Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 258 del 29/11/2007

CASSON (PD-Ulivo). Signor Presidente del Senato, signori del Governo, signori senatori, intervenire come Parlamento e legiferare sotto spinte emozionali o sull'onda di pressioni di vario genere dell'opinione pubblica non è stato mai, o quasi mai, foriero di norme ponderate ed efficaci, tanto meno in una materia particolarmente delicata e scottante quale quella attinente la sicurezza pubblica e la civile convivenza.

Il decreto-legge n. 181, che ci troviamo oggi ad affrontare e a convertire in legge, con eventuali modifiche, fa riferimento ad una materia, quella dell'allontanamento dal territorio nazionale di cittadini europei, che negli ultimi tempi ha determinato scontri e polemiche anche verbalmente violenti all'interno dell'opinione pubblica e tra le stesse forze politiche. Evidente appare, pertanto, l'urgenza di un intervento volto a sistemare e ad integrare la vigente normativa; altrettanto evidente è, peraltro, la necessità di rispettare i principi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale e di non creare situazioni giuridiche personali in contrasto con la normativa europea vigente.

In questo mio intervento di carattere generale mi limito a citare alcuni dei punti che sono stati già trattati all'interno delle Commissioni di merito (affari costituzionali e giustizia). Mi preme preliminarmente sottolineare come due settimane fa la Commissione giustizia abbia approvato un parere ampiamente motivato contenente proposte di modifica al testo originario del decreto‑legge su alcune questioni fondamentali, ottenendo su di esse il voto favorevole di tutta la maggioranza e di parte dell'opposizione.

Ebbene, quali sono questi punti fondamentali? Il primo è quello relativo all'eccessiva indeterminatezza dei motivi di pubblica sicurezza imperativi di cui al comma 7-ter dell'articolo 20 del decreto legislativo n. 30 del 2007. Un'eccessiva indeterminatezza rischia di comportare pericoli di interpretazione, o meglio di falsa interpretazione, di interpretazioni differenziate e contrastanti tra vari luoghi del Paese e in certi casi persino di abuso in relazione a cittadini europei (tra i quali, lo ricordo a titolo di esempio, possono esservi anche cittadini francesi o tedeschi), ed in contrasto con i principi delle norme europee, per di più con un affidamento all'interpretazione di autorità amministrative come i prefetti.

La seconda fondamentale questione concerne il rispetto dei principi costituzionali ed ordinamentali italiani in materia di libertà e di libera circolazione delle persone. Nel nostro ordinamento la tutela di tali principi è affidata in via principale, e comunque in ultima analisi, all'autorità giudiziaria ordinaria togata. Per tale motivo, non convincono i meccanismi di tutela dei diritti di libertà personale previsti nel decreto-legge, diversificati senza apparente logica motivazione.

Congiuntamente, anche in Commissione giustizia, abbiamo ritenuto che vadano inseriti meccanismi di tutela chiari, più rapidi, con abbreviazione dei termini, semplici e della stessa natura. Così si è ritenuto opportuno che tutti i ricorsi contro i provvedimenti dell'autorità amministrativa debbano essere presentati all'autorità giudiziaria ordinaria togata, escludendo così incongrui e insoddisfacenti ricorsi alla figura del giudice di pace o, addirittura, del tribunale amministrativo regionale.

In sede di riesame degli emendamenti, sarà possibile effettuare uno specifico approfondimento, tenendo conto, da un lato, delle necessità di ordine pubblico e sicurezza e, dall'altro, del rispetto delle persone e dei diritti fondamentali vigenti, tanto più nei confronti di persone e di gruppi di persone aventi lo status giuridico di cittadini dell'Unione Europea.

Da ultimo, desidero ricordare, ancora una volta, come, di fronte ad oneri sempre maggiori per le nostre forze di polizia, sarebbe logico e congruo prevedere - e forse pretendere - una maggiore disponibilità in termini di uomini, mezzi e risorse finanziarie. (Applausi dei senatori Peterlini, Montalbano, Bulgarelli e Negri).

 

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Alberti Casellati. Ne ha facoltà.