Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 584 del 20/04/2004

CALDORO, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, formulerò alcune brevissime considerazioni. Il Governo, come è noto, ha seguito l’iter parlamentare di questo disegno di legge con il rispetto che si deve al Parlamento e, in particolare, ai disegni di legge di iniziativa parlamentare. Dobbiamo ricordare infatti che di questo si tratta.

Come dicevo, il Governo ha seguito i lavori con il dovuto rispetto sia per quanto riguarda alcuni aspetti generali che qui sono stati esposti, sia perché, per alcuni motivi, il provvedimento tocca la vita accademica e formativa di alcuni studenti. Vi è poi anche un’altra ragione: il Governo è stato più volte, nel recente passato e anche ancor prima, chiamato in causa affinché intervenisse con proprio apposito provvedimento.

Al riguardo, sia per quanto concerne il precedente Governo che l’attuale, si è sempre ritenuto di non dover intervenire. Quali sono state le ragioni per cui il Governo ha ritenuto di non dover intervenire? In particolar modo perché secondo il Governo mancavano i presupposti di base per un intervento specifico dell’Esecutivo, dal momento che lo stesso Parlamento all’atto dell’approvazione dei precedenti disegni di legge di sanatoria si era impegnato con il Governo a non intervenire più su questa materia con altri provvedimenti di sanatoria.

Un altro argomento di carattere di opportunità, è che di fatto c'era un'evidente situazione di disparità di trattamento in particolare rispetto ai numerosi studenti che non avevano fatto ricorso.

È chiaro che la delicatezza del tema, sia per gli aspetti generali che per quelli legati al provvedimento in sé, impone un confronto serrato che il Governo ha sempre voluto in tutte le sedi, in particolare alla Camera quando si è discusso e approvato questo testo.

Ritengo che ci debba essere da parte di tutti una piena consapevolezza di quello che si fa, al di là del volume e del peso delle tante e-mail o delle lettere che vengono inviate ai singoli senatori e ai membri del Governo, ancora di più oggi, in particolare per quanto riguarda l'anno accademico 2000-2001, nel momento in cui la nostra valutazione del sistema universitario (che aveva riscontrato la regolare applicazione della legge n. 264 del 1999 che reca norme in materia di accesso all'istruzione universitaria) è stata confermata, come ricordato anche nell'intervento del senatore Tessitore, da un orientamento uniforme del Consiglio di Stato prevalentemente per l'anno 2000-2001, cosa che non era avvenuta nel passato e che ha di fatto riformato una serie di ordinanze di sospensiva legate ai ricorsi presentati al TAR.

Nello stesso tempo, c'è stato un riconoscimento oggettivo di una situazione di incertezza che ha anche determinato una diversa applicazione rispetto a queste sentenze tra i diversi atenei.

Tutte queste motivazioni ci hanno fatto convergere su un compromesso al quale la Camera ha ritenuto di accedere (e riguardo al quale vi è una non contrarietà del Governo), che prevede la possibilità di consentire a questi studenti di iscriversi e quindi il riconoscimento del percorso formativo, vale a dire degli esami (oggi sarebbe più opportuno parlare in termini di crediti), in particolare per il secondo anno del corso di laurea di accesso non programmato.

Faccio presente che come è stato ricordato parliamo dell'anno accademico 2000-2001 e quindi c'è anche un problema che qui non è stato posto: una qualsiasi modifica del testo approvato dalla Camera comporterà il suo ritorno presso quel ramo del Parlamento. In questo caso l'anno accademico 2003-2004 potrebbe diventare l'anno accademico 2004-2005, con i problemi relativi alla responsabilità che ci assumiamo nei confronti di questi studenti.

Sono stati affrontati temi di carattere generale e su alcune considerazioni chiaramente vi è una riflessione da parte del Governo e un confronto parlamentare che il Governo ha aperto, in particolare presso la Camera dei deputati, sul sistema di selezione per i corsi di laurea ad accesso programmato.

Vi è una serie di problematiche che sono state qui ricordate da molti senatori e credo sia opportuno che si faccia su di esse una riflessione comune per intervenire eventualmente in sede amministrativa o, se necessario, in sede legislativa.

Un ultimo argomento che è stato qui evidenziato riguarda una scelta alla quale il Governo non era in via di principio contrario, quella di prevedere un trasferimento o un rinvio di responsabilità al sistema dell'autonomia, così come è stato ricordato anche da un emendamento presentato dal senatore Modica.

Il Governo non era di per sé di principio contrario ad una soluzione del genere, come abbiamo detto anche in sede di confronto alla Camera dei deputati. Poi la scelta è stata diversa. Quando accettiamo di trasferire responsabilità proprie dell'autonomia al sistema universitario, allo stesso modo dobbiamo anche bilanciare le proposte future che chiedono invece uniformità di trattamento e l'eventuale scelta di un ateneo di attuare per alcuni corsi di studio il numero di accesso programmato.

Se tale aspetto deve essere lasciato al sistema dell'autonomia dobbiamo anche prevedere che quest'ultimo possa comportarsi in maniera non uniforme rispetto al numero programmato, al di là della questione specifica che abbiamo affrontato oggi, in particolare su alcune professioni ma in generale sull'offerta formativa propria del sistema universitario.

Quindi, il Governo precisa la sua posizione che ha tra l'altro puntualizzato in più di un'occasione, in particolare alla Camera dei deputati. Per quanto riguarda il confronto che si avvierà in questa sede si riserva di intervenire sulle proposte emendative, ma si affiderà prevalentemente al giudizio di quest’Aula.