Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 116 del 28/02/2007

RANIERI (Ulivo). Signor Presidente del Consiglio, nel rinnovarle la mia fiducia desidero ringraziarla per le sue parole di verità. Non ha occultato la serietà della crisi politica, ma insieme ha affermato le ragioni che rendono necessaria la continuazione dell'azione di Governo con questa maggioranza, con la sua maggioranza, che ha fatto su questioni nodali e difficili - dalle liberalizzazioni alla messa sotto controllo della spesa pubblica - più di quanto la precedente coalizione abbia fatto in cinque anni di Governo.

Sono serie e credibili le priorità che lei ha proposto al Parlamento e al Paese e la concentrazione delle priorità su cui si basa l'azione di Governo riapre al Parlamento spazi di iniziativa e di dibattito su terreni che poco si prestano a logiche rigide di maggioranza. Non siamo più, anche grazie alla finanziaria appena approvata, in una situazione di emergenza. I segnali di crescita economica sono vasti e importanti, ma questo rende ancora più importante un'azione di Governo tesa a rendere stabile la ripresa e ad affrontare le ragioni strutturali che frenano la produttività e la competitività del Paese.

In questo senso ho colto con particolare soddisfazione il fatto che lei abbia indicato come priorità, come punto due dei suoi dodici, subito dopo la politica estera, l'impegno su scuola, università e ricerca. Siamo nell'economia e nella società della conoscenza e le politiche del sapere sono le fondamentali politiche pubbliche per la crescita e la coesione sociale, per assicurare al Paese uno sviluppo sostenibile.

La quantità e la qualità di sapere a disposizione delle persone e di un Paese diventano, nel linguaggio degli economisti, il capitale umano. Gli stessi economisti ci dicono che gli investimenti in capitale umano hanno un'incidenza sulla produttività quattro volte superiore ai beni di investimento tradizionali di pari quantità. Se allora prendiamo il capitale umano come indicatore del livello di produttività e di competitività di un Paese, l'Italia soffre di due cose insieme: la sottoutilizzazione delle capacità e la scarsa dotazione complessiva del capitale umano.

Nella finanziaria abbiamo cominciato ad affrontare la prima questione. Ebbene, leggo in questo senso, come apertura della società al merito e come valorizzazione delle capacità, la riforma degli ordini professionali, il progetto «Industria 2015» di Bersani e lo stesso impegno contro il precariato, che di questa sottoutilizzazione delle capacità è forse la causa principale.

Ma la finanziaria non ha saputo essere altrettanto incisiva, ha agito solo parzialmente e in modo contraddittorio per lo sviluppo qualitativo e quantitativo dei luoghi in cui il capitale umano viene prodotto, cioè l'università, la ricerca e la scuola.

Oggi, con i suoi dodici punti, lei, presidente Prodi, si assume fino in fondo la necessità di superare quei limiti e molti provvedimenti assunti in questi ultimi giorni vanno in questa direzione: il rilancio dell'istruzione tecnico‑professionale, l'Agenzia per la valutazione universitaria e il disegno di legge per il riordino degli enti di ricerca che stiamo affrontando in questi giorni in Commissione al Senato.

Ora occorrerà trovare - e ce ne sono le condizioni - le risorse per dare gambe a queste riforme, superando l'assurda e paralizzante antitesi fra quantità e qualità. Abbiamo bisogno di autonomia e di valutazione per incrementare in modo utile e positivo le risorse da investire su formazione e ricerca, per mutarne la composizione interna a favore delle risorse da assegnare tramite valutazione e su progetto.

Ma il sapere, Presidente, è anche una decisiva risorsa politica per la sua coalizione, di cui questa priorità è stata ed è l'anima: non a caso, è riuscita ad evitare su questi temi quella rappresentazione di contrapposizioni sterili che è avvenuta su altri terreni e a riaprire in Parlamento, con un confronto sereno, fuori dalle asprezze del bipolarismo rude che ha caratterizzato gli ultimi mesi, un dialogo serio fra tutte le componenti di questo Parlamento.

La scuola, l'università, la ricerca insieme possono essere il cemento più solido della sua coalizione e il terreno su cui questo Parlamento può mettere al primo posto l'interesse generale ed il futuro del Paese rispetto alle pure e semplici contrapposizioni di schieramento. Abbiamo cominciato in questo ramo del Parlamento, in Senato, a farlo. Continueremo a farlo. (Applausi dal Gruppo Ulivo).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Tonini. Ne ha facoltà.