Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 116 del 28/02/2007

TREU (Ulivo). Signor Presidente, il presidente Prodi ha indicato una linea di Governo chiara, anche se realistica e quindi equilibrata. Il suo discorso non ha nascosto i problemi e la necessità di un chiarimento a seguito delle difficoltà della maggioranza ma ha espresso la volontà di continuare con decisione sulla strada intrapresa lo scorso maggio. Dato che la crisi è politica, la risposta è anzitutto politica.

Per questo Prodi ha sottolineato giustamente l'urgenza di riprendere quegli obiettivi comuni di riforma nell'interesse generale indicati già nel DPEF. Nella ricerca di questi obiettivi si deve dare spazio ad un ampio confronto con la maggioranza e nella maggioranza, con il Paese, anche con le opposizioni sui temi istituzionali, ma la sintesi spetta al Presidente e deve essere rispettata da tutti.

Questa affermazione di Prodi risponde ad una fondamentale esigenza di governabilità e quindi esprime, come ha detto anche che il senatore Morando, la necessaria autodisciplina della maggioranza attorno al suo Premier. I contenuti di Prodi, come i dodici punti, segnalano priorità significative: indicare priorità è necessario per un Governo che vuole governare e non «galleggiare». E le priorità indicate sono significative perché corrispondono ad esigenze del Paese; aggiornano gli obiettivi indicati nel DPEF ed avviati nella pur difficile fase di avvio del Governo.

Queste priorità sono concrete ed insieme ambiziose perché guardano non solo all'immediato ma ad orizzonti di legislatura e toccano tutti i punti centrali dell'azione di Governo. Non si può dire che sono evasivi: la politica estera in primis, dove Prodi ha ribadito i capisaldi della nostra tradizione e le linee tracciate qui dal ministro D'Alema; poi la politica economica, la politica sociale e le istituzioni.

Alcuni di questi aspetti a mio avviso meritano una sottolineatura, del resto, presente anche nel suo discorso. Nella politica economica ilPremier ha sottolineato la correttezza della linea fin qui seguita. Il risanamento finanziario avviato e riconosciuto dall'Unione Europea è un punto fondamentale, da tenere fermo perché necessario per costruire una crescita solida.

La crescita è ora la priorità delle priorità e si vede. Qui Prodi ha avuto una punta polemica, l'unica, nei confronti del centro-destra, sottolineando come in un anno il Paese si è rimesso in moto ed è cresciuto più che nei cinque anni del passato Governo, ed è cresciuto anche più di quanto noi prudentemente non avessimo previsto. La ripresa, voglio sottolinearlo, è dovuta a tutti, è inutile ricercare meriti isolati: è merito delle imprese, che hanno finalmente ricominciato ad innovare con fiducia; dei lavoratori, che sono consapevoli della necessità di risollevarsi (anche per questo vogliono un Governo) e degli stimoli alla crescita che vengono dalla stessa azione di Governo, quindi, dal clima di fiducia che questa azione ha ricostituito.

Gli stimoli alla crescita hanno un presupposto nel risanamento, va ribadito, ma hanno anche bisogno di provvedimenti precisi. Il primo provvedimento - lo ha ricordato Prodi - è quello delle liberalizzazioni, che hanno cominciato a togliere le tante «incrostature» - questo è il termine che lui spesso usa - dei settori protetti, che pesano sia sulle imprese che sui consumatori; sono delle vere tasse in più, quindi toglierle significa togliere tasse. Sarebbe bene che lo ricordasse la destra. Questa strada delle liberalizzazioni è avviata in Parlamento, e quest'ultimo deve affrettarsi a portarla a termine; altre misure sono in cantiere.

Ci sono poi sostegni specifici alle imprese. Non dimentichiamo, anche se troppi lo fanno (tra l'altro, dei beneficiari), la riduzione del costo del lavoro, provvedimento di eccezionale rilevanza per la sua misura e per il suo impatto, anche nel quadro internazionale. Vogliamo e possiamo continuare su questa strada, riducendo il carico fiscale come Prodi ha annunciato, legando tale riduzione giustamente al successo della lotta all'evasione.

Ci sono poi incentivi specifici per l'innovazione dell'impresa. Voglio qui ricordare le grandi potenzialità di crescita e di innovazione che provengono da politiche energetiche moderne, quelle cosiddette di seconda generazione. Si tratta di una questione di frontiera per lo sviluppo economico e per la qualità della vita di tutti noi. Un orizzonte decisivo per lo stesso equilibrio del pianeta, un modo per coniugare ecologia e sviluppo, cui dobbiamo essere tutti più sensibili.

Prodi ha poi ricordato altri impegni di politica economica. Non starò ad elencarli; ha fatto riferimento al Mezzogiorno, dove ci sono risorse ingenti da spendere bene, alle reti TEN, alle autostrade del mare. Voglio però sottolineare come questa prospettiva di crescita, per noi,e anche per Prodi, non sia fine a se stessa; serve a sostenere anche il miglioramento del welfare, che vuol dire benessere dei cittadini. Questo della necessità della crescita vale per tutto, anche per le pensioni.

Noi dimentichiamo - non l'ho mai sentito dire in questi dibattiti - che le pensioni dipendono direttamente dalla crescita, perché sono legate direttamente all'aumento del prodotto interno lordo, e le pensioni basse che abbiamo adesso sono anche la conseguenza di una crescita debole. Quindi, il modo migliore per aumentarle in prospettiva, al di là dei provvedimenti che prenderemo, è quello di avere una crescita sostenuta e durevole e di aumentare l'occupazione, a cominciare dai gruppi che ora sono sottorappresentati nel mercato del lavoro, le donne e gli anziani, espulsi troppo precocemente dal mercato del lavoro. Il modo migliore per alzare l'età pensionabile è quello di dare opportunità di lavoro decenti ai cosiddetti anziani, che anziani non sono.

In materia di welfare, poi, Prodi ha indicato delle priorità e delle novità, in particolare, nelle politiche familiari. A tale riguardo, voglio sottolineare che le politiche familiari non sono una compensazione rispetto ai Dico; sono la dimensione necessaria di un welfare moderno misurato non solo sui bisogni dei singoli, ma della famiglia. E verso la dimensione familiare ci sono ora degli impegni precisi che vanno dalla riduzione dell'ICI - collegata ai bisogni familiari - alla lotta contro la precarietà del lavoro, importante anche per la famiglia. Se, infatti, le giovani coppie non mettono al mondo figli o al massimo ne concepiscono uno è anche perché non hanno un lavoro stabile. Questo per noi è importante sia in termini di giustizia sociale sia di sviluppo.

Infine, un breve accenno all'ultima parte del discorso del presidente Prodi, quella contenente i richiami istituzionali, che - come tutti hanno sottolineato - prevede novità importanti, quali l'apertura al dialogo con tutto il Parlamento che il Premier in prima persona ha rivendicato e l'ampiezza delle riforme prospettate. Il richiamo, infatti, non è solo alla modifica della legge elettorale, che dovrà realizzarsi con le modalità e nei luoghi necessari per migliorare il funzionamento della democrazia, per portare a termine la transizione e per sostenere il bipolarismo.

Vi è un ridisegno più ampio che tocca gli aspetti essenziali del nostro sistema, dal bicameralismo al federalismo fiscale: questioni importanti che toccano tutti e su cui anche le opposizioni sono chiamate a rispondere con chiarezza.

Questi elementi (ampiezza delle riforme e appello a tutto il Parlamento) rappresentano un motivo di fiducia per il futuro del Governo del Paese, una fiducia che noi condividiamo. È per questo che noi diamo fiducia al Governo Prodi. (Applausi dal Gruppo Ulivo).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ghigo. Ne ha facoltà.