Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 258 del 29/11/2007
Azioni disponibili
BIANCO (PD-Ulivo). Signor Presidente, onorevoli colleghi, per la conversione del decreto-legge che oggi l'Assemblea inizia a discutere non è stato possibile completare l'esame in sede referente.
I lavori della Commissione affari costituzionali sono stati improntati, peraltro, alla ricerca di una soluzione il più possibile condivisa tra le forze politiche di maggioranza e di opposizione, pur nella consapevolezza delle evidenti diverse posizioni di merito, ma nella comune sensibilità di dare risposte efficaci ed equilibrate ai problemi della sicurezza emersi anche in tempi recenti, risposte da mantenere nell'alveo della normativa comunitaria recepita dall'Italia, e naturalmente nell'ambito dei princìpi della nostra Costituzione, finalizzati a migliorare la legislazione vigente.
L'esame dei presupposti costituzionali di necessità e urgenza ha registrato un voto positivo pressoché unanime. Ricordo, in particolare, oltre a quello di tutti i Gruppi di maggioranza, il voto favorevole dei Gruppi dell'UDC, di Alleanza Nazionale, di Forza Italia e della Lega Nord.
L'esame in sede referente si è svolto in nove sedute (comprese quelle di ieri), sei delle quali dedicate alla discussione degli emendamenti.
L'assenza di una contrapposizione pregiudiziale tra le forze politiche è emersa dall'inizio, così come l'esistenza di posizioni di merito assai diverse.
Su richiesta dell'opposizione, la Commissione ha convenuto di fissare un termine più che congruo per la presentazione degli emendamenti. Ampio rilievo è stato assicurato ai pareri espressi dalle altre Commissioni, in particolare a quello della Commissione giustizia che è stato illustrato dal suo estensore nella seduta del 15 novembre scorso.
Le proposte emendative, sono state presentate in numero non elevato (56 emendamenti e un ordine del giorno) e, come segnalato dagli stessi proponenti, senza intenti ostruzionistici, ma su questioni specifiche e, comunque, di rilievo. In particolare, la gran parte degli emendamenti provenienti dall'opposizione è stata frutto di una iniziativa comune dei Gruppi di centro-destra, mentre alcuni degli emendamenti provenienti da senatori della maggioranza corrispondevano a sollecitazioni formulate nel parere della Commissione giustizia.
La richiesta di una relazione tecnica avanzata da alcuni membri della Commissione e condivisa dal relatore è stata approvata dalla Commissione. Il Governo ha quindi trasmesso la relazione tecnica il 20 novembre scorso.
Anche nelle successive fasi per l'esame specifico degli emendamenti il filo conduttore dei lavori della Commissione è stato un serio approfondimento nella ricerca della possibilità di realizzare un'ampia intesa.
Prima di proseguire in questa breve esposizione, signor Presidente, permettetemi di ribadire il sentito ringraziamento che tutti i Gruppi hanno indirizzato al senatore Giannicola Sinisi, relatore in Commissione del decreto-legge, al quale si unisce il mio personale apprezzamento. Egli, con la consueta perizia, ha costantemente tentato una sintesi equilibrata tra posizioni spesso assai distanti tra le forze politiche esplorando ogni possibile terreno d'intesa.
Delle sei sedute dedicate all'esame degli emendamenti una, di oltre tre ore, è stata completamente dedicata all'espressione del parere del relatore e del rappresentante del Governo (che colgo l'occasione per ringraziare di cuore per la presenza assidua e per l'assoluta disponibilità al dialogo). L'inconsueta lunghezza di questa fase procedurale testimonia la volontà del relatore, come quella del Governo, di dare ampia motivazione delle rispettive posizioni e delle opzioni, ed anche di perseguire - nei limiti del possibile - il dialogo.
In altre due impegnative sedute, svolte il 27 novembre per oltre tre ore, si è discusso intorno alle possibili ipotesi di mediazione elaborate dal relatore. La volontà di pervenire ad un accordo ha dunque connotato i lavori della Commissione sino alla seduta di martedì 27, interamente dedicata all'esame del decreto‑legge.
Nel corso della seduta antimeridiana un'ampia sospensione è stata finalizzata in particolare alla individuazione di una risposta condivisa su alcune questioni avanzate dai Gruppi di opposizione, motivata (secondo la loro affermazione) dall'esigenza di rendere più efficace il decreto. Si è registrata, su alcuni punti di particolare rilievo, una differenziazione marcata e tale da rendere non praticabile l'auspicata vasta intesa. A partire dalla seduta pomeridiana del 28 novembre è quindi iniziata la fase di votazione degli emendamenti, nella quale gli interventi sono stati assai più numerosi rispetto alla prima fase.
In tali condizioni, si perviene dunque, signor Presidente, signor Ministro dell'interno, alla discussione in Assemblea, ma ritengo - come ho già avuto modo di dire in Commissione - che le divergenze sulle possibili modifiche al decreto non impediscano un confronto positivo. Pertanto, il lavoro compiuto in sede referente, anche se non concluso, può costituire una base utile per le decisioni del Senato. (Applausi dai Gruppi PD-Ulivo e Misto-IdV).