Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 261 del 05/12/2007

PRESIDENTE. Riprende l'esame dell'articolo 1 del disegno di legge, avvertendo che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire. Passa pertanto alla votazione degli emendamenti all'articolo 1 del decreto-legge.

 

PALMA (FI). Chiede alla Presidenza di comunicare anticipatamente se l'eventuale approvazione dell'emendamento 1.27 comporti la preclusione dell'emendamento governativo 1.300 ovvero si tratti più verosimilmente di proposte modificative complementari. Rinnova al Governo la richiesta di precisare immediatamente quali siano le strutture destinate per legge alla permanenza di soggetti colpiti da provvedimento di allontanamento per motivi imperativi di pubblica sicurezza, che sono menzionate dall'emendamento 1.305. (Applausi dal Gruppo FI).

 

PRESIDENTE. Dall'eventuale approvazione dell'emendamento 1.27 non consegue la preclusione dell'emendamento 1.300.

 

MANTOVANO (AN). Condivide la richiesta di chiarimenti del collega Palma e ritiene che la risposta del Governo sia essenziale per la valutazione degli emendamenti in esame e per motivi di chiarezza politica. Si tratta di capire se i luoghi in cui i cittadini comunitari possono essere trattenuti per l'identificazione siano i centri di permanenza temporanea o altre strutture di detenzione.

 

D'AMBROSIO (PD-Ulivo). E' rimasto colpito dal dibattito svoltosi ieri sulla residenza che sembrava ignorare leggi vigenti e rimuovere l'esistenza dell'Unione europea. Il provvedimento, adottato frettolosamente a seguito di un crimine efferato, rischia di avallare discriminazioni razziali a danno di rom e rumeni e di restringere pesantemente la libertà personale attraverso la previsione dell'allontanamento per generici motivi di sicurezza. In realtà i problemi relativi alla criminalità non dipendono dall'allargamento dell'Unione europea bensì dalla lunghezza dei processi e dalla mancata espiazione della pena. Per approfondire tali considerazioni, propone di sospendere l'esame del provvedimento e deferirne l'esame alla Commissione giustizia, il cui parere è stato disatteso. (Applausi dai Gruppi PD-Ulivo, SDSE e IU-Verdi-Com).

 

PIROVANO (LNP). Rinnova la richiesta di chiarimenti al Governo sulle strutture in cui il questore può disporre il trattenimento del cittadino comunitario da allontanare, in particolare se tale trattenimento possa avvenire anche nei centri di permanenza temporanei o se non vi sia invece la volontà di cancellarli.

 

D'ONOFRIO (UDC). Il chiarimento da parte del Governo in ordine alla strutture in cui trattenere il cittadino comunitario in attesa dell'allontanamento deve precedere l'inizio delle votazioni degli emendamenti in quanto l'esistenza o meno dei centri di permanenza temporanea è una questione focale del decreto-legge dalla quale dipende per gran parte la posizione di ciascuna forza politica sulla normativa.

 

PRESIDENTE. Le numerose richieste di chiarimenti avanzate dai senatori rendono necessario un intervento del Governo da fornire in tempi ragionevoli.

 

BRUTTI Massimo (PD-Ulivo). Il Testo unico sulla disciplina dell'immigrazione, richiamato nella norma in materia di allontanamento di cittadino comunitario sottoposto a procedimento penale, prevede espressamente il trattenimento nei centri di permanenza temporanea o in altre sedi, quali ad esempio le camere di sicurezza, a seconda del tempo necessario per la definizione delle procedure.

 

CALDEROLI (LNP). L'ambigua formulazione dell'emendamento 1.305 è frutto di una mediazione intervenuta all'interno della maggioranza in ordine all'opportunità o meno di sopprimere i centri di permanenza temporanea. Se infatti il Governo intendesse applicare la normativa vigente, l'emendamento 1.305 non avrebbe ragione di esistere. Propone pertanto una sospensione della seduta di mezz'ora per dare modo di chiarire la questione. (Applausi dal Gruppo LNP).

 

PRESIDENTE. I lavori sono già in fase avanzata e la sospensione non sembra, allo stato, opportuna.

 

LUCIDI, sottosegretario di Stato per l'interno. Precisando che la normativa presentata dal Governo e le posizioni assunte nel corso dell'iter parlamentare sono ispirate all'intento di dare applicazione alla direttiva europea, che riguarda tutti i cittadini comunitari che hanno il diritto di circolare liberamente spazio europeo, sottolinea che la norma in materia di allontanamento delle persone sottoposte a procedimento penale rinvia alla procedura delle espulsioni di cui al Testo unico della disciplina dell'immigrazione, dove si fa preciso riferimento alla misura del trattenimento nei centri di permanenza temporanea. Peraltro, a tale ultimo riguardo la posizione del Governo è chiara, come risulta nel disegno di legge Amato-Ferrero, in discussione alla Camera. La formulazione dell'emendamento 1.305 è tale da lasciare al questore la valutazione circa le strutture destinate per legge alla permanenza temporanea in modo che sia modulata in relazione alla prevedibile durata di tale trattenimento.

 

PALMA (FI). La questione sospensiva proposta dal senatore D'Ambrosio è inammissibile, ai sensi dell'articolo 93, comma 7, del Regolamento. Il Governo sta utilizzando una sorta di tattica ostruzionistica tentando di evitare il chiarimento richiesto.

 

CALDEROLI (LNP). Con riguardo ai CPT il Governo non può rinviare alla posizione di cui al disegno di legge Amato-Ferrero, che lascia presagire uno stemperamento del carattere afflittivo della struttura, anche perché si tratta di una mera proposta di legge passibile di modifiche in sede parlamentare. Il Governo deve esplicitare chiaramente il suo intendimento in ordine all'eventuale soppressione dei centri di permanenza temporanea. (Applausi dai Gruppi LNP e FI).

 

PRESIDENTE. Il Governo ha fornito una risposta, che può ritenersi più o meno soddisfacente.

 

MANNINO (UDC). Trattandosi di procedure che limitano la libertà personale, la materia non può essere riservata alla discrezionalità e pertanto il Governo ha il dovere di esplicitare quali siano le sedi deputate al trattenimento del cittadino comunitario da allontanare. (Applausi dai Gruppi AN e FI).

 

CASTELLI (LNP). Avanza un questione sospensiva al fine di consentire una breve discussione della questione in sede di Commissione onde chiarire la posizione reticente del Governo.

 

PRESIDENTE. Il Regolamento non ammette la presentazione di una questione sospensiva nell'attuale fase e pertanto la Presidenza può eventualmente accedere alla richiesta di una breve sospensione.

 

BOCCIA Antonio (PD-Ulivo). In ragione dell'assenza di un relatore, invita il Presidente della 1ª Commissione a pronunciarsi sulla proposta del senatore Calderoli, posto che sarebbe opportuno procedere alla sospensione della seduta solo nel caso in cui ciò possa effettivamente avere una qualche utilità pratica.

 

PRESIDENTE. Valutate le circostanze, accoglie la proposta del senatore Calderoli e sospende la seduta per 30 minuti.

 

La seduta, sospesa alle ore 10,32, è ripresa alle ore 11,07.

 

PRESIDENTE. Riprende la seduta.

 

BIANCO (PD-Ulivo). Rileva l'opportunità di procedere alla sospensione della seduta e di convocare la 1ª Commissione permanente affinché il Governo possa acquisire il parere di tutti i Gruppi sulla questione, così come richiesto dal sottosegretario Lucidi.

 

CALDEROLI (LNP). Propone di proseguire i lavori dato che con ogni probabilità si arriverà all'esame dell'emendamento 1.305 solo nel corso della seduta pomeridiana e il Governo avrò pertanto l'opportunità di acquisire l'orientamento di tutti i Gruppi durante l'intervallo dei lavori. Preannuncia inoltre il proprio sostegno all'emendamento governativo qualora vengano in esso formalizzati gli intendimenti poc'anzi illustrati dal Sottosegretario. (Applausi dal Gruppo LNP).

 

PASTORE (FI). Nell'esprimere contrarietà alla proposta di sospensione della seduta, invita il Governo a chiarire in tempi rapidi il contenuto dell'emendamento, il quale è fumoso e si presta a letture diverse e contrastanti. Dichiara inoltre che sosterrà l'emendamento nel caso in cui venga reso esplicito il riferimento alle celle di sicurezza dei presidi di polizia.

 

SALVI (SDSE). Invita il Presidente ad assumere una decisione conformemente alle indicazioni del senatore Bianco, così da consentire alla Commissione di compiere un esame più attento della questione. (Applausi dai Gruppi SDSE e IU-Verdi-Com).

 

MANTOVANO (AN). Si rimette alla decisione del Presidente in ordine allo svolgimento dei lavori, rimarcando però l'esigenza che il testo dell'emendamento venga riscritto in tempi rapidi. Qualora la formulazione definitiva dovesse essere quella anticipata dal sottosegretario Lucidi, si porrebbero infatti dei problemi di copertura finanziaria.

 

MAFFIOLI (UDC). Dichiara di condividere la proposta del senatore Calderoni di proseguire con l'esame degli emendamenti.

 

STORACE (Misto-LD). Dal momento che i lavori in Commissione non sono stati portati a compimento e si sono chiusi senza il conferimento di un mandato, l'unico luogo ora deputato all'assunzione di decisioni è l'Aula.

 

RUSSO SPENA (RC-SE). Condivide la proposta del senatore Bianco, volta a consentire un approfondimento dell'esame del testo e il completamento di un confronto che non si è potuto svolgere in Commissione nei giorni scorsi.

 

TIBALDI (IU-Verdi-Com). Conviene sulla proposta di sospensione dei lavori ritenendo utile un più approfondito esame in Commissione.

 

CASTELLI (LNP). Nell'esprimere contrarietà alla proposta del senatore Bianco, condanna il comportamento del Governo, il quale ha presentato un emendamento che non è però in grado di chiarire e che ha formulato in modo volutamente fumoso per superare problemi di natura politica. Stigmatizza inoltre l'immobilismo del Governo in materia di sicurezza, elogiando l'attività di alcuni sindaci, come quello del comune di Cittadella, presente in tribuna, che si assumono responsabilità facendosi promotori di iniziative a tutela dei cittadini. (Prolungati applausi dai Gruppi LNP, FI, AN, UDC e DCA-PRI-MPA. L'ospite presente in tribuna rivolge cenni di saluto e ringraziamento. Proteste dal Gruppo RC-SE. L'ospite viene accompagnato fuori dalle tribune).

 

MANZIONE (Misto). Richiama tutte le forze politiche ad evitare, in una materia così importante come quella della sicurezza pubblica, inutili strumentalizzazioni e fastidiose provocazioni, soprattutto all'interno delle Aule parlamentari. Stante la delicatezza del tema trattato, conviene sulla proposta di sospensione dei lavori, rilevando che il percorso del provvedimento è stato assai minato in quanto il Governo è intervenuto nella materia sull'onda dell'emotività suscitata da un evento criminoso e sulla spinta di fattori esterni che ne hanno condizionato l'operato. È stata inoltre opinabile la scelta dell'assegnazione del provvedimento alla sola 1ª Commissione, non investendo anche la competenza della Commissione giustizia.

 

LUCIDI, sottosegretario di Stato per l'interno. Si associa alla richiesta di sospensione dei lavori, tanto più utile in quanto vi è la volontà da parte di tutti i Gruppi di portare a compimento l'iter di conversione del decreto-legge.

 

DIVINA (LNP). Il comportamento del Governo è irragionevole e il sottosegretario Lucidi con le sue dichiarazioni ha di fatto negato la sussistenza dei presupposti di urgenza del decreto-legge in quanto esso non sarà applicabile fino all'approvazione del disegno di legge Amato-Ferrero. Riporta inoltre una notizia pubblicata da un'agenzia di stampa, secondo la quale il ministro Mastella avrebbe dichiarato di voler far decadere il decreto-legge in esame. (Applausi dai Gruppi LNP e FI).

 

PRESIDENTE. La proposta di sospensione della seduta è ragionevole, posto che ci sono problemi aperti, che la Commissione non ha terminato i propri lavori e che il Governo è favorevole ad un confronto aperto con tutti i Gruppi.

 

SCHIFANI (FI). È contrario ad un'ulteriore sospensione dei lavori, che impedirebbe di tener fede all'impegno di votare entro la giornata odierna il disegno di legge. Visto che i chiarimenti tecnici che si ritengono necessari potranno svolgersi utilmente nell'intervallo tra le sedute antimeridiana e pomeridiana, si può legittimamente pensare che le reali motivazioni sottese alla richiesta di sospensione siano legate alle difficoltà numeriche della maggioranza, che spiegherebbero anche come mai non si sia proceduto ancora ad effettuare alcuna votazione nella presente seduta. (Applausi dal Gruppo FI).

 

PRESIDENTE. La discussione si è protratta a lungo a causa delle ripetute richieste di intervento dei parlamentari di opposizione. (Applausi dal Gruppo PD-Ulivo, RC-SE, IU-Verdi-Com).

 

CASTELLI (LNP). Il ministro Mastella ha il dovere di chiarire in Aula le dichiarazioni da poco rilasciate alle agenzie stampa, così come il ministro Amato dovrebbe essere presente per interloquire direttamente in Aula su una materia di indubbia rilevanza per il Paese. (Applausi dal Gruppo LNP).

 

SALVI (SDSE). Intervenendo a favore della richiesta di sospensione chiede al Presidente di metterla immediatamente in votazione senza concedere la parola per ulteriori interventi, conformemente alle prescrizioni regolamentari.

 

Con votazione elettronica senza registrazione dei nomi, il Senato respinge la proposta di sospensione avanzata dal senatore Bianco. (Applausi dai Gruppi FI e LNP).

 

PALMA (FI). Chiede la votazione per parti separate dei singoli commi proposti dall'emendamento 1.27, che è perfettamente coerente con la direttiva europea, e di modificare il comma 02, sopprimendo le parole «dell'ordine pubblico». (Applausi dal Gruppo FI).

 

BRUTTI Massimo (PD-Ulivo). È corretto porsi il problema di stabilire con certezza la data di ingresso del cittadino comunitario nel territorio nazionale. La soluzione prevista in merito dall'emendamento 1.300 presentato dal Governo è però certamente la più adeguata, prevedendo per il cittadino europeo l'onere di presentarsi presso un ufficio di polizia per dichiarare la propria presenza sul territorio nazionale e, qualora ciò non avvenga, la presunzione, salvo prova contraria, che il soggiorno si sia protratto da più di tre mesi. L'emendamento 1.27 (testo 2) prevede invece un vero e proprio obbligo di segnalare la presenza, per ragioni di tutela dell'ordine pubblico e della pubblica sicurezza, il cui mancato adempimento crea un limite al diritto di soggiorno e di libera circolazione proprio dell'ordinamento europeo; una procedura che tutti coloro che hanno a cuore il processo di integrazione comunitaria dovrebbero ritenere intollerabile.

 

BOCCIA Maria Luisa (RC-SE). La direttiva europea consente ad uno Stato di accertare le condizioni che legittimano la presenza di un cittadino comunitario nel territorio nazionale e di conoscere con certezza la data del suo arrivo, ma non consente di assumere la mancata segnalazione della propria presenza come una violazione di un obbligo sostenuto da ragioni di tutela dell'ordine pubblico o di pubblica sicurezza. Se venisse stabilito ciò, come richiesto dall'emendamento 1.27 (testo 2), non solo si voterebbe un provvedimento che tutela la sicurezza pubblica senza un adeguato rispetto dei diritti della persona sanciti dalla Carta costituzionale e dall'ordinamento europeo, ma l'Italia rischierebbe seriamente un procedimento di infrazione comunitaria a suo carico. (Applausi dal Gruppo RC-SE).

 

SINISI (PD-Ulivo). Chiede di ritirare l'emendamento 1.27 (testo 2) e di far convergere il voto dei Gruppi di opposizione sugli emendamenti presentati dal Governo, dal momento che il contenuto dei commi 01 e 04 proposti dall'emendamento in esame sono di fatto recepiti nell'emendamento 1.302 e che la soluzione prevista dall'emendamento 1.300, oltre ad essere più coerente con la normativa comunitaria, appare anche più certa ed efficace.

 

LUCIDI, sottosegretario di Stato per l'interno. Il Governo ha offerto la disponibilità ad accogliere il contenuto dei commi 01 e 04 proposti dall'emendamento 1.27 (testo 2), che subordinano il diritto ad una permanenza sul territorio italiano superiore a tre mesi alla presenza di risorse economiche sufficienti e derivanti da redditi leciti dimostrabili, attraverso il proprio emendamento 1.302, che fa più correttamente riferimento alle fonti lecite dimostrabili. Il comma 02 proposto dall'emendamento in esame, invece, appare incoerente con l'ordinamento continentale, come dimostrato anche dalla più recente giurisprudenza della Corte europea ed è dunque inaccettabile. (Applausi dal Gruppo IU-Verdi-Com. Vivaci proteste dei Gruppi FI e LNP e del senatore Storace. Richiami del Presidente).

 

SILVESTRI (IU-Verdi-Com). Il decreto-legge in esame è stato emanato sulla base di un'onda emotiva che ha rischiato di tracimare in criticabili reazioni di natura xenofoba. Nella fase di conversione parlamentare, dunque, non si può non tener conto dei diritti di circolazione e di soggiorno sanciti dall'ordinamento europeo, né dimenticare che le stesse interpretazioni limitative dei diritti riconosciuti dalle direttive potrebbero ritorcersi in futuro anche contro i cittadini italiani presenti in un altro Stato europeo. Sono dunque da apprezzare gli emendamenti presentati su cui il Governo ha espresso parere favorevole, mentre sono da ricusare gli emendamenti dell'opposizione limitativi della libertà individuale. (Applausi dai Gruppi IU-Verdi-Com, Rc-SE, PD-Ulivo e del senatore Turigliatto).

 

MANTOVANO (AN). Condivide la richiesta di votazione per parti separate dell'emendamento 1.27 (testo 2) e considera singolare l'invito a ritiralo, considerato che i commi 01 e 04 sono sostanzialmente identici a commi dell'emendamento governativo 1.302 e l'Esecutivo è favorevole alla trasformazione in ordine del giorno del comma 05. Inoltre, il comma 02 non è in contrasto con la direttiva europea e non comporta alcun rischio di incorrere in una procedura di infrazione. Non prevedendo sanzioni per la mancata dichiarazione del domicilio, l'emendamento del Governo costruisce un'area di immunità per i comunitari che fanno ingresso in Italia: il mancato adempimento dell'obbligo va invece considerato un atteggiamento di slealtà nei confronti dello Stato ospitante ed un atto lesivo della pubblica sicurezza. (Applausi dal Gruppo AN e del senatore Schifani).

 

SCALERA (Misto). Il ministro Amato ha chiarito ieri che la direttiva europea traccia i confini dell'intervento del Governo e impone di mantenere distinti l'espulsione per motivi di pubblica sicurezza e l'allontanamento per violazione di obblighi legati alla presenza sul territorio. Annunciando l'astensione sull'emendamento 1.27 (testo 2) e il voto favorevole sull'emendamento 1.300, sollecita il Governo ad adoperarsi per modificare la direttiva europea.

 

VILLONE (SDSE). Annunciando il voto contrario del Gruppo, ricorda che la conformità alla direttiva europea e ai principi costituzionali deve essere il parametro fondamentale del provvedimento. La questione centrale non è il rischio di incorrere in una procedura d'infrazione bensì l'incertezza giuridica e il contenzioso conseguenti alla disapplicazione da parte del giudice di norme in contrasto con la direttiva europea, che è direttamente applicativa. Rispetto alla parità di trattamento invocata da colleghi dell'opposizione, fa presente infine che il termine di confronto per il comunitario che fa ingresso in Italia deve più correttamente essere la posizione del cittadino italiano.

 

MANTOVANO (AN). Propone agli altri presentatori di modificare i commi 01 e 04 dell'emendamento 1.27 (testo 2), che diventano così identici all'emendamento 1.302.

 

SCHIFANI (FI). Accoglie le proposte di modifica. (v. Allegato A).

 

CALDEROLI (LNP). Anche se costituirebbe una non inutile precisazione, elimina la parola "certe" all'emendamento 1.200 (testo 2) e rileva che, ove fosse accolta la richiesta di votazione per parti separate, i commi 01 e 04 dell'emendamento 1.27 (testo 3) dovrebbero essere votati insieme, in quanto identici, ai commi 01 e 05 dell'emendamento 1.200 (testo 3) e all'emendamento 1.302.

 

SINISI (PD-Ulivo). Per evitare una confusione che alimenta sterili contrapposizioni, i presentatori dovrebbero ritirare i commi 01 e 04 dell'emendamento 1.27 (testo 3), diventati identici all'emendamento 1.302, ovvero il Governo dovrebbe rettificare in senso positivo il parere sull'emendamento 1.27 (testo 3) e ritirare il suo emendamento. (Applausi dal Gruppo PD-Ulivo).

 

BIONDI (FI). E' singolare chiedere all'opposizione di ritirare un emendamento ampiamente condiviso: spetterebbe piuttosto al Governo ritirare la sua proposta di modifica. (Applausi dal Gruppo FI).

 

Con votazione elettronica senza registrazione dei nomi, il Senato approva la richiesta di votazione per parti separate dell'emendamento 1.27 (testo 3). (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC, LNP, DCA-PRI-MPA e Misto-LD. Vivaci proteste dai banchi della maggioranza sulla regolarità delle operazioni di voto).

 

GARRAFFA (PD-Ulivo). Chiede di conoscere l'esito della votazione, in considerazione del fatto che tra le fila dell'opposizione risultano assenti i senatori Matteoli e Barba.

 

PRESIDENTE. La proposta è stata approvata con 156 voti favorevoli e 154 contrari. Passa alla votazione dell'emendamento 1.27 (testo 3), nella prima parte e precisamente nei commi 01 e 04, identici ai commi 01 e 05 dell'emendamento 1.200 (testo 3) e all'emendamento 1.302.

 

BOCCIA Antonio (PD-Ulivo). E' evidente a tutti che i senatori Matteoli, Barba e Carrara non sono presenti in Aula e quindi non possono aver votato. Invita la Presidenza a prenderne atto ai fini di un possibile annullamento della votazione qualora dal tabulato risulti il contrario. (Applausi dal Gruppo PD-Ulivo e Aut).

 

SALVI (SDSE). Stante la complessità della votazione, chiede il testo scritto dell'emendamento e il parere del Governo.

 

FORMISANO (Misto-IdV). Con riguardo alla votazione precedente, il risultato appare inverosimile stante l'assenza di tre senatori tra le fila dell'opposizione.

 

CALDEROLI (LNP). L'obiettivo prioritario è quello di approvare una norma che migliori il testo del decreto-legge e tale risultato è ancor più positivo se ciò avviene con la convergenza delle forze politiche, anche in ragione dell'uniformità delle proposte dell'opposizione e del Governo. Sembra invece prevalere la volontà di evitare che risultino approvati emendamenti dell'opposizione. Quanto al voto precedente risulta che alcuni senatori di maggioranza abbiano votato a favore della proposta di votazione per parti separate.

 

NANIA (AN). Con riguardo alla votazione precedente sottolinea che sono assenti anche i senatori a vita Scalfaro ed Emilio Colombo.

 

LUCIDI, sottosegretario di Stato per l'interno. Il Governo è favorevole alla precisazione secondo cui le risorse economiche sufficienti debbano derivare da fonti lecite e dimostrabili.

 

ANGIUS (Misto-CS). La norma rischia di introdurre nell'ordinamento italiano adempimenti non richiesti in quelli degli altri Paesi europei creando disparità di trattamento. Non sembra infatti richiesto l'accertamento di fonti di sussistenza nel caso di un giovane italiano che si rechi ad esempio in Gran Bretagna. (Applausi dai Gruppi Misto-CS, PD-Ulivo, SDSE, RC-SE e IU-Verdi-Com).

 

SALVI (SDSE). La questione conferma che la fretta con cui è stato emanato il decreto-legge è fonte di numerosi problemi.

 

PIROVANO (LNP). Anche altri Paesi europei prevedono un rigoroso accertamento delle fonti di reddito e delle modalità di soggiorno qualora un cittadino europeo vi si rechi ad esempio per motivi di studio, come dimostra l'esperienza dell'iscrizione della figlia ad un'università francese soltanto pochi anni fa. (Applausi dai Gruppi LNP e FI).

 

BATTAGLIA Giovanni (SDSE). In dissenso dal voto che esprimerà la maggioranza, è contrario alla proposta di introdurre nell'ordinamento norme che limitano la libera circolazione dei cittadini comunitari e che non sono presenti negli ordinamenti di altri Paesi europei.

 

PRESIDENTE. Dà lettura del testo posto in votazione (v. Resoconto stenografico).

 

RUSSO SPENA (RC-SE). Il Gruppo voterà a favore, pur con alcune perplessità per le obiezioni sollevate da senatori della maggioranza, in particolare per il rischio sotteso alla norma che sia invertito l'onere della prova. (Applausi dal Gruppo RC-SE).

 

LUCIDI, sottosegretario di Stato per l'interno. Il Governo conferma il parere favorevole.

 

MANTOVANO (AN). Sottolinea che la norma è volta soltanto a precisare che le risorse economiche sufficienti - condizione prevista nella direttiva europea n. 38 del 2004 e recepita nell'ordinamento per il caso di soggiorno superiore a tre mesi - derivino da fonti dimostrabili. E' evidente che spetta al cittadino comunitario e non allo Stato dimostrare che esse sono lecite. (Applausi dai Gruppi AN e LNP).

PALMA (FI). Il decreto-legislativo n. 30 del 2007 già prevede, in caso di soggiorno superiore a tre mesi, l'obbligo per il cittadino comunitario di documentare il possesso di risorse economiche sufficienti: appare pertanto ovvio precisare che debbano derivare da fonti lecite.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore GARRAFFA (PD-Ulivo), il Senato approva i commi 01 e 04 dell'emendamento 1.27 (testo 3), identici ai commi 01 e 05 dell'emendamento 1.200 (testo 3) e all'emendamento 1.302.

 

PRESIDENTE. Rinvia il seguito della discussione alla seduta pomeridiana. Dà annunzio degli atti di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.

 

La seduta termina alle ore 12,56.