Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 261 del 05/12/2007
Azioni disponibili
Interrogazioni
ROSSI Fernando - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:
nel centro di Firenze sono stati avviati i lavori di costruzione di un sistema tramviario basato su 3 linee, una delle quali prevede il passaggio del mezzo di trasporto, lungo (34 metri) e pesante (56.800 kg a pieno carico), addirittura nel ristretto spazio tra il Duomo ed il Battistero;
il solo progetto della linea 1, in corso di esecuzione dal 2005, prevede un investimento pari a circa 503 milioni di euro;
ad opera terminata è previsto un incremento del trasporto pubblico del 4%;
un simile risultato avverrebbe attraverso l'eliminazione di alberature, parcheggi, attraversamenti stradali e pedonali; con l'eliminazione in alcuni tratti di accesso per carico e scarico, per interventi dei mezzi di soccorso, di pubblica sicurezza, traslochi; con marciapiedi "stretti" sino a 86 cm di larghezza (inidonei al passaggio di disabili con mezzi di ausilio o anche di passeggini per bambini) e con un inquinamento acustico superiore a quello esistente. Inoltre in caso di guasto o di incidente di un veicolo, nei tratti con sede stradale occupata dalla tramvia e con la circolazione dei restanti mezzi su un'unica corsia, il traffico di interi settori della città sarebbe paralizzato;
il progetto della linea 3 prevede il pesante danneggiamento delle alberature storiche di viale Morgagni (150 alberi ad alto fusto, in buona salute, piantati dai residenti in memoria dei caduti del quartiere Rifredi nella prima guerra mondiale): tale intervento, di fatto, viola la legge 559/1923 con la quale i parchi della Rimembranza sono dichiarati monumenti pubblici; ignora la legge del 7 marzo 2003 nella quale la Repubblica riconosce il valore storico e culturale delle vestigia della prima guerra mondiale; nega la Convenzione europea sul paesaggio del 19 luglio 2000;
contro il progetto vi sono state numerose azioni intraprese dai residenti di viale Morgagni: esposti, denunce, petizioni popolari, appello all'Unesco, lettere al Sindaco, nonché un ricorso alla Commissione europea,
si chiede di sapere:
chi, oltre alla ditta esecutrice di questa e di molte altre "opere pubbliche" toscane, trarrà giovamento da tale utilizzo delle risorse pubbliche;
se la Commissione europea, lo Stato e la Regione non abbiano il dovere di vigilare sul reale utilizzo delle risorse assegnate sulla base di progetti, studi e bilanci economici ed ambientali rivelatisi non veritieri;
quali interventi possano essere messi in atto per impedire che tale spesa pubblica, distolta da programmi e progetti realmente necessari, risulti addirittura dannosa per la città, per i suoi maggiori monumenti e per la vita dei suoi abitanti.
(3-01102)
ROSSI Fernando - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:
l'Italia è l'unico paese nell'Unione europea che considera gli scarti di raffineria petrolifera e i rifiuti non biodegradabili come "risorse rinnovabili" (legge 9 gennaio 1991, n. 10, con atto amministrativo Cip 6). Fin dal 1991 si sono sottratte risorse alle energie rinnovabili, per devolvere sovvenzioni ingiustificate a petrolieri e gestori di impianti di incenerimento, attribuendo la dicitura di energie "assimilate" alle energie non rinnovabili. La X Commissione permanente (Attività produttive) della Camera dei deputati nel novembre 2003 aveva quantificato questa sottrazione virtuale di risorse in circa 30 miliardi di euro, sottrazione che è avvenuta attraverso l'applicazione nella bolletta ENEL della componente A3, e che senza quest'onere improprio che grava esclusivamente sui cittadini, le tariffe elettriche sarebbero più leggere del 7% (sulle bollette ENEL, ad esempio, viene indicata la componente A3: "costruzione impianti fonti rinnovabili");
l'uso improprio di fondi, idealmente riservati agli impianti per energia rinnovabile, ha prodotto lo stato di arretratezza in cui si trova attualmente l'Italia. A fine 2002 la diffusione di impianti fotovoltaici era infatti di 0,38 watt per abitante in Italia, di 1,64 watt per abitante in Olanda, di 2,67 watt per abitante in Svizzera, di 3,37 watt per abitante in Germania e di 5 watt per abitante in Giappone (oltre 13 volte di più, in un paese molto meno soleggiato). Per l'energia eolica in Germania, nel 2002, il 2,7% dell'energia è stata prodotta col vento, mentre in Italia appena lo 0,4%;
la direttiva europea 2001/77/CE del 27 settembre 2001 sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità mira a promuovere lo sviluppo di energia pulita e il rispetto degli obiettivi nazionali di consumo di energia elettrica da rinnovabili conformi all'obiettivo indicativo globale fissato per l'Unione europea dal Protocollo di Kyoto;
la Commissione europea, per mezzo della Commissaria ai trasporti ed energia Loyola de Palacio, ha affermato che "la frazione non biodegradabile dei rifiuti non può essere considerata fonte di energia rinnovabile" e che "le disposizioni specifiche della disciplina comunitaria relative agli aiuti destinati alle fonti energetiche rinnovabili sono applicabili soltanto alle fonti rinnovabili che rispondono alla definizione dell'articolo 2 della direttiva 2001/77/Ce (energia eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas);
alcune organizzazioni internazionali (tra cui il WWF) hanno già chiesto alla Commissione europea di avviare una procedura d'infrazione a carico dello Stato italiano perché l'art. 17 del decreto legislativo 387/2003 viola le disposizioni della direttiva 2001/77/CE, sulla "promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità";
sarebbe necessario ricondurre gli incentivi pubblici agli scopi indicati dalla direttiva europea 2001/77/CE e cioè per sviluppare energia pulita, eliminando le distorsioni che incentivano occultamente le fonti fossili, al punto tale che negli ultimi due anni i sussidi alle fonti "assimilate" sono arrivati a ben 11 miliardi di euro,
si chiede di sapere se il Governo non intenda emanare urgentemente delle normative volte ad eliminare definitivamente quelle distorsioni nell'erogazione dei citati incentivi pubblici alle fonti non integralmente rinnovabili (come previsto peraltro dallo stesso programma del Governo Prodi), provvedendo a sovvenzionare solamente gli interventi utili ai cittadini ed alle piccole e medie imprese.
(3-01103)
POSSA, BENVENUTO - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:
la Tabella dei dati della "Pressione fiscale delle Amministrazioni Pubbliche e dell'Unione Europea" pubblicata annualmente dall'ISTAT (l'ultima pubblicazione, relativa al 2006, è del giugno 2007) è di estrema importanza per le valutazioni degli operatori economici e per il dibattito politico;
una parte dei dati necessari all'ISTAT per la compilazione ditale Tabella viene fornita dall'Agenzia delle entrate; tra i dati vi sono quelli relativi all'imposizione fiscale sulla fornitura di energia elettrica ai clienti finali, riguardanti sia le imposte erariali sia le addizionali enti locali;
tra i prelievi obbligatori sulle bollette elettriche effettuati a seguito di disposizioni di legge e decreti ministeriali, vi sono attualmente i seguenti: a) A2 (copertura dei costi sostenuti per lo smantellamento delle centrali nucleari e la chiusura del ciclo del combustibile); b) A3 (finanziamento dell'incentivazione della produzione di energia elettrica mediante fonti rinnovabili); c) A4 (finanziamento di regimi tariffari speciali previsti per il riequilibrio territoriale e per regimi tariffari speciali); d) A5 (finanziamento delle attività di ricerca e sviluppo di interesse generale per il sistema elettrico); e) A6 (copertura dei cosiddetti "stranded cost");
le somme così prelevate sulla bolletta elettrica vengono amministrate dalla Cassa conguaglio per il settore elettrico;
il prelievo obbligatorio A3, a seguito delle decisioni recentemente assunte in sede comunitaria e in sede nazionale favorevoli ad una forte promozione delle fonti rinnovabili, è destinato ad avere nei prossimi anni un cospicuo incremento;
l'Atto di Governo n. 193 ("Schema di decreto interministeriale concernente criteri e modalità per l'applicazione delle tariffe elettriche agevolate ai soggetti economicamente svantaggiati"), attualmente in esame al Parlamento per l'espressione del parere delle competenti Commissioni permanenti, prevede per la copertura degli oneri derivanti dalla compensazione delle tariffe elettriche agevolate, l'istituzione, a cura dell'Autorità per l'energia e elettrica e il gas, di un'apposita componente tariffaria applicata alla generalità dell'utenza (in tutto simile alle componenti tariffarie A2-A6 sopra indicate), che alimenterà un conto gestito dalla Cassa conguaglio per il settore elettrico,
si chiede di sapere:
se le somme complessivamente prelevate sulla bolletta elettrica nelle suddette voci A2-A6 siano state inserite nei dati relativi all'imposizione fiscale sulla bolletta elettrica comunicati all'ISTAT per il calcolo della pressione fiscale delle amministrazioni pubbliche e dell'Unione europea;
in caso negativo, per quale motivo il Ministro in indirizzo ritenga di non dover inserire tra le imposte gravanti sulla bolletta elettrica anche questi prelievi A2-A6, che per la caratteristica dell'obbligatorietà (stabilita per legge o per decreto ministeriale) e per le finalità di carattere generale risultano per il comune cittadino del tutto simili ad un prelievo fiscale e presentano gli stessi effetti macroeconomici di un'imposta fiscale.
(3-01104)
ROSSI Fernando - Ai Ministri dello sviluppo economico, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute - Premesso che:
la Commissione europea ha dedicato un apposito software EcoSenseLE (http://www.externe.info) per la quantificazione economica dei danni alle persone ed all'ambiente, per una qualunque fonte di emissione, attraverso l'indicazione di dati quali NOx (ossidi di azoto), SO2 (diossidi di zolfo), PM 10 (polveri), NMVOC (composti organici volatili non metanici, benzene, toluene, xylene, 1-3 butadiene), la CO2, il metano ed il protossido di azoto;
i dati sulle emissioni relativi alle fonti inquinanti non mobili possono essere ricavati consultando l'Inventario delle emissioni e delle loro sorgenti (APAT: INES - EPER, sul sito www.eper.sinanet.apat.it/site/it-IT/);
ad esempio, per un caso tipo, come quello della centrale a Carbone di Torre Valdaliga Nord di Civitavecchia, il costo annuale per la società è, in Italia, di circa 8.390.000 euro per la mortalità e di 4.180.000 euro per la morbilità; dopo 25 anni di attività il prezzo per la perdita di vite umane sarà stato di oltre 200 milioni di euro; a queste spese vanno poi aggiunte quelle per le emissioni annuali di oltre 10.730.000 di tonnellate di anidride carbonica che, nel 2001 e 2002, erano state invece rispettivamente di 5.621.111 e 7.338.833 (ENEL Dichiarazione ambientale anno 2002-2004). A fronte di una previsione di spesa sanitaria (2008) di oltre 100 miliardi di euro all'anno, va rilevato che, nonostante l'impiego del combustibile fossile porti ad una maggiore produzione di polveri e sostanze tossiche, si stia addirittura cercando di implementare l'utilizzo del carbone quale fonte di produzione di energia,
si chiede di sapere:
se il Governo non intenda avviare, per gli impianti autorizzati dopo il recepimento della direttiva europea 77/CE/2001, le opportune procedure di richiesta di risarcimento danni a carico delle società proprietarie e dei responsabili del rilascio delle autorizzazioni per la costruzione di centrali turbogas, a carbone, di termovalorizzatori e di tutte quelle strutture volte alla produzione di energia attraverso fonti che non siano integralmente rinnovabili (beneficiando all'uopo di consistenti contributi pubblici come stabilito nella citata direttiva europea);
se il Governo non ritenga opportuno sospendere l'iter per l'avviamento di centrali come quelle di Modugno (Bari), Napoli, Ferrara, Civitavecchia (Roma) o le autorizzazioni al potenziamento di numerosi inceneritori sul territorio nazionale, per compiere le opportune valutazioni, nel bilancio "costi/benefici", circa la "convenienza" derivante dall'attivazione di tali strutture;
se il Governo non intenda valutare, per il futuro, con maggiore attenzione le possibili autorizzazioni e il rilascio di finanziamenti pubblici per impianti di produzione energetica non completamente imputabili a fonti rinnovabili, alla luce dei dati derivanti dalla spesa per la mortalità, per la morbilità e per i danni derivanti dall'inquinamento all'ambiente.
(3-01105)
MARINI Giulio, DE GREGORIO, GIULIANO, NESSA - Al Ministro della difesa - Premesso che:
la Direzione generale del Commissariato e dei Servizi Generali del Ministero della difesa è l'ente preposto all'acquisizione di beni e servizi per tutta l'area della difesa,
a fronte di continue lamentele formalizzate sia ai responsabili delle divisioni che al Direttore generale dott. Muras (subentrato circa nove mesi fa al dott. Nocella), da parte delle ditte fornitrici, sugli inspiegabili ritardi nei pagamenti delle fatture, sono stati totalmente bloccati senza alcun giustificato motivo dal nuovo Direttore generale al suo insediamento avvenuto il 1° aprile 2007;
gli impegni contrattuali che disciplinano i servizi più delicati quali mense, pulizie, manovalanza trasporti, assicurazioni, in sostanza tutti i servizi appaltati, prevedono tempi di pagamento delle fatture da 30 a 90 giorni proprio per non aggravare la situazione finanziaria dei fornitori;
le aziende non hanno ricevuto, dopo molti mesi, alcun segno di riscontro sulla volontà dell'amministrazione, e si trovano in una pesante situazione finanziaria;
alcune iniziative sono state prese per semplificare le procedure di consuntivazione dei servizi resi, quali ad esempio l'installazione presso circa 100 enti di un sistema di consuntivazione dei pasti consumati, che evita qualsiasi contenzioso e semplifica enormemente le procedure di pagamento delle fatture, è stato installato dopo strumentali dinieghi da parte degli Stati Maggiori, ma non viene utilizzato in quanto si preferisce la consuntivazione manuale, che prevede l'impiego di ben tre enti preposti alla certificazione dei dati;
la gravità della situazione è di portata talmente ampia che si ritiene necessario fornire alcuni dati ulteriori:
il mancato pagamento delle fatture coinvolge centinaia di piccole e medie aziende che hanno rapporti contrattuali con la Direzione generale di Commiservizi, va ricordato che i servizi erogati dalle aziende sono basati essenzialmente sull'impiego di personale assunto allo specifico scopo, (vedi pulizie, mense, trasporti, manovalanza ecc.) molte delle società in particolare quelle medio piccole a causa del ritardo dei pagamenti, lamentando un sempre crescente indebitamento con le banche, dovuto alla necessità di pagare mensilmente gli stipendi ed i contributi connessi. Le banche visto il crescente indebitamento non concedono più i fidi, che consentono la liquidità necessaria ed indispensabile per il versamento delle anticipazioni sulle tasse ed il pagamento della doppia mensilità di dicembre e della tredicesima. Alcune aziende hanno addirittura paventato il rischio del fallimento qualora non riescano in tempi brevi a rientrare dall'esposizione finanziaria;
molte aziende hanno messo in mora l'amministrazione ma senza alcun risultato, altre stanno richiedendo il risarcimento del danno diretto, altre hanno chiaramente fatto sapere che qualora non vengano pagate la fatture entro questo mese, saranno costrette ad interrompere i servizi dal primo gennaio 2008. Va inoltre ricordato che nel campo assicurativo il mancato pagamento dei premi alle società assicurative, espone il personale della difesa - in particolare per quello operante all'estero- alla mancata copertura dei rischi;
come si evince la situazione è caotica ed esplosiva;
la Direzione generale continua inspiegabilmente a non dare alcuna informazione sui tempi dei pagamenti, esasperando ancora di più il rapporto con i fornitori, c'è poi da considerare che dal 5 dicembre 2007 la Ragioneria non accetterà più mandati di pagamento, e di conseguenza la Ragioneria generale non potrà completare l'iter amministrativo, bloccando di fatto per circa 3 mesi qualsiasi tipo di pagamento,
si chiede di sapere quali iniziative di carattere urgente si intendano intraprendere per sanare la pesante situazione, che non si era mai verificata negli ultimi 5 anni della gestione del precedente, per non mettere a rischio la sopravvivenza stessa delle aziende ed il blocco dei servizi a partire dal prossimo gennaio.
(3-01106)