Legislatura 13ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 1052 del 08/03/2001

LA LOGGIA. Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LA LOGGIA. Signor Presidente, onorevole Ministro, colleghi, sono tante le cose che si possono dire al termine di questa ormai troppo lunga legislatura che ha segnato con grande amarezza, almeno da parte nostra, alcuni significativi insuccessi rispetto alle esigenze dei cittadini, a ciò che andava fatto e alle aspettative che questa stessa legislatura aveva suscitato.

Per l'esattezza, la trasformazione del nostro sistema costituzionale, istituzionale ed economico avrebbe messo i cittadini italiani nelle migliori condizioni per essere in una posizione paritaria e competitiva nel contesto dell'Unione europea e delle nazioni del mondo.

Noi facciamo la nostra valutazione politica su questo, e cioè che purtroppo non si sono create le condizioni per quel dialogo sereno, quel confronto costruttivo che sulle regole, e solo sulle regole, dovrebbe essere principio incontestabile da parte di tutte le forze politiche, quantomeno nella tradizione democratica del nostro Paese.

Noi sappiamo che questo non è avvenuto per la prevaricante, prepotente azione da parte delle sinistre per imporre più volte il loro punto di vista e per andare avanti a colpi di maggioranza, non certo nella ricerca doverosa di un consenso delle altre forze politiche, segnatamente dell'opposizione, proprio quando si parla di regole così importanti per la vita di tutti i cittadini, sia sugli statuti speciali, sia per quanto riguarda la ormai famigerata legge sulla par condicio, sia per il tentativo di imposizione di una riforma elettorale che fosse solo ad uso e consumo delle forze della maggioranza, sia per il fallimento della Bicamerale compiendo diversi passi indietro rispetto al progetto che era stato esitato dalla Commissione, sia da ultimo sulla legge - che rappresenta soltanto un'arma propagandistica, peraltro evidentemente spuntata - riguardante il cosiddetto conflitto di interessi, dopo aver tenuto per ben tre anni l'ottimo testo approvato dalla Camera all'unanimità con il voto favorevole di tutte le sinistre in un cassetto qui al Senato per utilizzarlo all'ultimo momento solo come testimonianza e strumento di propaganda elettorale e politica. Infine arriva questo provvedimento sul cosiddetto federalismo. (Brusìo in Aula).

Signor Presidente, posso avere più attenzione?

PRESIDENTE. Senatore La Loggia, purtroppo è cominciata così. Prego i colleghi di tener conto che l'ascolto è più doveroso dei pregiudizi. Ascoltiamo tutti.

LA LOGGIA. Grazie, signor Presidente.

Stavo dicendo che da ultimo arriva questo disegno di legge che noi definiamo di finto federalismo, e dirò in breve perché. Esso arriva per la seconda volta – e questo va ricordato - con un testo blindato, esitato dalla Camera dei deputati. Non oggi, collega Angius, ma già nella prima lettura di questo importantissimo provvedimento di legge si è impedito alle opposizioni di tentare anche soltanto una modificazione del testo che proveniva dalla Camera. (Applausi dal Gruppo FI).

Non ci si venga a dire che noi oggi rivolgiamo impropriamente un'accusa di arroganza nei confronti della maggioranza. Non si sono cercati l'accordo, l'intesa, il confronto costruttivo, si è voluta affermare soltanto la volontà della maggioranza, a colpi di maggioranza, su uno degli argomenti sui quali nella storia del Parlamento repubblicano nessuno mai aveva osato adottare riforme costituzionali con un colpo di maggioranza, un vero e proprio insulto che indigna i cittadini del nostro Paese al di là delle posizioni espresse da noi dell'opposizione. (Applausi dal Gruppo FI. Commenti del senatore Bertoni).

Annunciamo - lo abbiamo già fatto, ma voglio ribadirlo qui formalmente in quest'Aula - che stiamo già provvedendo alla raccolta delle firme per opporci, per proporre ai cittadini di opporsi, di valutare con il loro voto se questa è una legge che possa soddisfare le esigenze dei cittadini italiani stessi ovvero se valutare nel progetto che nei prossimi giorni sarà presentato dalla Casa delle libertà in campagna elettorale cosa s'intenda realmente per federalismo.

Questo che voi proponete non è un federalismo solidale, non è cooperativo, non è competitivo, non è un federalismo praticabile. Questo federalismo è il bastone istituzionale di cui ha bisogno l'altro progetto, altrettanto confuso e insufficiente, vale a dire il federalismo amministrativo delle leggi Bassanini, inventando in questo modo un nuovo farraginoso meccanismo, ossia la burocrazia federalista. Questo state realizzando oggi, assolutamente in contrasto con le esigenze del nostro Paese, con le aspettative dei nostri cittadini.

Non c'è un riferimento serio al principio di sussidiarietà in senso orizzontale e sociale. Non c'è l'istituzione della Camera delle regioni. Non c'è la riforma dell'assetto della Corte costituzionale. Non c'è un autentico federalismo fiscale. Si prevede, ed è l'ennesima presa in giro, che si può - soltanto si può - prevedere nei Regolamenti di Camera e Senato, peraltro ben diversi tra di loro, la possibilità e non l'obbligo di partecipazione dei rappresentanti delle regioni e delle province. Questo è l'ennesimo tentativo di far sembrare, di far apparire, di perpetrare un inganno nei confronti dei cittadini che si aspettano ben altro.

Allo stesso modo non si armonizza, perché non si può armonizzare in questa formulazione, con la stessa regolamentazione che proviene dalle normative dell'Unione europea. Altro danno che si aggiungerà a quello che è stato già provocato.

Allora, signor Presidente, colleghi, raccoglieremo le nostre firme. La storia non finisce qui. Non vi illudete di poter considerare conclusa questa battaglia, perché la battaglia la faremo insieme con i cittadini sul referendum che si opporrà all'approvazione di questa legge.

Per quanto riguarda il nostro voto, signor Presidente, a nome del Gruppo che ho l'onore di presiedere, Forza Italia, e dei Gruppi della Casa delle libertà, annuncio che, pur restando presenti in quest'Aula, non intendiamo partecipare alla votazione in segno di profondo e radicale dissenso nei confronti di questo provvedimento, che consideriamo una legge truffa nei riguardi dei cittadini italiani. (Vivi applausi dai Gruppi FI, CCD, LFNP e AN. Molte congratulazioni).