Legislatura 13ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 1052 del 08/03/2001

Discussione e approvazione del disegno di legge:

(3833-B) Disposizioni in campo ambientale (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 3833-B, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati.

Ricordo che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto della discussione e delle deliberazioni saranno soltanto le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salva la votazione finale.

Il relatore, senatore Capaldi, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.

CAPALDI, relatore. Signor Presidente, desidero ricordare che il provvedimento giunge al nostro esame per la terza lettura, dopo essere stato approvato dal Senato il 26 luglio 2000, modificato dalla VIII Commissione della Camera dei deputati il 1° marzo 2001, e nuovamente trasmesso alla Presidenza del Senato lo scorso 5 marzo. Naturalmente nel corso del suo iter il provvedimento ha subìto un forte rimaneggiamento, in parte per l'introduzione di diverse norme in esso contenute nel disegno di legge finanziaria per il corrente anno ed in parte per le soppressioni e le aggiunte approvate dall'altro ramo del Parlamento.

Il disegno di legge in esame contiene importanti disposizioni in materia di: agenzie regionali per l'ambiente; contributi ad organismi internazionali per l'ambiente; interventi concernenti il personale del Ministero dell'ambiente; valutazione dell'impatto ambientale; modello unico ambientale; aree naturali protette, rifiuti; tutela della "Posidonia Oceanica"; tutela dall'inquinamento marino. Contempla inoltre norme per il Piemonte, per la semplificazione delle procedure per le imprese che hanno ottenuto la registrazione al sistema comunitario di ecogestione e audit EMAS ed infine interventi per evitare la dispersione nell'ambiente di prodotti non biodegradabili di uso comune.

Desidero sottolineare che il provvedimento recepisce emendamenti e proposte di legge della minoranza e aggiungo che probabilmente, se non fossimo al termine della legislatura, questo testo avrebbe avuto da parte nostra un diverso trattamento rispetto a quello che invece oggi assumeremo. Desidero altresì esprimere il rammarico della 13a Commissione del Senato per l'eliminazione di quelle norme che riguardavano il governo territorio, ed in maniera particolare la legge n. 183 del 1989. Ritengo quindi che l'Assemblea, pur prendendo atto in termini realistici dei tempi che abbiamo di fronte, possa comunque procedere all'approvazione della normativa in esame.

Vorrei inoltre preannunciare sin d'ora il parere contrario del relatore su tutti gli emendamenti presentati e ovviamente favorevole sugli ordini del giorno proposti dalla Commissione. (Applausi dal Gruppo DS).

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

E' iscritto a parlare il senatore Colla. Ne ha facoltà.

COLLA. Signor Presidente, considerata l'ora, mi riservo di intervenire in sede di dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Poiché il relatore non intende intervenire, ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo, che invito a pronunciarsi anche sugli ordini del giorno.

CALZOLAIO, sottosegretario di Stato per l'ambiente. Signor Presidente, intervengo solo per preannunciare che il parere del Governo sugli emendamenti e gli ordini del giorno presentati al presente disegno di legge è conforme a quello testé espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Do lettura dei pareri espressi dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge e sugli emendamenti ad esso presentati: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, per quanto di propria competenza, esprime parere di nulla osta, ad eccezione che sull'articolo17, comma 7, per il quale il parere è contrario. Osserva, inoltre, che le risorse utilizzate per la copertura dell'articolo 15 costituiscono fondi di tesoreria, per l'utilizzo dei quali si presuppone la riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 8, comma 3, della legge n. 3512 del 1985."

"La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti trasmessi, per quanto di propria competenza, esprime parere di nulla osta, ad eccezione che sull'emendamento 23.100, per il quale il parere è contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Il nulla osta sull'emendamento 2.100 è condizionato, ai sensi della richiamata norma costituzionale, alla sostituzione delle parole "triennio 1999-2001" con le seguenti "triennio 2001-2003".

Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati dalla Commissione, che si danno per illustrati.

Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno nn. 1, 2, 3 e 4 non saranno posti ai voti.

Procediamo all'esame degli articoli, nel testo comprendente le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati.

Passiamo all'esame dell'articolo 1, sul quale è stato presentato un emendamento che si dà per illustrato.

Metto ai voti l'emendamento 1.200, presentato dai senatori Rizzi e Lasagna.

Non è approvato.

Metto ai voti l'articolo 1.

È approvato.

Passiamo all'esame dell'articolo 2, sul quale sono stati presentati emendamenti che si danno per illustrati.

Metto ai voti l'emendamento 2.200, presentato dai senatori Rizzi e Lasagna.

Non è approvato.

Stante il parere contrario della 5a Commissione l'emendamento, 2.100 è improcedibile.

Metto ai voti l'emendamento 2.101, presentato dal senatore Colla.

Non è approvato.

Metto ai voti l'articolo 2.

È approvato.

Passiamo all'esame dell'articolo 3, sul quale è stato presentato un emendamento che si dà per illustrato.

Metto ai voti l'emendamento 3.200, presentato dai senatori Rizzi e Lasagna.

Non è approvato.

Metto ai voti l'articolo 3.

È approvato.

L'articolo 4 non è stato modificato dalla Camera dei deputati.

Passiamo all'esame dell'articolo 5, sul quale sono stati presentati emendamenti che si danno per illustrati.

Metto ai voti l'emendamento 5.100, presentato dal senatore Colla.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 5.200, presentato dai senatori Rizzi e Lasagna.

Non è approvato.

Metto ai voti l'articolo 5.

È approvato.

Passiamo all'esame dell'articolo 6, sul quale è stato presentato un emendamento che si dà per illustrato.

Metto ai voti l'emendamento 6.200, presentato dai senatori Rizzi e Lasagna.

Non è approvato.

Metto ai voti l'articolo 6.

È approvato.

Ricordo che la Camera dei deputati ha soppresso l'articolo 7 del testo approvato dal Senato. L'Assemblea deve ora deliberare su tale soppressione.

Metto pertanto ai voti la soppressione dell'articolo 7 del testo approvato dal Senato, deliberata dalla Camera dei deputati.

È approvata.

Passiamo all'esame dell'articolo 7, corrispondente all'articolo 8 del testo approvato dal Senato, sul quale sono stati presentati emendamenti che si danno per illustrati.

Metto ai voti l'emendamento 7.200, presentato dai senatori Rizzi e Lasagna.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.100, presentato dal senatore Colla.

Non è approvato.

Metto ai voti l'articolo 7, corrispondente all'articolo 8 del testo approvato dal Senato.

È approvato.

Passiamo all'esame dell'articolo 8, sul quale sono stati presentati emendamenti e ordini del giorno che invito i presentatori ad illustrare.

*PASTORE. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PASTORE. Signor Presidente, vorrei intervenire brevemente, anche se questa corsa affannosa impedisce un ripensamento su alcune scelte che si pongono in essere con questo disegno di legge.

Il comma 6 dell'articolo 8 è stato introdotto dalla Camera dei deputati senza alcuna giustificazione effettiva e reale corrispondente alla realtà economica, sociale e strutturale del Parco nazionale d'Abruzzo. Tale comma modifica la denominazione del parco in: "Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise".

Si tratta, a mio giudizio, di un intervento estremamente dannoso non solo per la tradizione che accompagna questa istituzione che incide quasi completamente sul territorio abruzzese, ma anche perché crea - come ha rilevato anche la Commissione affari costituzionali nel parere che ha espresso in proposito - una confusione su indicazioni e marchi ormai storicamente consolidati.

Come dicevo, decidendo in tal senso si danneggia soltanto questa realtà, che - ripeto - interessa moltissimo la regione Abruzzo e che viene in questo modo mortificata senza che sia nemmeno acquisito il consenso sul territorio, preparando la popolazione abruzzese a questa inopinata e inattesa modificazione di una legge che, tra l'altro, risalendo al 1923, ha una valenza storica. Da ottant'anni infatti l'opinione pubblica, i turisti e gli operatori individuano nel Parco nazionale d'Abruzzo il marchio di questa regione che, come tale, è riconosciuto in tutto il mondo.

Mi domando: una modifica della denominazione di un altro parco del Nord, del Sud, del Centro d'Italia o di altre regioni europee sarebbe accolta con questa sorta di rassegnazione legislativa che emerge ora in quest'Aula?

Ho sottoscritto l'ordine del giorno n. 5, poi fatto proprio dalla Commissione, che, confidando nel riferimento errato alla legge del 1923 che si intende modificare, invita a non tenere conto della modifica introdotta in tal senso con il disegno di legge in esame.

L'emendamento 8.200 è stato approvato in Commissione e ripresentato in Aula; al di là dell'accettazione da parte del Governo, vorrei che l'ordine del giorno relativo al riferimento errato alla legge riportato nel comma 6 dell'articolo 8, sia sottoposto all'approvazione dell'Assemblea, in modo che questa interpretazione, e la possibilità di non applicazione di quella legge, abbia una forza maggiore del semplice accoglimento da parte del Governo dell'ordine del giorno.

A queste condizioni, ritirerei l'emendamento poiché mi rendo conto che in questo clima di scioglimento della legislatura anche questo è un provvedimento blindato. Per quanto riguarda la procedura dell'ordine del giorno n. 5, credo sia estremamente opportuno che venga approvato dall'Aula nella sua pienezza di poteri. (Applausi dal Gruppo FI).

STANISCIA. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

STANISCIA. Signor Presidente, onorevoli senatori, signor rappresentante del Governo, noi senatori dell'Abruzzo dell'Ulivo abbiamo presentato in Commissione un ordine del giorno proprio per fare in modo che il comma 6 dell'articolo 8 di questo provvedimento non trovasse applicazione, appunto perché vi è un errore da un punto di vista strettamente legislativo, in quanto vi è un riferimento alla legge n. 394, abrogata nel 1991. Riteniamo che questo abbia un senso politico e, quindi, con l'ordine del giorno n. 5 vogliamo impegnare il Governo a fare in modo che la norma non sia attuata e non diventi efficace.

E' chiaro che avremmo dovuto insistere per un emendamento; non lo abbiamo fatto perché riteniamo importante che questo provvedimento, che ha una rilevanza nazionale, venga approvato.

Per non rubare altro tempo all'Aula, consegno alla Presidenza un brevissimo intervento scritto per argomentare la richiesta. (Applausi dal Gruppo DS).

CASTELLANI Carla. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CASTELLANI Carla. Signor Presidente, mi associo alla richiesta del senatore Pastore di far votare all'Aula l'ordine del giorno n. 5 e dichiaro fin d'ora il mio voto favorevole.

Sottolineo, però, l'arroganza della norma contenuta nel comma 6 dell'articolo 8 che è stata approvata dalla Camera, ma non è stata richiesta né dalla comunità abruzzese, né dalla regione Abruzzo, ma probabilmente è stata voluta dall'attuale vertice del Parco nazionale d'Abruzzo, nominato da questa maggioranza, che ancora una volta ha ritenuto il Parco non proprietà dell'intera collettività, bensì di se stesso, proponendo e facendo votare alla Camera una norma che va contro l'interesse dell'intera collettività abruzzese. (Applausi dal Gruppo AN).

PRESIDENTE. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli ordini del giorno in esame.

CAPALDI, relatore. Esprimo parere favorevole.

CALZOLAIO, sottosegretario di Stato per l'ambiente. Concordo con il relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 8.200.

PASTORE. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PASTORE. Signor Presidente, avevo preannunciato che se l'Aula avesse votato l'ordine del giorno n. 5 avrei ritirato questo emendamento.

PRESIDENTE. A questo punto, l'emendamento 8.200 s'intende ritirato.

Metto ai voti l'emendamento 8.100, presentato dal senatore Colla.

Non è approvato.

Essendo stato accolto, l'ordine del giorno n. 5 non sarà posto ai voti.

PASTORE. Avevo chiesto che l'ordine del giorno fosse votato. Stiamo alzando la mano come dei robot. Facciamo quest'ultimo sforzo!

PRESIDENTE. L'ordine del giorno è stato accolto. Senatore Pastore, ognuno di voi ha i suoi hobby anche sui disegni di legge. Noi non ne abbiamo alla Presidenza, perché la Presidenza deve essere neutrale, sempre presente, vigile, costante. Non vedo a cosa sia dovuto questo nervosismo.

Si è convenuto da parte di tutti i Gruppi di approvare questo disegno di legge. Tutti quanti dobbiamo avere la cortesia di convenire che si tratta di un disegno di legge da licenziare in tempi rapidissimi.

PASTORE. Signor Presidente, chiedo il voto per alzata di mano. E' un ordine del giorno di natura interpretativa che non impegna solo il Governo, ma anche l'interprete. Abbiamo avuto occasione di discutere altre volte su questo punto e credo sia doveroso da parte dell'Aula rafforzare il tenore dell'ordine del giorno con un voto.

PRESIDENTE. Contrariamente alla nostra prassi parlamentare, senatore Pastore, metto ai voti l'ordine del giorno n. 5, presentato dalla Commissione.

È approvato.

Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno n. 6 non sarà posto ai voti.

Metto ai voti l'articolo 8, corrispondente all'articolo 9 del testo approvato dal Senato.

È approvato.

Ricordo che la Camera dei deputati ha soppresso l'articolo 10 del testo approvato dal Senato.

L'emendamento 8.0.200, presentato dai senatori Rizzi e Lasagna, intendono ripristinare tale articolo.

Il voto di questo emendamento consentirà quindi all'Assemblea di esprimersi anche sulla soppressione dell'identico testo, operata dalla Camera dei deputati.

Metto ai voti l'emendamento 8.0.200, presentato dai senatori Rizzi e Lasagna.

Non è approvato.

Passiamo all'esame dell'articolo 9, corrispondente all'articolo 11 del testo approvato dal Senato.

Lo metto ai voti.

È approvato.

Passiamo all'esame dell'articolo 10, sul quale è stato presentato un emendamento che si dà per illustrato.

Metto ai voti l'emendamento 10.100, presentato dal senatore Colla.

Non è approvato.

Metto ai voti l'articolo 10, introdotto dalla Camera dei deputati.

È approvato.

Metto ai voti l'articolo 11, introdotto dalla Camera dei deputati.

È approvato.

Metto ai voti l'articolo 12, introdotto dalla Camera dei deputati.

È approvato.

Metto ai voti l'articolo 13, corrispondente all'articolo 12 del testo approvato dal Senato.

È approvato.

Passiamo all'esame dell'articolo 14, sul quale è stato presentato un emendamento che si intende illustrato.

Metto ai voti l'emendamento 14.100, presentato dal senatore Colla.

Non è approvato.

Metto ai voti l'articolo 14, corrispondente all'articolo 13 del testo approvato dal Senato.

È approvato.

Passiamo all'esame dell'articolo 15, su cui sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati.

Metto ai voti l'emendamento 15.200, presentato dai senatori Rizzi e Lasagna.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 15.100, presentato dal senatore Colla.

Non è approvato.

Metto ai voti l'articolo 15, corrispondente all'articolo 14 del testo approvato dal Senato.

È approvato.

Metto ai voti l'articolo 16, corrispondente all'articolo 15 del testo approvato dal Senato.

È approvato.

Ricordo che la Camera dei deputati ha soppresso l'articolo 16 del testo approvato dal Senato. L'Assemblea deve ora deliberare su tale soppressione.

Metto pertanto ai voti la soppressione dell'articolo 16 del testo approvato dal Senato, deliberata dalla Camera dei deputati.

E' approvata.

Ricordo che la Camera dei deputati ha soppresso gli articoli 17, 18, 19 e 20 del testo approvato dal Senato.

Gli emendamenti 16.0.200, 16.0.201, 16.0.202 e 16.0.203 intendono ripristinare tali articoli.

Il voto di questi emendamenti consentirà quindi all'Assemblea di esprimersi anche sulla soppressione degli identici testi, operata dalla Camera dei deputati.

Metto ai voti l'emendamento 16.0.200, presentato dai senatori Rizzi e Lasagna.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 16.0.201, presentato dai senatori Rizzi e Lasagna.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 16.0.202, presentato dai senatori Rizzi e Lasagna.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 16.0.203, presentato dai senatori Rizzi e Lasagna.

Non è approvato.

Passiamo all'esame dell'articolo 17 su cui sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati.

Metto ai voti l'emendamento 17.200, presentato dai senatori Rizzi e Lasagna.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 17.100, presentato dal senatore Colla.

Non è approvato.

Metto ai voti l'articolo 17, corrispondente all'articolo 21 del testo approvato dal Senato.

È approvato.

Metto ai voti l'articolo 18, corrispondente all'articolo 22 del testo approvato dal Senato.

È approvato.

Passiamo all'esame dell'articolo 19, su cui sono stati presentati un emendamento e l'ordine del giorno n. 7 che, essendo stato accolto dal Governo non verrà posto ai voti.

Metto ai voti l'emendamento 19.200, presentato dai senatori Rizzi e Lasagna.

Non è approvato.

Metto ai voti l'articolo 19, corrispondente all'articolo 23 del testo approvato dal Senato.

È approvato.

Ricordo che la Camera dei deputati ha soppresso l'articolo 24 del testo approvato dal Senato. L'Assemblea deve ora deliberare su tale soppressione.

Metto pertanto ai voti la soppressione dell'articolo 24 del testo approvato dal Senato, deliberata dalla Camera dei deputati.

È approvata.

Ricordo che la Camera dei deputati non ha apportato modifiche all'articolo 20, corrispondente all'articolo 25 del testo approvato dal Senato.

Passiamo all'esame dell'articolo 21, sul quale è stato presentato un emendamento che si intende illustrato.

Metto ai voti l'emendamento 21.100, presentato dal senatore Colla.

Non è approvato.

Metto ai voti l'articolo 21, corrispondente all'articolo 26 del testo approvato dal Senato.

È approvato.

Ricordo che la Camera dei deputati non ha apportato modifiche all'articolo 22, corrispondente all'articolo 27 del testo approvato dal Senato.

Ricordo che la Camera dei deputati ha soppresso l'articolo 28 del testo approvato dal Senato. L'Assemblea deve ora deliberare su tale soppressione.

Metto pertanto ai voti la soppressione dell'articolo 28 del testo approvato dal Senato, deliberata dalla Camera dei deputati.

È approvata.

Passiamo all'esame dell'articolo 23, sul quale è stato presentato un emendamento che, stante il parere contrario della 5a Commissione, è improcedibile.

Metto ai voti l'articolo 23, corrispondente all'articolo 29 del testo approvato dal Senato.

È approvato.

Passiamo alla votazione finale.

MAGGI. Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAGGI. Signor Presidente, colgo l'occasione, dal momento che questa è l'ultima seduta nella quale mi è concesso di intervenire, per formulare a lei e a tutti i colleghi i migliori auguri, con la speranza che la campagna elettorale si svolga in piena serenità e che i cittadini credano alle nostre tesi e a quelle della maggioranza. (Generali applausi). Inoltre, mi auguro che tutto avvenga in un clima di massima serenità.

Detto questo, per quanto riguarda il disegno di legge, voglio ricordare che si tratta di un provvedimento molto tormentato, passato dai 3 articoli iniziali ai 23 finali, con una visione unanimista alla competente Commissione della Camera, dove si è votato in sede deliberante. Anche se in Commissione tutti abbiamo concordato che il provvedimento è tornato dalla Camera sostanzialmente falcidiato, ciò non toglie nulla, a mio avviso, al fatto che, dopo due anni di lavoro, si arriva ad un sia pur parziale risultato concreto.

Pertanto, a nome del Gruppo Alleanza Nazionale, annuncio l’astensione sul disegno di legge in votazione. (Applausi dal Gruppo AN).

PRESIDENTE. Voglio precisare che, se non ci sono determinazioni da parte del titolare del potere di scioglimento del Parlamento, siamo ancora in seduta, come potremo esserlo la prossima settimana. La Conferenza dei Capigruppo è infatti convocata proprio per esaminare il calendario dei nostri lavori.

COLLA. Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

COLLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge che ci accingiamo a votare dà luogo ad una serie di critiche che vorrei sintetizzare brevemente.

Ci troviamo di fronte ad un provvedimento con il quale, anziché rendere attuali gli accantonamenti previsti con la legge finanziaria per il Ministero dell’ambiente, e quindi prevedere le spese per gli interventi in campo ambientale, si è preferito inserire disposizioni di carattere ordinamentale in materia di rifiuti; disposizioni che, a nostro parere, dovrebbero essere inserite nell’atto Senato n. 4064, recante l’interpretazione autentica della definizione di rifiuto, approvato dal Senato e arenatosi alla Camera dei deputati per problemi di discordanza all’interno della maggioranza.

Volendo puntualizzare alcune cose importanti, esaminando alcuni articoli ci rendiamo conto dell’incongruenza che la maggioranza ha fatto in merito ad alcune questioni. Ad esempio, l’articolo 21 stabilisce che gli enti locali possano dar luogo alle azioni di sperimentazione della contabilità ambientale e territoriale. A noi sembra prematuro assegnare a Comuni, Provincie e Regioni un’attività per la quale è necessaria un’adeguata preparazione professionale e amministrativa per una corretta gestione. Non bisogna dimenticare che le stesse amministrazioni dello Stato non hanno ancora sperimentato tali procedure.

Che dire poi della previsione di aumento del personale delle segreterie tecniche del Ministero dell’ambiente? Si tratta di assunzioni che si rivelano irrazionali, se si considera che sono stati sottoposti all’esame delle due Camere i regolamenti delle organizzazioni del nuovo Governo; nell’ambito di questa riforma il Ministro dell’ambiente avrà anche la competenza sul territorio, cambiando la denominazione attuale in quella di Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio. Di conseguenza, riteniamo che non si possa stabilire a priori l’esigenza tecnico-amministrativa del futuro Ministero.

Devo tuttavia ribadire che la Lega Nord, per quanto riguarda alcune singole disposizioni del provvedimento, ha comunque dato prova di disponibilità, approvandole. Abbiamo contribuito al lavoro alla Camera dei deputati attraverso la presentazione di emendamenti sostanziali tendenti a sopprimere le disposizioni che modificano la legge di difesa del suolo, legge che riteniamo debba essere modificata con un testo organico.

Condividiamo l’articolo 2 che, con l’istituzione di un Consiglio federale con funzione consultiva, rafforza il carattere federale del sistema dell’ARPA, sia delle Agenzie nazionali che dell’ambiente, così come siamo favorevoli all’articolo 10 che esclude dall’applicazione del decreto Ronchi n. 22 del 1997 le terre da scavo, il cui materiale, non essendo considerato rifiuto, può essere riciclato più facilmente per altre attività, liberandolo dagli aggravi burocratici cui sono sottoposti i rifiuti in generale.

La Lega Nord esprime voto contrario su questo provvedimento, poiché la celerità con la quale si è giunti a metterlo in discussione per l’approvazione finale è una mossa strategica e puramente elettorale della sinistra, che non ci ha lasciato il tempo di valutare meglio e bene la portata di questo intervento sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista del contesto sociale ed ambientale. (Applausi dai Gruppi LFNP e AN).

MANFREDI. Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MANFREDI. Signor Presidente, questo disegno di legge è un esempio di come si possa legiferare in maniera non esemplare, e chiedo scusa per il gioco di parole. Infatti, è stato fatto a pezzi su temi i più disparati: le agenzie per l'ambiente, gli organismi internazionali, il personale del Ministero, la valutazione di impatto ambientale, il modello unico ambientale, le procedure amministrative, rifiuti, aree naturali protette, bonifica di siti inquinati, tutela dall'inquinamento marino, attività minerarie, norme per alcune regioni, Agenda XXI, contabilità ambientale, e ovviamente non li ho elencati tutti. Era ed è rimasto - non ripercorro l'iter del disegno di legge - un documento non organico, cosa che poteva essere giustificata solo se ci fossimo trovati in una condizione di emergenza ambientale e non di emergenza di lavori legislativi. Tutto ciò ben sapendo che si tratta di interventi che avrebbero bisogno di una revisione legislativa organica e radicale. Cito, ad esempio, la gestione dei rifiuti e la razionalizzazione della burocrazia ambientale, due settori fra i tanti, nei quali il cittadino e l'impresa si trovano confrontati con difficoltà e problemi che, anziché diminuire, aumentano di anno in anno, ma non sono i soli.

Questo modo di legiferare non consente la razionalizzazione della spesa pubblica, perché i finanziamenti sono distribuiti a pioggia, sotto l'incalzare delle singole esigenze, senza una visione coordinata e con una destinazione di fondi più indirizzata a promuovere misure ordinamentali e di funzionamento di organismi vari che a opere concrete sul territorio.

Noi non siamo contrari pregiudizialmente ai singoli contenuti del disegno di legge, ma non possiamo condividerne complessivamente la filosofia e la forma, perché esso avrebbe dovuto e potuto essere scritto in tutt'altro modo e tempo, affrontando i problemi gravi dell'ambiente in modo organico e con una prospettiva che privilegi un concetto non ancora sufficientemente radicato: il federalismo anche in campo ambientale.

Il Gruppo Forza Italia per questi motivi si astiene sul provvedimento. (Applausi dai Gruppi FI e AN).

SPECCHIA. Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.

PRESIDENTE. Ne prendo atto e ne ha facoltà.

SPECCHIA. Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, intervengo in dissenso rispetto all'astensione dichiarata dal collega Maggi perché ritengo che sia più giusto un voto favorevole.

Questo mio dissenso, però, è collegato soprattutto all'esigenza che ho di rubarvi solo un minuto per denunciare fatti gravissimi, signor Presidente, che riguardano un collega senatore e altri rappresentanti istituzionali, verificatisi nella provincia di Brindisi nelle ultime quarantott’ore.

Al senatore Curto, senatore segretario della Commissione bicamerale antimafia, al presidente della provincia di Brindisi e all'assessore provinciale all'ambiente della stessa provincia sono state recapitate lettere contenenti proiettili e minacce, fatti questi gravissimi. Per il senatore Curto il fatto si è verificato per la seconda volta, perché già un mese fa vi fu un analogo episodio, senza peraltro che chi di dovere si sia minimamente preoccupato.

Signor Presidente, le chiedo di intervenire affinché i Ministri dell'interno e della giustizia prestino attenzione a quanto sta avvenendo. Non vorrei che questi gravissimi fatti fossero sottovalutati e potesse accadere l'irreparabile. Chiedo quindi che si rivolga attenzione ai problemi della giustizia e della sicurezza in provincia di Brindisi perché i fatti da me denunciati rappresentano un evidente segnale di gravità. (Applausi dal Gruppo AN).

RECCIA. Domando di parlare per dichiarazione di voto, in dissenso dal mio Gruppo.

PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.

RECCIA. Signor Presidente, il mio intervento in dissenso dal Gruppo non si riferisce alla bontà del provvedimento; accade spesso che i provvedimenti siano varati per non essere rispettati. Il disegno di legge in esame non troverà applicazione nella regione Campania, così come restano sulla carta tutte le altre norme in materia ambientale: il disagio di questi giorni ne è la prova.

Per questo motivo voterò contro il disegno di legge n. 3833-B.

PRESIDENTE. Metto ai voti il disegno di legge nel suo complesso.

È approvato.