Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 116 del 28/02/2007
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MASSIDDA (DC-PRI-IND-MPA). Signor Presidente, sapevo per sette minuti.
PRESIDENTE. Era con l'IVA compresa. Sono sei.
MASSIDDA (DC-PRI-IND-MPA). Cercherò di essere sintetico. Avevo preparato un altro discorso, invece parlerò a braccio, perché, per rispetto proprio alla presenza del Presidente del Consiglio, voglio esternare uno stato d'animo di grande disgusto per il degrado istituzionale di quest'Aula.
Lei deve sapere, presidente Prodi, che gran parte dei colleghi, che poco prima sono intervenuti utilizzando il vocabolario più roboante per esaltare il suo mandato e che ieri hanno assistito nell'assoluto gelo al suo intervento, per poi applaudire con un applauso quasi liberatorio, nell'uscire e nell'avvicinarsi al bar facevano il «totopremier» e la scommessa su quanti mesi sarebbe durato. Altro che pit-stop da Formula 1: a me sembra invece una tranvata da strada provinciale, in cui lei, con la sua macchina, messa su con scotch e con spago, tenta di fare ancora qualche chilometro nella speranza di ricevere i pezzi di ricambio, che non le arrivano e le vengono nascosti dai suoi alleati.
Sono veramente dispiaciuto, perché a pagare questo stato d'animo e questo momento non saranno certamente i senatori, che hanno anche giustamente fatto interventi che io rispetto, ma che probabilmente sono più lontani di noi dai cittadini. Vorrei che lei veramente sentisse il parere dei cittadini. Sarebbe bello anche risentirlo andando alle elezioni; forse tutto il suo entusiasmo verrebbe a scemare.
Le racconto, sulla lealtà dei suoi alleati, un episodio che mi sta molto a cuore e che riguarda la Sardegna. Spero che voi non ne veniate a conoscenza perché da momento terribile industriale diventi un momento sociale di grande tensione. Nel centro della Sardegna stanno per perdere il posto di lavoro, dopo anni di promesse, 825 persone. Migliaia di famiglie si troveranno nei guai, perché esiste un indotto. Mi riferisco soprattutto agli operai delle tre aziende del gruppo Legrer, che probabilmente - ripeto - metteranno per il momento metà dei loro operai per strada. Questi operai ogni giorno assistono a passerelle da parte dei politici del centro-sinistra, che promettono grandi cose. Per esempio, promettono che questa grande vertenza verrà risolta dal ministro Bersani, dopo che il ministro Bersani non ha ricevuto gli operai ma li ha fatti ricevere dagli uscieri degli uscieri, per promettere soluzioni che per il momento, ormai da mesi, non si vedono.
E allora che cosa è accaduto? Che il segretario provinciale dei DS dice: non votare la fiducia a Prodi, caro senatore Gianni Nieddu, persona rispettabilissima, questore del Senato, nonché grande sindacalista; non firmare senza una garanzia per la Legrer. E lo stesso viene chiesto al segretario del Senato, senatore Ladu: non firmare. Che cosa pensate? Che due amici non daranno la fiducia a Prodi? Allora mi chiedo: se ciò accadrà, chi si dimetterà? Il segretario provinciale dei DS, che ha impostato la sua politica su questa richiesta, o il senatore Ladu, che verrà costretto a votare la fiducia (e come si ripresenterà ai suoi elettori?), o il ministro Bersani, il quale ha trovato tempo per risolvere i problemi e dare una valenza nazionale alla minacciata perdita di 250 posti per Porto Marghera (li ha ricevuti in pompa magna e in tempi brevi ha risolto i problemi) ma non trova tempo per 825 famiglie che, nelle proporzioni, rappresentano il corrispettivo di decine di migliaia di posti di lavoro nelle altre Regioni? Questi nobili e leali alleati andranno a dire che la colpa non è loro. Sicuramente non è colpa dei DS, perché si sono interessati il segretario provinciale, il senatore Nieddu e il Ministro. Magari è colpa di Tore Ladu, che invece si interessa solo di Ottana, perché così si dice nei corridoi.
Questa è la lealtà della sua maggioranza: pronti a farsi la forca l'uno contro l'altro perché non hanno più l'antenna parafulmine che era Berlusconi e questo centro‑destra che non si è mai interessato, che non ha mai fatto niente, che ha creato le premesse perché la Maddalena venga abbandonata dagli americani per una scelta strategica fatta dall'Italia insieme agli Stati Uniti, quindi con un atto di politica estera molto valente. Invece arrivate voi e dite: fuori gli americani! Andatevene via immediatamente! Chi pagherà i danni? Chi risolverà, chi rimetterà in ordine eventuali storture? Chiedetevi: come faranno i nostri cittadini della Maddalena a sopravvivere senza l'arrivo di 43 milioni di euro?
Concludo con una nota positiva, signor Presidente del Consiglio. Nei giorni scorsi a Cagliari si è tenuto un convegno: è peggio il Governo Prodi o il Governo Soru? Abbia grande fiducia, pensi che il Governo Soru è peggio del suo. Si immagini che ha in questo momento una soluzione ancora migliore che la rallegri. Presidente Prodi, le do un consiglio su quale deve essere il terzo punto del suo programma. Telefoni a donna Flavia e le dica: butta la pasta che torno a casa. (Applausi dai Gruppi DC-PRI-IND-MPA e FI).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ranieri. Ne ha facoltà.