Legislatura 13ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 1052 del 08/03/2001
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CASTELLI. Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la giornata di oggi sarà ricordata come l'ultimo tentativo per fermare il processo storico del federalismo, uno degli ideali del Risorgimento. Tentativo, tra l'altro, lo voglio sottolineare, fatto a colpi di maggioranza, checché ne dicano poi alcuni esponenti della maggioranza stessa.
Quindi, è stato aperto un gravissimo precedente del quale poi non potrete lamentarvi, magari nelle prossime legislature. Dobbiamo gridare ad alta voce che siamo di fronte ad una vile messa in scena posta in atto da chi, dobbiamo riconoscerlo, si è rivelato maestro negli inganni massmediatici, nel più perfetto stile sovietico, a sua volta ispirato in questa materia dalle dottrine di Goebbels.
Orwell, nel romanzo "1984", fa annunciare trionfalmente dalla televisione, padrona di quello Stato totalitario, che la razione mensile di cioccolato, di trenta grammi al mese, "salirà" a venticinque al mese. Bene, allo stesso modo voi state dicendo al Paese che lo avete risanato, mentre avete aumentato la spesa dello Stato a dismisura. La vostra propaganda annuncia che avete abbassato le tasse, mentre le avete aumentate di centomila miliardi l'anno. In uguale misura oggi annunciate la nascita del federalismo, mentre in realtà tentate di decretarne la morte.
Questo disegno di legge, infatti, non soltanto mira ad impedire che la forza popolare possa, attraverso referendum regionali, modificare il centralismo dello Stato, trasferendo competenze alle regioni, ma addirittura cancella i poteri delle regioni per attribuirli allo Stato.
Del resto, la devoluzione è già prevista nell'attuale Costituzione, laddove l'articolo 117 prevede che possono essere di competenza delle regioni cito testualmente "Altre materie indicate da leggi costituzionali".
Questa riforma, invece, prevede due livelli di potestà legislativa: uno, quello esclusivo dello Stato, che avoca a sé tutto quanto; il secondo, relativo alla potestà concorrente tra Stato e regioni. In realtà, di concorrenza ce ne è molto poca, perché allo Stato si riserva la disciplina generale, lasciando perciò alle regioni solo quella residuale che, vista l'elencazione sterminata, non è solo secondaria, ma simbolica. Prendetevi la briga di contare le funzioni in cui lo Stato può intervenire: sono 47, sfido chiunque di voi a trovarne qualcuna che sia rimasta fuori.
Che dire poi della questione fiscale normata dall'articolo 119? Si dice che regioni, province, comuni e città metropolitane hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa, però nell'ambito delle leggi dello Stato. In altre parole, non esiste autonomia, perché l'autonomia finanziaria e fiscale è fatta dipendere da leggi quadro statali. Gli enti locali possono disporre di proventi, di addizionali, sovraimposte o tributi erariali; in altre parole, mentre lo Stato ingoia risorse, gli enti locali si dovrebbero arrangiare applicando sovraimposte sulle tasse già salate dei loro cittadini. E' questo un indubbio regresso rispetto alla Costituzione vigente, interpretabile nel modo più flessibile.
Tuttavia, la cosa più incredibile è che questo disegno di legge premia gli evasori fiscali, laddove si dice che bisogna aiutare chi ha minore capacità contributiva. Questo significa che se io evado le tasse dovrò essere pagato di più e questa è veramente una vergogna.
Insomma, siamo di fronte ad una gigantesca truffa e ora voi, maestri dell'inganno, meditate anche di utilizzare il referendum popolare come ulteriore arma di propaganda. Ebbene, esso vi si ritorcerà contro, poiché saremo noi a chiamare il popolo a raccolta. La Casa delle libertà, infatti, ha già attivato le procedure per chiedere immediatamente il referendum e siamo certi che il popolo capirà e voterà per la vera libertà.
Voi oggi pensate di aver ottenuto una vittoria per il fatto di portare questo insulto alla democrazia al voto parlamentare a colpi di maggioranza, lo ricordo; pensate di ottenere un vantaggio elettorale, ma vi sbagliate di grosso: con questa roba voi firmate soltanto la fine ingloriosa della vostra storia. Evidentemente non poteva che finire così il Governo di un presidente del Consiglio Amato - lo voglio ricordare ancora una volta, soprattutto a chi ci sta ascoltando a casa - mai eletto da nessuno e che dimostra che sono più legittimati a governare i non eletti che gli eletti.
Ebbene, questo non è nient'altro che l'autorizzazione alla dittatura. Noi non la pensiamo in questo modo. Stiamo con il popolo e non contro di esso, e lavoriamo per il popolo. Pertanto dobbiamo qui dire una cosa gravissima e ci rivolgiamo ai cittadini: in questo momento state per essere traditi e venduti. Il primo periodo dell'articolo 117, infatti, consegna la sovranità del Paese nelle mani dei tecnocrati di Bruxelles, ripeto, mai eletti da nessuno.
Sappiate che qui c'è il tentativo di vanificare il voto di maggio; sappiate che c'è il tentativo da parte loro di continuare a comandare anche se avranno perso le elezioni, non più attraverso Amato, ma attraverso Prodi. Sia ben chiaro che noi siamo per l'Europa, ma certamente non per la vostra Europa, quella dei tecnocrati senza volto, della droga libera e della famiglia omosessuale! (Applausi dai Gruppi LFNP, FI, AN e del senatore Gubert. Commenti dal Gruppo DS). In perfetto stile sovietico, voi cercate di demonizzare ed imbavagliare chi si oppone al vostro progetto di stampo massonico. Non sarà un caso che Umberto Eco sia di Bologna e Prodi sia di Bologna; credo che forse un nesso vi sia.
Ebbene, penso che sia giunto il momento di denunciare forte e chiaro, e qui lo dico, di che stampo sono fatte le attuali Cancellerie europee di cui voi siete amici. La Cancelleria belga, che ha un Ministro che si preoccupa per l'Italia ma non si è mai preoccupato dei partiti nazisti di casa sua; quella tedesca, che ha un Ministro degli esteri colluso con terroristi della Rote Armee Fraktion (Applausi dai Gruppi LFNP, FI, AN e CCD. Commenti dal Gruppo DS); e infine la Francia, per la quale un autorevole esponente politico, a proposito delle Brigate rosse, ha dichiarato (cito testualmente): "i francesi hanno poi facilitato l'opera di occultamento della verità ospitando generosamente terroristi latitanti resisi ben presto irreperibili". (Commenti dal Gruppo DS). C'è qualcuno che ride tra di voi: sapete chi ha scritto queste parole? Il presidente Leopoldo Elia, proprio lui! (Applausi dai Gruppi LFNP, FI e AN. Commenti dai Gruppi DS e PPI).
Ebbene, queste sono le Cancellerie a cui fate riferimento, a cui fa riferimento il sottosegretario Franceschini, ma che sono lontanissime dal nostro sentire! Noi non condividiamo questo progetto di Europa; non condividiamo il vostro progetto di Europa, fatto con nazionalcomunisti, terroristi e complici dei terroristi, caro Franceschini, e questo il Paese lo deve sapere! (Applausi dai Gruppi LFNP, FI e AN. Vivaci proteste dal Gruppo DS. Commenti dai banchi del Governo. Scambio di apostrofi tra il senatore Morando e il senatore Castelli. Richiami del Presidente). Questa è l'Europa nazionalcomunista che voi volete! (Generali, vivaci commenti. Scambio di apostrofi tra il senatore Bedin e il senatore Castelli. Richiami del Presidente).
Signor Presidente, chiedo di poter recuperare il tempo che mi è stato tolto dalle urla dell'Ulivo. (Generali, vivaci commenti. Brusìo in Aula).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per favore!
CASTELLI. Mi rendo conto che sto facendo affermazioni forti, ma bisogna che i cittadini sappiano cosa si sta preparando, cosa è preparato da questa gente, da questi ingannatori falsi e bugiardi! (Generali, vivaci commenti. Vivaci proteste dal Gruppo DS).
SCIVOLETTO. Siete la ruota di scorta di Berlusconi!
PERUZZOTTI. Falsi e bugiardi! Taroccatori! (Brusìo in Aula diffuso e persistente. Richiami del Presidente).
CASTELLI. Signor Presidente, colleghi, cittadini, noi federalisti scegliamo per l'Europa il modello della confederazione di Stati, che non azzera ma modifica la struttura dello Stato nazionale attraverso la cessione di quote di potere tanto verso l'alto (la confederazione), quanto verso il basso (la devoluzione). Sappiamo bene che questo modello è incompatibile con il vostro, che vuole creare l'Unione sovietica europea (Vivaci commenti dal Gruppo DS). Ora sarà il popolo, il popolo sovrano, attraverso il referendum, a dire se vuole un Paese libero e un'Europa libera oppure il vostro modello nazionalcomunista. Su quale sarà la risposta noi non abbiamo dubbi: libertà! (Applausi dai Gruppi LFNP, FI, AN e CCD. Commenti dal Gruppo DS. Congratulazioni).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per favore, cerchiamo di essere composti in Aula!