Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 116 del 28/02/2007

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

AMATO, PITTELLI - Al Ministro della giustizia - Risultando agli interroganti che:

con decreto n. 5266/06 del 3 ottobre 2006 il Tribunale dei minori di Firenze ha assegnato in affidamento preadottivo due sorelle minorenni ad altra coppia, senza tenere in nessun conto della volontà dei coniugi Rubino, già nel pieno possesso dell'idoneità all'adozione e già affidatari delle minorenni, con le quali hanno instaurato un profondo legame affettivo;

il decreto appare in palese violazione del comma 3 dell'art. 7 della legge 184/1983, in quanto l'attaccamento delle piccole ai coniugi Rubino è confermato, e dichiarato per iscritto, dalle educatrici della Casa Speranza, struttura cui sono state assegnate le bambine, dopo la rinuncia della madre naturale alla piena potestà, e dell' art. 44 della stessa legge, in quanto i coniugi Rubino hanno acquisito a tutti gli effetti il diritto di reclamo delle bambine, come loro unici "familiari", in virtù anche del buon rapporto instaurato con la madre naturale;

considerato che:

la madre naturale, fino a che le è stato possibile, si è sempre opposta all'apertura dello stato d'adozione del Tribunale dei minori di Firenze, mostrandosi favorevole all'affidamento delle figlie ai coniugi Rubino così da poter mantenere un legame con le stesse;

le motivazioni addotte con l'adozione del decreto sono, a giudizio degli interroganti, alquanto insoddisfacenti, se non insostenibili, perché si fa leva proprio sull'ottimo rapporto che i coniugi Rubino hanno instaurato con la madre naturale delle due piccole e ciò per il Tribunale "impedirebbe loro di elaborare il lutto dell'abbandono della madre";

sono state omesse decisive documentazioni del Servizio sociale di Reggello, del Centro affidi di Bagno a Ripoli, dell'USL 11 di Firenze e delle altre dirette testimonianze, che acclaravano questa nuova condizione familiare come portatrice di notevoli benefici alla vita delle bambine (la più grande grazie all'amore ricevuto è uscita da una grave crisi di "sordomutismo") e della coppia;

il prof. Gabriele Levi, Rettore della Facoltà di Neuropsichiatria Infantile della Sapienza di Roma, in una relazione tecnica ha sostenuto che la decisione del Tribunale dei minori di Firenze comporterà un grave danno psicologico esistenziale alle bambine se non si interverrà subito ad ovviare al trauma della separazione;

tra l'altro, nell'attuale affidamento preadottivo, non sono stati rispettati i requisiti essenziali di anonimato necessari a garantire alle bambine, nel loro nuovo percorso esistenziale, la giusta serenità;

questa vicenda è in piena violazione dell'art. 12 della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo e dell'art. 111 della Costituzione che riconosce il diritto al giusto processo, in quanto né i coniugi e né i testimoni, con relativa documentazione, sono stati mai convocati e ascoltati;

i coniugi Rubino, godendo di un largo consenso nell'opinione pubblica, hanno avviato una petizione popolare per chiedere alle massime cariche dello Stato l'annullamento del decreto del Tribunale dei minori di Firenze,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda e quali iniziative di competenza intenda intraprendere per verificare se non vi siano state omissioni e scorrettezze da parte del Tribunale dei minori di Firenze e per ovviare alla perdurante separazione che sta comportando grandi sofferenze nelle persone coinvolte.

(4-01424)

BARBA, COSTA, NESSA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

da circa venti giorni al largo delle coste di Gallipoli la superficie marina è ricoperta da uno strato di mucillagine proveniente dall'Adriatico;

questo fenomeno, pur non essendo la prima volta che si manifesta, mai era apparso di così vaste dimensioni e mai si era protratto così a lungo;

le condizioni meteorologiche stanno probabilmente contribuendo al protarsi della situazione, considerato che l'inverno, con le sue piogge e le sue mareggiate, non è ancora arrivato, mentre in questi giorni le temperature oscillano intorno ai 18 gradi;

le conseguenze di quanto detto hanno effetti catastrofici per il settore della pesca;

i pescatori gallipolini ormai da un mese raccolgono solo fango;

i pescatori, oltre a dover subire i danni causati dalla mancata pesca, saranno a breve costretti a dover sostituire le reti con ulteriore aggravio della situazione economica;

buona parte dell'economia gallipolina si regge sul settore della pesca;

molte famiglie, stante il perdurare di questa situazione, si ritroveranno presto senza mezzi di sostentamento,

l'interrogante chiede di sapere se non si ritenga opportuno intervenire con urgenza per fronteggiare con ogni mezzo la gravità della situazione ed al tempo stesso dichiarare lo stato di calamità naturale approntando ogni possibile provvedimento economico che consenta all'intero settore della pesca di sopravvivere sin: quando non saranno cessati i devastanti effetti della rnucillagine.

(4-01425)

GRAMAZIO - Ai Ministri del lavoro e della previdenza sociale, della salute e della solidarietà sociale - Premesso che:

in un'inchiesta del quotidiano E POLIS a firma della giornalista Beatrice Neanche, con il titolo "I tempi biblici degli invalidi civili - un anno di attesa per la risposta" e con il sottotitolo: "centinaia di romani aspettano fino a 18 mesi per ottenere il timbro dalla ASL e dal ministero" viene messo in risalto come centinaia di cittadini, in maggioranza anziani, con gravi handicap, siano costretti a recarsi più volte presso le ASL per verificare in che stato si trovi la loro pratica;

l'accettazione è fondamentale ed indispensabile per "ottenere protesi e ausili, eventuali indennità economiche, tra cui quella di accompagno";

proprio questa fascia debole di persone viene rispedita a casa senza certezze: né sull'esito, né sui tempi di risposta da parte degli uffici pubblici;

sono narrati aneddoti come quelli del sig. A.P., che avendo fatto domanda nel giugno 2005 per il suocero 87enne, affetto da Parkinson cerebrale, ha conosciuto la trafila e ha confessato: "giri a vuoto presso per i presidi sanitari e l'attesa per una raccomandata che, agli sportelli della RM/B di Via Rizzieri, risulta essere stata rispedita ai primi di gennaio, ma, la comunicazione non è mai arrivata";

nella testimonianza, l'interrogante ha ricevuto, anche, la seguente dichiarazione: "nel frattempo mio suocero ha avuto un ictus e tutta la sua pensione la spediamo per l'assistenza". Continuando nella sua testimonianza ha dichiarato: "Un mese fa sono tornato alla ASL e mi hanno risposto che la pratica, che hanno in carico da giugno, doveva passare al protocollo. Che è al piano di sotto";

l'inefficienza nella gestione del servizio, che blocca l'iter di migliaia di pratiche, è per quanto consta all'interrogante avallata dai sindacati e da consiglieri municipali,

l'interrogante chiede di conoscere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano prendere, per eliminare il problema delle pratiche d'invalidità civile "in sonno", e quindi ridurre i tempi lunghi, dal momento che la legge prevede che i pazienti abbiano una risposta nei termini di pochi mesi mentre oggi le risposte arrivano dopo un anno e mezzo, situazione, questa, insostenibile.

(4-01426)

RUSSO SPENA - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

l'8 febbraio 2007 si è tenuto un incontro tra i rappresentanti della società Trenitalia, le organizzazioni sindacali di categoria dei ferrovieri, le rappresentanze sindacali unitarie e le rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza delle Grandi Officine di Trenitalia di Santa Maria La Bruna di Torre del Greco, avente come oggetto una richiesta di chiarimenti da parte dei rappresentanti dei lavoratori in merito alla costruzione di un impianto di trattamento di rifiuti pericolosi e non nelle prossimità dello stabilimento ferroviario;

la zona di Santa Maria La Bruna è un'area densamente popolata e le Grandi Officine di Trenitalia impiegano 600 lavoratori;

in passato la zona è stata interessata da un elevato rischio ambientale, in quanto sede di un sito di stoccaggio rifiuti ed interessata da attività inerenti la scoibentazione di vagoni ferroviari contenenti amianto;

i lavoratori delle Grandi Officine di Trenitalia e gli abitanti della zona sono in uno stato di forte preoccupazione per eventuali rischi all'ambiente ed alla salute;

la Commissione valutazione impatto ambientale ha autorizzato la società Wisco S.p.a. ad eseguire la costruzione dell'impianto di smaltimento,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di predisporre un'ulteriore verifica sulle effettive compatibilità ambientali per la costruzione dell'impianto di trattamento di rifiuti liquidi pericolosi e non nella zona Santa Maria La Bruna di Torre del Greco, scongiurando qualsiasi eventuale danno ambientale e rassicurando i lavoratori e gli abitanti dell'area.

(4-01427)

SODANO, TECCE - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

l'amministrazione comunale di Portici veniva sciolta all'esito di dubbie vicende con decreto del Presidente della Repubblica del 10 settembre 2002, ai sensi della normativa di cui all'art. 143 del decreto legislativo 267/2000, ovvero per presunto condizionamento dell'amministrazione da parte della criminalità organizzata;

l'impugnazione di tale provvedimento presentato al TAR Campania veniva rigettata;

precedentemente all'invio della Commissione d'accesso e durante la stessa procedura di accesso e fino all'esito dello scioglimento, venivano prodotte numerose interrogazioni che richiedevano l'adozione delle misure in questione nei confronti dell'amministrazione comunale di Portici;

le stesse argomentazioni portate dalle interrogazioni de quo erano riportate completamente nella relazione della Commissione d'accesso e come motivazione dello scioglimento;

la sentenza del TAR Campania veniva impugnata davanti al Consiglio di Stato;

con sentenza del 12 gennaio 2004, depositata il 23 marzo 2004, veniva annullato il decreto di scioglimento e disposta la reintegrazione del Sindaco e degli organi elettivi dell'amministrazione comunale di Portici;

nei mesi successivi, la stampa ha dato notizia di varie interrogazioni, censurando il presunto comportamento omissivo dell'Avvocatura dello Stato e richiedendo espressamente di attivare l'impugnazione di revocazione ex art. 395 del codice di procedura civile per la sentenza del Consiglio di Stato;

tale procedura di revocazione non risulta che sia mai stata adottata dall'Avvocatura dello Stato né in casi analoghi né, comunque, quasi mai nei casi di provvedimenti del Consiglio di Stato stesso;

la Presidenza del Consiglio dei ministri ritenne, quindi, di incaricare l'Avvocatura generale dello Stato di proporre istanza di revocazione della predetta sentenza del Consiglio di Stato con atto notificato l'8 novembre 2004;

in data 22 novembre 2005 è stata presentata un'interrogazione parlamentare con cui veniva attaccata violentemente la Sezione V del Consiglio di Stato che aveva deciso sull'appello proposto dell'amministrazione comunale di Portici, e specificamente il consigliere estensore della stessa sentenza, puntualizzando, attraverso una manipolazione della stessa realtà dei fatti, quello che a suo modo di vedere doveva essere il motivo di revocazione della sentenza stessa;

per legge il giudizio di revocazione viene deciso dalla stessa Sezione che ha emesso la sentenza impugnata e, quindi, dalla stessa Sezione V, così violentemente intimidita;

nel mese di aprile 2005 il Consiglio di Stato fissava l'udienza per l'istanza di revocazione al 1° luglio 2005;

con sentenza depositata il 15 luglio 2005 la V Sezione del Consiglio di Stato revocava la sentenza dalla stessa Sezione precedentemente emessa e rigettava l'appello dell'amministrazione comunale di Portici, riconoscendo, pertanto, la fondatezza dello scioglimento nel 2002;

unico motivo di tale revocazione veniva ad essere il presunto comportamento omissivo dell'Avvocatura di Stato sostenuto da alcuni parlamentari, invece delle ragioni dell'amministrazione comunale di Portici;

tale motivo "positivo" andava dal riscontro di innumerevoli presunte negligenze della Commissione di accesso a quello di improprie valutazioni o di errate indicazioni o di utilizzo di procedimenti già archiviati e considerati infondati dal giudice penale;

la stessa sentenza riconosceva la correttezza delle procedure di appalto che la Commissione di accesso aveva ritenuto illegittime e suffragava la iniziativa dell'amministrazione comunale di Portici che aveva acquisito con fondi comunali e con il sostegno di fondi CIPE un'area dismessa per lo sviluppo industriale. Ciò perché si è ritenuto che la procedura adottata fosse pienamente giustificata e legittima e che il valore della stessa fosse stato correttamente ed oggettivamente stimato;

il motivo unico della revocazione consisteva nella circostanza che fratello dei soci proprietari dell'area di cui sopra fosse una persona condannata nel 1992 irrevocabilmente e comunque riabilitata con un'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Napoli n. 3274, depositata il 7 maggio 2002, circostanza che il Consiglio di Stato assumeva di non aver valutato, pur se in realtà risultava dagli atti processuali ben precedenti;

la revocazione di una sentenza del Consiglio di Stato è un caso più unico che raro nella storia della giurisprudenza degli ultimi decenni;

singolare risulta quindi il comportamento di Magistrati che riconoscono un errore, a questo punto materiale, commesso però da altri colleghi, pur se nello stesso Ufficio e Sezione;

dal deposito della sentenza si è sviluppata una notevole nuova pressione, sia attraverso organi di stampa che interrogazioni e richieste al Prefetto di Napoli, tendenti a richiedere l'ulteriore scioglimento dell'amministrazione comunale di Portici;

l'amministrazione comunale di Portici attualmente in carica è stata insediata con le elezioni del maggio 2004, dopo ulteriori quattro mesi di commissariamento, che, aggiunti ai precedenti sedici, assommano a venti mesi di commissariamento dal settembre del 2002, ovvero su ventuno mesi trascorsi,

si chiede di sapere:

quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di fornire rapide ed esaurienti risposte atte a verificare se risulti che tali pressioni esercitate a mezzo della stampa, nonché da parlamentari secondo quanto sopra specificato, non abbiano in alcun modo influenzato lo scioglimento del Consiglio comunale di Portici;

quali assicurazioni si intendano dare, altresì, in merito alla tutela delle garanzie democratiche degli elettori di Portici e della libera espressione del loro voto nelle elezioni amministrative del 2004;

infine, quali iniziative si intendano adottare affinché non vengano effettuate indebite pressioni su tutti i funzionari dello Stato che a qualsiasi titolo siano tenuti a valutazioni e/o decisioni relative alla vita stessa degli organi elettivi dell'amministrazione comunale di Portici;

se, anche alla luce delle precedenti considerazioni, non ritenga opportuno assumere ulteriori informazioni in ordine alla questione in oggetto.

(4-01428)