Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 116 del 28/02/2007
Azioni disponibili
*ZANONE (Ulivo). Signor Presidente, signori senatori, signori del Governo, se non sono male informato, all'inizio della prossima settimana il presidente del consiglio Romano Prodi ha un invito a cena importante. (Commenti dal Gruppo FI). Dovrebbe trattarsi, salvo errore, di una riunione dei Capi di Governo preparatoria dell'incontro ufficiale del 25 marzo a Berlino, nel cinquantenario dei Trattati di Roma. Dalla dichiarazione che concluderà quell'incontro si attende la chiusura della pausa di riflessione e la riattivazione del processo costituente europeo.
Dunque, fra le ragioni che motivano il mio voto di fiducia al Governo c'è anche la volontà che ai vertici dell'Unione Europea, in un semestre che si profila decisivo per la sua costruzione, l'Italia partecipi con un Governo nella pienezza delle sue responsabilità e dei suoi poteri.
Sono fra quanti hanno apprezzato la linea di politica internazionale presentata la scorsa settimana al Senato dal Ministro degli esteri e della comunicazione del ministro D'Alema particolarmente ho apprezzato il passaggio in cui egli ha detto: «Il Governo Prodi è in primo luogo un Governo europeista». Provo a seguire quella linea per definire in termini europeisti alcuni dei punti prioritari che il presidente Prodi ha proposto e sui quali ha ottenuto il consenso della maggioranza.
Che significa in concreto, di fronte all'agenda parlamentare politica dell'Italia di oggi, Governo europeista? Significa una strategia della sicurezza incentrata sul multilateralismo. Significa inserzione del territorio italiano nelle arterie della comunicazione continentale. Significa diversificazione delle fonti energetiche. Significa adeguamento degli standard italiani agli Accordi di Lisbona.
Di tutti questi referenti europei si può trovare riscontro nei dodici punti e, seppure in linguaggio meno icastico, nelle comunicazioni di ieri del Presidente del Consiglio.
Il rifinanziamento e la prosecuzione della missione in Afghanistan: primo banco di prova alle viste, banco di prova non tanto o non solo per la maggioranza parlamentare ma per la strategia multilaterale della sicurezza. Il Vertice di Riga ha assegnato all'Afghanistan la massima priorità nelle missioni della NATO. I Ministri degli esteri dell'Unione Europea, il 12 febbraio, hanno dato il via alla missione di polizia nell'ambito della politica di sicurezza comune. La Presidenza tedesca ha sottolineato l'importanza del partenariato strategico fra Unione Europea e Alleanza Atlantica. Dunque, sussistono tutti gli elementi per ravvisare nella missione in Afghanistan la prova di un multilateralismo efficace.
Governo europeista nel campo della politica energetica: questo dovrebbe essere - stando alle indiscrezioni - un punto specifico nella Dichiarazione di Berlino. L'Italia è un Paese dipendente: per la dipendenza dall'importazione di gas la diversificazione è minima, e tutta condizionata da fonti extracomunitarie. Se si vuole sottrarsi alla dipendenza e garantire la diversificazione, non si possono impedire gli impianti per il trattamento del gas importato per mare.
Governo europeista sugli investimenti per le infrastrutture materiali di grande comunicazione e di alta capacità ferroviaria: i primi accordi italo-francesi per la Lione-Torino - ne ho esperienza diretta - risalgono all'incontro di Nizza del 1990. La Commissione europea avverte che il tempo della tergiversazione è scaduto. Ammetto che servirebbe anche nel nostro Paese una procedura di informazione pubblica e di partecipazione alle decisioni in materia di opere ad alto impatto ambientale, magari sul paradigma della legge francese che disciplina il dibattito pubblico regolato da una Commissione indipendente. Ma cedere ad un localismo esasperato, anzi ormai a frange esasperate neppure più localiste, è un errore che comprometterebbe il futuro del Paese e che mi auguro il Governo non vorrà commettere.
Governo europeista nell'attuazione, tutt'altro che raggiunta, degli obiettivi di Lisbona. Quando si assume fra le priorità del programma il riordino della previdenza, non si può tacere che gli standard di Lisbona per l'occupazione nella fascia d'età fra 55 e 65 anni registrano per l'Italia una collocazione nei posti di coda della graduatoria europea.
Certo, le comunicazioni del Governo lasciano in bianco pagine che devono essere scritte nelle Aule del Parlamento, come si conviene innanzitutto in materia di diritto civili, a cominciare da quelli dei conviventi: diritti di civiltà e di libertà ai quali i senatori che, come il collega Maccanico e come me, si riconoscono nei principi dell'Internazionale liberale, non intendono rinunciare e non rinunceranno.
Tuttavia, non ho il tempo e neppure l'intenzione di discostarmi dalla questione che oggi è all'ordine del giorno. La missione in Afghanistan; il disco verde al Corridoio 5; la diversificazione delle fonti energetiche; l'adeguamento dell'età lavorativa agli standard di Lisbona: questo in concreto significa collocare le scelte pubbliche italiane sulla scala europea. Di ciò vi è traccia nelle comunicazioni di ieri. E se ciò si facesse nei prossimi mesi ci sarebbero, o meglio, se ciò si farà ci saranno, gli elementi fattuali per arrivare alla sessione finanziaria d'estate e poi dell'autunno con i risultati di un riformismo ragionevole e rispondente alle aspettative della cittadinanza. Anche nella doverosa considerazione del rapporto che deve sussistere tra istituzioni e cittadinanza, la fiducia che votiamo al Governo è la premessa necessaria perché per il Senato si apra una stagione di lavoro utile. (Applausi dal Gruppo Ulivo).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Butti. Ne ha facoltà.