeno degli attuali livelli occupazionali;

            ad incrementare, per gli anni 2010-2012, le risorse a disposizione del Fondo per la finanza d'impresa, al fine di consentire alle nostre imprese di affrontare con mezzi adeguati la situazione di crisi finanziaria ed economica internazionale in atto.

________________

(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G3.104

BUBBICO, SANGALLI, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, ROSSI PAOLO, SBARBATI, TOMASELLI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge atto Senato n. 1791 recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012,

        premesso che:

            la tabella n. 3, relativa allo Stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l'anno finanziario 2010, del disegno di legge di bilancio, riduce di 77,9 milioni di euro gli stanziamenti relativi alla missione «Ricerca ed innovazione»;

            nell'ambito della suddetta missione si segnala, in particolare, il taglio operato al Fondo rotativo per le imprese di ammontare pari a 36 milioni di euro per il solo anno 2010,

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di reperire stanziamenti per il 2010 finalizzati al ripristino delle suddette somme e a prevedere, per il 2011 e 2012, un incremento delle risorse per la ricerca e l'innovazione per la competitività nell'ambito dello sviluppo e della coesione».

________________

(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G3.105

BUGNANO, BELISARIO, GIAMBRONE, CARLINO, ASTORE, CAFORIO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA, RUSSO

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge atto Senato n. 1791 recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello stato, in relazione allo stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l'anno finanziario 2010,

        premesso che:

            la crisi economica e finanziaria si è abbattuta sulle imprese italiane con effetti drammatici soprattutto sul tessuto produttivo delle micro, piccole e medie imprese, che in larghissima parte costituiscono il motore dello sviluppo nazionale;

            per attenuare l'impatto della crisi che ha scosso le borse e le economie mondiali, è necessario operare affinché non vengano peggiorate le già pesanti condizioni economiche e sociali del nostro Paese;

            nello Stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per il 2010, nell'ambito della missione n. 1. «Competitività e sviluppo delle imprese» si registra uno stanziamento di euro 2.791.063.310, con una riduzione, rispetto alle previsioni assestate dell'anno finanziario 2009, di 232.263.082 euro;

            in particolare, al programma n. 1.1. «Regolamentazione, incentivazione dei settori imprenditoriale, produttivo e della proprietà industriale e riassetti industriali di settore e di area e sperimentazione tecnologica», unità previsionale di base 1.1.6. «Investimenti», si rileva uno stanziamento pari ad euro 2.660.829.732 con una riduzione di euro 83.947.567 rispetto al dato assestato 2009, ed in particolare una riduzione di euro 13.574.063 nel fondo per gli interventi agevolativi alle imprese, il cui stanziamento per il 2010 ammonta ad euro 373.607.588 ed una riduzione di euro 348.144.332 nel Fondo per la competitività e lo sviluppo rispetto alle previsioni assestate dell'anno finanziario 2009;

            al programma n. 1.3. «Incentivazione per lo sviluppo industriale nell'ambito delle politiche di sviluppo e coesione» è previsto uno stanziamento pari ad euro 69.348.969 con una riduzione di euro 150.391.451 rispetto al dato assestato 2009. In particolare, all'unità previsionale di base 1.3.6. «Investimenti», è prevista una riduzione sia nel Fondo per la competitività e lo sviluppo alle imprese pari ad euro 92.048.674 che nel Fondo rotativo per le imprese pari ad euro 13.656.516;

        considerato che:

            le risorse stanziate non appaiono sufficienti a predisporre adeguate misure per permettere alle imprese di fronteggiare la situazione di crisi finanziaria ed economica internazionale in atto;

            occorre garantire nell'immediato, al nostro sistema imprenditoriale, gli strumenti e le risorse necessarie per innalzare il livello di competitività nel contesto internazionale,

        impegna il Governo:

            a ripristinare adeguate risorse da attribuire al Fondo per gli interventi agevolativi alle imprese, al Fondo per la competitività e lo sviluppo ed al Fondo rotativo per le imprese.

________________

(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G3.106

BUGNANO, BELISARIO, GIAMBRONE, CARLINO, ASTORE, CAFORIO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA, RUSSO

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge atto Senato n. 1791 recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, in relazione allo stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l'anno finanziario 2010,

        premesso che:

            in una drammatica crisi economica e finanziaria, quale quella che il nostro Paese sta attraversando, appare necessario garantire il rispetto della concorrenza e dei principi di trasparenza e chiarezza;

            nello scenario attuale, il ruolo dell'Autorità garante della concorrenza appare fondamentale a garantire un'effettiva vigilanza sui mercati e sui prodotti al fine di tutelare i consumatori;

            la distorsione della concorrenza provoca una perdita di fiducia degli operatori del mercato interno, con conseguente diminuzione degli investimenti;

            molte delle imprese, non riuscendo a sostenere la sleale pressione competitiva, hanno perso consistenti quote sui mercati nazionali e sono state costrette a chiudere o a delocalizzare le sedi di produzione;

            nello Stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per il 2010, nell'ambito della missione n. 3 «Regolazione dei mercati», programma n. 3.1. «Vigilanza sui mercati e sui prodotti, promozione della concorrenza e tutela dei consumatori», si registra uno stanziamento pari ad euro 29.747.078 con una riduzione pari ad euro 22.988.687 rispetto alle previsioni assestate dell'anno finanziario 2009. In particolare, nell'unità previsionale di base 3.1.2., «Interventi» si prevede uno stanziamento di 16.317.791 euro, registrandosi una riduzione pari a 21.427.437 euro rispetto ai dati assestati nel 2009, inoltre, tra le somme da erogare per il funzionamento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, si registra uno stanziamento pari ad euro 14.581.190 con una riduzione rispetto, al dato assestato 2009, di 21.386.079 euro;

        considerato che:

            le risorse stanziate non appaiono necessarie a garantire un'effettiva regolazione e vigilanza sui mercati,

        impegna il Governo,

            a ripristinare le risorse necessarie per consentire all'Autorità garante della concorrenza e del mercato il suo effettivo funzionamento.

________________

(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G3.109

D'ALIA, PINZGER, FOSSON, CUFFARO, GIAI, PETERLINI, POLI BORTONE, THALER AUSSERHOFER

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

        premesso che:

            la tutela dei consumatori e degli utenti è in continua evoluzione e comporta un continuo aggiornamento della legislazione anche in relazione alla normativa europea;

            in particolare sono destinate ad assumere sempre maggiore rilevanza le misure volte a favorire la competitività del sistema produttivo nazionale e l'apertura dei mercati; a garantire la libertà di scelta e la tutela dei consumatori, soprattutto se in condizioni di particolare svantaggio; ad assicurare la concorrenza e i livelli essenziali delle prestazioni concernenti l'esercizio dei diritti civili e sociali, che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;

            da ciò deriva anche l'esigenza di introdurre norme modificative o abrogative di disposizioni statali vigenti in contrasto con i rilievi, i pareri e le segnalazioni dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nonché con i rilievi formulati dalle autorità di settore e da altri enti nazionali e comunitari,

        impegna il Governo:

            ad incrementare le risorse volte alla disciplina, alla vigilanza ed al controllo nel settore della sicurezza e conformità dei prodotti e degli impianti per assicurare a tutti i livelli la tutela dei consumatori e la concorrenza».

________________

(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G3.107

BUGNANO, BELISARIO, GIAMBRONE, CARLINO, ASTORE, CAFORIO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA, RUSSO

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge atto Senato n. 1791 recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, in relazione allo stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l'anno finanziario 2010,

        premesso che:

            la crisi finanziaria internazionale ha prodotto gravi conseguenze sull'economia reale, con una caduta della domanda globale e conseguenti diminuzioni della produzione industriale, e rischia di bloccare o rinviare alcuni investimenti già programmati a livello comunitario e nazionale per la realizzazione di nuove infrastrutture ovvero per la ricerca di nuove fonti energetiche o l'installazione di impianti di energia rinnovabile;

            occorre uno sforzo da parte del Governo per rilanciare lo sviluppo e contestualmente garantire la tutela dell'ambiente, puntando sulla modernizzazione ecologica dell'economia e sul rispetto degli impegni presi a livello comunitario;

            la strategia europea per aumentare l'efficienza e la sicurezza energetica del continente evidenzia la necessità della diminuzione delle emissioni che inquinano e promuove l'incentivazione degli investimenti e delle azioni mirate all'incremento del contributo di energia da fonti rinnovabili e il miglioramento dell'efficienza energetica;

            l'elaborazione di una strategia per uno sviluppo sostenibile richiede un nuovo tipo di imprenditorialità che consenta di conciliare risultato economico, responsabilità sociale e tutela dell'ambiente, sottolineando il ruolo dell'innovazione anche per la crescita economica e l'occupazione;

            secondo le conclusioni del Consiglio europeo del dicembre 2008, occorre trovare un punto di equilibrio, conciliando l'esigenza di promuovere i sistemi produttivi in termini compatibili con la tutela dell'ambiente e con la strategia di non imporre agli stessi sistemi produttivi oneri eccessivamente gravosi. Occorre puntare, soprattutto, su misure che siano in grado di assicurare nuove occasioni di investimento e di miglioramento della produttività, favorendo contestualmente il miglioramento dell'efficienza nei consumi energetici ed il ricorso a fonti alternative e rinnovabili. Anche il piano europeo di ripresa dell'economia si muove in questa direzione e stanzia risorse finanziarie, anche mediante prestiti della Banca europea per gli investimenti in tecnologie pulite;

            gli obblighi assunti dal nostro Paese in sede internazionale impongono la realizzazione di obiettivi di tutela ambientale che determinano la necessità di politiche, anche a livello regionale, coerenti in quattro settori di intervento prioritario e precisamente: riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera, natura e biodiversità, ambiente e salute, gestione delle risorse naturali e dei rifiuti. L'investimento in efficienza energetica consente di alleggerire, in tempi relativamente brevi, i costi energetici a carico delle famiglie e delle imprese; la promozione di un maggiore sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili può avere, come ha già avuto in altri Paesi, conseguenze positive sul piano dell'occupazione, dell'innovazione tecnologica, dell'affermazione di nuovi settori industriali al tempo stesso ad alto contenuto di tecnologia e ad elevata intensità di lavoro;

        considerato che:

            nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per il 2010, nell'ambito della missione n. 5 «Energia e diversificazione delle fonti energetiche» sono stati stanziati 7.773.092 di euro con una riduzione rispetto al dato assestato 2009 di 39.936.408 euro. La riduzione più rilevante si rileva nel programma n. 5.1. «Sicurezza, infrastrutture e relazioni internazionali del settore energetico» in cui lo stanziamento ammonta ad euro 4.170.673 con una riduzione di ben 39.890.944, rispetto al dato assestato 2009. In particolare, si rileva nell'unità previsionale di base 5.1.6. «Investimenti» uno stanziamento pari ad euro 56.176 con una riduzione di 38.617.322 euro, riconducibile per l'ammontare di euro 38.624.014 euro al Centro di responsabilità e di spesa «Fondo per misure di compensazione a favore di regioni ed enti locali interessati dalla realizzazione di nuove infrastrutture energetiche di rilevanza nazionale nonché per interventi di riduzione dei costi della fornitura energetica per finalità sociali»,

        impegna il Governo:

            a ripristinare le risorse ridotte al Fondo per le misure di compensazione a favore delle regioni ed enti locali interessati dalla realizzazione di nuove infrastrutture energetiche di rilevanza nazionale nonché per interventi di riduzione dei costi della fornitura energetica per finalità sociali.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G3.103

BUBBICO, SANGALLI, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, ROSSI PAOLO, SBARBATI, TOMASELLI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge atto Senato n. 1791 recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012,

        premesso che:

            la tabella n. 3, relativa allo stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l'anno finanziario 2010, del disegno di legge di bilancio (AS n. 1791), riduce di circa 22 milioni di euro per l'anno 2010 gli stanziamenti relativi alla missione «Commercio internazionale e internazionalizzazione del sistema produttivo»;

            nell'ambito della suddetta missione si segnalano, in particolare, i tagli operati a discapito dell'Istituto nazionale per il commercio estero (ICE) per il finanziamento dell'attività di promozione e di sviluppo degli scambi commerciali con l'estero (circa 7 milioni di euro in termini di competenza), nonché i tagli relativi alla promozione del Made in Italy (17 milioni di euro in termini di competenza);

            considerata la necessità di garantire alle imprese del nostro paese adeguati strumenti e mezzi per la promozione del Made in Italy nel contesto internazionale,

        impegna il Governo:

            a ripristinare i suddetti tagli per il 2010 e a predisporre per gli anni 2011 e 2012 adeguate misure per il sostegno del Made in Italy.

________________

(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G3.108

BUGNANO, BELISARIO, GIAMBRONE, CARLINO, ASTORE, CAFORIO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA, RUSSO

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge atto Senato n. 1791 recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, in relazione allo stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l'anno finanziario 2010,

        premesso che:

            la destabilizzazione del mercato del Made in Italy è ormai un dato acclarato, in relazione al quale l'immagine e l'economia del nostro Paese rischiano di essere fortemente danneggiate insieme alle piccole e medie imprese, che non riescono più a far fronte, da sole, alla pressante competizione soprattutto del sud-est asiatico;

            appare necessario garantire il sostegno all'export, all'internazionalizzazione delle imprese ed alla tutela dei prodotti e contrastare l'afflusso di prodotti contraffatti nel nostro Paese;

            a livello comunitario il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione, con la quale ha sollevato la necessità di tutelare i produttori europei, non ultimi, dunque, quelli Made in Italy;

            nello Stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per il 2010, nell'ambito della missione n. 4 «Commercio internazionale ed internazionalizzazione del sistema produttivo», si registra uno stanziamento pari ad euro 188.320.708, con una riduzione rispetto al dato assestato 2009 di euro 21.950.739;

            al programma n. 4.2. «Sostegno all'internazionalizzazione delle imprese e promozione del Made in Italy» si registra uno stanziamento pari ad euro 182.714.178, con una riduzione di euro 21.821.282. In particolare, all'unità previsionale di base n. 4.2.2. «Interventi» si registra uno stanziamento pari ad euro 162.935.993 con una riduzione rispetto al dato assestato 2009 di 5.322.281 euro ed all'unità previsionale di base n. 4.2.6. «Investimenti» si rileva uno stanziamento pari ad euro 12.672.121 con una riduzione pari ad euro 17.022.917, rispetto al dato assestato 2009,

        impegna il Governo:

            a ripristinare le risorse necessarie per garantire un effettivo sostegno all'internazionalizzazione delle imprese ed a favorire il rilancio di un settore maturo, prioritario del Made in Italy, in crisi da oltre un decennio e che non ha mai ricevuto alcun effettivo sostegno pubblico.

________________

(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G3.110

D'ALIA, PINZGER, FOSSON, CUFFARO, GIAI, PETERLINI, POLI BORTONE, THALER AUSSERHOFER

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

        premesso che:

            la sfavorevole congiuntura economica in atto richiede interventi urgenti a favore delle esportazioni delle aziende italiane all'estero nei settori maggiormente coinvolti da contrazioni di mercato;

            è necessario favorire lo sviluppo dei processi di internazionalizzazione delle nostre imprese; il sistema fieristico rappresenta la principale piattaforma di promozione del made in Italy, anche in relazione ai mercati esteri;

            l'efficiente razionalizzazione nell'uso di risorse destinate a tali progetti richiede di individuare nelle fiere a più elevata connotazione di internazionalità i naturali destinatari di tali finanziamenti;

            oltre alla promozione degli eventi fieristici di carattere internazionale nel nostro paese è di fondamentale importanza avviare una nuova strategia di marketing volta a portare il made in Italy a partecipare ad alcuni selezionati eventi internazionali,

        impegna il Governo:

            al fine di sostenere i settori produttivi in recessione e promuovere il made in Italy a valutare l'opportunità di prevedere interventi ed eventuali finanziamenti finalizzati a potenziare la vocazione internazionale delle fiere che organizzano eventi fieristici anche all'estero.

________________

(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

ARTICOLO 4 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 4.

Approvato

(Stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e disposizioni relative)

    1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, per l'anno finanziario 2010, in conformità all'annesso stato di previsione (Tabella n. 4).

    2. Alle spese di cui al capitolo 4310 dell'unità previsionale di base «interventi» del programma «prevenzione, assistenza, indirizzo e coordinamento internazionale in materia sanitaria umana», nell'ambito della missione «tutela della salute», nonché al capitolo 3398, piano gestionale 1, dell'unità previsionale di base «interventi» del programma «ricerca per il settore della sanità pubblica e zooprofilattico», nell'ambito della missione «ricerca e innovazione», dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali si applicano, per l'anno finanziario 2010, le disposizioni contenute nel secondo comma dell'articolo 36 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e successive modificazioni, sulla contabilità generale dello Stato.

    3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione delle somme versate in entrata dalle Federazioni nazionali degli ordini e dei collegi sanitari per il funzionamento della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie alla pertinente unità previsionale di base dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010.

    4. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a ripartire, con propri decreti, su proposta del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, tra le pertinenti unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010, i fondi per il finanziamento delle attività di ricerca e sperimentazione dell'unità previsionale di base «interventi» del programma «ricerca per il settore della sanità pubblica e zooprofilattico», nell'ambito della missione «ricerca e innovazione» dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, in relazione a quanto disposto dall'articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni.

    5. Ai fini dell'attuazione dell'articolo 4-bis del decreto-legge 29 dicembre 2000, n. 393, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2001, n. 27, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a ripartire, con propri decreti, su proposta dei Ministri del lavoro, della salute e delle politiche sociali, dell'interno e della difesa, tra le pertinenti unità previsionali di base degli stati di previsione dei Ministeri del lavoro, della salute e delle politiche sociali, dell'interno e della difesa il «Fondo da ripartire per la realizzazione di una campagna di monitoraggio sulle condizioni sanitarie dei cittadini italiani impegnati nell'area Bosnia-Erzegovina e Kosovo, nonché per il controllo delle sostanze alimentari importate dalla predetta area» dell'unità previsionale di base «oneri comuni di parte corrente» del programma «fondi da assegnare», nell'ambito della missione «fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010.

    6. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, su proposta del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, alle variazioni di bilancio tra le pertinenti unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010, occorrenti per l'attuazione delle norme contenute nell'articolo 48 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni.

ORDINI DEL GIORNO

G4.100

GHEDINI, ROILO, TREU, BIONDELLI, BLAZINA, ICHINO, NEROZZI, PASSONI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010,        premesso che:

            la manovra finanziaria per gli anni 2010-2012 - come delineata dai disegni di legge finanziaria e di bilancio e dai provvedimenti collegati tuttora all'esame delle Camere - non reca alcuna incisiva misura di sostegno al potere d'acquisto di salari e pensioni e si connota, al momento, per la completa rinuncia ad intervenire sulla distribuzione dei redditi, in primo luogo attraverso una riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro e pensione, sul sostegno alla domanda interna; così come è assente un intervento strutturale e di dimensioni adeguate alla crisi sugli strumenti di protezione sociale e sul contrasto alle povertà;

            in tal senso, ciò che rileva ai fini della valutazione dei disegni di legge di bilancio e di legge finanziaria per l'anno 2010 non è tanto quello che essi prevedono, quanto piuttosto quello che vistosamente manca per la realizzazione di un'effettiva manovra di politica economica;

            in particolare: la ridefinizione ed estensione su base universalistica del sistema di ammortizzatori sociali, dando piena ed immediata attuazione alla delega conferita in materia al Governo ai sensi dell'articolo 1, comma 28 e seguenti della legge 24 dicembre 2007, n. 247; l'adozione di interventi di defiscalizzazione dei redditi da lavoro dipendente e da pensione, anche dando seguito a quanto previsto dal Protocollo su previdenza, lavoro e competività per l'equità e la crescita sostenibili (cosiddetto «Protocollo sul welfare») del 23 luglio 2007, allo scopo di produrre effetti immediati sulla ripresa del potere d'acquisto dei medesimi; il ripristino della dotazione economica e l'ulteriore incremento del Fondo per le politiche sociali, prioritario strumento di contrasto alle emergenze sociali e per l'implementazione di politiche sociali attive e di attuazione dei diritti di cittadinanza che, al contrario, viene ulteriormente ridotto rispetto a quanto previsto dalla legge 22 dicembre 2008, n. 203 (legge finanziaria 2009);

            a conferma di ciò la missione n. 26 «Politiche per il lavoro» subisce una drastica riduzione di stanziamento pari a ben 456 milioni di euro in termini di competenza;

            nell'ambito della missione n. 26 «Politiche per il lavoro», nel programma 26.1 «Regolamentazione e vigilanza del lavoro», lo stanziamento per il Fondo per il funzionamento del Comitato per l'emersione del lavoro non regolare è ridotto - rispetto alle previsioni assestate per il 2009 - di quasi 128 milioni di euro in termini di competenza, a dispetto delle intenzioni (sempre annunciate e mai attuate di questo Governo) di contrastare il lavoro nero;

            sempre nell'ambito della missione n. 26 «Politiche per il lavoro», lo stanziamento del programma n. 26.5 «Servizi per lo sviluppo del mercato del lavoro» reca una riduzione di spesa - rispetto alle previsioni assestate per il 2009 - di 47 milioni di euro in termini di competenza;

            ed ancora, il programma n. 26.6 «Reinserimento lavorativo e sostegno all'occupazione ed al reddito» subisce la drastica riduzione - rispetto alle previsioni assestate per il 2009 - di ben 726 milioni di euro in termini di competenza,

        impegna il Governo:

            ad adottare misure urgenti per contrastare la grave crisi occupazionale nel Paese, combattere la precarietà del lavoro e incentivare l'inclusione dei soggetti oggi sottorappresentati;

            a potenziare e riqualificare il sistema degli ammortizzatori sociali, estendendolo a tutte le forme di lavoro, anche atipiche, nell'ambito di un processo di unificazione delle tutele e dei diritti riconosciuti a tutti i lavoratori, che preveda anche la progressiva parificazione degli oneri sociali.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G4.102

CARLINO, BELISARIO, GIAMBRONE, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA, RUSSO

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame congiunto dell'atto Senato n. 1790, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010), e dell'atto Senato n. 1791, recante bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012;

        premesso che:

            la spesa complessiva dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, per l'anno 2010, ammonta a 82.919 milioni di euro. In relazione agli stanziamenti di competenza per l'anno 2010, emergono alcune decise riduzioni di stanziamenti rispetto alle previsioni assestate 2009, con particolare riferimento alle missioni n. 4 «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia» e n. 5 «Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti»;

            in particolare, nell'ambito del programma n. 1.3 «reinserimento lavorativo e sostegno all'occupazione ed al reddito», all'interno dell'unità revisionale di base 1.3.6 «Investimenti al capitolo di bilancio n. 7206 (pag. 118), recante il Fondo per l'occupazione, viene operata una variazione negativa in termini di competenza, rispetto alle previsioni assestate per il 2009, di circa 707 milioni di euro, ed una variazione negativa in termini di cassa, rispetto alle previsioni assestate per il 2009, di ben 1.424 milioni;

            il Fondo per l'occupazione venne istituito in base all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, della legge 19 luglio 1993, n. 236;

            l'articolo 18, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, in considerazione della eccezionale crisi economica internazionale e della conseguente necessità della riprogrammazione nell'utilizzo delle risorse disponibili, fermi i criteri di ripartizione territoriale e le competenze regionali, dispone che il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), presieduto in maniera non delegabile dal Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per le infrastrutture ed i trasporti, per quanto attiene alla lettera b) del medesimo articolo 18, in coerenza con gli indirizzi assunti in sede europea, assegna, fra l'altro, una quota delle risorse nazionali disponibili del Fondo aree sottoutilizzate (FAS) al Fondo sociale per occupazione e formazione, istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, nel quale confluiscono anche le risorse del Fondo per l'occupazione, nonché le risorse comunque destinate al finanziamento degli ammortizzatori sociali concessi in deroga alla normativa vigente e quelle destinate in via ordinaria dal CIPE alla formazione;

        considerato quindi che:

            in base a quanto stabilito all'articolo 18, comma 1, lettera a), del citato decreto-legge n. 185 del 2008, le risorse del Fondo per l'occupazione affluiscono al Fondo sociale per occupazione e formazione, che viene appositamente istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro della salute e delle politiche sociali;

            nell'ambito della tabella n. 4 (Stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali) dell'atto Senato n. 1791 (bilancio di previsione per l'anno finanziario 2010) non viene data alcuna evidenza contabile relativa al Fondo sociale per l'occupazione e la formazione, nel quale sarebbero dovute confluire, ai sensi della delibera CIPE del 6 marzo 2009, ben 4 miliardi di euro, a valere sui fondi FAS;

            ugualmente difficile risulta, conseguentemente, la ricostruzione degli stanziamenti riferiti al capitolo 7206 relativo al Fondo per l'occupazione, che in base al disegno di legge di bilancio per il 2010 subisce una variazione degli stanziamenti di competenza di 707,104 milioni di euro, rispetto alle previsioni assestate 2009;

        valutato inoltre che:

            le ultime cifre fornite dall'ISTAT confermano che nel secondo trimestre, in Italia, sono stati distrutti 378.000 posti di lavoro su base annua, di cui il 70 per cento nel Mezzogiorno (si tratta di oltre 271 mila posti di lavoro persi al Sud). È il dato peggiore dal 1994;

            complessivamente il tasso di disoccupazione nazionale risulta del 7,4 per cento, rispetto al 6,7 del secondo trimestre 2008; il dato più alto dal 2006. Il fatto ancora più grave per il Sud è che le persone licenziate non corrispondono a chi è in cerca di occupazione: solo il 10 per cento di licenziati si è aggiunto al numero dei disoccupati. Aumento quindi la popolazione inattiva, di coloro che non cercano un lavoro perché sanno di non poterlo trovare; di coloro che si rifugiano nell'unica possibilità offerta dal mercato, cioè il lavoro nero,

            il boom della disoccupazione non è un fenomeno solo italiano, ma il dato che colpisce è che da noi il tasso di occupazione è sceso al 57,9 per cento, un livello inferiore di quasi 10 punti a quello dell'Eurozona (67,3 per cento). Senza contare che il dato sull'occupazione è un po' fuorviante, poiché tra chi lavora sono ricompresi anche i cassaintegrati: solo nel secondo trimestre, in questa categoria si trova l'equivalente di 341.000 lavoratori a tempo pieno e non è dato sapere quanti di loro saranno reintegrati,

        impegna il Governo:

            a dare conto, dettagliatamente, della reale consistenza del Fondo sociale per occupazione e formazione, istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, nonché del Fondo strategico per il Paese a sostegno dell'economia reale, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, in base alle disposizioni di cui al citato decreto-legge n. 185 del 2008;

            a fornire un tempestivo chiarimento, sulle variazioni di bilancio necessarie, con particolare riferimento al fondo del Fondo sociale per l'occupazione e la formazione, per dare attuazione alle disposizioni recate dal citato decreto-legge n. 185 del 2008, e dal decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, anche al fine di chiarire l'esatto ammontare degli stanziamenti in esso contenuti;

            a fornire un quadro aggiornato e dettagliato delle risorse del Fondo sociale per l'occupazione e la formazione e del Fondo per l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7, del citato decreto-legge n. 148 del 1993;

            ad adottare ogni intervento utile al rilancio delle politiche a sostegno dell'occupazione ed al reddito nonché a favore del reinserimento lavorativo.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G4.103

GHEDINI, TREU, ROILO, BIONDELLI, BLAZINA, ICHINO, NEROZZI, PASSONI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010,        premesso che:

            la condizione della distribuzione del reddito in Italia ha registrato un peggioramento crescente negli ultimi quindici anni, collocando il nostro Paese al sesto posto fra trenta Paesi dell'Organizzazione per la cooperazione e sviluppo economico (OCSE) per indice di disuguaglianza;

            secondo la rilevazione ISTAT del marzo 2009, basata sull'introduzione di un nuovo indice di povertà assoluta, 975.000 famiglie, per un totale di 2.424.000 individui, sono risultati in povertà assoluta. In quest'ambito il Sud presenta le maggiori criticità, con un valore doppio rispetto ad altre compagini territoriali; dal punto di vista delle ripartizioni sociali, i soggetti più coinvolti risultano le famiglie numerose, con tre o più figli minori, le famiglie di anziani, le famiglie con capofamiglia una donna o un disoccupato o una persona occupata, ma con bassa qualifica;

            questi dati indicano che un numero rilevantissimo di persone non dispone delle risorse per condurre uno standard di vita «minimo accettabile» con riferimento a tre aree di fabbisogni essenziali: alimentazione adeguata; disponibilità di un'abitazione di ampiezza congrua alla dimensione del nucleo famigliare, riscaldata e dotata dei principali servizi, beni durevoli ed accessori; minimo necessario per vestirsi, comunicare, informarsi, muoversi sul territorio, istruirsi e mantenersi in buona salute;

            considerato che:

            la manovra finanziaria per gli anni 2010-2012 non reca alcuna incisiva misura di sostegno al potere d'acquisto di salari e pensioni e si connota, al momento, per la completa rinuncia ad intervenire sulla distribuzione dei redditi e sul sostegno ai bisogni delle famiglie e, per il loro tramite, di sostegno alla domanda interna; così come è assente un intervento strutturale e di dimensioni adeguate alla crisi sugli strumenti di protezione sociale e sul contrasto alle povertà;

        in particolare:

            nella manovra finanziaria per l'anno 2010, nell'ambito della missione n. 24 «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia» si prevede una riduzione complessiva di stanziamento di 240 milioni di euro in termini di competenza;

            sempre nell'ambito della missione n. 24 «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia», il Fondo nazionale per l'infanzia e l'adolescenza è ridotto di oltre 41 milioni di euro, mentre il Fondo nazionale per le non autosufficienze reca una riduzione di spesa di ben 400 milioni di euro;

            il Fondo per le politiche sociali, prioritario strumento di contrasto alle emergenze sociali e per l'implementazione di politiche sociali attive e di attuazione dei diritti di cittadinanza viene ulteriormente ridotto rispetto a quanto previsto dalla legge finanziaria per il 2009, già incidente per oltre il 21 per cento rispetto allo stanziamento dell'esercizio precedente, nella misura di oltre 284 milioni di euro;

            non sono presenti interventi di defiscalizzazione dei redditi da lavoro dipendente e da pensione, che abbiano lo scopo di produrre effetti immediati sulla ripresa del potere d'acquisto dei medesimi, né sono appostate risorse finalizzate alla detrazione dal carico fiscale delle famiglie delle spese per l'assistenza ai minori e ai non autosufficienti, per l'istruzione, per la casa, per i trasporti finalizzati al mantenimento dell'occupazione, e così via;

            non sono contenute misure, né risorse necessarie ad un adeguato aumento dell'importo degli assegni familiari, a partire dal primo figlio ed a garantirne l'estensione alle lavoratrici autonome ed ai titolari di rapporti di lavoro «atipici»;

            non sono previste misure finalizzate all'implementazione delle rete dei servizi alla prima infanzia, che costituisce offerta indispensabile per consentire e migliorare il tasso di occupazione femminile, garantire alle bambine ed ai bambini le migliori opportunità di socializzazione e di apprendimento fin dalla primissima infanzia, offrire alle famiglie adeguati supporti educativi ed organizzativi, accrescere le opportunità di lavoro, soprattutto al Sud;

            non sembrano nemmeno postati, infine, gli stanziamenti di risorse necessari a reiterare misure comunque parziali e non adeguatamente calibrate quali il «bonus famiglia»,

        impegna il Governo:

            ad adottare misure urgenti per sostenere le famiglie, specie quelle con figli minori, a contrastarne l'impoverimento e l'emarginazione, a garantirne ai loro membri il pieno accesso ai diritti di salute, di educazione e di istruzione, alla piena occupazione dei membri adulti, in particolare delle donne.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G4.101

TREU, ROILO, BIONDELLI, BLAZINA, GHEDINI, ICHINO, NEROZZI, PASSONI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010,        premesso che:

            nell'ambito della missione n. 26 «Politiche per il lavoro», il programma 26.6 «Reinserimento lavorativo e sostegno all'occupazione ed al reddito» subisce la drastica riduzione - rispetto alle previsioni assestate per il 2009 - di ben 726 milioni di euro in termini di competenza;

            nell'ambito del suddetto programma n. 26.6, occorre segnalare la riduzione - rispetto alle previsioni assestate per il 2009 - di 707 milioni di euro per il Fondo per l'occupazione, esposto nella tabella F del disegno di legge finanziaria (atto Senato n. 1790);

        premesso inoltre che:

            gli effetti della crisi economica attesi sul mercato del lavoro sono particolarmente preoccupanti. In Italia, nel secondo trimestre 2009, l'offerta di lavoro ha registrato, rispetto allo stesso periodo del 2008, una riduzione dell'1,0 per cento (- 241.000 unità). Rispetto al primo trimestre 2009, l'offerta di lavoro si riduce dello 0,2 per cento. Nel secondo trimestre 2009 il numero di occupati risulta pari a 23.203.000 unità, in forte calo su base annua (- 1,6 per cento, pari a - 378.000 unità). Il risultato sintetizza il protrarsi della caduta dell'occupazione autonoma delle piccole imprese, l'accentuarsi del calo dei rapporti di lavoro dipendente a termine e la nuova riduzione del numero dei collaboratori. Il tasso di occupazione della popolazione tra i quindici e i sessantaquattro anni scende dal 59,2 per cento del secondo trimestre 2008 all'attuale 57,9 per cento. Il numero delle persone in cerca di occupazione sale invece a 1.841.000 unità (+ 137.000 unità, pari al + 8,1 per cento rispetto al secondo trimestre 2008). Il tasso di disoccupazione aumenta, passando dal 6,7 per cento del secondo trimestre 2008 all'attuale 7,4 per cento. Secondo la Relazione previsionale e programmatica per il 2010, il tasso di disoccupazione nel 2009 sarà pari all'8,5 per cento e all'8,8 per cento nel 2010;

            per effetto della crisi economica in atto, le ore di cassa integrazione autorizzate nel periodo che va dal 1º settembre 2008 al 31 agosto 2009 sono aumentate del 223,3 per cento: da 190.970.862 ore del corrispondente periodo del 2007-2008 si è passati, infatti, a 615.554.894 ore negli ultimi 12 mesi. Inoltre, con la corresponsione di un importo medio annuo di circa 5.292 euro, per alleviare il periodo di disoccupazione, che può variare da 6 mesi a 1 anno, l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) ha liquidato anche 1.172.659 domande di disoccupazione con un incremento del 53 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Le domande accolte hanno sfiorato il milione (984.286) con un incremento del 52,2 per cento,

        impegna il Governo:

            ad adottare con la massima tempestività interventi di politica fiscale a sostegno dei redditi dei singoli e delle famiglie, con particolare riguardo ai pensionati, alle famiglie con figli, ai lavoratori subordinati e parasubordinati a basso redditi e ai giovani precari, finalizzati a sostenere il potere d'acquisto di salari e pensioni e favorire, anche per questo tramite, la ripresa dei consumi e il rilancio dell'economia;

            ad adottare misure urgenti per incrementare il tasso di occupazione ed a ripristinare lo stanziamento del Fondo per l'occupazione.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G4.150

D'ALIA, PINZGER, FOSSON, CUFFARO, GIAI, PETERLINI, POLI BORTONE, THALER AUSSERHOFER

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012,

        premesso che:

            la crisi economica ha prodotto effetti negativi sul mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione aumenta dal 6,7 per cento del secondo trimestre del 2008 al 7,4 per cento attuale. Se ne prevede un ulteriore incremento nel prossimo anno. Le ore di cassa integrazione autorizzate nel periodo che va dal 1º settembre 2008 al 31 agosto 2009 sono aumentate del 223,3 per cento. Quest'anno l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) ha liquidato il 53 per cento in più di domande di disoccupazione rispetto allo sltesso periodo dell'anno scorso. Si riduce l'offerta di lavoro, in forte calo anche il numero di occupati, scende il tasso di occupazione, aumenta invece chi è in cerca di lavoro;

            preoccupante è la situazione nel Sud ove si concentra il 70 per cento dei 378.000 posti di lavoro persi su base annua secondo l'ISTAT;

            a fronte di ciò, la manovra finanziaria per gli anni 2010-2012 non reca alcun intervento di carattere strutturale adeguato a fronteggiare la crisi, né alcuno strumento di protezione sociale o contrasto alla povertà;

            si rinuncia ad intervenire a tutela del potere di acquisto di salari e pensioni, non si predispongono misure a sostegno della famiglia ai fini di incrementare la domanda interna, non si avvia una seria politica di contrasto alle emergenze sociali, al contrario il Fondo per le politiche sociali, strumento principe per avviare politiche attive di inclusione sociale viene ulteriormente decurtato rispetto a quanto già fatto nel 2009, non si procede ad una estensione universalistica degli ammortizzatori sociali che pur essendo stati ampliati continuano, per alcune categoria di lavoratori più deboli, a necessitare, per essere fruiti, di requisiti per l'accesso tali da restringerne la portata rispetto alla potenziale platea di aventi diritto;

            a conferma di quanto sopra la missione «Politiche per il lavoro» subisce una decurtazione pari a 456.164.788 di euro in termini di competenza rispetto alla previsioni assestate 2009. In seno alla stessa missione, nell'ambito del programma «Regolamentazione e vigilanza del lavoro», il Fondo per il funzionamento del comitato per l'emersione del lavoro non regolare è ridotto di 127.606 milioni di euro. Ciò testimonia il contraddittorio atteggiamento dell'esecutivo che, se da una parte dichiara la volontà di contrastare il lavoro nero, poi nei fatti riduce le risorse a tal fine destinate;

            in seno alla medesima missione «Politiche per il lavoro» vengono decurtate le risorse sia per le cosiddette «politiche attive» che per quelle «passive» ovvero sia per gli interventi destinati a prevenire situazioni di disoccupazione sviluppando il mercato del lavoro attraverso, ad esempio, la formazione professionale, i servizi all'impiego o l'erogazione di incentivi alle imprese finalizzati a nuove assunzioni o a favorire l'autoimprenditorialità, che le misure che intervengono quando l'evento disoccupazione si è già manifestato e sono rivolte al lavoratore, piuttosto che all'impresa o ai servizi per l'impiego. Infatti, il programma «Servizi per lo sviluppo del mercato del lavoro» reca una riduzione di spesa di 47.034.445 di euro in termini di competenza e il programma «Reinserimento lavorativo e sostegno all'occupazione e al reddito» registra un decremento di 726.022.392 di euro in termini di competenza;

            nell'ambito del programma «Servizi per lo sviluppo del mercato del lavoro», si deve poi evidenziare, rispetto alle previsioni assestate per il 2009, la riduzione di oltre 707 milioni di euro del Fondo per l'occupazione, capitolo esposto nella tabella F della legge finanziaria;

            il Fondo per l'occupazione fu istituito dall'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148. Nell'ambito delle misure anticrisi, l'articolo 18, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, dispone che una quota delle risorse disponibili del Fondo aree sottosviluppate (FAS) vengano assegnate al Fondo sociale per occupazione e formazione istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, nel quale confluiscono anche le risorse del Fondo per l'occupazione, nonché le risorse comunque destinate al funzionamento degli ammortizzatori sociali concessi in deroga alla normativa vigente,

        impegna il Governo:

            ad avviare con tempestività misure di carattere strutturale che siano adeguate a fronteggiare la crisi, in particolare a porre in essere, con urgenza, interventi volti al sostegno al reddito e per combattere la grave crisi occupazionale, la povertà e l'esclusione sociale attraverso politiche fiscali a favore della famiglia; estensione universale degli ammortizzatori sociali anche alle forme di lavoro cosiddette atipiche; reintegro della dotazione del Fondo per l'occupazione, della cui consistenza si chiede inoltre di dar conto, nel dettaglio, congiuntamente al Fondo sociale per occupazione e formazione.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G4.151

D'ALIA, PINZGER, FOSSON, CUFFARO, GIAI, PETERLINI, POLI BORTONE, THALER AUSSERHOFER

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012,

        premesso che:

            la manovra finanziaria per gli anni 2010-2012 si contraddistingue per la mancanza di misure a sostegno dei bisogni delle famiglie e, per loro tramite, a sostegno della domanda interna;

            nessuno strumento di protezione sociale o contrasto alla povertà e all'esclusione sociale è contemplato in essa;

            non predisporre una adeguata rete di protezione sociale significa non riconoscere il diritto dell'individuo ad una vita dignitosa e ad un ruolo attivo nella società, non prestare attenzione alle necessità della famiglia significa non riconoscerne il ruolo insostituibile che svolge a servizio dell'intera società;

            secondo il rapporto pubblicato dall'ISTAT, nel 2008 complessivamente sono 8.078.000 gli individui poveri, il 13,6 per cento dell'intera popolazione. Le famiglie che si trovano in condizioni di povertà relativa sono stimate in 2.737.000 e rappresentano l'11,3 per cento delle famiglie residenti, 1.126.000 sono invece quelle famiglie (il 4,6 per cento delle famiglie residenti) che risultano in condizione di povertà assoluta per un totale di 2.893.000 individui, il 4,9 per cento dell'intera popolazione. La povertà è direttamente correlata al numero dei componenti, aumenta in caso di più figli e/o anziani, e si concentra soprattutto nel Sud d'Italia;

        in particolare:

            la manovra finanziaria per l'anno 2010, relativamente alla missione «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia», decurta risorse pari a 240.031.703 di euro in conto competenza;

            nell'ambito della suddetta missione, il programma «Programmazione sociale, trasferimenti assistenziali e finanziamento nazionale della spesa sociale» è ridotto di 238.476.348 di euro. A farne maggiormente le spese sono il Fondo nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, finalizzato alla realizzazione di interventi a livello nazionale, regionale e locale, ridotto di 41.567.046 di euro e il Fondo per le non auto sufficienze, non rifinanziato per l'anno 2010;

            a fronte di quanto sopra, ancora una volta la famiglia sarà chiamata a far fronte ai bisogni di disabili e anziani e ne rappresenterà la principale se non l'unica risorsa ai fini di fronteggiare situazioni di non auto sufficienza. Le famiglie con un disabile grave in Italia sono circa un milione e mezzo, circa il 7 per cento di quelle italiane;

            inoltre sempre in seno alla stessa missione «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia» e nell'ambito dello stesso programma «Programmazione sociale, trasferimenti assistenziali e finanziamento nazionale della spesa sociale», il Fondo delle politiche sociali che dovrebbe essere lo strumento principe di contrasto alle emergenze sociali e mezzo attraverso cui porre in essere politiche sociali attive, risulta decurtato, rispetto alle previsioni assestate per il 2009, di 284.547.610 di euro;

            a ciò si aggiunga in seno alla medesima missione, nell'ambito del programma «Associazionismo, volontariato e formazioni sociali» una variazione negativa del Fondo per il volontariato e contributi alle associazioni sociali e del Fondo per l'associazionismo sociale in termini di cassa rispetto alle previsioni assestate per il 2009. Questo denota una mancata considerazione del ruolo del «terzo settore» a fronte dell'alta funzione sociale, anche di supplenza rispetto alle istituzioni statali, che esso rappresenta,

        impegna il Governo:

            ad adottare misure urgenti per sostenere le famiglie, in particolare a valutare l'opportunità di introdurre con provvedimenti successivi il sistema delle deduzioni fiscali in luogo dell'attuale sistema delle detrazioni al fine di realizzare un fisco più equo e a misura delle famiglie italiane con carichi familiari;

            a contrastare la povertà e l'emarginazione promuovendo politiche di inclusione sociale attraverso il reintegro del Fondo per le politiche sociali ai fini di aumentare la coesione sociale per un welfare sempre più inclusivo;

            a ripristinare le risorse del Fondo per le non auto sufficienze al fine di rispettare e dare piena attuazione al principio di uguaglianza sancito dall'articolo 3 della Carta costituzionale;

            a prestare adeguato sostegno al «terzo settore» attraverso un riconoscimento del ruolo solidaristico dello stesso, in ossequio anche al principio di sussidiarietà.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G4.104

ROILO, TREU, BIONDELLI, BLAZINA, GHEDINI, ICHINO, NEROZZI, PASSONI

Non posto in votazione (*)

    Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010,        premesso che:

            nell'ambito della missione n. 24 «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia» e del programma n. 24.9 «Programmazione sociale, trasferimenti assistenziali e finanziamento nazionale della spesa sociale», non è previsto il rifinanziamento del Fondo per le non autosufficienze, istituito dall'articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007) e incrementato dalla legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria per il 2008); 

            lo stanziamento viene eliminato per la cessazione degli oneri recati dall'articolo 1, comma 1264, della legge finanziaria 27 dicembre 2006, n. 296, che prevedeva l'autorizzazione di spesa per il triennio 2007-2009;

        considerato che:

            la non autosufficienza, così come definita dal Movimento di volontariato italiano (MoVI), è una situazione patologica diagnosticata che interferisce sull'individuo, limitandone la vita di relazione, sociale e lavorativa a causa dell'incapacità di mantenere una vita indipendente e di svolgere le comuni attività quotidiane;

            una sfida importante per un sistema di welfare adeguato alla realtà è quella di creare le condizioni culturali e ambientali affinché le persone con disabilità raggiungano la piena partecipazione sociale, in modo da consentire a questi ultimi forme soddisfacenti di integrazione lavorativa, di mobilità, nonché possibilità di avere relazioni interpersonali e una soddisfacente partecipazione alla vita sociale;

            la necessità di garantire a tutti i cittadini pari opportunità e dignità sociale è un obbligo sancito dalla nostra Carta costituzionale, la quale, all'articolo 3, ricorda come «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.»;

            le risorse previste dalla citata legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria per il 2007), nonostante siano state incrementate dalla legge n. 244 del 2007 (legge finanziaria per il 2008) erano comunque insufficienti, essendo in questi casi la maggior parte degli oneri comunque a carico delle famiglie;

            la famiglia rappresenta ancora oggi la principale risorsa a disposizione delle persone disabili e anziane per fronteggiare la propria non autosufficienza. Le famiglie con almeno un disabile grave sono circa un milione e mezzo, pari a quasi il 7 per cento delle famiglie italiane,

        impegna il Governo:

            a ripristinare l'autorizzazione di spesa per il Fondo per le non autosufficienze prevedendo quantomeno lo stanziamento di 400 milioni di euro già fissato per il 2009, considerata l'importanza di garantire alle persone non autosufficienti ed alle loro famiglie un aiuto sostanziale per fronteggiare una già complessa situazione.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G4.204

CARLINO, BELISARIO, GIAMBRONE, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA, RUSSO

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame congiunto dell'atto Senato n. 1790, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010), e dell'atto Senato n. 1791, recante bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012,

        premesso che:

            l'articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, (legge finanziaria 2007) istituisce il Fondo per le non autosufficienze al fine di garantire l'attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali da garantire su tutto il territorio nazionale con riguardo alle persone non autosufficienti,

        considerato che:

            in base a quanto riportato nella tabella n. 4 (Stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali) allegata all'atto Senato n. 1791, lo stanziamento per il Fondo per le non autosufficienze (previsto dal citato articolo 1, comma 1264, della legge n. 296 del 2006, ed incrementato in base all'articolo 2, comma 465, della legge 24 dicembre 2007, n. 244) viene eliminato e si stabilisce la conservazione «per memoria» del relativo capitolo n. 3538;

            la garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali in favore delle categorie più deboli è un'esigenza prioritaria, in modo particolare nell'attuale situazione di crisi economica che proprio tali categorie colpisce più duramente,

        impegna il Governo:

            a ripristinare lo stanziamento per il Fondo per le non autosufficienze e ad adottare adeguati interventi legislativi per le politiche sociali a salvaguardia delle famiglie e in particolare delle categorie più deboli.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G4.205

MARINO IGNAZIO, SERAFINI ANNA MARIA, BAIO, BIANCHI, MERCATALI, LEGNINI, BASSOLI, BOSONE, CHIAROMONTE, COSENTINO, DI GIROLAMO LEOPOLDO, GUSTAVINO, PORETTI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010,

        premesso che:

            i genitori o i familiari di un soggetto disabile grave, con una percentuale di invalidità uguale al 100 per cento, si dedicano al lavoro di cura e di sostegno di queste persone che necessitano di assistenza continua, poiché non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, e con difficoltà enormi riescono a conciliare la vita lavorativa con le attività di accudimento e di cura;

            non sono molti i lavoratori che possono permettersi di lasciare il lavoro per dedicarsi interamente all'assistenza del familiare disabile grave, né tantomeno coloro che possono permettersi un'assistenza infermieristica privata per ventiquattro ore giorno o anche per meno ore;

            sono difficilmente immaginabili i sacrifici sostenuti da queste donne e uomini, lavoratrici e lavoratori, in termini di salute personale, di difficoltà economiche, oltre che di sofferenza e di fatica;

            per alleviare le condizioni di vita di questi lavoratori sarebbe opportuno prevederne il collocamento anticipato in quiescenza stabilendo per essi il riconoscimento, su richiesta, del diritto all'erogazione del trattamento pensionistico di anzianità, indipendentemente dall'età anagrafica, a seguito del versamento di venticinque anni di contributi previdenziali, di cui almeno cinque annualità versate nel periodo di costanza di assistenza al familiare convivente disabile grave, nonché il diritto, ai fini della misura del trattamento pensionistico, ad una contribuzione figurativa di due mesi per ogni anno di contribuzione effettiva, per un massimo di cinque anni, purché versata in costanza di assistenza al familiare disabile grave;

        premesso inoltre che:

            nell'ambito dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali (tabella n. 4), nella missione n. 24 «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia» e nel programma n. 24.9 «Programmazione sociale, trasferimenti assistenziali e finanziamento nazionale della spesa sociale», non è previsto il rifinanziamento del Fondo per le non auto sufficienze, istituito dall'articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), e incrementato dalla legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008);

            lo stanziamento viene eliminato per la cessazione degli oneri recati dall'articolo 1, comma 1264, della legge finanziaria 27 dicembre 2006, n. 296, che prevedeva l'autorizzazione di spesa per il triennio 2007-2009;

        considerato che:

            la necessità di garantire a tutti i cittadini pari opportunità e dignità sociale è un obbligo sancito dalla nostra Carta costituzionale, la quale, all'articolo 3, ricorda come «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.»;

            le risorse previste dalla legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria 2007), nonostante siano state incrementate dalla legge n. 244 del 2007 (legge finanziaria 2008), erano comunque insufficienti, essendo in questi casi la maggior parte degli oneri comunque a carico delle famiglie;

            la famiglia rappresenta ancora oggi la principale risorsa a disposizione delle persone disabili e anziane per fronteggiare la propria non auto sufficienza. Le famiglie con almeno un disabile grave sono circa un milione e mezzo, pari a quasi il 7 per cento delle famiglie italiane,

        impegna il Governo:

            a ripristinare l'autorizzazione di spesa per il Fondo per le non autosufficienze prevedendo quantomeno lo stanziamento di 400 milioni di euro già fissato per il 2009, considerata l'importanza di garantire alle persone non auto sufficienti ed alle loro famiglie un aiuto sostanziale per fronteggiare una già complessa situazione;

            a reperire le risorse necessarie per rendere possibile il collocamento anticipato in quiescenza delle lavoratrici e dei lavoratori che si dedicano al lavoro di cura e di assistenza di familiari disabili nella consapevolezza della necessità di una misura di tal genere che possa comportare un alleviamento di una difficile condizione esistenziale.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G4.105

CARLINO, BELISARIO, GIAMBRONE, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA, RUSSO

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame congiunto dell'atto Senato n. 1790, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010), e dell'atto Senato n. 1791 recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012;

        premesso che:

            la spesa complessiva dello Stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, per l'anno 2010, ammonta a 82.919 milioni di euro. In relazione agli stanziamenti di competenza per l'anno 2010, emergono alcune decise riduzioni di stanziamenti rispetto alle previsioni assestate 2009;

            con particolare riferimento alla missione n. 4. «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia»:

            il capitolo n. 5242, «Fondo per il volontariato e contributi alle associazioni sociali», reca una variazione negativa in termini di cassa, rispetto alle previsioni assestate per il 2009, pari a 3.668.633;

            il capitolo n. 5246, Fondo per l'associazionismo sociale, reca una variazione negativa in termini di cassa, rispetto alle previsioni assestate per il 2009, pari a 2.749.492;

        considerato che:

            il ruolo del cosiddetto «terzo settore» assume un'importanza sempre maggiore, come ricordato recentemente anche dal Presidente della Repubblica, per la sua fondamentale funzione sociale di servizio nell'interesse comune dei cittadini,

        impegna il Governo:

            ad aumentare gli stanziamenti per il Fondo per il volontariato e contributi alle associazioni sociali e per il Fondo per l'associazionismo sociale e ad porre in essere, attraverso adeguati interventi legislativi, una politica volta a favorire ed incentivare lo sviluppo del cosiddetto terzo settore.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G4.106

CARLINO, BELISARIO, GIAMBRONE, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA, RUSSO

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame congiunto dell'atto Senato n. 1790 recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010), e dell'atto Senato n. 1791 recante bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012,

        premesso che:

            la spesa complessiva dello Stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, per l'anno 2010, ammonta a 82.919 milioni di euro. In relazione agli stanziamenti di competenza per l'anno 2010, emergono alcune decise riduzioni di stanziamenti rispetto alle previsioni assestate 2009;

            con particolare riferimento alla missione n. 5 «Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti», in base a quanto riportato nella tabella n. 4 (stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali), il capitolo n. 3694 «Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati», reca una variazione negativa in termini di cassa, rispetto alle previsioni assestate per il 2009, pari a 14.781.989 euro;

        considerato che:

            nell'affrontare il complesso fenomeno dell'immigrazione la, pur assolutamente doverosa, predisposizione di strumenti volti alla repressione dei fenomeni di criminalità ad essa connessi non può essere disgiunta da politiche di integrazione che tendano ad eliminare per quanto più possibile fenomeni di separazione o di emarginazione sociale,

        impegna il Governo:

            ad aumentare gli stanziamenti per il Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati e a porre in essere, attraverso adeguati interventi legislativi, politiche volte all'integrazione e alla tutela dei diritti dei lavoratori immigrati.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G4.107

NEROZZI, TREU, ROILO, BIONDELLI, BLAZINA, GHEDINI, ICHINO, PASSONI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010,

        premesso che:

            la manovra finanziaria per gli anni 2010-2012 - come delineata dai disegni di legge finanziaria e di bilancio e dai provvedimenti collegati tuttora all'esame delle Camere - non reca alcuna incisiva misura di sostegno al potere d'acquisto di salari e pensioni e si connota, al momento, per la completa rinuncia ad intervenire sulla distribuzione dei redditi, in primo luogo attraverso una riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro e pensione, sul sostegno alla domanda interna;

            nella relazione tecnica al disegno di legge finanziaria per il 2010, all'articolo 2, commi 9, 10, 11 e 12, è descritto lo stanziamento (assolutamente inadeguato) per i rinnovi contrattuali 2010-2012 pari a 1,8 miliardi di euro per il settore statale ed a 1,6 miliardi di euro per il settore non statale, per un totale complessivo pari a 3,4 miliardi di euro a fronte dei 7 miliardi di euro necessari;

            per giustificare lo stanziamento non sufficiente delle risorse previste per i rinnovi contrattuali dei pubblici dipendenti, all'articolo 2, comma 16, si rimanda ad un momento successivo lo «stanziamento delle ulteriori risorse finanziarie occorrenti per i rinnovi contrattuali del triennio 2010-2012»,

        impegna il Governo:

            a stanziare risorse adeguate e strutturali per il rinnovo triennale dei contratti del pubblico impiego, nonché misure, anche di carattere finanziario, utili ad affrontare i problemi occupazionali legati all'accesso al lavoro per coloro che hanno superato positivamente i concorsi pubblici e dei tanti precari delle pubbliche amministrazioni in possesso dei requisiti previsti dalla legge, che sono ancora in attesa di stabilizzazione nell'ambito delle disponibilità di organico vigenti, organici che per questi motivi non devono essere ulteriormente ridimensionati.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G4.108

ICHINO, ROILO, TREU, BIONDELLI, BLAZINA, GHEDINI, NEROZZI, PASSONI

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010,        premesso che:

            la manovra finanziaria per gli anni 2010-2012 non prevede alcun intervento strutturale e di dimensioni adeguate alla crisi sugli strumenti di protezione sociale e sul contrasto alle povertà;

            alla domanda di sostegno del reddito di centinaia di migliaia di lavoratori che perdono il posto di lavoro a causa della crisi economica, il Governo continua a rispondere con provvedimenti «contagocce», come se la cassa integrazione fosse in passivo. In realtà il bilancio degli ultimi anni della suddetta cassa, anche computandosi questo periodo di recessione, segna un attivo di oltre 10 miliardi;

            nell'ultimo quinquennio del quale sono disponibili i dati (2003-2007) i contributi versati annualmente dalle imprese per la cassa integrazione ordinaria hanno oscillato tra i 2,3 e i 2,8 miliardi, mentre le prestazioni della cassa hanno oscillato tra 0,2 e 0,5 miliardi l'anno;

            nello stesso periodo, per la cassa integrazione straordinaria (quella che viene erogata su decisione del Governo, in relazione a crisi di settore), i contributi hanno oscillato tra 1 e 0,8 miliardi, mentre le prestazioni sono state inferiori alla metà di quel gettito;

            complessivamente, il saldo attivo della cassa per il quinquennio ammonta a oltre 13 miliardi di euro;

            questi dati sul sistema della cassa integrazione evidenziano un grave squilibrio permanente tra l'entità del contributo pagato dalle imprese sulle retribuzioni lorde dei loro dipendenti e l'entità complessiva delle prestazioni erogate: per la Cassa ordinaria i contributi superano ogni anno addirittura di quattro o cinque volte l'erogazione,

        impegna il Governo:

            ad utilizzare queste risorse per il sostegno dei lavoratori che sono più direttamente colpiti dalla crisi, introducendo la cassa integrazione e i trattamenti di disoccupazione nei casi in cui non siano ancora previsti.

G4.109

GUSTAVINO, BIANCHI, BOSONE, BASSOLI, CHIAROMONTE, COSENTINO, DI GIROLAMO LEOPOLDO, MARINO IGNAZIO, PORETTI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010,        premesso che:

            nella Nota preliminare al bilancio di previsione per l'anno 2010, nell'ambito della «Programmazione strategica e finanziaria», al paragrafo 4, si legge: «dovranno essere valorizzati i profili della prevenzione (...) oltre che la promozione di comportamenti attivi e stili di vita responsabili delle persone» e, al paragrafo 5: «particolare attenzione dovrà essere dedicata alla ricerca biomedica (...) particolare impegno deve essere posto nella ricerca organizzativa»;

        considerato che:

            per i programmi 3.2, 3.3, 3.5, 6.2 è prevista una notevole riduzione di spesa, rispetto alle previsioni assestate per il 2009, sia in termini di competenza contabile sia in termini di cassa,

        impegna il Governo:

            a ristabilire un tratto di coerenza tra i princìpi annunciati nella programmazione strategica e finanziaria e l'ammontare degli stanziamenti di cui alle previsioni di bilancio per i programmi, che quei princìpi dovrebbero concretamente attuare, anche nell'ambito di un «Patto per la salute», condiviso in credibilità e realizzabilità con tutte le regioni del Paese.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G4.110

BIANCHI, BASSOLI, BOSONE, CHIAROMONTE, COSENTINO, DI GIROLAMO LEOPOLDO, GUSTAVINO, MARINO IGNAZIO, PORETTI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010,

        premesso che:

            nell'ambito della missione n. 20 «Tutela della salute», per la maggior parte dei programmi è prevista una drastica riduzione di stanziamento;

            il programma n. 20.3 «Programmazione sanitaria dei livelli essenziali d'assistenza» prevede un finanziamento complessivo di 22,6 milioni di euro per l'anno 2010 in termini di competenza contabile, laddove le previsioni assestate per l'anno 2009 prevedevano lo stanziamento di 87 milioni di euro, stanziamento già ridotto rispetto all'anno precedente di 6 milioni di euro;

            la riduzione di stanziamento di ben 64,4 milioni di euro in termini di competenza contabile in un settore così delicato conferma la politica di smantellamento del settore sanitario pubblico;

            da sottolineare che già lo scorso anno le risorse destinate alla missione n. 20 «Tutela della salute» erano irrisorie rappresentando in percentuale, rispetto al totale delle risorse disponibili per ciascuna delle trentaquattro missioni, solo lo 0,2 per cento;

            tali somme in percentuale danno la misura della penalizzazione di un settore fondamentale ed essenziale del Paese,

        impegna il Governo:

            ad assicurare un incremento degli stanziamenti previsti al fine di poter far fronte in modo adeguato ad obiettivi fondamentali come la prevenzione e la promozione della salute, il potenziamento della medicina del territorio e la sicurezza della rete ospedaliera.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G4.111

BOSONE, BIANCHI, BASSOLI, CHIAROMONTE, COSENTINO, DI GIROLAMO LEOPOLDO, MARINO IGNAZIO, GUSTAVINO, PORETTI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010,        premesso che:

            il previsto mancato adeguamento del Fondo sanitario nazionale creerà gravi difficoltà ai bilanci delle regioni, provocando tagli inevitabili ai livelli essenziali di assistenza (LEA) ovvero l'aumento dell'imposizione fiscale locale;

            considerata la cessazione e dunque l'azzeramento del Fondo di cui all'articolo 1, comma 805, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007), che era stato istituito «al fine di rimuovere gli squilibri sanitari connessi alla disomogenea distribuzione registrabile tra le varie realtà regionali nelle attività realizzative del Piano sanitario nazionale (...)»;

            considerate altresì la necessità di garantire uguale accesso alle cure da parte di tutti i cittadini, come previsto dall'articolo 32 della Costituzione, nonché di porre in essere un riequilibrio sanitario tra le varie realtà regionali nell'ambito del piano sanitario nazionale,

        impegna il Governo:

            a ripristinare il Fondo di cui in premessa per un importo pari a 65 milioni di euro.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G4.112

BOSONE, BIANCHI, BASSOLI, CHIAROMONTE, COSENTINO, DI GIROLAMO LEOPOLDO, MARINO IGNAZIO, GUSTAVINO, PORETTI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010,        premesso che:

            un ruolo centrale deve essere attribuito alla ricerca scientifica in campo sanitario, con particolare richiamo alle biotecnologie, quale utile strumento al servizio del progresso nella medicina, nella prospettiva di estendere i diritti connessi alla tutela della salute a tutti i cittadini e in modo uniforme sul territorio nazionale;

            il programma n. 6.2 «Ricerca per il settore della sanità pubblica e zooprofilattico», reca una riduzione di spesa - rispetto alle previsioni assestate per il 2009 - pari a 22,6 milioni di euro in termini di competenza contabile ed a 1,7 milioni di euro in termini di cassa;

            tale riduzione dà la misura della penalizzazione di un settore fondamentale ed essenziale del Paese,

        impegna il Governo:

            ad assicurare uno stanziamento di 50 milioni di euro da destinare prevalentemente a programmi di ricerca nell'ambito della biotecnologia medica, con particolare riferimento alla ricerca sulle cellule staminali e sulla terapia cellulare.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G4.113

BIANCHI, BASSOLI, BOSONE, CHIAROMONTE, COSENTINO, DI GIROLAMO LEOPOLDO, GUSTAVINO, MARINO IGNAZIO, PORETTI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010,

        premesso che:

            nel corso degli ultimi decenni la natalità nel nostro Paese è diminuita drasticamente, passando da circa un milione di nati nel 1960 a 569.000 nel 2005, ed è aumentata l'età media delle donne alla nascita del primo figlio, da 25,2 anni nel 1981 a 28,1 nel 1997;

            gli stessi fattori che sono alla base di un'eccessiva medicalizzazione e di un sovrautilizzo delle prestazioni diagnostiche rischiano di trasformare gravidanza e parto da eventi naturali in eventi patologici;

            i parti effettuati mediante taglio cesareo sono in costante aumento: 11,2 per cento nel 1980, 27,9 per cento nel 1996, 29,9 per cento nel biennio 1999-2000, 35,2 per cento nel periodo 2004-2005 (con un picco del 45,4 per cento nelle regioni meridionali). Quest'ultimo, oltre ad essere il dato più alto tra i Paesi dell'Unione europea, è di due volte superiore a quello raccomandato dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) nel 1985 (pari al 15 per cento) ed è in contrasto con le stime che indicano il rischio di mortalità materna per cesareo da 2 a 4 volte superiore rispetto al parto vaginale;

            l'Organizzazione mondiale della sanità ha stabilito da tempo che «in nessuna regione geografica (del mondo) si giustifica una percentuale di parti cesarei superiore al 10-15 per cento». Tale parametro di riferimento è stato individuato sulla base delle esperienze internazionali, che mostrano valori simili (o inferiori) nella maggior parte dei Paesi europei, tra cui Francia, Germania, Spagna, Gran Bretagna;

            l'eccessivo ricorso al taglio cesareo costituisce, quindi, un fenomeno complesso rispetto al quale possono evidenziarsi alcuni principali fattori esplicativi: anzitutto è rilevabile un «fattore geografico» evidente, con maggiore intensità del fenomeno in molte regioni del centro e, ancor di più, del Sud; in tali regioni, l'eccesso si riscontra sia nelle strutture pubbliche che in quelle private accreditate. Nell'ambito di tale concentrazione geografica, si evidenzia tuttavia un «fattore organizzativo», costituito dalla maggiore diffusione del taglio cesareo nelle strutture private accreditate, con particolare criticità in quelle della Campania;

        premesso inoltre che:

            in Paesi quali la Gran Bretagna e la Francia le tecniche di anestesia epidurale sono utilizzate dal 70 per cento delle partorienti, dal 90 per cento negli Usa. In Italia gli unici dati risalgono al 2001, anno in cui un rapporto ISTAT fornisce anche un interessante profilo sociologico delle donne che fanno ricorso al parto senza dolore, dal quale si rileva che «Complessivamente il 63,3 per cento delle partorienti non è stato sottoposto a nessun tipo di anestesia. (...) Soltanto per l'11,2 per cento dei parti spontanei è stata fatta l'anestesia; il 7,2 per cento locale, il 3,7 per cento epidurale»;

            in data 23 aprile 2008 è stato elaborato un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA) che stabilisce, all'articolo 37, comma 3, che «Il Servizio sanitario nazionale garantisce le procedure analgesiche nel corso del travaglio e del parto vaginale nelle strutture individuate dalle regioni e all'interno di appositi programmi volti a diffondere l'utilizzo delle procedure stesse»;

            il 25 giugno 2008, il Ministro del lavoro, salute e politiche sociali, Maurizio Sacconi, nel corso di un'audizione in XII Commissione permanente (Affari sociali) della Camera dei deputati, ha riferito che i nuovi LEA, voluti dall'ex Ministro della salute, Livia Turco, per «rimpolpare» le prestazioni offerte dal Servizio sanitario nazionale, non esistono per una ragione oggettiva: «la Corte dei conti non li ha registrati»;

            fino a quando il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri non sarà emanato, saranno molte le donne che continueranno a partorire con dolore loro malgrado o a ricorrere, anche quando sarebbe evitabile, al parto cesareo, con costi per il Servizio sanitario nazionale ben più elevati rispetto all'espletamento di parti naturali con analgesia epidurale;

        premesso inoltre che:

            la missione n. 24 «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia» reca una riduzione di spesa, rispetto alle previsioni assestate dell'anno 2009, di ben 240 milioni di euro;

            nell'ambito della suddetta missione il «Fondo nazionale per l'infanzia e l'adolescenza finalizzato alla realizzazione di interventi a livello nazionale, regionale e locale» reca una riduzione di spesa, rispetto alle previsioni assestate dell'anno 2009, di 41 milioni di euro;

        considerato che:

            nella Nota preliminare al bilancio di previsione per l'anno 2010, al paragrafo n. 6 «Famiglia, maternità e pari opportunità», si legge: «Il Ministero è chiamato a realizzare interventi di promozione dell'occupazione femminile e di tutela della maternità, dell'infanzia e dell'adolescenza (...) L'obiettivo è quello di tutelate la salute materna e neonatale (...)»;

            detti impegni sembrano contraddetti dai diffusi tagli previsti alla suddetta missione n. 24, "Diritti sociali, politiche sociali e famiglia", nonché al programma n. 20.3 «Programmazione sanitaria dei livelli essenziali d'assistenza» che prevede un finanziamento complessivo di 22,6 milioni di euro per l'anno 2010 in termini di competenza contabile, laddove le previsioni assestate per l'anno 2009 prevedevano lo stanziamento di 87 milioni di euro, stanziamento già ridotto rispetto all'anno precedente di 6 milioni di euro,

        impegna il Governo:

            a ripristinare la dotazione del Fondo nazionale per l'infanzia e l'adolescenza e a dare seguito agli impegni esposti nella Nota preliminare al bilancio di previsione per l'anno 2010 che sembrano stanziare le risorse necessarie al fine di monitorare e di contenere l'eccessivo ricorso al taglio cesareo, a verificare i dati sulla morbilità e mortalità materne e neonatali e ad effettuare una rilevazione dei costi relativi a tale pratica e un censimento delle strutture abilitate;

            a rafforzare gli strumenti per la salvaguardia della salute materna e della salute del neonato, promuovendo un'appropriata assistenza alla nascita, tutelando i diritti e la libera scelta della gestante, in modo coerente con i modelli organizzativi delle regioni;

            a contrastare le disparità territoriali e sociali in ordine all'accesso ai servizi per la tutela materno infantile ed a favorire il controllo e la gestione del dolore nelle fasi del travaglio, nel quadro di una maggiore e migliore umanizzazione dell'evento nascita, anche attraverso il ricorso a tecniche avanzate di anestesia locale e di tipo epidurale, in condizioni di appropriatezza e nell'ambito dei modelli organizzativi locali, inserendo le tecniche di analgesia per l'espletamento del parto naturale fra le prestazioni garantite a titolo gratuito nei livelli essenziali di assistenza.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G4.114

BASSOLI, BIANCHI, MERCATALI, LEGNINI, BOSONE, CHIAROMONTE, COSENTINO, DI GIROLAMO LEOPOLDO, MARINO IGNAZIO, GUSTAVINO, PORETTI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010,        premesso che:

            il fenomeno del randagismo è in Italia notevolmente diffuso: i dati in possesso del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali parlano di un totale di 590.000 randagi, di cui solo 150.000 circa ospitati in canili; altre fonti valutano che queste cifre siano sottostimate, che il numero di randagi in Italia si aggiri intorno al milione di esemplari e che ogni anno vengano abbandonati altri 45.000 cani;

            la legge 14 agosto 1991, n. 281, in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, ha stabilito che i cani vaganti ritrovati, catturati o comunque ricoverati presso le apposite strutture non possono essere soppressi, se non gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità;

            è, inoltre, stabilita l'istituzione di un fondo per la prevenzione del fenomeno del randagismo, la cui dotazione è ripartita, secondo i criteri stabiliti con decreto del Ministro della sanità adottato di concerto con il Ministro del tesoro, tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;

            con decreto ministeriale 6 maggio 2008 sono stati modificati i criteri di ripartizione del fondo, ripartito per il 40 per cento in quote di pari entità tra le regioni, per il 30 per cento in base alla consistenza della popolazione dei cani e dei gatti e per l'ultimo 30 per cento in base alla popolazione umana; sono le regioni e le province autonome a dover individuare, nell'ambito della programmazione regionale, le priorità di intervento, elaborando un piano operativo di prevenzione del randagismo, dando priorità ai piani di controllo delle nascite e anzi destinando una quota non inferiore al 60 per cento delle risorse disponibili alle sterilizzazioni;

            dai dati del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, emerge con chiarezza il fatto che, nonostante le risorse impiegate, una parte consistente dei progetti dedicati a strutture di rifugio per cani randagi, a strutture per la loro sterilizzazione e a centri di adozione e di rieducazione comportamentale non sono stati finanziati per mancanza di fondi;

        considerato che:

            oltre a rappresentare un sintomo del disinteresse e spesse volte della crudeltà nei confronti degli animali, il randagismo è un fenomeno che porta con sé rischi gravi, legati in primo luogo all'aggressività dei cani «inselvatichiti» e dei branchi in cui i randagi si riuniscono, e alla possibilità che questi diventino veicolo di malattie infettive;

            la diffusione del randagismo sul territorio nazionale risulta estremamente variegata, dal momento che in molte regioni italiane l'emergenza del randagismo è stata risolta, permanendo invece in molte aree del paese e in particolare laddove le istituzioni locali non hanno ancora saputo o potuto affrontare la questione;

        considerato inoltre che:

            nello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, nell'ambito della missione n. 20 «Tutela della salute», il programma n. 20.2 «Prevenzione e assistenza sanitaria veterinaria» reca una riduzione di spesa - rispetto alle previsioni assestate per il 2009 - di 6 milioni di euro,

        impegna il Governo:

            a reperire le risorse necessarie per far fronte al fenomeno del randagismo al fine di elaborare un piano operativo di prevenzione e di controllo del randagismo.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

ARTICOLO 5 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 5.

Approvato nel testo emendato

(Stato di previsione del Ministero della giustizia e disposizioni relative)

    1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero della giustizia, per l'anno finanziario 2010, in conformità all'annesso stato di previsione (Tabella n. 5).

    2. Le entrate e le spese degli Archivi notarili, per l'anno finanziario 2010, sono stabilite in conformità agli stati di previsione annessi a quello del Ministero della giustizia (Appendice n. 1).

    3. Per provvedere alle eventuali deficienze delle assegnazioni di bilancio, è utilizzato lo stanziamento dell'unità previsionale di base «oneri comuni di parte corrente» del programma «giustizia civile e penale», nell'ambito della missione «giustizia» dello stato di previsione della spesa degli Archivi notarili. I prelevamenti da detta unità previsionale di base, nonché le iscrizioni delle somme prelevate nelle competenti unità previsionali di base, sono disposti con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del Ministro della giustizia. Tali decreti sono comunicati al Parlamento in allegato al conto consuntivo degli Archivi stessi.

    4. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione delle somme versate dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dalle regioni, dalle province, dai comuni e da altri enti pubblici e privati all'entrata del bilancio dello Stato, in termini di competenza e di cassa, relativamente alle spese per il mantenimento, per l'assistenza e per la rieducazione dei detenuti e internati, nonché per le attività sportive del personale del Corpo di polizia penitenziaria e dei detenuti e internati, nell'ambito delle unità previsionali di base «funzionamento» e «interventi» del programma «amministrazione penitenziaria» e «funzionamento» e «interventi» del programma «giustizia minorile», nell'ambito della missione «giustizia» dello stato di previsione del Ministero della giustizia per l'anno finanziario 2010.

EMENDAMENTO E ORDINI DEL GIORNO

5.Tab.5.1

MUGNAI

Approvato

Alla tabella 5, stato di previsione del Ministero della giustizia, missione 1 (Giustizia) programma 1.2 (Giustizia civile e penale), u.p.b. 1.2.1. (Funzionamento), apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  622.000;

            CS:    -  622.000.

        Conseguentemente alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero della giustizia, missione 2 (Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche), programma 2.1 (Indirizzo politico), u.p.b. 2.1.1. (Funzionamento), apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  622.000;

            CS:    +  622.000.

G5.109

D'ALIA, PINZGER, FOSSON, CUFFARO, GIAI, PETERLINI, POLI BORTONE, THALER AUSSERHOFER

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge atto Senato n. 1791, recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012,

        premesso che:

            lo stato di previsione del Ministero della giustizia per il 2010, pari a 7.408,1 milioni di euro, registra una riduzione di 349,2 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate 2009;

            la missione «Giustizia» è quella che subisce un maggior decremento di risorse, 327,6 milioni di euro in meno rispetto alle previsioni assestate per il 2009. Nell'ambito della suddetta missione, il programma n. 1.2 «Giustizia civile e penale» viene decurtato di 429,4 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate per il 2009. Di questi 245.667.520 di euro gravano sull'unità previsionale di base 1.2.2. relativamente al capitolo n. 1360 inerente le spese di giustizia. Questo rischia di mettere a dura prova il funzionamento ordinario della giustizia civile e penale;

            nell'ambito del programma n. 1.3 «Giustizia minorile» si registra una riduzione di circa 6,6 milioni di euro. La decurtazione degli stanziamenti grava particolarmente sul capitolo n. 2131 destinato a finanziarie misure volte a sostenere le spese di ogni genere necessarie al mantenimento, assistenza, rieducazione e trasporto dei minori soggetti a provvedimento giudiziario che rispetto alle previsioni assestate per il 2009 viene ridimensionato di circa 2 milioni di euro; tutto ciò a discapito del reinserimento sociale e del recupero del minore;

            si segnala in particolare, in seno al programma n. 1.1 «Amministrazione penitenziaria» una decurtazione di circa 73 milioni di euro all'unità previsionale di base 1.1.2 «Interventi» relativa al capitolo n. 1761 destinato a finanziarie misure di ogni genere riguardanti il funzionamento, l'assistenza e la rieducazione dei detenuti; quanto sopra testimonia il favore dimostrato dall'esecutivo alla funzione di controllo piuttosto che di rieducazione della pena;

            per quanto concerne l'aumento del programma «Edilizia giudiziaria, penitenziaria e minorile», pari a 20 milioni di euro, esso compensa solo marginalmente la decurtazione di oltre 56 milioni di euro effettuata lo scorso anno e appare ancora insufficiente a garantire condizioni dignitose alla popolazione carceraria;

        considerato che:

            i suddetti tagli, gravando in particolare sulle spese della giustizia nei procedimenti civili e penali, minano il funzionamento ordinario della amministrazione giudiziaria;

            le decurtazioni suddette penalizzano fortemente l'aspetto rieducativo della pena e il reinserimento sociale evidenziando la volontà di privilegiare il controllo, cosa che, se possibile, è ancor più grave nei confronti dei minori. Una società evoluta dovrebbe riconosce nella tutela dell'infanzia e dell'adolescenza delle priorità assolute;

            le risorse erogate a favore dell'edilizia giudiziaria, penitenziaria e minorile sono insufficienti al perseguimento degli obiettivi che si propone lo stesso programma ai fini di alleviare l'annosa condizione di sovraffollamento delle carceri;

            in tale contesto si inserisce la problematica dei figli minori o dei nascituri di detenute. Sono infatti poco meno di settanta i bambini al di sotto dei tre anni e trenta circa le donne in stato di gravidanza in carcere. Le detenute che non possono accedere alla misure alternative di cui alla legge 8 marzo 2001, n. 40, vivono con i loro figli negli istituti di pena almeno sino a quando questi non compiono il terzo anno, età in cui sono inviati in istituti. Rispetto a tale questione non esistono adeguate proposte ai fini di salvaguardare l'integrità dei minori dal trauma del soggiorno negli istituti di pena;

            l'esecuzione della pena in carcere in situazioni che ledono la dignità e i diritti fondamentali costituisce un fattore idoneo a pregiudicare le finalità di reinserimento sociale cui è destinata la stessa per espresso disposto costituzionale oltre a mettere in pericolo la sicurezza degli stessi detenuti e, in particolare, della polizia penitenziaria e degli operatori che a vario titolo lavorano negli istituti di pena;

            i tagli mettono in evidenza un comportamento quantomeno contraddittorio nella politica del Governo che a fronte dell'incremento del numero di nuove fattispecie di reato, si pensi al reato di clandestinità, e di ulteriori oneri a carico della giustizia civile e penale, introdotti nella corrente legislatura, riduce piuttosto che aumentare le risorse rispetto al 2009, aggravando così il deficit,

        impegna il Governo:

            a reintegrare le risorse della missione «Giustizia», con particolare riferimento, nell'ambito del programma «Giustizia civile e penale», alle spese di giustizia, in seno al programma «Amministrazione penitenziaria», alle spese di assistenza e rieducazione dei detenuti e nel contesto del programma «Giustizia minorile», alle misure volte a sostenere le spese di ogni genere necessarie al mantenimento, assistenza, rieducazione e trasporto dei minori soggetti a provvedimento giudiziario;

            a stanziare inoltre risorse adeguate al fine di realizzare un piano organico di edilizia penitenziaria, comprensivo di interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza di istituti di pena già esistenti, nonché di costruzione di nuove carceri;

            a valutare l'opportunità di destinare apposite case-famiglia protette in cui accogliere le detenute madri di prole inferiore agli anni dieci, al fine di tutelare la relazione tra madre e figlio minore evitando che gli stessi siano costretti a subire l'esperienza traumatica della realtà penitenziaria.

G5.110

D'ALIA, PINZGER, FOSSON, CUFFARO, GIAI, PETERLINI, POLI BORTONE, THALER AUSSERHOFER

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero della giustizia, per l'anno finanziario 2010;

        premesso che:

            nell'ambito della missione «Giustizia», si rileva che le risorse complessivamente stanziate per l'attuazione del programma n. 6.1 «Amministrazione penitenziaria», ammontano alla somma 2.679.584.222 di euro quale stanziamento in conto competenza;

        considerato che:

            la componente maggiore di tale somma (2.412.916.807 di euro) è destinata al funzionamento dei servizi istituzionali, come tali comprensivi tra l'altro delle politiche di ordine e sicurezza per i detenuti;

            la manovra di bilancio per il 2010 prevede una decurtazione di circa 73.000.000 di euro per il capitolo n. 1761 destinato a finanziarie misure di ogni genere riguardanti il funzionamento, l'assistenza e la rieducazione dei detenuti;

            ritenendo, al contrario, opportuno sostenere non solo politiche di ordine e sicurezza, ma anche promuovere attività di assistenza e rieducazione ai detenuti, si ritiene necessario rafforzare e promuovere l'aspetto rieducativo della pena quale sua finalità principe ai fini di un recupero dell'individuo e di un suo reinserimento sociale, ai fini di costituire quei presupposti necessari all'accesso alle misure alternative e non ultimo a fini sociali, onde evitare episodi di recidiva,

        impegna il Governo:

            in particolare, a reintegrare le risorse a sostegno degli interventi a favore delle misure di funzionamento, assistenza e rieducazione del detenuto e, in generale, a privilegiare, nell'ambito della ripartizione delle risorse, la predisposizione di servizi e attività che realizzino pienamente ed efficacemente la funzione rieducativa della pena.

G5.100

CASSON, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, DELLA MONICA, GALPERTI, LATORRE, MARITATI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

        rilevato che:

            nell'ambito dello Stato di previsione del Ministero della giustizia per l'anno 2010, le risorse complessivamente stanziate per l'attuazione del programma 6.3 - Giustizia minorile, ammontano alla somma di euro 133.889.099 quale stanziamento in conto competenza;

        considerato che:

            le componenti maggiori di tale stanziamento sono destinate rispettivamente alla gestione ordinaria delle strutture e dei servizi istituzionali (66.412.183 euro) e all'assicurazione dell'ordine e della sicurezza all'interno degli istituti, traduzione e al piantonamento dei minori (40.863.348 euro) laddove somme irrisorie o addirittura insufficienti sono destinate al finanziamento di progetti elaborati dai comuni delle regioni meridionali per l'attuazione di interventi di prevenzione della delinquenza e di risocializzazione nell'area penale minorile (per cui anche quest'anno non sono stanziate nuove risorse); all'accoglienza, all'assistenza, al mantenimento e alla rieducazione di minori soggetti a provvedimento giudiziario (5.647.441 euro, con un taglio degli stanziamenti di quasi 2 milioni di euro); al collocamento di minori in comunità e in centri diurni su provvedimento dell'Autorità giudiziaria (10.462.583 euro); agli interventi per i minori tossicodipendenti e portatori di patologie psichiche (per cui non sono stanziate risorse); alla realizzazione di progetti per la prevenzione, la presa in carico e il recupero della devianza minorile e all'attuazione di convenzioni (quali quelle sui minori scomparsi) per le quali il Dipartimento per la giustizia minorile è autorità centrale (solo 71.500 euro); ovvero alla quanto mai indispensabile formazione del personale (euro 51.758);

            sottolineando l'esigenza, particolarmente forte in relazione alla giustizia minorile, di privilegiare la componente rieducativa della pena rispetto a quella di mero controllo; di individualizzare il trattamento del minore autore di reato in maniera da consentirne il reinserimento sociale, la responsabilizzazione e la fuoriuscita dal circuito carcerario come da quello criminale; di evitare che la detenzione del minore ne leda i diritti fondamentali e la dignità, tenuto anche conto delle carenze strutturali e organizzative che caratterizzano molti istituti di pena minorili, soprattutto in alcune realtà locali,

        impegna il Governo:

            a privilegiare nell'ambito della ripartizione di tale risorse, la realizzazione di servizi e attività tali da garantire la prevenzione della criminalità minorile; l'attuazione delle convenzioni internazionali a tutela del minore, l'individualizzazione del trattamento del condannato minorenne secondo modalità non lesive dei suoi diritti allo studio, alla formazione, al mantenimento delle relazioni familiari, anche favorendone ove possibile il collocamento in comunità.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G5.107

CASSON, DELLA MONICA, MARITATI, LATORRE, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, GALPERTI, MERCATALI, LEGNINI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero della giustizia, per l'anno finanziario 2010;

        premesso che:

            nell'ambito della missione «Giustizia» le dotazioni del programma "Giustizia minorile" sono oggetto di significative riduzioni, che rischiano di paralizzare una funzione - quale quella appunto della tutela giurisdizionale dei minori - essenziale in una società democratica che voglia promuovere l'infanzia e l'adolescenza come valori prioritari;

            i tagli al programma arrivano complessivamente ai 6,6 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate dell'anno finanziario 2009;

            particolarmente grave appare in tal senso il taglio (che arriva quasi ai 2 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate dell'anno finanziario 2009) delle risorse - indispensabili ai fini del reinserimento sociale e della responsabilizzazione del minore - destinate al mantenimento, all'assistenza e alla rieducazione dei minori soggetti a provvedimento giudiziario, nonché l'assenza di qualsiasi fondo per gli interventi da attuarsi nei confronti dei minori tossicodipendenti, tossicofili, portatori di patologie psichiche già azzerati dalla precedente finanziaria,

        impegna il Governo:

            a ripristinare le dotazione precedenti o, quanto meno, a reperire le risorse necessarie a gestire un settore della giustizia così delicato come quello della giustizia minorile.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G5.108

D'ALIA, PINZGER, FOSSON, CUFFARO, GIAI, PETERLINI, POLI BORTONE, THALER AUSSERHOFER

Respinto

Il Senato,

        premesso che:

            dall'esame dello stato di previsione del Ministero della giustizia, missione «Giustizia», risulta che le risorse complessivamente stanziate per l'attuazione del programma n. 6.3 «Giustizia minorile», ammontano alla somma 133.889.099 di euro quale stanziamento in conto competenza;

        considerato che:

        rispetto alle previsioni assestate dell'anno finanziario 2009 si registrano tagli per circa 6,6 milioni. Tale decurtazione rischia di minare la funzione stessa di rieducazione e recupero dei minori, affatto condivisibile in una società ove la tutela dell'infanzia e dell'adolescenza dovrebbero essere priorità assolute;

            la riduzione degli stanziamenti grava particolarmente sul capitolo n. 2131 destinato a finanziarie misure volte a sostenere le spese di ogni genere necessarie al mantenimento, assistenza, rieducazione e trasporto dei minori soggetti a provvedimento giudiziario, che rispetto alle previsioni assestate per il 2009 viene decurtato di circa 2 milioni di euro; tutto ciò a discapito del reinserimento sociale e del recupero del minore. A tale decurtazione si deve inoltre aggiungere l'assenza di risorse per gli interventi indirizzati a minori tossicodipendenti, tossicofili, portatori di patologie psichiche, già azzerati lo scorso anno;

            la politica del Governo pare quindi ancora privilegiare, anche riguardo ai minori, la funzione di controllo piuttosto che quella rieducativa della pena. Infatti gran parte delle risorse indirizzate al programma «Giustizia minorile», sono destinate alla gestione ordinaria delle strutture e dei servizi istituzionali (66.412.183 di euro) e all'assicurazione dell'ordine e della sicurezza all'interno degli istituti, alla traduzione e al piantonamento dei minori (40.863.348 di euro);

            al contrario risultano irrisorie, quando addirittura nulle, le risorse destinate agli interventi di recupero e reinserimento sociale del minore basti considerare che quest'anno non risultano erogazioni a favore del finanziamento di progetti elaborati dai comuni delle regioni meridionali per l'attuazione di interventi di prevenzione della delinquenza e di socializzazione nell'area penale minorile. Appaiono invece evidentemente insufficienti gli stanziamenti indirizzati al collocamento di minori in comunità e in centri diurni su provvedimento dell'autorità giudiziaria (10.462.583 di euro);

            ritenendo essenziale, con particolare riguardo alle delinquenze minorili, dover privilegiare la componente rieducativa della pena ai fini di garantire il reinserimento sociale, la responsabilizzazione e l'abbandono dal circuito criminale del minore e in modo da far si che il periodo detentivo non ne leda la dignità, considerate le condizioni degradanti di alcune strutture penitenziarie,

        impegna il Governo:

            a far si che la detenzione negli istituti di pena minorili non sia lesiva dei diritti fondamentali del minore e a porre in essere misure volte a prevenire la criminalità minorile, privilegiando le misure indirizzate al recupero e reinserimento sociale del minore, quale, là dove possibile, il collocamento in comunità.

G5.101

CASSON, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, DELLA MONICA, GALPERTI, LATORRE, MARITATI

Respinto

Il Senato,

        rilevato che:

            nell'ambito dello Stato di previsione del Ministero della giustizia per l'anno 2010, le risorse complessivamente stanziate per l'attuazione del programma n. 6.2 «Giustizia civile e penale», ammontano ad euro 4.294.159.778;

        considerato che:

            le componenti maggiori di tale stanziamento sono destinate rispettivamente a «garantire il funzionamento dei servizi istituzionali dell'amministrazione giudiziaria» (3.601.849.156 euro) nonché al «corretto funzionamento dei servizi istituzionali» (467.278.353 euro);

            a fronte di tali stanziamenti di notevole entità, assolutamente marginali sono quelli destinati all'informatizzazione «degli uffici» (solo 2.500.115 euro);

        impegna il Governo:

            ad aumentare e comunque a rimodulare le voci di spesa destinate al funzionamento dei servizi istituzionali in maniera tale da assegnare maggiori risorse al perseguimento dell'obiettivo, ormai improcrastinabile, di una effettiva accelerazione dei tempi dei procedimenti civili e penali, attraverso la piena implementazione del processo telematico e l'effettiva informatizzazione degli uffici - ivi compreso il progetto di integrazione tra Rege Web e NSC ai fini dell'attuazione della certificazione nazionale del casellario dei carichi pendenti, particolarmente importante al fine di ricostruire con maggiore certezza i precedenti degli indagati - adottando altresì le modifiche ordinamentali necessarie alla realizzazione del sistema integrato giudiziario informatizzato, secondo il progetto delineato già nella scorsa legislatura.

G5.106

D'ALIA, PINZGER, FOSSON, CUFFARO, GIAI, PETERLINI, POLI BORTONE, THALER AUSSERHOFER

Respinto

Il Senato,

        premesso che:

            nell'ambito dello stato di previsione del Ministero della giustizia, missione «Giustizia», le risorse complessivamente stanziate per l'attuazione del programma n. 6.2 «Giustizia civile e penale», ammontano a 4.294.159.778 di euro;

        preso atto che:

            gran parte di tale stanziamento è destinato a garantire il funzionamento dei servizi istituzionali dell'amministrazione giudiziaria (3.601.849.156 di euro);

            in rapporto al suddetto stanziarnento, appaiono esigue le risorse indirizzate al processo telematico (7.500.000 di euro);

        considerato che:

            come si evince dal rapporto sulla spesa delle Amministrazioni centrali dello Stato 2009, redatto dalla Ragioneria generale dello Stato, «la necessità di realizzare una decisa informatizzazione, soprattutto nel campo del processo civile, viene indicata, oltre che dalla Commissione Tecnica, anche dal Presidente della Corte di cassazione. E pure il Presidente del Consiglio di Stato, nel proprio ambito di competenza, individua nel "processo telematico" una preziosa risorsa. In particolare, essa dovrebbe risolvere le criticità del processo civile, che ha dimostrato inefficienze maggiori del processo penale. In tale ottica, si propone l'implementazione del processo civile telematico, il quale dovrebbe prevedere non solo la sostituzione del documento cartaceo con la documentazione digitale, ma anche la sostituzione degli sportelli e del fascicolo d'ufficio con i portali ed il fascicolo elettronico»;

            come conseguenza di ciò, come evidenza la stessa Ragioneria generale dello stato si addiverrebbe, a fronte di un esborso iniziale, ad una significativa riduzione dei tempi processuali e ad una consequenziale riduizione delle spese,

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità di rimodulare le voci di spesa in maniera tale da assegnare maggiori risorse al perseguimento dell'obiettivo, quanto mai improcrastinabile, di una effettiva accelerazione dei tempi dei procedimenti civili e penali, attraverso la piena implementazione del processo telematico e l'effettiva informatizzazione degli uffici.

G5.102

CASSON, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, DELLA MONICA, GALPERTI, LATORRE, MARITATI

Respinto

Il Senato,

        premesso che:

            nell'ambito dello Stato di previsione del Ministero della giustizia per l'anno 2010, risulta fortemente penalizzato il programma «giustizia civile e penale», che subisce i tagli di spesa più gravi (oltre i 429 milioni di euro). Viene così colpito il funzionamento ordinario dell'amministrazione della giustizia. In particolare va registrato il taglio dei cosiddetti consumi intermedi (spese per l'acquisto di beni e servizi) per il settore della giustizia civile e penale, nell'entità di 2,4 milioni di euro;

            a fronte delle disfunzionalità che caratterizzano l'amministrazione della giustizia nel nostro Paese - prevalentemente riconducibili alla carenza di risorse adeguate all'entità del contenzioso e agli adempimenti connessi all'esercizio della funzione giudiziaria - la manovra finanziaria in esame non prevede alcuna misura idonea a promuovere il miglioramento dello standard qualitativo della tutela giurisdizionale dei diritti, né dispone stanziamenti idonei a migliorare l'efficienza della giustizia, disponendo invece notevoli riduzioni nelle dotazioni finanziarie destinate alla missione giustizia'rispetto a quelle stanziate nel precedente esercizio finanziario;

        impegna il Governo:

            ad adottare le misure necessarie al fine di garantire il finanziamento di contratti pluriennali aventi ad oggetto servizi primari essenziali per il quotidiano svolgimento della funzione giudiziaria, quali la manutenzione della rete informatica presso gli uffici giudiziari e il servizio di trascrizione delle udienze per le aule di giustizia;

            a prevedere adeguati stanziamenti e misure destinate alla riqualificazione professionale o ad assunzioni per concorso pubblico del personale amministrativo in possesso dei requisiti e dei profili professionali necessari per l'espletamento delle attività connesse all'esercizio efficiente e qualitativamente efficace della giurisdizione.

G5.103

LI GOTTI, BELISARIO, GIAMBRONE, CARLINO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA, RUSSO

Respinto

Il Senato,

        premesso che:

            lo stato di previsione del Ministero della giustizia per il 2010 reca spese per complessivi 7.408,1 milioni di euro, con una riduzione, rispetto alle previsioni assestate 2009, di 349,2 milioni di euro, concentrata nelle spese correnti;

            in particolare, si segnala una decisa riduzione degli stanziamenti di competenza, per l'anno 2010, della missione n. 1 «Giustizia», che reca una variazione di competenza, pari a 327,6 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate 2009. Si deve segnalare, in particolare, al programma n. 1.1 «Amministrazione penitenziaria» una riduzione di 70 milioni di euro, rispetto alle previsioni assestate 2009, all'interno dell'unità previsionale di base 1.1.2 Interventi - Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Desta preoccupazione la riduzione di oltre 73 milioni di euro operata sulla dotazione di competenza per l'anno 2010, del capitolo 1761, esposto all'interno delle citata unità previsionale di base, relativo alle «spese riguardanti il mantenimento, l'assistenza e la rieducazione dei detenuti»;

            analoga riduzione delle spese di competenza per l'anno 2010 si registra all'interno del programma n. 1.2 «Giustizia civile e penale» che subisce una riduzione degli stanziamenti di competenza, rispetto alle previsioni assestate 2009, di oltre 429 milioni di euro, la maggior parte delle quali sono concentrate all'interno del centro di responsabilità relativo «Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi» che subisce una riduzione degli stanziamenti di competenza, rispetto alle previsioni assestate 2009, pari a 356,4 milioni di euro;

            si deve registrare, in riferimento alla unità previsionale di base 1.2.2 Interventi - Dipartimento degli affari di giustizia - al capitolo 1360 relativo alle spese di giustizia, ivi comprese quelle per il gratuito patrocinio, una riduzione degli stanziamenti di competenza per l'anno 2010, rispetto alle previsioni assestate 2009, di 245,7 milioni di euro. Per il 2008 le cifre inerenti al capitolo 1360, indicano un debito complessivo di 260 milioni di euro (di cui ben 230 per «oneri indifferibili» ovvero riferibili a spese già liquidate con provvedimenti dell'Autorità giudiziaria), mentre per l'anno corrente a fronte di una spesa prevista di 650 milioni di euro ce ne sarebbero in cassa solo 474 milioni;

        considerato che:

            il Governo ha provveduto ad implementare la legislazione riferita alla giustizia, introducendo nuove fattispecie di reati e quindi determinando ulteriori costi a carico del sistema giustizia, ed in particolare:

            si è provveduto ad estendere il gratuito patrocinio alle vittime di violenza sessuale;

            è stato ampliato il novero dei reati per i quali si applicano le misure cautelari, determinando così maggiori spese connesse ai costi di custodia;

            è stata introdotta la Banca dati nazionale del DNA;

            è stato introdotto il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello stato, la cui applicazione determina ulteriori rilevanti oneri a carico del sistema giustizia;

            rispetto a queste scelte di politica per la giustizia e fermo restando l'impegno assunto per un modello di processo informatizzato e per garantire alla giustizia la funzione strumentale rispetto ad altri settori, si prevede una attribuzione di risorse inferiore rispetto a quanto si è speso nel 2009, apportando riduzioni di assegnazioni totali di oltre l'8 per cento e rendendo così di fatto impossibile l'applicazione delle nuove leggi approvate;

            a fronte delle previsioni assestate al 2009, che evidenziano una fabbisogno di cassa di oltre 8.116 milioni di euro, al quale si deve sommare, per il medesimo anno, la presenza di debiti pregressi a carico del capitolo 1360 relativo alle spese di giustizia, con particolare riferimento alle spese sostenute dallo Stato per il gratuito patrocinio, venendosi così a prefigurare un fabbisogno di circa 8.380 milioni di euro, il governo ha provveduto in sede di bilancio per il 2010 a prevedere uno stanziamento di cassa generale, per il settore della giustizia, pari a 7.423 milioni di euro. In tal modo si viene così a registrare un deficit di risorse per circa 900 milioni di euro rispetto al fabbisogno reale del comparto giustizia;

        considerato inoltre che:

            il 90 per cento delle spese iscritte nel bilancio della giustizia rappresentano spese obbligatorie e quindi oneri inderogabili, che non sono soggetti a riduzioni, pertanto i tagli operati sull'intero comparto andranno ad incidere sulla parte discrezionale della spesa. Conseguentemente, la contrazione delle risorse assegnate al settore giustizia, considerando la parte di spesa obbligatoria, andrà ad incidere direttamente sulle spese relative al «servizio giustizia»;

            il progetto di bilancio della giustizia dimostra, una volta di più, che il pacchetto sicurezza, approvato con legge 15 luglio 2009, n. 94, rappresenta una norma manifesto poiché non si è operato il conseguente aumento di risorse necessarie per far fronte ai nuovi compiti che si richiedono all'intero settore della giustizia, venendo, al contrario, operati ingenti tagli delle risorse rispetto a quanto stanziato nell'anno precedente;

            l'atteggiamento del governo è totalmente contraddittorio. Ci si chiede, infatti, quale sia la politica sulla giustizia, se si cerchi di venire incontro ai diritti dei cittadini o se invece si continui a fare propaganda;

        considerato inoltre che:

            a fronte di una generalizzata riduzione di risorse nell'ambito dello stato di previsione del ministero della giustizia, si provvede ad incrementare di oltre il 15 per cento, rispetto alle previsioni assestate al 2009, gli stanziamenti iscritti nel programma n. 2.1 «Indirizzo politico», al capitolo 1001 relativo agli stipendi ed altri assegni fissi al Ministro e ai sottosegretari,

        impegna il Governo:

            a riequilibrare le risorse necessarie alla gestione del settore della giustizia, considerato che la giustizia versa in condizioni di emergenza e tale situazione condiziona lo sviluppo del Paese;

            a ripristinare i fondi tagliati alla unità previsionale di base 1.2.2 Interventi - Dipartimento degli affari di Giustizia - al capitolo 1360 relativo alle spese di giustizia, con particolare riferimento al ripristino delle somme necessarie per far fronte al gratuito patrocinio, anche in considerazione del fatto che, già per l'anno 2009, si era provveduto ad operare un taglio di risorse, sul medesimo capitolo 1360, di circa 11 milioni di euro, rispetto alle dotazioni di competenza relative al 2008, pari a 484 milioni di euro.

G5.104

MARITATI, CASSON, LATORRE, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, DELLA MONICA, GALPERTI, MERCATALI, LEGNINI

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero della giustizia, per l'anno finanziario 2010,

            premesso che:

            il taglio di oltre 327 milioni di euro alla missione «Giustizia» rappresenta una riduzione significativa e suscettibile di determinare un ulteriore forte decremento dello standard qualitativo dell'amministrazione della giustizia (quanto non addirittura una sua paralisi) ove si consideri che a tale missione sono ricondotti quattro programmi cruciali per la funzionalità della giustizia - e quindi anche per la sicurezza e la tutela dei diritti dei cittadini - come quelli dell'amministrazione penitenziaria, della giustizia civile e penale, della giustizia minorile e dell'edilizia giudiziaria, penitenziaria e minorile;

            per quanto riguarda l'aumento previsto delle dotazioni per l'edilizia giudiziaria, penitenziaria e minorile, pari complessivamente a circa 20 milioni di euro, esso compensa solo parzialmente ed in modo del tutto inadeguato, i pesanti tagli operati a questo programma dalla legge finanziaria per l'anno 2009, che ammontavano a più di 56 milioni di euro;

            l'inadeguatezza delle risorse per l'edilizia penitenziaria contraddice poi palesemente l'indirizzo di politica criminale promosso dal Governo, volto a estendere la sfera delle condotte penalmente rilevanti e a concepire la pena detentiva quale risposta sanzionatoria privilegiata. Non si comprende infatti come l'aumento della popolazione penitenziaria - già determinatosi e suscettibile di crescere ancora in virtù dell'applicazione delle numerose nuove norme incriminatrici introdotte dall'inizio della legislatura - possa essere affrontato con una simile politica di riduzione delle risorse per il sistema penitenziario nel suo insieme considerato (dalle strutture edilizie al personale della polizia e degli operatori penitenziari alla magistratura di sorveglianza);

            nell'ambito della suddetta riduzione si evidenzia in particolare quella, di circa 73 milioni di euro, relativa allo stanziamento per il mantenimento, l'assistenza e la rieducazione dei detenuti; attività che invece sarebbe necessario rafforzare e promuovere, in quanto particolarmente rilevante ai fini della efficacia special-preventiva della pena e quindi della riduzione delle probabilità di recidiva;

            le risorse destinate esclusivamente alla tutela dei detenuti appaiono decisamente insufficienti allo scopo, né sono previste misure idonee ad assicurare la tutela e la dignità dei figli minori delle donne detenute, che pur di mantenere il proprio rapporto con la madre permangono, a volte anche per lungo tempo, in carcere;

            nel provvedimento mancano misure volte a migliorare la condizione di grave sovraffollamento delle carceri e gli stessi stanziamenti disposti nell'ambito del programma inerente l'edilizia giudiziaria, penitenziaria e minorile sono oggetto di una significativa riduzione rispetto a quanto previsto nell'esercizio finanziario precedente;

        considerato che:

            come rilevato più volte dal Consiglio d'Europa, il perseguimento attraverso la pena detentiva degli obiettivi di reinserimento sociale è strettamente legato tra l'altro alle condizioni e alle modalità con le quali la reclusione è scontata;

            la carenza degli spazi necessari per vivere con dignità l'esecuzione della pena in carcere costituisce, al pari della mancanza di attività trattamentali, un fattore idoneo a pregiudicare le finalità di reinserimento sociale cui è finalizzata la pena per espresso disposto costituzionale;

            in assenza di adeguati interventi volti a ristrutturare le carceri esistenti e a costruirne di nuove, conformi alle prescrizioni sancite in materia dal Consiglio d'Europa e dal Comitato per la prevenzione della tortura, le molte norme incriminatrici introdotte dai provvedimenti legislativi approvati anche recentemente non potranno che restare inapplicate, con grave pregiudizio per la sicurezza dei cittadini e per la stessa tenuta, legittimazione e credibilità del sistema penale nel suo complesso,

        impegna il Governo:

            a stanziare risorse adeguate al fine di realizzare un piano organico di edilizia penitenziaria, comprensivo di interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza di istituti di pena già esistenti, nonché di costruzione di nuove carceri, in maniera conforme alle prescrizioni contenute nella raccomandazione del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa del 12 febbraio 1987, recante regole minime per il trattamento dei detenuti e nell'articolo 1 della raccomandazione (2006)2 del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa dell'11 gennaio 2006, sulle norme penitenziarie in ambito europeo.

G5.105

DELLA MONICA, MARITATI, CASSON, LATORRE, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, GALPERTI, MERCATALI, LEGNINI

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero della giustizia, per l'anno finanziario 2010,

        premesso che:

            nell'ambito della missione «Giustizia» fortemente penalizzato appare il programma «giustizia civile e penale», che subisce i tagli di spesa più gravi (oltre i 429 milioni di euro);

            viene così colpito il funzionamento ordinario dell'amministrazione della giustizia. In particolare va registrato il taglio dei cosiddetti consumi intermedi (spese per l'acquisto di beni e servizi) per il settore della giustizia civile e penale, nell'entità di 2,4 milioni di euro e la forte riduzione delle risorse destinate agli «interventi» nell'ambito del medesimo programma con un taglio di oltre 245 milioni di euro delle somme destinate al Dipartimento degli affari di giustizia per le spese (capitolo 1360) riguardanti tra le tante voci il gratuito patrocinio; le spese inerenti alla estradizione di condannati ed imputati, alle traduzioni di atti giudiziari provenienti dall'estero o dirette ad autorità estere; le indennità e le trasferte di funzionari, giudici popolari, periti, testimoni, custodi, ufficiali ed agenti di polizia penitenziaria, nonché quelle relative alla Direzione nazionale ed alle Direzioni distrettuali antimafia per l'accertamento dei reati e dei colpevoli;

            si tratta di tagli che rischiano di paralizzare il funzionamento ordinario dell'amministrazione della giustizia, già tardivo ed inefficiente;

            le forti riduzioni di spesa previste dal Ministero della giustizia ostacoleranno in misura significativa la piena attuazione delle politiche per la sicurezza e il contrasto alla criminalità, impedendo il celere ed effettivo accertamento dei reati e l'identificazione dei colpevoli, nonché la prevenzione dei delitti, in palese contraddizione con quanto asserito dagli esponenti del Governo e della stessa maggioranza non solo in sede parlamentare o in contesti istituzionali, ma anche nell'ambito di dichiarazioni rese alla stampa,

        impegna il Governo,

            a ripristinare gli stanziamenti precedenti al fine di consentire un miglioramento del sistema giudiziario nel suo complesso e garantendo «l'ordinarietà» dell'amministrazione della giustizia, il cui funzionamento, a tutt'oggi, presenta solo i caratteri negativi della straordinarietà.

ARTICOLO 6 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE (*)

Art. 6.

Approvato

(Stato di previsione del Ministero degli affari esteri e disposizioni relative)

    1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero degli affari esteri, per l'anno finanziario 2010, in conformità all'annesso stato di previsione (Tabella n. 6).

    2. È approvato, in termini di competenza e di cassa, il bilancio dell'Istituto agronomico per l'oltremare, per l'anno finanziario 2010, annesso allo stato di previsione del Ministero degli affari esteri (Appendice n. 1).

    3. In relazione alle somme affluite all'entrata del bilancio dello Stato per contributi versati da Paesi esteri in applicazione della direttiva 77/486/CEE del Consiglio, del 25 luglio 1977, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione delle somme stesse alle pertinenti unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero degli affari esteri per l'anno finanziario 2010, perché siano utilizzate per gli scopi per cui tali somme sono state versate.

    4. In relazione alle somme affluite all'entrata del bilancio dell'Istituto agronomico per l'oltremare, per anticipazioni e rimborsi di spese per conto di terzi, nonché di organismi internazionali o della Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni all'entrata e alla spesa del suddetto bilancio per l'anno finanziario 2010.

    5. Il Ministero degli affari esteri è autorizzato ad effettuare, previe intese con il Ministero dell'economia e delle finanze, operazioni in valuta estera non convertibile pari alle disponibilità esistenti nei conti correnti valuta Tesoro costituiti presso le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari, ai sensi dell'articolo 5 della legge 6 febbraio 1985, n. 15, e successive modificazioni, e che risultino intrasferibili per effetto di norme o disposizioni locali. Il relativo controvalore in euro è acquisito all'entrata del bilancio dello Stato ed è contestualmente iscritto, sulla base delle indicazioni del Ministero degli affari esteri, nelle pertinenti unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero medesimo per l'anno finanziario 2010, per l'effettuazione di spese connesse alle esigenze di funzionamento e mantenimento delle sedi diplomatiche e consolari, degli istituti di cultura e delle scuole italiane all'estero. Il Ministero degli affari esteri è altresì autorizzato ad effettuare, con le medesime modalità, operazioni in valuta estera pari alle disponibilità esistenti nei conti correnti valuta Tesoro in valute inconvertibili o intrasferibili individuate, ai fini delle presenti operazioni, dal Dipartimento del tesoro su richiesta della competente Direzione generale del Ministero degli affari esteri.

    6. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, su proposta del Ministro degli affari esteri, variazioni compensative in termini di competenza e cassa tra i capitoli allocati nelle unità previsionali di base «funzionamento» e «interventi» del programma «cooperazione allo sviluppo e gestione sfide globali», nell'ambito della missione «l'Italia in Europa e nel mondo» dello stato di previsione del Ministero degli affari esteri, relativamente agli stanziamenti per l'aiuto pubblico allo sviluppo determinati nella Tabella C allegata alla legge finanziaria. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 15, comma 9, primo periodo, della legge 26 febbraio 1987, n. 49, e successive modificazioni.

________________

(*) Per le modifiche alla Tabella n. 6 si veda la pagina 232 dello stampato nn. 1790 e 1791-A.

ORDINI DEL GIORNO

G6.100

MARCENARO, CABRAS, LIVI BACCI, MARINARO, MARINI, MICHELONI, PERDUCA, RUTELLI, TONINI

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero degli affari esteri, e del disegno di legge finanziaria per l'anno 2010,        premesso che:

            alle esigenze di politica estera dell'Italia viene destinata una percentuale pari al solo 0,4 per cento della spesa complessiva dello Stato; ciò testimonia di una preoccupante inadeguatezza degli stanziamenti finanziari assegnati al Ministero degli affari esteri rispetto ai compiti e ai servizi che gli sono attribuiti;

            rispetto alle previsioni assestate per il 2009, gli stanziamenti di competenza iscritti nello stato di previsione del Ministero degli affari esteri a legislazione vigente fanno registrare una diminuzione complessiva di oltre 89 milioni di euro, che si aggiunge a quella di circa 500 milioni di euro già operata nell'anno passato, di tale consistenza da rendere difficile addirittura l'ordinaria attività del Ministero;

            il programma cooperazione allo sviluppo e gestione sfide globali ha subito una riduzione di 38 milioni di euro nel 2010, dopo aver visto dimezzare nel 2009 lo stanziamento da oltre 700 a circa 350 milioni di euro;

            tale decurtazione di risorse relega l'Italia agli ultimi posti nella classifica dei Paesi donatori quanto a percentuale di prodotto interno lordo (PIL) riservato all'aiuto pubblico allo sviluppo (APS) e allontana definitivamente il nostro Paese dal rispetto degli impegni internazionali assunti, in particolare al G8 di Gleneagles, nonché in sede europea, che prevedrebbero di destinare all'APS almeno lo 0,51 per cento del proprio PIL entro il 2010 e lo 0,7 per cento entro il 2015;

            inoltre, nella giornata conclusiva del G8 tenutosi a L'Aquila nel luglio 2009, i leader mondiali hanno rilevato che l'effetto combinato di investimenti poco mirati in agricoltura e in sicurezza alimentare, l'aumento dei prezzi e la crisi economica hanno determinato un aumento nei Paesi in via di sviluppo di fame e povertà, peggiorando le già difficili condizioni di vita di oltre 100 milioni di persone, e allontanando il raggiungimento dei cosiddetti "Obiettivi del millennio" fissati dalle Nazioni unite e volti a ridurre le morti per pandemie, la mortalità infantile, a migliorare l'accesso all'istruzione, alle cure, alle risorse idriche;

            i leader del G8 hanno in tal senso sottoscritto «L'Aquila Joint Statement on Global Food Security», prendendo l'impegno a promuovere la sicurezza alimentare e l'aiuto allo sviluppo rurale dei Paesi poveri, decidendo di incrementare gli aiuti all'agricoltura e alla sicurezza alimentare con l'obiettivo, sottoscritto anche dal Governo italiano, di mobilitare 20 miliardi di dollari in tre anni attraverso una strategia per lo sviluppo agricolo sostenibile coordinata e integrata;

            tali risorse, ripartite tra gli Stati sottoscrittori del documento de L'Aquila, configurandosi come aggiuntive rispetto a quelle finalizzate a soddisfare i precedenti impegni assunti dal nostro Paese, impongono pertanto all'Italia uno sforzo finanziario ulteriore in grado di recuperare, da una parte, il ritardo rispetto agli obiettivi dello 0,51 per cento del PIL per il 2010 e dello 0,7 per il 2015, e dall'altra di dare seguito ai nuovi impegni promossi dalla stessa Presidenza italiana del G8;

            al contrario, il gap tra gli impegni internazionali e le risorse destinate a tale scopo si è manifestata nella riduzione di oltre 23 milioni di euro ai contributi volontari e finalizzati alle organizzazioni internazionali, banche e fondi di sviluppo impegnati nella cooperazione,

        impegna il Governo:

            ad esplicitare in modo dettagliato, tramite una specifica relazione, gli stanziamenti previsti, i centri di spesa e le rispettive specifiche destinazioni delle risorse necessarie ad adempiere agli impegni assunti con la sottoscrizione de «L'Aquila Joint Statement on Global Food Security» nonché degli altri impegni internazionali assunti quanto alla partecipazione italiana a fondi internazionali di cooperazione allo sviluppo, a partire da quelli relativi alla lotta alle pandemie, e ad altre iniziative internazionali di cooperazione, al fine di consentire in modo trasparente al Parlamento di verificare lo stato reale dei pagamenti italiani per il soddisfacimento degli impegni internazionali assunti e l'effettivo volume complessivo dell'aiuto pubblico italiano allo sviluppo.

G6.102

MARCENARO, CABRAS, LIVI BACCI, MARINARO, MARINI, MICHELONI, PERDUCA, RUTELLI, TONINI

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero degli affari esteri, e del disegno di legge finanziaria per l'anno 2010,        premesso che:

            alle esigenze di politica estera dell'Italia viene destinata una percentuale pari al solo 0,4 per cento della spesa complessiva dello Stato; ciò testimonia di una preoccupante inadeguatezza degli stanziamenti finanziari assegnati al Ministero degli affari esteri rispetto ai compiti e ai servizi all'estero che esso è chiamato a fornire;

            rispetto alle previsioni assestate per il 2009, gli stanziamenti di competenza iscritti nello stato di previsione del Ministero degli affari esteri a legislazione vigente fanno registrare una diminuzione complessiva di oltre 89 milioni di euro, che si aggiunge a quella di circa 500 milioni di euro già operata nell'anno passato, di tale consistenza da rendere difficile addirittura l'ordinaria attività del Ministero;

            il programma cooperazione allo sviluppo e gestione sfide globali ha subito una riduzione di 38 milioni di euro nel 2010, dopo aver visto dimezzare nel 2009 lo stanziamento da oltre 700 a circa 350 milioni di euro; per gli anni successivi le poste vengono ancora ridotte a 210.940 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2011 e 2012;

            sarà dunque estremamente complesso per il nostro paese perseguire una seria politica di cooperazione allo sviluppo, che faccia fronte agli impegni assunti dal nostro Governo in particolare riguardo la lotta alla povertà globale e il rispetto degli obbiettivi del Millennio;

            tale decurtazione di risorse relega infatti l'Italia agli ultimi posti nella classifica dei Paesi donatori quanto a percentuale di prodotto interno lordo (PIL) riservato all'aiuto pubblico allo sviluppo italiano (APS) - ridottosi a circa lo 0,10 per cento - 0,15 per cento del PIL; e allontana definitivamente il nostro Paese dal rispetto degli impegni internazionali assunti, in particolare al G8 di Gleneagles nonché in sede europea; infatti a causa della negligenza dell'Italia (e della Grecia, che con il nostro Paese non ha rispettato gli impegni assunti) l'obiettivo europeo collettivo dello 0,56 per cento del PIL sarà mancato nonostante tutti gli altri paesi abbiano rispettato i loro impegni;

            il gap tra gli impegni internazionali e le risorse destinate a tale scopo si è manifestata inoltre nella riduzione di oltre 23 milioni di euro ai contributi volontari e finalizzati alle organizzazioni internazionali, banche e fondi di sviluppo impegnati nella cooperazione,

        impegna il Governo:

            a rideterminare per il 2010 l'ammontare totale delle risorse destinate agli aiuti pubblici allo sviluppo riallineandole a quanto fissato nel bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2006 e nel bilancio pluriennale per il triennio 2006-2008, nonché alla media europea, rivedendo altresì le previsioni di spesa per i due anni successivi in modo da invertire il trend di riduzione dell'aiuto pubblico allo sviluppo dell'Italia e riavviare il percorso di avvicinamento all'obiettivo di destinare all'APS entro il 2015 lo 0,7 per cento del PIL e così tener fede agli impegni che l'Italia ha sottoscritto, sia a livello europeo che mondiale.

G6.101

MARCENARO, CABRAS, LIVI BACCI, MARINARO, MARINI, MICHELONI, PERDUCA, RUTELLI, TONINI

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero degli affari esteri, e del disegno di legge finanziaria per l'anno 2010,        premesso che:

            alle esigenze di politica estera dell'Italia viene destinata una percentuale pari al solo 0,4 per cento della spesa complessiva dello Stato; ciò testimonia di una preoccupante inadeguatezza degli stanziamenti finanziari assegnati al Ministero degli affari esteri rispetto ai compiti e ai servizi all'estero che esso è chiamato a fornire;

            rispetto alle previsioni assestate per il 2009, gli stanziamenti di competenza iscritti nello stato di previsione del Ministero degli affari esteri a legislazione vigente fanno registrare una diminuzione complessiva di oltre 89 milioni di euro, che si aggiunge a quella di circa 500 milioni di euro già operata nell'anno passato, di tale consistenza da rendere difficile addirittura l'ordinaria attività del Ministero;

            a fronte di tali drastici tagli si renderà sempre più difficile garantire il funzionamento della rete diplomatico-consolare, il livello dei servizi forniti ai cittadini ed alle imprese italiane operanti all'estero, e la tutela della sicurezza degli italiani all'estero, e sarà assai difficile adempiere alle obbligazioni conseguenti agli accordi ed agli impegni contratti a livello internazionale dal nostro Paese;

            il programma cooperazione allo sviluppo e gestione sfide globali ha subito una riduzione di 38 milioni di euro nel 2010, dopo aver visto dimezzare nel 2009 lo stanziamento da oltre 700 a circa 350 milioni di euro: sarà dunque estremamente complesso per il nostro paese perseguire una seria politica di cooperazione, che faccia fronte agli impegni assunti dal nostro Governo in particolare riguardo la lotta alla povertà globale e il rispetto degli obbiettivi del millennio;

            il gap tra gli impegni internazionali e le risorse destinate a tale scopo si è manifestata inoltre nella riduzione di oltre 23 milioni di euro ai contributi volontari e finalizzati alle organizzazioni internazionali, banche e fondi di sviluppo impegnati nella cooperazione;

            sono stati operati tagli alle spese destinate alla tutela degli interessi italiani e per la sicurezza degli italiani all'estero in emergenza, nonché alla Direzione generale per la cooperazione politica multilaterale ed i diritti umani; è stato soppresso lo stanziamento di 2 milioni e mezzo di euro per la partecipazione dell'Italia ai fondi fiduciari della NATO;

            per quanto riguarda gli interventi in favore delle comunità italiane nel mondo, essi sono stati gravemente penalizzati, in particolare sul versante della Direzione generale degli italiani all'estero e politiche migratorie, riducendo i contributi agli organismi istituzionali di rappresentanza degli italiani all'estero che garantiscono il collegamento tra le comunità emigrate e l'Italia, quali i comitati degli italiani residenti all'estero (COMITES); sono state ridotte le spese dirette alla tutela ed assistenza dei connazionali e delle collettività italiane all'estero, e dei cittadini dell'Unione europea nei paesi terzi,

        impegna il Governo:

            a prevedere la razionale riorganizzazione della rete diplomatico-consolare, stanziando risorse adeguate agli scopi, ai compiti e ai servizi che essa è tenuta a fornire, e con un'attenzione mirata in particolare allo sviluppo della rete diplomatico-consolare dei Paesi dell'area mediterranea, soprattutto quelli di provenienza dei flussi migratori.

ARTICOLO 7 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE (*)

Art. 7.

Approvato

(Stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e disposizioni relative)

    1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per l'anno finanziario 2010, in conformità all'annesso stato di previsione (Tabella n. 7).

    2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a ripartire, con propri decreti, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, i fondi per oneri di personale e per l'operatività scolastica iscritti nelle unità previsionali di base «oneri comuni di parte corrente» e «investimenti» del programma «fondi da assegnare», nell'ambito della missione «fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

    3. Ai fini di una razionale utilizzazione delle risorse di bilancio, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni compensative, in termini di competenza e di cassa, tra i capitoli relativi al «Fondo per le competenze dovute al personale delle istituzioni scolastiche, con esclusione delle spese per stipendi del personale a tempo indeterminato e determinato» e i capitoli relativi al «Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche», iscritti nelle pertinenti unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

    3-bis. L'assegnazione autorizzata a favore del Consiglio nazionale delle ricerche, per l'anno finanziario 2010, è comprensiva della somma, determinata nella misura massima di 2.582.284 euro, a favore dell'Istituto di biologia cellulare per attività internazionale afferente all'area di Monterotondo.

    4. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione delle somme affluite all'entrata del bilancio dello Stato in relazione all'articolo 9 del decreto-legge 17 giugno 1996, n. 321, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1996, n. 421, alla pertinente unità previsionale di base relativa alla ricerca scientifica dello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

    5. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, le occorrenti variazioni, in termini di competenza e di cassa, tra lo stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e gli stati di previsione dei Ministeri interessati in relazione al trasferimento di fondi riguardanti il finanziamento di progetti per la ricerca.

    6. Ai fini di una razionale utilizzazione delle risorse di bilancio, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca è autorizzato ad apportare, con propri decreti, nell'ambito del medesimo titolo, le occorrenti variazioni compensative, in termini di competenza e di cassa, tra i capitoli «spese per il funzionamento della scuola per l'Europa di Parma» e i capitoli «spese per la costruzione della nuova sede della scuola per l'Europa di Parma», iscritti nelle pertinenti unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

    7. In relazione all'andamento gestionale delle spese per competenze fisse e relativi oneri riflessi dovuti al personale della scuola, il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni compensative di bilancio tra i programmi della missione «istruzione scolastica», per i capitoli interessati all'erogazione delle suddette competenze.

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(*) Per le modifiche alla Tabella n. 7 si veda la pagina 233 dello stampato nn. 1790 e 1791-A.

ORDINI DEL GIORNO

G7.100

BASTICO, RUSCONI, GARAVAGLIA MARIAPIA, SERAFINI ANNA MARIA, CERUTI, VITA, FRANCO VITTORIA, MARCUCCI, SOLIANI, VERONESI, MERCATALI, LEGNINI, ADAMO

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per l'anno finanziario 2010,

        premesso che:

            alla missione «Istruzione scolastica» è assegnata la dotazione di 44.060,4 milioni di euro, con decremento di 83,5 milioni di euro rispetto al bilancio assestato 2009;

            dal raffronto tra gli importi assegnati ai programmi per il 2009 e per il 2010 emergono:

            - la riduzione di 99,1 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate per il 2009 per il programma «Programmazione e coordinamento dell'istruzione scolastica», con uno stanziamento in conto competenza pari a 311,3 milioni;

            - la riduzione di 206,5 milioni di euro per il programma «Istruzione secondaria di primo grado», con uno stanziamento in conto competenza pari a 9.494,5 milioni;

            - la riduzione di 0,1 milioni di euro per il programma «Istruzione post-secondaria»;

            - la riduzione di 0,1 milioni di euro per il programma «Istruzione degli adulti»;

            - la riduzione di 7,5 milioni di euro per il programma «Diritto allo studio, condizione studentesca», con uno stanziamento in conto competenza pari a 5,4 milioni;

        detti programmi avevano già subito notevoli riduzioni rispetto al 2008,

        impegna il Governo:

            a non penalizzare ulteriormente un settore fondamentale per la vita di un Paese quale è l'istruzione scolastica;

            a reperire le risorse necessarie per restituire peso e valore all'istruzione scolastica, per promuovere la formazione degli insegnanti, per valorizzare la professionalità docente e per sostenere l'innovazione didattica e organizzativa, nella consapevolezza che la scuola dovrebbe rappresentare uno dei più importanti fattori di crescita del Paese.

G7.101

GARAVAGLIA MARIAPIA, RUSCONI, CERUTI, VITA, FRANCO VITTORIA, BASTICO, MARCUCCI, SERAFINI ANNA MARIA, SOLIANI, VERONESI, MERCATALI, LEGNINI, ADAMO, BLAZINA

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per l'anno 2010,        premesso che:

            lo stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca reca, per l'esercizio finanziario 2010, spese in conto competenza per 55.252,1 milioni di euro, di cui 52.925,8 milioni di euro per spese correnti e 2.326,3 milioni di euro per spese in conto capitale;

            l'incidenza percentuale sul totale generale del bilancio dello Stato è pari al 6,96 per cento;

            rispetto alle previsioni assestate per l'esercizio finanziario 2009, si registra una riduzione di 409,3 milioni di euro;

            lo stanziamento complessivo per la missione «Istruzione universitaria» è pari a 7.902,3 milioni di euro, con una riduzione di ben 652,7 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate del bilancio 2009;

            già lo scorso anno lo stanziamento complessivo per la missione «Istruzione universitaria» era pari a 8.549,3 milioni di euro (pari al 15,4 per cento dello stanziamento del Ministero), con una riduzione di ben 133,5 milioni di euro (-1,5 per cento) rispetto al bilancio 2008;

            dal raffronto tra gli importi assegnati ai programmi per il 2009 e per il 2010 si segnala che:

            - il programma n. 2.1 «Diritto allo studio nell'istruzione universitaria», con stanziamento in conto competenza pari a 179,9 milioni di euro, reca una riduzione di spesa di 8,1 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate per il 2009, già peraltro ridotte rispetto al bilancio 2008 (pari a 65,1 milioni di euro);

            - il programma n. 2.3 «Sistema universitario e formazione post-universitaria», con stanziamento in conto competenza pari a 7.305,4 milioni di euro, reca una riduzione di spesa di ben 651,7 milioni di euro;

            all'interno del programma «Sistema universitario e formazione post-universitaria» si segnala che il Fondo per il finanziamento ordinario delle università (FFO) (capitolo n. 1694) ha una dotazione di 6.256,4 milioni di euro e registra un decremento di ben 678,8 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate per il 2009;

            il Fondo di finanziamento ordinario delle università (FFO), in attuazione dell'articolo 66, comma 13, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, è stato già ridotto di 63,5 milioni di euro per il 2009, di 190 milioni di euro per il 2010, di 316 milioni per il 20,11, di 417 milioni per il 2012 e di 455 milioni a partire dal 2013, per un totale di 1,4 miliardi di euro in un quinquennio,

        impegna il Governo:

            a reperire le risorse necessarie per evitare che in un settore fondamentale per la crescita del Paese, qual è quello dell'università, i tagli effettuati producano dissesto ed una situazione economica insostenibile soprattutto a partire dal 2010;

            ad adottare iniziative concrete per modernizzare e non penalizzare le università italiane, esaltando la loro autonomia finanziaria, introducendo forme sistematiche di valutazione efficace dell'utilizzo di risorse, incentivi e disincentivi, nonché aumentando la competizione tra gli atenei nella consapevolezza che l'università deve essere un motore essenziale della mobilità sociale e della crescita.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

G7.103

CERUTI, GARAVAGLIA MARIAPIA, RUSCONI, VITA, FRANCO VITTORIA, BASTICO, MARCUCCI, SERAFINI ANNA MARIA, SOLIANI, VERONESI, MERCATALI, LEGNINI, ADAMO, BLAZINA

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per l'anno finanziario 2010,

        premesso che:

            lo stanziamento complessivo per la missione «Istruzione universitaria» è pari a 7.902,3 milioni di euro, con una riduzione di 652,7 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate del bilancio 2009;

            dal raffronto tra gli importi assegnati ai programmi per il 2009 e per il 2010 si segnala che:

            -  il programma n. 2.1 «Diritto allo studio nell'istruzione universitaria», con stanziamento in conto competenza pari a 179,9 milioni di euro, reca una riduzione di spesa di 8,1 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate per il 2009;

            -  il programma n. 2.2 «Istituti di alta cultura», con stanziamento in conto competenza pari a 417,1 milioni di euro reca un incremento di 7,1 milioni di euro;

            -  il programma n. 2.3 «Sistema universitario e formazione post-universitaria», con stanziamento in conto competenza pari a 7.305,4 milioni di euro reca una riduzione di spesa di 651,7 milioni di euro;

            all'interno del programma «Sistema universitario e formazione post-universitaria» si segnala che il «Fondo per il finanziamento ordinario delle università» (capitolo n. 1694) ha una dotazione di 6.256,4 milioni di euro e registra un decremento di ben 78,8 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate per il 2009,

        impegna il Governo:

            a reperire le risorse necessarie per evitare che in un settore fondamentale per la crescita del Paese, qual è quello dell'università, i tagli effettuati producano dissesto ed una situazione economica insostenibile soprattutto a partire dal 2010, nonché ad adottare iniziative concrete per modernizzare e non penalizzare le università italiane.

G7.102

GIAMBRONE, BELISARIO, CARLINO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA, RUSSO

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per l'anno 2010,

        premesso che:

            a causa dei numerosi tagli operati dai decreti-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, 1º settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, e 10 novembre 2008, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1, oltre che dalla finanziaria per l'anno 2009, il settore dell'istruzione vive uno dei momenti più bui della sua storia che sta avendo gravissime ripercussioni sull'intero Paese;

            lo stanziamento complessivo previsto nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca reca, per l'anno 2010, spese per 55,25 miliardi di euro, pari al 6,96 per cento del bilancio generale dello Stato, con una riduzione di ben 409,3 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate per l'esercizio finanziario 2009;

            le dotazioni del Ministero, che servono a finanziare le diverse missioni, hanno subito significative riduzioni, con particolare riguardo per le missioni nn. 17, 22, 23;

            la missione n. 17 «Ricerca e innovazione» avrà per l'anno 2010 un stanziamento complessivo di circa 2,3 miliardi di euro, con una riduzione di oltre 150 milioni di euro rispetto al bilancio assestato 2009;

            la missione n. 22 «Istruzione scolastica», a cui sono assegnati, per l'anno 2010, 44 miliardi di euro, circa l'80 per cento dell'ammontare degli stanziamenti complessivi, ha subito una riduzione 83,5 milioni di euro rispetto al bilancio assestato 2009;

            la missione n. 23 «Istruzione universitaria» potrà godere per l'anno 2010 di uno stanziamento di poco inferiore agli 8 miliardi di euro, con una significativa riduzione rispetto alle previsioni assestate del bilancio 2009;

        considerato che:

            mentre la finanziaria per l'anno 2007 prevedeva l'assunzione in tre anni di 150.000 docenti e 30.000 assistenti amministrativi, tecnici ed ausiliari - nonostante lo slittamento all'anno scolastico 2010-2011 dell'applicazione del regolamento recante norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, approvato il 27 febbraio 2009 dal Consiglio dei ministri, nonostante la sentenza n. 200 del 2 luglio 2009 della Corte costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della parte dell'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, riguardante le chiusure e gli accorpamenti delle strutture scolastiche - già da questo anno scolastico, a seguito della circolare ministeriale n. 38 del 2 aprile 2009 del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, si è disatteso l'impegno contenuto nella precedente finanziaria e si sono operate meno del 20 per cento delle assunzioni utili (almeno 100.000) al corretto inizio dei lavori;

            risultano ancora irrisolte le rilevanti questioni riguardanti il personale precario che dovrà anche quest'anno fare i conti con l'assenza del regolamento delle supplenze del personale ausiliario tecnico amministrativo (ATA), con l'assenza di un concorso per direttore dei servizi generali ed amministrativi (DSGA) e con delle graduatorie ad esaurimento dei docenti sistematicamente oggetto di ricorsi di ogni ordine e grado;

            da un mese, ormai, diverse decine di migliaia di insegnanti, molto spesso laureati, specializzati, abilitati e plurititolati, che da anni svolgevano, pur nella precarietà, con dedizione il lavoro della docenza, sono rimasti senza un contratto di lavoro e quindi senza la possibilità di poter insegnare e guadagnarsi da vivere;

            a causa dei summenzionati ed indiscriminati tagli, operati dall'attuale Governo, analogamente a quanto descritto per gli insegnanti, diverse migliaia di assistenti amministrativi, tecnici ed ausiliari non potranno svolgere il lavoro che, in molti casi, veniva svolto da anni;

            in un momento di grave crisi economica, come quello attuale, che attanaglia il nostro sistema Paese in modo più pesante rispetto ai più importanti Paesi europei, il Governo - invece di far corrispondere, magari nella manovra di bilancio in esame, investimenti pubblici al fine di risollevare l'andamento dell'economia e di garantire la continuità del diritto allo studio oltre che la qualità del sapere - ha operato scelte politiche, peraltro tramite l'uso indiscriminato dei decreti-legge e dei regolamenti, volte a ridurre il costo complessivo del sistema scolastico, senza curarsi degli effetti pratici sul settore e riducendo di fatto l'offerta scolastica a tutti i livelli;

        considerato inoltre che:

            dopo i preoccupanti contenuti del citato decreto-legge n. 180 del 2008 - sul quale aveva inciso peraltro pesantemente il precedente ed ormai famigerato decreto-legge n. 112 del 2008, con i suoi tagli alle risorse ordinarie - i documenti sottoposti all'esame della Commissione, riguardanti la manovra di bilancio per gli anni 2010-2012, non riservano, come già esposto in premessa, nuovi finanziamenti per il settore dell'istruzione universitaria;

            è quanto mai urgente intervenire nel settore assicurando una corretta distribuzione di risorse attraverso disposizioni che rendano selettivi i finanziamenti destinati ai concorsi già banditi, oltre quelli che si bandiranno, e prevedere un serio riordino dei criteri di reclutamento dei professori universitari,

            è sicuramente ancora insufficiente la dotazione finanziaria assegnata per perseguire interventi ed alloggi per studenti universitari di cui all'articolo 1, comma 1, della 14 novembre 2000, n. 338, la quale, seppur aumentata di poco più di 5 milioni di euro, non può garantire, se non in minima parte, la risoluzione del problema delle residenze per gli studenti universitari, nel recente passato peraltro tamponato sottraendo risorse al Fondo per le aree sottoutilizzate,

        impegna il Governo:

            ad adottare le iniziative necessarie per garantire a tutti i precari del settore, rimasti già dall'anno scolastico in corso senza un posto di lavoro, di poter usufruire degli ammortizzatori sociali che permettano il sostentamento economico;

            a mettere gli uffici scolastici regionali nelle condizioni di poter assicurare a tutti gli studenti ed alle loro famiglie un diritto allo studio che si concretizzi in docenti preparati a svolgere il proprio compito senza l'assillo della precarietà assoluta, in classi in cui svolgere le lezioni con non più di trenta alunni, nel cosiddetto tempo pieno che garantisca alle famiglie di poter svolgere tranquillamente il proprio lavoro, in quella qualità dei programmi e della didattica di cui molto poco il Governo si è interessato in quest'ultimo anno;

            ad assegnare risorse adeguate alle scuole pubbliche al fine di realizzare un Piano nazionale per la messa a norma degli edifici scolastici, per la realizzazione di impianti energetici che nel tempo possano produrre grandi risparmi e rispettare l'ambiente, per la realizzazione di strutture utili al raggiungimento di una formazione completa degli alunni, quali palestre, laboratori tecnici, aule magne;

            a prevedere la stabilizzazione dei precari della scuola, già prevista dalla legge finanziaria per il 2007 del Governo Prodi;

            a ripristinare la legalità con riferimento al rapporto del numero di alunni per classe e alla dimensione dell'aula, nel rispetto delle norme igieniche e di sicurezza secondo quanto disposto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81;

            a garantire il rispetto del diritto allo studio per gli alunni in situazione di handicap assicurando loro la possibilità di usufruire del sostegno di insegnanti specializzati per il maggior numero di ore possibile a settimana, al fine di garantire loro una reale ed efficace azione di integrazione;

            a reperire le risorse necessarie per evitare che in un settore fondamentale per la crescita del Paese, qual è quello dell'università, i tagli effettuati producano dissesto e una situazione economica insostenibile soprattutto a partire dal 2010;

            ad adottare iniziative concrete per modernizzare e non penalizzare le università italiane, esaltando la loro autonomia finanziaria, introducendo forme sistematiche di valutazione efficace dell'utilizzo di risorse, incentivi e disincentivi, nonché aumentando la competizione tra gli atenei.

G7.104

D'ALIA, PINZGER, FOSSON, CUFFARO, GIAI, PETERLINI, POLI BORTONE, THALER AUSSERHOFER

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per l'anno finanziario 2010,

        premesso che:

            rispetto alla legge di bilancio 2009 è prevista la riduzione di 135 milioni di euro per listituzioni scolastiche non statali;

            dal 2002 il contributo alle scuole paritarie è fermo a 536 milioni di euro, per 1'80 per cento destinato alla scuola dell'infanzia che in molti piccoli comuni è l'unica risposta alle famiglie ivi residenti e dunque ne riafferma la funzione pubblica;

            da organi di stampa si apprende che il recupero del taglio si realizzerebbe attraverso le risorse dello scudo fiscale;

            nonostante le tante affermazioni sulla tutela della famiglia, i contributi necessari per il funzionamento di un servizio pubblico essenziale alle famiglie non solo non sono stati incrementati da otto anni, ma sono decurtati di un quarto. Restano pertanto le difficoltà ed il disagio di tantissime famiglie e di amministratori delle scuole paritarie non profit alle prese con la difficoltà, se non l'impossibilità, di far quadrare i conti, oltre alla preoccupazione per il futuro del personale (40.000 dipendenti tra insegnanti e non) impegnato nelle scuole;

            analoga la situazione si ripercuote per le scuole dell'infanzia dei comuni, già alle prese con le restrizioni della legge finanziaria 2009,

        impegna il Governo:

            a ripristinare nel bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 le risorse sottratte alle istituzioni scolastiche non statali in quanto il taglio di 135 milioni di euro rischia di compromettere in modo definitivo la possibilità che la scuola dell'infanzia sia assicurata a tutti gli alunni del nostro Paese.

G7.105

D'ALIA, PINZGER, FOSSON, CUFFARO, GIAI, PETERLINI, POLI BORTONE, THALER AUSSERHOFER

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per l'anno finanziario 2010,

        premesso che:

            dal raffronto tra gli importi assegnati ai programmi della missione «Istruzione» per il 2009 e per il 2010 emergono:

            -  la riduzione di 99,1 milioni di euro per la «Programmazione e il coordinamento dell'istruzione scolastica»;

            -  la riduzione di 206,5 milioni di euro per l'istruzione secondariadi primo grado;

            -  la riduzione di 0,1 milioni di euro per l'istruzione post-secondaria;

            -  la riduzione di 0,1 milioni di euro per l'istruzione degli adulti;

            -  la riduzione di 7,5 milioni di euro per il diritto allo studio, condizione studentesca;

            -  la riduzione di 135 milioni di euro per le istituzioni scolastiche non statali, che andrà in particolare ad incidere sul mantenimento delle scuole non statali, sul sistema prescolare e sulle scuole dell'infanzia ed elementari parificate,

        impegna il Governo:

            a reperire le risorse necessarie per restituire peso e valore all'istruzione scolastica, per promuovere la formazione degli insegnanti, per valorizzare la professionalità docente e per sostenere l'innovazione didattica e organizzativa, nella consapevolezza che la scuola dovrebbe rappresentare uno dei più importanti fattori di crescita del Paese.

G7.106

SERAFINI ANNA MARIA, GARAVAGLIA MARIAPIA, RUSCONI, BAIO, LEGNINI, MERCATALI, CERUTI, FRANCO VITTORIA, MARCUCCI, VITA, ADAMO, BLAZINA

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per l'anno finanziario 2010;

        premesso che:

            alla missione «Istruzione scolastica» è assegnata la dotazione di 44.060,4 milioni di euro, con decremento di 83,5 milioni di euro rispetto al bilancio assestato 2009;

            dal raffronto tra gli importi assegnati ai programmi per il 2009 e per il 2010 emergono:

            -  la riduzione di 99,1 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate per il 2009 per la Programmazione e coordinamento dell'istruzione scolastica, con uno stanziamento in conto competenza pari a 311,3 milioni di euro;

            -  la riduzione di 206,5 milioni di euro per l'Istruzione secondaria di primo grado, con uno stanziamento in conto competenza pari a 9.494,5 milioni di euro;

            -  la riduzione di 0,1 milioni di euro per l'Istruzione post-secondaria;

            -  la riduzione di 0,1 milioni di euro per l'Istruzione degli adulti;

            -  la riduzione di 7,5 milioni di euro per il Diritto allo studio, condizione studentesca, con uno stanziamento in conto competenza pari a 5,4 milioni di euro;

            nello stato di previsione del Ministero dell'interno (tabella n. 8), nell'ambito della missione n. 3 «Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali» e del programma n. 3.3 «Trasferimenti a carattere generale ad enti locali», il capitolo n. 7243 (Somma occorrente per garantire la gratuità, totale o parziale dei libri di testo nella scuola dell'obbligo e il comodato nella scuola superiore; macroaggregato 2.3.6 «Investimenti» centro di responsabilità Dipartimento per gli affari interni e territoriali) ha subito una riduzione di 103,3 milioni di euro;

            sembra quantomeno inopportuno che in un momento di crisi economica come quello che il nostro Paese sta attraversando si possa pensare di ricavare un risparmio a discapito delle famiglie,

        impegna il Governo:

            a reperire le risorse necessarie per ripristinare o, almeno, limitare questa riduzione di spesa che colpisce la scuola dell'obbligo.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

ARTICOLO 8 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 8.

Approvato

(Stato di previsione del Ministero dell'interno e disposizioni relative)

    1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero dell'interno, per l'anno finanziario 2010, in conformità all'annesso stato di previsione (Tabella n. 8).

    2. Le somme versate dal CONI nell'ambito dell'unità previsionale di base «entrate derivanti da servizi resi dalle Amministrazioni statali» (vendita beni e servizi resi da Amministrazioni statali ed altre entrate da riassegnare ai competenti stati di previsione) dello stato di previsione dell'entrata per l'anno 2010 sono riassegnate, con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, per le spese relative all'educazione fisica, all'attività sportiva e alla costruzione, completamento e adattamento di infrastrutture sportive concernenti il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, alle unità previsionali di base «funzionamento» e «investimenti» del programma «prevenzione dal rischio e soccorso pubblico», nell'ambito della missione «soccorso civile» dello stato di previsione del Ministero dell'interno per l'anno finanziario 2010.

    3. Nell'elenco n. 1, annesso allo stato di previsione del Ministero dell'interno, sono indicate le spese per le quali possono effettuarsi, per l'anno finanziario 2010, prelevamenti dal fondo a disposizione per la Pubblica sicurezza, di cui all'articolo 1 della legge 12 dicembre 1969, n. 1001, iscritto nell'unità previsionale di base «funzionamento» del programma «pianificazione e coordinamento Forze di polizia», nell'ambito della missione «ordine pubblico e sicurezza».

    4. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni compensative di bilancio anche tra i titoli della spesa dello stato di previsione del Ministero dell'interno, occorrenti per l'attuazione delle disposizioni recate dall'articolo 61 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni, dall'articolo 10, comma 11, della legge 13 maggio 1999, n. 133, e successive modificazioni, e dall'articolo 8, comma 5, della legge 3 maggio 1999, n. 124, relative ai trasferimenti erariali agli enti locali.

    5. In relazione all'articolo 1, comma 1328, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, al fine di ridurre il costo a carico dello Stato del servizio antincendi negli aeroporti, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a riassegnare, con propri decreti, nello stato di previsione del Ministero dell'interno le somme versate all'entrata del bilancio dello Stato in applicazione delle disposizioni di cui al citato comma 1328 dell'articolo l della predetta legge n. 296 del 2006.

    6. Sono autorizzati l'accertamento e la riscossione, secondo le leggi in vigore, delle entrate del Fondo edifici di culto, nonché l'impegno e il pagamento delle spese, relative all'anno finanziario 2010, in conformità agli stati di previsione annessi a quello del Ministero dell'interno (Appendice n. 1).

    7. Per gli effetti di cui all'articolo 7 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, sono considerate spese obbligatorie e d'ordine del bilancio del Fondo edifici di culto quelle indicate nell'elenco n. 1, annesso al bilancio predetto.

    8. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dell'interno, le occorrenti variazioni, in termini di competenza e di cassa, negli stati di previsione dell'entrata e della spesa del Fondo edifici di culto per l'anno finanziario 2010, conseguenti alle somme prelevate dal conto corrente infruttifero di tesoreria intestato al predetto Fondo, per far fronte alle esigenze derivanti dall'attuazione degli articoli 55 e 69 della legge 20 maggio 1985, n. 222.

    9. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, su proposta del Ministro dell'interno, a trasferire agli stati di previsione dei Ministeri interessati le risorse iscritte al capitolo 2313, istituito nell'ambito del programma «garanzia dei diritti e interventi per lo sviluppo della coesione sociale» della missione «immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti» dello stato di previsione del Ministero dell'interno, e al capitolo 2872, istituito nell'ambito del programma «pianificazione e coordinamento Forze di polizia» della missione «ordine pubblico e sicurezza» del medesimo stato di previsione, in attuazione dell'articolo 1, comma 562, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dell'articolo 34 del decreto-legge 1º ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, e dell'articolo 2, comma 106, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

    10. Le somme iscritte nell'apposito fondo istituito ai sensi dell'articolo 17, comma 35-quinquies, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, relative alla speciale indennità operativa per il soccorso tecnico urgente, espletato all'esterno dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, non utilizzate al termine dell'esercizio sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio occorrenti per l'utilizzazione del predetto fondo.

ORDINI DEL GIORNO

G8.100

PARDI, BELISARIO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PEDICA, RUSSO, GIAMBRONE, CARLINO

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge di bilancio per l'anno 2010, atto Senato n. 1791, in riferimento allo stato di previsione del Ministero dell'interno per l'anno finanziario 2010,

        premesso che:

            lo stato di previsione del Ministero dell'interno per l'anno finanziario 2010 reca spese per complessivi 27.205 milioni di euro, con una riduzione, rispetto alle previsioni assestate 2009, di 1830 milioni di euro, concentrata nelle spese correnti (- 4,67 per cento);

            la variazione più rilevante in termini assoluti interessa la missione n. 3 «Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali», che registra un decremento pari a 1.595,41 milioni di euro (- 8,79 per cento) rispetto all'assestamento 2009. Si registrano, in particolare, riduzioni per le spese acquisto beni e servizi (- 1.907.978 euro); Trasferimenti a carattere generale ad enti locali (- 1.594.187.883 euro); Investimenti (- 547.826.026 euro); Fondo nazionale ordinario per gli investimenti (- 122.000.000 euro); Somma per la gratuità dei libri di testo (- 103.291.000 euro);

            anche in riferimento alla missione «Ordine pubblico e sicurezza» - che dovrebbe rappresentare un tema assai caro alla compagine governativa - si registra una sensibile riduzione (dell'entità di 398 milioni di euro) pari al 5,03 per cento ed il taglio colpisce soprattutto lo stanziamento relativo al probramma n. 3.3 «Pianificazione e coordinamento Forze di polizia» che subisce tagli del 15,57 per cento rispetto al dato assestato al 2009 (- 204.223.398 euro). Particolarmente gravi appaiono, a tal proposito, le riduzioni in riferimento al programma n. 3.1 «Contrasto al crimine, tutela ordine e sicurezza» (- 191.889.595 euro) e, nello specifico, al capitolo n. 2501 relativo a stipendi e retribuzioni personale polizia di Stato (- 141.718.929 euro); nonché, al programma n. 3.3 «Pianificazione e coordinamento Forze di polizia», al capitolo n. 2671 «Spese di organizzazione e di funzionamento della direzione investigativa antimafia» (- 3.247.312 euro) e al capitolo n. 2672 «Spese riservate alla direzione investigativa antimafia» (- 4.743 euro), ed infine, al capitolo n. 2840 relativo al programma protezione collaboratori di giustizia (- 23.399.521 euro);

            in termini percentuali, nell'ambito di un incremento degli stanziamenti relativi alla missione n. 5 «Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti» si registra, al suo interno, una flessione degli stanziamenti per il programma n. 5.2 «Gestione dei flussi migratori»;

        considerato dunque che:

            emerge, in tutta la sua evidenza, la perdurante discrepanza tra le annunciate politiche governative volte al contrasto alla criminalità ed i concreti finanziamenti connessi alle risorse economico-strumentali a concreta disposizione delle forze di polizia,

        impegna il Governo:

            a riequilibrare le risorse necessarie alla gestione del comparto sicurezza, con particolare riferimento all'incremento delle risorse umane e strumentali, anche valorizzando e potenziando quelle esistenti;

            a ripristinare, quantomeno al livello dell'anno 2009, le somme per la pianificazione e coordinamento delle forze di polizia, per le spese riservate alla Direzione investigativa antimafia, per i programmi di protezione dei collaboratori di giustizia per il contrasto al crimine, tutela ordine e sicurezza nonché per gli stipendi e le retribuzioni del personale polizia di Stato.

G8.101

D'ALIA, PINZGER, FOSSON, CUFFARO, GIAI, PETERLINI, POLI BORTONE, THALER AUSSERHOFER

Respinto

Il Senato,

        premesso che:

            il Trattato di Lisbona estende l'incisività delle politiche dell'Unione europea in materia di giustizia, al fine di rispondere in modo condiviso al bisogno di sicurezza diffuso dei propri cittadini;

            un forte e condiviso impegno per rafforzare la cooperazione tra Parlamento europeo e Parlamenti nazionali è indispensabile per la delicatezza di una materia che incide spesso direttamente sugli ordinamenti giudiziari degli Stati membri e sui diritti e le libertà individuali;

            una convergenza di regole nello spazio dell'Unione europea in materia di giurisdizione penale rafforzerebbe il senso di sicurezza e le garanzie dei cittadini;

            in particolare l'articolo 83 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, introdotto dal Trattato di Lisbona, dispone che «il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando mediante direttive secondo la procedura legislativa ordinaria, possono stabilire norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni in sfere di criminalità particolarmente grave che presentano una dimensione transnazionale derivante dal carattere o dalle implicazioni di tali reati o da una particolare necessità di combatterli su basi comuni»;

            l'articolo 83 elenca altresì le tipologie di criminalità su cui è necessaria una politica convergente: terrorismo, tratta degli esseri umani e sfruttamento sessuale delle donne e dei minori, traffico illecito di stupefacenti, traffico illecito di armi, riciclaggio di denaro, corruzione, contraffazione di mezzi di pagamento, criminalità informatica e criminalità organizzata;

            vi sono comunque alcuni reati, come la falsificazione in bilancio e, più in generale, i reati di tipo societario, che ledono l'affidabilità e l'onorabilità di un Paese e del suo sistema economico e produttivo con effetti, quali, ad esempio, l'aumento dei prezzi, i crolli borsistici e le bolle speculative, che possono essere devastanti, e che presentano oggettivamente «una dimensione transnazionale derivante dal carattere o dalle implicazioni di tali reati o da una particolare necessità di combatterli su basi comuni»;

            nei confronti dei suddetti reati, in molti paesi d'Europa, sono previste misure sia preventive che sanzionatorie assai rigide; in particolare l'Inghilterra, la Germania, la Francia e anche la Spagna considerano il falso in bilancio un reato molto grave, proprio perché provoca sempre un danno alla fede pubblica e all'ordine economico,

        impegna il Governo:

            all'incremento, per il triennio 2010-2012, delle risorse destinate al potenziamento delle attività di prevenzione e repressione del terrorismo, della tratta degli esseri umani e dello sfruttamento sessuale delle donne e dei minori, del traffico illecito di stupefacenti, del traffico illecito di armi, del riciclaggio di denaro, della corruzione, della contraffazione di mezzi di pagamento, della criminalità informatica e della criminalità organizzata.

G8.102

D'ALIA, PINZGER, FOSSON, CUFFARO, GIAI, PETERLINI, POLI BORTONE, THALER AUSSERHOFER

Respinto

Il Senato,

        premesso che:

            il Governo spesso è intervenuto con provvedimenti specifici in alcuni casi particolarmente pubblicizzati sulla questione sicurezza e ha preso iniziative che hanno suscitato non poche perplessità, anche a livello europeo;

            anche il Presidente della Repubblica nell'atto di promulgare la legge sulla sicurezza, ha espresso non poche perplessità e preoccupazioni sull'istituzione di associazioni tra cittadini per segnalare alle forze di polizia anche locali eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio, ne ha sollecitato la definizione di limiti e compiti ed ha espresso anche rilievi sull'uso dello spray al peperoncino a scopo di autodifesa, anche eccependo che l'uso di tale spray da parte dei componenti di tali associazioni è in contrasto con la disposizione che vorrebbe tali associazioni formate da «cittadini non armati»;

            resta fondamentale garantire il potere dissuasivo della legge, mantenere la certezza comune secondo cui chi infrange la legge è destinato ad assumersene le responsabilità; per questo è fondamentale investire su quei comparti che garantiscono quotidianamente con il loro lavoro la sicurezza dei nostri concittadini; è necessario investire su quelle professionalità che a rischio spesso della propria incolumità e della propria vita si impegnano a garantire la sicurezza delle nostre città e dei nostri paesi;

            la Polizia di Stato, l'Arma dei carabinieri, la Guardia di finanza, e con loro tutte le forze dell'ordine, sono corpi impegnati tutti i giorni sul territorio e servono interventi seri, che dimostrino concretamente l'impegno ed il sostegno delle istituzioni nei loro confronti;

            le misure economiche prese nei confronti delle forze dell'ordine e della sicurezza pubblica dal Governo comportano notevoli tagli;

            la situazione è aggravata anche dai tagli disposti per il personale che si trova ad affrontare nuove e delicatissime funzioni nella gestione dell'ordine pubblico, senza avere né le risorse economiche necessarie a coprire i nuovi e ulteriori compiti loro attribuiti, né le risorse umane atte a garantire un'efficace copertura delle nuove funzioni;

            la criminalità organizzata, problema gravissimo del nostro Paese, non si combatte certamente smantellando le forze dell'ordine sul territorio e finanziando le ronde;

            da una parte si varano provvedimenti specifici sulla sicurezza, dall'altra contemporaneamente si tagliano i fondi alle forze dell'ordine,

        impegna il Governo:

            ad incrementare le risorse a sostegno dell'ordine pubblico e della sicurezza, delineando anche un piano organico di misure volte anche al potenziamento di uomini e strutture.

G8.103

D'ALIA, PINZGER, FOSSON, CUFFARO, GIAI, PETERLINI, POLI BORTONE, THALER AUSSERHOFER

Respinto

Il Senato,

        premesso che:

            l'immigrazione in Italia ha assunto un rilievo sia in ambito demografico, influenzando le dinamiche della popolazione residente, sia in campo socio-economico, come testimoniano, tra l'altro, i provvedimenti legislativi miranti a regolarizzare i lavoratori stranieri clandestini e irregolari;

            il Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati istituito dall'articolo 1, comma 1267, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ha come obiettivi quelli di affrontare situazioni di degrado sociale ed abitativo, con particolare riguardo alle condizioni dei migranti e dei loro familiari;

            con integrazione si intende un processo biunivoco che coinvolga la società d'accoglienza e i cittadini stranieri e che - nella consapevolezza reciproca di obblighi e diritti di ambo le parti - conduca alla piena partecipazione da parte dell'immigrato alla vita sociale, economica, culturale e civile della società d'accoglienza e all'accesso ai beni e servizi, a pari titolo e con pari dignità rispetto agli altri cittadini,

        impegna il Governo:

            ad incrementare le risorse a sostegno dell'accoglienza e della garanzia dei diritti degli immigrati, a sostegno della loro inclusione sociale, affinché possano essere attuati i progetti riguardanti l'integrazione sociale degli immigrati attualmente già presenti nella nostra realtà.

ARTICOLO 9 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 9.

Approvato

(Stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare)

    1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per l'anno finanziario 2010, in conformità all'annesso stato di previsione (Tabella n. 9).

ORDINE DEL GIORNO

G9.100

D'ALIA, PINZGER, FOSSON, CUFFARO, GIAI, PETERLINI, POLI BORTONE, THALER AUSSERHOFER

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge atto Senato n. 1791, recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012;

        premesso che:

            il 65 per cento del territorio nazionale - con circa 4.600 comuni interessati - è sottoposto a rischio idrogeologico;

            il rischio è stato talvolta determinato da un uso troppo spesso irrazionale delle risorse naturali e da una politica di sfruttamento intensivo del territorio, che è divenuto in tal modo fragile e vulnerabile;

            la difesa del suolo - insieme alla tutela delle acque - e una corretta politica di manutenzione e salvaguardia, dovrebbe costituire una delle priorità nel nostro paese dal momento che gran parte del territorio nazionale è interessato con frequenza elevata da fenomeni alluvionali, da inondazioni e da frane che producono danni rilevanti e causano molto spesso la perdita di vite umane, così come tristemente visto con i recenti fatti di Messina;

            a fronte di questa drammatica situazione il fondo esistente, per questi importanti interventi, presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare è di 737,8 milioni di euro, con una riduzione, rispetto al 2009, di 546 milioni di euro, è stato cioè ridotto del 42,6 per cento;

            il taglio dei fondi del Ministero risulterebbe complessivamente di circa due terzi, scendendo da 1,6 miliardi di euro del 2008 ai 737 milioni di euro per l'anno prossimo ai 579 milioni di euro nel 2012;

            l'analisi per missioni evidenzia che i principali settori di intervento del Ministero ricadono nella missione n. 18 «Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente», con 595,9 milioni di euro, e nella missione n. 17 «Ricerca e innovazione», con 91,3 milioni di euro, missioni per le quali sono stati previsti tagli ai fondi stanziati per i programmi che a tali missioni afferiscono;

            in particolare, il programma «Conservazione dell'assetto idrogeologico» riceve una dotazione di 120,8 milioni di euro per il 2010, con una variazione in diminuzione di 150,9 milioni di euro rispetto al 2009;

            il programma «Prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento» ha uno stanziamento di 150,7 milioni di euro (-75,5 milioni di euro rispetto alle previsioni per l'assestato del 2009);

            il programma «Sviluppo sostenibile» ha uno stanziamento di 66,8 milioni di euro con una riduzione di 196 milioni di euro rispetto all'assestato per il 2009;

            il programma «Trattamento e smaltimento rifiuti e acque, bonifiche, tutela e gestione delle risorse idriche» ha uno stanziamento di 110,7 milioni di euro con una variazione negativa di 79,4 milioni di euro rispetto all'assestato per il 2009;

            il programma «Ricerca in materia ambientale», nell'ambito della missione n. 17, riceve uno stanziamento di 91,3 milioni di euro per il 2010 con una riduzione di 22,9 milioni di euro rispetto all'assestato per il 2009,

        impegna il Governo:

            ad adottare le opportune iniziative affinché la prevenzione e messa in sicurezza del territorio stia dentro una programmazione strutturata e generale e non affrontata con interventi a pioggia in risposta al verificarsi di eventi calamitosi, a ripristinare, a tal fine, gli stanziamenti relativi ai programmi affluenti alle principali missioni del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.

ARTICOLO 10 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE (*)

Art. 10.

Approvato

(Stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e disposizioni relative)

    1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per l'anno finanziario 2010, in conformità all'annesso stato di previsione (Tabella n. 10).

    2. Ai fini dell'attuazione della legge 15 dicembre 1990, n. 396, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a ripartire, con propri decreti, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, su altre unità previsionali di base delle amministrazioni interessate le disponibilità del fondo per gli interventi per Roma capitale iscritto nell'ambito dell'unità previsionale di base «investimenti» del programma «politiche urbane e territoriali», nell'ambito della missione «casa e assetto urbanistico» dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

    3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, le variazioni di competenza e di cassa nello stato di previsione dell'entrata e in quello del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per gli adempimenti previsti dalla legge 6 giugno 1974, n. 298, nonché dall'articolo 10 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 settembre 1994, n. 634, concernente la disciplina dell'ammissione all'utenza del servizio di informatica del centro elaborazione dati del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici.

    4. Il numero massimo degli ufficiali ausiliari del Corpo delle capitanerie di porto da mantenere in servizio come forza media nell'anno 2010, ai sensi dell'articolo 21, comma 3, del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, e successive modificazioni, è stabilito come segue: 250 ufficiali in ferma prefissata o in rafferma, di cui alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 21 del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215; 70 ufficiali piloti di complemento, di cui alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 21 del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215; 20 ufficiali delle forze di completamento, di cui alla lettera d) del comma 1 dell'articolo 21 del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215.

    5. Il numero massimo degli allievi del Corpo delle capitanerie di porto da mantenere alla frequenza dei corsi presso l'Accademia navale e le Scuole sottufficiali della Marina militare, per l'anno 2010, è fissato in 128 unità.

    6. Nell'elenco n. 1 annesso allo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, riguardante il Corpo delle capitanerie di porto, sono descritte le spese per le quali possono effettuarsi, per l'anno finanziario 2010, i prelevamenti dal fondo a disposizione di cui agli articoli 20 e 44 del testo unico delle disposizioni legislative concernenti l'amministrazione e la contabilità dei corpi, istituti e stabilimenti militari, di cui al regio decreto 2 febbraio 1928, n. 263, iscritto nell'unità previsionale di base «funzionamento» del programma «sicurezza e controllo nei mari, nei porti e sulle coste», nell'ambito della missione «ordine pubblico e sicurezza» del medesimo stato di previsione.

    7. Ai sensi dell'articolo 2 del regolamento per i servizi di cassa e contabilità delle Capitanerie di porto, di cui al regio decreto 6 febbraio 1933, n. 391, i fondi di qualsiasi provenienza possono essere versati in conto corrente postale dai funzionari delegati.

    8. Le disposizioni legislative e regolamentari in vigore presso il Ministero della difesa si applicano, in quanto compatibili, alla gestione dei fondi delle unità previsionali di base delle Capitanerie di porto in relazione alla legge 6 agosto 1991, n. 255. Alle spese per la manutenzione e l'esercizio dei mezzi nautici, terrestri e aerei e per attrezzature tecniche, materiali e infrastrutture occorrenti per i servizi tecnici e di sicurezza dei porti e delle caserme delle Capitanerie di porto, di cui all'unità previsionale di base «funzionamento» del programma «sicurezza e controllo nei mari, nei porti e sulle coste», nell'ambito della missione «ordine pubblico e sicurezza» dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, si applicano, per l'anno finanziario 2010, le disposizioni contenute nel secondo comma dell'articolo 36 e nell'articolo 61-bis del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e successive modificazioni, sulla contabilità generale dello Stato.

________________

(*) Per le modifiche alla Tabella n. 10 si veda la pagina 234 dello stampato nn. 1790 e 1791-A.

EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO

10.Tab.10.1

DONAGGIO, FILIPPI MARCO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, VIMERCATI, ZANDA, RANUCCI

Respinto

Alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Indirizzo politico, u.p.b. 6.1.1: Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  1.000.000;

            CS:    -  1.000.000.

        Conseguentemente, alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, missione Infrastrutture pubbliche e logistica, programma Sistemi stradali, autostradali e intermodali, u.p.b. 1.2.6: Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  1.000.000;

            CS:    +  1.000.000.

10.Tab.10.2

FILIPPI MARCO, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, VIMERCATI, ZANDA, RANUCCI

Respinto

Alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Indirizzo politico, u.p.b. 6.1.1 Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  1.000.000;

            CS:    -  1.000.000.

        Conseguentemente, alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, missione Infrastrutture pubbliche e logistica, programma Infrastrutture portuali ed aereoportuali, u.p.b. 1.3.6: Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  1.000.000;

            CS:    +  1.000.000.

10.Tab.10.3

FILIPPI MARCO, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, VIMERCATI, ZANDA, RANUCCI

Respinto

Alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Indirizzo politico, u.p.b. 6.1.1: Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  1.000.000;

            CS:    -  1.000.000.

        Conseguentemente, alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, missione Diritto alla mobilità, programma Gestione della sicurezza e della mobilità stradale, u.p.b. 2.1.1: Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  1.000.000;

            CS:    +  1.000.000.

10.Tab.10.4

FILIPPI MARCO, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, VIMERCATI, ZANDA, RANUCCI

Respinto

Alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Indirizzo politico, u.p.b. 6.1.1: Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  1.000.000;

            CS:    -  1.000.000.

        Conseguentemente, alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, missione Diritto alla mobilità, programma Logistica ed intermodalità nel trasporto, u.p.b. 2.4.6: Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  1.000.000;

            CS:    +  1.000.000.

10.Tab.10.5

FILIPPI MARCO, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, VIMERCATI, ZANDA, RANUCCI

Respinto

Alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Indirizzo politico, u.p.b. 6.1.1: Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  1.000.000;

            CS:    -  1.000.000.

        Conseguentemente, alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, missione Diritto alla mobilità, programma Sviluppo della mobilità locale, u.p.b. 2.7.6: Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  1.000.000;

            CS:    +  1.000.000.

10.Tab.10.6

FILIPPI MARCO, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, VIMERCATI, ZANDA, RANUCCI

Respinto

Alla tabella 10, stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma Indirizzo politico, u.p.b. 6.1.1: Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    -  1.000.000;

            CS:    -  1.000.000.

        Conseguentemente, alla medesima tabella, missione Casa e assetto urbanistico, programma Politiche urbane e territoriali, u.p.b. 3.2.6: Investimenti, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  1.000.000;

            CS:    +  1.000.000.

G10.100

FILIPPI MARCO, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, VIMERCATI, ZANDA, RANUCCI, DELLA SETA

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per l'anno finanziario 2010,

        premesso che:

            la crisi in atto sta determinando pesantissimi effetti economici e sociali: la ricchezza nazionale sta perdendo ulteriore terreno rispetto all'area dell'Euro (negli ultimi due anni, il divario di crescita ha superato i 2 punti percentuali) e per il 2010, mentre si prevedono consistenti incrementi del prodotto interno lordo (PIL) in tutti i principali Paesi sviluppati, in Italia è prevista una crescita solo dello 0,7 per cento (0,2 per cento secondo recenti stime del FMI);

            la decisione del Governo di non adottare, già negli ultimi mesi del 2008 e per il 2009, una politica di bilancio anticiclica, secondo quantità e qualità corrispondenti alla gravità della situazione economica e finanziaria del Paese, non ha impedito la recessione ed ha aggravato il deterioramento dei nostri conti pubblici: la spesa corrente al netto degli interessi raggiunge il 43,1 per cento del PIL, con un aumento di ben 2,7 punti rispetto al 2008 e - ciò che è più grave - è programmata ben al di sopra del livello raggiunto nel 2008 fino a tutto il 2013; la pressione fiscale cresce, nel 2009, fino al 43 per cento del PIL, e si mantiene vicina a questa soglia record per tutto il periodo preso in considerazione dal documento di programmazione economica finanziaria (DPEF), cioè per l'intera legislatura; il livello di indebitamento, malgrado l'assenza di una consapevole manovra espansiva per il 2009, raggiunge il 5,3 per cento del PIL nel 2009 e si mantiene ben al di sopra del 3 per cento fino a tutto il 2011, mentre il volume globale del debito è programmato tornare, nel 2009, al 115,1 per cento del PIL, in aumento di ben 9,4 punti rispetto al 2008, per salire al 117,3 per cento nel 2010 e restare in media attorno al 115 per cento in tutto il periodo considerato dal DPEF;

            uno degli aspetti maggiormente critici dell'azione del Governo riguarda il quadro programmatico della composizione della spesa pubblica italiana. Da qui al 2013 sono previsti aumenti di spesa per i consumi intermedi, le pensioni, la spesa per interessi, la spesa sanitaria, mentre al contempo gli investimenti pubblici sono previsti in forte riduzione;

        rilevato che:

            i tagli di spesa colpiscono vari settori e sono chiaramente riportati nelle varie tabelle di bilancio. In particolare, gli stanziamenti relativi al diritto alla mobilità, alle infrastrutture pubbliche e logistica e alla casa e assetto urbanistico che insistono anche sullo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per il 2010 (tabella n. 2), sono stati drasticamente ridotti;

            nell'ambito del programma «Sviluppo della mobilità locale» è stato effettuato un pesante taglio pari a 380 milioni di euro per l'anno 2010 di cui 124 milioni a riduzione delle risorse disponibili per i rinnovi contrattuali del trasporto pubblico locale, 100 milioni di euro per l'acquisto di veicoli adibiti al miglioramento dei servizi del trasporto pubblico locale, 50 milioni di euro per elevare il loro livello di sicurezza, 56 milioni di euro per la realizzazione di trasporto rapido di massa a guida vincolata e di tranvie e di 48 milioni di euro per favorire la realizzazione di sistemi ferroviari passanti,

        impegna il Governo:

            a reperire le risorse necessarie per realizzare il rilancio del trasporto pubblico locale e corrispondere alle esigenze ripetutamente manifestate in particolare dalle associazioni dei pendolari;

            a garantire le risorse necessarie per il rinnovo dei contratti per il personale dipendente del comparto del trasporto pubblico locale, al fine di evitare disagi ai lavoratori medesimi e ai pendolari.

G10.101

DE TONI, BELISARIO, GIAMBRONE, CARLINO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA, RUSSO

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per l'anno finanziario 2010,

        premesso che:

            il provvedimento in esame, nell'ambito della missione «Diritto alla mobilità», nel programma n. 2.7. «Sviluppo della mobilità locale», unità previsionale di base n. 2.7.2. «Interventi», prevede una riduzione degli stanziamenti di competenza pari a 111 milioni di euro rispetto all'assestamento del 2009, una riduzione dell'unità previsionale di base n. 2.7.6. «Investimenti» di 256 milioni di euro rispetto all'assestamento 2009, un azzeramento degli stanziamenti di competenza per l'acquisto dei veicoli per il trasporto pubblico locale e l'innalzamento del livello di sicurezza;

        considerato che:

            lo sviluppo della mobilità locale è fondamentale per l'esplicarsi del diritto alla libera ed effettiva circolazione, garantito anche a livello comunitario;

            il servizio di trasporto è un servizio di interesse economico generale e si configura come elemento essenziale del diritto alla mobilità sancito dall'articolo 16 della Costituzione;

            il trasporto pubblico locale riveste un'importanza strategica in tema di sviluppo, incidendo in modo significativo sull'ambiente e la vivibilità delle città e rappresentando l'elemento decisivo per la realizzazione di un sistema di mobilità efficace, sostenibile ed importante per circa 16 milioni di cittadini che ogni giorno si servono dei mezzi di trasporto pubblici;

            considerate le richieste avanzate dalle regioni e dagli enti locali che lamentano la disattenzione del Governo sul trasporto pubblico locale e le ripetute denunce delle associazioni dei consumatori, per la scarsità dei servizi offerti, proprio mentre cresce l'esigenza di maggiori servizi di trasporto;

            le conclusioni del G8 de L'Aquila hanno riguardato, tra i vari argomenti economici e politici, anche e soprattutto il crescente rischio per l'intera umanità di un incontrollabile aumento dell'emissione di ossido di carbonio nell'atmosfera terrestre che comprometterebbe l'equilibrio ambientale dell'intero pianeta per le future generazioni, riducibile attraverso adeguate politiche di mobilità locale;

            la programmazione dei trasporti, a livello sia europeo che nazionale, vede nella razionalizzazione modale dei traffici i momenti essenziali di un'azione che possa garantire, ad un tempo, l'efficacia dei sistemi della mobilità di persone e cose, il rispetto dell'ambiente e la sicurezza,

        impegna il Governo:

            a porre in essere adeguati interventi finalizzati allo sviluppo di un più efficiente e sicuro servizio di trasporto ed all'incremento del flusso di finanziamenti al trasporto pubblico locale.

G10.102

DE TONI, BELISARIO, GIAMBRONE, CARLINO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA, RUSSO

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per l'anno finanziario 2010,

        premesso che:

            negli ultimi anni gli indicatori monetari e non monetari dell'ISTAT e di Eurostat mostrano che povertà e disuguaglianza continuano a essere un problema molto rilevante in Italia. Tra i Paesi dell'Europa dei quindici, la situazione italiana è tra le peggiori, insieme a quella degli altri grandi Paesi mediterranei, con un livello di disuguaglianza più elevato e una situazione di gravità della povertà più marcata. In Italia, secondo l'ISTAT, le famiglie povere sono 2.623.000, mentre gli individui poveri sono 7.537.000; oltre alla grave situazione delle famiglie i cui componenti hanno perso il lavoro, sempre più difficoltà incontrano quelle famiglie che pur avendo un reddito non riescono a far fronte a tutte le spese mensili minime necessarie per la sussistenza e per l'abitazione;

            il provvedimento in esame ha determinato una riduzione consistente, nell'ambito della missione «Casa ed assetto urbanistico», pari a 393 milioni di euro, ed in particolare una riduzione di 37 milioni di euro del capitolo n. 1690 «Sostegno alle locazioni» nonché una riduzione di 17 milioni di euro del capitolo n. 7440 «Piano nazionale di edilizia abitativa»;

        considerato che:

            l'emergenza abitativa, ancora più aggravata dalle attuali congiunture economiche, costituisce ancora adesso un problema per le fasce medio basse della popolazione, rendendosi necessario intervenire con urgenza predisponendo un piano di interventi concreto ed efficace;

            le misure individuate fino ad ora dal Governo in materia non sembrano sufficienti ed è necessario un impegno maggiore sia sotto il profilo strategico sia sotto l'aspetto dell'individuazione delle risorse,

        impegna il Governo:

            ad adottare le opportune iniziative normative volte ad individuare le risorse necessarie per fronteggiare idonei interventi in materia di politiche abitative.

ARTICOLO 11 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 11.

Approvato

(Stato di previsione del Ministero della difesa e disposizioni relative)

    1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero della difesa, per l'anno finanziario 2010, in conformità all'annesso stato di previsione (Tabella n. 11).

    2. Il numero massimo degli ufficiali ausiliari da mantenere in servizio come forza media nell'anno 2010, ai sensi dell'articolo 21, comma 3, del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, e successive modificazioni, è stabilito come segue:

        a) ufficiali ausiliari di cui alle lettere a) e c) dell'articolo 21, comma 1, del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215:

            1)  Esercito n. 67;

            2)  Marina n. 4;

            3)  Aeronautica n. 56;

            4)  Carabinieri n. 44;

        b) ufficiali ausiliari piloti di complemento di cui alla lettera b) dell'articolo 21, comma 1, del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215:

            1)  Esercito n. 5;

            2)  Marina n. 143;

            3)  Aeronautica n. 83;

        c) ufficiali ausiliari delle forze di completamento di cui alla lettera d) dell'articolo 21, comma 1, del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215:

            1)  Esercito n. 59;

            2)  Marina n. 25;

            3)  Aeronautica n. 20.

    3. La consistenza organica degli allievi ufficiali dell'Arma dei carabinieri presso l'Accademia, di cui all'articolo 6, comma 1-bis, del decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 298, è fissata, per l'anno 2010, in 102 unità.

    4. La forza organica dei graduati e militari di truppa in ferma volontaria dell'Esercito a norma dell'articolo 9, terzo comma, della legge 10 giugno 1964, n. 447, è fissata, per l'anno 2010, in 895 unità.

    5. La forza organica dei sottocapi e comuni del Corpo degli equipaggi militari marittimi in ferma volontaria a norma del settimo comma dell'articolo 2 del regio decreto-legge 1º luglio 1938, n. 1368, come sostituito dall'articolo 18 della legge 10 giugno 1964, n. 447, è fissata, per l'anno 2010, in 537 unità.

    6. La forza organica dei graduati e militari di truppa dell'Aeronautica in ferma volontaria a norma dell'articolo 27, terzo comma, della legge 10 giugno 1964, n. 447, e successive modificazioni, è fissata, per l'anno 2010, in 536 unità.

    7. Alle spese per accordi internazionali, specificamente afferenti alle infrastrutture multinazionali NATO, di cui alle unità previsionali di base «interventi» dei programmi «funzioni non direttamente collegate ai compiti di difesa militare» e «pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti militari», nonché per l'ammodernamento e il rinnovamento, di cui alle unità previsionali di base «funzionamento» dei programmi «approntamento e impiego Carabinieri per la difesa e la sicurezza», «approntamento e impiego delle forze terrestri», «approntamento e impiego delle forze navali», «approntamento e impiego delle forze aeree» e «pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti militari», nell'ambito della missione «difesa e sicurezza del territorio» dello stato di previsione del Ministero della difesa, si applicano, per l'anno 2010, le disposizioni contenute nel secondo e terzo comma dell'articolo 36 e nell'articolo 61-bis del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e successive modificazioni, sulla contabilità generale dello Stato.

    8. Alle spese per le infrastrutture multinazionali NATO, sostenute a carico dell'unità previsionale di base «interventi» del programma «funzioni non direttamente collegate ai compiti di difesa militare» e delle unità previsionali di base «interventi» e «investimenti» del programma «pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti militari», nell'ambito della missione «difesa e sicurezza del territorio» dello stato di previsione del Ministero della difesa, si applicano le procedure NATO di esecuzione delle gare internazionali emanate dal Consiglio atlantico. Deve essere in ogni caso garantita la trasparenza delle procedure di appalto, di assegnazione e di esecuzione dei lavori, ai sensi della legge 13 settembre 1982, n. 646. Alle spese medesime non si applicano le disposizioni dell'articolo 2 del decreto legislativo 28 dicembre 1998, n. 496.

    9. Negli elenchi nn. 1 e 2 annessi allo stato di previsione del Ministero della difesa sono descritte le spese per le quali possono effettuarsi, per l'anno finanziario 2010, i prelevamenti dai fondi a disposizione relativi alle tre Forze armate e all'Arma dei carabinieri, di cui agli articoli 20 e 44 del testo unico delle disposizioni legislative concernenti l'amministrazione e la contabilità dei corpi, istituti e stabilimenti militari, di cui al regio decreto 2 febbraio 1928, n. 263, e all'articolo 7 della legge 22 dicembre 1932, n. 1958, iscritti nell'unità previsionale di base «funzionamento» del programma «fondi da assegnare», nell'ambito della missione «fondi da ripartire».

EMENDAMENTO E ORDINI DEL GIORNO

11.Tab.11.1

SCANU, PEGORER, SERRA, AMATI, PINOTTI, DEL VECCHIO, GASBARRI, NEGRI, FOLLINI

Respinto

Alla tabella 11, stato di previsione del Ministero della difesa, apportare le seguenti variazioni:

            missione Fondi da ripartire, programma Fondi da assegnare, u.p.b. 4.1.1. - Funzionamento:

            CP:    -  15.000.000;

            CS:    -  15.000.000.

        Conseguentemente, alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero della difesa, missione Difesa e sicurezza del territorio, programma Approntamento e impiego delle forze terrestri, u.p.b. 1.2.1. - Funzionamento, apportare le seguenti variazioni:

            CP:    +  7.500.000;

            CS:    +  7.500.000.

        Conseguentemente, alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero della difesa, missione Difesa e sicurezza del territorio, programma Approntamento e impiego delle forze navali, u.p.b. 1.3.1. - Funzionamento:

            CP:    +  3.750.000;

            CS:    +  3.750.000.

        Conseguentemente, alla medesima tabella, stato di previsione del Ministero della difesa, missione Difesa e sicurezza del territorio, programma Approntamento ed impiego delle forze aeree, u.p.b. 1.4.1. - Funzionamento:

            CP:    +  3.750.000;

            CS:    +  3.750.000.

G11.101

PEGORER, SERRA, SCANU, AMATI, PINOTTI, DEL VECCHIO, GASBARRI, NEGRI, FOLLINI

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge atto Senato n. 1791, recante bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012,

        premesso che:

            le previsioni di spesa per l'esercizio 2010 ammontano globalmente a 1.760,4 milioni di euro con un decremento di 127,5 milioni di euro, pari, in termini monetari al 6,8 per cento in meno della dotazione approvata dal Parlamento per il 2009;

            con tali misure non solo non si pone rimedio ai tagli lineari già applicati alle spese di esercizio del Ministero della difesa per il triennio 2004-2006 dal Governo di centro-destra, ma si persevera su tale linea, determinando così le condizioni per un crollo della prontezza operativa del nostro strumento militare;

            le spese per l'esercizio nel settore della difesa, a differenza di quanto avviene per gli altri dicasteri, attengono direttamente alla funzionalità dello strumento militare in quanto afferenti alla formazione e all'addestramento, alla manutenzione, all'efficienza dei mezzi ed alla sicurezza del personale,

        impegna il Governo:

            a reperire risorse finanziarie non inferiori a trecento milioni di euro da destinare alle spese per l'esercizio delle Forze armate, con particolare riguardo all'addestramento, alla manutenzione dei mezzi e alla sicurezza del personale.

G11.102

DEL VECCHIO, SERRA, SCANU, PEGORER, AMATI, PINOTTI, GASBARRI, NEGRI, FOLLINI

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge atto Senato n. 1791, recante bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012,

        premesso che:

            il processo di trasformazione professionale del nostro strumento militare ha definito un assetto organico delle nostre Forze armate pari a 190.000 militari;

            il passaggio al modello professionale è regolato da norme di legge entrate in vigore dopo un dibattito parlamentare che si è concluso nel novembre del 2000 con l'approvazione di entrambi i rami del Parlamento a larghissima maggioranza;

            modalità e i tempi di attuazione di questo modello sono stati sostanzialmente rispettati fino alla data di entrata in vigore del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, che ha apportato un taglio strutturale alle risorse per il reclutamento del 7 per cento per il 2009 e del 40 per cento a decorrere dal 2010 unitamente ad ulteriori riduzioni per l'esercizio;

            i documenti di bilancio all'esame della Commissione confermano il taglio del 40 per cento alle risorse per il reclutamento mettendo in discussione tutto il quadro di alimentazione del nostro strumento militare sia per quanto riguarda nuove assunzioni, sia per la possibilità di transito in servizio permanente degli attuali volontari in rafferma da 5/7 anni (volontari in ferma breve) e di quelli di cui ne era pianificata la stabilizzazione a partire dal 2012 (volontari in ferma prefissata quadriennale);

            tali decisioni sono state assunte dal Governo, e quindi dallo stesso Ministro della difesa, senza valutarne le conseguenze operative, essenzialmente per ragioni di riequilibrio della finanza pubblica,

        impegna il Governo:

            a reperire le risorse finanziarie, non inferiori a 300 milioni di euro, necessarie a garantire comunque per l'anno 2010, l'attuazione delle norme contenute nella legge 14 novembre 2000, n. 331, rimettendo alla discussione parlamentare l'eventuale revisione degli assetti organici e operativi del nostro strumento militare sulla base di una proposta organica.

G11.103

NEGRI, SERRA, SCANU, PEGORER, AMATI, PINOTTI, DEL VECCHIO, GASBARRI, FOLLINI

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge atto Senato n. 1791, recante bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012,

        premesso che:

            l'adozione dell'attuale modello di difesa - il cui asse portante è costituito da una dimensione qualitativamente e quantitativamente equilibrata delle forze, e segnatamente della componente terrestre - ha consentito all'Italia di assolvere in maniera egregia ai numerosissimi e difficili impegni fuori area;

            una razionalizzazione del modello esistente può essere utilmente perseguita a partire dall'esperienza ormai ultra decennale acquisita negli interventi fuori area in cui sono state impegnate le nostre Forze armate;

            tali esperienze hanno mostrato la necessità di disporre di uno strumento militare che, oltre a corrispondere alle esigenze di difesa del territorio nazionale, abbia un'accettabile capacità di proiezione esterna e riesca a mantenere in attività, su teatri operativi molto impegnativi, ovvero in situazioni di conflitto a bassa e media intensità, consistenti forze di terra, anche per lunghi periodi;

            il Governo, con la manovra di bilancio dell'agosto 2008 e con quella all'esame della Commissione, rinunciando ad adottare misure finanziarie volte ad incrementare le dotazioni di bilancio, ha dichiarato l'insostenibilità dell'attuale modello di difesa e appare intenzionato ad assumere la difficile situazione finanziaria quale base di partenza per una ridefinizione del modello di difesa tendente a ridimensionare drasticamente lo strumento militare;

            la Commissione di alta consulenza e studio, voluta dal governo al fine di definire il nuovo modello di difesa, avrebbe dovuto terminare i propri lavori, come dichiarato dal Ministro della difesa, entro il mese di luglio 2009;

            non solo il Parlamento non è stato coinvolto minimamente nei lavori della Commissione, ma il termine indicato dal Ministro è trascorso inutilmente,

        impegna il Governo:

            ad affrontare in Parlamento la verifica della validità dell'attuale modello di difesa e quella di una sua eventuale razionalizzazione, che, avendo un elevato contenuto politico, non può essere delegata a sedi di carattere meramente tecnico-amministrativo.

G11.104

CAFORIO, BELISARIO, GIAMBRONE, CARLINO, ASTORE, BUGNANO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA, RUSSO

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge atto Senato n. 1791, recante bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012,

        premesso che

            l'articolo 65 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, ha previsto una riduzione del 7 per cento per l'anno 2009 e del 40 per cento a decorrere dall'anno 2010 degli stanziamenti destinati alla professionalizzazione delle Forze armate;

            la manovra di bilancio approvata lo scorso anno ha previsto un ulteriore decremento della dotazione del Ministero della difesa che è passata dai 21,2 miliardi di euro del 2008 ai 20,3 miliardi per l'anno 2009;

            i disegni di legge all'esame della commissione relativi alla manovra di bilancio 2010-2012 prefigurano per la Difesa un andamento in ulteriore progressivo decremento degli stanziamenti contenuti nello stato di previsione del Ministero della difesa; in particolare, seppur in presenza di aumenti di stanziamenti in determinate missioni o programmi del dicastero, la «funzione difesa» - a cui sono destinati ben 14.339,5 miliardi di euro dei 20,3 previsti per l'intero dicastero - registra un taglio di ulteriore 0,4 per cento pari a 59 milioni di euro;

            il rapporto «funzione difesa/PIL» è stimato per l'esercizio finanziario 2010 allo 0,90 per cento, con un differenziale di ben mezzo punto percentuale rispetto alla media dell'1,42 per cento dei principali paesi europei con cui l'Italia si confronta sul paino internazionale;

            così come riportato dalla nota preliminare che accompagna lo stato di previsione del Ministero della difesa, con i sopra menzionati stanziamenti sarà possibile soddisfare, peraltro in modo non adeguato, le esigenze nelle aree fondamentali della formazione e dell'addestramento del personale coinvolti principalmente fuori area, mentre non sarà possibile garantire il mantenimento e la manutenzione generale dei mezzi e degli equipaggiamenti, dei servizi generali, delle infrastrutture, del ripianamento delle scorte;

        considerato che:

            tutti i sopra menzionati provvedimenti succedutisi nel tempo, hanno generato una riduzione prossima all'azzeramento delle esercitazioni, delle ore di moto navale e di volo per l'Aeronautica, una sensibile riduzione delle attività manutentive sui sistemi d'arma in dotazione, ed avranno, anche in seguito alla approvazione della manovra di bilancio in discussione, un impatto diretto sia sull'efficienza operativa delle capacità disponibili sia in termini patrimoniali, determinando una situazione di irreversibilità nel settore delle scorte operativo-strategiche e nel settore infrastrutturale;

            queste misure comportano, insieme alla riduzione dei nuovi arruolamenti anche la mancata rafferma in servizio permanente di soldati che sono già nelle Forze armate da 5-6 anni e che quindi - contro ogni loro legittima aspettativa - potrebbero essere congedati dopo aver prestato, con merito, servizio in Italia e all'estero;

            il modello di difesa basato sulla sospensione del servizio di leva obbligatorio e l'adozione del reclutamento totalmente volontario è nei fatti disatteso dagli effetti dei tagli contenuti principalmente, ma non solo, nel citato decreto-legge n. 112 del 2008 - laddove prevede riduzioni sino al 40 per cento alle risorse destinate alla professionalizzazione - motivati, dallo stesso Ministro della difesa, essenzialmente da esigenze di finanza pubblica condizionate da fattori interni e aggravate ancor più pesantemente dalla crisi finanziaria internazionale, piuttosto che da esigenze operative;

            l'Italia, operando nell'alveo delle organizzazioni internazionali e sovranazionali cui aderisce, è uno dei principali attori sulla scena di politica estera e di sicurezza internazionale del pianeta;

            non senza pagare pesanti perdite, anche in termini di uomini, in operazioni svolte in tempo di pace per il nostro Paese, l'Italia, soprattutto nell'ultimo ventennio, ha partecipato con risultati meritevoli alle più importanti missioni internazionali di pace come in Libano, ex Jugoslavia, Timor Est, Iraq ed Afghanistan,

        impegna il Governo:

            ad assumere le necessarie iniziative per garantire che il rapporto tra PIL e risorse destinate alla funzione difesa nello «Stato di previsione del Ministero della difesa» per i prossimi anni non sia inferiore all'1 per cento, garantendo un significativo recupero di risorse;

            ad assumere ogni misura utile a garantire la continuità del rapporto di servizio dei volontari delle Forze armate richiamati o trattenuti;

            a dare concreta attuazione al transito dei volontari aventi diritto nelle Forze di polizia ad ordinamento civile e militare;

            ad affrontare in Parlamento la verifica della validità del nostro modello di difesa e quella di una sua eventuale razionalizzazione sulla base di decisioni che essendo squisitamente politiche non possono essere rimesse ad atti delegati a livello tecnico-amministrativo;

            a garantire - anche con interventi straordinari e specifici - i programmi di reclutamento, addestramento e formazione del personale e lo svolgimento di livelli adeguati di esercitazioni operative;

            a valorizzare il contributo dato dalle piccole e medie imprese nella fornitura di beni e servizi necessari alle Forze armate e alla difesa nazionale, sostenendone l'attività attraverso una accurata pianificazione e programmazione che garantisca nei rapporti con il Ministero della difesa tempi certi e brevi per la conclusione dei procedimenti dei contratti di fornitura stipulati;

            a presentare in Parlamento il consuntivo delle attività svolte e le proposte in merito alle missioni internazionali in corso;

        a prevedere appositi ed ulteriori finanziamenti per:

            a) permettere il proficuo e sicuro svolgimento delle missioni internazionali di pace cui l'Italia partecipa;

            b) garantire efficaci programmi di esercitazione e aggiornamento delle professionalità e dello strumento militare che permettano ai nostri soldati di ricominciare ad effettuare i necessari addestramenti navali, terresti ed aerei, nonché garantire la formazione allo svolgimento delle funzioni di pubblica sicurezza.

G11.105

PINOTTI, SERRA, SCANU, PEGORER, AMATI, DEL VECCHIO, GASBARRI, NEGRI, FOLLINI

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge n. 1791, recante bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012,

        premesso che:

            le previsioni di spesa per l'investimento per l'anno 2010 ammontano in tabella 11 a 3.172 milioni di euro con un incremento di 287,6 milioni di euro, pari in termini monetari ad un aumento del 10 per cento rispetto alla dotazione per l'anno 2009;

            sempre nel settore dell'investimento debbono essere computati ulteriori stanziamenti presso il Ministero dello sviluppo economico, pari a:

            - 373,6 milioni di euro del fondo per gli interventi agevolativi alle imprese;

            - 1.384,7 milioni di euro destinati ad interventi agevolativi per il settore aeronautico;

            - 510 milioni di euro destinati ad interventi per lo sviluppo e l'acquisizione di unità navali della classe FREMM;

            per un totale di 5.441,2 milioni di euro destinati a sostenere spese in conto capitale e spese di ammodernamento e rinnovamento di parte corrente;

            le risorse allocate in conto capitale, risultano corrispondenti a circa il 96 per cento dell'intera dotazione di settore e sono destinate a sostenere le spese connesse all'ammodernamento e al rinnovamento dello strumento militare in una prospettiva di lungo termine in situazione in cui non è ancora definito il modello di difesa,

        impegna il Governo:

            a presentare in tempi brevi il quadro d'insieme dei programmi di ammodernamento e rinnovamento del nostro strumento militare definendo per ciascuno di essi l'impegno finanziario complessivo previsto e l'arco temporale di completamento.

G11.100

SCANU, PEGORER, AMATI, PINOTTI, DEL VECCHIO, GASBARRI, NEGRI, SERRA, FOLLINI

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge atto Senato n. 1791, recante bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012,

        premesso che:

            la funzione svolta nell'attività di manutenzione dei mezzi e dei sistemi d'arma da parte degli stabilimenti e degli arsenali costituenti l'area industriale della difesa deve considerarsi indispensabile anche ai fini di un'efficace razionalizzazione del modello di difesa;

            tali realtà, da considerare a pieno titolo industriali, sono messe in crisi sia dalla mancato aggiornamento delle dotazioni organiche, sia dal mancato ripianamento organico di personale civile che lascia il servizio per raggiunti limiti di età a causa del persistere, oltre ogni ragionevole motivo, di un blocco del turn-over;

            l'amministrazione della difesa è stata interessata da una ristrutturazione in chiave fortemente riduttiva (legge 28 dicembre 1995, n. 549, e decreto legislativo 16 luglio 1997, n. 265) che ha fissato la nuova dotazione organica del personale civile inquadrato nelle qualifiche funzionali in 43.000 unità con una conseguente riduzione di 7.250 unità (14,4 per cento) rispetto all'organico vigente nel 1997 (pari a 50.250 unità);

            parallelamente a causa delle notevoli uscite per pensionamento (più di 1.200 unità all'anno), non compensate da corrispondenti assunzioni, risulta una carenza di addirittura 8.384 unità rispetto alle dotazioni organiche a regime;

            tali carenze stanno progressivamente determinando gravi e diffuse inefficienze nei più importanti enti dell'amministrazione della difesa, e soprattutto in quelli dell'area industriale, con gravi ed evidenti ripercussioni sulla funzionalità di tali enti, ammesse anche dal Governo in sede parlamentare;

            per far fronte alle suddette gravi carenze, che comunque continuano ad aggravarsi con ritmo sostenuto a causa di ulteriori pensionamenti, sono stati autorizzati ed espletati nuovi concorsi pubblici, senza che, al termine della fase concorsuale, a causa delle limitazioni alle assunzioni previste dalla normativa vigente, sia seguito però il relativo procedimento di assunzione;

            si è quindi determinata di fatto una situazione che vede oltre 500 vincitori di concorso non assunti dei quali, invece, la difesa ha necessità;

            nei prossimi cinque anni cesserà dal servizio, per raggiunti limiti di età, un numero di dipendenti civili impiegati nell'area industriale della difesa determinante per quantità e qualità professionali e nel garantire la continuità dei processi produttivi industriali;

            vi è l'assoluta necessità di affiancare, da subito, nuove e qualificate risorse umane alle figure professionali già presenti negli enti dell'area industriale della difesa in tempo utile prima che parte del personale attuale lasci il servizio per raggiunti limiti di età;

            senza un'immissione di nuove risorse umane qualunque progetto di razionalizzazione degli stabilimenti dell'area industriale della difesa diventa impraticabile,

        impegna il Governo:

            a presentare un piano per l'area industriale della difesa, con particolare riferimento ai poli principali dell'esercito e agli arsenali, che ridefinisca gli obiettivi da raggiungere e le risorse umane e materiali necessarie;

            ad autorizzare l'immediata assunzione dei vincitori dei concorsi citati in premessa, in possesso di profili professionali utili ad un loro efficace impiego negli enti dell'area industriale della difesa e ad avviare, senza soluzione di continuità, il necessario ripianamento degli organici di tali enti;

            a reperire le risorse necessarie e a adottare i correlati provvedimenti normativi, utili a garantire agli stabilimenti ed agli arsenali, che costituiscono la struttura fondamentale dell'area industriale della difesa, il necessario rinnovamento infrastrutturale e una piena capacità operativa, considerandoli fattore indispensabile per la funzionalità dello strumento militare;

            ad abilitare gli stabilimenti che ne abbiano la potenzialità a fornire beni e servizi a titolo oneroso ad altri soggetti pubblici o privati che li richiedano, realizzando con ciò forme di autofinanziamento.

ARTICOLO 12 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 12.

Approvato

(Stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e disposizioni relative)

    1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per l'anno finanziario 2010, in conformità all'annesso stato di previsione (Tabella n. 12).

    2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio tra gli stati di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e delle amministrazioni interessate, in termini di residui, competenza e cassa, ai sensi dell'articolo 31 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, e successive modificazioni, dell'articolo 77 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nonché per l'attuazione del decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143, concernente il conferimento alle regioni delle funzioni amministrative in materia di agricoltura e pesca e la riorganizzazione dell'Amministrazione centrale.

    3. Per l'attuazione del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154, e del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 100, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, nell'ambito della parte corrente e nell'ambito del conto capitale dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per l'anno finanziario 2010, le variazioni compensative di bilancio, in termini di competenza e di cassa, occorrenti per la modifica della ripartizione dei fondi tra i vari settori d'intervento del Programma nazionale della pesca e dell'acquacoltura.

    4. Per l'anno finanziario 2010, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, al trasferimento delle somme iscritte al capitolo 2827 nell'unità previsionale di base «interventi» del programma «fondi da assegnare», nell'ambito della missione «fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, alle competenti unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per l'anno medesimo, secondo la ripartizione percentuale indicata all'articolo 24, comma 2, della legge 11 febbraio 1992, n. 157.

    5. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a ripartire, con propri decreti, tra le pertinenti unità previsionali di base relative ad investimenti le somme iscritte, per residui, competenza e cassa, nell'unità previsionale di base «investimenti» del programma «fondi da assegnare», nell'ambito della missione «fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, in attuazione della legge 23 dicembre 1999, n. 499, concernente razionalizzazione degli interventi nei settori agricolo, agroalimentare, agroindustriale e forestale.

    6. Ai fini dell'attuazione del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, recante norme per l'orientamento e la modernizzazione del settore agricolo, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a ripartire, con propri decreti, su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, gli appositi fondi iscritti nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

    7. Per l'anno finanziario 2010, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, alla riassegnazione alle pertinenti unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali delle somme versate in entrata dall'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) a titolo di rimborso al Corpo forestale dello Stato per i controlli effettuati ai sensi del regolamento (CE) n. 885/2006 della Commissione, del 21 giugno 2006.

    8. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione alle pertinenti unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per l'anno finanziario 2010 delle somme versate all'entrata del bilancio dello Stato dalle amministrazioni ed enti pubblici per essere destinate al Corpo forestale dello Stato in virtù di accordi di programma, convenzioni e intese per il raggiungimento di finalità comuni in materia di lotta contro gli incendi boschivi, monitoraggio e protezione dell'ambiente, tutela e salvaguardia delle riserve naturali statali affidate al Corpo medesimo.

    9. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione delle somme versate all'entrata del bilancio dello Stato dal CONI e da altri enti pubblici e privati, destinate alle attività sportive del personale del Corpo forestale dello Stato, alle pertinenti unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per l'anno finanziario 2010.

ORDINI DEL GIORNO

G12.100

MONGIELLO, ANDRIA, ANTEZZA, BERTUZZI, DI GIOVAN PAOLO, PERTOLDI, PIGNEDOLI, RANDAZZO, TEDESCO

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, e del disegno di legge finanziaria per l'anno 2010,        premesso che:

            il disegno di legge finanziaria per il 2010 non contiene misure specifiche per il settore agricolo e della pesca, e non garantisce alle imprese e ai lavoratori quell'insieme di interventi necessari per il consolidamento e lo sviluppo del sistema agroalimentare italiano sulla base delle esigenze del settore;

            all'interno del disegno di legge atto Senato n. 1791 recante bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012, nella tabella n. 12 «Stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali», il saldo tra le misure introdotte e i tagli risulta negativo e rivela forti riduzioni di spesa;

            nel 2010, gli stanziamenti previsti nella missione «Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca» ammontano complessivamente a 710,3 milioni di euro e diminuiscono di un quinto (-20 per cento) rispetto alle previsioni assestate del 2009;

            il programma «Sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroalimentare, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione», nel quale si trovano gran parte delle autorizzazioni di spesa destinate agli investimenti, subisce un taglio di oltre 171 milioni di euro (di cui ben 164,7 milioni riguardano la spesa in conto capitale), che vanno a sommarsi ai 423 milioni di euro tagliati nel 2008;

            anche per il 2010, dunque, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, al di fuori di una gestione ordinaria, peraltro anch'essa ridimensionata, non potrà fare alcun investimento di rilievo in un settore che per competere ha bisogno di innovazione, di crescita dimensionale, di sostegno alle imprese colpite da calamità e da crisi di mercato;

            l'obiettivo relativo al miglioramento della regolamentazione in materia di politiche agricole prevede uno stanziamento per il 2010 pari a soli 86,65 milioni di euro, dato leggermente superiore ai 75,2 milioni di euro stanziati per il 2009, ma fortemente ridimensionato rispetto allo stanziamento di 248 milioni di euro previsto nel 2008;

            in tal modo continua a venir meno il sostegno al settore primario contro gli eventi calamitosi, per affrontare i quali il Fondo di solidarietà nazionale-incentivi assicurativi, ricompreso nell'obiettivo relativo al miglioramento della regolamentazione, era stato dotato in passato di risorse adeguate;

            il disegno di legge finanziaria per il 2010 non prevede il rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale necessario all'attuazione degli interventi di sostegno al settore agricolo;

            questa scelta rappresenta un grave vulnus nei rapporti tra le categorie produttive del settore agricolo e le istituzioni che erano riuscite a definire una politica di razionalizzazione basata principalmente sull'ammodernamento degli strumenti e delle forme di sostegno per i rischi connessi ad eventi atmosferici e calamitosi già previsti dalla normativa vigente, secondo un processo di sviluppo che ha trovato compiuta sistemazione con il decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102;

            il legislatore e le categorie hanno, infatti, concordato una ridefinizione delle linee di fondo dell'intervento statale, con uno spostamento dal tradizionale approccio fondato su interventi di tipo contributivo e creditizio, ad un approccio teso a valorizzare la copertura assicurativa, ovvero indurre la aziende a contrarre polizze di copertura dei rischi. Il Fondo di solidarietà nazionale serve proprio ad incentivare e a finanziare la stipula di assicurazioni per il settore agricolo,

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità di adottare ulteriori iniziative volte a prevedere un opportuno rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per il triennio 2010-2012, pari almeno a 480 milioni di euro, per dare piena attuazione ai meccanismi di gestione del rischio in agricoltura e potenziare il ruolo delle polizze assicurative contro i rischi connessi ad eventi atmosferici e calamitosi, di cui 280 milioni di euro per la copertura finanziaria degli interventi relativi alle annualità 2008 e 2009.

G12.101

ANTEZZA, ANDRIA, BERTUZZI, DI GIOVAN PAOLO, MONGIELLO, PERTOLDI, PIGNEDOLI, RANDAZZO, TEDESCO

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, e del disegno di legge finanziaria per l'anno 2010,        premesso che:

            il disegno di legge finanziaria per il 2010 non contiene misure specifiche per il settore agricolo e della pesca, e non garantisce alle imprese e ai lavoratori quell'insieme di interventi necessari per il consolidamento e lo sviluppo del sistema agroalimentare italiano in base alle esigenze del settore;

            all'interno del disegno di legge n. 1791 recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012, nella tabella n. 12 «Stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali», il saldo tra le misure introdotte e i tagli risulta negativo e rivela forti riduzioni di spesa;

            nel 2010, gli stanziamenti previsti nella missione «Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca» ammontano complessivamente a 710,3 milioni di euro e diminuiscono di un quinto (-20 per cento) rispetto alle previsioni assestate del 2009;

            il disegno di legge finanziaria non prevede tra l'altro misure di sostegno per il settore agricolo, che tengano conto della peculiarità dei territori italiani e delle difficoltà specifiche vissute dai singoli territori;

            in tale prospettiva il Mezzogiorno riveste un'importanza cruciale per il settore primario e pertanto è necessario valutare con attenzione le misure utili a sostenere e rilanciare il comparto agricolo mediante un sostegno alle categorie produttive interessate;

            risulterebbe particolarmente importante sostenere le categorie produttive del settore agricolo intervenendo sugli oneri di natura previdenziale gravanti sui datori di lavoro agricolo e sugli stessi lavoratori come già stabilito per il triennio 2006-2008 dall'articolo 01, commi 1 e 2, del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81;

            alla luce della riforma della politica agricola comunitaria tale intervento non si configura come di natura assistenziale bensì ha una valenza strutturale per tali imprese e per il settore intero,

        impegna il Governo:

            a confermare anche per il triennio 2010-2012 le agevolazioni in materia previdenziale per il settore agricolo nelle aree sottoutilizzate del paese previste dall'articolo 01, commi 1 e 2, del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81.

G12.102

BERTUZZI, ANDRIA, ANTEZZA, DI GIOVAN PAOLO, MONGIELLO, PERTOLDI, PIGNEDOLI, RANDAZZO, TEDESCO

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, e del disegno di legge finanziaria per l'anno 2010,        premesso che:

            il disegno di legge finanziaria per il 2010 non contiene misure specifiche per il settore agricolo e della pesca, e non garantisce alle imprese e ai lavoratori quell'insieme di interventi necessari per il consolidamento e lo sviluppo del sistema agroalimentare italiano in base alle esigenze del settore;

            all'interno del disegno di legge n. 1791 recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012, nella tabella n. 12 «Stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali», il saldo tra le misure introdotte e i tagli risulta negativo e rivela forti riduzioni di spesa;

            nel 2010, gli stanziamenti previsti nella missione «Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca» ammontano complessivamente a 710,3 milioni di euro e diminuiscono di un quinto (-20 per cento) rispetto alle previsioni assestate del 2009;

            il programma «Sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroalimentare, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione», nel quale si trovano gran parte delle autorizzazioni di spesa destinate agli investimenti, subisce un taglio di oltre 171 milioni di euro, di cui ben 164,7 milioni riguardano la spesa in conto capitale, che vanno a sommarsi ai 423 milioni di euro tagliati nel 2008;

            nel sistema economico italiano l'agroalimentare rappresenta uno dei maggiori comparti produttivi, offrendo un bacino occupazionale insostituibile, specie nel Mezzogiorno e nelle aree più marginali, e al tempo stesso assicura la gestione di oltre 14 milioni di ettari di terreni ed il presidio di un territorio ben più ampio;

            l'attuale situazione dell'economia e il dibattito sulla riforma della Politica agricola comune (PAC) evidenziano nuove sfide ed opportunità per il settore che può continuare ad offrire un contributo rilevante al rilancio economico ed allo sviluppo dei territori italiani;

            in tale contesto assumono un'importanza strategica le misure connesse al rilancio degli investimenti, dell'innovazione e della ricerca e le misure per agevolare il ricambio generazionale quale componente avanzata e qualificata nel quadro di una politica agricola nazionale tesa a sviluppare un sistema agroalimentare di qualità capace di competere a livello mondiale;

            muovendo da tali considerazioni nel 2007 è stato istituito un apposito Fondo per lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile in agricoltura con una dotazione di 50 milioni di euro per il quinquennio 2007-2011;

            per il 2010, la dotazione del Fondo è di soli 5 milioni di euro,

        impegna il Governo:

            ad adottare ulteriori iniziative volte a integrare nuove risorse del Fondo per lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile in agricoltura, a prevedere ulteriori stanziamenti aggiuntivi e ad emanare i bandi per l'assegnazione delle risorse.

G12.105

MONGIELLO, ANTEZZA, ANDRIA, BERTUZZI, DI GIOVAN PAOLO, PERTOLDI, PIGNEDOLI, RANDAZZO, TEDESCO

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, e del disegno di legge finanziaria per l'anno 2010,

        premesso che:

            l'imprenditoria femminile rappresenta uno strumento importante per lo sviluppo dei rapporti economico-commerciali internazionali;

            incrementare l'imprenditoria femminile significa contribuire al raggiungimento dell'obiettivo di una maggiore e migliore occupazione delle donne, obiettivo riconosciuto quale fondamentale valore economico-sociale dall'Unione europea, e ciò nonostante nell'Unione europea le imprenditrici rappresentano solo il 30 per cento dell'imprenditoria ed il 37 per cento delle lavoratrici autonome;

            l'Italia si trova ancora nelle ultime posizioni in Europa rispetto alla media dell'Unione europea in materia di occupazione femminile che, in base ad uno degli obiettivi della strategia di Lisbona, dovrebbe raggiungere il 60 per cento entro il 2010;

            l'Europa ci impone, pertanto, un'accelerazione in materia di politiche in favore delle donne mediante un incremento dell'occupazione femminile e incentivi all'imprenditoria femminile; l'Unione europea considera tali politiche strumenti essenziali per la crescita, la prosperità e la competitività di ciascun paese;

            anche le Nazioni unite nel loro ultimo rapporto sul Millennium Development Goals, gli obiettivi di progresso globale al 2015 hanno sottolineato il cambiamento che ha investito il mercato del lavoro: tra il 1990 e il 2005, la quota delle donne sul totale dei lavoratori nelle attività non agricole è cresciuta dal 36 al 39 per cento nel mondo, dal 44 al 47 per cento nei paesi più sviluppati;

            i Paesi con scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro, come l'Italia, sono quelli che otterrebbero dall'aumento dell'occupazione femminile un maggior vantaggio in termini di crescita del prodotto interno lordo;

            recenti studi statistici hanno dimostrato, per esempio, che il contributo dell'imprenditoria femminile artigiana nella struttura produttiva del Paese rappresenta circa il 2,2 per cento del valore aggiunto nazionale e il 18,3 per cento di quello artigiano, con un valore che complessivamente ammonterebbe a circa 27,5 miliardi di euro, non trascurando le altre realtà imprenditoriali;

            alla data odierna, a seguito della parziale abrogazione della legge 25 febbraio 1992, n. 215, da parte del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, ad eccezione degli articoli 10 comma 6, 12 e 13, non esiste uno strumento nazionale dedicato agli incentivi per l'imprenditoria femminile;

            sussiste la necessità di garantire la restituzione delle eccedenze relative ai bandi di cui alla citata legge n. 215 del 1992 di cui è prevista la compartecipazione ai finanziamenti anche da parte delle regioni e delle province autonome;

            sussiste la necessità di ottimizzare l'utilizzazione delle risorse per l'avvio e lo sviluppo delle imprese femminili,

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità di destinare ulteriori risorse ai fondi esistenti e già destinati al sostegno di iniziative di imprenditoria femminile ai sensi della legge 25 febbraio 1992, n. 215.

G12.103

ANDRIA, ANTEZZA, BERTUZZI, DI GIOVAN PAOLO, MONGIELLO, PERTOLDI, PIGNEDOLI, RANDAZZO, TEDESCO

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, e del disegno di legge finanziaria per l'anno 2010,        premesso che:

            il disegno di legge finanziaria per il 2010 non contiene misure specifiche per il settore agricolo e della pesca, e non garantisce alle imprese e ai lavoratori quell'insieme di interventi necessari per il consolidamento e lo sviluppo del sistema agroalimentare italiano in base alle esigenze del settore;

            all'interno del disegno di legge n. 1791 recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012, nella tabella n. 12 «Stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali», il saldo tra le misure introdotte e i tagli risulta negativo e rivela forti riduzioni di spesa;

            nel 2010, gli stanziamenti previsti nella missione «Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca» ammontano complessivamente a 710,3 milioni di euro e diminuiscono di un quinto (-20 per cento) rispetto alle previsioni assestate del 2009;

            la competitività del sistema agricolo e la sostenibilità del modello di crescita trovano le precondizioni di sviluppo nelle caratteristiche del territorio, della sua gestione e nelle dotazioni infrastrutturali;

            l'utilizzo delle risorse idriche ha un'importanza strategica per la qualificazione delle produzioni e per la difesa dell'ambiente, un'attenzione prioritaria deve essere rivolta al concreto e fattivo rilancio degli investimenti del Piano irriguo nazionale;

            negli anni 2006 e 2007 sono stati previsti nuovi contributi pluriennali e finanziamenti specifici per le opere di progettazione relative al Piano irriguo nazionale per un totale di circa 1,5 miliardi di euro nuovi per il medesimo piano;

            il bilancio di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali prevede una contrazione, per il 2010, di circa 128 milioni di euro per il Piano irriguo nazionale e la finanziaria non dispone nessuna misura a riguardo,

        impegna il Governo:

            a considerare l'utilizzo delle risorse idriche strategico per la qualificazione delle produzioni italiane e per la difesa dell'ambiente, reintegrando le risorse sottratte al Piano irriguo nazionale e rafforzando le politiche per lo sviluppo della competitività del territorio nazionale.

G12.104

PERTOLDI, ANDRIA, ANTEZZA, BERTUZZI, DI GIOVAN PAOLO, MONGIELLO, PIGNEDOLI, RANDAZZO, TEDESCO

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, e del disegno di legge finanziaria per l'anno 2010,        premesso che:

            il disegno di legge finanziaria per il 2010 non contiene misure specifiche per il settore agricolo e della pesca, e non garantisce alle imprese e ai lavoratori quell'insieme di interventi necessari per il consolidamento e lo sviluppo del sistema agroalimentare italiano in base alle esigenze del settore;

            all'interno del disegno di legge n. 1791 recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012, nella tabella n. 12 «Stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali», il saldo tra le misure introdotte e i tagli risulta negativo e rivela forti riduzioni di spesa;

            nel 2010, gli stanziamenti previsti nella missione «Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca» ammontano complessivamente a 710,3 milioni di euro e diminuiscono di un quinto (-20 per cento) rispetto alle previsioni assestate del 2009;

            il disegno di legge finanziaria per il 2010 non assegna al settore agricolo risorse immediatamente operative attraverso appositi accantonamenti nelle tabelle A e B allegate;

            tale situazione, di fatto, non renderà possibile la legislazione di spesa per il settore agricolo da parte del Parlamento se non attingendo da altri dicasteri;

            la Commissione Agricoltura della Camera dei deputati, continuando il lavoro iniziato nella XV Legislatura, sta esaminando delle proposte di legge in materia di agroenergie;

            tale tematica riveste un'importanza strategica per il futuro del settore agroalimentare e, pertanto, risulta fondamentale che il Parlamento riesca ad approvare una normativa che preservi il ruolo dell'agricoltura e ne consenta uno sviluppo «agroenergetico» compatibile con le esigenze dell'essere umano;

            grande rilievo assume la pianificazione del settore delle agroenergie con la previsione di un apposito «Piano agroenergetico nazionale» così come disposto da vari disegni di legge,

        impegna il Governo:

            ad adottare ulteriori iniziative normative volte a destinare risorse finanziarie aggiuntive per il dicastero delle politiche agricole alimentari e forestali.

G12.106

D'ALIA, PINZGER, FOSSON, CUFFARO, GIAI, PETERLINI, POLI BORTONE, THALER AUSSERHOFER

Respinto

Il Senato,

            nel corso dell'esame del disegno di legge n. 1791,

        premesso che:

            nell'ambito della legge finanziaria 2010, non sono previste risorse per il 2010 ne la copertura per il pregresso 2008-2009, sul capitolo di spesa del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali relativo ai contributi per la spesa assicurativa in agricoltura (Fondo di solidarietà nazionale);

            il sistema delle assicurazioni agevolate opera da lunghissimi anni, e ormai non più soltanto per la garanzia delle colture, ma copre, altresì, il settore zootecnico e quello delle coltivazioni protette. Esso interessa oltre 200.000 aziende agricole italiane per le quali il ricorso all'assicurazione agevolata rappresenta un'importante garanzia di stabilità;

            la mancata previsione di fondi non comporterebbe peraltro un reale sollievo per il bilancio pubblico. Se, infatti, non dovesse essere previsto alcuno stanziamento che incentivi il ricorso all'assicurazione agevolata, è ragionevole affermare che il sistema subirebbe un'inevitabile implosione, con il probabile ritorno agli interventi ex post e ciò rappresenterebbe una vera e propria inversione di tendenza rispetto al positivo approccio verso il sistema assicurativo che, faticosamente, si è cercato di introdurre e stabilizzare negli ultimi anni;

            in tale ottica giova evidenziare che gli orientamenti comunitari privilegiano in maniera assoluta ed esplicita la politica di intervento a sussidio delle spese sostenute dagli imprenditori agricoli per l'acquisto di polizze assicurative a garanzia dei danni provocati da calamità naturali,

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di prevedere interventi volti ad assicurare un adeguato finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale così come da decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, a sostegno delle imprese agricole, a norma dell'articolo 1, comma 2, lettera i), della legge 7 marzo 2003, n. 38.

ARTICOLI 13 E 14 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 13.

Approvato

(Stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali e disposizioni relative)

    1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero per i beni e le attività culturali, per l'anno finanziario 2010, in conformità all'annesso stato di previsione (Tabella n. 13).

    2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, rispettivamente nell'ambito dell'unità previsionale di base «interventi» e nell'ambito dell'unità previsionale di base «investimenti» dello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali, per l'anno finanziario 2010, le variazioni compensative di bilancio, in termini di residui, di competenza e di cassa, del programma «sostegno, valorizzazione e tutela del settore dello spettacolo» di cui alla missione «tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali e paesaggistici».

Art. 14.

Approvato

(Totale generale della spesa)

    1. È approvato, in euro 792.792.465.118 in termini di competenza e in euro 813.969.135.322 in termini di cassa, il totale generale della spesa dello Stato per l'anno finanziario 2010.

ARTICOLO 15 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE (*)

Art. 15.

Approvato

(Quadro generale riassuntivo)

    È approvato, in termini di competenza e di cassa, il quadro generale riassuntivo del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2010, con le tabelle allegate.

________________

(*) Per i quadri generali riassuntivi si rinvia alle pagine 177-225 dello stampato Atto Senato nn. 1790 e 1791-A.

ARTICOLO 16 E TABELLA A NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 16.

Approvato

(Disposizioni diverse)

    1. Per l'anno finanziario 2010, le spese considerate nelle unità previsionali di base dei singoli stati di previsione per le quali il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad effettuare, con propri decreti, variazioni tra loro compensative, rispettivamente, per competenza e cassa, sono quelle indicate nella Tabella A allegata alla presente legge.

    2. In relazione all'accertamento dei residui di entrata e di spesa per i quali non esistono nel bilancio di previsione i corrispondenti capitoli nell'ambito delle unità previsionali di base, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad istituire gli occorrenti capitoli nelle pertinenti unità previsionali di base, anche di nuova istituzione, con propri decreti da comunicare alla Corte dei conti.

    3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a trasferire, con propri decreti, in termini di residui, competenza e cassa, dall'unità previsionale di base relativa al «Fondo per i programmi regionali di sviluppo» dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l'anno finanziario 2010 alle pertinenti unità previsionali di base dei Ministeri interessati, le quote da attribuire alle regioni a statuto speciale, ai sensi del quinto comma dell'articolo 126 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616.

    4. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, in termini di competenza e di cassa, le variazioni compensative di bilancio occorrenti per l'attuazione di quanto disposto dall'articolo 13 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, concernente disciplina delle imprese editrici e provvidenze per l'editoria.

    5. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a trasferire, in termini di competenza e di cassa, con propri decreti, su proposta dei Ministri interessati, le disponibilità esistenti su altre unità previsionali di base degli stati di previsione delle amministrazioni competenti a favore di apposite unità previsionali di base destinate all'attuazione di interventi cofinanziati dalla Unione europea.

    6. In relazione ai provvedimenti di riordino delle amministrazioni pubbliche, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, comunicati alle Commissioni parlamentari competenti, le variazioni di bilancio in termini di residui, competenza e cassa, l'istituzione, la modifica e la soppressione di unità previsionali di base.

    7. Su proposta del Ministro competente, con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, da comunicare alle Commissioni parlamentari competenti, negli stati di previsione della spesa che nell'esercizio 2009 e in quello in corso siano stati interessati dai processi di ristrutturazione di cui al comma 6, nonché previsti da altre normative vigenti, possono essere effettuate variazioni compensative, in termini di residui, di competenza e di cassa, tra capitoli delle unità previsionali di base, fatta eccezione per le autorizzazioni di spesa di natura obbligatoria, per le spese in annualità e a pagamento differito e per quelle direttamente regolate con legge, nonché tra capitoli di unità previsionali di base dello stesso stato di previsione limitatamente alle spese di funzionamento per oneri relativi a movimenti di personale e per quelli strettamente connessi con la operatività delle amministrazioni.

    8. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio connesse con l'attuazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro del personale dipendente dalle Amministrazioni dello Stato, stipulati ai sensi dell'articolo 40 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, nonché degli accordi sindacali e dei provvedimenti di concertazione, adottati ai sensi dell'articolo 2 del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e successive modificazioni, per quanto concerne il trattamento economico fondamentale e accessorio del personale interessato.

    9. Gli stanziamenti iscritti in bilancio per l'esercizio 2010, relativamente ai fondi destinati all'incentivazione del personale civile dello Stato, delle Forze armate, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dei Corpi di polizia, nonché quelli per la corresponsione del trattamento economico accessorio del personale dirigenziale, non utilizzati alla chiusura dell'esercizio sono conservati nel conto dei residui per essere utilizzati nell'esercizio successivo. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio occorrenti per l'utilizzazione dei predetti fondi conservati.

    10. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione, negli stati di previsione delle amministrazioni statali interessate, delle somme rimborsate dalla Commissione europea per spese sostenute dalle amministrazioni medesime a carico delle pertinenti unità previsionali di base dei rispettivi stati di previsione, affluite al fondo di rotazione di cui all'articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183, e successivamente versate all'entrata del bilancio dello Stato.

    11. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, variazioni di bilancio negli stati di previsione delle amministrazioni interessate, occorrenti per l'attuazione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri emanati in relazione all'articolo 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, e ai decreti legislativi concernenti il conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni e agli enti locali, in attuazione del capo I della suddetta legge 15 marzo 1997, n. 59.

    12. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, nelle pertinenti unità previsionali di base, anche di nuova istituzione, degli stati di previsione delle amministrazioni interessate, le variazioni di bilancio occorrenti per l'applicazione del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56, concernente disposizioni in materia di federalismo fiscale, a norma dell'articolo 10 della legge 13 maggio 1999, n. 133.

    13. In relazione alle disposizioni di cui all'articolo 4, comma 12, del contratto integrativo del contratto collettivo nazionale di lavoro del personale del comparto dei Ministeri, sottoscritto in data 16 febbraio 1999, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 142 del 21 giugno 2001, concernente l'assegnazione temporanea di personale ad altra amministrazione in posizione di comando, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio nell'ambito delle pertinenti unità previsionali di base delle amministrazioni interessate, occorrenti per provvedere al pagamento del trattamento economico al personale comandato a carico dell'amministrazione di destinazione.

    14. Per l'anno finanziario 2010, al fine di agevolare il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del Ministro competente, da comunicare alle Commissioni parlamentari competenti e da inviare alla Corte dei conti per la registrazione, possono essere effettuate variazioni compensative tra capitoli delle unità previsionali appartenenti alla medesima missione di ciascuno stato di previsione della spesa, fatta eccezione per le autorizzazioni di spesa di natura obbligatoria, per le spese in annualità e a pagamento differito e per quelle direttamente regolate con legge. Per le medesime finalità e per la migliore flessibilità gestionale del bilancio, il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del Ministro competente, è autorizzato ad apportare, con propri decreti da inviare alla Corte dei conti per la registrazione, variazioni compensative in termini di cassa, nell'ambito di ciascun titolo di bilancio, tra capitoli delle unità previsionali di base del medesimo stato di previsione.

    15. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione negli stati di previsione delle amministrazioni interessate, per l'anno finanziario 2010, delle somme versate all'entrata a titolo di contribuzione alle spese di gestione degli asili nido istituiti presso le amministrazioni statali ai sensi dell'articolo 70, comma 5, della legge 28 dicembre 2001, n. 448.

    16. I Ministri competenti, nell'ambito dei programmi concernenti i propri stati di previsione, sono autorizzati ad effettuare, con propri decreti da comunicare al Ministero dell'economia e delle finanze, anche con evidenze informatiche, eventuali variazioni compensative per la stessa categoria economica tra i capitoli di spese discrezionali relativi ai programmi medesimi, allocati nei diversi centri di responsabilità amministrativa. Le variazioni medesime non devono comportare alterazioni dei saldi di indebitamento netto e fabbisogno.

    17. Per l'anno finanziario 2010, le unità previsionali di base sono individuate nell'allegato alla presente legge.

Tabella A

        Unità previsionali di base del bilancio di previsione dello Stato per l'anno 2010 per le quali il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad effettuare variazioni tra loro compensative.

        Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze:

1.1.5    -  Oneri del debito pubblico (capp. 4015 e 4016);

1.5.2    -  Interventi (capp. 3810, 3811, 3812, 3813 e 3814);

2.4.2    -  Interventi (capp. 2700 e 2702);

3.1.2  --  Interventi (capp. 2751 e 2752);

26.1.5  -  Oneri del debito pubblico (capp. 2214, 2215, 2216, 2219, 2221, 2316 e 3100).

        Stato di previsione del Ministero degli affari esteri:

1.4.1  -  Funzionamento (capp. 1501 e 1503);

1.7.1  -  Funzionamento (capp. 2502 e 2503).

ALLEGATO E TABELLE DEGLI STATI DI PREVISIONE NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE (*)

(*)  La Commissione propone di approvare l'Allegato nel testo del Governo, per il quale si veda lo stampato Atto Senato n. 1791 (pagine da 135 a 163)

La Commissione propone di approvare le tabelle relative ai singoli stati di previsione nel testo del Governo (si veda lo stampato Senato n. 1791), con le seguenti modifiche, che si riportano con i criteri di seguito precisati:

            -  per le voci e le cifre che la Commissione propone di modificare, il testo proposto, nella parte modificata, è stampato in neretto; in neretto sono altresì stampate le voci di nuova istituzione;

            -  per le voci e le cifre che la Commissione propone di sopprimere, la soppressione è specificata in neretto, voce per voce, recandosi in corsivo le denominazioni di ciascuna voce ed omettendosi la relativa cifra;

            -  non sono riportate le modifiche consequenziali nel quadro generale riassuntivo, di competenza e di cassa, con i relativi allegati, del bilancio annuale a legislazione vigente.

        Nel testo proposto dalla Commissione viene inoltre omessa ogni indicazione relativa ai residui, non oggetto di emendamento.

Tabelle

ARTICOLO 17 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 17.

Approvato

(Bilancio pluriennale)

    1. È approvato, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 4 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, il bilancio pluriennale dello Stato e delle aziende autonome per il triennio 2010-2012, nelle risultanze di cui alle tabelle allegate alla presente legge, nonché agli allegati n. 1 e n. 2 agli stati di previsione della spesa .

Allegato B

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Alberti Casellati, Caliendo, Caselli, Castelli, Ciampi, Ciarrapico, Contini, Davico, De Gregorio, Dell'Utri, Ferrara, Germontani, Giovanardi, Mantica, Mantovani, Palma, Pera, Spadoni Urbani, Valentino e Viespoli.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Coronella, De Angelis e De Luca per attività della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività connesse al ciclo dei rifiuti.

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Senatori Butti Alessio, Fluttero Andrea, Camber Giulio, Fleres Salvo, Alicata Bruno, Zanoletti Tomaso, Coronella Gennaro, Esposito Giuseppe, Saia Maurizio, Sibilia Cosimo, Barelli Paolo, De Lillo Stefano, Totaro Achille, Di Giacomo Ulisse, Galioto Vincenzo, Di Girolamo Nicola, De Angelis Candido, Ciarrapico Giuseppe, Piscitelli Salvatore, Bornacin Giorgio, Gamba Pierfrancesco Emilio Romano, Cantoni Gianpiero Carlo, Gramazio Domenico, Palmizio Elio Massimo, Gallone Maria Alessandra, Castro Maurizio, Ghigo Enzo Giorgio, Caligiuri Battista, Viespoli Pasquale, Amoruso Francesco Maria, Paravia Antonio, Latronico Cosimo, D'Ali' Antonio, Cursi Cesare, Bevilacqua Francesco, Giuliano Pasquale, D'Ambrosio Lettieri Luigi, Firrarello Giuseppe, Conti Riccardo, Carrara Valerio, Massidda Piergiorgio, Orsi Franco, Pontone Francesco, Rizzotti Maria, Stancanelli Raffaele, Lenna Vanni, Licastro Scardino Simonetta, Giordano Basilio, Bettamio Giampaolo, Pisanu Beppe, Fasano Vincenzo, Lauro Raffaele, Nessa Pasquale, Izzo Cosimo, Fazzone Claudio, Benedetti Valentini Domenico, Valentino Giuseppe, Colli Ombretta, Di Stefano Fabrizio, Piccioni Lorenzo, Saccomanno Michele, Sciascia Salvatore, Mugnai Franco, Longo Piero, Menardi Giuseppe, Berselli Filippo, Musso Enrico, Delogu Mariano, Calabro' Raffaele, Centaro Roberto, Amato Paolo, Serafini Giancarlo, Bonfrisco Anna Cinzia, Morra Carmelo, Cicolani Angelo Maria, Gallo Cosimo, Sarro Carlo, Messina Alfredo, Zanetta Valter, Vetrella Sergio, Asciutti Franco, Grillo Luigi, Possa Guido, Tofani Oreste, Pichetto Fratin Gilberto, De Eccher Cristano, Costa Rosario Giorgio, De Feo Diana, Battaglia Antonio, Casoli Francesco, Augello Andrea, Scarpa Bonazza Buora Paolo, Malan Lucio, Vizzini Carlo, Saltamartini Filippo, Ramponi Luigi, Viceconte Guido

Modifiche alla disciplina in materia di parità di accesso ai mezzi di informazione (1857)

(presentato in data 05/11/2009);

senatore Saro Giuseppe

Semplificazione della procedura di nomina dei Presidenti delle Commissioni Tributarie Regionali e Provinciali (1858)

(presentato in data 05/11/2009);

senatore Di Girolamo Nicola

Disposizioni di attuazione dell'articolo 51, comma secondo, della Costituzione, in materia di parificazione ai cittadini italiani non appartenenti alla Repubblica (ai fini dell'accesso ai pubblici uffici e alle vicende elettive) (1859)

(presentato in data 05/11/2009).

Disegni di legge, assegnazione

In sede referente

3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di mutua assistenza amministrativa tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo del Regno di Norvegia, per la prevenzione, l'accertamento e la repressione delle infrazioni doganali, con Allegato, fatto a Oslo il 16 giugno 2004 (1828)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 10° (Industria, commercio, turismo), 12° (Igiene e sanita')

(assegnato in data 05/11/2009).

Governo, trasmissione di documenti

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con lettera in data 30 ottobre 2009, ha inviato, ai sensi dell'articolo 30, comma 7, della legge 1° agosto 2002, n. 166, la relazione sullo stato di attuazione degli interventi al fine di realizzare infrastrutture ed impianti necessari allo sviluppo e all'ammodernamento delle strutture della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri, del Corpo della guardia di finanza, del Corpo delle capitanerie di porto, del Corpo forestale dello Stato e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, aggiornata al 31 dicembre 2008 (Doc. LXXVII, n. 1).

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 4a e alla 8a Commissione permanente.

Mozioni, apposizione di nuove firme

Il senatore Malan ha aggiunto la propria firma alla mozione 1-00191 dei senatori Zanetta ed altri.

Interrogazioni

CANTONI, LICASTRO SCARDINO, GALIOTO, PALMIZIO, AMORUSO, NESSA, DI GIROLAMO Nicola, TOFANI, TORRI, RAMPONI, DIVINA, CARRARA, AMATO, BETTAMIO, TOTARO - Ai Ministri della difesa, delle infrastrutture e dei trasporti e delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:

il fenomeno della pirateria nell'oceano Indiano ha ormai assunto proporzioni tali da indurre la comunità internazionale, i singoli Stati ed il mondo imprenditoriale ad assumere iniziative (operazione "Atalanta", imbarco di militari, imbarco di security team, eccetera) volte a prevenire e contrastare la minaccia, non potendo per evidenti ragioni lasciar soccombere le attività economiche in quell'area;

la nave da pesca oceanica denominata "Torre Giulia", iscritta al n. 307 delle matricole delle navi tenute dalla Capitaneria di porto di Bari, opera stabilmente in tali aree nell'ambito di accordi comunitari di pesca;

le attività di pesca assumono caratteristiche peculiari, rispetto all'attività mercantile, tali da indurre il Governo francese e quello spagnolo ad approntare specifiche misure per la difesa del rispettivo naviglio da pesca: in particolare la Francia ha disposto l'imbarco di militari a bordo di ciascuna delle 15 navi tonniere operanti in quell'area, mentre la Spagna ha autorizzato l'imbarco di un security team armato, a spese dell'armatore delle navi da pesca presenti nell'oceano Indiano;

l'Industria armatoriale tonniera SpA (IAT), armatrice del motopesca Torre Giulia, ha avanzato alle competenti autorità, in primis il Ministero della difesa, per il tramite della Federazione nazionale delle imprese di pesca (Federpesca), una richiesta di tutela della propria attività economica attraverso l'imbarco di militari italiani sull'unità in questione, l'unica di bandiera italiana operante in tali zone o, in subordine, di un security team privato;

con nota n. 03/0659 in data 12 ottobre 2009, in risposta alla suddetta istanza di Federpesca, lo Stato maggiore della marina ha trasmesso una nota dello Stato maggiore della difesa che riportava la constatazione della mancata previsione, nell'ambito delle operazioni di coalizione nell'area, di effettuare scorte a singole unità rimandando, ai sensi dell'art. 193 del codice della navigazione (di cui al regio decreto n. 327 del 1942, o successive modificazioni ed integrazioni), l'eventuale autorizzazione all'imbarco di personale armato alla competenza ascritta in capo al Comandante del porto di iscrizione o dell'autorità consolare;

l'armatore ha presentato in data 8 ottobre 2009 alla competente Capitaneria di Bari, porto di iscrizione della nave, un Piano di sicurezza integrato dalla domanda di imbarco di un security team armato a bordo della nave Torre Giulia, ma ad oggi non è stato fornito alcun riscontro;

nelle more permane ad oggi una gravissima minaccia a danno della nave "Torre Giulia", unica della flotta tonniera comunitaria ad operare in condizioni di assoluta esposizione alla minaccia dei pirati,

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga di dover intervenire per consentire l'immediato invio di personale militare a bordo della nave Torre Giulia a difesa dei legittimi interessi nazionali, dell'unità e del relativo equipaggio;

se non ritenga opportuno, in attesa della definizione delle procedure di invio di militari italiani a bordo del Torre Giulia, attivarsi per accelerare, per quanto di propria competenza, la procedura per l'autorizzazione all'imbarco di un team di sicurezza privato a spese dell'armatore.

(3-01025)

Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento

VILLARI - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:

tutti i mezzi di informazione nazionali ed internazionali, già da giorni ormai, parlano di "emergenza" in riferimento all'influenza H1N1;

da dati diffusi in data 4 novembre 2009 dalla rete Influnet dell'Istituto superiore di sanità, si registrano oltre 500.000 casi di contagio;

ad oggi, solo in Italia, il bilancio delle morti correlate al nuovo virus è salito a quota 24, incrementando di 6 il dato del giorno precedente;

in Campania, in particolare nel napoletano, si registra un preoccupante rapporto fra ammalati e numero di abitanti, più di tre volte superiore la media nazionale: il dato aggiornato a ieri è di 10 vittime su 24 ammalati;

inoltre, in Campania manca un'apparecchiatura come l'Ecmo (ExtraCorporeal Membrane Oxygenation), che attua un supporto cardiopolmonare che si è dimostrato efficace nel ridurre la mortalità nei pazienti con insufficienza respiratoria acuta grave, una delle complicanze più preoccupanti dell'influenza H1N1, che può portare fino al decesso del paziente;

dei tre tipi di vaccini attualmente in commercio in Italia, due con adiuvante ed uno senza, il Ministero del lavoro, salute e politiche sociale ha deciso di approvvigionarsi esclusivamente di quello contenente squalene,

si chiede di sapere quale sia lo stato reale dell'influenza A in Italia, come il Governo intende affrontarla alla luce dei dati registrati e diffusi sui contagi e le vittime che ha già procurato questa influenza e come si intenda intervenire rispetto alla situazione venutasi a creare al Sud, dove c'è carenza di organizzazione e di attrezzature mediche all'avanguardia per contrastare le più temibili complicanze dell'influenza da virus H1N1.

(3-01023)

ROILO, ADAMO, BASSOLI, VIMERCATI, ROSSI Paolo, FONTANA - Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:

l'interrogante ha presentato e sottoscritto precedenti atti di sindacato ispettivo (3-00049, 3-00491 e 3-00770), con cui si chiedeva al Governo di valutare le scelte societarie di Eutelia SpA, società quotata in borsa e operante dal 1998 nel settore delle telecomunicazioni e dell'informatica, interessata da una grave finanziaria ed occupazionale;

la situazione societaria attuale dimostra quanto fossero fondate le preoccupazioni espresse nelle citate interrogazioni, da intendersi tutte qui richiamate come parte integrante della premessa, rimaste, purtroppo, senza risposta;

specificamente, l'interrogazione più recente (3-00770) lamentava le perplessità e i rischi occupazionali conseguenti ad una lettera del 19 maggio 2009, con la quale il Presidente del Consiglio di amministrazione della Eutelia SpA aveva comunicato alle RSU e alle maggiori associazioni sindacali di categoria l'intenzione di voler procedere alla cessione del ramo relativo alla I.T. Information technology della società Eutelia SpA con sede legale ad Arezzo alla cessionaria Agile srl con sede legale in Potenza, partecipata al 100 per cento da Eutelia; nella lettera citata, la cessione era motivata con lo scopo di "meglio definire e razionalizzare il ramo I.T in vista e al fine della successiva dismissione, come già deliberata dal Consiglio di Amministrazione di Eutelia" e era assicurato che "tutti i lavoratori del ramo I.T., che alla data della programmata cessione (alla data odierna n.1.735 unità oltre n. 47 co.co.pro. e n.25 dirigenti) risulteranno in forza delle n. 18 unità produttive aziendali, passeranno alle dipendenze della Società Agile srl senza alcuna interruzione dei rispettivi rapporti di lavoro con conservazione di tutti i diritti esistenti al momento della cessione, sia quelli nascenti dal contratto individuale, sia quelli derivanti dalla normativa collettiva, sia quelli in corso di formazione (scatti di anzianità)";

nella realtà è accaduto che, con lettera del 22 ottobre 2009, la Agile srl, con sede legale a Roma, ha comunicato, ai sensi degli artt. 4 e 24 della legge n. 223 del 1991 e successive integrazioni, l'avvio della procedura di riduzione del personale. Nelle motivazioni, la società deduceva la necessità di "rapportare l'organico alle reali esigenze organizzative e produttive e pervenire al necessario riequilibrio economico-produttivo dell'azienda". In ragione di questo, le eccedenze erano indicate in 1.192 unità complessive tra quadri, impiegati ed operai su una forza lavoro di 1.880 lavoratori (di cui 1.870 a tempo indeterminato e 10 a tempo determinato) cui si aggiungevano 26 collaboratori e 31 dirigenti; la società escludeva, espressamente, il possibile ricorso a soluzioni alternative al licenziamento;

considerato che la decisione ha prodotto un drammatico allarme tra i lavoratori che hanno intrapreso ogni iniziativa sindacale utile e organizzato occasioni di denuncia e di lotta,

si chiede di sapere:

se, anche in ragione delle precedenti interrogazioni, i Ministri in indirizzo siano a conoscenza degli effetti occupazionali drammatici che si sono prodotti e continueranno a prodursi a causa delle scelte assunte da Eutelia SpA;

se non giudichino che tutti i passaggi compiuti da Eutelia SpA evidenzino contraddizioni e impegni non mantenuti, ad avviso degli interroganti inaccettabili sul piano della serietà industriale e di mercato e avvenute in spregio dei diritti di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie;

se non intendano prioritario sospendere la procedura di riduzione del personale e quali iniziative urgenti intendano intraprendere, nell'ambito delle proprie competenze, per fermare l'emorragia occupazionale a tutela i diritti dei lavoratori e, più specificamente, se non intenda avviare un tavolo di crisi a cui prendano parte tutte le parti coinvolte dalla decisione assunta da Eutelia SpA.

(3-01024)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

BIANCHI - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:

si è conclusa alcuni giorni fa l'indagine della Procura della Repubblica di Crotone - cominciata nel 2001 da un'inchiesta giornalistica del bisettimanale "Il Crotonese" - sulle morti di cinque lavoratori dello stabilimento chimico Montedison di Crotone avvenute tra il 1998 e il 2006;

la Montedison SpA (denominata dal 1966 al 1969 Montecatini Edison SpA) è stata un gruppo industriale italiano attivo prevalentemente nel settore chimico. Nello stabilimento di proprietà del gruppo sito in Crotone era ampiamente diffuso l'amianto, sostanza nociva e pericolosa, bandita dalla legislazione italiana con la legge n. 257 del 27 marzo 1992 che all'articolo 1, comma 2, vieta l'estrazione, l'importazione, l'esportazione, la lavorazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, di prodotti di amianto, o di prodotti contenenti amianto;

nello specifico, veniva effettuata nel reparto "forno fosforo" del vecchio impianto chimico la lavorazione delle "fibrette d'amianto". I lavoratori erano soggetti a una forte esposizione alle fibre di amianto quando eseguivano la coibentazione delle parti del forno fosforo soggette a surriscaldamento. Un'operazione, questa, effettuata senza mezzi di protezione individuali e senza sistemi idonei per impedire la diffusione delle polveri d'amianto molto pericolose per la salute dei lavoratori che non sarebbero stati informati e sottoposti a controlli sanitari;

secondo le stime dell'Istituto superiore di sanità (rapporti Istisan 02/12) a Crotone tra il 1988 e il 1997 sono stati accertati dieci casi di tumore alla pleura, mentre nel resto della regione il tasso di mortalità per la stessa patologia è dal 2,67 per cento;

nell'ambito dell'indagine della Procura della Repubblica di Crotone, supportata dalla relazione dei consulenti tecnici, emerge che 7 soggetti sono deceduti per mesotelioma pleurico, tutti venuti a contatto con le polveri di amianto, di cui 5 lavoratori dello stabilimento, e le mogli di altri 2 operai, ma si ipotizza che la quantità dei casi sia decisamente più elevata;

i dati allarmanti scaturiti dall'inchiesta sull'inquinamento causate dalla sostanza usate nell'impianto di Montedison conferma la necessità che nel territorio crotonese venga approfondita la vicenda relativa all'istituzione del registro dei tumori. L'intesa siglata nel 2008 tra le Aziende sanitarie provinciali di Cosenza e di Crotone per l'istituzione di un registro "comune" non ha ancora visto la sua concreta realizzazione. Infatti, la procedura per stipulare un protocollo d'intesa tra le due Province, al fine di superare l'ostacolo della mancanza del numero minimo di abitanti richiesto per l'istituzione di un registro dei tumori, è troppo lenta rispetto alle necessità di monitoraggio derivante dalla presenza di contaminazioni ambientali, in particolare alla luce del fatto che l'area industriale di Crotone è stata inserita nei siti inquinati d'interesse nazionale con il decreto n. 468 del 2001 del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio,

si chiede di sapere:

quali misure di competenza i Ministri di indirizzo intendano adottare per fare luce su come siano state smaltite le fibrette di amianto utilizzate nel reparto della Montedison, un minerale molto pericoloso la cui inalazione provoca danni irreversibili ai polmoni e un pericolo per la pubblica incolumità;

se non intendano adottare provvedimenti per l'immediata costituzione del registro dei tumori, anche in deroga al limite stabilito per la sua istituzione di almeno 250.000 abitanti, vista la preoccupante situazione ambientale in cui versa il territorio crotonese.

(4-02213)

LEGNINI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che, a quanto consta all'interrogante:

l'allegato F del Piano stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico della Regione Abruzzo all'articolo 2 stabilisce che "sono definite scarpate le rotture naturali del pendio di qualsiasi origine e litologia con angolo (a) maggiore di 45° e altezza (h) maggiore di 2 metri, detti limiti di inclinazione ed altezza non valgono per le scarpate di frana attive o quiescenti (di cui al punto 3 del presente allegato F). Non sono considerate scarpate le pareti artificiali di cava, comprese quelle storiche o dismesse, gli sbancamenti stradali eccetera";

nello stesso allegato si stabilisce inoltre che a monte e a valle delle scarpate è vietato costruire entro una determinata distanza, a seconda dell'altezza della scarpata stessa;

in data 13 giugno 2008 la Giunta municipale di Atessa (Chieti) affidava al geologo dottor Nicola Tulio l'incarico di verificare l'eventuale presenza sul territorio comunale di ulteriori scarpate oltre a quelle già individuate dai tecnici incaricati dalla Regione Abruzzo;

in ordine a tale questione, in sede di Consiglio comunale il Gruppo di minoranza del Partito democratico (PD) sollecitava l'amministrazione comunale a verificare l'esistenza di eventuali scarpate presso l'area di colle San Cristoforo, in particolare sul versante che insiste su viale delle Rimembranze;

nel giugno 2008 la stessa Giunta, a seguito di bando pubblico, autorizzava l'impresa De Francesco Costruzioni a realizzare nell'area di colle San Cristoforo 26 appartamenti, locali commerciali di circa 1.700 metri, locali direzionali di circa 700 metri e una sala polivalente di circa 700 metri;

il geologo consulente della suddetta impresa, il dottor Nicola Tulio, in data 8 settembre 2008 rimetteva al Comune di Atessa una relazione con la quale dichiarava che «le pendenze maggiori si riscontrano nel tratto di versante che dal colle San Cristoforo, l'attuale Villa Comunale, scende su Viale delle Rimembranze. Tale versante, che originariamente aveva una pendenza di circa 42°, risulta attualmente profondamente modificato dall'azione antropica e che pertanto tale versante non può essere considerato "scarpata"»;

contrariamente a tale parere, l'ingegner Antonio Rossi, nella sua relazione tecnica geologica redatta su incarico del Gruppo di minoranza del PD al Consiglio comunale di Atessa, rilevava presso l'area di colle San Cristoforo, precisamente nell'area in cui è in progetto la realizzazione del grande complesso edilizio da parte dell'impresa De Francesco, l'esistenza di scarpate con le caratteristiche di cui al citato allegato F;

sulla base di tale relazione, nonché di ulteriori rilievi effettuati in data 11 marzo 2009, il Gruppo di minoranza del PD, composto da 7 consiglieri comunali su 20, chiedeva la convocazione del Consiglio comunale per discutere il seguente punto: "individuazione di nuove scarpate multiple del versante sud-est del Colle San Cristoforo e riconoscimento della pericolosità dello stesso, così come agli articoli 2 e 6 allegato F del Piano stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico della Regione Abruzzo";

a tale richiesta veniva allegata una relazione tecnica contenete rilievi, sezioni e fotografie attestanti l'esistenza di scarpate presso l'area di colle San Cristoforo;

il 31 marzo 2009, il Presidente del Consiglio comunale comunicava al Presidente del Gruppo del PD che l'argomento richiesto dal Gruppo stesso sarebbe stato inserito «all'ordine del giorno del Consiglio comunale non appena completata l'istruttoria da parte dei competenti uffici»;

in data 21 maggio 2009, il geologo dottor Nicola Tulio presentava una nuova relazione, in cui sostanzialmente confermava quanto già sostenuto nella sua relazione precedente;

alla luce di ciò, con una nota del 16 giugno 2009, inviata per conoscenza anche al dirigente comunale responsabile di tale settore e al Prefetto di Chieti, il Presidente del Gruppo PD sollecitava nuovamente il Presidente del Consiglio comunale a convocare il Consiglio comunale per discutere di tale questione;

con determinazione n. 906 del 12 giugno 2009 il responsabile del VII Settore urbanistico e territorio del Comune di Atessa, su disposizione della Giunta comunale, affidava alla geologa dottoressa Adele Agnelli l'incarico per verificare l'esistenza presso l'area di colle San Cristoforo di scarpate con le caratteristiche di cui all'allegato F;

il 16 giugno 2009 il Presidente del Gruppo consiliare del PD inviava al Comune di Atessa una seconda relazione tecnica redatta del geologo dottor Bruno Gigante contenente un parere tecnico sugli aspetti geomorfologici del versante sud-ovest della Villa Comunale (viale delle Rimembranze - discesa Santa Maria, colle San Cristoforo); in particolare, il geologo dottor Gigante concludeva tale relazione dichiarando che la scarpata in esame, quindi, rientra a pieno titolo tra le scarpate naturali, con pendenza massima superiore a 45 gradi, e va inclusa negli elementi geomorfologici generanti pericolosità, così come previsto nelle finalità del Piano per l'assetto idrogeologico;

in data 3 luglio 2009 il Presidente del Consiglio comunale comunicava al Presidente del Gruppo PD che la Giunta comunale stava seguendo l'iter procedurale per la corretta trasposizione delle scarpate e che lo stesso iter era momentaneamente sospeso in attesa della relazione tecnica affidata alla dottoressa Agnelli;

in data 13 luglio 2009 il Presidente del Gruppo del PD sollecitava nuovamente la convocazione del Consiglio comunale già richiesta in data 11 marzo 2009 precisando che: «Al Presidente del Consiglio spetta soltanto la verifica formale che la richiesta provenga dal prescritto numero di soggetti legittimati, mentre non può sindacarne l'oggetto poiché spetta allo stesso Consiglio, nella sua totalità, la verifica circa la legalità della convocazione e l'ammissibilità delle questioni da trattare (...) In altre parole sarà il Consiglio comunale, a dover decidere, eventualmente in via pregiudiziale, se procedere o meno all'esame della questione proposta dai Consiglieri di minoranza»; inoltre, il Presidente del Gruppo PD concludeva che: «Tale diritto di iniziativa, è tutelato in modo specifico dalla legge con la previsione, severa ed eccezionale, della modificazione dell'ordine delle competenze mediante intervento sostitutorio del Prefetto (che legge per conoscenza) in caso di mancata convocazione del Consiglio comunale nel termine emblematicamente breve (venti giorni) (TAR Puglia, Sez. I, 25 luglio 2001 n. 4278). Al riguardo, si rammenta che la richiesta di convocazione è pervenuta al protocollo dell'Ente in data 26 marzo 2009»;

in data 18 agosto 2009, la Prefettura sollecitava il Presidente del Consiglio comunale a convocare il Consiglio così come richiesto dal Gruppo del PD il 1° marzo 2009 e «in caso di inadempimento il Prefetto avrebbe provveduto secondo quanto previsto dal comma 5 del citato articolo 39»;

in data 20 agosto 2009 la geologa dottoressa Agnelli rimetteva al Comune di Atessa la relazione richiesta nella quale sosteneva che le scarpate esistenti nel versante sud di colle San Cristoforo sono di origine antropica e, comunque, non rientrano tra quelle di cui all'allegato F;

in data 25 agosto 2009 il Presidente del Consiglio comunale comunicava al Prefetto che il Consiglio «non può essere ancora convocato per deliberare la proposta in oggetto della richiesta in quanto l'istruttoria della predetta proposta è ad oggi in corso»;

il Presidente del Gruppo del PD il giorno 24 settembre 2009 veniva sentito dai carabinieri del comando di Atessa in merito alla mancata convocazione del Consiglio comunale;

considerato che:

nonostante continue sollecitazioni, a tutt'oggi, dopo oltre sei mesi dalla prima richiesta di convocazione, il Consiglio comunale di Atessa non è stato ancora convocato;

l'art. 39, comma 2, del Testo unico delle norme riguardanti gli enti locali di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000 stabilisce che: «Il presidente del consiglio comunale o provinciale è tenuto a riunire il Consiglio, in un termine non superiore ai venti giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri, o il sindaco (...) inserendo all'ordine del giorno le questioni richieste» e il comma 5 dello stesso articolo recita testualmente: «In caso di inosservanza degli obblighi di convocazione del consiglio, previa diffida, provvede il prefetto»;

inoltre l'articolo 24, comma 1, del regolamento del Consiglio comunale di Atessa stabilisce che « il Presidente del Consiglio comunale è tenuto a riunire il Consiglio comunale in un termine non superiore a 20 giorni quando lo richieda almeno un quinto dei consiglieri in carica, inserendo all'ordine del giorno gli argomenti dagli stessi richiesti»,

si chiede di sapere:

se le strutture del Ministero dell'interno preposte al controllo della regolarità e delle attività degli enti locali siano già a conoscenza di quanto esposto ovvero se si intenda attivare la procedura di verifica e di controllo, prevista dalla legge, sugli organi del Comune di Atessa in ordine alla mancata convocazione del Consiglio comunale da parte del Presidente del Consiglio stesso;

se sia lecito e legale che il Presidente del Consiglio comunale di Atessa (Chieti) entri nel merito dell'oggetto della richiesta di convocazione del Consiglio e, a sua discrezione, decida di dar seguito o meno alla richiesta stessa;

se non si ritenga opportuno attivare tutte le iniziative di competenza al fine di consentire l'immediata convocazione del Consiglio comunale di Atessa;

se non si intenda accertare il motivo per cui la Giunta municipale Atessa e il dirigente del Settore urbanistico dello stesso Comune, pur avendo a disposizione tre relazioni geologiche, una fatta redigere dalla stessa Giunta e due dal Gruppo di minoranza, hanno ritenuto necessario incaricare un quarto geologo;

se non si intenda accertare se anche il secondo tecnico incaricato nella persona della dottoressa Agnelli abbia interesse ai fini della realizzazione dell'opera nell'area del colle San Cristoforo, come è risultato essere interessato il geologo Nicola Tulio;

se non si intenda accertare se vi siano ragioni tali da far ritenere che la dottoressa Agnelli, professionista operante a L'Aquila, si ponga eventualmente in una situazione di conflitto di interessi in relazione ai suoi rapporti con i tecnici dell'Autorità di bacino che dovranno accertare e decidere se le scarpate esistenti su colle San Cristoforo siano o meno di origine antropica;

se non si intenda accertare se le lungaggini del Presidente del Consiglio comunale, della Giunta e del tecnico interessato siano finalizzate a fare in modo che possano iniziare i lavori dell'opera che in quell'area si intende realizzare e, quindi, mettere il Gruppo del PD e i cittadini di fronte al fatto compiuto.

(4-02214)

DE TONI, BELISARIO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

in data 5 novembre 2009 alle ore 7.44 un treno sulla tratta ferroviaria Brescia-Edolo-Iseo con a bordo circa 130 passeggeri proveniente da Edolo e diretto a Brescia impattava contro un locomotore merci a Vello di Morone, in provincia di Brescia;

l'incidente ferroviario ha causato ben 11 feriti. La causa dell'accaduto sembra potersi ravvisare nel transito sul binario unico di un locomotore merci, probabilmente in movimento;

l'incidente occorso è solo l'ultimo di una lunga serie di drammatici incidenti che sembrano essere in progressivo aumento. Nell'anno 2009, nell'arco di sei mesi, si sono verificati circa sei deragliamenti: il primo il 19 maggio 2009 a Sesto Calende (Varese), il secondo il 6 giugno 2009 sulla linea Genova-Pisa, fra Migliarino e Pisa San Rossone, il terzo, il 21 giugno, a Pisa, il quarto il 22 giugno a Vaiano, nel tratto Prato-Bologna, il quinto il 29 maggio a Viareggio ed il 5 novembre, l'ultimo, a Vello di Morone, Brescia;

il servizio ferroviario sembra mostrarsi quale un "giano bifronte", da una parte mettendo a disposizione dell'utenza una decina di avveniristici treni dell'Alta Velocità e dall'altro migliaia di treni ove i pendolari viaggiano lenti ed in condizioni critiche;

considerato che:

la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, all'articolo II-105 del Titolo V, garantisce la libertà di circolazione nel territorio degli Stati membri e la Costituzione italiana all'articolo 16 riconosce il diritto alla libertà di circolazione. È onere dello Stato garantire l'effettivo esplicarsi del diritto alla mobilità locale, strumento imprescindibile di coesione sociale e sviluppo economico del Paese;

un sistema di mobilità pubblica moderna ed efficiente potrebbe costituire lo strumento attraverso il quale sciogliere i "nodi gordiani" dello sviluppo sostenibile, delle strategie di crescita economica e del progresso sociale, garantendo migliori condizioni di tutela della salute dei cittadini nell'ottica e nel rispetto degli accordi del protocollo di Kyoto, dal momento che il trasporto su rotaia produce infatti il 92 per cento in meno di anidride carbonica rispetto alle automobili e l'88 per cento in meno rispetto al trasporto aereo;

un servizio di trasporto pubblico su rotaia efficace ed efficiente potrebbe costituire un volano insostituibile per promuovere modelli di sviluppo delle comunità locali decentrate. La mancanza di infrastrutture varie capaci di supportare le necessità dei pendolari rappresenta infatti anche un elemento di disgregazione che rischia di compromettere l'equilibrio, le opportunità di crescita e lo sviluppo socio-economico di moltissime realtà di piccole o medie dimensioni: centri che testimoniano e valorizzano la varietà di ricchezze culturali, ambientali e territoriali del nostro Paese;

la normativa italiana in tema di circolazione ferroviaria si inserisce nella più ampia disciplina europea. Purtuttavia, l'Italia non ha ancora recepito la direttiva europea 2008/110/CE, che modifica la direttiva 2004/49/CE relativa alla sicurezza delle ferrovie comunitarie, che stabilisce che per ogni veicolo debba essere nominato un responsabile, iscritto in un registro nazionale;

il settore della mobilità ha un ruolo strategico nella crescita sostenibile di un Paese sotto il profilo socio-economico ed ambientale. La questione della sicurezza legata alla mobilità dovrebbe essere quindi considerata come un'opportunità di crescita tecnologica, industriale ed economica; in Italia, invece, si riduce ad un problema di costi;

all'uopo, preme, inoltre, far rilevare che il 26 giugno 2008 la Commissione europea ha inviato all'Italia una lettera di messa in mora per la non corretta trasposizione delle direttive 91/440/CEE sullo sviluppo delle ferrovie comunitarie e 2001/14/CE sulla ripartizione della capacità di infrastruttura ferroviaria, sull'imposizione dei diritti per l'utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria e sulla certificazione di sicurezza. I rilievi formulati dalla Commissione riguardano, tra l'altro, i seguenti aspetti: la non corretta trasposizione dell'articolo 4 della direttiva 2001/14/CE, conformemente al quale le funzioni indicate nell'allegato II alla direttiva 91/440/CEE devono essere svolte da enti o società che non prestano servizi di trasporto ferroviario. A tale proposito la Commissione ha rilevato che in Italia diverse funzioni essenziali sono affidate alla società di gestione dell'infrastruttura Rete ferroviaria italiana SpA (RFI), che fa parte del gruppo Ferrovie dello Stato. La Commissione ha, inoltre, denunciato la non corretta trasposizione dell'articolo 30 della direttiva 2001/14/CE, in base al quale l'organismo di regolamentazione è indipendente dai gestori dell'infrastruttura, dagli organismi preposti alla determinazione dei diritti e da quelli preposti all'assegnazione, nonché dai richiedenti, giacché il Ministero delle infrastrutture e trasporti in veste di autorità di regolamentazione non è indipendente dalla società di gestione delle infrastrutture;

il Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2008-2011 (DPEF), Allegato infrastrutture, attribuisce al settore della mobilità un ruolo strategico nella messa a punto di un modello di crescita sostenibile sotto il profilo ambientale, sociale e finanziario. Tuttavia, alla luce della legge finanziaria per il 2009 e dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e trasporti per il 2011 sembra che il Governo si sia mosso in senso contrario a quanto previsto nel DPEF 2008-2010;

all'uopo, infatti, con la legge finanziaria per il 2009 si è disposta una riduzione del 32,5 per cento delle risorse previste per le Ferrovie dello Stato, stanziando da 3.500 a 2.363 milioni di euro. Con l'articolo 25 del decreto-legge n. 185 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 2 del 2009, è stato istituto un fondo per gli investimenti del gruppo Ferrovie dello Stato con una dotazione pari a 960 milioni di euro per il 2009 ed è stata autorizzata contestualmente una spesa pari a 480 milioni per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011. La suddetta strategia di potenziamento del trasporto ferroviario, tuttavia, non può considerarsi sufficiente;

inoltre, nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e trasporti per l'anno finanziario 2010, non solo non si provvede a potenziare il sistema ferroviario ma si riducono persino gli stanziamenti per lo sviluppo e la sicurezza del trasporto ferroviario. All'uopo, infatti, nell'ambito della Missione 1 Infrastrutture pubbliche e logistiche, Programma 1.4. Sistemi ferroviari, Unità previsionale di base Investimenti, si prevede una variazione negativa nella competenza, rispetto al dato assestato 2009, di 21.501.005 euro ed alla Missione 2 Diritto alla mobilità, al Programma 2.5. Sviluppo e sicurezza del trasporto ferroviario, Unità previsionale di base "Somme destinate a garantire la sicurezza del sistema ferroviario nazionale da attribuire all'agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie" si prevede una variazione negativa nella cassa, rispetto al dato assestato 2009, di ben 8.900.000 di euro;

come si può evincere da un documento dell'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria (ANSF) risulta che i controlli e le ispezioni effettuate dall'ente per garantire la sicurezza del trasporto su rotaie espletati nel periodo giugno 2008-giugno 2009, sono stati solo 51, numero assolutamente insufficiente a prevenire gli incidenti che sembrano verificarsi ormai con cadenza mensile;

tali problemi coinvolgono in modo evidente la realtà delle ferrovie regionali e locali, che servono 5.000 comuni per un totale di 5 miliardi di viaggiatori all'anno e che, con 12.000 addetti, vantano 3.651 chilometri di linea e 160 milioni di cittadini trasportati, con grave detrimento per la sicurezza e l'incolumità pubblica,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non voglia avviare un'indagine e prendere immediati provvedimenti al fine di garantire la sicurezza per i lavoratori e la pubblica incolumità per i cittadini e se non intenda sollecitare l'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria a predisporre gli opportuni controlli allo scopo di verificare la presenza di eventuali anomalie;

quali iniziative il Governo intenda porre in essere al fine di garantire in Italia l'effettivo esplicarsi del diritto alla mobilità, sub species tramite rete ferroviaria, in piena sicurezza ed attenuando la discrasia, ad oggi esistente, tra il servizio ad Alta Velocità ed i treni Intercity ed interregionali;

se non ritenga opportuno promuovere azioni di competenza al fine di reintegrare i fondi destinati a finanziare gli investimenti per lo sviluppo e l'ammodernamento delle infrastrutture ferroviarie ed il ripristino del contributo per realizzare interventi volti all'ammodernamento tecnologico dei sistemi di sicurezza, sia quelli dell'infrastruttura ferroviaria che quelli installati a bordo dei materiali rotabili, finalizzati al conseguimento di un maggior livello della sicurezza della circolazione;

se, infine, non ritenga di assumere iniziative in ambito nazionale nonché in sede comunitaria per incrementare il livello dei controlli e della sicurezza nel trasporto ferroviario di merci e di persone.

(4-02215)

PETERLINI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del lavoro, della salute e delle politiche sociali, della difesa, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

in molte parti d'Italia (Umbria, Abruzzo, Campania, Toscana, Veneto, Sicilia, Sardegna e Marche), da alcuni anni sono state rilevate scie chimiche (chemtrails), rilasciate da aerei non meglio identificati;

diversamente dagli aerei civili, i quali su rotte predeterminate rilasciano scie di condensazione a dispersione quasi immediata, le scie chimiche riscontrate sono di natura gelatinosa e vengono nebulizzate da aerei che volano a bassa quota e sono irrorate nell'aria attraverso sistemi di supporto ben visibili ad occhio nudo;

da denunce di cittadini - alcune dirette anche all'autorità giudiziaria - e da servizi della stampa locale, sembra che da tali scie chimiche derivino conseguenze disastrose sulla salute dei cittadini, stante, per esempio, l'alto numero di tumori rilevati nelle zone maggiormente sorvolate da tali aerei;

il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), nel 2005, ha rilevato, nelle analisi effettuate su campioni di pioggia coincidente con il rilascio di scie chimiche, una concentrazione al di sopra della norma di sostanze chimiche come quarzo, ossido di titanio, alluminio, idrossido di bario, ritenute pericolose per la salute in quanto cancerogene;

da precedenti interrogazioni fatte ai dicasteri competenti, non sono mai arrivate risposte chiare, convincenti ed esaustive, sì da rafforzare il convincimento che si tratti di fenomeni pericolosi da tenere nascosti;

sia nella XV Legislatura che nella XVI, nei due rami del Parlamento, sono state presentate interrogazioni con contenuto analogo ma esse non hanno ricevuto risposta;

solo in data 16 dicembre 2008 il Ministro della difesa nella risposta alla interrogazione n. 4-01193 (pubblicata il 15 gennaio 2009) con la quale si chiedevano informazioni relative alla presenza nel territorio delle provincie di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini di formazioni nuvolose anomale rilasciate da aerei militari affermava che «le indagini svolte hanno consentito di escludere il coinvolgimento degli aeromobili dell'Aeronautica militare nella generazione o emissione di scie differenti da quelle normalmente dovute alla condensazione del vapore acqueo. L'Aeronautica militare, inoltre, non ha in dotazione aeromobili adibiti allo spargimento di sostanze chimiche, né si hanno evidenze relative ad aeromobili militari che, operando a bassa quota sul territorio italiano, abbiano disperso o irrorato sostanze chimiche». Nella stessa risposta il Ministro sottolineava che l'Aeronautica militare non ha sottoscritto alcun accordo con gli Stati Uniti sulla specifica problematica;

considerato che è necessario, a giudizio dell'interrogante, fornire ai cittadini, fortemente preoccupati dalla crescente presenza di scie anomale, un'adeguata e documentata informazione affinché sia data loro ogni forma di assicurazione sulla tutela della salute,

si chiede di sapere:

quali ricerche scientifiche siano state effettuate, quali indagini siano state svolte e quali elementi siano stati raccolti sull'insieme dei voli, militari e non, effettuati nello spazio aereo nazionale da qualunque soggetto, che abbiano avuto come effetto il rilascio di scie chimiche;

se il Governo non ritenga opportuno monitorare e registrare i tempi, i luoghi e le modalità entro cui nello spazio aereo nazionale si formano scie chimiche in modo di realizzare una banca dati utile a definirne la natura e le eventuali conseguenze sulla salute, il clima e l'ambiente;

se l'Aeronautica militare o altri soggetti pubblici siano coinvolti e con quali compiti nel progetto di cooperazione Italia/Stati Uniti su scienza e tecnologia dei cambiamenti climatici.

(4-02216)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione


A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:

4 a Commissione permanente (Difesa):

3-01025, dei senatori Cantoni ed altri, sulla sicurezza di una nave italiana da pesca nelle acque dell'oceano Indiano.