Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 116 del 28/02/2007
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Allegato B
Integrazione all'intervento della senatrice Thaler Ausserhofer nella discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri
Dati che purtroppo ci danno ragione e dai quali è emerso che l'aumento della pressione fiscale c'è stato per tutti, specialmente per le famiglie più numerose. A tutto ciò si aggiunge anche il fatto che i prezzi di molti servizi sono stati rivisti al rialzo e che tutto questo insieme pesa fortemente sui bilanci familiari.
Non penso che l'intervento da lei annunciato sulla modifica del calcolo dell'ICI sulla prima casa possa essere sufficiente. E' necessario rivedere attentamente, con i dati alla mano, la politica fiscale per renderla più equa con particolare riguardo alle fasce più bisognose.
Il Paese ha bisogno che sia incentivata la crescita economica e in quest'ottica il Governo non deve trascurare le piccole imprese che rischiano di essere fagocitate dalle grosse catene, che hanno difficoltà a reggere la concorrenza, che soffrono a causa della pressione fiscale e dei numerosi obblighi burocratici oramai insostenibili. Il decreto Visco-Bersani e i successivi provvedimenti in materia fiscale hanno introdotto una serie di misure che si stanno ripercuotendo molto negativamente sulle piccole imprese; mi riferisco in particolare, e solo per citarne alcune, alla reintroduzione dell'elenco clienti-fornitori, alla comunicazione preventiva per usufruire dell'istituto della compensazione, agli invii telematici e ai termini previsti per gli adempimenti fiscali che sono stati anticipati. Per una piccola impresa tutti questi maggiori obblighi burocratici equivalgono a maggiori costi da sostenere.
Altro argomento che mi sta molto a cuore e che rientra tra i punti fondamentali del Governo è l'energia rinnovabile. Per la vivibilità del nostro ambiente, per il nostro futuro e per quello dei nostri figli dobbiamo investire e adottare tutti quei provvedimenti necessari a favore dello sviluppo delle fonti rinnovabili e per una energia pulita.
Per concludere, il Presidente del Consiglio ha parlato di più dialogo, di confronti aperti e di maggiore concertazione. Mi auguro veramente che tutto questo avvenga. Noi senatori vogliamo dare il nostro contributo affinché siano elaborate norme eque che diano risposte ai problemi dei nostri concittadini. Chiediamo di poter collaborare in merito e chiediamo inoltre che, approvate definitivamente le leggi, se esse hanno bisogno di decreti attuativi o chiarimenti da parte dalle amministrazioni, questi siano resi con sollecitudine e puntualità per dare certezza di diritto ai contribuenti. Faccio l'esempio della destinazione del 5 per mille dell' IRPEF a sostegno del volontariato ove mancano ancora i decreti attuativi. Altre volte ai ritardi si aggiungono addirittura delle vere operazione di boicottaggio nell'attuazione delle norme e, a questo proposito, porto l'esempio della disposizione relativa all'esenzione dai contributi ENPALS per musicisti ed artisti dilettanti con redditi fino a 5.000 euro oppure la contrarietà all'applicazione da parte dell'ENPALS delle disposizioni agevolative introdotte con la legge finanziaria.
Presidente, per il bene del Paese è importante un dialogo aperto e costante tra Governo e Parlamento. Solo con questo dialogo riusciremmo a lavorare evitando la discussione di provvedimenti a scatola chiusa, lasciando modo a tutti di esprimere la propria opinione. In fondo è questo il sale della democrazia e di provvedimenti efficaci e condivisi.
Sen. thaler
Testo integrale dell'intervento della senatrice Rubinato nella discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri
Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, il Presidente del Consiglio ha ammesso la crisi politica. La «crisi», come ci insegna la psicologia, è un momento potenzialmente positivo, e tale possiamo e dobbiamo considerarla se il suo esito finale sarà - come auspico - il rinnovamento delle energie e dell'azione di Governo, la rigenerazione della coesione della maggioranza per colmare la distanza che oggi separa la classe politica dal Paese reale.
Il Presidente ha parlato di metodo, affermando che l'obiettivo di riforma e di profondo rinnovamento del Paese potrà essere perseguito solo se la maggioranza avrà come unico punto di riferimento l'interesse generale della comune azione di Governo. Ciò richiede tanto spazi di confronto quanto la necessità di pervenire ad una sintesi finale che vada da tutti rispettata. Mi permetto di rafforzare questo passaggio del suo discorso citando Hannah Arendt: «In politica è la ragione che conta e ragionare in politica è persuadere e argomentare in vista di un compromesso». La pluralità è il principio costitutivo della politica, perché il bene che una comunità cerca di conseguire è sempre un bene plurale, che riflette sia le differenze tra gli individui (i loro differenti interessi ed opinioni), sia la comunanza che li caratterizza in qualità di cittadini (la solidarietà e reciprocità che esercitano in quanto esseri liberi ed eguali).
Quando gli individui si riuniscono per discutere e decidere questioni di pertinenza pubblica, essi esprimono e difendono opinioni ed idee differenti che non potranno mai essere eliminate o ridotte a un consenso unanime. L'interesse generale viene scoperto proprio attraverso il dibattito politico e la deliberazione collettiva. La crisi politica sarà stata positiva se al suo esito avremo maggiore consapevolezza che ciò che deve unire questa maggioranza non è una visione generale del bene comune o una volontà generale cui dobbiamo sottostare. Ciò che ci unisce è la volontà di creare uno spazio politico dove le nostre differenze possano essere espresse, articolate ed infine decise in maniera democratica.
Il Presidente ha parlato di merito. Mi limito a sottolineare i temi prioritari su cui dovremo dimostrare al Paese la credibilità di questa maggioranza: lotta all'evasione ed elusione fiscale per raggiungere obiettivi urgenti di equità fiscale nei confronti delle famiglie e delle imprese leali con il fisco; taglio della spesa pubblica improduttiva ed in particolare dei costi della politica ingiustificati con riforme strutturali; liberalizzazioni coraggiose anche nei confronti dei poteri forti; politica del lavoro capace di armonizzare flessibilità e stabilità, per ridurre l'inaccettabile precarietà che colpisce in particolare i giovani; coraggiose politiche a sostegno delle famiglie con figli e della conciliabilità delle funzioni familiari e lavorative delle donne; riforma del sistema previdenziale che coniughi gli obiettivi di tutela dei lavoratori prossimi alla pensione con la salvaguardia delle aspettative dei giovani e l'aumento delle pensioni minime; più deciso investimento di mezzi ed energie intellettuali nella ricerca, nell'innovazione, nell'istruzione e nella formazione.
Presidente, colleghi della maggioranza, il modo migliore per rafforzare la nostra compagine e riprendere il dialogo con il Paese non è parlare ciascuno di noi alla sua fetta di elettori, limitandoci ad una mera funzione di rappresentanza di interessi di parte, ma invece dimostrare la nostra capacità di fare sintesi politica su questi temi e tradurla in azione di Governo. Su questo piano possiamo anche legittimamente sfidare - a mio avviso con successo - la stessa opposizione affinché dimostri al Paese di essere a sua volta capace di proposte riformiste e non solo di puntare l'indice perché in nove mesi non abbiamo ancora fatto quello che non è riuscito a fare il centro-destra nei cinque anni precedenti.
Concludo riferendomi alla necessità da lei evidenziata di realizzare un nuovo equilibrio virtuoso tra Stato, Regioni e le altre articolazioni territoriali, che riconosca le autonomie locali come una ricchezza per il Paese e che attui il federalismo fiscale. Per me che sono stata eletta in Veneto e che sono l'unica rappresentante in Parlamento per questa maggioranza della Provincia di Treviso questa è una priorità fondamentale in ragione della quale voterò con convinzione la mia fiducia al suo Governo. E' uno dei temi su cui il centro-destra ha fallito. Ebbene, su questo tema possiamo aprire un canale eccezionale di comunicazione con il Nord del Paese.
Abbiamo la responsabilità politica di chiederci perché una parte del Paese così laboriosa, avanzata e ricca di spirito di iniziativa, non solo sul versante economico, senta lo Stato come un avversario. Dall'area del benessere e della protesta viene in realtà la proposta di cementare in modo nuovo e coraggioso l'unità del Paese, dando voce ai municipi e all'economia diffusa, rimuovendo la burocrazia soffocante ed il centralismo statale. Il federalismo fiscale, che è già nella nostra Costituzione, è la chiave per la riforma del Paese, nell'interesse non solo del Nord. Il federalismo che vogliamo è, infatti, la modalità di riorganizzazione complessiva dello Stato, finalizzata a dare maggiore efficienza alla macchina amministrativa e più ancora a dare concretezza ad un'effettiva giustizia fiscale, rilanciando i valori della solidarietà e della responsabilità come i cardini della vita politica. «La cultura federalista» come ebbe a dire l'indimenticabile Giorgio Lago «non nasce da sinistra né tanto meno da destra: lo statalismo da un lato e gli uomini della Provvidenza dall'altro, ne furono la negazione concettuale. La Sinistra paga il difetto storico dell'apparato, la Destra dell'uomo forte; la prima impone troppe regole, la seconda le salta appellandosi al leader. Per ragioni opposte tendono a lasciare la "macchina" così come sta. Ma qualcosa di nuovo farà ora incontrare Destra e Sinistra di fronte al fallimento dello Stato centrale. Da una parte l'evoluzione liberale, che avversa la burocrazia; dall'altra l'evoluzione democratica, che prevede poteri locali molto forti. Qui centro-destra e centro-sinistra possono incontrarsi, per separarsi subito dopo nei programmi di Governo».
Sen. rubinato
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Cossiga e Pininfarina.
Disegni di legge, annunzio di presentazione
Senatore Costa Rosario Giorgio
Istituzione della patente a punti e del patentino nautico a punti (1352)
(presentato in data 23/2/2007 );
senatore Manzione Roberto
Riforma dell'ordinamento professionale forense (1353)
(presentato in data 27/2/2007 ).
Governo, trasmissione di documenti
Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, con lettera in data 12 febbraio 2007, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1, comma 23, della legge 28 novembre 1996, n. 608, la relazione sull'andamento dell'utilizzo dei lavoratori impegnati in lavori socialmente utili, distinti tra quelli che usufruiscono del sussidio di disoccupazione e quelli che usufruiscono dell'indennità di mobilità, relativa al primo semestre 2005 (Doc. XIX-bis, n. 1)
Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 11a Commissione permanente.
Assemblea parlamentare dell'Unione dell'Europa Occidentale, trasmissione di documenti
Il Presidente dell'Assemblea parlamentare dell'Unione dell'Europa Occidentale - Assemblea interparlamentare europea della sicurezza e della difesa - ha inviato, con lettera in data 22 gennaio 2007, il testo di nove raccomandazioni, di due risoluzioni e di due direttive, approvate nel corso della 52a Sessione ordinaria - II parte, svoltasi a Parigi dal 18 al 20 dicembre 2006:
raccomandazione n. 786 sulla NATO: Trasformazione e partnership strategica con la UE - risposta alla relazione annuale del Consiglio (Doc. XII-bis, n. 25);
raccomandazione n. 787 verso una soluzione duratura in Medio Oriente: un ruolo per l'Europa (Doc. XII-bis, n. 26);
raccomandazione n. 788 sul progetto di bilancio riveduto dell'Assemblea per il 2007 (Doc. XII-bis, n. 27);
raccomandazione n. 789 sui bilanci degli organi ministeriali dell'UEO per il 2006 (Doc. XII-bis, n. 28);
raccomandazione n. 790 sulla sicurezza e la stabilità in Asia centrale (Doc. XII-bis, n. 29);
raccomandazione n. 791 sulle forze terrestri europee nelle operazioni esterne (Doc. XII-bis, n. 30);
raccomandazione n. 792 sulla cooperazione transatlantica nel settore dell'aeronatuica: il caccia F-35 Lightning II (Joint Strike Fighter) (Doc. XII-bis, n. 31);
raccomandazione n. 793 sulle operazioni dell'Unione europea nella Repubblica del Congo (Doc. XII-bis, n. 32);
raccomandazione n. 794 sull'industria aerospaziale in Ucraina - la cooperazione con l'Europa (Doc. XII-bis, n. 33);
risoluzione n. 129 sull'Assemblea dell'UEO: uno strumento per i parlamenti nazionali (Doc. XII-bis, n. 34);
risoluzione n. 130 sull'evoluzione della percezione del terrorismo da parte dell'opinione pubblica e dei media (Doc. XII-bis, n. 35);
direttiva n. 124 sulla NATO: trasformazione e partnership strategica con la UE - Risposta alla relazione annuale del Consiglio (Doc. XII-bis, n. 36);
direttiva n. 125 sull'Assemblea dell'UEO: uno strumento per i parlamenti nazionali (Doc. XII-bis, n. 37).
I predetti documenti sono stati trasmessi, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a e alla 4a Commissione permanente.
Interrogazioni
SCARPA BONAZZA BUORA, PICCIONI, COMINCIOLI, SANCIU, ZANETTIN - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e per le politiche giovanili e le attività sportive - Premesso che:
con preoccupante frequenza si ha notizia delle difficoltà di natura economica ed amministrativa in cui è chiamata ad operare l'UNIRE;
l'UNIRE disciplina una materia particolarmente delicata per la quale è necessario che tutti gli organi competenti, indipendentemente dalle proprie funzioni, siano posti nelle condizioni di operare legittimamente ed efficacemente;
la gestione dell'attuale Commissario straordinario, dott. Guido Melzi d'Eril, rischia di pregiudicare proprio i caratteri della legittimità e dell'efficacia degli atti amministrativi posti in essere, con grave danno alla credibilità dell'UNIRE;
il protrarsi della fase di commissariamento ha generato una situazione di grave incomunicabilità ai vertici decisionali dell'ente;
il timore di una nuova stagione di incertezze e polemiche nell'UNIRE sta diffondendo un clima di apprensione in tutti i soggetti interessati allo sviluppo dell'ippica italiana,
l'interrogante chiede di sapere:
quali provvedimenti, si intendano adottare per superare al più presto l'attuale fase di commissariamento dell'UNIRE;
quali scelte si intendano operare per ristabilire una gestione collegiale e democratica di questo ente, incaricato dalla legge di sovrintendere alla tutela ed allo sviluppo dell'ippica del Paese.
(3-00437)
PELLEGATTA - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:
ARCUS S.p.A. fu istituita con legge 128/2004 con la funzione di divenire soggetto promotore di iniziative culturali;
con delibera n. 65 del 25 luglio 2006 la Corte dei conti ha sollevato gravi critiche alla gestione della società ed in particolare ha rilevato l'assenza di un Regolamento governativo che definisca le procedure e le verifiche per il raggiungimento dei fini istituzionali;
la crisi di ARCUS può comportare un effetto negativo per l'attività del Ministero per i beni e le attività culturali appesantendone l'azione, determinando mortificazione di competenze tecniche, accentuando sovrapposizioni di funzioni;
il Ministro ha opportunamente nominato una Commissione tecnica con lo scopo di verificare la gestione contabile della società e tale Commissione ha concluso il suo mandato;
il Presidente e il Direttore della ARCUS S.p.A. esercitano il loro incarico nonostante i componenti del Consiglio di amministrazione abbiano rassegnato le dimissioni;
la politica di esternalizzazione delle competenze e dei servizi culturali pubblici è stata fonte di gravi criticità;
la legge 286/2006, all'art. 2, comma 103, stabilisce opportunamente che tramite decreto interministeriale il Ministro dei beni culturali e il Ministro delle infrastrutture stabiliranno le modalità della localizzazione degli interventi di Arcus e le forme di vigilanza e controllo;
per effetto della legge finanziaria, anche la società partecipata dal Ministero denominata Aless dovrà definire i suoi assetti a seguito della dismissione della partecipazione di Sviluppo Italia,
si chiede di sapere:
quali iniziative il Ministro in indirizzo ritenga opportuno porre in essere per contenere gli effetti negativi delle esternalizzazioni dei servizi, anche alla luce del Memorandum d'intesa tra il Ministero della funzione pubblica e le organizzazioni sindacali tendente ad ottenere maggiore efficienza ed il contenimento della precarizzazione dei rapporti di lavoro, ed in particolare cosa intenda porre in essere circa la partecipazione del Ministero a società con specifico riferimento alla Aless;
se non ritenga urgente, anche alla luce delle conclusioni della Commissione di indagine, adottare adeguati provvedimenti per superare la grave crisi di Arcus S.p.A. per ricondurre tale società ad una gestione compatibile con i suoi scopi istituzionali ed alle linee guida di sviluppo del Ministero, già esposte presso la 7a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) del Senato.
(3-00438)
Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento
GUZZANTI, SCHIFANI, CASTELLI, ALBERTI CASELLATI, IANNUZZI, MALAN, MANTOVANO, PIANETTA, STERPA, STRACQUADANIO - Al Ministro dell'interno - Risultando agli interroganti che:
il Ministro dell'interno Giuliano Amato il 27 novembre 2006 ha ordinato un'ispezione interna al suo Ministero per appurare se agenti di Polizia, Carabinieri o funzionari del Sisde avessero collaborato illegalmente con il Presidente della Commissione parlamentare bicamerale d'inchiesta concernente il "dossier Mitrokhin" e l'attività di intelligence italiana, senatore Paolo Guzzanti, nella XIV Legislatura;
tale ispezione non ha prodotto, né avrebbe potuto produrre, alcun risultato, cosa di cui il ministro Amato ha dovuto dare atto nella sua audizione al Copaco del 24 gennaio 2007, ma senza informarne l'opinione pubblica, fortemente scossa da quella che i maggiori giornali definirono "l'inchiesta di Amato sulla Commissione Mitrokhin";
la necessità di tale ispezione, annunciata mentre era in corso un selvaggio linciaggio mediatico nei confronti dell'ex Presidente della Commissione "Mitrokhin", scatenato per evidenti motivi politici, privo di qualsiasi prova o riscontro, poggia su un'unica fonte giornalistica, vale a dire l'intervista pubblicata il 26 novembre 2006 sul quotidiano "la Repubblica", che citava fra virgolette frasi che sarebbero state pronunciate, ma che poi sono state rinnegate dal intervistato, preteso Evgueni Limarev;
tale intervista asseriva una quantità di fatti gravissimi riconosciuti poi come falsi dallo stesso preteso intervistato Evgueni Limarev, in quanto tali mendaci dichiarazioni accusavano un senatore della Repubblica ed ex Presidente di una Commissione parlamentare bicamerale d'inchiesta di reati gravissimi fra cui quello del tutto sovversivo di disporre di "strutture" clandestine in cui, per sua disposizione, agenti di Polizia, Carabinieri e personale del Sisde (o altri individui comunque classificabili) fabbricavano falsi dossier da usare contro esponenti politici del centro-sinistra durante la campagna elettorale precedente le elezioni dell'aprile 2006;
i nomi citati nell'intervista sono quelli dei seguenti esponenti politici: Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi), Cosimo Giuseppe Sgobio (Comunisti italiani), Alfonso Gianni (Rifondazione comunista), Umberto Ranieri (Democratici di Sinistra), Antonio Rotundo (Democratici di Sinistra), Oliviero Diliberto (Comunisti italiani), Francesco Giordano (Rifondazione comunista), Eugenio Duca (Democratici di Sinistra);
è perfettamente vero che nella sua qualità di Presidente della Commissione "Mitrokhin" il senatore Guzzanti ha apertamente indagato anche sulla persona del professor Romano Prodi nello stretto ambito di quanto stabilito dalla legge 90/2002 e di aver pubblicamente riferito di tale indagini da lui stesso consegnate, insieme ad altre, nel dicembre 2005, alla Procura di Roma che successivamente le trasmise al Tribunale dei Ministri; ciò dimostra come non sia mai esistito alcun "dossieraggio", ma soltanto una severa e documentata attività istituzionale svoltasi nei modi previsti e nel pieno rispetto della legge istitutiva della "Commissione parlamentare d'inchiesta concernente il "dossier Mitrokhin" e l' attività di intelligence italiana";
l'intervista ad Evgueni Limarev pubblicata su "la Repubblica" il 26 novembre 2006 era stata asseritamente raccolta (fatto assolutamente senza precedenti) nel febbraio del 2005 e dunque conservata per quasi due anni in un cassetto, insieme con una pretesa intervista (anch'essa non provata da alcun supporto di registrazione) all'ormai defunto, perché assassinato, colonnello Alexander Litvinenko, da due giornalisti noti per le loro campagne di disinformazione, risultate sempre infondate e false come quella sul "caso Nigergate" o contro l'ex direttore del Sismi, generale Niccolò Pollari, circostanze che, fra le altre, hanno indotto un famoso patriota russo in esilio, Oleg Gordievsky, ex ufficiale del KGB passato in Inghilterra nell'85, oggi ufficiale britannico e considerato una fonte attendibilissima dai servizi occidentali, a definire il foglio in questione come "Il giornale più sporco del mondo" ("The dirtiest newspaper in the world") dopo aver constatato come persino una pretesa e clamorosa intervista a lui degli stessi giornalisti e per lo stesso giornale stesso fosse "per il 90 per cento fabbricazione e manipolazione";
Evgueni Limarev ha totalmente ritrattato di fronte al senatore Paolo Guzzanti, primo interrogante, in presenza di due registratori accesi - la registrazione è ascoltabile anche su Internet - ogni cosa pubblicata sotto il suo nome ammettendo di non avere "mai incontrato il senatore Guzzanti" prima dell'8 gennaio 2007 e definendo l'intera intervista de "la Repubblica" "una fabbricazione" con cui riconosce di "essere stato usato" dai due giornalisti i quali già due anni fa gli dissero, testualmente come da registrazione elettronica: "Non siamo interessati a questo Mario Scaramella, ma siamo molto interessati in qualunque cosa riguardi Guzzanti (...) questo potrebbe essere il centro del nostro interesse";
Limarev è, secondo fonti di Scotland Yard e l'ex colonnello del KGB, Oleg Gordievsky, un "provocatore" e un "collaboratore Svr/Fsb" agli ordini dei suoi "capi di Mosca" i quali gli chiesero di preparare alcune e-mail da inviare a Mario Scaramella nelle quali si asseriva che a Mosca sarebbe stato deciso di "usare la forza" contro Mario Scaramella e Paolo Guzzanti al solo scopo di terrorizzare Mario Scaramella in partenza per Londra (dove doveva partecipare ai lavori annuali della International Maritime Organization) e spingerlo ad incontrarsi subito con il suo amico Alexander Litvinenko, in modo che potesse scattare, come scattò, il piano di avvelenamento dello stesso che prevedeva, oltre all'omicidio dell'esule ormai cittadino britannico, anche l'immediata esposizione del "misterioso italiano che lo aveva avvelenato al sushi bar Itsu di Piccadilly Circus";
l'annuncio dell'ispezione ministeriale da parte del Ministro dell'interno ha permesso ai quotidiani del giorno dopo, 28 novembre 2006, di stampare titoli del seguente tenore: «Commissione Mitrokhin, Amato apre un'inchiesta» ("Il Messaggero"); «Amato: fuori tutti i documenti della Commissione Mitrokhin» ("Corriere della Sera"); «Amato: verifiche sulla Commissione Mitrokhin» ("Il Giornale"); «Mitrokhin, Amato apre un'inchiesta» ("la Repubblica"); «Il governo ordina un'indagine sulla Commissione Mitrokhin» ("Il Secolo XIX"); «Mitrokhin, è bufera sul ruolo di Guzzanti» ("La Stampa"); anche l'informazione televisiva pubblica e privata seguiva la stessa falsariga, ben sapendo tutti, organi di stampa e Ministro, che non era possibile alcuna "ispezione sulla Mitrokhin", ma soltanto una verifica interna al Ministero sull'ipotesi, falsa, di collaborazioni illegali con l'organo parlamentare;
lo stesso Ministro ritenne di emettere una breve nota in cui assicurava ironicamente di ben conoscere il diritto costituzionale e di essere dunque consapevole dell'impossibilità per l'Esecutivo di indagare sul Parlamento, e tuttavia vedeva che la sua azione era universalmente interpretata, giustamente, come l'esatto contrario di quel che la sua ironia tentava di riparare;
la selvaggia campagna di stampa contro il Presidente di una Commissione parlamentare bicamerale d'inchiesta, campagna che ha costituito una pagina di vergogna per le istituzioni e per quanti hanno partecipato ad una vera "caccia alle streghe" senza aver compiuto le più elementari e doverose verifiche, ha avuto il suo avallo istituzionale con l'annuncio del Ministro di una "ispezione sulla Mitrokhin", che di fatto copriva senza alcun controllo quelle che poi sono state dimostrate essere fabbricazioni, bugie e manipolazioni del quotidiano "la Repubblica", proseguita poi per settimane sulla stampa italiana e internazionale, rafforzata dall'effetto moltiplicatore dell'illegale pubblicazione di intercettazioni telefoniche, in violazione della legge 140/2003 e dell'articolo 68 della Costituzione, che costituiscono un ulteriore vulnus alla sovranità del Parlamento ed ai diritti riconosciuti agli eletti in ogni democrazia;
l'ispezione ministeriale ha dato esito totalmente negativo, come ammesso dallo stesso ministro Giuliano Amato al Copaco il 24 gennaio 2007: "Nessun uomo della Polizia ha collaborato alla Mitrokhin", così come in precedenza lo stesso Copaco aveva raggiunto la certezza, come dichiarato dal suo Presidente Claudio Scajola, che neanche personale del Sismi avesse mai prestato qualsiasi forma di illegale collaborazione,
si chiede di sapere:
quali siano stati i criteri procedurali, giuridici, costituzionali e di semplice rispetto delle regole che governano i rapporti fra il Parlamento e l'Esecutivo, adottati per promuovere l'ispezione che ha contribuito al "linciaggio" di un membro del Senato della Repubblica, senza svolgere alcuna indagine preventiva atta a certificare la credibilità dell'unica e sola fonte di informazione da cui ha preso le mosse l'indagine stessa;
se si ritenga opportuno, in particolare, verificare:
se davvero un'intervista come quella pubblicata sul quotidiano "la Repubblica" e dai connotati giornalistici privi di precedenti fosse stata effettivamente rilasciata, in quale data e se ne esistesse una registrazione meccanica o elettronica;
se l'autore o gli autori dell'intervista fossero in grado di giustificare il criterio per cui, pur essendo venuti a conoscenza di reati gravissimi apparentemente commessi da una figura istituzionale quale è il Presidente di una Commissione bicamerale d'inchiesta, non ritennero di darne immediata notizia all'autorità giudiziaria;
se l'intervistato Evgueni Limarev, notoriamente residente in Francia nella città di Cluses, Haute Savoie, confermasse e con quali dettagli i fatti riferiti nell'articolo del 26 novembre 2006 e in particolare se avesse davvero incontrato, dove, quando e in quali circostanze, il senatore Paolo Guzzanti allora Presidente della Commissione "Mitrokhin", atteso che lo scorso 8 gennaio 2007, intervistato davanti a un registratore, Evgueni Limarev ha riconosciuto di non aver mai incontrato prima di quel momento Paolo Guzzanti, ma forse di aver visto un sosia al suo posto, ciò che, data la notorietà del giornalista e politico in questione, appare ridicolo e grottesco prima ancora che falso;
se il Sisde, organismo preposto a tutelare la sicurezza interna e delle istituzioni, fra cui il Parlamento e i suoi membri, avesse immediatamente disposto un'inchiesta di intelligence sul personaggio Limarev, definito dalle autorità del Regno Unito "un contrattista esterno dei servizi di sicurezza russi", allo scopo di documentarne il ruolo, la professione, i contatti, le attività segrete oltre all'attendibilità, atteso che si tratta di persona dal noto e dichiarato passato criminale per essere stato membro di un'associazione mafiosa segreta russa;
se il Sisde o la Polizia di Stato o i Carabinieri o comunque personale dipendente dal Ministro in indirizzo fosse venuto a conoscenza del fatto che lo stesso Limarev, preteso autore dell'intervista in questione, fosse anche lo stesso Limarev che nei giorni 30 e 31 ottobre 2006 inviò all'ex consulente della Commissione "Mitrokhin" Mario Scaramella alcune e-mail di sua fattura, in cui si sosteneva che da Mosca fosse stato deciso l'immediato uso della forza per mettere a tacere lo stesso Scaramella e il senatore Guzzanti, al solo scopo di spingere Scaramella a recarsi d'urgenza ad un appuntamento-trappola con Litvinenko a Londra trovandosi così coinvolto in uno sconvolgente caso di omicidio di risonanza mondiale, evento destinato a causare l'improvvisa attenzione di tutti i media sullo Scaramella stesso (perché in prima battuta considerato dallo stesso Litvinenko l'apparente avvelenatore, così come era nei piani degli assassini) in modo da consentire la partenza di un'operazione di disinformazione e diffamazione accuratamente preparata per accompagnare all'omicidio del patriota russo in esilio Alexander Litvinenko, la criminalizzazione del consulente Scaramella oggi detenuto perché accusato di aver calunniato l'ex capitano del KGB Oleksander Talik e, come effetto finale e desiderato del complotto criminale, il massacro mediatico e politico del Presidente dell'unica Commissione parlamentare d'inchiesta europea che abbia indagato sulla penetrazione sovietica;
se gli organi di informazione di polizia a disposizione del Ministro in indirizzo si siano attivati e in qual modo per la protezione di una Commissione d'inchiesta del Parlamento e del suo Presidente;
se l'ufficio stampa del Ministero si sia infine attivato - una volta stabilita la totale falsità delle pretese e contestate dichiarazioni di Limarev circa le "strutture" falsamente attribuite al senatore Guzzanti e gli inesistenti dossier che sarebbero stati da lui ordinati e fatti fabbricare per danneggiare esponenti politici avversari durante la campagna elettorale - affinché tutti gli organi di informazione, cartacea, televisiva ed elettronica, fossero ampiamente e dettagliatamente informati dell'esito negativo dell'ispezione, sicché ne potessero dare notizia con lo stesso rilievo con cui avevano trattato le notizie risultate false.
(3-00439)
RUSSO SPENA, TECCE, SODANO - Ai Ministri dell'interno e del lavoro e della previdenza sociale - Premesso che:
da oltre 20 anni i lavoratori delle cooperative di utilità sociale convenzionate col Comune e la Provincia di Napoli (ex legge 452/1987 e successive modificazioni) permangono in una situazione di straordinarietà (legata ad una gestione commissariale da parte del Ministero dell'Interno) e nel limbo della precarietà visto che il loro finanziamento si rinnova ogni anno in finanziaria;
anche nella recente finanziaria per il 2007, alla Tabella F è stato previsto uno stanziamento di 100 milioni di euro anni per ciascun anno del triennio 2007-2009, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 67/1997, convertito con modificazioni dalla legge 135/1997, recante contributi per spese pubbliche nei comuni di Napoli e Palermo (Ministero dell'interni - upb 2.2.3.6 - cap.7239);
considerato altresì:
esiste la necessità di perseguire la piena efficienza della pubblica amministrazione, garantendo l'effettivo ed ottimale impiego dei citati fondi iscritti in Tabella F della legge finanziaria per il 2007;
nell'ambito della discussione della legge finanziaria per il 2007, è stata presentata nella Commissione bilancio del Senato un ordine del giorno, n. G 1183/66/5, con il quale si impegna il Governo "ad attuare un monitoraggio, entro 6 mesi dall'entrata in vigore della legge finanziaria per il 2007, sulla situazione dei lavoratori interessati dei vari enti locali (NA, Prov. NA, PA eccetera) e a definire una convenzione con gli enti locali interessati che tenga conto del verbale d'intesa del 3 novembre 2006 fra Comune di Napoli e organizzazioni sindacali e che preveda l'assunzione di tutti i lavoratori, in deroga alla normativa vigente, al di sotto dei 55 anni e l'avviamento volontario alla pensione, a parità di diritti, dei lavoratori ultracinquantacinquenni." ;
preso atto delle iniziative del competente assessorato del Comune di Napoli tese, dopo il citato verbale d'intesa con i sindacati del 3 novembre 2006, ad aprire un tavolo di lavoro con il Governo, e precisamente con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale ed il Ministro dell'interno, per la stabilizzazione dei circa 850 lavoratori attualmente soci delle cooperative,
si chiede di sapere:
se si sia provveduto ad avviare comunque il monitoraggio richiesto con l'ordine del giorno citato, al di là del suo esito parlamentare;
quali iniziative il Governo intende assumere per favorire l'assunzione da parte del Comune di Napoli dei lavoratori delle cooperative sociali ex legge 452/1987, a parità di costi per lo Stato, con opportune disposizioni amministrative, superando la gestione commissariale in vigore dal 1987 per motivi di ordine pubblico, e verificando per i lavoratori ultracinquantacinquenni l'avviamento volontario alla pensione, a parità di diritti;
se tale iniziativa possa essere inserita nell'ambito del "tavolo per Napoli" recentemente istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri con la Prefettura e gli enti locali al fine di contribuire, anche in questo caso, alla piena efficienza della pubblica amministrazione ed al superamento del precariato e più complessivamente, ad una prospettiva di crescita dello sviluppo nell'area napoletana.
(3-00440)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
AMATO, PITTELLI - Al Ministro della giustizia - Risultando agli interroganti che:
con decreto n. 5266/06 del 3 ottobre 2006 il Tribunale dei minori di Firenze ha assegnato in affidamento preadottivo due sorelle minorenni ad altra coppia, senza tenere in nessun conto della volontà dei coniugi Rubino, già nel pieno possesso dell'idoneità all'adozione e già affidatari delle minorenni, con le quali hanno instaurato un profondo legame affettivo;
il decreto appare in palese violazione del comma 3 dell'art. 7 della legge 184/1983, in quanto l'attaccamento delle piccole ai coniugi Rubino è confermato, e dichiarato per iscritto, dalle educatrici della Casa Speranza, struttura cui sono state assegnate le bambine, dopo la rinuncia della madre naturale alla piena potestà, e dell' art. 44 della stessa legge, in quanto i coniugi Rubino hanno acquisito a tutti gli effetti il diritto di reclamo delle bambine, come loro unici "familiari", in virtù anche del buon rapporto instaurato con la madre naturale;
considerato che:
la madre naturale, fino a che le è stato possibile, si è sempre opposta all'apertura dello stato d'adozione del Tribunale dei minori di Firenze, mostrandosi favorevole all'affidamento delle figlie ai coniugi Rubino così da poter mantenere un legame con le stesse;
le motivazioni addotte con l'adozione del decreto sono, a giudizio degli interroganti, alquanto insoddisfacenti, se non insostenibili, perché si fa leva proprio sull'ottimo rapporto che i coniugi Rubino hanno instaurato con la madre naturale delle due piccole e ciò per il Tribunale "impedirebbe loro di elaborare il lutto dell'abbandono della madre";
sono state omesse decisive documentazioni del Servizio sociale di Reggello, del Centro affidi di Bagno a Ripoli, dell'USL 11 di Firenze e delle altre dirette testimonianze, che acclaravano questa nuova condizione familiare come portatrice di notevoli benefici alla vita delle bambine (la più grande grazie all'amore ricevuto è uscita da una grave crisi di "sordomutismo") e della coppia;
il prof. Gabriele Levi, Rettore della Facoltà di Neuropsichiatria Infantile della Sapienza di Roma, in una relazione tecnica ha sostenuto che la decisione del Tribunale dei minori di Firenze comporterà un grave danno psicologico esistenziale alle bambine se non si interverrà subito ad ovviare al trauma della separazione;
tra l'altro, nell'attuale affidamento preadottivo, non sono stati rispettati i requisiti essenziali di anonimato necessari a garantire alle bambine, nel loro nuovo percorso esistenziale, la giusta serenità;
questa vicenda è in piena violazione dell'art. 12 della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo e dell'art. 111 della Costituzione che riconosce il diritto al giusto processo, in quanto né i coniugi e né i testimoni, con relativa documentazione, sono stati mai convocati e ascoltati;
i coniugi Rubino, godendo di un largo consenso nell'opinione pubblica, hanno avviato una petizione popolare per chiedere alle massime cariche dello Stato l'annullamento del decreto del Tribunale dei minori di Firenze,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda e quali iniziative di competenza intenda intraprendere per verificare se non vi siano state omissioni e scorrettezze da parte del Tribunale dei minori di Firenze e per ovviare alla perdurante separazione che sta comportando grandi sofferenze nelle persone coinvolte.
(4-01424)
BARBA, COSTA, NESSA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:
da circa venti giorni al largo delle coste di Gallipoli la superficie marina è ricoperta da uno strato di mucillagine proveniente dall'Adriatico;
questo fenomeno, pur non essendo la prima volta che si manifesta, mai era apparso di così vaste dimensioni e mai si era protratto così a lungo;
le condizioni meteorologiche stanno probabilmente contribuendo al protarsi della situazione, considerato che l'inverno, con le sue piogge e le sue mareggiate, non è ancora arrivato, mentre in questi giorni le temperature oscillano intorno ai 18 gradi;
le conseguenze di quanto detto hanno effetti catastrofici per il settore della pesca;
i pescatori gallipolini ormai da un mese raccolgono solo fango;
i pescatori, oltre a dover subire i danni causati dalla mancata pesca, saranno a breve costretti a dover sostituire le reti con ulteriore aggravio della situazione economica;
buona parte dell'economia gallipolina si regge sul settore della pesca;
molte famiglie, stante il perdurare di questa situazione, si ritroveranno presto senza mezzi di sostentamento,
l'interrogante chiede di sapere se non si ritenga opportuno intervenire con urgenza per fronteggiare con ogni mezzo la gravità della situazione ed al tempo stesso dichiarare lo stato di calamità naturale approntando ogni possibile provvedimento economico che consenta all'intero settore della pesca di sopravvivere sin: quando non saranno cessati i devastanti effetti della rnucillagine.
(4-01425)
GRAMAZIO - Ai Ministri del lavoro e della previdenza sociale, della salute e della solidarietà sociale - Premesso che:
in un'inchiesta del quotidiano E POLIS a firma della giornalista Beatrice Neanche, con il titolo "I tempi biblici degli invalidi civili - un anno di attesa per la risposta" e con il sottotitolo: "centinaia di romani aspettano fino a 18 mesi per ottenere il timbro dalla ASL e dal ministero" viene messo in risalto come centinaia di cittadini, in maggioranza anziani, con gravi handicap, siano costretti a recarsi più volte presso le ASL per verificare in che stato si trovi la loro pratica;
l'accettazione è fondamentale ed indispensabile per "ottenere protesi e ausili, eventuali indennità economiche, tra cui quella di accompagno";
proprio questa fascia debole di persone viene rispedita a casa senza certezze: né sull'esito, né sui tempi di risposta da parte degli uffici pubblici;
sono narrati aneddoti come quelli del sig. A.P., che avendo fatto domanda nel giugno 2005 per il suocero 87enne, affetto da Parkinson cerebrale, ha conosciuto la trafila e ha confessato: "giri a vuoto presso per i presidi sanitari e l'attesa per una raccomandata che, agli sportelli della RM/B di Via Rizzieri, risulta essere stata rispedita ai primi di gennaio, ma, la comunicazione non è mai arrivata";
nella testimonianza, l'interrogante ha ricevuto, anche, la seguente dichiarazione: "nel frattempo mio suocero ha avuto un ictus e tutta la sua pensione la spediamo per l'assistenza". Continuando nella sua testimonianza ha dichiarato: "Un mese fa sono tornato alla ASL e mi hanno risposto che la pratica, che hanno in carico da giugno, doveva passare al protocollo. Che è al piano di sotto";
l'inefficienza nella gestione del servizio, che blocca l'iter di migliaia di pratiche, è per quanto consta all'interrogante avallata dai sindacati e da consiglieri municipali,
l'interrogante chiede di conoscere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano prendere, per eliminare il problema delle pratiche d'invalidità civile "in sonno", e quindi ridurre i tempi lunghi, dal momento che la legge prevede che i pazienti abbiano una risposta nei termini di pochi mesi mentre oggi le risposte arrivano dopo un anno e mezzo, situazione, questa, insostenibile.
(4-01426)
RUSSO SPENA - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:
l'8 febbraio 2007 si è tenuto un incontro tra i rappresentanti della società Trenitalia, le organizzazioni sindacali di categoria dei ferrovieri, le rappresentanze sindacali unitarie e le rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza delle Grandi Officine di Trenitalia di Santa Maria La Bruna di Torre del Greco, avente come oggetto una richiesta di chiarimenti da parte dei rappresentanti dei lavoratori in merito alla costruzione di un impianto di trattamento di rifiuti pericolosi e non nelle prossimità dello stabilimento ferroviario;
la zona di Santa Maria La Bruna è un'area densamente popolata e le Grandi Officine di Trenitalia impiegano 600 lavoratori;
in passato la zona è stata interessata da un elevato rischio ambientale, in quanto sede di un sito di stoccaggio rifiuti ed interessata da attività inerenti la scoibentazione di vagoni ferroviari contenenti amianto;
i lavoratori delle Grandi Officine di Trenitalia e gli abitanti della zona sono in uno stato di forte preoccupazione per eventuali rischi all'ambiente ed alla salute;
la Commissione valutazione impatto ambientale ha autorizzato la società Wisco S.p.a. ad eseguire la costruzione dell'impianto di smaltimento,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di predisporre un'ulteriore verifica sulle effettive compatibilità ambientali per la costruzione dell'impianto di trattamento di rifiuti liquidi pericolosi e non nella zona Santa Maria La Bruna di Torre del Greco, scongiurando qualsiasi eventuale danno ambientale e rassicurando i lavoratori e gli abitanti dell'area.
(4-01427)
SODANO, TECCE - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
l'amministrazione comunale di Portici veniva sciolta all'esito di dubbie vicende con decreto del Presidente della Repubblica del 10 settembre 2002, ai sensi della normativa di cui all'art. 143 del decreto legislativo 267/2000, ovvero per presunto condizionamento dell'amministrazione da parte della criminalità organizzata;
l'impugnazione di tale provvedimento presentato al TAR Campania veniva rigettata;
precedentemente all'invio della Commissione d'accesso e durante la stessa procedura di accesso e fino all'esito dello scioglimento, venivano prodotte numerose interrogazioni che richiedevano l'adozione delle misure in questione nei confronti dell'amministrazione comunale di Portici;
le stesse argomentazioni portate dalle interrogazioni de quo erano riportate completamente nella relazione della Commissione d'accesso e come motivazione dello scioglimento;
la sentenza del TAR Campania veniva impugnata davanti al Consiglio di Stato;
con sentenza del 12 gennaio 2004, depositata il 23 marzo 2004, veniva annullato il decreto di scioglimento e disposta la reintegrazione del Sindaco e degli organi elettivi dell'amministrazione comunale di Portici;
nei mesi successivi, la stampa ha dato notizia di varie interrogazioni, censurando il presunto comportamento omissivo dell'Avvocatura dello Stato e richiedendo espressamente di attivare l'impugnazione di revocazione ex art. 395 del codice di procedura civile per la sentenza del Consiglio di Stato;
tale procedura di revocazione non risulta che sia mai stata adottata dall'Avvocatura dello Stato né in casi analoghi né, comunque, quasi mai nei casi di provvedimenti del Consiglio di Stato stesso;
la Presidenza del Consiglio dei ministri ritenne, quindi, di incaricare l'Avvocatura generale dello Stato di proporre istanza di revocazione della predetta sentenza del Consiglio di Stato con atto notificato l'8 novembre 2004;
in data 22 novembre 2005 è stata presentata un'interrogazione parlamentare con cui veniva attaccata violentemente la Sezione V del Consiglio di Stato che aveva deciso sull'appello proposto dell'amministrazione comunale di Portici, e specificamente il consigliere estensore della stessa sentenza, puntualizzando, attraverso una manipolazione della stessa realtà dei fatti, quello che a suo modo di vedere doveva essere il motivo di revocazione della sentenza stessa;
per legge il giudizio di revocazione viene deciso dalla stessa Sezione che ha emesso la sentenza impugnata e, quindi, dalla stessa Sezione V, così violentemente intimidita;
nel mese di aprile 2005 il Consiglio di Stato fissava l'udienza per l'istanza di revocazione al 1° luglio 2005;
con sentenza depositata il 15 luglio 2005 la V Sezione del Consiglio di Stato revocava la sentenza dalla stessa Sezione precedentemente emessa e rigettava l'appello dell'amministrazione comunale di Portici, riconoscendo, pertanto, la fondatezza dello scioglimento nel 2002;
unico motivo di tale revocazione veniva ad essere il presunto comportamento omissivo dell'Avvocatura di Stato sostenuto da alcuni parlamentari, invece delle ragioni dell'amministrazione comunale di Portici;
tale motivo "positivo" andava dal riscontro di innumerevoli presunte negligenze della Commissione di accesso a quello di improprie valutazioni o di errate indicazioni o di utilizzo di procedimenti già archiviati e considerati infondati dal giudice penale;
la stessa sentenza riconosceva la correttezza delle procedure di appalto che la Commissione di accesso aveva ritenuto illegittime e suffragava la iniziativa dell'amministrazione comunale di Portici che aveva acquisito con fondi comunali e con il sostegno di fondi CIPE un'area dismessa per lo sviluppo industriale. Ciò perché si è ritenuto che la procedura adottata fosse pienamente giustificata e legittima e che il valore della stessa fosse stato correttamente ed oggettivamente stimato;
il motivo unico della revocazione consisteva nella circostanza che fratello dei soci proprietari dell'area di cui sopra fosse una persona condannata nel 1992 irrevocabilmente e comunque riabilitata con un'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Napoli n. 3274, depositata il 7 maggio 2002, circostanza che il Consiglio di Stato assumeva di non aver valutato, pur se in realtà risultava dagli atti processuali ben precedenti;
la revocazione di una sentenza del Consiglio di Stato è un caso più unico che raro nella storia della giurisprudenza degli ultimi decenni;
singolare risulta quindi il comportamento di Magistrati che riconoscono un errore, a questo punto materiale, commesso però da altri colleghi, pur se nello stesso Ufficio e Sezione;
dal deposito della sentenza si è sviluppata una notevole nuova pressione, sia attraverso organi di stampa che interrogazioni e richieste al Prefetto di Napoli, tendenti a richiedere l'ulteriore scioglimento dell'amministrazione comunale di Portici;
l'amministrazione comunale di Portici attualmente in carica è stata insediata con le elezioni del maggio 2004, dopo ulteriori quattro mesi di commissariamento, che, aggiunti ai precedenti sedici, assommano a venti mesi di commissariamento dal settembre del 2002, ovvero su ventuno mesi trascorsi,
si chiede di sapere:
quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di fornire rapide ed esaurienti risposte atte a verificare se risulti che tali pressioni esercitate a mezzo della stampa, nonché da parlamentari secondo quanto sopra specificato, non abbiano in alcun modo influenzato lo scioglimento del Consiglio comunale di Portici;
quali assicurazioni si intendano dare, altresì, in merito alla tutela delle garanzie democratiche degli elettori di Portici e della libera espressione del loro voto nelle elezioni amministrative del 2004;
infine, quali iniziative si intendano adottare affinché non vengano effettuate indebite pressioni su tutti i funzionari dello Stato che a qualsiasi titolo siano tenuti a valutazioni e/o decisioni relative alla vita stessa degli organi elettivi dell'amministrazione comunale di Portici;
se, anche alla luce delle precedenti considerazioni, non ritenga opportuno assumere ulteriori informazioni in ordine alla questione in oggetto.
(4-01428)
Interrogazioni, da svolgere in Commissione
A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti:
7a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport):
3-00438, della senatrice Pellegatta, sulla società ARCUS S.p.A.
9a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare):
3-00437, dei senatori Scarpa Bonazza Buora ed altri, sulla gestione dell'UNIRE.