Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 116 del 28/02/2007

PRESIDENTE. Ricorda che nel corso della seduta del giorno precedente ha avuto inizio la discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio.

AMATO (FI). Il succinto programma del Presidente del Consiglio, articolato in quei 12 punti che costituiscono il frutto dei tanti compromessi necessari a continuare ad esercitare il potere con l'appoggio di una coalizione nella quale rimangono intatte le divisioni, appare generico ed inconsistente e non offre alcuna risposta dirimente rispetto alla soluzione di questioni spinose presenti nell'agenda del Paese quali i Dico, la TAV, la missione in Afghanistan ed i rapporti dell'Italia con l'Alleanza atlantica. L'obiettivo del Presidente del Consiglio di ottenere la conferma della fiducia ad un Governo ormai delegittimato potrebbe anche essere raggiunto ma questo voto non riuscirà a nascondere il fallimento del progetto dell'Unione, la rinuncia al proclamato intento riformatore dell'Esecutivo e la mancanza di coesione del centrosinistra sulle scelte strategiche. A conferma di ciò, la maggioranza, con l'alibi di perseguire un non meglio precisato interesse generale, è attivamente impegnata in una campagna acquisti di parlamentari appartenenti al centrodestra. (Applausi dal Gruppo FI).

MORGANDO (Ulivo). Il Gruppo esprime piena condivisione sulle comunicazioni svolte dal Presidente del Consiglio che, puntando sulla continuità, mirano a dare una risposta immediata alle esigenze di governabilità del Paese. Archiviato il voto contrario espresso sulla politica estera sulla base di convinzioni personali, bisognerà però puntare su una coalizione che non fondi la sua azione sul principio di autosufficienza politica, ma si apra al dialogo su tematiche condivisibili anche da parlamentari dell'opposizione. L'aver individuato 12 punti di più cogente attualità all'interno del programma elettorale, per sua natura onnicomprensivo e quindi dispersivo, appare un importante passo in avanti, utile anche ad arginare le cadute di consenso che si registrano nel Paese, e va nel senso di realizzare quella chiarezza di obiettivi necessaria a determinare una loro più ampia condivisione. Il Governo potrà quindi concentrare la propria azione su temi fondamentali per lo sviluppo, quali il sostegno alla famiglia, la realizzazione delle infrastrutture, l'aumento delle liberalizzazioni e il riordino del sistema previdenziale, che dovranno adeguatamente supportare la crescita economica in atto. Si potrà così procedere anche ad una opportuna riduzione del carico fiscale sui contribuenti, da realizzare attraverso l'utilizzo di una quota rilevante delle maggiori entrate derivanti dalla lotta all'evasione e all'elusione fiscale, come scritto nella finanziaria. (Applausi dal Gruppo Ulivo).

MORSELLI (AN). Le comunicazioni del Presidente del Consiglio appaiono deludenti e omissive e tradiscono il desiderio di salvaguardare le posizioni di potere. I forti condizionamenti dell'azione di governo derivanti dalle posizioni di Rifondazione comunista e dei Comunisti italiani, oltre ad un viscerale antimericanismo portano con sé l'impossibilità di affrontare questioni nodali per il Paese, generando all'estero una immagine dell'Italia negativa e la caduta della sua credibilità internazionale. La mancata sottoscrizione da parte dei leader delle forze di maggioranza dei 12 punti proposti dal Presidente del Consiglio e la pavidità con la quale si è evitato di accennare alle profonde divisioni presenti nel centrosinistra sulla politica estera, sulle riforme elettorale e del sistema pensionistico e sui temi etici, prima tra tutti la regolamentazione delle convivenze, costituiscono la prova evidente che l'unico collante della compagine governativa è ormai rappresentato dallo spirito di sopravvivenza. Il popolo italiano vuole invece chiarezza e chiede che questo Governo si faccia da parte. (Applausi dai Gruppi AN e FI).

SARO (DC-PRI-IND-MPA). Le differenze esistenti tra la componente riformista e la sinistra radicale antagonista della compagine governativa sono state alla base della crisi politica del Governo, per stessa ammissione del Presidente del Consiglio, ma le soluzioni proposte appaiono inconsistenti e di corto respiro, in quanto la dichiarata apertura della maggioranza alle forze di centro determinerà di fatto uno spostamento dell'orientamento politico dell'Esecutivo e la susseguente reazione della componente della sinistra estrema. La lunga fase di transizione cui è stato sottoposto un Paese evidentemente non pronto ad un bipolarismo condizionato dalle posizioni politiche delle sue frange più estreme dovrebbe piuttosto essere oggetto di una approfondita fase di riflessione. Sulla scorta della richiesta del Presidente della Repubblica di procedere sollecitamente alla riforma della legge elettorale, si dovrà attentamente valutare l'opportunità di aprire una nuova fase politica ricorrendo allo schema della grande coalizione, adottato recentemente in numerosi Paesi europei. (Applausi dal Gruppo FI e del senatore Gramazio. Congratulazioni).

MICHELONI (Ulivo). In coerenza con la richiesta di unità e chiarezza manifestata dagli italiani all'estero che hanno votato per l'Unione, rinnoverà la fiducia al Governo Prodi in ragione dell'importanza assegnata alle comunità dei connazionali residenti all'estero quale risorsa per il Paese e dei risultati ottenuti in loro favore nei primi mesi della legislatura. Ulteriori passi in avanti potranno essere realizzati superando la logica della ricerca della visibilità politica ad ogni costo, che troppo spesso ispira il confronto parlamentare anche su tematiche quali la pace, la famiglia e il rispetto per la vita, sulle quali invece dovrebbe riconoscersi il senso di appartenenza nazionale. Auspica quindi un impegno collettivo affinché il Parlamento possa rappresentare il luogo di sintesi delle diverse culture e appartenenze politiche nel perseguimento dell'obiettivo prioritario rappresentato dagli interessi del Paese. (Applausi dai Gruppi Ulivo e RC-SE, dai banchi del Governo e del senatore Sterpa. Congratulazioni).

NEGRI (Aut). La piattaforma di politica estera, che il Presidente del Consiglio ha ulteriormente specificato partendo dalla presa d'atto che su di essa si è aperta la crisi politica, colloca chiaramente l'azione italiana in tema di sicurezza nel contesto della strategia comune individuata dal Consiglio europeo nel 2003 che definisce con chiarezza i rapporti con l'Alleanza atlantica. Tale specificazione offre la possibilità di individuare più larghe convergenze in Parlamento sulla politica estera nazionale. La selezione operata tra le proposte programmatiche appare convincente, in particolare nella scelta in direzione delle riforme elettorale e costituzionale, da realizzare in sede parlamentare attraverso e con le più larghe convergenze. E' indispensabile che la nuova legge elettorale sia ispirata ai principi di una democrazia governante, che tuteli il bipolarismo e garantisca l'alternanza, la stabilità del Governo, il riconoscimento del ruolo del cittadino elettore. (Applausi dal Gruppo Ulivo e della senatrice Brisca Menapace).

PALERMO (RC-SE). All'interno del quadro rappresentato dal programma dell'Unione, che il Presidente del Consiglio ha ribadito quale punto di riferimento dell'azione di Governo, occorre individuare strategie per superare il processo di autonomizzazione e di scollamento della politica dai problemi reali del Paese e modalità di raccordo con la società civile che valorizzino le esperienze esistenti sul territorio. Nel merito dei punti programmatici esposti dall'onorevole Prodi e con particolare riguardo ai processi di liberalizzazione, occorre porre attenzione agli effetti negativi che, ad esempio in materia di trasporti, potrebbero derivare in termini di ulteriore divaricazione delle regioni del Sud da quelle del Nord. Con riferimento al Mezzogiorno, auspica che il Governo sappia dare centralità soprattutto ai problemi del lavoro per dare un futuro alle giovani generazioni. Sottolinea l'importanza del sostegno ad azioni di solidarietà e cooperazione in campo internazionale dirette in particolare all'Africa, sempre più esposta agli interventi predatori delle multinazionali. (Applausi dal Gruppo RC-SE e del senatore Bosone. Congratulazioni).

ZANETTIN (FI). Dopo la crisi di determinasi sulla politica estera, il Governo si presenta al Senato riproponendo questioni quali l'ampliamento della base di Vicenza e la missione in Afghanistan sulle quale chiede la fiducia ai senatori della propria maggioranza che solo una settimana fa l'hanno negata. Ciò dimostra la scarsa credibilità del Governo e della maggioranza, attraversata da dubbi e pulsioni di diverso e inconciliabile segno. Altrettanto contraddittorio è apparso peraltro l'atteggiamento del ministro D'Alema che, prima del voto della scorsa settimana, aveva sottolineato l'impossibilità di proseguire la sua azione nel Governo in caso di bocciatura delle linee di politica estera e poi non ha assunto alcun atto coerente con quelle dichiarazioni. Emerge complessivamente la debolezza dell'Unione, tenuta insieme soltanto dalla volontà di evitare il ritorno del centrodestra al Governo. Il destino del Governo Prodi appare comunque segnato e nei prossimi mesi esso dovrà farsi da parte. (Applausi dal Gruppo FI e del senatore Morselli).

ZANONE (Ulivo). La fiducia che rinnoverà al Governo Prodi muove innanzitutto dal riconoscimento dell'indirizzo europeista che caratterizza le linee di politica estera, illustrate la scorsa settimana dal ministro D'Alema e riconfermate dal Presidente Prodi. Il semestre di presidenza tedesca assume particolare rilevanza per la riattivazione del processo costituente europeo e con la prospettiva di fondo di un rafforzamento del processo di unificazione l'impostazione europeista del Governo Prodi assicura una strategia della sicurezza incentrata sul multilateralismo, il pieno inserimento del territorio italiano nei piani di trasposto transeuropei, una politica delle fonti energetiche che si sottragga dalla dipendenza da fonti extracomunitarie e garantisca la diversificazione, l'adeguamento agli Accordi di Lisbona, con particolare riguardo al riordino della previdenza. La traduzione in risultati di tali obiettivi pone le basi per una politica di stampo riformatore in sintonia con le aspettative del Paese. (Applausi dal Gruppo Ulivo).

BUTTI (AN). Nel corso delle sue comunicazioni il Presidente del Consiglio si è limitato alla cronaca degli avvenimenti che hanno preceduto ed immediatamente seguito la crisi, manifestando, con il tatticismo e l'equilibrismo che è possibile riconoscere nelle sue parole, estrema attenzione al problema numerico da cui dipende il futuro dell'Esecutivo e scarso interesse per un'analisi seria delle ragioni politiche della sconfitta registrata sulle linee di politica estera illustrate dal ministro D'Alema. Se è vero che la politica significa spesso compromesso, non è possibile basare esclusivamente su di esso la leadership della coalizione di Governo, che si presenta divisa su tutto e ostaggio della sinistra antagonista e di piazza, che di volta in volta alza il prezzo del proprio appoggio politico. (Applausi dai Gruppi AN e FI. Congratulazioni).

 

Presidenza del vice presidente CALDEROLI

QUAGLIARIELLO (FI). Il Presidente del Consiglio, cui bisogna dare atto di maggiore apertura e considerazione per le forze di opposizione, finalmente legittimate in qualità di controparte politica, ha chiesto di essere giudicato solo per quanto ha inteso affermare e ciò rappresenta un primo e irrisolvibile problema stante la vaghezza e l'inconsistenza politica delle sue dichiarazioni. Di fronte alle necessità del Paese è doveroso compiere una operazione verità, chiarendo che non è possibile continuare a governare avendo come unico collante della coalizione di sostegno l'acceso antiberlusconismo da sempre mostrato dalle forze di centrosinistra. Se il presidente Prodi avesse veramente a cuore le sorti del bipolarismo, dovrebbe riconoscere che le difficoltà dell'attuale sistema istituzionale non dipendono dalla legge elettorale, pur sempre perfettibile, ma dai limiti di una sinistra che non riesce a riconoscersi in un disegno unitario. (Applausi dal Gruppo FI).

RANDAZZO (Ulivo). Nell'interesse del Paese è necessario riprendere al più presto, con senso di responsabilità ed in modo convinto, lo sforzo di realizzazione del programma elettorale dell'Unione, condiviso dalla maggioranza dei cittadini, ponendo termine alle spinte centrifughe strumentalmente cavalcate dall'opposizione e ad inopportune dispute ideologiche. Occorre dare seguito alle prime misure stabilite nella finanziaria a favore dello sviluppo e della crescita dell'economia, dell'equità fiscale e della lotta al lavoro precario e proseguire con le liberalizzazioni che tanti benefici hanno già assicurato ai cittadini, soprattutto alle fasce più deboli e ai giovani. Particolarmente apprezzabile è il rilievo riconosciuto dal Presidente del Consiglio alle comunità dei cittadini residenti all'estero, la cui partecipazione alla vita politica del Paese rappresenta una ricchezza irrinunciabile per il Paese. (Applausi dal Gruppo Ulivo).

PIROVANO (LNP). Nonostante l'atteggiamento conciliatorio del Presidente del Consiglio permangono nella Lega forti preoccupazioni per la positiva soluzione delle questioni di importanza dirimente per il Paese che il Governo dovrà affrontare nel prossimo futuro. Alle dichiarazioni d'intenti sul futuro della rete infrastrutturale TAV, sul rifinanziamento della missione in Afghanistan, sull'allargamento della base USA di Vicenza, il presidente Prodi non fa seguire alcun accenno sulle modalità con le quali intende contrastare le divisioni già manifestatesi all'interno della maggioranza, confidando forse nelle positive influenze taumaturgiche del decalogo da lui illustrato. Anche il rinnovato interesse mostrato per istanze provenienti dalle comunità di cittadini residenti all'estero, forse prodromico all'istituzione di un apposito Ministero, rafforza la convinzione che più che agli interessi del Paese l'attuale maggioranza si interessi piuttosto a salvaguardare le posizioni di potere raggiunte. (Applausi dal Gruppo LNP e del senatore Pastore).

TIBALDI (IU-Verdi-Com). La volontà sincera di rinnovare il Paese, che ha mosso fin dal principio l'operato della coalizione di centrosinistra, porta i Comunisti italiani e i Verdi a confermare in modo convinto l'appoggio, d'altronde mai venuto meno, al presidente Prodi e all'Esecutivo da lui presieduto. Se già tanto è stato fatto in questi primi mesi di legislatura, è necessario ripartire dalle positive premesse per garantire quegli obiettivi di stabilità, risanamento e sviluppo su cui si incardina il programma elettorale dell'Unione. Dopo gli opportuni chiarimenti su priorità condivise, sarà necessario ripartire con slancio per risolvere le tante difficoltà legate alla pesante eredità del passato, con particolare riguardo alle politiche di redistribuzione del reddito, alle misure in favore delle categorie più disagiate, alle forme di precarietà del lavoro e al diminuito potere di acquisto di salari e pensioni, intervenendo sulla liberalizzazione dei mercati e sul welfare attraverso un confronto costruttivo con le parti sociali. (Applausi dai Gruppi IU-Verdi-Com e Aut).

PASTORE (FI). Le comunicazioni del Presidente del Consiglio, con il rinvio al programma contraddittorio di una maggioranza composita e con il ricorso ad espedienti per catturare il consenso di singoli senatori, sono risultate deludenti e incapaci di imprimere uno slancio all'azione governativa. Di fronte a una coalizione di centrosinistra in sfaldamento, che ha perduto la fiducia degli elettori e non gode più del sostegno della finanza e della grande stampa, l'unico accenno positivo del discorso di Prodi riguarda la legge elettorale e il premierato, che era stato però osteggiato quando il centrodestra ha proposto una riforma costituzionale in tal senso. (Applausi dal Gruppo FI).

MASSIDDA (DC-Pri-IND-MPA). Denuncia l'ipocrisia e la scarsa lealtà di senatori della maggioranza che fingono pubblicamente entusiasmo per le comunicazioni del Presidente del Consiglio e scommettono privatamente sulla breve durata del Governo. Si sofferma quindi sulle vicende di circa ottocento operai sardi, che rischiano di rimanere privi di occupazione ma non ricevono la dovuta attenzione da parte dell'Esecutivo, nonché sulla perdita economica legata all'esaurimento della presenza militare statunitense nella Maddalena. (Applausi dai Gruppi DC-PRI-IND-MPA e FI).

RANIERI (Ulivo). Nel rinnovare la fiducia, ringrazia il presidente Prodi per avere spiegato le ragioni della continuità dell'azione di governo che deve proseguire con serietà sulla strada delle liberalizzazioni e del controllo della spesa pubblica e deve aprire spazi di dibattito travalicanti i confini tra maggioranza e opposizione su alcune priorità politiche. Terminata la fase dell'emergenza economica, il Governo deve concentrare risorse nel settore dell'università, della ricerca e della scuola: nell'economia della conoscenza, infatti, la crescita e la mobilità sociale dipendono da politiche del sapere e il capitale umano diventa un fondamentale indice di produttività e di competitività, oltre che un fattore essenziale per costruire una società capace di valorizzare i meriti e le professionalità. (Applausi dal Gruppo Ulivo).

TONINI (Aut). Il Presidente del Consiglio ha descritto con onestà e trasparenza una difficile situazione politico-istituzionale, frutto di un bipolarismo immaturo per mancanza di coesione nei due schieramenti alternativi. La crisi è stata accelerata dalla vigente legge elettorale che, accentuando tendenze oligarchiche e spinte alla frammentazione, ha reso improbabile la formazione di una maggioranza omogenea nei due rami del Parlamento. Le paradossali votazioni sulla politica estera susseguitesi in Senato mostrano che alcuni temi, pur in assenza di una maggioranza politica, registrano una condivisione ampia. Bisogna quindi prendere atto con realismo degli attuali rapporti di forza e ricercare con azione paziente e lungimirante convergenze limpide sulle diverse opzioni, innanzitutto sulla legge elettorale. (Applausi dai Gruppi Aut e Ulivo. Congratulazioni).

BORNACIN (AN). Dopo aver riconosciuto la natura politica del voto sulla politica estera, l'onorevole Prodi ha deluso le aspettative eludendo i motivi della crisi e limitandosi a richiamare il programma dell'Unione. L'attuale situazione non è imputabile alla legge elettorale bensì all'anomalia italiana rappresentata da una coalizione di governo che include i partiti della sinistra antagonista. Un Governo privo di prospettive, che punta alla mera sopravvivenza, rischia di accentuare il declino del Paese nonostante il risanamento economico attuato dal Governo Berlusconi: i preannunciati dodici punti sono già scomparsi dal dibattito, i Dico e l'Afghanistan non sono stati menzionati, la riforma delle pensioni e le liberalizzazioni, tra l'altro parziali e ingiuste, restano motivo di tensione all'interno della coalizione e creano forte scontento tra i cittadini. Fortunatamente, in queste condizioni il Governo Prodi avrà vita breve. (Applausi del senatore Balboni).

BENVENUTO (Ulivo). Esprime fiducia al Presidente del Consiglio facendo riferimento in particolare alla ripresa economica, alla qualità della crescita e allo stile di governo. L'Esecutivo ha fin qui operato bene, riducendo l'inflazione e aumentando l'occupazione, ritrovando una politica estera multilaterale, contrastando il fenomeno della frode fiscale e della precarietà. Per riordinare i conti dello Stato e delle famiglie e garantire un futuro al Paese occorre porre mano alla riforma previdenziale e disegnare un sistema di protezione universale che includa i giovani. La modernizzazione deve infatti coniugarsi con la solidarietà, la coesione sociale e l'equità. Il metodo della concertazione, in luogo del metodo del comando, nell'ambito di obiettivi precisi è una peculiarità del centrosinistra: una coalizione vivace, ricca di tradizioni, irriducibile alle componenti della sinistra. Le politiche di cambiamento trovano sempre ostacoli, ma il tempo e i risultati conseguiti renderanno evidenti i meriti dell'azione del Governo Prodi. (Applausi dal Gruppo Ulivo e della senatrice Negri).

 

Presidenza del vice presidente CAPRILI

ALBERTI CASELLATI (FI). Le comunicazioni del Presidente del Consiglio appaiono un coacervo indistinto di ambiguità, omissioni e falsità riconducibili al desiderio di sfruttare ogni opportunità per differire la caduta di un Esecutivo ormai vittima dei calcoli numerici e obbligato a ricorrere a fenomeni di trasformismo per via della sua conclamata incapacità a sciogliere i gravi nodi politici che ne minano l'azione. L'esposizione del presidente Prodi ha attentamente evitato di affrontare qualsiasi questione scottante, volontariamente sottacendo ogni riferimento ai contrasti presenti nella maggioranza sulla missione in Afghanistan, sull'allargamento della base militare di Vicenza, sui Dico, sulla TAV e sulla riforma del sistema previdenziale. Le chiamate al dialogo e alla collaborazione scontano la guida di un Governo debole che, privo di una sua univoca identificazione politica e caratterizzato da una incoerenza programmatica di fondo, si ritrova oggi ad essere anche privo della sua propria maggioranza parlamentare. (Applausi dai Gruppi FI e UDC).

PIONATI (UDC). Il Presidente del Consiglio si è assunto la responsabilità di iscrivere il dibattito sulle sue comunicazioni tra quelli appartenenti alle occasioni perdute, non avendo voluto cogliere l'opportunità di aprire una nuova fase politica ed avendo piuttosto scelto semplicemente di verificare la sussistenza numerica di una risicata maggioranza politica in una situazione di evidente crisi del sistema bipolare. Mentre tale dato di fatto renderà oggettivamente difficile la realizzazione di qualsiasi obiettivo riformatore che possa cogliere i segnali della ripresa economica internazionale, la gravità della situazione viene confermata dalla genericità e dalla mancanza di termini temporali dei nuovi obiettivi programmatici di Governo, fissati al fine di facilitarne la condivisione da parte delle molteplici anime della coalizione, nonostante la riproposizione di una politica estera di continuità con i passati Governi. Anche la proclamata disponibilità al dialogo sulla riforma elettorale non deve essere contraddetta dall'indicazione di modelli che circoscrivano il possibile apporto di tutte le forze politiche. L'obiettivo da perseguire è la governabilità del Paese, favorendo la composizione e la scomposizione delle alleanze su programmi condivisi e identità riconosciute. Appare infine incomprensibile l'operato di chi, eletto nella compagine di centrodestra, garantirà pieno sostegno ad una coalizione di senso opposto avendo sempre sostenuto che l'attuale sistema bipolare viveva la sua fase terminale. L'UDC non potrà dunque accordare la fiducia al Governo Prodi. (Applausi dai Gruppi UDC e FI. Congratulazioni).

TREU (Ulivo). Il Presidente del Consiglio non ha nascosto le difficoltà esistenti all'interno della maggioranza, ma ha proposto di proseguire l'azione di Governo aggiornando il proficuo percorso tracciato nel DPEF e ricercando un opportuno dialogo con le opposizioni sui temi istituzionali. Il Governo ha confermato i princìpi ispiratori di politica estera tratteggiati in Senato dal ministro D'Alema e ha ribadito le linee di politica economica seguite sin qui, guardando al positivo risultato di una crescita maggiore di quella conseguita nei cinque anni precedenti dal Governo Berlusconi. Nuovo impulso all'attuale fase sarà garantito dagli specifici provvedimenti in tema di liberalizzazioni, di sostengo alle imprese, anche in termini di innovazione delle politiche energetiche, e dalla riduzione del carico fiscale con i proventi rinvenienti dalla lotta all'evasione. Significativo è anche l'impegno a migliorare l'efficacia del welfare e delle politiche per la famiglia, con un'attenzione specifica ai problemi delle giovani generazioni. Strettamente correlata alla crescita appare anche la complessa riforma del sistema previdenziale e la definizione delle sue compatibilità economiche. Parimenti condivisibile appare il richiamo del presidente Prodi ad un dialogo tra tutte le forze politiche che dovrà necessariamente rafforzarsi al fine di varare riforme cruciali per il sistema democratico del Paese quali la legge elettorale, il bicameralismo ed il federalismo fiscale. Il Gruppo Ulivo voterà la fiducia al Governo Prodi. (Applausi dal Gruppo Ulivo).

GHIGO (FI). La riforma costituzionale proposta dal centrodestra, avversata dal centrosinistra e respinta dal referendum confermativo proponeva quel rafforzamento della figura del Presidente del Consiglio basato sul rapporto tra elettorato e responsabilità di Governo che l'onorevole Prodi oggi si trova ad invocare al punto finale del suo programma. Dopo essersi dichiarato contrario alla formula del premierato forte, egli sembra oggi puntare all'improbabile realizzazione per via politica di un esproprio della sovranità dei partiti nel processo decisionale, con conseguente affievolimento del ruolo delle Camere. È comunque difficile immaginare che una maggioranza numericamente esile riesca a guidare con autorevolezza la delicata fase politica di riforma della legge elettorale e del federalismo fiscale, procedendo nel contempo a condurre in porto l'iter di provvedimenti sui quali il centrosinistra non è coeso. Il presidente Prodi dovrebbe piuttosto fare professione di concretezza, riconoscendo l'assoluta irrealizzabilità di proposte che esorbitano dalle concrete capacità di azione di un Governo che si è mostrato debole e diviso anche solo nel mantenere gli impegni internazionali assunti dal Paese in ordine alla missione in Afghanistan e all'ampliamento della base di Vicenza. (Applausi dal Gruppo FI. Congratulazioni).

PISTORIO (DC-PRI-IND-MPA). Il Movimento per l'Autonomia, che si colloca politicamente al di fuori degli schieramenti e della logica bipolare ed è sorto per dare soluzioni ai problemi che affiggono il Meridione, negherà la fiducia al Governo Prodi avendo riscontrato, anche nei tentativi operati per verificare ipotesi di sostegno, una divergenza sostanziale dall'impostazione politica e culturale del centrosinistra. Il presidente Prodi si è infatti limitato ad una mera enunciazione delle risorse destinate al Mezzogiorno senza specificare a quali obiettivi debbano essere impiegate, eludendo tra l'altro qualsiasi accenno, con riguardo alla rete infrastrutturale transeruropea, alla realizzazione del corrodoio 1 Berlino-Palermo. Nel merito del sistema elettorale, si è riproposta l'ipotesi del bipolarismo rigido, fondato sulla scelta da parte dell'elettore della coalizione, del programma e del leader, che a partire dalla riforma del 1993 ha consegnato il Paese all'instabilità politica. Al contrario, sarebbe opportuno restituire maggior democrazia al sistema elettorale recuperando, attraverso l'espressione della preferenza, un più stretto legame tra eletto ed elettore fondato sulla responsabilità e sulla valutazione dell'operato del parlamentare. (Applausi dai Gruppi DC-PRI-IND-MPA, UDC e FI. Congratulazioni).

LEONI (LNP). L'intervento del Presidente Prodi è apparso privo di quegli indirizzi riformatori che si attenderebbero dalla sinistra e che potrebbero peraltro aprire nuovi spazi politici. In particolare, è stato eluso il nodo fondamentale rappresentato dal passaggio da uno Stato centralista ad uno di tipo federale, da sempre propugnato dalla Lega, da attuarsi in primo luogo attraverso il federalismo fiscale. Scarsamente credibili appaiono altresì le dichiarazioni a difesa della famiglia, la cui sopravvivenza è minata da leggi di Stato che non si intendono abrogare, come quella sull'interruzione della gravidanza. Sottolinea altresì l'eterogeneità della maggioranza, che rischia di essere ulteriormente destabilizzata dall'allargamento a personalità che faranno pesare in termini politici la loro adesione.

THALER AUSSERHOFER (Aut). Ringraziando il Presidente Prodi per l'attenzione rivolta alle autonomie speciali e alle minoranze linguistiche, manifesta apprezzamento per l'accento posto sui giovani, le donne e gli anziani e sulla necessità di un riordino del sistema previdenziale tale da assicurare sicurezza per i lavoratori e solidità economica agli enti previdenziali, anche attraverso una loro eventuale riunificazione. L'altra questione alla quale occorre dare centralità è quella della famiglia, intesa in senso tradizionale, quale nucleo essenziale della società che occorre salvaguardare e sostenere anche procedendo ad una rimodulazione delle aliquote IRPEF. (Applausi dal Gruppo Aut). Chiede che la restante parte del suo intervento sia allegata ai Resoconti della seduta odierna. (v. Allegato B).

COSTA (FI). Il Governo che si ripresenta al Senato dopo la crisi sulla politica estera appare ancor più sbilanciato a sinistra, dovendo pagare alla sinistra radicale il prezzo della sua sopravvivenza. Negherà pertanto la fiducia al Governo che ha incrementato la pressione fiscale in modo del tutto ingiustificato a fronte del rilevante aumento delle entrate, ascrivibile unicamente alla politica economica del Governo Berlusconi. Sono da ritenersi altresì del tutto insoddisfacenti gli interventi a favore della ricerca, dell'università e del Mezzogiorno. (Applausi dal Gruppo FI).

GRASSI (RC-SE). Annuncia che voterà la fiducia al Governo, pur esprimendo una posizione critica. I punti di condivisione riscontrabili nelle linee illustrate dal Presidente Prodi sono numerosi e spaziano dalla politica estera, con riguardo all'impegno per la soluzione del conflitto israelo-palestinese e per l'abolizione internazionale della pena di morte, alle scelte in materia energetica, alla TAV (la cui realizzazione è subordinata al confronto con le popolazioni locali), agli interventi in campo sociale. Permangono tuttavia alcune questioni critiche: il nodo irrisolto è in particolare quello della missione militare in Afghanistan in merito alla quale, pur riconoscendo la diversificazione operatasi nella posizione italiana rispetto a quella americana, occorrerebbe indirizzarsi per una più decisa exit strategy, anche in modo da evitare i rischi per la vita dei soldati italiani che potrebbero derivare dalla prossima escalation militare. Appare altresì non più rinviabile un impegno del Governo per una più equa redistribuzione delle risorse, considerati gli squilibri di reddito esistenti tra le diverse fasce di popolazione e le scelte operate finora in campo economico che hanno favorito le imprese piuttosto che i lavoratori e le classi sociali più deboli. (Applausi dal Gruppo RC-SE).

BORDON (Ulivo). Sottolineando come l'inversione di tendenza che comincia a delinearsi in campo economico rispetto ai dati negativi del passato dovrebbe rafforzare la decisione di rinnovare la fiducia al Governo, si sofferma sulla crisi del sistema politico e sulla necessità, ravvisata dal presidente Prodi, di dare sbocco alla transizione istituzionale e politica avviata nei primi anni '90. La strada da seguire rimane è quella della democrazia dell'alternanza che assicuri una maggioranza stabile, un leader e una squadra di governo. Al riguardo, occorrerà individuarne regole certe, anche attraverso una revisione dei regolamenti parlamentari, per definire un percorso privilegiato agli atti del Governo, garantendo nel contempo i diritti dell'opposizione. Quanto alla riforma della legge elettorale, il sistema tedesco che viene indicato come preferito non sembra tendere verso quegli obiettivi ed è pertanto auspicabile una approfondita riflessione. (Applausi dal Gruppo Ulivo).

MANNINO (UDC). Nonostante il tentativo del Presidente del Consiglio di saldare la propria maggioranza intorno ad alcune priorità tra i molteplici indirizzi contenuti nel programma elettorale dell'Unione, il dibattito in Senato evidenzia la precarietà insita nella caleidoscopica coalizione di centrosinistra, unita nel dichiarare la fiducia al Governo pur con una serie interminabile di distinguo e precisazioni critiche. Il primo banco di prova per la ritrovata unitarietà di intenti sarà il prossimo dibattito sul rifinanziamento della missione in Afghanistan, allorquando il Governo sarà obbligato a compiere scelte chiare sciogliendo i nodi e le incertezze che in tempi recenti hanno caratterizzato la partecipazione italiana. Le ragioni della crisi politica ed istituzionale in cui versa il Paese non risiedono nella normativa elettorale vigente, che ha comunque riconosciuto la maggioranza in Senato allo schieramento che si era dimostrato minoritario nel Paese, ma alla mancata evoluzione del sistema politico bipolare, fermo da quattordici anni sulla contesa elettorale tra Prodi e Berlusconi, le uniche figure capaci di coagulare il necessario consenso attorno alla propria leadership, consegnando però al tempo stesso la vita politica del Paese ad un eccesso di personalismo e di tentazioni autocratiche. (Applausi dal Gruppo UDC).

BIONDI (FI). La sensazione che si trae dal tono dimesso delle comunicazioni del presidente Prodi e dallo scarso entusiasmo suscitato nella maggioranza è che neppure all'interno del centrosinistra vi sia la convinzione che la coalizione potrà tenere di fronte alle sfide che le si porranno nel prossimo futuro, tanto più che nei loro interventi gli esponenti più critici della sinistra hanno confermato le obiezioni già sollevate in passato sull'azione del Governo. Questa sensazione diventa convinzione di fronte alla insistenza del Presidente del Consiglio sulla priorità della riforma della legge elettorale, premessa per elezioni a breve termine nella speranza di costruire una maggioranza più solida e stabile per il Paese. (Applausi dal Gruppo FI).

VIESPOLI (AN). Le affermazioni del Presidente del Consiglio sulla continuità della politica estera dei Governi repubblicani e sulla necessità di una legge elettorale che garantisca con chiarezza nel sistema bipolare maggioranze e leadership degli schieramenti contrapposti sono condivisibili, ma smentiscono apertamente le dichiarazioni sugli stessi temi del Ministro degli affari esteri. Scontato e banale appare poi il tentativo di recuperare la centralità del tema del Mezzogiorno: da un lato, infatti, non si inserisce tale politica nelle prospettive di sviluppo dell'area mediterranea in connessione alla funzione geopolitica e geoeconomica del Sud d'Italia; dall'altro lato, non si chiariscono le modalità di attuazione del federalismo fiscale, che può costituire un volano ma anche un freno per l'economia delle aree più deboli qualora si escluda il ruolo perequatore dello Stato. Anche dal punto di vista delle risorse erogate al Mezzogiorno le dichiarazioni del presidente Prodi puntano più all'aspetto quantitativo che non al nodo centrale costituito dalla qualità e dalla destinazione della spesa, per evitare sprechi e impostazioni localistiche. (Applausi dai Gruppi AN e FI. Congratulazioni).

PINZGER (Aut). Il rispetto e l'attenzione per le minoranze linguistiche e le istanze provenienti dalle popolazioni del Sud-Tirolo motivano il sostegno convinto all'Esecutivo guidato dal presidente Prodi. Tra le priorità indicate dal Presidente del Consiglio merita particolare attenzione la tutela del cittadino consumatore, anche se sarà parimenti opportuno intervenire a sostegno dell'apparato produttivo del Paese, segnatamente delle piccole e medie imprese che ne costituiscono l'ossatura, evitando ulteriori appesantimenti burocratici che ne minerebbero la competitività sul mercato internazionale. (Applausi dal Gruppo Aut e della senatrice Brisca Menapace).

SALVI (Ulivo). Fino alle due votazioni sulla politica estera nelle quali la maggioranza è mancata per defezioni di opposto segno politico, l'intero centrosinistra ha dato prova di fermezza e di coesione. Le difficoltà del Governo non dipendono dal sistema elettorale, bensì da un affievolimento della capacità di ascoltare e di rapportarsi con il Paese. Sebbene sia doveroso affrontare, d'intesa con l'opposizione, la crisi istituzionale in cui versa un bipolarismo forzato e rissoso, le priorità, anche per riconquistare il consenso, sono piuttosto l'occupazione stabile, specie nel Mezzogiorno, politiche pubbliche di governo della crescita, retribuzioni dignitose per i lavoratori. Per durare il Governo deve cambiare passo: il Documento di programmazione economico-finanziaria offre l'occasione, se perfino l'Econfin ha riconosciuto che l'enorme crescita dei profitti a scapito dei salari è fonte di una crisi di legittimità dell'economia di mercato. Merita infine una particolare sottolineatura l'obiettivo di riduzione dei costi della politica che, oltre ad essere condivisa dai cittadini, giova alla finanza e all'etica pubblica e contribuisce alla modernizzazione. (Applausi dai Gruppi Ulivo e RC-SE e dai banchi del Governo).

GALLI (LNP). La politica estera è emblematica della confusione e delle contraddizioni esplosive della maggioranza che, soprattutto nella parte della sinistra integralista, esprime un antiamericanismo viscerale ed equipara Israele alle dittature islamiche. Anche il riferimento privilegiato ad un'Europa inconsistente è irrealistico in uno scenario geopolitica dominato da Stati Uniti, Russia e Cina. Se la politica estera è coperta da silenzi e omissioni, la politica economica è circondata da ipocrisia e menzogne: i brillanti risultati economici fin qui registrati vanno ascritti all'azione del Governo Berlusconi, mentre il centrosinistra ha saputo esclusivamente dispensare favori alle cooperative e decurtare il reddito delle fasce sociali più deboli. Quando parla di riduzione dell'ICI, di lotta alla precarietà e di competitività delle aziende ,il Presidente del Consiglio è privo di credibilità e male ha fatto il Presidente della Repubblica a respingere le dimissioni di un Governo che dovrebbe licenziare in particolare i ministri D'Alema, Ferrero, Pollastrini, Bindi e Nicolais. Il dodecalogo suona come un testamento e, anche se durerà qualche mese, l'Esecutivo, che va ringraziato esclusivamente per avere incrementato i consensi al centrodestra, è politicamente defunto. (Applausi del senatore Selva).

PALMA (FI). Anche se otterrà la fiducia, il Governo Prodi ha concluso la sua stagione politica e dispiace che il Presidente del Consiglio abbia scelto la strada dell'occultamento della verità e dell'accanimento terapeutico, anziché quella di una fine dignitosa della sua esperienza di governo. Le comunicazioni sono state generiche, nulla di concreto è stato detto sulla TAV, sulla modifica del sistema pensionistico, sul destino della legge Biagi, sui Dico, sulla missione in Afghanistan. Una maggioranza numerica non può surrogare una maggioranza politica e il premier non può illudersi di sciogliere tutti i nodi politici irrisolti riservandosi l'ultima parola. (Applausi dei senatori Biondi e Selva).

RUBINATO (Aut). La crisi può avere un significato positivo se saprà restituire coesione alla coalizione e ridurre la distanza con il Paese. Va sottolineato perciò il passaggio relativo al perseguimento dell'interesse generale nella comune azione di governo: la pluralità è principio costitutivo della politica, ma le differenze espresse all'interno della coalizione devono essere poi democraticamente condotte a sintesi. I temi prioritari della rinnovata azione del Governo sono le liberalizzazioni, il sostegno alle famiglie, una riforma previdenziale che contempli l'aumento delle pensioni minime, gli investimenti nella ricerca. Il federalismo e la ricerca di un equilibrio virtuoso tra Stato, Regioni e enti locali sono argomenti su cui si può aprire un dialogo non solo con il Nord del Paese ma anche con l'opposizione, ferme restando le diversità di programmi politici. (Applausi dal Gruppo Aut). Consegna il testo integrale dell'intervento perché sia pubblicato in allegato al Resoconto. (v. Allegato B).

 

PRESIDENTE. Rinvia il seguito della discussione alla seduta pomeridiana.