Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 116 del 28/02/2007
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PALMA (FI). Signor Presidente, di qui a poco, probabilmente con il voto di qualche nostrano Metternich o di chi nel cognome porta scolpito il segno della sua inaffidabilità dichiarativa, il Governo forse otterrà la fiducia da parte del Senato. Ciò nonostante - voi lo sapete molto meglio di me - la vostra stagione politica è finita. E dispiace, davvero dispiace, che ieri il Presidente del Consiglio, invece che prendere la strada del canto del cigno, si sia ostinato a continuare a fare lo struzzo, così privilegiando l'accanimento terapeutico rispetto alla dignità della morte. Come tutti quelli che non intendono parlare, ci ha inondato di una serie di parole generiche e vuote, e nella sua triste loquela è giunto financo a dire che di qui a poco avrebbe ridotto l'ICI, non rendendosi conto che così dava ragione proprio a quel Berlusconi che, nel corso della campagna elettorale, aveva immaginato e affermato la percorribilità di quella possibilità.
Nulla, davvero nulla è stato detto dal Presidente del Consiglio in ordine ai nodi politici che sono sul tappeto, nodi politici, si badi bene, che sono stati posti tutti dalla sua, dalla vostra maggioranza. Nel non dire, il Presidente del Consiglio non ha chiarito ai componenti della sua maggioranza ed al Paese in che modo intenda sciogliere questi nodi, quasi che la risoluzione numerica potesse comportare anche la risoluzione di una profonda crisi politica. Né il presidente Prodi immagini che utilizzando il dodicesimo punto del suo decalogo che, come dire, lo ascrive alla categoria dei giudici conciliatori, potrà, attraverso la sua opera di paternalistica conciliazione, risolvere i grandi problemi del nostro Paese.
Veniamo al dunque. Mi rendo conto che probabilmente il presidente Prodi non dedicherà attenzione, nella sua replica, alle parole di questo oscuro parlamentare, ma vorrei chiedere al presidente Prodi, oltre alla Conferenza di pace, che abbiamo proposto e si farà, oltre al fatto che abbiamo partecipato alla Conferenza euro-africana, che farete dell'Afghanistan? Resterete, ve ne andrete, in che modo ve ne andrete? Chiedo questo non perché lo vogliamo sapere noi che le idee chiare sull'Afghanistan le abbiamo, ma perché probabilmente se ieri il presidente Prodi lo avesse detto avrebbe fatto opera di chiarezza nei confronti di quei senatori Rossi, Turigliatto, Rame e quant'altri che fin da ieri hanno detto che voteranno contro la missione in Afghanistan.
Ho ascoltato con attenzione il presidente Prodi dilungarsi sulle energie rinnovabili dell'ultima generazione, quasi fosse un novello replicante di blade runner: mi rendo conto, dovevo dare soddisfazione alla componente verde del suo Governo. Ma la TAV si farà o non si farà?
BIONDI (FI). Lo sapremo alla prossima puntata.
PALMA (FI). Il tunnel si comincerà o non si comincerà? Mi rendo conto che il presidente Prodi ha detto, anche qui forse utilizzando lo stesso schema per cui la base di Vicenza era un problema urbanistico di quel consiglio comunale, che tutto si farà con il consenso della cittadinanza, meglio, della parte più vivace di una minoranza della cittadinanza. Ma se per ipotesi questo consenso non vi dovesse essere, ci spiegate una volta per tutte se la TAV si farà, se quel Corridoio che ci pone all'interno dell'Europa si farà, ovvero se pochi manipoli, come dire, di vivaci contradditori dovranno portare questo Paese al di fuori dell'Europa?
Per quanto riguarda le pensioni, ci aspettavamo chissà che discorso, d'altra parte il ministro Padoa-Schioppa nel pomeriggio aveva rilasciato delle dichiarazioni corpose. Cosa ci è venuto a dire il presidente Prodi sul problema pensionistico? Noi faremo attenzione ad aumentare le pensioni minime, ma il problema non è questo! Abolirete lo scalone come avete messo nel vostro programma? Innalzerete l'età pensionabile come vi viene richiesto dall'Europa? Modificherete i coefficienti pensionistici? Queste erano le risposte che ci dovevano essere date e, ripeto, anche in questo caso, non solo e non tanto a noi dell'opposizione, che anche su questo punto le idee le abbiamo abbastanza chiare, ma a quelle componenti della vostra maggioranza che le hanno ugualmente chiare ma in senso assolutamente contrario.
Anche la precarietà del lavoro è un problema, ma modificate o no la legge Biagi, e in che modo la modificate, non essendo davvero possibile mettere d'accordo talune componenti della Margherita e dei DS con talune componenti della sinistra radicale?
E ancora: nessuna parola è stata ieri detta su un problema che pure è stato al centro del dibattito in questi ultimi giorni. Si afferma e si dice che quel problema era già all'attenzione del Parlamento: parlo dei Dico, dico dei Dico. Andrà avanti questo provvedimento? E quando andrà avanti, in che modo metterete d'accordo non tanto la componente teodem della vostra coalizione quanto la componente che ha rispetto dell'articolo 29 della Costituzione, rispetto a chi di quell'articolo vuole fare strame?
Il ministro D'Alema, nelle sue dichiarazioni, ci aveva assicurato che, se il voto alla Camera fosse stato negativo, questo Governo se ne sarebbe andato a casa. Sarebbe stata - credo - un'operazione di grande coerenza, anche perché dubito fortemente che gli storici, che per circa 50 anni hanno negato la tragedia delle foibe, avrebbero mai potuto equiparare Prodi a quel Cincinnato dell'epoca di Roma, un Cincinnato che se ne andò dopo aver fatto il bene di Roma e non come Prodi dopo aver mortificato il Paese. La procedura di sfratto è in itinere, si concluderà.
Un'ultima cosa voglio dire al presidente Prodi: a differenza della legge sugli sfratti, la presenza nella sua famiglia politica di anziani ultrasettantenni non gli gioverà per fermare la procedura. (Applausi dei senatori Biondi e Selva).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rubinato. Ne ha facoltà.