Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 584 del 20/04/2004
Azioni disponibili
Seguito della discussione dei disegni di legge:
(1690) Disposizioni finalizzate alla prevenzione del gozzo endemico e di altre patologie da carenza iodica
(1288) CRINO’ ed altri. – Disposizioni finalizzate alla eradicazione del gozzo endemico e degli altri disordini da carenza iodica
(Relazione orale)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione dei disegni di legge nn. 1690 e 1288.
Ricordo che nella seduta pomeridiana del 26 giugno 2003 è stata dichiarata aperta la discussione generale.
È iscritto a parlare il senatore Carella. Non essendo presente in Aula, si intende che abbia rinunziato.
È iscritto a parlare il senatore Danzi. Ne ha facoltà.
DANZI (UDC). Onorevole Presidente, onorevole rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, siamo qui a discutere del disegno di legge n. 1288 che ci fa riflettere su un dato, cioè su quante patologie ancora oggi siano condizionate da errate abitudini alimentari.
Una delle patologie più importanti sotto questo punto di vista, è sicuramente il gozzo endemico; non solo il gozzo, cioè, ma anche l’ipotiroidismo, forma ben più grave di malattia della ghiandola tiroide, che ha la necessità assoluta di essere rifornita di iodio per produrre ormoni assolutamente indispensabili per tutta una serie di funzioni importanti e vitali per l’organismo.
Si pensi, a questo proposito, che lo iodio viene assunto solo con gli alimenti e non prodotto dall’organismo e che la dieta normale non consente un apporto di iodio sufficiente. Il rimedio più elementare, tra l’altro estremamente poco costoso, è quello di arricchire il sale alimentare con lo iodio, rendendolo quindi uno iodurato o uno iodato, procedimento non economicamente gravoso, che non altera il sapore degli alimenti e soprattutto che si rivolge ad un alimento di uso comune e quotidiano, ma anche ad un alimento non assolutamente costoso.
Vorrei invitare tutti a una riflessione. In Italia abbiamo 6 milioni di persone colpite da questa patologia, che comporta costi assolutamente elevati (si calcola intorno ai 150 milioni di euro all’anno) innanzitutto per le tecniche diagnostiche, che si servono di radioisotopi (le scintigrafie), per le visite specialistiche, ma anche per il trattamento successivo e per la possibile, probabile, non auspicabile evoluzione della malattia, che consiste all’inizio in un ingrandimento della ghiandola tiroide, che tende a sopperire alla mancanza di iodio lavorando di più, pur in assenza dell’elemento fondamentale, ma che successivamente può sfociare in situazioni che richiedono interventi chirurgici o in altri tipi di patologie ben più gravi.
Riteniamo che l’Italia debba assolutamente porre rimedio a questa situazione; tra l’altro, il rimedio suggerito è estremamente semplice. Basti considerare, a questo proposito, che tali patologie sono state assolutamente sconfitte con campagne pubblicitarie e con l’uso di prodotti alimentari integrati negli Stati Uniti, in Scandinavia, in Germania e in Venezuela, dove praticamente non esistono più.
Non essendo possibile imporre una iodioprofilassi obbligatoria, perché ciò contrasterebbe con il principio della libertà di scelta costituzionalmente protetto, il disegno di legge offre, a mio avviso, l’alternativa molto valida - come accade in Austria - di varare una disciplina semiobbligatoria: in pratica, si obbligano i rivenditori ad avere, oltre al sale comune, quello arricchito con lo iodio e a destinare quest’ultimo alla vendita al consumatore, a meno che lo stesso consumatore non chieda di acquistare sale comune; quindi, di vendere in prima battuta il sale arricchito.
Capite bene quanto sia importante colmare questo ritardo, capite bene quanto ciò costi poco, capite bene quanto questo ci allinei a Paesi che da anni hanno proceduto in tal senso con ottimi risultati per la salute dei cittadini; capite bene quindi come sia importante approvare il provvedimento, nella speranza che la salute dei cittadini migliori e i costi per lo Stato diminuiscano. (Applausi del senatore Salzano).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Salini. Ne ha facoltà.
SALINI (FI). Signor Presidente, onorevoli senatori, l’Organizzazione mondiale della sanità in un rapporto del 1994 nel prendere in esame la sanità pubblica nel suo complesso si soffermò in modo particolare sul gozzo endemico evidenziandone sia la dimensione numerica (come è stato ricordato dal collega Danzi), sia la dislocazione territoriale e soprattutto la radicazione di questa affezione che, pur di semplice entità, come è stato detto, può determinare gravi conseguenze, ma soprattutto può avere risvolti economici, in un momento oltretutto particolare.
Credo sia opportuno un brevissimo cenno sulla ghiandola tiroidea che è interessata da questo fenomeno per significare la sua autonomia, la sua fisiologia e la sua patologia. Dagli estratti della ghiandola tiroidea sono stati separati una sostanza attiva, la tiroxina, e altri ormoni di cui, seppur di poco interesse dal punto di vista funzionale, sono state determinate la costituzione, la sintesi e la funzione.
La ghiandola tiroidea non svolge, cioè, soltanto funzioni per se stessa ma interessa, per esempio, la regolarizzazione del metabolismo basale, lo sviluppo del sistema nervoso centrale, la crescita dell’apparato scheletrico e la maturazione sessuale.
Il componente più importante di questo ormone è lo iodio; nella tiroide esso è presente nella misura di un terzo, forse anche della metà di tutto lo iodio contenuto nell’organismo. Ad esempio, un uomo di settant’anni ne contiene 50 milligrammi, 25 nella tiroide e i restanti distribuiti nel sistema muscolare e in tutto l’organismo. Quindi, la quantità di iodio presente nella tiroide supera, in percentuale, quella contenuta in tutti gli altri organi del nostro corpo.
La iodemìa, cioè la quantità di iodio presente nel sangue, varia tra i 5 e i 10 milligrammi per centimetro cubo. Pertanto, lo iodio è un elemento indispensabile per la salute dell’uomo ed esso viene introdotto, come è stato ricordato anche di recente, con l’alimentazione.
L’organismo ha bisogno di 150 microgrammi al giorno di iodio, che vengono introdotti non in forma pura, ma attraverso un sale iodurato, che è un sale addizionato di ioduro di potassio. Quando la quantità di iodio diminuisce nell’organismo, ne risente la ghiandola tiroidea e si forma un gozzo, che può avere piccole dimensioni e quindi determinare soltanto una patologia estetica o, invece, assumere dimensioni più rilevanti creando una compressione a carico dell’esofago e della tiroide e determinando disfunzioni che sono di tipo respiratorio e digestivo. Il gozzo quindi è un’affezione di tipo benigno.
Come abbiamo detto, si è pensato per tanti anni che le Regioni del Nord fossero più interessate dal problema di quelle del Centro-Sud, che in alcune zone montane e pedemontane vi fosse una maggiore carenza di iodio a causa di un’alimentazione troppo povera di tale elemento. Successivamente, si è visto invece che, all’infuori delle Regioni costiere, tutte le Regioni sono interessate dal problema, anzi, pare addirittura che le Regioni del Centro-Sud lo siano maggiormente.
È stato documentato - e da ciò deriva la risoluzione da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità - che la correzione della carenza alimentare di iodio è in grado di prevenire il gozzo endemico e le altre patologie che si verificano, e ciò per le funzioni che la tiroxina, come abbiamo detto, svolge per quanto riguarda lo sviluppo della persona, il suo sviluppo scheletrico, il sistema nervoso centrale e la maturazione sessuale.
Pertanto, non da adesso, ma da moltissimi anni, è stato introdotto il metodo della iodioprofilassi più semplice, che consiste nella sostituzione del normale sale da cucina con quello arricchito con iodio. È importante che tale iodioprofilassi abbia carattere di continuità nel tempo, dal momento che si tratta di una carenza che va colmata, naturalmente, per un tempo assai lungo.
Come è stato detto anche dal senatore Danzi, in alcuni Paesi, come gli Stati Uniti, la Finlandia ed altri, l’uso continuativo di questo iodio ha fatto regredire lesioni di poco conto e ha fatto scomparire praticamente le malattie che hanno un interesse gozzigeno.
Quindi, vi è la necessità di effettuare come è stato detto una campagna informativa sulla iodioprofilassi che va rivolta alla comunità nazionale attraverso una formazione e una informazione da parte degli addetti ai lavori nei confronti della collettività.
L'interesse al consumo di sale arricchito con iodio quando non raggiunge valori significativi va pertanto controllato e corretto, mantenendo viva attraverso iniziative di educazione alimentare l'attenzione dei consumatori, degli operatori sanitari e dei mezzi di comunicazione sulla iodioprofilassi e sulla sua efficacia per la prevenzione.
Dai dati a disposizione si evince che il consumo di sale arricchito con iodio su basi volontarie attualmente è privo di incentivi e infatti risulta essere basso rispetto al consumo globale di sale alimentare.
Il disegno di legge in esame consta di sei articoli. L'articolo 1 individua il campo di applicazione del provvedimento per quanto concerne le modalità di utilizzo del sale arricchito con iodio per il consumo diretto, per essere utilizzato quale sale alimentare o come ingrediente nella preparazione e nella conservazione dei prodotti alimentari.
L'articolo 2 richiama ai fini dell'applicazione della presente legge la definizione di sale alimentare e di sale arricchito con iodio, contenuta nei regolamenti di cui ai decreti del Ministro della sanità n. 106 del 1997 e n. 562 del 1995.
L'articolo 3 stabilisce che nei punti vendita di sale alimentare deve essere assicurata la contemporanea disponibilità di sale comune e di sale arricchito con iodio; la fornitura del primo è subordinata a specifica richiesta dei consumatori. L'articolo prevede, inoltre, l'individuazione da parte del Ministero della salute di una specifica locandina da apporre negli espositori dei punti vendita finalizzata ad informare i consumatori sui benefici della iodioprofilassi. La ristorazione collettiva, inoltre, nelle sue varie tipologie deve utilizzare e mettere a disposizione dei consumatori il sale arricchito con iodio.
L'articolo 4 estende la possibilità di utilizzare il sale arricchito con iodio anche, come prima richiamavo, come ingrediente nella preparazione e nella conservazione dei prodotti alimentari.
L'articolo 5 richiama le norme di etichettatura con la previsione di un logo specifico definito dal Ministero della salute.
L'articolo 6 invece abroga le limitazioni previste dai commi 1 e 2 dell'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 10 agosto 1995, n. 562, relative alle confezioni di vendita di sale arricchito con iodio.