Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 258 del 29/11/2007

DE POLI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:

il 30 novembre 2007 i Consigli territoriali dei dottori commercialisti e dei ragionieri saranno chiamati ad eleggere il Consiglio nazionale dell'Ordine unificato denominato Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili, giusta quanto disposto dal decreto ministeriale 31 luglio 2007 (Gazzetta Ufficiale n. 182 del 17 giugno 2007);

la legge 24 febbraio 2005, n. 34, prevedeva, all'articolo 4, l'esercizio della delega da parte del Governo che avrebbe dovuto prevedere misure volte a sostenere l'iniziativa dei competenti organi di amministrazione delle due Casse di previdenza finalizzata all'eventuale unificazione degli enti in questione, nel rispetto dei principi e criteri direttivi già previsti dal citato articolo 4;

la delega è scaduta il 30 marzo 2007 e non è stata esercitata nel presupposto (così ha dichiarato il Ministro del lavoro in risposta ad una interrogazione) della mancata produzione da parte delle Casse di previdenza interessate, di progetti condivisi di unificazione che non è stato possibile concretizzare per la divergenza sulla valutazione di fondamentali parametri previdenziali da adottare ai fini delle previsioni attuariali;

considerata l'evoluzione innanzi rappresentata e la soluzione meramente politica del problema, su iniziativa del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, è stato più volte interessato in proposito il Ministro della giustizia, il quale non ha ritenuto assumere posizione alcuna;

la situazione che si sta profilando è la seguente: avvio del processo di unificazione degli Ordini dei dottori commercialisti e dei ragionieri, con l'elezione di un unico Consiglio nazionale da svolgersi il 30 novembre 2007 e di unici Consigli territoriali già eletti, ma non ancora insediati; ancora, confusione sul destino previdenziale dei nuovi iscritti all'Ordine unificato a partire dal 1° gennaio 2008;

infatti, l'inesistenza di un'intesa sulla gestione della previdenza delle due Casse, che in atto operano separatamente, non consente di fare chiarezza in ordine a quale delle due Casse debbano iscriversi i nuovi professionisti, e provocherà sicuramente forti contrasti interni tra le due categorie, sull'adempimento delle dovute comunicazioni da effettuarsi nei confronti dei nuovi iscritti all'Ordine unificato, in merito al percorso previdenziale da seguire, rischiando così di ingenerare confusione e conflittualità su una materia sino ad ora pacificamente acclarata nei fatti;

peraltro, i regimi previdenziali delle due categorie professionali, se pur lineari e coerenti nelle coordinate fondamentali che li determinano, presentano trend storici e prospettici caratterizzati da profonde differenze con riguardo, soprattutto, alle dinamiche demografiche e alle correlate implicazioni in termini di sostenibilità di ciascuno di essi;

la Cassa dei ragionieri, infatti, presenta un saldo negativo tra nuovi iscritti e pensionati, che risulta oramai cronico e a tal proposito ha adottato una riforma volta alla autoliquidazione del proprio debito latente, così come accertato all'unanimità in sede parlamentare, nel rapporto rilasciato alla fine della XIV Legislatura dalla Commissione parlamentare di controllo sugli enti gestori di previdenza;

di contro la Cassa dei dottori commercialisti segnala, già da molti anni, un'importante implementazione della platea degli iscritti che, in prospettiva, non potrà che aumentare ulteriormente, stante l'esistenza di oltre 60.000 iscritti al registro dei praticanti e nella conseguente certezza che i nuovi professionisti dovranno aderire a quest'ultima Cassa (ex lege 21/1986). Situazione, anche questa, fotografata dal citato rapporto della Commissione parlamentare,

si chiede di sapere:

quali iniziative si intendano assumere per garantire un ordinato e non conflittuale avvio del processo di unificazione degli Ordini professionali dei dottori commercialisti e dei ragionieri e dell'andamento delle successive iscrizioni alle rispettive Casse,

quali provvedimenti si intendano assumere per evitare che il mancato esercizio della delega e il mancato raggiungimento dell'intesa tra le due Casse di previdenza, possa ripercuotersi negativamente sulla gestione della previdenza dei dottori commercialisti e sulle pensioni presenti e future, con palese violazione dell'articolo 38 della Costituzione;

quali iniziative si intendano adottare per confermare l'iscrizione alla Cassa dei dottori commercialisti dei nuovi iscritti all'Albo unificato, a partire dall 1o gennaio 2008;

se non si ritenga opportuno, stante la complessità delle questioni rappresentate, rinviare l'elezione dell'organo nazionale rappresentativo dell'Ordine professionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

(2-00265)