Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 116 del 28/02/2007

BENVENUTO (Ulivo). Signor Presidente, vi sono tre ragioni per esprimere la fiducia al Governo e al suo presidente Romano Prodi.

La prima è che non vogliamo ripartire da zero. Il Governo Prodi in nove mesi ha fatto e ha fatto bene, e parlano i risultati. L'Italia consolida la sua ripresa, che sta diventando strutturale; tra poco non succhieremo le ruote agli altri Paesi, ma raggiungeremo il gruppo di testa che tira la ripresa economica in Europa. Poi, l'inflazione continua a diminuire, l'occupazione migliora. Nello scenario internazionale, anche se - è vero - a fatica e con qualche contraddizione, esploriamo le potenzialità di una ritrovata politica multilaterale: rinnoviamo - per così dire - nella continuità della nostra collocazione internazionale.

Ancora, la crescita non è solo quantitativa, ma è soprattutto qualitativa, attenta alla buona occupazione, al Mezzogiorno, alle famiglie. I 5.000 euro annui di bonus fiscale per ogni occupato a tempo determinato (che diventano 10.000 euro al Sud e qualcosa in più per le donne) rappresentano finalmente un primo segnale concreto per ridurre l'area di precariato che mortifica i nostri giovani e angustia le famiglie. Inoltre, le entrate fiscali aumentano anche in questi primi due mesi del 2007; finalmente non più a parole abbiamo intaccato quel giacimento inesplorato che era ed è caratterizzato dalle frodi fiscali, dall'elusione e dall'evasione fiscale.

La seconda ragione per esprimere la fiducia al Governo e al suo Presidente sta nel fatto che, risolti i problemi di compatibilità economica con l'Europa, ora il Governo ed il presidente Prodi si devono accingere a rimettere in ordine i conti dello Stato e delle famiglie.

Signor Presidente del Consiglio, l'accusano di voler guadagnare tempo, di menare il can per l'aia. Non è così: troppo tempo si è perduto nella passata legislatura. Lei sa che, a forza di far maturare i tempi, i problemi non maturano e rischiano di marcire.

C'è, quindi, la volontà - che abbiamo verificato nelle dichiarazioni - di fare riforme che abbiano al centro le persone, perché la nostra stella polare è rappresentata dalla solidarietà, dalla coesione e dall'equità. Questi tre elementi, infatti, garantiscono e rendono possibile il progresso.

Sappiamo che occorre modernizzare il Paese, ringiovanirlo, dargli un futuro. Ora pensiamo che le riforme si possano fare, a partire da quella sulle pensioni, perché la migliorata realtà economica ci permette di realizzare riforme non per fare cassa, ma per creare sistemi di protezione e di garanzia per tutti, per chi lavora ed anche per i giovani e per gli anziani.

La terza ed ultima ragione sta nel fatto che lei, presidente Prodi, ha confermato ed enucleato gli obiettivi, difficili ma precisi, che sono dinanzi a noi. Il metodo proposto è quello della concertazione: non si tratta di contrattare, ma di discutere, di considerare tutte le ragioni, di superare le preoccupazioni, di rassicurare dalle paure e, alla fine, di decidere. Questo è lo stile che differenzia il centro-sinistra dal centro-destra.

Noi non pensiamo di comandare il Paese, perché lo vogliamo governare. Governare è un esercizio paziente, faticoso, tenace e trasparente per costruire soluzioni che siano condivise.

L'alleanza, sappiamo, l'Unione, è complessa, abbiamo una legge elettorale che noi non abbiamo voluto, e che va cambiata, e sappiamo che non la possiamo e non la vogliamo cambiare da soli, la vogliamo cambiare assieme, perché pensiamo che è interesse di tutti non trasformare il Parlamento in una impotente ed inconcludente sede politica che ricorda la Dieta polacca di lontana memoria.

Ma attenzione, e lo dico ai colleghi dell'opposizione: la nostra è una alleanza viva, vivace, ricca di idee, di tradizioni, di contrasti, ma io non riesco a capire per quale motivo l'opposizione in maniera ossessiva, in maniera ripetitiva, in maniera tenace definisce la nostra coalizione «di sinistra», dicendoci: «Siete la sinistra», quasi fossimo al tempo dei bolscevici o dei menscevici.

Presidenza del vice presidente CAPRILI (ore 11,48)

 

(Segue BENVENUTO). La nostra non è solo un'alleanza di sinistra, ve lo ricordiamo, anche se a voi non fa piacere: è un'alleanza di centro-sinistra, è un'alleanza dove la sinistra ed il centro dimostrano di saper governare il Paese.

Il tempo è galantuomo: quando si cambia, all'inizio è virulenta, forte la protesta degli interessi corporativi e delle rendite parassitarie che vengono colpite, ma poi, quando si dirada il polverone, ci si accorge che il Governo e lei, Presidente, state operando per modernizzare, per far andare avanti il nostro Paese, per dargli delle prospettive che mettano assieme il Paese e lo uniscano in un grande sforzo di coesione e di solidarietà. (Applausi dal Gruppo Ulivo e della senatrice Negri).

 

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Alberti Casellati. Ne ha facoltà.