Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 261 del 05/12/2007

SILVESTRI (IU-Verdi-Com). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

SILVESTRI (IU-Verdi-Com). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, nel dichiarare il nostro voto contrario su questo emendamento, vorrei fare alcuneriflessioni in riferimento al decreto-legge in discussione. Purtroppo è sbagliata la genesi di questo provvedimento, varato sull'onda di un grave delitto e in termini emergenziali (colpevolmente emergenziali), tra l'altro con un avvio che sapeva di razzismo e di intolleranza, quando abbiamo visto ruspe con telecamere al seguito evidenziare al popolo italiano dov'era il problema della sicurezza e dove si trovavano i colpevoli.

In questo caso mi è d'obbligo ricordare (non lo si fa mai, ma credo lo si debba fare) il famoso triangolo marrone. Pochi lo sanno, ma il triangolo marrone era quello che, nei campi di sterminio, veniva attribuito alla popolazione rom, una popolazione che ha avuto, a seconda delle varie fonti, fino a 800.000 morti. Lo dico non per retorica e anche per un'autocritica della nostra coalizione e di chi (mi rivolgo specialmente al sindaco di Roma) senza attenzione ha voluto lanciare una certa campagna, di cui si è immediatamente pentito, ovviamente, perché quando si scopre un vaso e non si sta sulla razionalità e sulla serietà delle cose, poi c'è il rischio, contro la propria volontà, di additare colpevoli, quando la situazione mi pare ben diversa. Come fatto anche dal collega, anch'io voglio ricordare che comunque l'assassino è stato subito preso anche per la piena collaborazione di una persona della stessa comunità.

Veniamo al dunque. Credo che in parte la discussione sia alterata dal non tener conto che comunque le direttive europee, piacciano o non piacciano, non sono fatte per il restringimento. Le norme europee e l'Unione Europea che abbiamo costruito hanno come presupposto il garantire, ripeto, garantire a tutte le popolazioni interne all'Unione Europea la libera possibilità di viaggiare, di visitare e di abitare in qualsiasi Paese che ne faccia parte. Credo che questa sia stata una grande vittoria e l'Italia ha dei grandi meriti; con l'allargamento dell'Europa, Prodi ha avuto anche il merito di costruire la pace. Il tentativo di ribaltare il problema, di restringere cioè la libera circolazione per impedire a persone non extracomunitarie - sono contrario anche ad impedirlo a loro - ma comunitarie, che ne hanno tutti i diritti, mi sembra davvero al di fuori dell'Europa ma anche al di fuori del senso comune. Oltretutto, ciò è aggravato dal fatto che le stesse popolazioni, che non vogliamo qua, le vogliamo nei loro Paesi per sfruttare i lavoratori, grazie alle nostre aziende ivi presenti, pagati un decimo di quanto lo sarebbero in Italia, facendo molto comodo al mercato l'inesistenza delle barriere doganali perchè su quello ci si guadagna ed ovviamente, come diceva Vespasiano al figlio Tito in riferimento ai soldi guadagnati sulla piscia, la moneta non puzza.

Veniamo al decreto. Questa genesi ha portato ad alcuni infingimenti. Ma diamo atto al Governo che gli emendamenti proposti, su cui ha espresso parere favorevole, correggono il tiro rispetto a un decreto emergenziale, discriminante per etnie o per Paesi e teso a togliere, invece di allargare, i diritti acquisiti e garantiti dall'Unione Europea.

Nel dire no a questo emendamento dell'opposizione come a tutti gli altri, vorrei chiedere al Governo di fare più attenzione, innanzitutto perché non bisogna fare leggi sull'onda emotiva. Questo tra l'altro - lo dico en passant - mi fa anche essere favorevole al bicameralismo e alla doppia lettura nel pericolo di finire per avere leggi dettate dalle prime pagine dei giornali e dalle interviste in televisione. Specie su temi che attengono alla libertà, alla circolazione, alla cultura e alla costruzione di una cittadinanza europea, si deve, secondo me, sempre stare all'interno della rigorosa normativa europea e della costruzione di una cittadinanza che ci deve vedere, comunque non come estranei ma persone gradite sul nostro territorio e che con il nostro territorio costruiscono l'Europa unita.

Raccomando ciò al Governo e di evitare, specie su questi settori, decreti emergenziali perché la fretta costruisce brutte cose. Ma raccomando a tutti i nostri opinion leader, alla maggioranza, anche a sindaci di grandi città di fare davvero attenzione: una telecamera può portare ad un consenso immediato e ad una visualizzazione del problema in termini forti. Però, chi lavora seriamente su questi problemi sa che non sono le ruspe a risolverli e che dobbiamo fare attenzione al fatto che ciò che pensiamo di poter fare ad altri all'interno dell'Unione Europea potrebbe essere reclamato da altri Stati in riferimento ai nostri cittadini. (Applausi dai Gruppi IU-Verdi-Com, PD-Ulivo e RC-SE e del senatore Turigliatto).