Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 258 del 29/11/2007

ZANETTIN (FI). Signor Presidente, onorevole Ministro, il provvedimento che stiamo discutendo rappresenta l'ennesimo bluff di questa maggioranza inconcludente in materia di sicurezza.

È bene ricordare, per chi ci sta ascoltando, che questo decreto è stato varato dal Governo all'indomani della gravissima aggressione mortale ai danni della signora Giovanna Reggiani, qui a Roma, che è stata assalita da un cittadino rumeno di etnia rom alla stazione metropolitana di Tor di Quinto.

A fronte dello sdegno e dell'indignazione dell'intera opinione pubblica, il sindaco Veltroni, preoccupato per la propria immagine di neoeletto segretario del Partito Democratico e per le accuse rivolte alla sua amministrazione di inerzia in merito al problema dei campi nomadi della Capitale, ha chiesto a Prodi un intervento immediato sul tema sicurezza.

Ma, ci domandiamo, c'era proprio bisogno della tragica morte della signora Reggiani per capire che l'immigrazione incontrollata di cittadini rumeni ha creato un grande pericolo per la sicurezza dei nostri cittadini? Non bastavano le statistiche delle forze dell'ordine, che indicano proprio nei rumeni l'etnia che commette in Italia il maggior numero di reati? Non era bastata l'aggressione di due cittadini rumeni ad un pacifico ciclista di sessanta anni, che rispondeva al nome di Luigi Muriccioli, sempre a Roma, colpito il 17 agosto scorso, mentre andava tranquillamente in bicicletta lungo la pista ciclabile di Tor di Valle, per rubargli il cellulare ed il lettore CD, e poi morto dopo una lunga agonia?

Ma ancor di più, non era stata sufficiente la selvaggia e brutale uccisione a Gorgo di Monticano, in provincia di Treviso, dei coniugi Pellicciardi il 21 agosto scorso? Ed ancora, non era bastata la violenza carnale, perpetrata ai danni di una donna nel settembre scorso sul sagrato di una chiesa sempre in provincia di Treviso da un altro cittadino rumeno?

È chiaro che per il Governo e per il segretario del Partito Democratico le violenze e le aggressioni che hanno avuto luogo nel Nord-Est contavano di meno rispetto a quelle commesse nella Capitale, che mandano in fumo l'immagine, dipinta dai TG-RAI, di una città magistralmente amministrata dal suo "buonissimo" sindaco, forse perché lassù tutti sono ricchi ed evasori, e quindi magari qualche rapina se la meritano, e poi sono anche razzisti e peggio ancora votano centro-destra.

Presidenza del vice presidente BACCINI (ore 10,20)

 

(Segue ZANETTIN). C'è voluta, quindi, un'aggressione avvenuta a Roma per far aprire gli occhi a questo Governo, che solo l'11 dicembre 2006, quindi meno di un anno fa, in una conferenza stampa, per bocca del ministro Bonino, testualmente dichiarava: «Basta! Non è necessaria nessuna moratoria sulla libera circolazione dei lavoratori bulgari e rumeni, sono stufa di questa paura dell'invasione, ne ho viste tante dal 1986 e non si sono verificate mai!». Queste sono testualmente le irresponsabili dichiarazioni del ministro Bonino.

Per quale motivo l'Italia non ha seguito l'esempio di Germania, Spagna, Olanda, Danimarca, Austria e Gran Bretagna che, nel dicembre dell'anno scorso, hanno disposto una moratoria sul libero ingresso dei cittadini rumeni nel territorio nazionale? Noi, invece, niente!

Il libero accesso dei rumeni in Italia dal gennaio scorso è quindi una precisa responsabilità di questo Governo, del Governo Prodi, che ha sottovalutato il pericolo dell'ingresso incontrollato di cittadini, divenuti comunitari, è vero, ma che scontano seri problemi di arretratezza culturale e sociale. Il Governo con il decreto-legge in esame altro non fa che correggere una propria svista, colmando una lacuna normativa che il proprio lassismo aveva creato. È noto peraltro che questo provvedimento avrebbe dovuto contenere misure molto più severe ed efficaci per espellere i cittadini comunitari, ma Rifondazione Comunista per l'ennesima volta ha posto il veto.

All'indomani del varo del decreto-legge, i prefetti hanno infatti individuato migliaia di cittadini rumeni con precedenti penali o socialmente pericolosi, che avrebbero meritato l'espulsione, ed i giornali hanno riportato con grande enfasi tali numeri. Ma anche stavolta la montagna ha partorito il topolino.

In realtà, come documentato da un'indagine pubblicata il 18 novembre scorso dal «Corriere della Sera», autorevole quotidiano che certo non simpatizza per questo schieramento politico, è emerso che dal varo del decreto-legge solo 117 espulsioni sono state decretate, e di queste solo una quarantina effettivamente e coattivamente eseguite.

Allora è evidente che il provvedimento oggi all'esame del Senato è l'ennesima grida manzoniana, utile solo per tenere a freno l'indignazione dell'opinione pubblica, ma che non risolve nessuno dei problemi reali di sicurezza. I cittadini che ci ascoltano devono sapere che questa manovra è monca, inadeguata, carente, creata ad uso dei mass media, ma priva di reali effetti a tutela della loro sicurezza.

Per quale motivo non prevede, ad esempio, la banca dati del DNA, che è l'unica che garantisce l'esatta identificazione dei sospettati? Perché non prevede le dotazioni finanziarie necessarie per espellere coattivamente le migliaia di rumeni con precedenti penali, che girano tranquillamente per il nostro Paese? Perché non prevede il potenziamento dei centri di permanenza temporanea? Allora non c'è da stupirsi se i cittadini organizzano le ronde di autodifesa o i sindaci del Veneto varano ordinanze antisbandati.

Insomma, siamo chiari, Ministri dell'interno, quello che avete partorito non è un pacchetto sicurezza, come dite; in realtà, è solo un "pacco", una truffa ai danni dei cittadini onesti e della povera gente. Quando andremo a votare, gli elettori se lo ricorderanno. (Applausi dal Gruppo FI).

 

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rame. Ne ha facoltà.