Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 116 del 28/02/2007
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GALLI (LNP). Signor Primo Ministro, molto prima di quanto personalmente mi aspettassi, il suo Governo è arrivato al capolinea. Tutte le manifestazioni di forza e la supponenza sbandierate in questi mesi ci avevano convinto che un minimo di consistenza la sua maggioranza l'avesse. In realtà, è bastato pochissimo per far crollare il suo misero castello di sabbia ed esporre l'intero Paese al ludibrio internazionale per la vergognosa sceneggiata cui abbiamo dovuto assistere in queste settimane.
L'occasione, comunque, ci fornisce l'opportunità di fare il punto della situazione dopo dieci mesi di Governo di centro-sinistra e di immaginare, in base al suo discorso di ieri, quale potrà essere il futuro prossimo del Paese. Che lei e i suoi Ministri viviate in un altro mondo o siate semplicemente fuori dalla realtà, lo avete dimostrato con i pochi ma devastanti interventi legislativi in questi mesi e con le deliranti affermazioni che abbiamo dovuto udire in quest'Aula.
Tocchiamo velocemente, per motivi di tempo, i passaggi più qualificanti. Partiamo dalla politica estera, ufficialmente la causa della caduta della settimana scorsa. Nel suo Governo è evidente la confusione e la contraddizione ideologica che regna. Accanto a personaggi dichiaratamente filoamericani, avete esponenti di quell'antiamericanismo viscerale che ha caratterizzato la storia della sinistra italiana degli ultimi sessant'anni, personaggi pronti a sfilare in piazza contro ogni attività a stelle e strisce e completamente ciechi e sordi di fronte a qualunque altra violenza esistente al mondo, pronti a criticare gli americani, che le guerre le fanno con la televisione al seguito e con la libera opinione pubblica, e ciechi e sordi di fronte a tutte le altre guerre combattute nel silenzio della dittatura mediatica e della compiacenza ideologica degli intellettuali occidentali: l'Unione Sovietica che massacra e continua a massacrare da decenni i cittadini ceceni, i cinesi che stanno ripulendo etnicamente le regioni del Tibet, i massacri perpetrati nel continente africano, per non parlare degli eccidi che quotidianamente l'integralismo islamico compie in metà dei Paesi del mondo.
Con lo stesso Israele la vostra posizione è estremamente parziale: mettete sullo stesso piano la democrazia israeliana con le dittature dei Paesi confinanti e non avete nemmeno l'onestà minima di riconoscere che, dal 1967 in avanti, sono stati sempre i Paesi arabi confinanti ad attaccare Israele, perdendo regolarmente ogni volta, e che anche l'ultimo conflitto è nato dall'attacco sconsiderato dei missili degli Hezbollah, proprio mentre gli israeliani si stavano unilateralmente ritirando dai territori conquistati nelle guerre scatenate dagli arabi stessi.
Nonostante questo, la sinistra integralista del vostro schieramento vorrebbe ancora l'allontanamento unilaterale dall'Afghanistan, con l'unico risultato di far ricadere le popolazioni di quel Paese, soprattutto le persone più deboli, sotto la follia integralista talibana.
E ha un bel dire che il futuro della diplomazia è quello del multilateralismo, considerando che al mondo in questo momento esiste solo la forza degli Stati Uniti, dell'Unione Sovietica e della Cina e la follia integralista del mondo arabo. Mentre l'Europa, quell'Europa da lei così osannata, si è autonomamente relegata in una posizione inconsistente, impegnata com'è a decidere se dovrà essere in futuro una potenza politica o semplicemente un'area asettica e melliflua di scambio economico.
Ad un po' di confusione mentale siamo comunque abituati, considerando ad esempio che la stessa parte integralista del suo Governo non ha niente da dire sulla missione nel Libano, forse perché i nostri militari sono lì a far nulla, e non ha avuto nulla da dire quando nell'altro Governo di centro-sinistra l'allora primo ministro D'Alema mandò i nostri caccia, senza nemmeno avvertire il Parlamento, a bombardare un popolo europeo e cristiano, a poche centinaia di chilometri dai nostri confini.
Se in politica estera la confusione regna sovrana, con la conseguente caduta verticale del nostro Paese nello scenario internazionale, in politica economica regnano l'ipocrisia e la menzogna. Lei ha avuto il coraggio di dire in quest'Aula che bisogna far presto e riprendere in fretta l'azione di Governo per non vanificare i risultati fin qui conseguiti e i grandi benefici che i nostri consumatori stanno ricevendo, citando il dato di crescita economica del 2 per cento nel Paese del 2006, da confrontare per altro con il quasi 3 per cento della media dell'Unione Europea.
Signor Presidente, mi permetto di ricordarle che, seppure questo è il palazzo della politica e quindi del qualunquismo più sfrenato, ad andare oltre il limite del buon senso si rasenta il cattivo gusto.
Le elezioni si sono svolte nell'aprile 2006, avete fatto il Governo a giugno, fino a settembre si è parlato solo di indulto e la vostra finanziaria è partita solo da gennaio di quest'anno. I brillanti risultati economici del 2006 sono quindi da ascrivere integralmente all'azione politica del Governo della Casa delle Libertà che, con le sue riforme ed il suo atteggiamento mentale nei confronti dell'impresa, ha portato la disoccupazione al 7 per cento (miglior risultato degli ultimi 30 anni), con Francia e Germania contestualmente al 10 per cento, con oltre 23 milioni di occupati (massimo storico di sempre) e 40 miliardi di euro di gettito fiscale in più pur avendo, anche se di poco, ridotto le tasse.
A meno che lei si riferisse al cosiddetto decreto Bersani, quello delle liberalizzazioni, che ha avuto come unico risultato quello di non ridurre le code alle stazioni di taxi, ma di aumentare il costo della corsa Fiumicino-Roma da 35 a 40 euro; che ha fatto vendere l'aspirina alle Coop (del resto, bisognava darlo qualche contentino a chi ha votato); che ha contestualmente aumentato l'IVA dal 10 al 20 per cento sulla nutella; che ha aumentato le tasse sugli immobili industriali e ha introdotto una settantina di nuove balzelli ed adempimenti fiscali. Oggi neanche nella Sierra Leone hanno il registro clienti-fornitori.
Per il resto, stiamo ancora aspettando. Stiamo ancora immaginando tutte le altre rivoluzioni economiche. Quello che invece non immaginano, ma hanno già visto con sgomento in busta paga i lavoratori delle fasce più deboli, sono gli aumenti delle trattenute, la riduzione delle deduzioni e delle detrazioni, tanto che oggi non i miliardari, ma gli operai e gli impiegati da 1.200 euro al mese, con moglie e figli a carico, hanno visto ridotta la propria busta paga.
Di più, con l'obbligo imposto agli enti locali di aumentare le addizionali, proprio le famiglie più deboli economicamente e più numerose risultano essere quelle più penalizzate.
Ieri lei è venuto a parlarci di politica della famiglia, di asili nido, di edilizia convenzionata, addirittura dell'ICI sulla prima casa: ICI, allora ISI, inventata proprio durante il suo Governo e che ora con la sua finanziaria, che prevede gli aumenti degli estimi catastali, sarà raddoppiata o addirittura triplicata.
L'ipocrisia, peraltro, è la vera trave importante della sua politica: ieri ci ha parlato dei giovani e della sicurezza del loro futuro; i segretari dei partiti comunisti vanno in televisione a demonizzare la legge n. 30 del 2003 della Casa delle Libertà, mentendo deliberatamente sul fatto che il suo ministro Treu inventò il lavoro flessibile, con i contratti a progetto, i Co.Co.Co. e tutto il circo Barnum delle regole sul lavoro precario in Italia.
Presidente Prodi, dovremmo citare tante altre cose, ma il tempo a disposizione non ci permette di farlo. Vorremmo chiederle, quando fa riferimento all'energia, di cosa parla, se si riferisce ad un ritorno ragionevole al nucleare, alle centrali di ultima generazione a carbone, o se semplicemente, per tirare a campare e non scontentare Pecoraro Scanio, ha in mente di riempire il Paese con mulini a vento e specchi fotovoltaici; se i rigassificatori si faranno, se si faranno in Veneto (tanto non importa, visto che governa la Casa delle Libertà) e non si faranno in Puglia perché governa il comunista Vendola (un comunista, peraltro, che si dà 25.000 euro al mese di stipendio!).
Vorremmo sapere anche se la TAV si farà, se ha intenzione di tirare a lungo ancora un anno e far perdere così due anni al Paese, visto che in dieci mesi tutto quello che siete riusciti a fare è stato di bloccare i cantieri. Volete ripetere l'exploit del 1996-2001, quando nemmeno un metro di opera pubblica è stata realizzata.
Non parli, per favore, di produttività, competitività e crescita; non ne parli per carità di patria o semplicemente per dignità.
La sua storia personale e la sostanziale chiusura di tutte le grandi aziende pubbliche dove lei è passato glielo impediscono; glielo impediscono soprattutto quei Ministri cresciuti nell'odio di classe, anche se tutti rigorosamente figli di borghesi, e che, quando non tiravano le molotov, per loro stessa ammissione militavano nell'area pauperista e antindustriale del sindacato, quella - per intenderci - che ha fatto chiudere tutte le grandi aziende presenti sul territorio nazionale negli anni Settanta ed Ottanta.
Per queste ragioni è saltato il suo Governo, per tutte le contraddizioni presenti al suo interno e per i danni catastrofici che stavano procurando al Paese.
La politica estera è stata solo un pretesto e i Dico il mezzo.
Ritengo quindi che male abbia fatto il presidente della Repubblica Napolitano a non accettare le sue dimissioni e a non obbligarla almeno a cambiare un po' la squadra. Del resto, basta vedere le posizioni di Napolitano del 1956 per capire da che parte tira.
Una crisi vera però avrebbe almeno dato l'impressione al Paese di una vera discontinuità, e a lei l'opportunità di liberarsi delle presenze più improponibili. A partire dal ministro D'Alema, la cui spocchiosa saccenza le è costata il voto della settimana scorsa, e che non fa certo un buon servizio al Paese andando a braccetto in
mondovisione con i terroristi. O il ministro Ferrero, quello che ha in mente una riforma pensionistica esattamente opposta alla sua, quello che voleva le sale pubbliche per farsi le canne, e che voleva con l'immigrazione selvaggia ripulire etnicamente le zone ad alta intensità leghista. O le ministre Bindi e Pollastrini, che prima di presentare leggi che le sono costate la legislatura, avrebbero dovuto almeno avere il buon senso di chiedere il permesso a chi di dovere. O l'ultima scoperta, quel ministro della funzione pubblica Nicolais che ha addirittura modificato la sua sacra e inviolabile finanziaria 2007 per poter sforare sul compenso ai presentatori del Festival di Sanremo.
Così lei, Primo ministro di un Governo con all'interno DS, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, da una parte vuole rivedere al ribasso i coefficienti per il calcolo delle pensioni e dall'altra a persone già ricchissime darà un compenso di quasi un milione di euro per una settimana di lavoro. Complimenti.
Di federalismo e di tutto il resto non parlo nemmeno perché la Padania, i padani, il sistema socio-economico settentrionale sono quanto di più lontano dalla sua sensibilità, e ogni parola detta sarebbe perfettamente inutile.
Voglio concludere solo ringraziando. Prima di tutto per lo spettacolo che ci ha fornito. Da tempo non ci si divertiva così in Senato. Poi per la speranza che ha dato al Paese. Come minimo, qualche settimana l'abbiamo guadagnata e in questo periodo non avete avuto la possibilità di fare danni. E poi perché il suo dodecalogo di ieri non è il programma futuro ma, come è evidente a tutti, il suo testamento politico. Il suo Governo potrà durare qualche settimana o qualche mese, ma politicamente è morto la settimana scorsa.
Ieri si è prodigato in promesse a tutti soprattutto con la legge elettorale ma è evidente che più in là di tanto non si potrà comunque andare, e in questo senso l'anno appena passato e il prossimo che ci aspetta rappresentano la più potente campagna elettorale che si sia mai vista nel nostro Paese. Avete perso o perderete metà dei vostri elettori e ci avete fatto recuperare tutti quelli che già dalla nostra parte erano rimasti insoddisfatti per la presunta scarsa incisività della nostra azione, ora che hanno visto la vostra. Grazie, quindi, onorevole Prodi.
Solo un'ultima cosa: nei prossimi mesi parli pure di leggi elettorali, di PACS, di teorie di integrazione, di tutto quello che è il repertorio dell'inutile politico. Ma lasci stare tutto il resto, non si occupi più di cose serie. Di danni ne ha già fatti abbastanza. Ci lasci, per la prossima volta, un Paese devastato sì, ma non totalmente distrutto. (Applausi del senatore Selva).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Palma. Ne ha facoltà.