Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 116 del 28/02/2007
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*COSTA (FI). Signor Presidente, Ministri, Sottosegretari, onorevoli colleghi, per la verità questa soluzione governativa che ci viene proposta è il risultato di un'alleanza di sinistra-centro e non di centro‑sinistra, come ha detto qualcuno, poiché la sinistra, e in particolare quella radicale, la fa da padrona nell'allestimento e nell'attuazione del programma.
All'onorevole Presidente debbo dire che ha la mia comprensione per essere egli costretto - ed evidentemente lo è, insieme al suo Governo - a praticare in questo periodo comportamenti che certamente non dovrebbero essergli congeniali, anche per non scandalizzare i senatori che vengono dall'estero, dai quali ci saremmo aspettati più integrità intellettuale e per la cui venuta facemmo non poco, allestimmo una legge, pensando di farli venire in un ambiente dove si praticava la lealtà e non certamente la bugia come strumento di captatio benevolentiae a fini elettorali, per far sì che la maggioranza prevalesse sulla minoranza.
Spiego brevemente per quali motivi si nega la fiducia a questo Governo. Innanzitutto, la pressione fiscale è a livelli tali che non può provocare virtuosamente quello che è accaduto, vale a dire l'aumento delle entrate, che invece - lo si dica chiaramente - è ascrivibile esclusivamente alle politiche del Governo Berlusconi. Infatti, le entrate risultavano incrementate nella stessa misura fissata al 31 dicembre 2006, così come si atteggiavano al 1° gennaio e certamente nel primo trimestre di dell'anno precedente.
Questo Governo, quindi, non ha alcun merito. Il merito invece va riconosciuto al Governo precedente, che tra le misure in materia fiscale istituì la no tax area e tra le misure di solidarietà istituì il 5 per mille in favore del volontariato; misura virtuosa che eravate sul punto di sopprimere.
Per quanto riguarda la difesa, ci ha fatto tanta tenerezza vedere il Capo dello Stato, il Presidente del Consiglio e il Ministro della difesa raccogliere il tricolore che tornava dall'Iraq e consegnarlo come cimelio da affidare alle nuove generazioni. Ma, sia chiaro, questo non vi malleva dal peccato fondamentale che pervade la vostra coalizione nel dire «no» a Vicenza e all'Afghanistan.
Con riferimento alla ricerca e all'università, ricordiamo ancora le grida di quei rettori che, guarda caso, oggi tacciono, nonostante che le risorse in favore della ricerca siano diminuite. E per quanto riguarda il Mezzogiorno, la grande opera sullo Stretto che non si è consentito di realizzare è il più grande peccato che si poteve commettere ai danni dell'Italia e non soltanto del Mezzogiorno.
Per tutti questi ed altri motivi, voteremo no. (Applausi dal Gruppo FI).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Grassi. Ne ha facoltà.