Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 258 del 29/11/2007

D'ONOFRIO (UDC). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'ONOFRIO (UDC). Signor Presidente, chiedo cortesemente al Ministro dell'interno di ascoltarmi con attenzione, perché vi è una questione molto delicata che riguarda il decreto‑legge come premessa. In Commissione giustizia (ma credo che lo stesso ragionamento sia stato fatto dai colleghi in Commissione affari costituzionali) non abbiamo mai obiettato circa la necessità e l'urgenza di un intervento sulla sicurezza. Lo abbiamo fatto, invece, per due ragioni specifiche: la prima è che nel decreto non è previsto alcun incremento di spesa per le forze dell'ordine. È questo il senso della pregiudiziale del collega Mantovano, credo sia lo stesso problema posto dal collega Divina. Le pregiudiziali, per quanto ci riguarda, rappresentano il segnale specifico della volontà di incrementare le spese per le forze dell'ordine, alle quali, se il decreto ha un senso, si chiede un intervento straordinario.

Se il decreto non ha senso, per carità, capisco che non c'è spesa; ma, se ha un senso, vuol dire che qualche spesa in più c'è.

La seconda ragione, che personalmente ho esposto in Commissione giustizia e che ribadisco qui in Aula, perciò chiedo al ministro Amato la cortesia di ascoltarmi, è che questo provvedimento è stato presentato come il trasferimento in un decreto-legge di uno dei quattro disegni di legge del Governo sulla sicurezza. All'epoca, quando ho posto la domanda, mi fu detto che il disegno di legge era alla firma del Capo dello Stato.

La domanda è questa: se il Capo dello Stato ha ancora alla firma i disegni di legge, ne prendo atto e sono rammaricato; ma, se ha firmato, il Governo ci vuole far capire perché ha emanato un decreto-legge, se c'era già un disegno di legge urgente? O è una presa in giro l'urgenza? Questa è la questione di fondo, politica e non soltanto tecnica. (Applausi dal Gruppo UDC e del senatore Amato).