Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 258 del 29/11/2007
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PROPOSTE DI QUESTIONE PREGIUDIZIALE
CASTELLI, PIROVANO, FRANCO PAOLO, GALLI, STIFFONI, DAVICO
Respinta (*)
Il Senato della Repubblica,
premesso che:
il decreto-legge in esame pur riferendosi alle ipotesi di allontanamento dal territorio italiano dei cittadini comunitari è stato adottato con prevalente riguardo alla presenza massiccia di cittadini rumeni di etnia Rom, che sono entrati in Italia, soprattutto dopo l'adesione della Romania all'Unione europea;
il provvedimento è stato assunto nella forma del decreto-legge in relazione alla necessità di rispondere tempestivamente all'escalation criminale che ha visto protagonisti cittadini rumeni e culminata con l'aggressione e l'uccisione di una donna a Roma in prossimità del campo nomadi di Tor di Quinto, alla quale sono seguiti fatti altrettanto tragici quali la morte del medico milanese ucciso nella propria abitazione nel corso di una rapina da parte di criminali provenienti dall'Est Europa;
la Lega Nord ha più volte sollecitato l'attenzione del Governo sul problema della crescente presenza di nomadi di cittadinanza rumena e bulgara nel territorio italiano, evidenziando l'elevato numero di reati contro il patrimonio di cui si sono resi autori e sottolineando, anche attraverso l'azione dei propri sindaci, la necessità di ristabilire la legalità in quelle aree delle città che più subiscono la pressione di questi fatti di criminalità;
in particolare la Lega Nord aveva sostenuto la necessità, non accolta dal Governo Prodi, di applicare una moratoria per la libera circolazione dei lavoratori provenienti dai due Paesi neocomunitari di Romania e Bulgaria. Il Governo Prodi ha viceversa optato per una soluzione differente, decidendo solamente di ricorrere ad un parziale regime transitorio - previsto dai Trattati di adesione - prima di liberalizzare completamente la circolazione dei lavoratori subordinati provenienti dai due Paesi;
il Governo in carica persevera nella sua intenzione di aprire completamente le frontiere all'immigrazione, come si evidenzia dai contenuti del disegno di legge Amato-Ferrero, all'esame dell'altro ramo del Parlamento e finalizzato a smantellare il rigore della legge Bossi-Fini;
il provvedimento in esame non sfugge a queste critiche, poichè, pur essendo pienamente condivisibile l'esigenza di apprestare misure idonee a consentire l'allontanamento dal territorio nazionale di cittadini comunitari socialmente pericolosi, gli strumenti adottati appaiono del tutto inadeguati;
in particolare non si pone rimedio al problema, più volte segnalato dalla Lega Nord anche attraverso atti di sindacato ispettivo, della pratica impossibilità di determinare la data certa di ingresso di un cittadino comunitario nel nostro territorio, sicchè risulta del tutto vanificata la possibilità di far valere le condizioni alle quali la direttiva europea 2004/38 CE, recepita in Italia dal decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30, subordina il soggiorno di lungo periodo del cittadino comunitario in un altro Stato membro;
manca nel presente decreto-legge qualsiasi volontà di predisporre adeguati controlli sulle iscrizioni anagrafiche dei cittadini comunitari, sia sotto il profilo della provenienza lecita delle risorse delle quali il richiedente dichiari la disponibilità, sia dal punto di vista delle caratteristiche igienico-sanitarie dell'alloggio nel quale il comunitario intende fissare la propria residenza;
per quanto attiene alle misure relative all'allontanamento si prevede il ricorso all'accompagnamento coattivo solo per limitatissimi casi e si predispone un meccanismo completamente inefficace quanto alle ipotesi di allontanamento nei casi in cui vengano a mancare le condizioni previste per il soggiorno di lungo periodo;
manca infine qualsiasi coinvolgimento nella procedura di allontanamento dei sindaci che, in virtù della loro ravvicinata conoscenza delle singole comunità, potrebbero dare un apporto utilissimo sul piano della garanzia della sicurezza dei centri urbani;
la maggioranza si è dimostrata del tutto insensibile alle proposte emendative dell'opposizione che avrebbero rimediato alle censure sin qui illustrate, sicchè l'approvazione del provvedimento in esame darebbe solo l'erronea parvenza di rimediare ai problemi sul versante della sicurezza sopra illustrati che rimarrebbero al contrario del tutto irrisolti, come dimostrato drammaticamente dai numeri assai modesti degli allontanamenti sinora adottati sulla base del decreto in esame: 187 in tutta Italia in poco più di venti giorni;
delibera
di non procedere all'esame del disegno di legge n. 1872.
MANTOVANO, PALMA, STORACE, MAFFIOLI, CALDEROLI
Respinta (*)
Il Senato,
premesso che:
il disegno di legge n. 1872 di conversione del decreto legge 1º novembre 2007 n. 181, recante «disposizioni urgenti in materia di allontanamento del territorio nazionale per esigenze di pubblica sicurezza», appare privo di autonoma e adeguata copertura finanziaria;
manca infatti una norma che stabilisca con quali e con quante risorse sono e saranno finanziati gli allontanamenti dei comunitari, sulla base delle disposizioni del decreto medesimo;
non supplisce a tale omissione il riferimento, contenuto nella relazione che accompagna il testo del decreto, all'assenza di nuovi o maggiori oneri, in virtù del ricorso agli stanziamenti previsti per le espulsioni degli stranieri irregolarmente presenti nel territorio italiano: il regime degli allontanamenti dei comunitari è accompagnato da cautele più consistenti, e risponde a una logica non comparabile con quella del regime delle espulsioni degli extracomunitari; è peraltro singolare che per coprire una autonoma voce di bilancio si faccia ricorso a una voce di bilancio del tutto differente;
il parere reso dalla 5ª Commissione sul decreto-legge in questione è «non ostativo», «con l'osservazione che i dati contenuti nella relazione tecnica (...) pongono una questione di rispetto delle regole di costruzione del bilancio secondo il quadro delle legislazione vigente»; ma non chiarisce in che cosa consiste tale «questione»;
il parere reso dalla 14ª Commissione, pur essendo favorevole, contiene, fra le altre, l'osservazione dell'opportunità «come da normale prassi nel recepimento di direttive comunitarie, che anche in questo testo normativo (...) siano indicati i mezzi finanziari di copertura delle spese relative alle misure previste»;
se ne ricava un quadro non tranquillizzante sull'esistenza e sulla entità delle risorse disponibili per applicare le disposizioni del decreto legge, che rendono necessaria una riformulazione del testo, al fine di garantire in modo chiaro ed esplicito l'effettiva copertura finanziaria;
delibera, ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, di non procedere all'esame del disegno di legge n. 1872 di conversione del decreto-legge 1º novembre 2007 n. 181.
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(*) Su tali proposte è stata effettuata, ai sensi dell'articolo 93, comma 5, del Regolamento, un'unica votazione.