Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 584 del 20/04/2004

Sugli ostaggi italiani in Iraq

PRESIDENTE. (Si leva in piedi e con lui tutta l’Assemblea). Onorevoli colleghi, prima di iniziare i nostri lavori, consentitemi di pronunciare alcune parole.

Da quando ci siamo lasciati per la pausa pasquale sono purtroppo avvenuti dei fatti drammatici e tragici che hanno colpito il nostro Paese. Mi riferisco, naturalmente, agli italiani che sono stati catturati e resi ostaggio in Iraq e soprattutto all’assassinio del nostro concittadino Fabrizio Quattrocchi, che si trovava in Iraq per lavoro.

Come sapete, quest’uomo ha voluto morire, secondo quelle che sono state le sue ultime parole, da italiano. Interpreto tali parole come quelle di chi vuole morire da uomo che ama la libertà, la pace, la solidarietà e le testimonia. Quando si muore in nome di questi princìpi, che sono anche valori che accomunano la nostra cultura e civiltà, sicuramente si muore da eroi. Io credo che Fabrizio Quattrocchi così sia morto: da eroe.

Alla sua memoria desidero rivolgere il nostro pensiero riconoscente e inviare la nostra solidarietà alla sua famiglia, che estendo, a nome di tutto il Senato, anche alle famiglie Agliana, Stefio e Cupertino, che hanno i figli ancora ostaggio di bande terroristiche non meglio identificate in Iraq.

Naturalmente noi tutti ci auguriamo che gli sforzi politici, diplomatici e umanitari messi in atto dal nostro Governo abbiano un rapido successo e che gli indizi di ottimismo si trasformino in certezze. Credo che, soprattutto in questa fase e considerata la delicatezza del tema, convenga a noi la discrezione, nella trepidazione per la soluzione della questione. Spetterà naturalmente all’Assemblea, dopo la Conferenza dei Capigruppo, decidere le modalità di eventuali dibattiti politici.

Per questa ragione, ricordando la morte di Fabrizio Quattrocchi e con il pensiero rivolto agli ostaggi, chiedo all’Assemblea di osservare un minuto di silenzio. (L’Assemblea osserva un minuto di silenzio).

Tra poco lascerò la Presidenza, perché ho un incontro ufficiale con il rappresentante dell’ONU in Iraq, Lakhdar Brahimi; chiedo pertanto al Vice presidente di turno di tenersi a disposizione.