Legislatura 13ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 1052 del 08/03/2001
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*PASTORE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASTORE. Signor Presidente, vorrei intervenire brevemente, anche se questa corsa affannosa impedisce un ripensamento su alcune scelte che si pongono in essere con questo disegno di legge.
Il comma 6 dell'articolo 8 è stato introdotto dalla Camera dei deputati senza alcuna giustificazione effettiva e reale corrispondente alla realtà economica, sociale e strutturale del Parco nazionale d'Abruzzo. Tale comma modifica la denominazione del parco in: "Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise".
Si tratta, a mio giudizio, di un intervento estremamente dannoso non solo per la tradizione che accompagna questa istituzione che incide quasi completamente sul territorio abruzzese, ma anche perché crea - come ha rilevato anche la Commissione affari costituzionali nel parere che ha espresso in proposito - una confusione su indicazioni e marchi ormai storicamente consolidati.
Come dicevo, decidendo in tal senso si danneggia soltanto questa realtà, che - ripeto - interessa moltissimo la regione Abruzzo e che viene in questo modo mortificata senza che sia nemmeno acquisito il consenso sul territorio, preparando la popolazione abruzzese a questa inopinata e inattesa modificazione di una legge che, tra l'altro, risalendo al 1923, ha una valenza storica. Da ottant'anni infatti l'opinione pubblica, i turisti e gli operatori individuano nel Parco nazionale d'Abruzzo il marchio di questa regione che, come tale, è riconosciuto in tutto il mondo.
Mi domando: una modifica della denominazione di un altro parco del Nord, del Sud, del Centro d'Italia o di altre regioni europee sarebbe accolta con questa sorta di rassegnazione legislativa che emerge ora in quest'Aula?
Ho sottoscritto l'ordine del giorno n. 5, poi fatto proprio dalla Commissione, che, confidando nel riferimento errato alla legge del 1923 che si intende modificare, invita a non tenere conto della modifica introdotta in tal senso con il disegno di legge in esame.
L'emendamento 8.200 è stato approvato in Commissione e ripresentato in Aula; al di là dell'accettazione da parte del Governo, vorrei che l'ordine del giorno relativo al riferimento errato alla legge riportato nel comma 6 dell'articolo 8, sia sottoposto all'approvazione dell'Assemblea, in modo che questa interpretazione, e la possibilità di non applicazione di quella legge, abbia una forza maggiore del semplice accoglimento da parte del Governo dell'ordine del giorno.
A queste condizioni, ritirerei l'emendamento poiché mi rendo conto che in questo clima di scioglimento della legislatura anche questo è un provvedimento blindato. Per quanto riguarda la procedura dell'ordine del giorno n. 5, credo sia estremamente opportuno che venga approvato dall'Aula nella sua pienezza di poteri. (Applausi dal Gruppo FI).