Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 258 del 29/11/2007
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ROSSI Fernando - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico - Premesso che:
nel territorio di Modugno (Bari) si sta concludendo la costruzione, da parte della ditta Sorgenia S.p.A. (già Energia S.pA.), di una centrale turbogas da 760 MW, localizzata a circa 2,7 chilometri dal centro cittadino di Modugno, a meno di 2 chilometri dalla scuola elementare "Don Milani" (quartiere Piscina Preti), dall'ospedale San Paolo (quartiere Cecilia) e dall'aeroporto "Karol Wojtyla" di Bari;
secondo uno studio scientifico dei dott.i Armaroli e Po, le nuove centrali turbogas per la produzione di energia possono essere altamente inquinanti e pericolose per la salute pubblica in considerazione delle emissioni di polveri sottili (nanopolveri), e tale dato non risulta essere contemplato, nella Valutazione di impatto ambientale del 6 aprile 2004, nelle caratteristiche tecniche dell'impianto dichiarate dalla ditta proponente;
in base alle indagini scientifiche effettuate dalla dott.ssa Gatti e dal dott. Montanari, vi è una chiara correlazione tra malattie cardiovascolari e respiratorie e quantità e concentrazione di particelle di diametro aerodinamico medio inferiore a 10 micron (PM10) o a 2,5 micron (PM2,5); va rilevato che al diminuire delle dimensioni delle particelle, la loro capacità di penetrare nei tessuti diventa maggiore;
l'autorizzazione alla costruzione dell'impianto viene rilasciata nel 2004 dal Ministero delle attività produttive e dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, senza alcuna valutazione da parte della popolazione locale. Questo in evidente contrasto con l'art. 23 del decreto legislativo 334/1999 "Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose", secondo il quale: "1. La popolazione interessata deve essere messa in grado di esprimere il proprio parere nei casi di: a) elaborazione dei progetti relativi a nuovi stabilimenti di cui all'articolo 9; b) modifiche di cui all'articolo 10, quando tali modifiche sono soggette alle disposizioni in materia di pianificazione del territorio prevista dal presente decreto; c) creazione di nuovi insediamenti e infrastrutture attorno agli stabilimenti esistenti. 2. Il parere di cui al comma 1 è espresso nell'ambito del procedimento di formazione dello strumento urbanistico o del procedimento di valutazione di impatto ambientale con le modalità stabilite dalle regioni o dal Ministro dell'ambiente, secondo le rispettive competenze, che possono prevedere la possibilità di utilizzare la conferenza di servizi con la partecipazione dei rappresentanti istituzionali, delle imprese, dei lavoratori e della società civile, qualora si ravvisi la necessità di comporre conflitti in ordine alla costruzione di nuovi stabilimenti, alla delocalizzazione di impianti nonché alla urbanizzazione del territorio";
i comitati ed i cittadini locali hanno attivato una serie di iniziative di protesta, con cortei, blocchi, fiaccolate, per ribadire la propria contrarietà alla realizzazione della centrale turbogas, subendo in alcuni casi anche pesanti reazioni da parte delle Forze dell'ordine;
i Comuni di Bari e di Modugno non hanno mai concesso le autorizzazioni al piano di viabilità relativo all'area della centrale;
vi è una serie di prescrizioni imposte dal decreto di compatibilità ambientale del 6 aprile 2004, mai rispettate sinora dalla ditta costruttrice:
a) installazione e messa in esercizio a cura del proponente, in accordo con le autorità locali e le relative strutture competenti (ARPA Puglia), di almeno due stazioni fisse di monitoraggio della qualità dell'aria che effettuino misurazioni in continuo ed in automatico almeno dei seguenti inquinanti: NOx (NO e NO2), CO, PM10, PM2,5, idrocarburi metanici e non metanici, O3. Dovranno essere altresì concordate con le predette autorità le modalità per rendere pubbliche le informazioni ed i dati acquisibili;
b) la caratterizzazione dei suoli, indicata dal citato documento del 6 aprile 2004, risulta essere stata operata dalla ditta (e non, come richiesto dagli stessi Ministeri, dall'ARPA e dalla Regione Puglia) ed oltretutto solo in 16 punti dei 94 prescritti dalle autorità competenti;
c) da quanto riportato all'interno del DEC/DSA/2004/0289 del 6.04.2004, è noto che le acque che la centrale adopererà per il raffreddamento proverranno dal depuratore Bari-Ovest, area già sequestrata dai Carabinieri del Nucleo operativo ecologico per produzione di scarti nocivi;
d) si sarebbe dovuto provvedere al monitoraggio della qualità dell'aria almeno un anno prima dell'entrata in esercizio dell'impianto (come da prescrizione del Ministero della salute);
e) non risulta essere stata realizzata "l'analisi di eventuali anomalie, incidenti e malfunzionamenti e dei connessi rischi anche ambientali, e quindi le conseguenti misure strutturali, gestionali e di pronto intervento, atte a ridurre la loro probabilità di accadimento e la loro severità", espressamente richiesta al punto n. 5 del decreto ministeriale 55/02/2002, che richiede, altresì, una specifica certificazione EMAS - che non risulta ad oggi intervenuta - al fine di assicurare la costante condizione di sicurezza nell'ambito delle strutture e in relazione all'ambiente e al territorio comunale;
la centrale di Modugno risulta progettata con un'emissione di inquinanti superiore ai limiti massimi prescritti dalla normativa comunitaria, pur in presenza della direttiva 2001/80/CE del 23 ottobre 2001, antecedente al decreto ministeriale 55/02/2002 autorizzativo; per il mancato recepimento lo Stato italiano è stato condannato dalla Corte di Giustizia europea - IV Sezione - con sentenza del 12 maggio 2005, stanti le gravi ed accertate implicazioni sull'ambiente e sulla salute;
l'impianto necessiterà per il raffreddamento di acqua prelevata dal depuratore ed in caso di necessità sarà prelevata dalla falda acquifera per alcune ore (nessun dispositivo di controllo è previsto per la quantità di acqua prelevata dalla falda acquifera), compromettendo l'agricoltura locale e favorendo un rapido fenomeno di subsidenza;
questa centrale produrrà ogni anno, senza calcolare le già citate PM10 e PM2,5, 1.500.000 tonnellate di CO2; 1.500 tonnellate di NOX; 126 tonnellate di CO; 90 tonnellate di ammoniaca; 40 tonnellate di formaldeide; 47 tonnellate di idrocarburi (benzene ed idrocarburi tossici e cancerogeni);
della centrale non vi è menzione alcuna nel P.E.A.R. e, per quanto concerne l'applicazione della direttiva europea sulla prevenzione e riduzione dell'inquinamento, vi è l'inosservanza delle norme relative al decreto legislativo 59/2005;
la Puglia produce il 60% di energia in più rispetto al proprio fabbisogno, con il conseguente incremento di anidride carbonica rispetto ai parametri del Protocollo di Kyoto,
si chiede di sapere:
quali provvedimenti si intendano adottare rispetto ai mancati controlli pregressi da parte di ARPA e Regione, nonché rispetto alla palese violazione da parte di Sorgenia di numerose prescrizioni obbligatorie;
se non sia opportuno procedere con il blocco dell'attivazione dell'impianto, in attesa di una verifica più approfondita delle problematiche connesse alle emissioni ed al loro abbattimento, ed alle norme di sicurezza adottate;
se non si intenda costituire un tavolo di confronto, con la partecipazione di figure tecnico-scientifiche assolutamente imparziali e competenti, e rappresentanti istituzionali, delle imprese, dei lavoratori, della società civile e delle associazioni ambientaliste, avendo cura di evitare conflitti di interessi con quelle realtà già direttamente coinvolte nella partecipazione societaria di controllate Sorgenia, come ad esempio Eligent.
(3-01095)