Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 261 del 05/12/2007
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D'ONOFRIO (UDC). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi, però, vorrei poter fare il punto sulla questione in discussione.
D'ONOFRIO (UDC). Signor Presidente, mi auguro che il mio intervento possa concludere la discussione sull'ordine dei lavori. Tutti gli interventi precedenti, in particolare quello del collega D'Ambrosio, pongono in evidenza una questione procedurale fondamentale. Non siamo in grado di votare nessuna norma di questo strano decreto-legge. Lo reputo strano perché in Commissione giustizia abbiamo ragionevolmente cercato di capirne il senso senza essere in grado di trovare una risposta adeguata.
Non saremo in grado di votare nessuna norma di questo strano decreto-legge senza sapere se le persone che si intende estromettere, escludere, accantonare, allontanare o espellere (si usi pure il termine preferito) siano o non siano rinchiudibili in qualche luogo in attesa dell'espulsione. In base alla legge vigente quei luoghi esistono e si chiamano Centri di permanenza temporanea. Siccome in Commissione giustizia abbiamo compreso essere questo il punto decisivo di tutto il decreto-legge, vorremmo capire se tale questione debba essere votata, come da noi richiesto, prima di qualunque altro emendamento.
Poi il Governo ci dica (se lo vuol dire), non ci dica (se non lo vuol dire), ma dobbiamo sapere, prima di votare qualunque cosa, se queste persone sono o no trattenibili in qualche posto chiamato CPT. Tale è la questione che pongo con un intervento sull'ordine dei lavori: prima di qualunque altro emendamento occorre sapere questo.
Questo è il problema posto e mi auguro che il presidente del Senato, anche alla luce della discussione, si renda conto del fatto che non si può procedere a nessun'altra votazione se prima non si sa onestamente se le persone possano o no essere rinchiuse. Si tratta di un problema preliminare.