Legislatura 16ª - Disegno di legge N. 761

Onorevoli Senatori. – Nella XIV Legislatura il Governo, con la legge 23 agosto 2004, n. 226, ha provveduto ad anticipare, dal 1º gennaio 2007 al 1º gennaio 2005, la sospensione della chiamata per lo svolgimento del servizio di leva obbligatoria.

    La suddetta legge, pur meritevole negli intenti, reca tuttavia alcune disposizioni che necessitano di un attento esame e di una profonda revisione. In particolare, l’articolo 16 stabilisce che, nel periodo che intercorre tra l’anno 2006 e l’anno 2020, i posti annualmente messi a concorso per il reclutamento del personale dei corpi di polizia, siano essi civili – Polizia di Stato, Polizia penitenziaria e Corpo forestale dello Stato – o militari – Guardia di finanza e Carabinieri – sono riservati ai volontari in ferma prefissata di un anno ovvero in rafferma annuale dell’Esercito.
    La disposizione in esame, con l’intento di trovare una soluzione al problema dei volontari in ferma breve dell’esercito, pone evidenti barriere all’accesso alle carriere iniziali nei corpi di polizia, per un periodo di quindici anni, al resto dei cittadini italiani ed in particolare alle donne.
    Allo stato attuale, il personale femminile presente nelle Forze armate e nei corpi di polizia è molto esiguo in rapporto agli altri paesi della Unione europea e, per effetto del disposto dell’articolo 16 della citata legge n. 226 del 2004, la loro presenza è destinata a diminuire ulteriormente nel tempo.
    Si apre pertanto, in tale ambito, un serio problema di pari opportunità tra uomini e donne, che non tiene conto tra l’altro del ruolo attualmente ricoperto dalle donne nei corpi di polizia, all’interno dei quali svolgono spesso funzioni per le quali risultano più idonee degli uomini e per le quali non sono facilmente sostituibili; si pensi, solo per citare alcuni esempi, alle questioni legate ai minori o alle perquisizioni femminili e alla sorveglianza nei settori femminili delle carceri.
    La norma in esame, inoltre, presenta alcuni aspetti di illegittimità costituzionale, in quanto i posti disponibili presso i corpi di polizia non vengono assegnati tramite concorso pubblico, ma riservati in toto ad una categoria precisa, in contrasto con quanto previsto dalla normativa vigente in materia di assunzione di personale nella pubblica amministrazione.
    Nel merito, pertanto, il disegno di legge in esame prevede semplicemente l’abrogazione dell’articolo 16 della citata legge 226 del 2004, con l’intento di eliminare privilegi nell’accesso alle carriere iniziali nei corpi di polizia e, di conseguenza, di consentire una presenza più equilibrata delle donne nei medesimi corpi di polizia.
    Per i motivi esposti, i promotori auspicano un esame ed un’approvazione in tempi rapidi del presente disegno di legge.