Legislatura 16ª - Disegno di legge N. 2437
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Onorevoli Senatori. La figura professionale delloperatore socio-sanitario (OSS) riunisce e sostituisce le figure dellassistente domiciliare e dei servizi tutelari (ADEST) e delloperatore tecnico addetto allassistenza (OTA), secondo quanto stabilito dal Ministero della salute e dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
LOSS possiede competenze sia in ambito sociale sia in ambito sanitario. A seguito di una specifica formazione professionale, è in grado di svolgere attività indirizzate a soddisfare i bisogni primari della persona e a favorirne il benessere e lautonomia.
Questa figura professionale è riconosciuta a livello nazionale per quanto previsto dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano con il provvedimento 22 febbraio 2001, «Accordo tra il Ministro della sanità, il Ministro per la solidarietà sociale e le regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, per la individuazione della figura e del relativo profilo professionale delloperatore socio-sanitario e per la definizione dellordinamento didattico dei corsi di formazione», (a norma dellarticolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 91 del 19 aprile 2001.
La formazione è di competenza delle regioni e delle province autonome, che provvedono allorganizzazione dei corsi e delle relative attività didattiche nel rispetto delle disposizioni di legge in materia e cioè della legge 8 gennaio 2002, n. 1, «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 novembre 2001, n. 402, recante disposizioni urgenti in materia di personale sanitario», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 8 del 10 gennaio 2002.
La figura professionale dellOSS svolge le sue funzioni in tutto il territorio nazionale nel servizio sanitario nazionale, nellambito del servizio sociale e nel terzo settore (non profit). Questi operatori svolgono molte attività tra cui, in breve:
collaborare con altre figure professionali (infermieri, medici, tecnici sanitari) e con la famiglia al fine di soddisfare i bisogni primari della persona;
assistere lutente nello svolgimento delle attività domestiche;
effettuare interventi igienico-sanitari;
agevolare la persona e i suoi familiari nellaccesso alle risorse e ai servizi socio-sanitari presenti sul territorio;
collaborare con altre figure professionali in interventi di riabilitazione e in attività di socializzazione.
A titolo di esempio lautonomia regionale può modificare alcuni aspetti sia di accesso che formativi per diventare OSS è necessario frequentare un corso di formazione professionale regionale che rilascia una qualifica riconosciuta a livello nazionale.
Le attività formative vengono autorizzate annualmente dalle province e finanziate anche dal Fondo sociale europeo e da fondi regionali specifici.
I requisiti richiesti sono:
licenza di scuola media inferiore;
compimento del diciottesimo anno di età al momento delliscrizione;
eventuale stato di disoccupazione.
Il corso ha una durata complessiva di 1.000 ore e la frequenza è obbligatoria.
Possono accedervi, previo superamento di una prova di ammissione, i cittadini italiani e stranieri. È possibile conseguire la qualifica anche attraverso la frequenza di tre moduli consequenziali mentre la qualifica viene rilasciata solo a conclusione dellintero ciclo.
Le materie dinsegnamento sono di natura sia teorica sia pratica. Lobiettivo è quello di formare una professionalità polivalente che metta in grado loperatore di destreggiarsi con sicurezza nelle diverse situazioni che dovrà affrontare.
Egli potrà, dunque, svolgere la sua attività sia nel settore sociale sia in quello sanitario; in servizi di tipo socio-assistenziale e socio-sanitario, residenziali o semiresidenziali; in ambiente ospedaliero e a domicilio dellutente; con mansioni di assistenza diretta alla persona, aiuto domestico e alberghiero, interventi igienico-sanitari e di carattere sociale.
Al termine del corso gli allievi sono sottoposti a una prova teorica e a una pratica. Sono previste misure compensative in tutti i casi in cui la formazione pregressa risulti insufficiente, per la parte sanitaria o per quella sociale.
Le regioni organizzano, infatti, corsi di riqualificazione per coloro che già operano in questo campo senza possedere lattestato di qualifica, per gli operatori in possesso di qualifica ADEST, per gli operatori con qualifica OTA e per gli ausiliari specializzati. Gli operatori in possesso di entrambe le qualifiche ADEST e OTA possono, al contrario, accedere direttamente allesame finale del corso per OSS.
Negli ultimi anni linserimento dellOSS nel mondo del lavoro e in particolare nei contesti di assistenza sanitaria e sociale del nostro Paese ha fatto emergere diverse problematiche e specifiche lacune di diversa natura e tra queste ne possiamo citare alcune.
Il fabbisogno formativo non è bilanciato con il fabbisogno occupazionale, la formazione in molte regioni è stata affidata a privati che hanno effettuato corsi a pagamento e inflazionato il mercato nella regione e fuori della regione creando problemi occupazionali.
Per quanto riguarda il ruolo dal punto di vista giuridico, non cè univocità sul territorio nazionale, in quanto le funzioni di questi OSS sono spesso interpretate alla «bisogna», nella regione in cui prestano la loro attività, favorendo così disuguaglianze di trattamento tra località geografica e tra aziende anche della stessa regione.
La formazione, inoltre, di questi operatori è spesso variabile nei contenuti e nella durata, il progetto formativo subisce variazioni a cura dellente promotore e in funzione della legislazione regionale vigente sullargomento.
Le funzioni dellOSS sono oggi diverse e fortemente integrate con léquipe sanitaria e socio-assistenziale tanto da richiedere un maggior riconoscimento dei ruoli e delle competenze professionali oggi svolte.
La carriera dellOSS, oggi, propende verso unaltra figura cosiddetta della terza S o cosiddetto «OSS specializzato» (figura prevista in un altro accordo della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, del 16 gennaio 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 51 del 3 marzo 2003) che, a fronte di un ulteriore ed aggiuntivo percorso formativo, ancora oggi non viene formata né richiesta in molte regioni che però hanno firmato laccordo.
Quanto allaggiornamento professionale, a differenza di altre figure professionali oggi impegnate nellambito socio-sanitario, per gli OSS non è previsto alcun accesso specifico allaggiornamento professionale la cui esigenza invece, per le competenze tecniche specialistiche dellattività svolta, è fortemente sentita dagli operatori.
Per dare risposta alle aspettative dellOSS, che oggi conta più di 200.000 operatori in tutta Italia, sono nati molti movimenti categoriali e particolare è lattenzione delle organizzazioni sindacali, tanto che oggi si rende cogente e opportuna la necessità di un intervento da parte del Parlamento.
Un intervento di questa Assemblea che possa, nellalveo della legittimità dellautonomia delle regioni: consolidare un ruolo giuridico unico nazionale ed un percorso formativo unico e professionalizzante per queste figure professionali, collocare queste figure professionali nellarea sanitaria, identificare i contesti operativi in cui questi operatori svolgono la loro attività prevalente, e cioè nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie in ambito ospedaliero, domiciliare, residenziale e semiresidenziale, negli istituti pubblici e privati, profit e non profit e nei comuni e nei loro consorzi, oltre che offrire lopportunità di collaborare con le altre figure professionali nel campo delleducazione alla salute, della epidemiologia e della prevenzione primaria, offrire laccesso delle figure professionali previste dal presente disegno di legge allobbligo della formazione continua in medicina, definire percorsi di equipollenza con le attuali figure e la riqualificazione definitiva di tutto il personale in possesso di titoli ad esaurimento.
Proprio per tali esigenze, unitamente alla giusta aspettativa di carriera di questi operatori, oltre che per andare incontro alle mutate esigenze professionali e anche per omogeneizzare definitivamente quanto già esistente, siamo a proporre a questa illustre Assemblea il presente disegno di legge che prevede una univoca posizione giuridica per lOSS nonché listituzione di una nuova figura professionale. Si potrà così rappresentare la sintesi delle attuali competenze degli OSS che oggi sono sempre più coinvolti in articolate funzioni nellambito sociale e domiciliare oltre che sanitario, istituendo la nuova figura dellassistente socio-sanitario domiciliare (ASD).