Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 410 del 16/04/2026

RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del vice presidente CASTELLONE

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 10,02).

Si dia lettura del processo verbale.

LOMBARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Seguito della discussione del disegno di legge:

(1818) Conversione in legge del decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività di indagine dell'autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle forze di polizia e del Ministero dell'interno, nonché di immigrazione e protezione internazionale (Votazione finale qualificata, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento)(ore 10,05)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1818.

Ricordo che nella seduta di ieri il Presidente della 1a Commissione permanente ha riferito sui lavori della Commissione, è stata respinta una questione pregiudiziale, ha avuto luogo la discussione generale e il rappresentante del Governo ha rinunciato a intervenire in sede di replica.

Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna.

La Presidenza, conformemente a quanto stabilito nel corso dell'esame in sede referente, dichiara improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, per estraneità di materia rispetto ai contenuti del decreto-legge, gli emendamenti 1.0.2; 1.0.4; 1.0.5; 1.0.6; 1.0.7; 1.0.8; 1.0.9; 2.0.2; 2.0.3; 2.0.4; 2.0.5; 2.0.6; 2.0.7; 2.0.8; 2.0.9; 2.0.10; 2.0.11; 2.0.12; 2.0.13; 2.0.14; 2.0.15; 2.0.16; 2.0.17; 2.0.18; 2.0.19; 3.3; 3.17; 3.18; 5.0.1; 5.0.2; 5.0.3; 5.0.4; 5.0.5; 6.0.1; 6.0.14; 6.0.15; 6.0.28; 6.0.29; 6.0.30; 6.0.31; 6.0.32; 6.0.33; 6.0.35; 6.0.36; 6.0.38; 6.0.39; 7.0.4; 8.0.3; 10.0.2; 10.0.7; 11.0.1; 11.0.2; 11.0.4; 11.0.5; 11.0.6; 11.0.7; 11.0.8; 11.0.9; 11.0.10; 11.0.11; 11.0.13; 11.0.15; 12.0.3; 15.0.2; 16.0.1; 16.0.2; 16.0.3; 16.0.4; 16.0.5; 16.0.6; 16.0.7; 16.0.10; 16.0.11; 16.0.12; 16.0.13; 16.0.14; 16.0.15; 16.0.17; 16.0.18; 16.0.19; 16.0.20; 16.0.21; 16.0.22; 16.0.23; 16.0.24; 16.0.25; 16.0.26; 16.0.27; 16.0.28; 16.0.29; 16.0.30; 16.0.31; 16.0.32; 16.0.37; 16.0.38; 16.0.39; 16.0.40; 16.0.41; 16.0.42; 16.0.43; 16.0.44; 16.0.46; 16.0.47; 16.0.48; 16.0.49; 16.0.50; 16.0.51; 16.0.53; 16.0.54; 16.0.55; 16.0.56; 16.0.57; 16.0.58; 16.0.60; 16.0.61; 16.0.62; 16.0.68; 18.0.1; 18.0.2; 18.0.3; 18.0.4; 18.0.5; 25.0.1; 25.0.2; 25.0.17; 25.0.23; 25.0.24; 25.0.25; 25.0.26; 25.0.27; 25.0.28; 25.0.29; 25.0.30; 26.0.6; 26.0.7; 26.0.8; 26.0.10; 26.0.12; 27.0.15; 30.0.1; 32.0.1.

L'emendamento 9.84 è inammissibile in quanto privo di portata modificativa. Sono altresì dichiarati improponibili gli emendamenti 7.0.3000 e 7.0.3001.

Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge.

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signora Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori e non sull'illustrazione dei contenuti.

Lei ci ha appena letto un lunghissimo elenco di emendamenti che sono stati ritenuti improponibili dalla Presidenza. Se ho ben capito dallo speech, pure molto sintetico, la ragione dell'improponibilità starebbe nella eterogeneità degli emendamenti rispetto al contenuto del decreto-legge. Quindi sarebbero emendamenti che estendono il perimetro definito dal decreto-legge.

Ora io le chiederei due cose. La prima è di avere una motivazione un po' più solida, perché ci troviamo di fronte a un decreto-legge che costituisce per molti aspetti un caso di scuola, cioè un caso dove l'eterogeneità ha superato davvero ogni livello di immaginazione possibile. Di questo si dà conto anche nel parere del Comitato e si è dato conto durante le discussioni che si sono svolte in Commissione. Questo decreto-legge, cioè, ha davvero un profilo di eterogeneità che è difficile considerare normale e fisiologico.

Da questo punto di vista, Presidente, lei capisce che sentirsi dire che ci sono degli emendamenti eterogenei, di fronte a un testo che quanto a eterogeneità davvero non presenta eguali, ci stupisce. Quindi vorremmo qualche motivazione in più.

La seconda richiesta che le faccio, Presidente, è la seguente. Le chiederei di consentirci di avere, attraverso una nota scritta, conoscenza di quali sono davvero gli emendamenti dichiarati improponibili. Lei li ha letti con cura, ma noi non eravamo in condizione di prendere appunti. Quindi, le chiederei di fermare i lavori e darci la possibilità di conoscere con precisione quali sono gli emendamenti improponibili. Ripeto, dalla sua lettura mi sembra che non ci sia stata neanche una ipotesi di improponibilità degli emendamenti presentati in Aula dalle forze politiche di maggioranza. Quegli emendamenti, Presidente, a me pare che estendano ulteriormente il perimetro del decreto-legge. Vorrei solo conoscere, nella maniera più precisa possibile, quali sono stati i criteri che hanno indotto la Presidenza a ritenere tutti ammissibili gli emendamenti della maggioranza, che inequivocabilmente estendono ulteriormente il perimetro del decreto-legge, e al tempo stesso a ritenere improponibile un numero significativo di emendamenti - ripeto che non abbiamo avuto il tempo di annotarli - presentati dalle forze di opposizione. Lei capirà che questa è una precondizione per consentire a quest'Aula di svolgere il proprio lavoro in maniera consapevole e seria.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signor Presidente, intervengo per associarmi alle considerazioni - secondo me molto corrette - che ha appena fatto il senatore Giorgis. Come lui, anche io chiedo che la Commissione possa tornare a riunirsi per esaminare quanto appena evidenziato, o perlomeno vorrei comprendere le ragioni per cui abbiamo scoperto che esiste un doppio standard della improponibilità: ci sono alcuni emendamenti che vanno palesemente oltre il testo, ma vengono dichiarati ammissibili e che sono - guarda caso - gli emendamenti della maggioranza; invece, altri emendamenti che vengono giudicati improponibili per disomogeneità e - guarda caso - sono gli emendamenti dell'opposizione.

Abbiamo inaugurato questa novità? Lo chiedo all'Assemblea e chiedo al Governo una risposta. Esiste anche il doppio standard dell'ammissibilità e della eterogeneità, oppure c'è un criterio preciso e definito per cui gli emendamenti non omogenei vengono tutti resi improponibili e gli emendamenti omogenei vengono resi ammissibili? Capite che, se ci fosse addirittura il doppio standard dell'ammissibilità, davvero saremmo al superamento di qualunque regola.

LOPREIATO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LOPREIATO (M5S). Signor Presidente, non posso non associarmi alle richieste avanzate sia dal collega Giorgis che dal collega De Cristofaro.

In merito alle improponibilità, in verità, a noi parlamentari dell'opposizione è stato impedito ogni tipo di discussione. So benissimo che in merito alle improponibilità c'è una descrizione da parte del Presidente di Commissione, me ne rendo conto. Però, non aprire e non avere chiarimenti è anche uno svilire le attività all'interno di Commissioni in primis e poi in Aula.

Come ho già evidenziato in Commissione - per questo motivo ho chiesto delucidazioni - e come ho fatto anche in sede di pregiudiziale, avevo richiesto - faccio un esempio su tutti - di sapere il perché della improponibilità dell'emendamento 3.3 avanzato dal MoVimento 5 Stelle, relativo all'abuso di ufficio, e ne ho evidenziato anche la correlazione all'articolo 7 del decreto-legge in esame. Era semplicissimo poter avere un riscontro in merito in Commissione, ma non l'ho avuto né in Commissione né in sede di pregiudiziale. Oggi vedo nuovamente questo emendamento dichiarato improponibile, per cui credo che sia il minimo poter avere chiarimenti in proposito. Così come credo che, su un provvedimento così importante, sia necessario tornare in Commissione affinché si discuta sulle improponibilità, che sono tantissime.

L'elenco è davvero corposo, e chiaramente non ci permette di soffermarci analiticamente su ogni emendamento. Quindi è inevitabile reclamare un ritorno in Commissione di questo provvedimento. (Applausi).

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signora Presidente, anch'io vorrei associarmi alla richiesta dei colleghi e chiedere che la Commissione possa essere nuovamente riunita per poter esaminare i numerosissimi emendamenti che sono stati dichiarati improponibili.

Mi permetta, signora Presidente, di prenderne uno - li abbiamo guardati per un attimo, molto velocemente - e di esprimere tutto il mio disappunto. Tutti gli emendamenti che prevedevano misure di cura e sostegno a favore di una società scassata sono stati dichiarati improponibili. Qual è l'impostazione politica che leggiamo in trasparenza, attraverso le decisioni non del Governo, ma della Presidenza del Senato? E ciò è ancora più grave. Tutto può essere repressione, ma qualsiasi cosa che vada a sostenere i giovani, i marginali, le persone con difficoltà, le famiglie viene dichiarata improponibile per estraneità di materia. Quindi, la materia di questo decreto-legge è la repressione pura. Questo è quello che ci state dicendo, attraverso una decisione di tipo procedurale. Politicamente è una cosa enorme, perché vuol dire che la visione politica del Governo, della maggioranza e anche dalla Presidenza del Senato, che ha preso tali decisioni, è di stabilire una sorta di "law and order", come dicono gli inglesi, legge e ordine, senza rendersi conto che, se non agiamo sui fenomeni di sofferenza della nostra società, attraverso la repressione non ne verremo fuori. (Applausi). E lo dico anche perché la repressione si esercita quando il guaio è già stato combinato, quando il danno è stato già procurato. Non si rimette il dentifricio nel tubetto.

Pertanto, chiedo alla Presidenza di rivedere queste decisioni, per fare in modo che tutti gli emendamenti che introducono elementi di sostegno, di cura, di ricucitura di un tessuto sociale rotto possano essere considerati, non soltanto non estranei alla materia, ma anche essenzialmente connaturati alla materia di questo decreto-legge. (Applausi).

PRESIDENTE. Colleghi, comprendo la natura degli interventi delle forze di opposizione. Tengo a specificare che - come tutti sapete - la Presidenza si comporta sempre in modo conforme nella valutazione dei singoli emendamenti, da qualsiasi Gruppo essi provengano. Vi ricordo che la decisione del Presidente è inappellabile, per quanto previsto dall'articolo 97, comma 3, del Regolamento. Pertanto, andiamo avanti con l'esame degli emendamenti riferiti agli articoli del decreto-legge.

Procediamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 1 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 1.2, 1.3 e 1.7.

Esprimo parere favorevole sugli emendamenti 1.3000, 1.3001 e 1.3002. Sull'emendamento 1.9 esprimo parere favorevole, a condizione che venga riformulato come l'emendamento 1.3000.

Esprimo infine parere contrario sugli emendamenti 1.10, 1.11, 1.12, 1.13, 1.14, 1.15, 1.16, 1.18, 1.19, 1.20, 1.21, 1.22, 1.24, 1.26 e 1.27.

Esprimo parere favorevole sugli emendamenti 1.28, 1.29, 1.32, 1.52 e 1.56 se riformulati come l'emendamento 1.3000. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 1.33, 1.34, 1.38, 1.40, 1.42, 1.43, 1.44, 1.45, 1.46, 1.47, 1.48, 1.49 e 1.50. Esprimo parere favorevole sugli emendamenti 1.3003 e 1.3004. Esprimo altresì parere contrario sugli emendamenti 1.55, 1.58, 1.61, 1.62, 1.63, 1.64, 1.67, 1.68 e 1.69. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 1.3005.

Sull'ordine del giorno G1.1 esprimo parere contrario.

PRESIDENTE. Prima di procedere con le votazioni, chiedo ai senatori ai quali è stato proposto di riformulare il proprio emendamento come l'emendamento 1.3000 se sono o no favorevoli ad recepire la proposta di riformulazione.

GAUDIANO (M5S). Signora Presidente, non accettiamo di riformulare l'emendamento 1.9.

DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, Cb)). Signora Presidente, accetto la riformulazione degli emendamenti 1.28 e 1.32 e ritiro l'emendamento 1.26 su cui è stato espresso parere contrario.

PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.

Saluto ad una rappresentanza di studenti

PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti del Liceo classico «Lorenzo Costa», della Spezia, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1818 (ore 10,27)

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signora Presidente, intervengo solo per mettere agli atti che non accettiamo la riformulazione che è stata prospettata, anche perché non risolve assolutamente il problema che noi invece, con i nostri emendamenti, cercavamo di affrontare.

PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signora Presidente, vorrei sapere quando posso intervenire un minuto sul mio ordine del giorno che ha ricevuto parere contrario.

PRESIDENTE. Quando arriveremo alla dichiarazione di voto.

Metto ai voti l'emendamento 1.2, presentato dai senatori Franceschelli e Bazoli.

Non è approvato.

BOCCIA (PD-IDP). Chiediamo la controprova.

PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.3.

BAZOLI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BAZOLI (PD-IDP). Signor Presidente, voglio sottolineare che quello in esame è uno di quegli emendamenti che cercava di rendere più chiara la portata della norma. Uno degli aspetti che abbiamo sottolineato in Commissione quando abbiamo discusso è il fatto che, con l'intervento che mira a sanzionare chi porta in giro armi da taglio, che è talmente onnicomprensivo, si rischia di finire dentro questa rete anche qualcuno che legittimamente porta con sé un coltello, per qualche sua attività o anche solo per ragioni di natura ludica e di tempo libero.

Quindi, questo emendamento serve a circoscrivere e a evitare che gli organi di polizia giudiziaria rischino di intervenire anche in ambiti nei quali il rischio relativo all'utilizzo di armi da taglio è totalmente escluso dall'attività svolta da persone legittimamente, essendo abilitate a portarle in giro.

Pertanto, non si capisce perché, nella riformulazione degli emendamenti e negli emendamenti che avete portato per modificare una norma che anche voi sapete aver scritto malissimo, non abbiate accolto quelli suggeriti non solo da noi, ma anche da una quantità rilevante di associazioni ed enti che fanno attività particolari e che servivano a circoscrivere a un ambito più limitato la norma.

Francamente, è incomprensibile la ragione per la quale, nel modificare questa norma, voi non abbiate accolto emendamenti che vanno in tale direzione.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signor Presidente, prendo l'occasione della votazione del primo di questi emendamenti, che chiarificano la portata della norma così come scritta dal Governo, per ribadire il concetto espresso dal collega Bazoli. Bisogna precisare l'ambito di applicazione della norma, perché altrimenti si producono effetti aberranti, per cui anche persone che magari sono tenute professionalmente a utilizzare certi strumenti corrono il rischio di ricevere delle sanzioni.

Signor Presidente, attraverso lei, mi piacerebbe ricordare all'Aula che la norma di cui discutiamo, che siamo tutti d'accordo che vada cambiata, tant'è che c'è un emendamento di maggioranza, è già in vigore in questo Paese. Noi abbiamo, dunque, una norma scritta male; il Parlamento lo considera fatto evidente, ma questa norma già produce effetti nell'ordinamento del nostro Paese, e questo grazie all'irresponsabilità del Governo, che scrive decreti-legge in materia penale, li scrive male, e nel frattempo sono già leggi dello Stato.

Questo - secondo me - è un attentato allo Stato di diritto. (Applausi).

CATALDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà per un minuto.

CATALDI (M5S). Signor Presidente, so che questo tempo così breve è anche la conseguenza della scelta del Governo di procedere attraverso un decreto-legge, il che comprime, purtroppo, il dialogo democratico su di un tema dove andiamo a toccare anche le libertà dei cittadini. Questa, però, è la scelta di un Governo che ha dimostrato più volte la sua prepotenza.

Ciò che volevo dire su questo emendamento, che chiedo di sottoscrivere, è che in esso si evidenzia la pessima qualità della normazione di questo Governo. L'articolo 1 è paradigmatico. Si pensi che - così come è stato scritto e chiunque lo può controllare - si verifica il paradosso che sono previste sanzioni più gravi per chi porta con sé un coltellino svizzero, magari per fare una merenda in campagna. E mentre quel coltellino svizzero non poteva essere giustificato, chi portava con sé una lama più lunga di otto centimetri, magari lunga come un machete, poteva invece giustificarsi e la pena edittale minima era addirittura la metà di quella prevista per chi portava con sé il coltellino svizzero.

Capite, quindi, che il provvedimento è stato scritto di fretta e male. (Applausi).

PRESIDENTE. Chiedo al senatore Meloni, primo firmatario dell'emendamento 1.3, se accetta la richiesta di sottoscrizione avanzata dal senatore Cataldi.

MELONI (PD-IDP). Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.3, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.

Non è approvato.

PIRONDINI (M5S). Chiediamo la controprova.

PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 1.7, presentato dalla senatrice Bilotti e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.3000, identico agli emendamenti 1.3001, 1.3002, 1.28 (testo 2) e 1.32 (testo 2).

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signora Presidente, vorrei sottolineare due questioni. La prima: l'emendamento, per come è riformulato, non sembra risolvere le questioni che ieri abbiamo evidenziato e che sono state sottolineate anche dal Comitato per la legislazione, perché rimangono inalterate le contraddizioni tra una pena minima che è minore quando la lama è maggiore ed è maggiore quando la lama è minore.

Questa contraddizione non viene risolta, però questo primo emendamento, onorevoli colleghi, mette in evidenza ciò che dall'inizio della legislatura noi stiamo cercando di far emergere e che, purtroppo, con questo primo emendamento si conferma fondato. Mi riferisco cioè alla nostra preoccupazione in ordine al fatto che legiferare attraverso la decretazione d'urgenza non produce soltanto una mortificazione del Parlamento, ma anche incertezza, perché queste disposizioni che adesso voi volete correggere sono già in vigore. Se voi, anziché utilizzare il decreto-legge, aveste presentato un disegno di legge, queste modifiche non creerebbero quello stato di incertezza tale per cui fino a quando non verrà convertito sarà in vigore una disciplina e poi, da quando verrà convertito - noi ci auguriamo che non venga convertito ovviamente - ci sarà un'ulteriore disciplina, creando incertezza. In questo caso siamo nell'ambito del diritto penale, quindi mi chiedo se vi rendete conto di cosa vuol dire utilizzare il decreto-legge in materia penale e utilizzarlo in maniera così sciatta e superficiale da imporre alla stessa maggioranza di correggere il testo del decreto-legge. Questo non è un buon servizio al Paese, soprattutto a quei tanti cittadini che vorrebbero vivere in una condizione di maggiore sicurezza. (Applausi).

MUSOLINO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MUSOLINO (IV-C-RE). Signora Presidente, l'emendamento 1.3000 dimostra in maniera plateale le contraddizioni e le aporie di questo decreto-legge. La maggioranza è costretta a ricorrere a un emendamento in Aula per aver gestito male il provvedimento in Commissione: è costretta a ripresentarlo in Aula. Non è un emendamento che risolve i problemi di questo articolo, perché comunque lascia intatte le questioni relative al trasporto di lame che non hanno nulla a che fare con comportamenti atti all'offesa. (Brusìo).

PRESIDENTE. Colleghi, vi prego di ridurre il brusio perché quella che stiamo affrontando, come vedete, è già una discussione non semplice. Prego, senatrice Musolino, prosegua.

MUSOLINO (IV-C-RE). Signora Presidente, la ringrazio, alcuni dei colleghi della maggioranza sono interessati ad altro.

Come stavo dicendo, comunque, l'ultimo capoverso, che modifica le soglie di entrata in vigore - per cui questo emendamento produce effetti soltanto dalla legge di conversione e la disciplina previgente continua a restare comunque in piedi - determina la lesione di uno dei princìpi fondamentali dell'ordinamento giuridico, che è la certezza del diritto. (Applausi). Non si possono approvare norme che hanno validità per 45 giorni e poi vengono sostituite da altre. (Applausi).

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signora Presidente, intervengo solo per fare una richiesta. Pochi minuti fa, io, il senatore Giorgis, il senatore Pirondini e mi sembra anche il senatore Scalfarotto siamo intervenuti chiedendo le ragioni della improponibilità di alcuni emendamenti rispetto ad altri, specificando che i nostri erano interventi, ovviamente, sull'ordine dei lavori e non sul merito degli emendamenti. Vorrei quindi sapere per quale ragione risulta che gli Uffici abbiano conteggiato il tempo dedicato a quegli interventi sull'ordine dei lavori, quindi sottraendolo ai tempi complessivi dati ai Gruppi. È possibile avere una risposta?

PRESIDENTE. Si fa così per prassi: negli ultimi settant'anni si è sempre fatto così. (Applausi).

PIRRO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRRO (M5S). Signora Presidente, ovviamente il MoVimento 5 Stelle voterà contro questo emendamento, anche per quanto già detto dai colleghi che mi hanno preceduta: è assurdo che si intervenga in questo modo, con la clava, su termini che riguardano la giustizia, i reati e la sicurezza nel nostro Paese, oltretutto con l'intento, forse nelle idee, di fare chiarezza e di risolvere i problemi creati da un decreto-legge scritto di corsa, male, inseguendo l'ennesimo titolo di giornale, arrivando però a un testo che viene portato in quest'Aula che aumenta le contraddizioni invece di risolverle. È veramente assurdo il modo di gestire il Paese che ha questa maggioranza, che ci sembra sempre più imbarazzata e alla rincorsa di se stessa. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.3000, presentato dal senatore Lisei e da altri senatori, identico agli emendamenti 1.3001, presentato dal senatore Dreosto e da altri senatori, 1.3002, presentato dal senatore Paroli e da altri senatori, 1.28 (testo 2), presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori e 1.32 (testo 2), presentato dai senatori Durnwalder e Patton.

È approvato.

PIRONDINI (M5S). Chiediamo la controprova.

PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.

È approvato.

L'emendamento 1.9 è precluso, perché non è stata accettata la proposta di riformulazione.

Metto ai voti l'emendamento 1.10, presentato dalla senatrice Damante e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 1.11.

LOPREIATO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LOPREIATO (M5S). Signora Presidente, con questo emendamento siamo intervenuti su un articolo che per noi presenta ampissime criticità, le quali - mi consenta - sono evidenziate anche da un parere del Consiglio superiore della magistratura, che si pone in modo molto critico verso questo decreto. Ciò a maggior ragione dovrebbe indurre questa maggioranza a riportare questo disegno di legge in Commissione, come abbiamo reclamato anche prima.

L'emendamento 1.11 sottolinea la necessità di una maggiore proporzionalità delle pene, distinguendo tra il porto abusivo delle lame legato all'intento offensivo e quello legato invece all'attività lavorativa. L'emendamento ha quindi il fine di evidenziare una volta di più tale criticità.

BOCCIA (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOCCIA (PD-IDP). Signora Presidente, chiedo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, dispongo la votazione, come richiesto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.11, presentato dalla senatrice Bevilacqua e da altri senatori, fino alle parole «con l'arresto».

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 1.12 a 1.15.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.16.

PIRRO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRRO (M5S). Signora Presidente, a noi ovviamente questo emendamento sembra di assoluto buon senso, visto che le motivazioni per cui si può portare una lama sono innumerevoli. Ne citiamo alcune: attività lavorative, sportive, ricreative, di vita quotidiana, attività agricole, escursionismo, campeggio, pesca, caccia, attività di soccorso e tante attività analoghe. Ci sembra così palese e ovvio che debbano essere indicate, così da non far incorrere onesti cittadini, che svolgono attività ordinarie, nelle maglie di questo panpenalismo assurdo e folle che sta ottenebrando le menti della maggioranza e del Governo. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.16, presentato dalla senatrice Aloisio e da altri senatori.

Non è approvato.

PIRONDINI (M5S). Chiediamo la controprova.

PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.18.

CATALDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CATALDI (M5S). Signora Presidente, questo emendamento cerca di migliorare e di introdurre alcuni elementi di valutazione, a fronte di una norma che invece sembra dettata da un riflesso condizionato di pancia rispetto alle notizie di cronaca. Vorrei rendere partecipe l'Assemblea di quello che è successo in Commissione quando abbiamo parlato della tematica che riguarda i coltelli. Proprio in quei giorni abbiamo appreso la notizia di un ragazzino di 13 anni che aveva accoltellato la sua professoressa. Il Ministro dell'istruzione non si è chiesto dove eravamo, dove era lo Stato prima che quel ragazzo diventasse così. Ha chiesto di convertire rapidamente questo decreto, come se la sua approvazione fosse la soluzione di quel problema; si è dimenticato probabilmente il Ministro che il decreto-legge era già in vigore da almeno un mese. (Applausi).

BAZOLI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BAZOLI (PD-IDP). Signora Presidente, intervengo per ribadire le ragioni di questo, come degli altri emendamenti, che sono finalizzate a dare maggiore tassatività a una norma che, scritta così, anche dopo l'approvazione degli emendamenti sui quali il Governo ha espresso parere favorevole, lascia un margine di discrezionalità enorme sia agli organi di Polizia giudiziaria, sia agli organi amministrativi, sia agli organi giurisdizionali. È una discrezionalità molto pericolosa, perché qui si parla di sanzioni penali, quindi di reclusione fino a tre anni, ma si parla anche di sanzioni amministrative molto pesanti che possono essere applicate dal prefetto su indicazione degli organi di Polizia giudiziaria (sospensione della patente di guida, sospensione del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli). Si tratta di sanzioni amministrative che sono molto impattanti sulla vita delle persone. Per questo sarebbe necessario scrivere una norma più tassativa, cioè più chiara, che dia meno ambiti e margini di discrezionalità in primo luogo agli organi accertatori, cioè agli organi di Polizia giudiziaria. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.18, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.19.

PIRRO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRRO (M5S). Signora Presidente, anche con questo emendamento noi chiediamo di ridurre il periodo massimo fino a sei mesi, invece che fino a un anno, perché ci sembra veramente assurdo che si introducano dei sistemi così punitivi per fatti che a volte possono essere realmente di lieve entità, se non addirittura - come ho argomentato precedentemente - di nessuna rilevanza penale. Invece qui siamo proprio allo Stato di polizia, alla limitazione dei diritti fondamentali della persona e all'ennesima violazione dei diritti costituzionali che dovrebbero essere garantiti a tutti, ma che questa maggioranza, che pensa solo a punire e reprimere, non è in grado di garantire. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.19, presentato dal senatore Croatti e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.20.

MAIORINO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAIORINO (M5S). Signor Presidente, con questo decreto-legge credo si sia raggiunto veramente l'apice per quanto riguarda il puntare il dito alla luna e guardare il dito piuttosto che la luna. Qui infatti non si sono identificati i problemi, ma si rincorre costantemente la cronaca. In merito alle lame, è chiaro che è un problema portare le lame con sé, ma entrando così nel dettaglio bisogna entrare anche nella ragionevolezza. Questo emendamento prevede i casi in cui le lame sono lecite per motivi professionali, lavorativi, sportivi. Per quale motivo ritenete negativo questo emendamento? Per quale motivo non volete votare a favore di questo emendamento? Perché avete espulso la ragionevolezza da ogni vostro intervento. (Applausi).

FRANCESCHELLI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCESCHELLI (PD-IDP). Signor Presidente, nel confermare quanto detto dai colleghi che rilevavano tutte le eccezioni sollevate circa questa normativa, dobbiamo tener conto che il Paese Italia è fatto anche di molte aree interne, di tanti luoghi dove la vita si svolge diversamente da come avviene spesso nelle aree metropolitane. Viaggiare con un oggetto affilato all'interno di una stazione è certamente un reato, un fatto grave, e non c'è bisogno di scriverlo in una norma: si chiamerebbe regola di convivenza, regola di vita, e soprattutto saremmo in presenza di delinquenti, che non bisogna statuire per legge: i delinquenti sono tali in quanto con i loro comportamenti vanno ad incidere sulla vita della nostra società generando gravissimi fatti.

Accanto a questo, c'è una vita reale fatta di tante persone semplici, che hanno hobby, abitudini e stili di vita completamente diversi. Penso al caso di chi va a cercare i tartufi e si porta un piccolo vanghino che è affilato e leggermente sopra gli 8 centimetri, o al caso di chi ha un piccolo seghetto perché deve fare delle operazioni di potatura, ma che oggi si trova nell'impossibilità di giustificarsi perché non si tiene conto che in questo Paese c'è una molteplicità di situazioni. Credo quindi che non sia con le misure previste in questo provvedimento che si vanno a risolvere dei problemi ben più grandi, senza tener conto della vita reale. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.20, presentato dalla senatrice Damante e da altri senatori.

Non è approvato.

PIRONDINI (M5S). Chiediamo la controprova.

PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.21.

LOPREIATO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LOPREIATO (M5S). Signor Presidente, è sempre tenendo conto e concentrandoci sul criterio di proporzionalità delle pene che presentiamo questo emendamento che introduce anche la possibilità di applicare l'articolo 131-bis del codice penale: parliamo della esclusione della punibilità per i casi di particolare tenuità del fatto.

Si prevedeva che il provvedimento di divieto di detenzione fosse motivato e impugnabile. Era assolutamente un emendamento di buonsenso, anche per diversificare le varie condotte, per le motivazioni che ho detto prima. Non capisco, quindi, quali siano i motivi per votare in maniera contraria su questo emendamento. Invito quindi la maggioranza a votare a favore. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.21, presentato dalla senatrice Castellone e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.22.

CATALDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CATALDI (M5S). Signora Presidente, l'emendamento 1.22 sostanzialmente sopprime quella parte dell'articolo che riguarda i coltellini svizzeri. Vorrei anche aggiungere una riflessione. Quello che mi preoccupa è che questo Governo continua a insistere a fare decreti-legge in materia di sicurezza. Ne ha fatti diversi, perché ha iniziato col decreto rave party e ha fatto il decreto Caivano; se anche uno solo di questi avesse funzionato, noi oggi non saremmo qui, dopo tre anni e mezzo di Governo, ancora a parlare di sicurezza. Lo facciamo perché questo Governo non è in grado di risolvere il problema della sicurezza, perché vuole legiferare da solo e poi si accorge che non è in grado di farlo. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.22, presentato dalla senatrice Di Girolamo e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.24.

CATALDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CATALDI (M5S). Signora Presidente, provo a completare l'intervento precedente, dati i tempi limitati. Voglio invitare i colleghi di maggioranza a una riflessione: se vado da un medico, mi dà una cura e questa cura non funziona, il medico mi cambia la cura; se me la continua a dare per sei volte e non funziona, bisogna cambiare il medico. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.24, presentato dalla senatrice Floridia Barbara e da altri senatori.

Non è approvato.

L'emendamento 1.26 è stato ritirato.

Metto ai voti l'emendamento 1.27, presentato dalla senatrice Guidolin e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 1.29, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.33.

GAUDIANO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GAUDIANO (M5S). Signora Presidente, l'emendamento 1.33 inserisce il requisito del giustificato motivo, quindi consente di delimitare l'ambito applicativo della norma alle sole condotte effettivamente meritevoli di sanzione, evitando così automatismi punitivi. Tengo a precisare che, quando si interviene su diritti e libertà, bisogna sempre ricordare che l'equilibrio tra sicurezza e garanzie costituzionali rappresenta uno degli elementi più delicati di democrazia. Invito l'Assemblea a esprimersi su questo emendamento in maniera favorevole. (Applausi).

BAZOLI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BAZOLI (PD-IDP). Signora Presidente, desidero sottolineare al Governo che questo emendamento serve a sanare un evidente vizio e una mancanza nella norma che avete scritto. Se non mettete neanche in questo comma ulteriore l'espressione «senza giustificato motivo», allora voi togliete l'unico criterio che consente di verificare se qualcuno che porta una lama fuori di casa lo fa per una ragione che lo abilita a farlo. Togliete quella locuzione e praticamente incriminate chiunque. Francamente questo è un emendamento che avrebbe dovuto essere accolto, per evitare un'interpretazione che rischia di essere eccessiva e priva di giustificazione. (Applausi).

BOCCIA (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOCCIA (PD-IDP). Chiedo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, dispongo la votazione, come richiesto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.33, presentato dalla senatrice Gaudiano e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B)

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.34.

CATALDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CATALDI (M5S). Signora Presidente, anche questo emendamento è parzialmente soppressivo, anche perché sono dell'idea che l'intero decreto avrebbe dovuto essere soppresso e sostituito forse da un disegno di legge che avrebbe avuto maggiore completezza. Però, dato che i colleghi prima hanno parlato anche di panpenalismo, il panpenalismo è mera propaganda.

Se me lo consente, Presidente, vorrei leggervi la definizione che viene data sulla Treccani, che cita due autori, Carlo Nordio e Pisapia, che dicono che «le pene non devono essere aumentate, semmai diminuite» (Nordio), che «bisogna smetterla con il panpenalismo» e che l'idea di poter risolvere tutto con il codice penale «è solo propaganda, pericolosa demagogia». Non lo dice il MoVimento 5 Stelle, lo dice il vostro Ministro della giustizia. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.34, presentato dal senatore Licheri Ettore Antonio e da altri senatori.

Non è approvato.

PIRONDINI (M5S). Chiediamo la controprova.

PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 1.3003, presentato dalla senatrice Pirovano.

È approvato.

Metto ai voti l'emendamento 1.3004, presentato dalla senatrice Gelmini e da altri senatori.

È approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.38.

LOPREIATO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LOPREIATO (M5S). Signora Presidente, questo emendamento è volto a sottolineare l'esigenza di fare delle diversificazioni quando lo strumento da taglio è legittimato da determinate professioni, come abbiamo detto anche prima. La diversificazione è data da questo emendamento in maniera chiara, perché in caso di condanna è sempre disposta la confisca, salvo che gli strumenti appartengano a persona estranea al reato. Appunto, l'estraneità è dovuta a vari motivi, dei quali - come che ho sottolineato anche negli altri emendamenti - bisogna tenere dovuto conto.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.38, presentato dalla senatrice Licheri Sabrina e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.40.

PIRRO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRRO (M5S). Signora Presidente, questo è uno dei commi, o la parte di un comma, che davvero sovverte tutto il diritto che ha tenuto questo Paese fino ad oggi: passiamo dalla responsabilità penale individuale al fatto che facciamo le multe ai genitori dei minori. Da una parte estendiamo la punibilità dei giovani sotto i 14 anni, dall'altra parte riteniamo responsabili i genitori per quello che fanno fino ai 18 anni. È una contraddizione in termini, una delle tante che sono contenute all'interno di questo decreto. Fate pace con la linearità e col pensiero: o andate in una direzione o andate nell'altra. Non potete tenere il piede in due scarpe e agire in maniera così contraddittoria. Prendete una decisione e seguite una linea, sempre che ne siate capaci. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.40, presentato dalla senatrice Lopreiato e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione degli emendamenti identici 1.42 e 1.43.

MAIORINO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAIORINO (M5S). Signora Presidente, qui si semplifica proprio quanto diceva prima la collega Pirro. La responsabilità penale è personale, voi state sconfinando anche nell'incostituzionalità: voi multate i genitori di figli che rientrano in quella fattispecie e li multate con una pena che va dai 200 ai 1.000 euro.

Davvero, questo è segno di disperazione. Siccome non siete riusciti a migliorare minimamente la sicurezza di questo Paese, state entrando a gamba tesa anche nelle famiglie, la famosa famiglia tradizionale che voi volete difendere, penalizzando i genitori.

Ci sono altri emendamenti in seguito, in cui vi si chiede perlomeno di accertare se i genitori abbiano fatto di tutto per evitare che il figlio commetta eventualmente atti delinquenziali e in quel caso scriminarlo, ma veramente state distruggendo il codice penale e la tenuta sociale del nostro Paese.

BAZOLI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BAZOLI (PD-IDP). Signora Presidente, io penso che qui si violino alcuni princìpi base dell'ordinamento, perché se noi introduciamo una forma di responsabilità oggettiva, perché di questo si tratta, anche sotto forma di sanzione amministrativa, noi introduciamo un principio molto pericoloso.

Se poi si volesse intendere, invece, che la sanzione amministrativa scatta per un omesso controllo, allora bisogna dire che è una sanzione del tutto inutile. Io penso che oggi sia sostanzialmente impossibile immaginare di onerare un genitore del controllo di un figlio di 15-16 anni fino al punto da sanzionarlo per il caso di omesso controllo, perché evidentemente è sostanzialmente impossibile. Per cui o è una sanzione che configura una responsabilità oggettiva, e quindi sarebbe una violazione di princìpi, o è una sanzione totalmente inutile perché inefficace. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.42, presentato dalla senatrice Lopreiato e da altri senatori, identico all'emendamento 1.43, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.44.

GAUDIANO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GAUDIANO (M5S). Signora Presidente, l'emendamento 1.44 introduce un requisito di accertamento concreto della responsabilità di chi esercita la responsabilità genitoriale, evitando così automatismi sanzionatori incompatibili con i principi costituzionali.

A questo punto, ci inseriamo in un discorso molto importante, che è quello di porre l'attenzione sul disagio giovanile. Assistiamo tutti i giorni ad azioni violente poste in essere da adolescenti, sia contro le persone sia contro il patrimonio. È una criticità che ha origini molto complesse, riferibile all'uso smodato dei social e, al tempo stesso, allo spirito di emulazione che funge da cattivo esempio per tanti giovani.

Concludo dicendo che bisogna porre in essere azioni sinergiche tra le famiglie, le istituzioni e la scuola, che debbono avere in questo modo una funzione accompagnatoria nel percorso rieducativo.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signora Presidente, questo emendamento aiuta moltissimo, perché chiarifica che deve almeno essere accertata una violazione di qualche genere. Se c'è una violazione, c'è una sanzione; se c'è una sanzione senza una violazione, tra l'altro per il comportamento di un terzo, l'articolo 27 della Costituzione lo salutiamo caramente. Quindi, votare a favore di questo emendamento ci aiuta a rendere meno aberrante una norma che, fatta così, nel nostro ordinamento non può avere cittadinanza.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.44, presentato dal senatore Lorefice e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.45.

MAIORINO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAIORINO (M5S). Signora Presidente, voglio dare una notizia molto importante ai colleghi e alle colleghe di maggioranza. I figli minori non sono cani: non è che, quando si comportano male, si multa il padrone. Veramente qui stiamo sconfinando, non solo nel campo dell'incostituzionalità, ma nel campo della follia. (Applausi).

Se un minore si comporta male, non ha bisogno che il genitore prenda una multa; ha bisogno di servizi che se ne prendano cura, ha bisogno di una scuola che sappia come accoglierlo. Forse la sua stessa famiglia ha bisogno di strumenti per guidare quel minore e non di essere multata. Rinsavite, signore e signori.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signora Presidente, io in realtà su questo emendamento ho qualche perplessità, perché mi sembra peggiorativo rispetto all'emendamento precedente. In questo caso, infatti, stiamo chiedendo ai genitori di discolparsi, quindi introduciamo un ulteriore elemento per cui adesso, rispetto a chi viene accusato, non c'è più l'onere della prova sull'accusa, ma addirittura sulla difesa. Diciamo quindi che il precedente emendamento lo votavamo, mentre su questo ci asterremo.

BAZOLI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BAZOLI (PD-IDP). Signora Presidente, vorrei far rilevare che la norma, così come è scritta in questo momento, configura di fatto una responsabilità oggettiva, perché si dice che, nel caso in cui il reato sia commesso da un minore di anni 18, è applicata ai genitori la sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro. Si afferma cioè che è applicata, non che può essere applicata dopo una valutazione sul comportamento dei genitori e su un'eventuale loro responsabilità. È applicata a prescindere. Che senso ha? È applicata a prescindere, è applicata automaticamente una sanzione amministrativa. Mi spiegate che senso ha una norma fatta così? Onera i genitori di che cosa? Viene cioè applicata una sanzione amministrativa a prescindere dal controllo o meno o dall'omesso controllo o meno. È una sanzione per una responsabilità oggettiva che non ha alcun obiettivo razionale. Non è giustificabile, non ha alcun senso.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.45, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.46.

MARTON (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARTON (M5S). Signora Presidente, sottosegretario Molteni, questo articolo è aberrante: chiunque, senza giustificato motivo, porti all'esterno dell'abitazione una lama superiore a otto centimetri è condannato con una pena che va da tre a sei mesi. I genitori di questo eventuale minore che ha portato fuori la lama prendono, come ha detto il senatore Bazoli poco fa, una sanzione indipendentemente dal fatto che sia accertato o no il giustificato motivo. Intanto io vorrei capire chi stabilisce il giustificato motivo: immagino sia un giudice. Mi chiedo allora perché dare la sanzione, indipendentemente dall'aspettare che il giudice si sia pronunciato se era o no un giustificato motivo.

Inoltre, un'altra notizia: saranno contenti i sindaci della Lega che sono, per qualche motivo, affidatari di minori che verranno magari sorpresi con una lama. Voi sapete meglio di me che ci sono sindaci affidatari di minori. Vi invito a rivedere questa previsione. Sottosegretario Molteni, riveda questa norma, accetti questo emendamento, perché mettete in difficoltà anche i vostri sindaci.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.46, presentato dal senatore Marton e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.47.

MAZZELLA (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAZZELLA (M5S). Signora Presidente, l'emendamento 1.47, che io vorrei attenzionare al Governo, pone una domanda semplice: a chi devono servire e a chi sono destinati i soldi delle sanzioni amministrative? Oggi il decreto-legge stabilisce che questi soldi delle sanzioni amministrative sono destinati agli straordinari del personale amministrativo del Ministero dell'interno. Noi ci opponiamo: devono tornare dove il problema nasce, cioè nei territori, nei Comuni. Mi rivolgo anch'io ai sindaci che sono rappresentati in quest'Aula: devono tornare nei Comuni, perché la sicurezza vera non si costruisce nei Ministeri, ma con più strade illuminate, con polizia urbana, con le scuole a tempo pieno e creando spazi urbani migliori.

Questo principio delle multe che tornano ai Comuni esiste già con la multa che viene fatta nelle città, voi non applicate lo stesso principio con queste multe amministrative. Chiedo al Governo una riflessione in merito. Queste multe devono tornare sui territori, nei Comuni. (Applausi).

MUSOLINO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MUSOLINO (IV-C-RE). Signora Presidente, mi associo a quanto detto dal collega che mi ha preceduta. Come abbiamo già rilevato in Commissione, è francamente inaccettabile a livello metodologico pensare di utilizzare i proventi di queste sanzioni amministrative per pagare lo straordinario del personale contrattualizzato non dirigenziale del Ministero dell'interno. Ostano a questa destinazione sia un criterio prettamente economico, perché lo straordinario è già predefinito in un budget che si stabilisce a inizio anno e non si può implementare con le multe, sia una questione semplicemente ideologica, perché come per le multe stradali c'è un vincolo di destinazione, ossia esse servono a garantire e migliorare le misure per la sicurezza delle strade, allo stesso modo se queste sanzioni servono a migliorare la sicurezza, i proventi devono essere destinati ai Comuni per progetti, iniziative e attività per la sicurezza del territorio.

PIRONDINI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRONDINI (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, dispongo la votazione, come richiesto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.47, presentato dal senatore Mazzella e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.48.

SENSI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SENSI (PD-IDP). Signora Presidente, questo emendamento riguarda, per semplificare, la questione dei coltelli. Come Partito Democratico abbiamo presentato nel 2025 una proposta di legge che di fatto è alla base di questo emendamento. Se mi si passa la brutta espressione, se ne sono fregati per oltre un anno, e invece è una questione molto seria. Quando hanno capito che la questione riguardava i maranza e che quindi la potevano utilizzare in un ambito antimigratorio, allora si sono alluzzati (svegliati) e questo tema finisce nel provvedimento. Salvo le deroghe, ovviamente, perché si vogliono prendere i funghi, cacciare la beccaccia e allora sui coltelli si è allentato di nuovo.

A me preme dire che, se continuiamo a giocare con le parole repressione e prevenzione in questo modo, l'una contro l'altra, non andiamo da nessuna parte; ci fronteggiamo a suon di "in galera" e "ci vuole ben altro", ma in realtà ci vogliono le due cose insieme.

Siamo arrivati qui dopo che avete approvato una serie di decreti-legge che elenco: rave, Cutro, Albania, Caivano, sicurezza 1, ecovandali, Nordio, zone rosse. Cosa avete ottenuto in tutti questi anni con i vostri provvedimenti? Niente. Oggi non ci sono neanche i giornalisti e questo sarà il primo decreto-legge a intolleranza zero. (Applausi).

BOCCIA (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOCCIA (PD-IDP). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, dispongo la votazione, come richiesto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.48, presentato dal senatore Sensi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Metto ai voti l'emendamento 1.49, presentato dalla senatrice Naturale e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 1.50, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.52, di cui il senatore Bazoli non ha accettato la riformulazione.

BAZOLI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BAZOLI (PD-IDP). Signora Presidente, vorrei ricordare che questo emendamento era suggerito dagli esercenti e dai commercianti ed era volto a dare loro delle indicazioni operative un po' più chiare e meno nebulose al fine di adempiere e ottemperare ai propri obblighi.

Penso sia un emendamento che ha una sua razionalità e una sua fondatezza. Non mi sembra che le modifiche che sono state apportate alla norma contenuta nel decreto-legge abbiano tenuto adeguatamente conto di questi rilievi. Quindi insistiamo per l'approvazione dell'emendamento 1.52.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.52, presentato dal senatore Bazoli.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.55.

BEVILACQUA (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BEVILACQUA (M5S). Signora Presidente, con questo emendamento cerchiamo di circoscrivere e delimitare bene il perimetro di questa norma, che prevede il divieto di vendita di strumenti con lama o punta atti ad offendere. Chiediamo di specificare che la norma non si applica per gli strumenti destinati ad attività lavorative, professionali, sportive, agricole o artigianali; questo, oltre a rendere il perimetro più definito, serve anche a chiarire. Qua pongo una domanda e chiedo una riflessione alla maggioranza: se voi volete i giovani, fin da subito, pronti ad andare a lavorare, a mettersi in gioco e a fare la gavetta, perché gli vietate la possibilità di acquisire gli strumenti che possono servire per esercitare la loro attività professionale?

Fatemi capire, i giovani vanno bene quando devono essere sfruttati con contratti da precari, da fame, eccetera, grazie ai vostri provvedimenti e alle vostre previsioni, però poi non possono comprare gli strumenti per svolgere la propria attività professionale? Anche in questo caso, fate un po' pace con il vostro cervello.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signora Presidente, vorrei soltanto evidenziare il buonsenso di questo emendamento. Basti dire che dobbiamo fare una sanzione per il porto delle lame, che è una cosa molto seria, per la quale siamo molto preoccupati, se l'uso della lama è destinato ad offendere. Se invece è lì per motivi professionali, sportivi, per delle cose che sono assolutamente lecite, evidentemente dobbiamo specificarlo. È solo buonsenso nella scrittura della norma penale, Presidente.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.55, presentato dal senatore Nave e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 1.56, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.58.

NICITA (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICITA (PD-IDP). Signora Presidente, su questo emendamento chiedo un momento di attenzione ai relatori e al Governo, ma anche ai colleghi che si occupano da tempo, in varie forme, del tema della maggiore età. Qui sostanzialmente si sta dicendo che i fornitori di armi sui siti web devono autonomamente introdurre dei sistemi efficaci di verifica della maggiore età. Quindi sta semplicemente al buon cuore dei fornitori stabilire un sistema che per essi sia efficace. Noi con questo emendamento colleghiamo questa norma all'evoluzione che c'è in AGCom e all'evoluzione europea. Se non lo approvate, significa semplicemente che avete scritto una norma che sapete non essere verificabile e attuabile. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.58, presentato dai senatori Nicita e Bazoli.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 1.61, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 1.62, presentato dal senatore Pirondini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 1.63, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 1.64, presentato dal senatore Patuanelli e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.3005.

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signor Presidente, intervengo solo per spiegare che noi su questo emendamento voteremo a favore, così come voteremo a favore su tutti gli altri emendamenti che, a prima firma della senatrice Pirovano, sono stati definiti in sede di Comitato per la legislazione, il quale ha infatti predisposto, come da prassi consolidata, una serie di emendamenti per correggere le più macroscopiche aporie presenti nel decreto-legge in esame. Aggiungo solo che, se il parere fosse stato letto con la dovuta attenzione da tutto il Governo, credo che forse i cittadini ne avrebbero avuto un giovamento in termini di certezza del diritto e anche di monito per come si dovrebbe in futuro non continuare a legiferare.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signor Presidente, se il decreto-legge in esame fosse blindato con la fiducia, a un certo punto ce ne faremmo una ragione. Se però dobbiamo modificarlo, allora prendiamo i suggerimenti del Comitato per la legislazione, che per definizione è bipartisan, ed approviamoli.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.3005, presentato dalla senatrice Pirovano.

È approvato.

Rilevo che è stato approvato all'unanimità.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.67.

PIRRO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRRO (M5S). Signor Presidente, questo, come altri emendamenti che abbiamo già esaminato prima, chiede una destinazione diversa dei proventi delle scellerate sanzioni che si vogliono istituire con questo provvedimento. Ci rendiamo conto che il Governo ha previsto di utilizzare i proventi delle sanzioni per pagare degli straordinari? Non siamo in grado di garantire con le risorse ordinarie dello Stato il pagamento degli straordinari dei nostri dipendenti? (Applausi). Siamo messi talmente male economicamente che per pagare gli straordinari ai dipendenti - non incrementiamo il numero di dipendenti, quindi costringiamo quelli che ci sono a fare il lavoro straordinario, e dopo che li abbiamo costretti a fare gli straordinari non abbiamo i soldi per pagarli - dobbiamo istituire un fondo con i proventi delle sanzioni che facciamo. Non so se vi rendete conto che abbiamo raggiunto il fondo del barile, e siccome siete disperati, avete iniziato a scavare dopo aver toccato il fondo. Quanto profondamente vogliamo andare? Quando vi fermerete? (Applausi).

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signor Presidente, intervengo telegraficamente. La collega Musolino ha già spiegato bene che c'è un problema su questo tipo di accantonamento di fondi per pagare cose che non c'entrano niente. Rilevo ancora una volta proprio l'atteggiamento repressivo. Si potrebbero prendere dei soldi che derivano da questo decreto per finanziare interventi sociali, di riparo di un tessuto sociale liso e sdrucito; invece non lo si fa e si usano quei soldi per pagare gli straordinari dei dipendenti pubblici. Da un lato, che senso ha? Dall'altro, che peccato e che mancanza di visione.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.67, presentato dalla senatrice Pirro e da altri senatori.

Non è approvato.

Vedo che il senatore Pirondini chiede la controprova, ma l'esito in questo caso era chiaro, quindi non serve.

Saluto ad una rappresentanza di studenti

PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto comprensivo «Gallo Positano» di Noci, in provincia di Bari, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1818 (ore 11,28)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.68.

BEVILACQUA (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BEVILACQUA (M5S). Signor Presidente, con questo emendamento chiediamo che possa essere concesso il porto fuori dall'abitazione per finalità sportive, educative e formative, sotto la costante supervisione responsabilità di un adulto. Quindi riusciamo a circoscrivere in maniera un po' più razionale la previsione normativa, ma soprattutto mettiamo in evidenza una cosa.

Mi aspetto quindi il vostro voto favorevole, perché così potete dimostrare che a voi interessa realmente la prevenzione di determinati fatti e atti e non solo la propaganda. E mi aspetto un voto favorevole anche da parte della maggioranza. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.68, presentato dalla senatrice Bevilacqua e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 1.69, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G1.1.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signora Presidente, chiedo davvero all'Assemblea due minuti di attenzione su questo ordine del giorno, perché, secondo me, è davvero molto indicativo il fatto che il Governo abbia espresso parere contrario. Cosa chiede, molto semplicemente, questo ordine del giorno? Parliamo ovviamente di un decreto-legge definito sicurezza, così l'avete chiamato voi. L'ordine del giorno chiede che vengano rafforzati in modo significativo i controlli sul rilascio e sul rinnovo del porto d'armi. In un provvedimento che si occupa di sicurezza, il Governo esprime parere contrario su un ordine del giorno che chiede più sicurezza sul fatto che non ci sia un rilascio indiscriminato di porto d'armi. (Applausi).

Ho letto in tutti questi anni le proposte di legge, per esempio di Salvini e della Lega, che invece vogliono rendere più facile la diffusione delle armi e il rilascio del porto d'armi. È questa l'idea della sicurezza della destra. La bocciatura di questo ordine del giorno è indicativa della vostra idea: voi volete più pistole per tutti. Questo pensate, questa è l'idea di sicurezza che avete. (Applausi). Un po' come negli Stati Uniti d'America; ma non l'avete ancora capito che non lo dovete seguire Trump? Tanto vi scarica. Non l'avete ancora capito che vi scarica? (Applausi).

Smettetela di inseguire Trump e quel modello americano, per cui debbono circolare armi per tutti. Quel modello produce, come sappiamo, stragi e ragazzini che girano armati e vanno a sparare nelle scuole. Penso che la bocciatura, che avverrà fra pochi secondi, di questo ordine del giorno sveli tutta la clamorosa ipocrisia della destra di Governo. (Applausi) che non è vero che vuole più sicurezza; vuole fare un favore ai mercanti delle armi, come ha fatto in tutti questi mesi e in tutti questi anni. La bocciatura di questo ordine del giorno sarà un favore alle lobby delle armi e va chiamata per quello che è. (Applausi).

NICITA (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICITA (PD-IDP). Signora Presidente, concordiamo su questo ordine del giorno e denunciamo il fatto che, alla fine, questo decreto-legge, con la bocciatura di tutti questi emendamenti, si riduce a uno slogan molto semplice: meno coltelli, più pistole. (Applausi).

Se questa è la proposta di questo Governo, se questa è la sicurezza, dobbiamo aspettarci qualcosa di simile a quello che vediamo nelle strade degli Stati Uniti. (Applausi).

PIRONDINI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRONDINI (M5S). Signora Presidente, chiedo di poter apporre la firma del Gruppo MoVimento 5 Stelle a questo ordine del giorno, del quale chiedo di leggere la parte dispositiva perché mi sembra veramente di buonsenso, in grado di trovare la trasversalità in quest'Aula.

Con questo ordine del giorno, che fra poco molto probabilmente verrà respinto, si impegna il Governo «ad assumere iniziative normative e amministrative volte a rafforzare in modo significativo i controlli sul rilascio e sul rinnovo del porto d'armi -e ci sembra una cosa normale - con verifiche più rigorose e periodiche di requisiti psicofisici e comportamentali dei richiedenti». Mi sembra qualcosa di abbastanza normale.

L'ordine del giorno, poi, proseguiva nel chiedere al Governo di «prevedere meccanismi di monitoraggio più stringenti per i titolari di porto d'armi, anche attraverso una più efficace integrazione tra le banche dati delle autorità di pubblica sicurezza e delle autorità sanitarie». Aggiungeva: «a promuovere politiche pubbliche orientate alla riduzione della diffusione delle armi tra i privati». Evidentemente gli effetti negativi che questo produce in altri Paesi il Governo italiano non li capisce e continua, per l'ennesima volta, a fare favori alle lobby delle armi. (Applausi).

MUSOLINO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MUSOLINO (IV-C-RE). Signora Presidente, oltre ad aggiungere la firma mia e di tutto il Gruppo, vorrei soltanto aggiungere alle considerazioni che hanno già svolto i miei colleghi che un anno fa, col precedente decreto sulla sicurezza, abbiamo introdotto una nuova norma che consente alle Forze dell'ordine, anche al di fuori dell'orario di servizio, di portare con sé un'arma indipendentemente dalle loro funzioni. Non prevedere ulteriori controlli sul porto d'armi, che attualmente è disciplinato da una procedura sostanzialmente amministrativa, che è in larga parte caratterizzata dalla discrezionalità ai fini del rilascio, significa sostanzialmente chiudere gli occhi davanti a un problema molto grande e focalizzarsi sulla questione dei coltelli, senza pensare che anche le armi hanno bisogno di essere puntualmente disciplinate con una verifica anche con controlli incrociati, perché non sono poche le persone che hanno perso la vita per effetto degli spari provenienti da persone che detenevano legittimamente un'arma. Quindi, sarebbe il caso di fare i controlli. (Applausi).

GIORGIS (PD-IDP). Signora Presidente, domando di parlare. È già intervenuto per noi il senatore Nicita, però colgo l'occasione, se lei mi dà un minuto, sull'ordine dei lavori. (Commenti).

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione, senatore Giorgis. Le darò la parola dopo la votazione.

BOCCIA (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOCCIA (PD-IDP). Chiedo di aggiungere la firma a questo ordine del giorno, a nome del Gruppo Partito Democratico. Chiedo altresì che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Domando al senatore De Cristofaro se concorda con l'apposizione della firma da parte del Gruppo MoVimento 5 Stelle, del Gruppo Partito Democratico e - come mi fa cenno anche la senatrice Musolino - anche da parte del Gruppo Italia Viva.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Concordo.

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, dispongo la votazione, come richiesto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.1, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo all'esame degli emendamenti volti a inserire articoli aggiuntivi dopo l'articolo 1 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 1.0.3, 1.0.10, 1.0.11, 1.0.12, 1.0.13. I restanti emendamenti sono improponibili.

PRESIDENTE. L'emendamento 1.0.2 è improponibile.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.0.3.

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signora Presidente, volevo mettere in evidenza ciò che prima, ad inizio di seduta, ho chiesto di approfondire, perché il primo emendamento che è stato dichiarato improponibile è l'1.0.2. Se i colleghi o il Governo avranno la pazienza di leggere questo emendamento scopriranno che affronta lo stesso identico tema che è trattato dall'ordine del giorno che è stato appena votato e che, in particolare, con questo emendamento si sarebbe previsto un costante monitoraggio delle attitudini psicofisiche di coloro che detengono un porto d'armi e sarebbe prevista, attraverso un controllo del Servizio sanitario nazionale, la possibilità di revocare il porto d'armi in presenza di accertati disturbi psico-comportamentali. Sinceramente faccio fatica a pensare che questo argomento non attenga alla sicurezza (Applausi); che poi l'ordine del giorno sia votato mentre l'emendamento sia dichiarato improponibile lo trovo non così ragionevole, come pure è stato raccontato prima.

PRESIDENTE. Le ricordo che per prassi costante una cosa è l'ordine del giorno, altro è l'emendamento e vi prego di non farmi richiamare l'articolo 97, comma 3, sull'inappellabilità delle decisioni della Presidenza.

PIRRO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRRO (M5S). Signor Presidente, questo emendamento 1.0.3 chiede norme la conservazione e l'accesso alle registrazioni audiovisive delle operazioni di polizia. Si tratta di una richiesta di totale e assoluto buonsenso. Faccio un esempio. Qualche tempo fa, nella mia città, alcuni soggetti fecero un volantinaggio cosiddetto "anti maranza", di per sé già in violazione del diritto alla libertà di espressione garantito dalla Costituzione, perché essere un maranza non è vietato dalla legge, fino a prova contraria.

Questi soggetti fecero tale volantinaggio davanti a una scuola e ci fu un alterco con gli studenti. Non si sa come mai, ma c'erano forze di polizia nelle vicinanze. Forse perché sapevano che questi provocatori avrebbero creato dei contrasti con gli studenti. Sembra che abbiano anche messo le mani addosso ad alcune delle studentesse presenti. I compagni di scuola sono intervenuti per difenderle e la polizia ha portato via gli studenti intervenuti in difesa delle compagne, invece di chi era arrivato lì per provocare.

Vi sono sicuramente un'indagine e un procedimento in corso che dovranno accertare la verità. Sembra vi siano state delle riprese, come spesso accade negli interventi di questo tipo da parte delle forze pubbliche. Non ci risulta, però, che tali riprese siano state messe a disposizione della difesa di quei poveri studenti. Se esistesse una norma come questa, si potrebbe intervenire per ristabilire la verità in casi come questi, in maniera più semplice di quella di trascinare degli studenti, che tra poco devono affrontare la prova di maturità e che invece sono costretti agli arresti domiciliari. Pertanto, ci sembra di assoluto buonsenso approvare questo emendamento.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.0.3, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Gli emendamenti da 1.0.4 a 1.0.9 sono improponibili.

Metto ai voti l'emendamento 1.0.10, presentato dalla senatrice Cucchi e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 1.0.11, 1.0.12 e 1.0.13 sono improcedibili.

Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 2 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 2.1, 2.2, 2.3, 2.4, 2.5, 2.6, 2.7, 2.8, 2.9, 2.10, 2.11, 2.13, 2.14, 2.15, 2.16, 2.17, 2.18, 2.19, 2.20, 2.21 (testo corretto) e 2.22.

Esprimo parere favorevole sull'emendamento 2.3000.

Esprimo parere contrario sugli emendamenti 2.24, 2.25, 2.26, 2.27, 2.28, 2.29, 2.30, 2.31, 2.32, 2.33, 2.34, 2.35, 2.36, 2.37, 2.38 e 2.39.

Esprimo parere favorevole sull'emendamento 2.3001.

Esprimo parere contrario sugli emendamenti 2.43, 2.44, 2.45, 2.46, 2.47, 2.48, 2.49, 2.50, 2.51, 2.52, 2.53 e 2.54.

Sull'ordine del giorno G2.1, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: «a proseguire nella rilevazione annuale degli apprendimenti da parte di INVALSI, che consente di individuare e sistematizzare i dati sulla dispersione scolastica esplicita e implicita.».

Sull'ordine del giorno G2.2 il parere è favorevole, espunte le premesse, con la seguente riformulazione dell'impegno: «a proseguire le azioni di contrasto alla dispersione scolastica.». Sull'ordine del giorno G2.3 il parere è contrario; sull'ordine del giorno G2.4 il parere è favorevole, espunte le premesse, con la seguente riformulazione: «a proseguire le azioni di contrasto alla dispersione scolastica, in particolare nei territori che presentano rilevanti problematiche socioeconomiche.».

Sull'ordine del giorno G2.5, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione: «a proseguire le azioni di promozione delle attività extrascolastiche, con priorità nei territori che presentano rilevanti problematiche socioeconomiche; a prevedere, nei limiti dei vincoli di finanza pubblica, borse di studio e percorsi formativi per minori in condizioni di povertà educativa.».

Sull'ordine del giorno G2.6 il parere è favorevole sul primo impegno e contrario sul secondo. Sull'ordine del giorno G2.7 il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno G2.8 il parere è favorevole con la seguente riformulazione: «a proseguire nelle iniziative di collaborazione tra le istituzioni scolastiche e i consultori familiari, al fine di intercettare tempestivamente i segnali di disagio minorile.». Sull'ordine del giorno G2.9 il parere è favorevole con la seguente riformulazione: «a proseguire nelle iniziative già avviate per la prevenzione del disagio giovanile attraverso le misure di Agenda Sud e Agenda Nord.».

Esprimo inoltre parere contrario sugli emendamenti 2.0.20 e 2.0.3000.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.1, identico all'emendamento 2.2.

LORENZIN (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LORENZIN (PD-IDP). Signora Presidente, questo è veramente un articolo delle occasioni mancate. Infatti, affrontare in modo serio la questione della criminalità giovanile e del grandissimo disagio che noi stiamo registrando in ogni parte del Paese era un'opportunità estremamente importante per considerare in modo compiuto un tema sociale che ha una portata di gran lunga maggiore rispetto a quella che noi vediamo sulle cronache. Invece, si percorre ormai il solito strumento adottato dal Governo negli ultimi decreti sicurezza, e cioè agendo soltanto sul lato delle sanzioni ai genitori, come se, in situazioni di contesto disfunzionale o degradato, la sanzione al genitore fosse lo strumento che ci permette di recuperare e di fare prevenzione sui giovani.

Non abbiamo capito come si agisce a livello urbano, cioè finanziando i Comuni su interventi sociali nelle scuole, nei luoghi di aggregazione giovanile e soprattutto facendo una serissima prevenzione online, dove sui siti, da TikTok a Instagram, vengono propagandati e promossi ogni giorno a ogni ora, anche dalla criminalità, atteggiamenti che inneggiano alla criminalità giovanile, che la fanno diventare un vero e proprio mito.

Di questi temi importantissimi della nostra attualità, sul testo in discussione non c'è nulla e si agisce ancora una volta con un provvedimento show, giusto per dire che stiamo facendo qualcosa. (Applausi).

CATALDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CATALDI (M5S). Signora Presidente, chiedo di poter aggiungere la mia firma all'emendamento 2.1, volto a sopprimere l'articolo 2, che inserisce di nuovo il tema della responsabilità dei genitori: c'è l'ammonimento del questore sul minorenne; se poi dopo l'ammonimento del questore quel minorenne continua sulla sua strada, vengono puniti i genitori. Se non c'è riuscito nemmeno il questore, per quale motivo dobbiamo dare la responsabilità a dei genitori, che magari hanno già più volte loro stessi ammonito il figlio? Probabilmente quegli elementi del dolo e della colpa, che voi sembrate aver dimenticato, sono gli elementi che trasformano tutta una responsabilità oggettiva.

Vi vorrei però far fare un'altra riflessione: state parlando con estrema superficialità di sanzioni che arrivano a 1.000 euro per una famiglia. Ma se un padre di famiglia ha uno stipendio medio di 1.600 euro al mese e voi gli dite che deve pagare una sanzione di 1.000 euro, significa che quel padre di famiglia deve decidere se pagare l'affitto e andare in mezzo alla strada o fare la spesa, perché non ci sono i soldi per portare avanti una famiglia. A quel punto ce lo ritroveremo a fare il mendicante e deve stare anche attento: se diventa un mendicante insistentemente molesto, c'è un'altra norma del decreto che lo sanzionerà e quindi dovrà fare anche attenzione a questo.

Capite che anche nel regime sanzionatorio dovete quantomeno tenere conto della situazione delle famiglie italiane, che è in netto peggioramento. (Applausi).

MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAGNI (Misto-AVS). Signora Presidente, anche noi proponiamo la soppressione di questo articolo, perché crediamo che davvero si ragioni sempre guardando indietro.

Guardiamo in faccia la realtà: l'articolo 2 inasprisce le misure che sono state messe in campo a Caivano, ma forse sarebbe bene discutere di che cosa è successo, di come sta andando avanti e quali sono le correzioni da apportare. Voi, invece, essendo "manettari", perché l'unica logica che seguite è quella di imporre sanzioni, non affrontate il tema. Il tema dei giovani non si affronta in questo modo. C'è un problema di inserimento nella scuola, c'è un problema di società, c'è un problema di lavoro, c'è un problema di habitat collettivo. Quindi, bisogna cercare di agire in termini di integrazione, non esclusivamente di punizione.

Per questa ragione pensiamo che l'unica cosa seria sia la soppressione di questo articolo.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.1, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori, identico all'emendamento 2.2, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.3.

ROSSOMANDO (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROSSOMANDO (PD-IDP). Signora Presidente, come è stato già detto poc'anzi e da noi detto anche ieri, di fronte a fenomeni complessi che hanno profili di novità rispetto all'origine sociale, ai contesti che non sono uguali in tutte le parti d'Italia, questa maggioranza, digitando un arricchimento del mai sufficientemente "apprezzato" decreto Caivano, lo aggrava ulteriormente. Che ci vuole, infatti, ad aggiungere due sanzioni? Non c'è nemmeno bisogno di uscire dal palazzo, anzi non ci si deve nemmeno staccare dal computer. Ovviamente, invece, servirebbe molto molto di più.

Quindi, ancora una volta voi plasticamente ed evidentemente state chiusi nelle vostre stanze e non avete più alcun contatto con questo Paese.

MAIORINO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAIORINO (M5S). Signora Presidente, come ha già evidenziato la senatrice Rossomando, in questo intero articolo, dopo che il minore ha già evidentemente commesso una qualche forma di reato, si sanzionano anche i genitori. Come ha detto il collega Cataldi, potrebbe trattarsi di una famiglia disfunzionale, di una famiglia con fragilità anche economiche. Dunque, come si può pensare che irrogare una sanzione economica ai genitori possa dare una mano a quei genitori a educare meglio il minore?

Sa cosa voglio evidenziare, signora Presidente? Questo articolo lo hanno intitolato "Disposizioni in materia di prevenzione della violenza giovanile".

Allora, o si tratta di nero sarcasmo o si tratta di un vostro evidente difetto cognitivo, perché questa è evidentemente repressione e non è in alcun modo prevenzione.

BOCCIA (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOCCIA (PD-IDP). Signor Presidente, chiedo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, dispongo la votazione, come richiesto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.3, presentato dalla senatrice Rossomando e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.4.

BAZOLI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BAZOLI (PD-IDP). Signora Presidente, abbiamo presentato un emendamento che modifica il decreto Caivano. Noi non siamo pregiudizialmente ostili all'idea di responsabilizzare i genitori, però non siamo d'accordo sul fatto che ci sia una sanzione di natura oggettiva. Questo è il punto.

Con questo emendamento noi introduciamo una forma di responsabilizzazione: nei confronti dei genitori il questore può applicare la sanzione amministrativa, salvo che non provino di non aver potuto impedire il fatto.

Nel vostro testo di legge invece c'è l'automatismo, si continua a ragionare in termini di automatismo. Se l'ammonimento non ha portato a nulla e se c'è stata una reiterazione del reato, si applica automaticamente la sanzione amministrativa. La sanzione oggettiva viola i principi ed è anche francamente del tutto inutile, perché è unicamente vessatoria e non aiuta a prevenire e a responsabilizzare i genitori.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.4, presentato dal senatore Bazoli e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.5.

BEVILACQUA (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BEVILACQUA (M5S). Signora Presidente, stiamo parlando di un articolo che vorrebbe introdurre la prevenzione della violenza giovanile e ovviamente interviene sul nucleo familiare. Ma come interviene? Interviene con una sanzione pecuniaria amministrativa. Noi chiediamo di premettere all'adozione della sanzione anche tutta quella disciplina che riguarda l'allontanamento del ragazzo dal nucleo familiare problematico, in cui evidentemente nascono e si innestano fragilità.

Chiedo, quindi, alla maggioranza di riconsiderare questo emendamento.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.5, presentato dalla senatrice Bevilacqua e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.6, presentato dal senatore Turco e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 2.7, presentato dal senatore Magni e da altri senatori, fino alle parole: «lettera a)».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 2.8 e 2.9.

Metto ai voti l'emendamento 2.10, presentato dai senatori Scalfarotto e Musolino.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.11, sostanzialmente identico all'emendamento 2.13.

VALENTE (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VALENTE (PD-IDP). Signora Presidente, rispetto al tema della responsabilità genitoriale, cui facevano prima riferimento i miei colleghi, con questo emendamento proviamo a inserire una responsabilità su un fatto oggettivo, e cioè un piano educativo, che il prefetto può chiedere al tribunale dei minorenni. Il tribunale dei minorenni sappiamo che si avvale di figure professionali altamente specializzate, che possono costruire un piano genitoriale. In quel caso vi è una responsabilità rispetto a un piano genitoriale e, quindi, a uno Stato che si avvicina e che cerca di supportare l'esercizio della responsabilità genitoriale e non chiede semplicemente una sanzione.

Questo lo dico a tutta quella propaganda fatta a proposito della famiglia nel bosco, che richiamava la responsabilità genitoriale. Abbiamo visto questo Governo cavalcare quel tipo di dramma. Oggi, in questo caso, noi proponiamo di educare e di supportare quei genitori, ma la risposta del Governo è esattamente contraria a quel tipo di manifestazione.

CUCCHI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CUCCHI (Misto-AVS). Signor Presidente, è inutile ricordare che già con il decreto-legge Caivano erano emersi dei princìpi di incostituzionalità, in quanto la responsabilità penale, civile e amministrativa è personale. Con questo provvedimento andate addirittura oltre e aggiungete addirittura una pena amministrativa.

Voglio però invitarvi a fare una riflessione seria. Quando parliamo di situazioni di disagio minorile, dobbiamo capire che si svolgono molto spesso in contesti difficili e io credo che sia - mettetevelo bene in testa - preciso dovere dello Stato garantire gli stessi diritti a tutti i suoi cittadini, soprattutto se minori. (Applausi).

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signor Presidente, intervengo su questo emendamento - ma mi riferisco anche agli ultimi che abbiamo votato - per dire che, ancora una volta, si tratta di tutta una serie di emendamenti che provano a proporre delle misure di sostegno per situazioni che spesso sono di grave disagio familiare, integrando il testo del Governo che prevede solo delle pene. Davvero fa specie che, davanti a situazioni di disagio, di difficoltà e di dolore, non ci sia alcuna altra idea da parte della maggioranza e del Governo che irrogare delle sanzioni. È veramente spiacevole e un po' mortificante.

BOCCIA (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOCCIA (PD-IDP). Signor Presidente, chiedo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, dispongo la votazione, come richiesto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.11, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 2.13, presentato dalla senatrice Cucchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.14.

GAUDIANO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GAUDIANO (M5S). Signor Presidente, chiedo di poter aggiungere la firma all'emendamento 2.14.

PRESIDENTE. Senatore De Cristofaro, accoglie la richiesta della senatrice Gaudiano?

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Sì, signor Presidente.

PARRINI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PARRINI (PD-IDP). Signor Presidente, noi sosteniamo l'emendamento 2.14 con grande convinzione, perché pone nuovamente alla nostra attenzione il problema di fare, per la sicurezza e contro la devianza giovanile, cose concrete che funzionino, che implichino lo stanziamento di risorse e che non si basino sulla decretazione-spettacolo e sull'idea che si possa creare deterrenza vera semplicemente facendo del panpenalismo a poco prezzo.

È quindi importante che venga ribadito in questo emendamento che è necessario costruire dei patti e dei progetti educativi che vedano unite la magistratura minorile, le famiglie, la scuola, i servizi sociali, e che questo porti a progetti di sostegno alla genitorialità che siano individualizzati e che siano progetti di recupero educativo e sociale. Se vogliamo essere concreti, bisogna fare questo. Se vogliamo soltanto fare della legislazione dimostrativa e simbolica per cavalcare l'onda d'ansia del momento che percorre la società, si può continuare con decreti come questo, che sono uguali a quelli precedenti e che fallirà, come hanno fallito gli altri venuti prima di esso. (Applausi).

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signor Presidente, intervengo solo per ringraziare i colleghi che hanno colto lo spirito di questo emendamento e dei tanti emendamenti anche successivi che insistono sullo stesso tema.

Si dice una cosa molto semplice, ossia che la violenza minorile si combatte anche con l'educazione, e non solo con la repressione. È una cosa che - mi pare di poter dire - i Gruppi di opposizione hanno compreso e condividono, mentre da parte della destra, da tre anni a questa parte, c'è una assoluta insensibilità su questo punto. Il risultato è che le carceri minorili, con tutti questi decreti, si sono riempite a dismisura di persone, ma purtroppo la violenza giovanile non è diminuita.

BOCCIA (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOCCIA (PD-IDP). Signor Presidente, chiedo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, dispongo la votazione, come richiesto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.14, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.15.

BEVILACQUA (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BEVILACQUA (M5S). Signora Presidente, mi appello ai garantisti della maggioranza. Chiediamo semplicemente di modificare la previsione, inserendo che possa essere applicata la sanzione amministrativa nei confronti del soggetto che esercita la responsabilità genitoriale qualora sia accertata la violazione degli obblighi di vigilanza o educazione. Dove è finito il garantismo della maggioranza? Si infrange contro la propaganda? Me lo chiedo. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.15, presentato dalla senatrice Damante e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.16.

CATALDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CATALDI (M5S). Signora Presidente, l'emendamento 2.16 si collega a quello precedente, che voleva togliere l'automatismo della sanzione e inseriva, infatti, l'espressione «può essere sanzionato». In questo caso, comunque, si entra nel merito; non sono sanzioni che scattano sic et simpliciter.

Mi sentirei, a questo punto, anche di dare un suggerimento alla maggioranza: cambiate almeno il titolo di questo articolo, perché voi parlate di prevenzione della violenza giovanile. Scrivete: «repressione della violenza giovanile»; infatti, i soggetti e i mezzi di intervento, quali sono? Li leggiamo: il prefetto, il questore, le multe ai genitori. In tutto il decreto-legge c'è soltanto questo. Se non cambiate il titolo, allora mettete più educatori, più psicologi, più mediatori. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.16, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.17, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 2.18.

MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAGNI (Misto-AVS). Signora Presidente, come ho detto prima, noi saremmo per l'abolizione di questo articolo, ma almeno conteniamolo. Di fronte a famiglie disagiate, porre una sanzione vorrebbe dire sostanzialmente incentivare il loro disagio. Oltre ad avere problemi nella gestione dei figli, in questo caso i padri e le madri devono "arrangiarsi" per rispondere alle sanzioni. Quindi, siamo per abolirle.

PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 2.18, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, fino alle parole: «dalle seguenti».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.19.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.20.

CUCCHI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CUCCHI (Misto-AVS). Signora Presidente, noi riteniamo che sia assolutamente ragionevole fare questo inserimento. Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo punire e basta, anche nelle situazioni in cui il genitore dimostri di essersi attivato? E non solo: se il genitore ha chiesto e attivato il sostegno dei servizi sociali competenti, che molto spesso - Presidente - non intervengono, in quel caso, di fronte al fallimento dello Stato, deve comunque pagare? Ripeto che parliamo di genitori di famiglie disagiate.

NICITA (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICITA (PD-IDP). Signora Presidente, il contenuto è già stato illustrato. Chiedo alla maggioranza di votare a favore, dopo che per mesi siamo stati invasi da trasmissioni televisive che ci hanno spiegato come poter svolgere fabbisogni educativi e biologici all'interno di un bosco, non meglio identificato, e dopo che quella famiglia, rispetto a tutte le altre famiglie italiane, è stata ospitata dal Presidente di questa istituzione, che dovrebbe - per l'appunto - rappresentare tutta l'istituzione, come simbolo di una libertà che non solo non prevede l'intervento dello Stato, ma nemmeno quei requisiti minimi cui la nostra Costituzione ci obbliga nei confronti dei cittadini italiani, ancorché minori.

Questo emendamento semplicemente vi invita alla coerenza e a spiegare come mai, ogni volta che parliamo di bambini, che sia il bosco o che sia Bibbiano, c'è solo la propaganda. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.20, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.21 (testo corretto).

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signora Presidente, intervengo sull'emendamento 2.21, ma riguarda anche il 2.20. Ho chiesto la parola semplicemente per rassicurare il senatore Nicita che ha citato la famiglia del bosco. Senatore, stia tranquillo: alla maggioranza della famiglia del bosco non interessa nulla. Non gliene frega niente. (Applausi).

PRESIDENTE. Senatore De Cristofaro, si rivolga sempre alla Presidenza quando interviene in Aula.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Era solo una strumentalizzazione politica. Della famiglia del bosco non parla più, nessuno. Tele Meloni ha dato alla famiglia del bosco, prima del referendum, tipo 77 ore di trasmissione in quattro giorni; ora lo sa quante sono le trasmissioni sulla famiglia del bosco: zero minuti. (Applausi).

CATALDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CATALDI (M5S). Signora Presidente, solo una parola, ma vorrei rivolgermi anche ai colleghi giuristi che siedono nei banchi della maggioranza. Un ordinamento giuridico serio deve punire delle condotte, nella misura in cui ci sono delle colpe, c'è del dolo. Voi qui state respingendo tutti gli emendamenti che inseriscono un correttivo proprio in quella direzione. Voi punite a prescindere: esiste il fatto e il genitore non può giustificarsi in alcuna maniera. State anche respingendo questo emendamento che dice sostanzialmente che la punizione ci può essere, salvo che dimostrino di non aver potuto evitare il fatto. Quindi, rispondono "punto e basta". Un ordinamento giuridico serio non se lo può permettere. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.21 (testo corretto), presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.22, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.3000, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori.

È approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.24, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.25.

GAUDIANO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GAUDIANO (M5S). Signora Presidente, l'emendamento 2.25 interviene sempre sul tema della responsabilità genitoriale e vuole concorrere a creare fattispecie normative che debbono avere un carattere non solo sanzionatorio, ma sicuramente anche rieducativo.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.25, presentato dalla senatrice Aloisio e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.26, presentato dalla senatrice Bilotti e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.27.

MAIORINO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAIORINO (M5S). Signora Presidente, le chiedo veramente 20 secondi per leggere questo emendamento ai colleghi e alle colleghe: «Nei procedimenti di ammonimento adottato ai sensi dei commi 2 e 5 il questore può disporre, in alternativa alla sanzione amministrativa, l'invio dei genitori a programmi di mediazione, di educazione alla legalità o di sostegno alla genitorialità predisposti dai servizi sociali territoriali».

Ora, voi mi dovete spiegare una valida ragione al mondo per cui un emendamento del genere possa essere respinto in un articolo - ripeto - che si chiama «prevenzione della violenza giovanile». Se voi respingete questo emendamento, significa che non avete la minima intenzione di prevenire alcunché, ma volete soltanto andare, come sempre, col pugno d'acciaio e reprimere, reprimere, reprimere, con il risultato che vediamo tutti i giorni che la criminalità aumenta invece di diminuire. (Applausi).

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signor Presidente, desidero solo dichiarare il nostro voto a favore di questo emendamento, così come di quello successivo, mettendo in luce che si tratta di una questione non solo di umanità, che pure non guasterebbe, ma anche di efficacia. Se non si interviene anche sulla dimensione educativa e sul reinserimento del ragazzo, è molto difficile, se non impossibile, che la mera sanzione penale produca un qualche beneficio per la collettività e naturalmente per il ragazzo medesimo.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.27, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.28.

MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAGNI (Misto-AVS). Signor Presidente, sottolineo quello che già è stato detto prima. Sostanzialmente, non si capisce perché si voti contro un emendamento che prevede che, di fronte a un minore con difficoltà e mancanze, intervengano i servizi proposti sul terreno educativo. Davvero, è incomprensibile come si faccia a respingere un emendamento di questo genere che opera in termini preventivi, in sostanza cercando di prevenire e non solamente di punire. Questa idea, però, davvero voi non ce l'avete proprio in testa.

PIRRO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRRO (M5S). Signor Presidente, io mi permetto di puntualizzare un aspetto rispetto a quello che ha detto prima la collega Maiorino. Non è che questa maggioranza non ha intenzione di prevenire: è che evidentemente proprio non capisce il significato del termine prevenzione. Prevenzione, infatti, vuol dire agire prima per evitare che qualcosa accada. Se fai un ammonimento, lo stai facendo a qualcuno che qualcosa l'ha già compiuta. Quindi, non stai prevenendo nulla.

Abbiamo proprio frainteso il significato dei termini della lingua italiana. Per questo motivo, questo articolo andrebbe buttato nel cestino, insieme a tutto il resto del decreto. (Applausi).

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signor Presidente, meriterebbero davvero un intervento della maggioranza e del Governo questi ultimi due emendamenti. In quest'ultimo, a prima firma del senatore De Cristofaro, non c'è neanche la previsione della alternatività.

Qui non si prevede, cioè, che il questore possa, in alternativa all'assenso alla sanzione, sottoporre il ragazzo o la ragazza a un percorso educativo. Qui si prevede che, nel momento in cui viene predisposto l'ammonimento, vi sia l'automatica segnalazione all'istituto scolastico e ai servizi sociali territoriali perché si attivi appunto un percorso educativo e di prevenzione.

Quindi, non c'è neanche il tema della possibile attenuazione della sanzione. Qui c'è soltanto qualche cosa di assolutamente ragionevole e di estremo buonsenso, che io credo imponga, da parte di chi si oppone a questa misura, almeno di prendere la parola e di spiegare quali sarebbero le ragioni per non inserire almeno questo banalissimo e ragionevolissimo dispositivo.

Signor Presidente, chiedo inoltre di poter aggiungere la firma a questo emendamento.

PRESIDENTE. Poiché i presentatori hanno manifestato il loro assenso, la sua richiesta si intende accolta.

Colleghi, vi prego di contenere le dichiarazioni di voto in un minuto. Poiché i Gruppi di opposizione hanno esaurito tutto il tempo a disposizione, la Presidenza sta sì concedendo tempo aggiuntivo, ma consideriamo il fatto che abbiamo mille emendamenti da votare.

BOCCIA (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOCCIA (PD-IDP). Signora Presidente, chiedo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, dispongo la votazione, come richiesto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.28, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Metto ai voti l'emendamento 2.29, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.30.

SIRONI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SIRONI (M5S). Signora Presidente, dopo questo approfondimento circa l'inopportunità, se non addirittura dell'incostituzionalità, dell'intervento del Governo in questo caso arriviamo alla destinazione dei soldi raccolti con questa sanzione. Come già accaduto per l'articolo precedente, anche in questo si prevede che i fondi raccolti vadano nelle casse del Ministero dell'interno per pagare gli straordinari dei propri dipendenti. Direi che a questo punto veramente la situazione è eclatante, perché se in un articolo intitolato: «Disposizioni in materia di prevenzione della violenza giovanile» destinate i fondi a pagare gli straordinari dei dipendenti del Ministero dell'interno anziché a un fondo per le politiche giovanili, veramente avete raschiato il fondo. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.30, presentato dalla senatrice Sironi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.31, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.32, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.33.

CUCCHI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CUCCHI (Misto-AVS). Signora Presidente, io mi aspetto che questo emendamento venga approvato, altrimenti dobbiamo prendere atto una volta per tutte, semmai ce ne fosse ancora bisogno, che questo Governo e questa maggioranza hanno seri problemi con la prevenzione. Infatti, colleghi, se noi preveniamo la realizzazione di un reato, vuol dire che abbiamo meno situazioni di emergenza, vuol dire che abbiamo un nemico in meno a cui addossare tutte le responsabilità dei fallimenti di questo Governo e questo diventa un problema per il Governo e per la maggioranza. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.33, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.

Non è approvato.

PIRONDINI (M5S). Chiediamo la controprova.

PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.34, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 2.35, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, fino alle parole: «dalle seguenti».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.36.

Metto ai voti l'emendamento 2.37, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.38, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.39, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.3001.

ROMEO (LSP-PSd'Az). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROMEO (LSP-PSd'Az). Signora Presidente, chiedo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, dispongo la votazione, come richiesto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.3001, presentato dal senatore Cantalamessa e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Metto ai voti l'emendamento 2.43, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.44, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 2.45, presentato dalla senatrice Cucchi e da altri senatori, fino alle parole: «di minori».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 2.46 a 2.49.

Metto ai voti l'emendamento 2.50, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 2.51 e 2.52 sono improcedibili.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.53.

LOPREIATO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LOPREIATO (M5S). Signora Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori. Lei ha appena dichiarato gli emendamenti 2.51 e 2.52 improcedibili, giusto?

PRESIDENTE. Sì, stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione gli emendamenti 2.51 e 2.51 sono improcedibili.

LOPREIATO (M5S). In base all'articolo 102-bis del Regolamento leggo che «gli emendamenti che importino nuove o maggiori spese o diminuzione di entrate, per i quali la 5ª Commissione permanente abbia espresso parere contrario motivando la sua opposizione con la mancanza della copertura finanziaria prescritta dall'articolo 81, terzo comma, della Costituzione, non sono procedibili, a meno che dieci Senatori non ne chiedano la votazione». A questo punto, chiedo che siano messi in votazione con l'appoggio di dieci senatori.

PRESIDENTE. Senatrice Lopreiato, nessuno ne ha chiesto la votazione e siamo passati oltre. Per il futuro, se esamineremo emendamenti improcedibili se ne potrà chiedere la votazione.

LOPREIATO (M5S). Signora Presidente, appena li ha citati le ho fatto cenno ma lei non mi ha vista, perciò mi sono alzata, ma è andata oltre.

PRESIDENTE. Non possiamo tornare indietro, siamo già passati alla votazione dell'emendamento 2.53.

LOPREIATO (M5S). Sì, signora Presidente, però non lo abbiamo ancora votato.

PRESIDENTE. L'emendamento 2.51 lo avevo già dichiarato improcedibile e siamo passati oltre, ma non avendo ancora votato l'emendamento 2.53, torniamo all'emendamento 2.52.

Passiamo nuovamente all'emendamento 2.52, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

LOPREIATO (M5S). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.52, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Metto ai voti l'emendamento 2.53, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.54, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Per quanto riguarda gli ordini del giorno, chiedo al senatore Cataldi se accetta le riformulazioni proposte dal Governo per gli ordini del giorno a sua firma.

CATALDI (M5S). Signora Presidente, non le accetto, anche perché non vorrei che poi questa adesione del Governo rappresentasse soltanto una dichiarazione di principio. Noi avevamo presentato questi ordini del giorno in cui c'era un invito ad attivare nuove iniziative, non a proseguire una strada che in realtà non ha prodotto alcun risultato. Insisto pertanto per la loro votazione.

PIRRO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRRO (M5S). Signora Presidente, chiedo di poter aggiungere la mia firma a tutti gli ordini del giorno presentati dal senatore Cataldi.

PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.

Metto ai voti l'ordine del giorno G2.1, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'ordine del giorno G2.2, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'ordine del giorno G2.3, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'ordine del giorno G2.4, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'ordine del giorno G2.5, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G2.6.

PIRRO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRRO (M5S). Signora Presidente, se non erro su questo ordine del giorno c'era un parere favorevole sul primo impegno e invece una contrarietà sul secondo, mi pare che il Sottosegretario confermi.

Vi leggo l'impegno sul quale il Governo ha espresso parere contrario: «a potenziare i programmi di reinserimento sociale per i minori che hanno scontato la pena, tramite la riqualificazione professionale, l'avviamento all'attività lavorativa, nonché incentivi fiscali alle imprese che assumono ex detenuti». Come diavolo si fa a esprimere un parere contrario su questo impegno? Io mi domando come si faccia. (Commenti).

PRESIDENTE. Senatrice Pirro, la prego di usare sempre un linguaggio consono in quest'Aula. Il Governo, come lei ha specificato, ha espresso un parere favorevole al primo impegno e contrario al secondo, però non è stata accettata la riformulazione, quindi lo stiamo mettendo in votazione con parere contrario.

Metto ai voti l'ordine del giorno G2.6, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.

Non è approvato.

Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G2.7 non verrà posto ai voti.

Metto ai voti l'ordine del giorno G2.8, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'ordine del giorno G2.9, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.

Non è approvato.

Gli emendamenti da 2.0.2 a 2.0.19 sono improponibili.

Metto ai voti l'emendamento 2.0.20, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'emendamento 2.0.3000, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

LOPREIATO (M5S). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.3000, presentato dalla senatrice Floridia Barbara e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 3 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 3.1, 3.2 e 3.3. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 3.3000. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 3.4, 3.7, 3.8, 3.9, 3.10, 3.11, 3.12, 3.13, 3.14, 3.15, 3.16, 3.3001, 3.3002 e 3.19. Chiedo l'accantonamento dell'emendamento 3.0.3000.

PRESIDENTE. Signor Sottosegretario, le segnalo che sull'emendamento 3.0.3000 è stato espresso parere contrario dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Metto ai voti l'emendamento 3.1, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 3.2, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

L'emendamento 3.3 è improponibile.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.3000.

BAZOLI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BAZOLI (PD-IDP). Signora Presidente, qui si interviene sul codice penale, modificando in maniera significativa l'articolo 624-bis (furto aggravato). Praticamente si modifica una norma del codice penale senza che di fatto ci sia stata alcuna interlocuzione o alcuna discussione in Parlamento. Non solo siamo nell'ambito di un decreto-legge, che già comprime di per sé la discussione a causa dei tempi molto stretti, ma lo si fa con un emendamento in Aula.

State facendo una cosa che impedisce totalmente un'interlocuzione sulla modifica di una norma del codice penale, quindi di una norma che incide evidentemente in maniera rilevante e pesante sulla libertà personale. Non si può agire in questo modo quando si modificano norme del codice penale. È una cosa inaccettabile, ma voi la state reiterando e continuando a fare da quando è iniziata questa legislatura. (Applausi).

ROMEO (LSP-PSd'Az). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROMEO (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, chiedo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, dispongo la votazione, come richiesto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.3000, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Risulta pertanto precluso l'emendamento 3.4.

Saluto ad una rappresentanza di studenti

PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti del Liceo statale «Vittoria Colonna» di Roma, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1818 (ore 12,35)

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.7, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.8.

ROSSOMANDO (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROSSOMANDO (PD-IDP). Signora Presidente, qui siamo di nuovo a un uso simbolico del penale, perché si tratta di una serie di interventi per punire fattispecie già previste dal codice penale, aumentando di un po' pene già gravissime. Capisco che citare il ministro Nordio in questo momento avete visto che non vi porta benissimo, però ve l'ha spiegato proprio lui dalle pagine de «Il Foglio»: non ha nessunissima efficacia dissuasiva l'aumento delle pene. In compenso, state creando un barocco del diritto penale che serve a dare qualche segnale. Che cosa c'è di più antigarantista dell'uso simbolico del diritto penale? È vero che non potete più riprendere gli argomenti che vi ha bocciato il referendum, però non è vero che non potete almeno continuare a discutere, forse un po' meglio, di che cos'è il vero garantismo. Non è che adesso non ne parlate più dopo che avete perso il referendum. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.8, presentato dalla senatrice Rossomando e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 3.9.

NICITA (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICITA (PD-IDP). Signor Presidente, intervengo per aggiungere all'argomento della collega Rossomando sull'uso simbolico e del tutto inefficace della deterrenza che un principio assolutamente condiviso da chi si occupa di deterrenza è che il concetto di deterrenza marginale non cambia gli incentivi al rispetto delle norme. Vieppiù, quando si alzano le sanzioni per tutto, significa semplicemente che il soggetto che viola la legge è disposto a sopportare rischi maggiori. Questo lo diceva già Beccaria e lo dico ai giuristi che ci sono in Aula: quando si fa una definizione delle sanzioni, bisogna vedere come queste incidono sugli incentivi; incrementare le sanzioni genera incentivi perversi non alla riduzione dell'azione, ma al suo incremento. (Applausi).

PIRRO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRRO (M5S). Signora Presidente, mi collego a quanto detto poc'anzi dal senatore Nicita, precisando ulteriormente che un inasprimento così generalizzato delle pene e delle sanzioni non ha un effetto deterrente, perché il soggetto che delinque la maggior parte delle volte pensa di farla franca, quindi aguzza l'ingegno per trovare dei modi e delle vie per farla franca, non facendosi in alcun modo frenare dall'aumento delle pene. Tutti gli studi sociologici dimostrano che l'effetto di questo tipo di provvedimenti è del tutto nullo, ma voi continuate su una strada sbagliata a rotolare lungo il pendio. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 3.9, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, fino alle parole: «dalle seguenti».

Non è approvata.

Risulta pertanto precluso l'emendamento 3.10.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.11.

CATALDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CATALDI (M5S). Signora Presidente, questo articolo, secondo me, andrebbe soppresso, perché non introduce nulla di nuovo e si limita semplicemente a inasprire le pene, come dicevano alcuni colleghi. Vorrei far fare una riflessione a questa maggioranza: se c'è un reato, ad esempio, punito con cinque anni di reclusione, non è che chi lo va a commettere va a guardare il codice e dice: se la pena è di cinque anni, lo posso commettere, se sono sette è un po' troppo. Voi qui state inserendo oltretutto squilibri sanzionatori preoccupanti. Voi dite che tre ragazzi che vanno a rapinare la filiale di un ufficio postale in un quartiere di periferia rischiano fino a venticinque anni di reclusione, che sono più del minimo previsto per un omicidio, che è di ventun anni. Se gli stessi ragazzi compiono uno stupro di gruppo nei confronti di una ragazzina, rischiano quattordici anni. Ma capite che state fuori dal mondo? State distruggendo l'equilibrio sanzionatorio del nostro sistema penale. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.11, presentato dalla senatrice Damante e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.12.

ROSSOMANDO (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROSSOMANDO (PD-IDP). Signora Presidente, l'emendamento 3.12 interviene sulla vexata quaestio del divieto di bilanciamento tra circostanze attenuanti e circostanze aggravanti. Io vorrei dirvi sommessamente: fatevi una ragione del fatto che la Costituzione esiste ancora. La Costituzione esiste e sul punto del bilanciamento delle circostanze la Corte costituzionale si è pronunciata almeno tre volte in modo nettissimo, perché questi automatismi violano in maniera chiarissima e frontale il principio costituzionale della personalità della pena e del fatto che deve essere valutato l'evento nel suo complesso e l'elemento soggettivo, dando al giudice la possibilità di graduare la pena in relazione a questi elementi. (Richiami del Presidente).

Continuare sempre a sventolare la bandiera della faccia feroce, a fare norme che violano la Costituzione, per sentirvele poi rimandare elegantemente indietro, oltre che creare un continuo conflitto con le corti nazionali e internazionali, significa ignorare il sistema in cui ci si muova e ignorare anche qual è l'approccio costituzionale - e ho concluso - al diritto penale. Ma noi, tutte le volte che avete introdotto questi automatismi, ve li abbiamo poi, per fortuna, rimandati indietro, quando siamo tornati al Governo, come avverrà a breve.

PRESIDENTE. La senatrice Camusso chiedere di poter aggiungere la propria firma all'emendamento 3.12. Le Presidenza ne prende atto.

BOCCIA (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOCCIA (PD-IDP). Signor Presidente, chiedo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, dispongo la votazione, come richiesto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.12, presentato dal senatore Bazoli e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.13.

GAUDIANO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GAUDIANO (M5S). Signora Presidente, l'emendamento interviene nel correggere una stortura del testo, in quanto la previsione del decreto-legge fa riferimento al quinto comma dell'articolo 628 del codice penale, al fine di escludere la possibilità di procedere al bilanciamento con eventuali circostanze attenuanti; con lo scopo di restituire coerenza normativa, si dispone, al secondo comma, il meccanismo espresso di divieto di bilanciamento.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.13, presentato dal senatore Croatti e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.14.

MAIORINO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAIORINO (M5S). Signora Presidente, colgo l'occasione di questo emendamento che specifica cosa significa e come sarebbe effettivamente organizzato questo gruppo di tre rapinatori per denunciare in quest'Aula davvero cosa sta succedendo, al di là delle parole e delle condanne roboanti che talvolta sento da questa maggioranza, rispetto alla violenza di genere e alla violenza sulle donne. Voi state istituendo un reato di rapina di gruppo di almeno tre persone che vale soltanto per le banche, per gli sportelli bancomat e per le Poste, la cui pena arriva fino a 25 anni, mentre la violenza sessuale di gruppo su una donna arriva fino a 12 anni (Applausi). Per voi rapinare una banca è il doppio più grave che violentare una donna. (Applausi). Questi sono fatti, non sono parole. Questi sono i fatti di questa maggioranza. State sconquassando il codice penale e state sconquassando anche la logica e la ragionevolezza (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.14, presentato dalla senatrice Damante e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.15.

LOPREIATO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LOPREIATO (M5S). Signora Presidente, non posso non intervenire, tenuto conto della dichiarazione fatta anche ora dalla mia collega Maiorino. Ecco perché era importante che la Commissione giustizia fosse coinvolta in questo provvedimento, perché vengono toccati gli equilibri delle varie sanzioni per ogni condotta delittuosa. Era necessario un coinvolgimento, un esame più attento, così come un esame più attento reclamava anche l'emendamento 3.3. Mi dispiace che sia stato dichiarato improponibile, ma anche in quel caso bisognava in qualche modo coinvolgere la Commissione giustizia, perché l'Europa ci chiede di reintrodurre il reato di abuso di ufficio.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.15, presentato dalla senatrice Lopreiato e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 3.16, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 3.3001, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 3.3002, presentato dalla senatrice Lopreiato e da altri senatori.

Non è approvato.

Gli emendamenti 3.17 e 3.18 sono improponibili.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.19.

MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAGNI (Misto-AVS). Questo emendamento ci porrebbe, se accettato, nelle condizioni ogni anno di fare una discussione su cosa davvero ha prodotto questo articolo. Con esso si chiede di fare una relazione per avere dei dati di comportamento e per poter giudicare che cosa ha prodotto la legge e quali sono le possibili correzioni. Non viene accettato e si dice di no. È un fatto puramente ideologico, non c'entra niente il merito che stiamo discutendo. Il dato vero è che voi avete deciso e continuate ad andare avanti pensando a una logica puramente punitiva, senza fare un minimo di riflessione sul fatto che forse si potrebbe anche cambiare idea di fronte ai fatti, perché i fatti non sono quelli che voi descrivete, visto che voi li descrivete da un punto di vista pregiudiziale e preventivamente punitivo, perché l'unica logica per voi non è la prevenzione, ma la punizione. Questo è uno Stato che noi non accettiamo. (Applausi).

CAMUSSO (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CAMUSSO (PD-IDP). Signora Presidente, intervengo per sottoscrivere, come Gruppo del Partito Democratico, questo emendamento e anche per sottolinearne l'importanza. Come tutti sappiamo, siamo più o meno al quarto decreto sicurezza e non c'è mai stata una valutazione degli effetti che queste misure hanno determinato. Credo invece che sarebbe un segno di maturità del Paese fare un bilancio di che cosa hanno determinato le norme, in caso correggerle e comunque avere una valutazione degli effetti. (Applausi).

PIRRO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRRO (M5S). Signora Presidente, intanto io e la collega Bevilacqua chiediamo di aggiungere la firma a questo emendamento. A noi sembra di assoluto buon senso; capisco che dal Ministero dell'interno ci sia difficoltà a divulgare i dati, infatti aspettiamo ancora la relazione del ministro Piantedosi sul numero di reati commessi.

Se non sbaglio, anche su questo in Commissione il sottosegretario aveva detto che questo tipo di informazioni già le danno. A me non risulta che sia così. Se non hanno nulla da nascondere, sono convinti della bontà dei propri provvedimenti e dei risultati che riescono a raggiungere, dovrebbero essere contenti di venire poi in quest'Aula a vantarsene. Se invece non lo vogliono fare è perché sanno che questo è l'ennesimo fallimento del Governo Meloni.

BOCCIA (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOCCIA (PD-IDP). Signora Presidente, chiedo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, dispongo la votazione, come richiesto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 3.19, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori e sottoscritto dal gruppo del PD, dalla senatrice Pirro e dalla senatrice Bevilacqua.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 3.0.3000 è improcedibile.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 4 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 4.1 ed un invito al ritiro sull'emendamento 4.2. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 4.3, 4.4, 4.5, 4.6, 4.7, 4.8, 4.9, 4.10, 4.11, 4.12, 4.13, 4.14, 4.15, 4.16, 4.17, 4.18, 4.19, 4.20, 4.21, 4.22, 4.23, 4.24, 4.25, 4.26, 4.27, 4.28, 4.29, 4.30, 4.31, 4.32, 4.33, 4.34, 4.35, 4.36, 4.37, 4.38, 4.39, 4.40, 4.41, 4.42, 4.43, 4.44, 4.45, 4.46, 4.47, 4.48, 4.49, 4.50, 4.51, 4.52, 4.53 e 4.55.

Esprimo parere favorevole all'emendamento 4.3000.

Esprimo parere contrario sugli emendamenti 4.56, 4.57, 4.58, 4.59, 4.60, 4.61, 4.62, 4.63, 4.64, 4.65, 4.66, 4.67, 4.68, 4.69, 4.70, 4.72 e 4.73.

Esprimo parere favorevole all'emendamento 4.74, se riformulato come l'emendamento 4.3000.

Esprimo parere contrario sugli emendamenti 4.76, 4.77 e 4.78.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.1.

MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAGNI (Misto-AVS). Signor Presidente, siamo all'articolo clou, quello che, secondo noi, rappresenta il cuore politico di questo provvedimento. Sostanzialmente, siamo di fronte a un passaggio dallo Stato di diritto allo Stato di sospetto.

È previsto che un prefetto possa individuare delle zone ed escludere l'ingresso a persone denunciate in pregresso, segnalate dalla polizia e soggette a valutazioni discrezionali di pericolosità: mai condannate, quindi, ma in qualche modo sospettate.

Questo vuol dire mettere in discussione l'articolo 27 della Costituzione, l'articolo 16, sulle libertà individuali e di circolazione, e l'articolo 13, sulle libertà personali. Siamo di fronte al fatto che si mette in discussione il diritto delle persone e l'applicazione delle norme costituzionali. Questo è il dato, in sostanza.

In sostanza pensate di poter fare quello che è stato fatto a Genova nel 2001, quando sono state negate le libertà alle persone, che sono state trattate in un certo modo.

Per questa ragione, noi pensiamo che ovviamente il decreto-legge che avete presentato andrebbe cancellato per intero, però questo articolo ne è davvero il cuore, perché in esso si attacca il diritto a manifestare, a esprimere il proprio dissenso, il diritto ad essere liberi in questo Paese. Questo è il dato: uno Stato di polizia. Per queste ragioni siamo contrari a questa cosa, perché, anziché affrontare i temi, voi pensate di reprimere e questo non ve lo permetteremo mai, mai, mai! (Applausi. Commenti). Il popolo italiano ve lo ha già dimostrato! (Applausi. Commenti).

CATALDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CATALDI (M5S). Signora Presidente, intanto chiedo di aggiungere la mia firma a questo che è un emendamento soppressivo. Questo è davvero un capolavoro del diritto per approssimazione, del diritto per sentito dire. Avete inserito dei concetti, come la flagranza differita. Mi dicono che non si sente.

PRESIDENTE. Non si sente perché c'è molto brusio di sottofondo. Vi prego, colleghi. Vada avanti, chiudiamo in un minuto, senatore Cataldi.

CATALDI (M5S). Mi faccia solo dire che viene introdotto anche un argomento che non è un concetto giuridico: è la persona insistentemente molesta che può essere allontanata. Questo è un giudizio estetico, non giuridico: qual è la persona insistentemente molesta, il venditore di rose che ce l'ha chiesto due volte, il mendicante? State facendo cose fuori dal mondo. Questo provvedimento va cancellato. (Applausi).

PATUANELLI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PATUANELLI (M5S). Chiedo di aggiungere la mia firma all'emendamento 4.1.

PRESIDENTE. Aggiungiamo le firme dei senatori Patuanelli e Floridia Barbara. La Presidenza invita a comunicare le richieste di aggiunta di firma per alzata di mano: senatrice Lopreiato, senatrice Maiorino, fate pervenire la richiesta di aggiunta firma alla Presidenza, per favore.

BOCCIA (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOCCIA (PD-IDP). Signora Presidente, aggiungiamo le firme di tutti i componenti del Gruppo PD.

Chiedo inoltre che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PIRONDINI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRONDINI (M5S). Signora Presidente, per evitare la prassi di inviarle le richieste di aggiunta firme, le comunico io che aggiungiamo le firme di tutto il Gruppo MoVimento 5 Stelle.

PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto. Ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, dispongo la votazione, come richiesto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.1, presentato dalla senatrice Cucchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

L'emendamento 4.2 è ritirato.

Metto ai voti l'emendamento 4.3, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.4, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

PIRONDINI (M5S). Chiediamo la controprova.

PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.5.

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signora Presidente, intervengo solo per richiamare l'attenzione sul fatto che in questo emendamento si fanno salvi il diritto di sciopero e la libertà di riunione. Sono esplicitazioni che dovrebbero essere considerate pleonastiche, ma proprio per questo non c'è ragione per non approvarle, se l'intento del provvedimento non è quello di introdurre surrettiziamente uno Stato di polizia. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.5, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.6.

CATALDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CATALDI (M5S). Signor Presidente, questo emendamento non fa altro che sostituire a un giudizio semplicemente estetico un criterio giuridico e quindi indica sostanzialmente che ci debbano essere comportamenti violenti o minacciosi. Voi state compiendo l'assurdo, perché sostanzialmente state dicendo che con questo provvedimento nelle nostre città non ci saranno più mendicanti, venditori di rose o lavavetri, ma vi ostinate - questo sì, in modo insistentemente molesto - a ignorare magari l'assessore che trucca l'appalto, il faccendiere che dice di avere le conoscenze giuste e che si fa dare i soldi dai cittadini. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.6, presentato dal senatore, presentato dalla senatrice Gaudiano e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.7, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.8.

PARRINI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PARRINI (PD-IDP). Signora Presidente, intervengo semplicemente per far presente che lo scopo di questo emendamento è quello di formulare un invito alla maggioranza a fare una stesura delle norme che sia più attinente alla realtà. Francamente, crediamo che si siano fatte formulazioni eccessivamente vaghe da una parte e molto fuori mira dall'altra. Il continuo ricorrere, nel testo del provvedimento, della espressione «insistentemente molesti» non mi pare sia un tratto tipico di una buona legislazione. Non soltanto, quindi, condividiamo l'emendamento precedente che mirava a definire la caratteristica del pericolo come grave, attuale e concreto, ma con questo emendamento, che ovviamente è un emendamento di piccolissima riduzione del danno, perché anche se venisse accolto non conseguirebbe nessun altro risultato, invitiamo a fare chiarezza e ad avere un po' più di rispetto per le regole della buona normazione.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.8, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.9.

BEVILACQUA (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BEVILACQUA (M5S). Signora Presidente, con questo emendamento si cerca di circoscrivere meglio la vaghezza della parola "sicurezza", per cui chiediamo che venga sostituita con l'espressione «concreto pericolo di commissione di reati». Vorrei fare un esempio concreto: se in un corteo alcuni cantano a squarciagola e sono stonatissimi, quelli sono insistentemente molesti, ma non stanno compiendo reati. (Applausi). Anche stavolta, dunque, il nostro è un appello a fare pace col cervello. (Applausi. Commenti).

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signora Presidente, sostituire l'espressione «da cui derivi un concreto pericolo per la sicurezza», con l'espressione: «da cui derivi un concreto pericolo di commissione di reati» non è soltanto una proposta ostruzionistica o un maquillage estetico, ma è un tentativo di rispettare il principio di stretta legalità e, di conseguenza, di formulare delle norme che, rischiando di limitando la libertà personale, non conferiscano alle istituzioni pubbliche un potere discrezionale del tutto sproporzionato e irragionevole.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.9, presentato dalla senatrice Guidolin e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.10, presentato dal senatore Licheri Ettore Antonio e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.11, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.12, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.13, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 4.14, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, fino alle parole: «dell'amministrazione comunale interessata».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 4.15.

Metto ai voti l'emendamento 4.16, presentato dalla senatrice Cucchi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.17, presentato dal senatore Magni e da altri senatori, identico all'emendamento 4.18, presentato dalla senatrice Cucchi e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.19.

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signora Presidente, sostituire le parole "soggetti denunciati" con "soggetti condannati" significa ridurre, in maniera a nostro avviso giusta, le possibili limitazioni a libertà fondamentali delle persone in assenza di un provvedimento giurisdizionale. La mera denuncia, secondo il testo vigente, può far scattare delle conseguenze per la limitazione della libertà personale. Invece, con l'emendamento che si propone, occorre che ci sia almeno un primo giudizio da parte dell'autorità giurisdizionale, che dovrebbe essere la sola competente a verificare il grado di effettiva pericolosità di una persona.

CATALDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CATALDI (M5S). Signora Presidente, mi sembra che anche qui siamo fuori da ogni criterio di ragionevolezza. Se respingete questo emendamento, voi state abolendo il garantismo, perché dite che una denuncia, anche infondata, anche fatta per dispetto, può diventare un criterio per subire delle conseguenze legali. Ora, io rimango stupito, perché questo arriva anche da una forza di maggioranza che si è sempre dichiarata garantista. Allora mi sta avvenendo un sospetto: non sarà che non serve più il garantismo, perché tutti i reati che riguardano i colletti bianchi li avete cancellati? (Applausi. Commenti).

MUSOLINO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MUSOLINO (IV-C-RE). Signora Presidente, l'emendamento 4.19 riporta l'attenzione su un principio fondamentale di diritto. Stabilire che si possa applicare un provvedimento a un soggetto che è stato meramente denunciato vuol dire aprire le strade all'arbitrarietà, perché la denuncia è notoriamente un atto di parte. Dopo la denuncia il soggetto denunciato non è neanche a conoscenza di essere stato denunciato; lo scoprirà soltanto se riceverà un avviso di garanzia o un'informazione con la quale viene avvisato che contro la denuncia presentata è stata proposta l'archiviazione. Fino a quel momento il soggetto denunciato non ha neanche cognizione di essere stato denunciato. Quindi davvero si sconfina sull'arbitrarietà; e, soprattutto, come si dovrebbe applicare una norma del genere? Chi sa che quel soggetto è stato denunciato? Davvero credo che questo sia un emendamento volto a riportare almeno un minimo di legalità e di linearità in questo provvedimento.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signora Presidente, è interessante il fatto che questi emendamenti vengano tutti ripetutamente bocciati. Eppure si tratta - come ha sottolineato correttamente il senatore Cataldi - di emendamenti tecnicamente garantisti. È interessante dire che questa è proprio la prova provata di come il garantismo, di cui si faceva forte la destra fino a qualche settimana fa, quando sponsorizzava le ragioni del "sì" al referendum, fosse totalmente strumentale. Non c'è, come si vede bene con questi emendamenti, nessun garantismo da parte della destra al Governo dell'Italia, ma c'è invece una tendenza esclusivamente manettara, come è stato giustamente detto, con l'idea per l'appunto che soltanto la repressione possa risolvere una serie di questioni. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.19, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.20, presentato dalla senatrice Rossomando e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 4.21.

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signor Presidente, questo emendamento, come quelli che lo hanno preceduto, si muove sulla strada di una elementare esigenza di rispetto del principio di stretta legalità e quindi del principio di garanzia per coloro che si vedono limitate determinate libertà personali. Che cosa si prevede in questo caso? Si prevede che l'irrogazione della comminazione della sanzione e quindi la limitazione della libertà di accesso a determinate zone debba avvenire solo dopo che c'è stata una valutazione individualizzata della pericolosità concreta. Dunque non si può presumere la pericolosità e limitare la libertà personale delle persone. Secondo l'emendamento che viene proposto, per giungere a questo tipo di provvedimento, occorre che ci sia una valutazione in concreto. Questi sono i capisaldi di un ordinamento garantista e rispettoso del principio di stretta legalità. (Applausi).

MAIORINO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAIORINO (M5S). Signor Presidente, in questo caso, oltre alla violazione del principio di garanzia, come ha appena illustrato il collega Giorgis, siamo alla violazione del principio di realtà e all'aberrazione giuridica. In questo articolo - ve lo abbiamo segnalato mille volte in Commissione - vietate l'accesso a persone denunciate o condannate nel corso dei cinque anni precedenti. Se si è sporta denuncia cinque anni prima e non è successo niente, quella denuncia è decaduta, quindi è un'aberrazione giuridica. Se la persona è semplicemente denunciata e magari non è neanche a conoscenza, è impensabile pensare di restringere ulteriormente la sua libertà sulla base di una denuncia di parte. Qui siamo di fronte veramente al paradosso, ma il paradosso più grande è quello che pure è già stato detto: vi definite garantisti quando vi basta una denuncia per limitare la libertà personale costituzionalmente garantita. È un'aberrazione totale.

PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 4.21, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, fino alle parole: «con sentenza».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 4.22.

Metto ai voti l'emendamento 4.23, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.24, presentato dalla senatrice Lopreiato e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.25, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.26, presentato dal senatore Lorefice e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.27.

CATALDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CATALDI (M5S). Signor Presidente, innanzitutto chiedo di poter sottoscrivere l'emendamento 4.27.

Vorrei dire ai colleghi che le norme di diritto devono essere generali e astratte, non vaghe e indefinite come questa. L'emendamento propone di risolvere una delle più grandi criticità di questo provvedimento, cioè di togliere la parola «minacciosi o insistentemente molesti», che non sono categorie giuridiche. Anzi, vi dirò di più sul termine «minacciosi»: esiste già il reato di minacce; se non c'è il reato di minacce e introducete questo concetto, cosa significa "minaccioso"? Una persona che mi sta guardando insistentemente è minacciosa? Create un'ambiguità e un'incertezza del diritto che non hanno precedenti.

GAUDIANO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GAUDIANO (M5S). Signor Presidente, chiedo anch'io di poter sottoscrivere l'emendamento 4.27.

LORENZIN (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LORENZIN (PD-IDP). Signora Presidente, a me viene un dubbio, alla luce del dibattito che stiamo facendo, anche nell'ultima mezz'ora, su questo articolo e su come viene ridisegnato il diritto penale e la certezza del diritto nel nostro Paese e su come vengono trattate alcune fattispecie di reato (con una certa approssimazione, se non con una certa confusione): che questo disegno di legge, che è stato comunicato alla Presidenza il 24 febbraio, che poi ha avuto una sua strada e che ha, tra i suoi firmatari, il Ministro della giustizia, sta denotando tutta la debolezza del Ministero della giustizia nella sua complessità. (Richiami del Presidente).

Probabilmente la vacatio di alcuni sottosegretari e il fatto che il dibattito non abbia avuto un'attenzione al profilo giudiziario e giuridico risultano evidenti se guardiamo come vengono respinti alcuni emendamenti di totale buonsenso e come sono state respinte le osservazioni fatte… (Il microfono si disattiva automaticamente).

PRESIDENTE. Senatrice, chiudiamo.

LORENZIN (PD-IDP). Chiudo dicendo che forse sarebbe proprio stato necessario un aumento di istruttoria da parte almeno dei colleghi della maggioranza che si occupano di giustizia e di diritto. (Applausi).

MUSOLINO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MUSOLINO (IV-C-RE). Signora Presidente, è evidente che qui viene istituito uno strumento di natura tecnicamente amministrativa - un provvedimento di allontanamento - che viene disposto dalle forze che operano sul territorio in particolari fattispecie di comportamento, che non hanno rilevanza penale, ma la cui valutazione è praticamente rimessa all'arbitrio del soggetto operante. Che cos'è un comportamento minaccioso? O costituisce una minaccia o non è nulla di penalmente rilevante. Che cos'è un comportamento insistentemente molesto? Poi, aggiungere un avverbio, in questo caso «insistentemente», che cosa significa? Avere chiesto ripetutamente l'elemosina? Aver chiesto insistentemente qualcosa a qualcuno? Dov'è la molestia insistente? (Richiami del Presidente).

Stiamo sconfinando nell'arbitrio, siamo al di fuori delle regole, dei princìpi generali dell'ordinamento giuridico. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.27, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.28, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.29.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signora Presidente, intervengo soltanto per dire, per suo tramite, Presidente, alla collega Lorenzin, che per noi è stato ragione di grande stupore il fatto che il Presidente del Senato abbia deciso di assegnare questo disegno di legge di conversione del decreto-legge solo alla Commissione affari costituzionali. Infatti, nei casi precedenti era stato assegnato in sede congiunta alla Commissione giustizia. Ed è un ulteriore elemento di grande preoccupazione il fatto che un provvedimento che incide così pesantemente nel diritto penale del nostro Paese sia sottratto all'esame della Commissione tecnicamente competente. Ovviamente, poi, i problemi che ne derivano, derivano anche da questa scelta, ripeto, molto originale e in discontinuità con le precedenti decisioni da parte del Presidente del Senato. Ovviamente, come dice lei, non sono ricorribili, sono definitive, ma ci lasci comunque esprimere il nostro stupore.

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signora Presidente, le decisioni del Presidente del Senato non sono ricorribili, ce l'ha detto, e non voglio tornare su questo aspetto, però forse il Governo avrebbe potuto rimediare con la propria presenza, magari col ministro Nordio in Aula, che prendeva la parola e ci spiegava per quale motivo ha ritenuto di non fornire alcuna spiegazione sui numerosi reati che vengono introdotti e anche sulle modifiche al codice di procedura penale. Il fatto che si sia deciso di non coinvolgere la Commissione giustizia e il fatto che in Commissione affari costituzionali non si sia neanche arrivati a trattare questi articoli, dimostra come noi stiamo affrontando questioni assolutamente importanti senza che i senatori abbiano avuto il tempo e la possibilità di valutare davvero che cosa stanno votando. (Applausi).

Questo - mi permetta di dirlo, Presidente - vale anche per i senatori di maggioranza. Non è solo un tema di opposizione; qui si tratta di introdurre limitazioni molto significative, senza che il Parlamento abbia potuto perlomeno discuterle, perlomeno avere piena contezza degli effetti. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.29, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.30, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.31, presentato dalla senatrice Cucchi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.32, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.33.

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signora Presidente, chiedo di sottoscrivere questo emendamento che propone, prima di introdurre delle limitazioni nell'accesso a determinate zone urbane, che si svolga un'adeguata istruttoria nella quale si mettono gli enti locali e i cittadini nella condizione di conoscere le ragioni di eventuali misure limitative della libertà, in questo caso libertà di accesso. Anche questa è una richiesta che dovremmo considerare ovvia, così come dovremmo considerare ovvio accogliere l'emendamento e quindi respingere un articolo che invece consente all'autorità di pubblica sicurezza di predisporre misure senza aver svolto un'istruttoria e senza aver messo i cittadini nella condizione di sapere le ragioni concrete di pericolosità accertata che giustifichino una limitazione della libertà.

PIRRO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRRO (M5S). Signora Presidente, chiedo di aggiungere anch'io la firma e mi domando per quale motivo non si possa approvare un emendamento così di buonsenso, come tanti altri che sono stati respinti. Mi sembra che ci sia una sorta di allergia e di intolleranza ai dati e alle questioni oggettive per suffragare una serie di provvedimenti. Immagino che un prefetto e un questore non decidano così, non si sveglino una mattina e decidano di istituire una zona rossa. Faranno un minimo di istruttoria. Allora per quale motivo non si può specificare anche da quali dati e strumenti debba essere suffragata quest'istruttoria? Non volete mettere il numero di reati, perché poi magari non sono tutti quelli che volete fantasticare? A noi sembra assurdo dare parere contrario a questo emendamento.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.33, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.34, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.35.

MARTON (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARTON (M5S). Signora Presidente, immagino che questo articolo sia stato fatto in realtà per le manifestazioni. Per com'è stato scritto, però, apre a scenari molto differenti, in quanto il prefetto può - e qui non specifica un limite di tempo - individuare zone. Quindi, anche a livello perpetuo, individuo una zona in cui ci sono molti crimini (penso alle stazioni) e individuo quella zona senza indicare per quanto tempo la posso considerare rossa e chiedo a determinate persone, ancorché non giudicate e non condannate, di stare lontano da quella zona per un tempo perpetuo.

Ora, immagino uno, semplicemente indagato, che possa abitare in una zona prospiciente alla stazione; c'è una manifestazione a cui lui neanche è interessato, deve andare a prendere un treno, ma non può andarsi a prendere un treno semplicemente perché…

PRESIDENTE. Chiudiamo, senatore Marton, per favore.

MARTON (M5S). Stavo semplicemente dicendo che c'è una fattispecie che non è stata considerata ed è il limite temporale; prevedo nell'emendamento che ci sia almeno un atto motivato per cui quella persona viene limitata nella sua libertà personale.

PRESIDENTE. Colleghi, a breve sospenderemo i lavori, come da accordo tra i Capigruppo. Cerchiamo, quindi, di mantenere un clima quanto più possibile silenzioso, perché è molto complicato lavorare così.

BAZOLI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BAZOLI (PD-IDP). Signor Presidente, noi apprezziamo molto l'abnegazione del sottosegretario Molteni, che è qui in Aula ed è stato in Commissione tutte le ore in cui siamo stati anche noi per discutere. Vorremmo, però, vedere in Aula anche il ministro Piantedosi, francamente. Se, infatti, questo provvedimento è così importante per la sicurezza del Paese, ci piacerebbe vedere anche il Ministro competente venire qui a difendere il proprio provvedimento.

Sull'emendamento 4.35, è un emendamento che cerca di dare maggiore certezza ai requisiti che giustificano una misura limitativa della libertà personale. Quando si ragiona di questi temi, io penso che qualunque emendamento che aiuti a circoscrivere meglio l'utilizzo del potere, anche limitativo della libertà personale, da parte del potere esecutivo dovrebbe essere valutato con maggiore attenzione da parte della maggioranza.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signor Presidente, mi associo a questa richiesta del collega Bazoli. Siamo alla fine dei lavori della mattina e stiamo per fare una sospensione. Quindi, anche sulla base dell'andamento dei lavori della mattinata e di tutti gli emendamenti bocciati, noi, senza nulla togliere al sottosegretario Molteni, vorremmo che il ministro Piantedosi fosse presente.

Io gli vorrei dire, con grande chiarezza, nella maniera più chiara possibile, che voi potete fare tutte le norme che volete, potete respingere tutti gli emendamenti che volete, potete introdurre tutte le norme repressive che volete, tutte le zone rosse che volete, potete cercare di rendere più difficile la libertà di manifestazione, ma dovete sapere che, se questo è un tentativo di bloccare il dissenso nei confronti delle politiche del vostro Governo e dei vostri alleati, non ci riuscirete! Ci sono mille modi pacifici e non violenti per disobbedire alle leggi ingiuste e in Italia si continuerà a manifestare! (Applausi).

ROMEO (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROMEO (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, mi sembra che sia qualcuno del centro sinistra che vuole impedire di fare le manifestazioni agli altri, visto che, sulla manifestazione del 18 aprile, qualche esponente istituzionale addirittura si è permesso di intervenire per votare in Consiglio comunale il divieto di manifestare: come se le piazze fossero solo della sinistra! (Applausi).

Con quale coraggio venite in Aula a dire una cosa di questo tipo? Con quale coraggio? (Proteste. Commenti). Nei fatti, voi violentate la Costituzione! Noi, invece la difendiamo! Voi vi dovete vergognare! (Applausi).

Signor Presidente, chiedo inoltre che la votazione su questo emendamento venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signor Presidente, io penso che, quando discutiamo di questo emendamento, dobbiamo fare una distinzione molto chiara tra quelli che sono le difficoltà poste alle manifestazioni per legge, come fa questo decreto-legge, e la legittima critica politica.

Da milanese, cittadino di una città medaglia d'oro della Resistenza, le dico che vedere le forze politiche che governano la regione Lombardia riunirsi in un evento che pretende di rimandare non si sa dove cittadini che sono regolarmente nel nostro Paese e vedere il Presidente della regione Lombardia a questo evento è una cosa che ripugna sul piano politico, ma nessuno lo impedisce sul piano giuridico! (Applausi).

Queste destre, invece, vogliono impedire le manifestazioni sul piano giuridico, quando sono democratiche e antifasciste, e portano il Presidente della regione Lombardia ad una manifestazione che ripugna alla coscienza di questo Paese! (Applausi).

PATUANELLI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PATUANELLI (M5S). Signora Presidente, intervengo per dichiarazione di voto e anche per rasserenare il clima. Ovviamente il fronte delle opposizioni su questo provvedimento sta giustamente segnalando molte criticità e quindi, il clima poi si agita e può diventare incandescente e lo stava diventando parlando della manifestazione della Lega del 18 aprile a Milano. Volevo sommessamente ricordare alle opposizioni che è una manifestazione contro il Governo, quindi quasi dovremmo supportarla. (Applausi).

CRAXI (FI-BP-PPE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CRAXI (FI-BP-PPE). Signora Presidente, intervengo per esprimere il voto contrario su questo emendamento e anche per sottolineare il fatto che mi pare che lo scorso anno certa sinistra abbia impedito alla Brigata Ebraica di partecipare alla manifestazione del 25 aprile. (Applausi).

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, dispongo la votazione, come richiesto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.35, presentato dal senatore Marton e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Come da accordi tra i Capigruppo, sospendo la seduta fino alle ore 14,30.

(La seduta, sospesa alle ore 13,30, è ripresa alle ore 14,57).

Presidenza del vice presidente RONZULLI

PRESIDENTE. Colleghi, la seduta è ripresa, ma solo per annunciare un'ulteriore sospensione di circa venti minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 14,57, è ripresa alle ore 15,12).

PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.36.

PIRRO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRRO (M5S). Signora Presidente, questo emendamento, come altri, chiede semplicemente provvedimenti motivati prima di prendere misure di restrizione della libertà. Se, come ci è stato detto più volte, queste cose già si fanno, allora che ci venga illustrato dove e come. Non è possibile che arrivi un parere contrario senza motivazione. Neanche in Commissione ci è stato spiegato nel dettaglio quali siano le motivazioni del parere contrario. Noi riteniamo semplicemente che si voglia continuare ad agire in spregio delle libertà democratiche dei cittadini italiani. Per queste ragioni, ovviamente, voteremo a favore.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.36, presentato dalla senatrice Cucchi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.37, presentato dal senatore Mazzella e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.38.

BEVILACQUA (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BEVILACQUA (M5S). Signor Presidente, con questo emendamento chiediamo che la restrizione della libertà personale, quando riguardi un provvedimento di allontanamento per un'estensione territoriale molto ampia, possa essere comunicata entro quarantott'ore al gip competente per territorio, che ne verifica la legittimità e ne dispone la convalida. Auspico che la maggioranza, molto garantista, tanto garantista da prevedere l'avviso cinque giorni prima che venga disposta un'ordinanza cautelare nei confronti di un soggetto, si ravveda e voglia inserire questo provvedimento anche a favore di chi, per esempio, vuole scendere in piazza per manifestare contro le politiche di questo Governo. Ritengo che sia forse più importante tutelare la libertà di pensiero che non consentire a borseggiatrici, presunti spacciatori, eccetera, di evadere grazie all'avviso cinque giorni prima. (Applausi).

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signor Presidente, questo emendamento, senza arrivare a prescrivere - come nei precedenti emendamenti - una piena riserva di giurisdizione per quanto riguarda l'applicazione delle misure restrittive, riconosce perlomeno il diritto a ricorrere al giudice prima che la misura debba necessariamente essere comminata. Si vuole esplicitare la possibilità di ricorso all'autorità giurisdizionale. Credo che sia veramente incomprensibile respingere questo emendamento. Varrebbe la pena che, dopo una mattinata e dopo oramai più di sei ore di interventi da parte dell'opposizione, qualcuno della maggioranza si alzasse in piedi e provasse a spiegare perché venga dato parere negativo anche su un emendamento di questa natura.

BOCCIA (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOCCIA (PD-IDP). Chiedo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, dispongo la votazione, come richiesto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.38, presentato dalla senatrice Naturale e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.39.

GAUDIANO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GAUDIANO (M5S). Signor Presidente, la modifica proposta delimita l'ambito d'applicazione delle zone a vigilanza rafforzata, che verrebbero circoscritte a determinati ambienti, quali aeroporti, porti, presidi sanitari e scuole, non a specifiche aree urbane, il cui senso rimane ignoto. Questo emendamento chiarisce il perimetro applicativo della norma, evitando così ambiguità interpretative e garantendo al tempo stesso maggiore certezza del diritto.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.39, presentato dal senatore Nave e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 4.40, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, fino alle parole: «massimo di».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 4.41 a 4.44.

Metto ai voti l'emendamento 4.45, presentato dal senatore Patuanelli e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.46, presentato dai senatori Scalfarotto e Musolino.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.47.

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signor Presidente, questo emendamento cerca almeno di introdurre un limite nella durata, prevedendo che il provvedimento limitativo della libertà possa essere rinnovato una sola volta e per un periodo non superiore a tre mesi, dopodiché debba scattare una nuova istruttoria, altrimenti il rinnovo può essere disposto senza una limitazione adeguata. Capite bene che conferire questo potere all'autorità di pubblica sicurezza rischia davvero di compromettere in maniera irragionevole e sproporzionata la certezza del diritto e il sacrificio che viene comminato alla libertà personale, perché non c'è solo un tema di limitazione della libertà, ma anche uno di certezza dei tempi e quindi di entità della misura limitativa. Con questo emendamento, perlomeno, si prevede che il rinnovo possa avvenire… (Il microfono si disattiva automaticamente)… sia necessario procedere a una nuova istruttoria e quindi a una nuova verifica dello stato di effettiva pericolosità.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.47, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.48, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.49, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.50, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

PIRONDINI (M5S). Chiediamo la controprova.

PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.51, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.52.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signora Presidente, intervengo solo per dire che questo emendamento in realtà altro non fa che chiedere che i provvedimenti adottati ai sensi dei commi di cui stiamo discutendo siano interpretati e applicati nel rispetto dei principi di proporzionalità, non discriminazione e tutela delle libertà fondamentali delle persone. Davvero non comprendo come sia possibile che nemmeno dinanzi a un emendamento come questo, che si può definire di normalissimo buonsenso, venga dato un parere positivo. È proprio la dimostrazione di come, da parte della maggioranza, non ci sia la minima volontà di costruire una qualche forma di dialogo con le forze dell'opposizione, ma ci sono precise ragioni ideologiche, propagandistiche e purtroppo anche elettorali, per cui si è scelto di andare avanti in questo modo, secondo me veramente assurdo per il bene del Paese.

Io poi comprendo e ho visto anche… (Il microfono si disattiva automaticamente). Ho finito, signor Presidente: voglio solo dire che, siccome sappiamo della discussione che sta avvenendo nelle fila dei partiti del centrodestra, non può essere che, siccome avete paura che il generale Vannacci vi scavalchi a destra, allora è una continua rincorsa a quel modello. (Applausi). E intanto siamo bloccati in quest'Aula, a bocciare emendamenti di buonsenso, altrimenti Vannacci vi toglie qualche voto; non può funzionare così. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.52, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.53.

BAZOLI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BAZOLI (PD-IDP). Signora Presidente, questo emendamento è per noi molto importante. È un emendamento con il quale si fa in modo che i provvedimenti di allontanamento, che sono disposti dal questore o dal prefetto, vengano comunicati al pubblico ministero e sottoposti a convalida del giudice per le indagini preliminari entro quarantott'ore dalla notifica. Questo, in coerenza con quanto ha stabilito la Corte costituzionale in una recente sentenza, a febbraio 2026, con riferimento al divieto di accedere alle manifestazioni sportive (Daspo) antirissa, dichiarando illegittimo quel provvedimento limitativo del questore, perché è limitativo della libertà personale e occorre un intervento del giudice. Voi quindi state facendo una norma che molto verosimilmente sarà sottoposta allo stesso giudizio della Corte costituzionale, perché non prevede un intervento del giudice ed è un provvedimento fortemente limitativo della libertà personale. L'emendamento è un aiuto che vi diamo a fare una norma che resista a un giudizio di legittimità costituzionale.

LOPREIATO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LOPREIATO (M5S). Signora Presidente, dichiaro il voto favorevole su questo emendamento per il MoVimento 5 Stelle. Esso incide su una stortura generale del testo. Ora il collega Bazoli ha richiamato una sentenza della Consulta; io ne richiamerei anche un'altra, la n. 47 del 2024, che ha delineato proprio i confini di legittimità del provvedimento. Infatti, ai fini della limitazione della libertà di circolazione, come garantita ai sensi dell'articolo 16 della Costituzione, il concetto di sicurezza dev'essere inteso come ordinato vivere civile, cioè come la garanzia per i cittadini di svolgere la propria lecita attività al riparo da condotte criminose. Di conseguenza, l'intervento della Consulta vincola la validità del divieto d'accesso questorile all'esistenza del pericolo di commissione di reati. La stessa cosa fa il presente emendamento, quindi dichiaro il voto favorevole.

BOCCIA (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOCCIA. Signor Presidente, chiedo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, dispongo la votazione, come richiesto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.53, presentato dal senatore Bazoli e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Metto ai voti l'emendamento 4.55, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Chiedo al senatore De Cristofaro se accetta la riformulazione dell'emendamento 4.74. Mi fanno segno che il senatore non accetta la riformulazione.

Metto ai voti l'emendamento 4.3000, presentato dalla senatrice Ternullo e da altri senatori.

È approvato.

Risulta pertanto precluso l'emendamento 4.56.

Metto ai voti l'emendamento 4.59, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.60.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signor Presidente, l'emendamento 4.60 è sempre una dimostrazione di come il garantismo sia durato semplicemente per lo spazio di una campagna elettorale e ora è tornato dove sta da tanti anni.

Con tale misura si chiede semplicemente di fare riferimento a una sentenza di condanna definitiva, quindi non semplicemente non definitiva. Mi sarei aspettato anche in questo caso la stessa linea di condotta ascoltata per due mesi dalla destra in campagna elettorale, quella garantista, e invece anche su questo arriva il parere negativo.

Devo dire che è interessante che il decreto sicurezza sia capitato proprio subito dopo il referendum costituzionale, perché disvela le balle che sono state raccontate nelle ultime settimane. Questi sarebbero quelli che si sono definiti garantisti quando… (Il microfono si disattiva automaticamente).

MUSOLINO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MUSOLINO (IV-C-RE). Signor Presidente, l'emendamento 4.60 vuole ristabilire il principio giuridico vigente nel nostro ordinamento, per il quale un condannato, allo stato attuale, è soltanto un condannato in via definitiva, per il quale cioè non sia più possibile proporre un mezzo d'impugnazione o che abbia rinunciato a proporlo. I condannati in primo grado non assumono ancora lo status di condannati in modo irreversibile.

Se vogliamo cominciare a correggere questo testo e uniformarlo ai principi vigenti, direi che questo emendamento non può che avere parere favorevole proprio per espressione non soltanto di buonsenso, ma anche di uniformità di diritto.

LOPREIATO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LOPREIATO (M5S). Signor Presidente, una gentilezza, non abbiamo votato l'emendamento…

PRESIDENTE. Sì, ci stiamo arrivando adesso.

LOPREIATO (M5S). Grazie.

CATALDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CATALDI (M5S). Signor Presidente, vorrei sottoscrivere l'emendamento 4.60.

Nella mia dichiarazione di voto su tale emendamento voglio far notare, soprattutto ai colleghi di maggioranza e ai colleghi giuristi, che tale misura reintroduce nel sistema un principio fondante del nostro ordinamento giuridico, la presunzione d'innocenza. Almeno toglie il senso che viene dato alla parola "denunciati" che voi avete inserito. Sapete colleghi, quante denunce sono infondate? Sapete quante denunce finiscono sul tavolo del pubblico ministero e magari vengono archiviate? Dobbiamo assolutamente intervenire su questo provvedimento, che è illiberale.

SIRONI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SIRONI (M5S). Signor Presidente, vorrei aggiungere la mia firma all'emendamento 4.60.

PRESIDENTE. Alla Presidenza, per iscritto.

LOPREIATO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LOPREIATO (M5S). Signor Presidente, le avevo chiesto della mancata votazione di un emendamento.

PRESIDENTE. Sì, senatrice Lopreiato, adesso lo esaminiamo.

LOPREIATO (M5S). Signor Presidente, non le ho detto ancora il numero dell'emendamento, lei mi ha letto nel pensiero: mi riferisco agli emendamenti 4.57 e 4.58.

PRESIDENTE. Senatrice Lopreiato, l'emendamento 4.57 sarà posto ai voti dopo l'emendamento 4.60: se respinto, preclude il successivo 4.58.

Metto dunque ai voti l'emendamento 4.60, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 4.57.

MAIORINO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAIORINO (M5S). Signor Presidente, questi due emendamenti, il 4.57 e il 4.58, sono molto collegati. Parlavo prima del problema del denunciato, che, secondo voi, è passibile di restrizione della libertà e quindi non può entrare in determinate aree che sono state identificate come rosse, sulla base di una presunta denuncia.

L'emendamento 4.57 propone che le parole: «risultino denunciati o condannati, anche con sentenza non definitiva» siano sostituite dalle parole: «risultino condannati con sentenza confermata in grado di appello». Nell'emendamento 4.58, quello successivo, addirittura vi si propone una cosa diversa, ossia che: «risultino condannati con sentenza anche di primo grado». Questo rientra perfettamente in un approccio minimamente garantista che rientri nell'alveo costituzionale, quindi davvero non c'è motivo di respingerlo. Pertanto, se volete respingere il 4.57, invece il 4.58 davvero è impossibile da respingere.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signor Presidente, basta il buonsenso a capire che il denunciato è un signore o una signora che ha ricevuto una denuncia da un altro signore o da un'altra signora che passavano. Basta questo: praticamente, è come mettere la mano nella Bocca della Verità o inviare una lettera anonima. Stiamo prendendo il diritto penale e lo stiamo trascinando nel fango. Per favore, approvate questo emendamento.

PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 4.57, presentato dalla senatrice Pirro e da altri senatori, fino alle parole: «con sentenza».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 4.58.

Metto ai voti l'emendamento 4.61, presentato dal senatore Scarpinato e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.62, presentato dal senatore Pirondini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.63, presentato dalla senatrice Sironi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.64, presentato dalla senatrice Cucchi e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.65.

NICITA (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICITA (PD-IDP). Signor Presidente, per cercare di capire meglio l'evoluzione di questi emendamenti, ho chiesto a ChatGPT quali regimi prevedano la possibilità di avere conseguenze giuridiche semplicemente sulla base di una denuncia. La risposta è: nei sistemi totalitari, come quello della Germania nazista, nell'Unione Sovietica staliniana, in alcune dittature moderne. Probabilmente, rientriamo nell'ultima categoria che ho menzionato.

ROMEO (LSP-PSd'Az). Domando di parlare.

PRESIDENTE: Ne ha facoltà.

ROMEO (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, chiedo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, dispongo la votazione, come richiesto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.65, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Comunico che l'emendamento 3.0.3000, presentato dal senatore Damiani e da altri senatori, precedentemente accantonato, è stato ritirato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.66.

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signora Presidente, qui ci si accontenta anche solo di un'adeguata motivazione, almeno questo. Non è rispettato il principio di giurisdizione e non è garantito che la responsabilità venga verificata da un giudice; non è circoscritto, come sarebbe necessario che fosse, ma almeno che ci sia una dettagliata motivazione che spieghi le ragioni dell'adozione del provvedimento limitativo della libertà.

Siamo proprio alla richiesta del minimo essenziale, almeno su questo. Non dico il relatore, perché non c'è, ma qualche Capogruppo o il rappresentante Governo si alzino a spiegarci com'è possibile introdurre limitazioni della libertà senza neanche pretendere che siano adeguatamente e puntualmente motivate.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.66, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.67, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.68, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.69.

VALENTE (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VALENTE (PD-IDP). Signora Presidente, di fronte all'ordine di allontanamento, che è una misura di prevenzione amministrativa, deroghiamo ancora una volta al principio della riserva di giurisdizione che prevedrebbe solo da parte dell'autorità giudiziaria la possibilità di restringere e limitare la libertà personale anche nel corso di un accertamento ancora da espletare.

Questa importante deroga vi chiediamo almeno di usarla con più parsimonia, con più ponderazione, con meno disinvoltura per i ragazzi minorenni, perché crediamo di dover subordinare tale misura almeno per loro - e con questo emendamento ci proviamo - all'autorizzazione dell'autorità giudiziaria e quindi di subordinarne l'efficacia. Crediamo infatti che, prima di adottare una limitazione così importante della libertà personale di un soggetto minorenne, forse dovremmo essere più cauti e consentire all'autorità giudiziaria di valutare meglio, insieme agli assistenti sociali, l'impatto che questa misura ha sul minore. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.69, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.70.

PIRRO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRRO (M5S). Signora Presidente, questo emendamento chiede semplicemente quello che in parte ha già segnalato la Corte costituzionale, laddove ha dichiarato l'illegittimità di alcune disposizioni del provvedimento del 2017 che introduceva il Daspo urbano. Si chiede cioè che ci sia un meccanismo di convalida degli allontanamenti superiori alle quarantott'ore, soprattutto quando si tratti di persone che hanno, sì, delle denunce, ma non delle condanne passate in giudicato, come prevedrebbe la nostra Costituzione per limitare le libertà.

Pertanto, in tutela e nel rispetto dell'articolo 13 della Costituzione, si chiede la trasmissione all'autorità giudiziaria per la convalida del caso. Ci sembra assurdo che si possa pensare di limitare le libertà personali di qualcuno per un periodo superiore, addirittura per più di quarantott'ore, senza che ci sia un giudice, che è l'autorità competente, a prendere queste decisioni.

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signora Presidente, a una prima lettura, l'emendamento 4.70 sembra riprendere quanto nella nostra Costituzione è previsto, ad esempio, agli articoli 13 e 14, laddove si dice che senza un atto motivato dell'autorità giudiziaria non è possibile limitare la libertà personale. In via straordinaria, provvedimenti provvisori possono essere adottati, ma devono essere comunicati entro ventiquattr'ore all'autorità giudiziaria, la quale deve convalidarli nelle ventiquattr'ore successive, altrimenti risultano privi di ogni effetto.

In questo caso si richiama qualcosa di molto meno garantista e si dice: se la limitazione della libertà personale è superiore alle quarantott'ore, bisogna che ci sia necessariamente un intervento dell'autorità giudiziaria che convalidi il provvedimento; senza questa specificazione, che pure si potrebbe dubitare che sia del tutto rispettosa del principio di cui all'articolo 13 della Costituzione, io credo che davvero… (Il microfono si disattiva automaticamente).

PRESIDENTE. Ancora?

GIORGIS (PD-IDP). …di dubbia legittimità.

Ancora? Sto finendo. Se lei ascoltasse cosa dico, capirebbe che ero all'ultima parola. Non è ancora.

PRESIDENTE. Sì, ho sentito, ma ricordo che diamo un minuto perché siamo magnanimi.

Metto ai voti l'emendamento 4.70, presentato dalla senatrice Damante e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.72, identico all'emendamento 4.73.

BAZOLI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BAZOLI (PD-IDP). Signora Presidente, questo è un emendamento che intende abrogare una disposizione che noi consideriamo molto sbagliata e anche un po' pericolosa, con la quale si estende l'arresto differito, che è una misura evidentemente eccezionale, anche a ipotesi di reato per le quali addirittura non è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza di reato. L'arresto differito, cioè, viene esteso a ipotesi nelle quali persino in caso di flagranza di reato non è obbligatorio arrestare una persona, quindi stiamo estendendo l'utilizzo di questo strumento, che è fortemente limitativo e lesivo della libertà personale, oltre i confini della ragionevolezza, perché evidentemente se neanche in flagranza di reato c'è un obbligo di arrestare, a maggior ragione un arresto differito non dovrebbe riguardare fattispecie di questa natura.

L'abrogazione di questa disposizione serve semplicemente a evitare che si introduca un principio molto pericoloso nel nostro ordinamento. (Applausi).

LOPREIATO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LOPREIATO (M5S). Signora Presidente, tengo a precisare che la soppressione elimina il danneggiamento aggravato tra le fattispecie che, se commesse in occasione delle manifestazioni pubbliche, consentono arresti in flagranza differita, come diceva il collega Bazoli, una previsione chiaramente ritenuta eccessivamente afflittiva e non proporzionata rispetto alle finalità proprie della norma.

BOCCIA (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOCCIA (PD-IDP). Signor Presidente, chiedo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, dispongo la votazione, come richiesto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.72, presentato dal senatore Turco e da altri senatori, identico all'emendamento 4.73, presentato dal senatore Bazoli.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Metto ai voti l'emendamento 4.74, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, per il quale i presentatori non hanno accettato la proposta di riformulazione.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.76, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.77.

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signora Presidente, questo emendamento prescrive una cosa molto semplice, cioè che, se viene comminata una sanzione limitativa della libertà, se quindi si ritiene che ci sia una condizione di pericolosità e il soggetto destinatario è un minorenne, allora bisogna comunicare il provvedimento ai servizi sociali territoriali e attivare percorsi educativi. Ebbene, immaginare che questo emendamento venga respinto e che si voglia garantire davvero la sicurezza e scongiurare possibili recidive attraverso la sola restrizione della libertà, credo significhi veramente perseverare su una strada d'inefficacia totale. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.77, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.78, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 5 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 5.1, 5.2, 5.3, 5.4, 5.5, 5.6, 5.7, 5.8, 5.9, 5.10, 5.11 e 5.12.

Esprimo parere favorevole sull'emendamento 5.13 e sul 5.3000, con la seguente riformulazione: «Dopo il comma 1, inserire il seguente:

«1-bis. All'articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, al comma 5, dopo il primo periodo, è inserito il seguente:

"Il fatto non si considera di lieve entità quando per l'allestimento di mezzi o di strumenti ovvero per le modalità dell'azione le condotte di cui al comma 1 risultano poste in essere in modo continuativo e abituale"».

Esprimo altresì parere favorevole sull'emendamento 5.16, con la seguente riformulazione: «Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

«1-bis. Al fine di prevenire il coinvolgimento dei minori e dei giovani in fenomeni di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti nei contesti territoriali caratterizzati da maggiore vulnerabilità sociale, i Comuni, anche in collaborazione con le istituzioni scolastiche, le aziende sanitarie locali e gli enti del terzo settore, possono promuovere iniziative educative, sportive, culturali e ricreative rivolte ai giovani, nell'ambito delle risorse disponibili nei rispettivi bilanci».

Esprimo parere contrario sull'emendamento 5.17.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.1, identico agli emendamenti 5.2 e 5.3.

NICITA (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICITA (PD-IDP). Signora Presidente, questo articolo rientra pienamente nella retorica law and order, che presuppone che la circolazione e l'uso di stupefacenti siano esclusivamente originati dallo spaccio e dal consumo. Nulla si fa nei confronti di quei soggetti che, a livello sia internazionale sia nazionale, lucrano su quest'attività. Si va a colpire qualcuno che semplicemente fa qualcosa, ma in questo decreto, che dovrebbe assicurare la sicurezza anche da questo punto di vista, nulla si dice su coloro che raccolgono la sostanza prima, la gestiscono e ne fanno materia di business. C'è un mercato degli stupefacenti che ha grandi consumatori, anche magari in begli appartamenti, e grandi produttori; di essi nulla si dice in questo decreto-legge.

GAUDIANO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GAUDIANO (M5S). Signora Presidente, si tratta di emendamenti che sopprimono l'articolo 5, cioè sono volti a eliminare una disposizione ritenuta sproporzionata e non coerente con i principi costituzionali di proporzionalità e ragionevolezza. L'articolo prevede la confisca obbligatoria degli autoveicoli e dei beni mobili per i reati connessi agli stupefacenti.

MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAGNI (Misto-AVS). Signora Presidente, vorrei sottolineare un fatto. Di fronte a un fenomeno come quello del consumo di sostanze stupefacenti, non si parla mai e non si colpisce mai chi produce e chi gestisce. Questo vorrebbe dire affrontare anche il problema delle mafie nazionali e internazionali, cioè i produttori. Per questa ragione chiediamo di sopprimere questo articolo, perché si va sempre a colpire il punto più debole, anziché affrontare alla radice il problema.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.1, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, identico agli emendamenti 5.2, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori, e 5.3, presentato dalla senatrice Aloisio e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.4.

LOPREIATO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LOPREIATO (M5S). Signor Presidente, si tratta di una questione che già abbiamo sollevato pure in occasione del decreto Caivano. Sostituiamo le parole «da sei mesi a cinque anni» con le parole «da sei mesi a quattro anni», per il semplice fatto che la custodia cautelare in carcere è applicabile per i reati che hanno una pena non inferiore nel massimo a cinque anni. Quindi la riduzione della pena massima risponde all'esigenza di sottrarre all'applicabilità della custodia cautelare in carcere il piccolo spaccio. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.4, presentato dalla senatrice Bilotti e da altri senatori.

Non è approvato.

Saluto a rappresentanze di studenti

PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto professionale «Tomaso Catullo» di Belluno e dell'Istituto agrario «Presta-Columella» di Lecce, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1818 (ore 15,50)

PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 5.5, presentato dalla senatrice Cucchi e da altri senatori, fino alle parole: «medesimo articolo».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 5.6.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.7.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signor Presidente, anche qui abbiamo un raro esempio di norma scritta con i piedi, perché si prevede la confisca di qualsiasi autoveicolo o bene mobile registrato senza nessuna connessione con la gravità del fatto e con il valore del reato. Se c'è uno scambio di hashish per una cifra di 25 euro, il SUV da 100.000 euro che per caso passa di lì e che viene utilizzato dall'acquirente o dal venditore viene confiscato, non sequestrato. Sottosegretario, un minimo di proporzionalità ci vuole. Vogliamo essere duri con il crimine? Con un minimo di ragionevolezza, però: scriviamo le norme come si deve.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.7, presentato dai senatori Scalfarotto e Musolino.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.8.

CATALDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CATALDI (M5S). Signor Presidente, questo emendamento non cancella la norma, non dice di no alla confisca, ma la colloca all'interno di un quadro che già esiste, che è il nostro codice penale, con un inserimento più coordinato. Si richiama infatti l'articolo 240 del codice penale, che spiega, al primo comma: «Nel caso di condanna, il giudice può» - "può" innanzitutto, non "deve", perché farà delle valutazioni - «ordinare la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato». Questa norma esiste già, per cui si tratta semplicemente di inserirci all'interno anche il caso di cui si sta occupando la norma.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.8, presentato dalla senatrice Castellone e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 5.9, presentato dal senatore Croatti e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 5.10, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 5.11, presentato dalla senatrice Bevilacqua e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 5.12, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.3000.

CALANDRINI (FdI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CALANDRINI (FdI). Signor Presidente, dobbiamo aspettare un attimo, non siamo ancora pronti per dare il parere: chiediamo di accantonarlo.

PRESIDENTE. L'emendamento 5.3000 è accantonato.

Senatore De Cristofaro, accetta la proposta di riformulazione dell'emendamento 5.16?

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signor Presidente, com'è noto, in un giorno anche un orologio rotto segna l'orario giusto due volte: questo è il primo, vediamo il secondo quando sarà; accetto dunque la proposta di riformulazione.

PRESIDENTE. Presidente Calandrini, sull'emendamento 5.16 il senatore De Cristofaro ha accettato la riformulazione.

CALANDRINI (FdI). Signor Presidente, va bene, perché recepisce una nostra condizione, per cui c'è il nulla osta.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.16 (testo 2), presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

È approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.17.

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signora Presidente, per non essere eccessivamente ostruzionistico, uso questo minuto per fare una richiesta che, invece, sarebbe da ordine dei lavori. La richiesta che le faccio è di consentire, anzi di predisporre, una convocazione della Commissione affari costituzionali, che dovrebbe essere accompagnata dalla Commissione giustizia, per valutare il contenuto dell'emendamento, così come riformulato dal Governo, sul quale la 5a Commissione è stata da poco chiamata a pronunciarsi. Infatti, la riformulazione di questo emendamento, che naturalmente non abbiamo mai approfondito in Commissione, incide in maniera significativa, ad esempio, sul sovraffollamento carcerario; incide, cioè, su un tema delicatissimo e urgente del nostro Paese. (Applausi).

Voi capite che, se togliamo anche la «lieve entità» e spingiamo ancora di più l'acceleratore sulla carcerarizzazione, sulla detenzione di tutte le forme di spaccio, anche minore, avremo non soltanto gli istituti penali per i minorenni (IPM), ma tutti gli istituti carcerari che scoppiano. (Applausi).

Occorre allora una valutazione di merito. Io le chiedo solo di mettere la Commissione nella condizione di approfondire, valutare, discutere il contenuto di questa misura, che è tutt'altro che irrilevante e la cui attinenza al decreto-legge - glielo devo dire - un po' mi sfugge. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.17, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Ricordo che i restanti emendamenti riferiti all'articolo 5 del decreto-legge sono improponibili.

Passiamo agli emendamenti riferiti all'articolo 6 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 6.2, 6.3, 6.4, 6.5, 6.8, 6.9, 6.10, 6.15, 6.16, 6.17, 6.18, 6.19, 6.20 e 6.21. Invito al ritiro dell'emendamento 6.3000.

Sull'emendamento 6.22 il parere è favorevole a condizione che venga accolta la seguente riformulazione: «al comma 5, dopo le parole "prestazioni di lavoro straordinario", inserire le seguenti: "nonché delle indennità di servizio esterno, di turnazione, di reperibilità dovute al medesimo personale inquadrato nell'area degli istruttori e nell'area dei funzionari e dell'elevata qualificazione, che non risulti titolare di un incarico di EQ, e alla retribuzione di risultato per il personale destinatario di un incarico di EQ"».

PRESIDENTE. In sostanza, recepisce il parere della 5a Commissione. Non appena il testo della riformulazione sarà distribuito, chiederemo ai proponenti se l'accolgono.

Proseguiamo con i pareri.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 6.23, 6.24, 6.29, 6.25, 6.27, 6.28, 6.30, 6.31, 6.32, 6.33 e 6.34.

Sull'emendamento 6.3001 il parere è favorevole.

Sugli emendamenti 6.35 e 6.36 il parere è favorevole a condizione che vengano riformulati come l'emendamento 6.3001.

Esprimo parere contrario sugli emendamenti 6.38, 6.39, 6.41 e 6.42.

Sull'ordine del giorno G6.3000, a prima firma del senatore Romeo, il parere è favorevole.

Esprimo parere contrario sull'ordine del giorno G6.1. Do lettura della motivazione: i dati a cui si fa riferimento possono già formare oggetto della relazione al Parlamento sull'attività delle Forze di polizia, sullo stato dell'ordine e della sicurezza pubblica e della criminalità organizzata, ai sensi dell'articolo 113 della legge n. 121 del 1981.

Per quanto riguarda l'ordine del giorno G6.2, esprimo parere favorevole se espunte le premesse, con la riformulazione dell'impegno che premetta le parole: «compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica a continuare nelle politiche assunzionali delle Forze di polizia che hanno portato negli ultimi tre anni all'assunzione di 42.500 operatori di polizia e a una implementazione nei prossimi due anni di oltre 27.000 agenti a presidio e controllo del territorio».

Esprimo parere contrario sull'ordine del giorno G6.3.

Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti volti a inserire articoli aggiuntivi dopo l'articolo 6 del decreto-legge.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.2.

PIRRO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRRO (M5S). Signor Presidente, visto che nel mare di disposizioni senza un centesimo che siete abituati a varare qua invece finalmente, udite udite, c'è un rifinanziamento del Fondo per la sicurezza urbana, a noi piacerebbe che ci venisse anche relazionato da parte del Ministero dell'interno circa gli effetti degli investimenti e degli interventi di riqualificazione nelle aree delle periferie del territorio interessate da maggior degrado, che di sicuro ne hanno fortemente bisogno.

Come dicevo prima, se fate delle cose buone, e ogni tanto può capitare anche a voi e ne prendiamo atto, ci piacerebbe anche riuscire ad esaminarle insieme e magari a farvi i complimenti, se ve li meritate. Se però anche davanti alle cose che dovrebbero portarvi lustro scappate, perché evidentemente non ci credete fino in fondo, siamo messi proprio male.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 6.2, presentato dalla senatrice Gaudiano e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti da 6.3 a 6.10 sono improcedibili.

Passiamo all'emendamento 6.3000, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione e sul quale il rappresentante del Governo ha espresso un invito il ritiro.

Il senatore Damiani, primo firmatario dell'emendamento, ha manifestato alla Presidenza l'intenzione di accettare tale invito.

LOPREIATO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LOPREIATO (M5S). Signor Presidente, chiedo di fare mio questo emendamento e ne chiedo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

LOPREIATO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LOPREIATO (M5S). Signor Presidente, vorrei evidenziare che qui si parla di fondi destinati alla sicurezza urbana, di cui al comma 3, che possono essere destinati al potenziamento della polizia locale attraverso l'acquisto di dotazioni tecnologiche, finanziamenti di progetti operativi di prevenzione, contrasto alla criminalità e degrado urbano.

Io lo trovo un ottimo emendamento. Eravamo pronti a votarlo e mi dispiace che il collega l'abbia ritirato a seguito dell'invito del Governo, quindi insisto per la votazione ed invito anche i colleghi a votarlo.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.3000, presentato dal senatore Damiani e da altri senatori e fatto proprio dalla senatrice Lopreiato.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti da 6.15 a 6.21 sono improcedibili.

Sull'emendamento 6.22, la 5a Commissione ha espresso parere condizionato a una riformulazione. Poiché i presentatori sono favorevoli a modificare l'emendamento nel senso indicato dalla 5a Commissione, chiedo loro se accolgono tale riformulazione.

BAZOLI (PD-IDP). Signor Presidente, ho cercato di capire, insieme al sottosegretario Molteni, quale sia il perimetro della riformulazione perché, onestamente, non si era capito molto e vorrei, per cortesia, che il Sottosegretario confermasse.

Io capisco che, di fatto, si mantiene l'impianto del nostro emendamento, cioè si destinano i fondi delle multe anche agli agenti della polizia locale, con una limitazione ad alcune categorie di questi agenti. Chiedo solo questa conferma, perché, se è così, accettiamo la riformulazione.

BOCCIA (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOCCIA (PD-IDP). Signor Presidente, siccome davvero non abbiamo capito il merito, chiediamo che il Presidente della Commissione bilancio possa spiegarcelo, perché noi saremmo pronti a votare a favore, se solo capissimo il merito della riformulazione.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, al di là delle ulteriori considerazioni che verranno fatte dal Presidente della Commissione bilancio, abbiamo ritenuto opportuna l'approvazione di questo emendamento perché estende l'opportunità di utilizzare le sanzioni del codice della strada, le estensioni delle multe, per incrementare la capacità operativa degli operatori delle Forze dell'ordine. Nel testo del Governo abbiamo previsto la possibilità di utilizzare le sanzioni del codice della strada per il pagamento del lavoro straordinario delle polizie locali.

Apro e chiudo una parentesi. Alla Camera in 1a Commissione è in discussione un disegno di legge di riordino della legge n. 675 del 1986 (la legge ordinamentale delle polizie locali), su cui, anche assieme all'opposizione, stiamo determinando un nuovo codice sulle polizie locali.

L'emendamento estende la capacità e la possibilità di utilizzare le sanzioni del codice della strada anche ad altri tipi di attività delle polizie locali. Questo è il motivo per cui abbiamo ritenuto opportuno estendere questa possibilità per rafforzare la capacità operativa delle stesse Forze dell'ordine.

Sull'emendamento del Governo, che evidentemente ritiene assolutamente opportune e positive le argomentazioni dell'emendamento 6.22, presentato dalla collega Rossomando, sono poi intervenuti dei rilievi della Commissione bilancio che hanno portato alla stesura, su cui vi è il parere favorevole del Governo e della maggioranza.

PRESIDENTE. La riformulazione, così come spiegata dal sottosegretario Molteni, viene quindi accolta?

BAZOLI (PD-IDP). Signora Presidente, ne chiediamo l'accantonamento per rifletterci.

PRESIDENTE. L'emendamento 6.22, così come riformulato, è quindi accantonato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti da 6.23 a 6.25 sono improcedibili.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.27.

*VERDUCCI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VERDUCCI (PD-IDP). Signora Presidente, il "no" del Governo su questo emendamento tradisce l'ipocrisia della destra sul tema della sicurezza, perché qui vogliamo rafforzare gli strumenti di efficacia per le Forze dell'ordine nelle attività di prevenzione. È evidente che, oltre all'ipocrisia, c'è anche una manifesta incapacità: questo è il quarto decreto sicurezza, ma i risultati sono assolutamente fallimentari, perché è fallimentare il vostro modello. Da quattro anni introducete nuovi reati, con una impostazione esclusivamente repressiva e questo peggiora solamente la situazione, perché invece per creare sicurezza servono investimenti per l'educazione, per la socialità, per l'integrazione, per l'inclusione. (Applausi).

Questo è uno degli elementi della vostra crisi e i cittadini lo sanno: perché si crea sicurezza non sobillando e ingigantendo ad arte le paure, ma costruendo le modalità di stare insieme gli uni con gli altri. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 6.27, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori.

Non è approvato.

Mi comunicano che il presidente Calandrini è in grado di esprimere il parere sull'emendamento accantonato 5.3000 (testo 2).

CALANDRINI (FdI). Signora Presidente, vorrei solo chiarire che, quando parliamo di ulteriori pareri, è perché c'è un'evoluzione rispetto al lavoro fatto dalla Commissione. Quindi il Presidente della Commissione, attraverso l'articolo 100, comma 8, del Regolamento, se ci sono modifiche meramente formali, può dare il parere direttamente in Aula. Io, tra l'altro, ho anche avvisato i colleghi. Dico questo per rispondere che non è un inadempimento della Commissione, ma è un qualcosa di aggiuntivo rispetto al lavoro fatto, che abbiamo concluso tutti insieme ieri sera alle ore 20 e rispetto al quale non c'è stato assolutamente alcun problema.

In questo caso vi è tranquillamente il nulla osta sull'emendamento in questione.

PRESIDENTE. Senatore Lisei, accoglie la riformulazione proposta?

LISEI (FdI). Signora Presidente, accetto la riformulazione proposta, anche perché ovviamente non altera in alcun modo il principio di fondo dell'emendamento, né la sua finalità, che era quella di limitare la concessione della lieve entità prevista dal quinto comma dell'articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990 per lo spaccio, anche perché, rispetto alle altre fattispecie di cui ho sentito parlare in Aula, ovvero la parte che riguarda l'associazionismo, le associazioni e le organizzazioni che promuovono lo spaccio sono già punite dall'articolo 74, in maniera particolarmente severa, con pene che arrivano a oltre 20 anni. È chiaro, quindi, che l'intenzione della maggioranza è punire anche le condotte che oggi vengono assimilate e fatte rientrare in maniera quasi automatica nel quinto comma dell'articolo 73, ma che sono particolarmente insidiose per i cittadini, che rientrano tutte nello spaccio di strada e non nelle semplici cessioni. L'emendamento restringe l'applicazione della lieve entità e la riformulazione va esattamente in questa direzione, quindi la accettiamo.

PRESIDENTE. Passiamo quindi alla votazione dell'emendamento 5.3000 (testo 2).

BAZOLI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BAZOLI (PD-IDP). Signora Presidente, vorrei che fosse chiaro cosa stiamo votando. Ci sono condizioni di sovraffollamento carcerario allucinanti, il 30 per cento dei detenuti oggi nelle nostre carceri è detenuto per reati legati alla droga. Se restringiamo le maglie della lieve entità previste dal quinto comma dell'articolo 73, rischiamo che si produca un impatto spaventoso sulle nostre carceri. (Applausi).

Avete valutato l'impatto delle modifiche a questa norma sulle nostre carceri? Vi rendete conto di quanto sia pericoloso fare una modifica così delicata in questo modo, senza neanche una discussione e una valutazione?

Chiedo veramente di ritirare questa norma, perché rischia di avere un impatto straordinariamente drammatico sulla popolazione carceraria del nostro Paese.

MUSOLINO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MUSOLINO (IV-C-RE). Signora Presidente, mi rendo conto che questa maggioranza vuole riscrivere gli orientamenti ormai consolidati della giurisprudenza che sono stati elaborati dopo anni di applicazione e hanno configurato in maniera precisa lo spaccio di lieve entità. Ora si vogliono estendere le maglie di questa fattispecie cercando di inserirla, peraltro, in un testo in cui si parla di sicurezza e non capisco come mai la norma non sia stata dichiarata inammissibile per ultroneità rispetto al testo. (Applausi).

Quella che fate è una riforma specifica del testo sugli stupefacenti e si sarebbe dovuto procedere con un provvedimento ad hoc, e non con un emendamento del senatore Lisei, così da passare quasi inosservato.

Mi unisco all'appello del senatore Bazoli: questa è una riforma che comporterà l'aumento di tutta la popolazione detentiva, che non dovrebbe stare neanche nelle carceri, ma essere collocata in strutture specifiche per il recupero. (Applausi).

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signora Presidente, mi associo alle considerazioni che ha fatto la senatrice Musolino.

Al di là del merito, che ovviamente non condivido minimamente - io sarei per la legalizzazione, mentre qui si opera in senso restrittivo, quindi figuriamoci se posso condividere - in questo caso voglio dire che ha ragione la senatrice Musolino: dovete spiegare come sia mai possibile che un emendamento come questo, totalmente estraneo per materia, venga invece reso votabile e altri emendamenti molto simili, che andavano in una direzione diversa, siano stati resi improcedibili. Questo fatto, signora Presidente, non è ammissibile, e l'ho detto anche stamattina: non può esserci il doppio standard per gli emendamenti.

Dateci quindi una risposta, per favore. Chiedo che si possa tornare in Commissione, perché il Governo ci deve dire una volta per tutte come viene decisa l'improcedibilità, che non può essere una questione di parte. State contravvenendo a un regolare svolgimento del dibattito parlamentare e questa non è cosa di poco conto, anzi è gravissima.

LOPREIATO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LOPREIATO (M5S). Signora Presidente, non posso che associarmi a tutte le considerazioni fatte dai miei colleghi. Trovo che prevedere una reclusione massima di vent'anni per il piccolo spaccio sia una cosa assurda. Mai come su questo emendamento e su questo argomento - come ha detto anche il collega De Cristofaro - doveva essere coinvolta la 2a Commissione. Mi associo quindi alla richiesta del collega De Cristofaro e chiedo che questo emendamento sia posto all'attenzione della Commissione e sia rinviato in Commissione ai sensi dell'articolo 100, comma 11, del Regolamento.

DE PRIAMO (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE PRIAMO (FdI). Signor Presidente, questo emendamento, che sembra così scandaloso, dice soltanto che gli spacciatori di strada, per quanto ci riguarda, devono stare in galera e non in mezzo alle piazze e alle strade. (Applausi).

La lieve tenuità è un concetto che, se applicato in modo troppo largo, consente non al povero disgraziato, ma allo spacciatore di strada, che comunque è organizzato, di creare disagio e degrado e di dare la morte nelle nostre strade.

Direi quindi che è assolutamente attinente a questo tema, a questo disegno di legge, a questo decreto, che tra i suoi obiettivi ha quello di garantire sicurezza nelle nostre piazze e nelle nostre strade. (Applausi).

STEFANI (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

STEFANI (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, anche il Gruppo Lega ha sottoscritto questo importante emendamento.

Sono temi sui quali la Lega ha sempre combattuto. Il traffico di sostanze stupefacenti non può essere mai minimizzato. Anche lo spaccio di lieve entità, per quanto possa considerarsi bagatellare, di certo è una cartina al tornasole di uno stato di criminalità, anche organizzata, molto grave.

Per questa ragione la Lega voterà a favore dell'emendamento. (Applausi).

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signora Presidente, avevo chiesto prima di consentire all'Assemblea di pronunciarsi o, meglio, di decidere lei sul rinvio in Commissione di questo emendamento, così come riformulato.

Stiamo introducendo una norma che avrà conseguenze molto significative, senza che ci sia stato un solo momento di approfondimento in Commissione, senza che i senatori abbiano potuto discuterne. In sede di emendamento a un decreto-legge, voi state riscrivendo le politiche di contrasto alla diffusione della droga. Ma vi rendete conto di cosa state facendo?

Secondo lei è normale che non ci sia neanche la possibilità di fare una valutazione sull'impatto? Il decreto-legge non era corredato dalla valutazione d'impatto. Noi, su temi di questa natura, dobbiamo sapere quali sono le ricadute. Ho terminato, Presidente.

PRESIDENTE. Non abusate della pazienza. La ringrazio per il suo intervento, senatore Giorgis. Ovviamente prendiamo nota di quello che ha detto, ma in questo momento non si può rimandare l'emendamento in Commissione.

LOPREIATO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LOPREIATO (M5S). Signora Presidente, anche io le avevo avanzato la richiesta di rimandare questo emendamento in Commissione, ex articolo 100, comma 11, del Regolamento. Se studiate un attimo, reclama un riscontro da parte della Presidenza, tenuto conto della sua gravità. (Commenti).

Scusatemi, colleghi, la 2a Commissione non è stata coinvolta. Abbiamo evidenziato la gravità della situazione e le motivazioni sono state esposte anche dai colleghi. Credo che mai come questa volta ci sia bisogno di una riflessione ulteriore.

PRESIDENTE. Prendiamo nota, senatrice Lopreiato.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signora Presidente, soltanto per chiederle, per favore, di non dirci di non abusare della sua pazienza. Lei è la Presidente dell'Assemblea: non è che deve avere pazienza con noi, lei deve applicare il Regolamento. Non è ammissibile che lei dica ai senatori di non abusare… (Commenti).

PRESIDENTE. Glielo spiego con tutta calma e con gentilezza.

Ho preso le consegne oggi alle ore 13,30: voi sapete di aver esaurito i tempi, che sono contingentati; c'è un accordo e quindi ho preso la consegna di concedere tempo, anche se - come da indicazioni della Capigruppo - non ne avreste bisogno. Lo sto facendo: non abusate.

Intendevo dire questo: il suo Gruppo ha già parlato, come ha già parlato anche il Gruppo MoVimento 5 Stelle, come aveva già parlato il Gruppo Partito Democratico. Abbiamo concesso i tempi. È questo che intendo, quando dico di non abusare della pazienza. Ci sono degli accordi che il suo Capogruppo ha preso.

BOCCIA (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOCCIA (PD-IDP). Signor Presidente, chiedo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, dispongo la votazione, come richiesto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.3000 (testo 2), presentato dal senatore Lisei e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Metto ai voti l'emendamento 6.28, presentato dal senatore Nicita e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'emendamento 6.30, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

LOPREIATO (M5S). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.30, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo all'emendamento 6.31, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

LOPREIATO (M5S). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.31, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Metto ai voti l'emendamento 6.32, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 6.33 e 6.34 sono improcedibili.

Senatore Cataldi, accetta la riformulazione dell'emendamento 6.35 proposta dal sottosegretario Molteni?

CATALDI (M5S). No, signor Presidente.

PRESIDENTE. Non è accettata neanche la proposta di riformulazione dell'emendamento 6.36.

Metto ai voti l'emendamento 6.3001, presentato dal senatore Lisei e da altri senatori.

È approvato.

Risultano pertanto assorbiti gli emendamenti 6.35 e 6.36.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.38, sostanzialmente identico all'emendamento 6.39.

LOPREIATO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LOPREIATO (M5S). Signora Presidente, l'emendamento 6.38 prevede la possibilità per la polizia locale di accedere alle banche dati interforze, per verificare se le persone fermate hanno precedenti. La polizia locale infatti non ha accesso diretto a molte banche dati ministeriali e in vari casi deve pagare per avere i dati. Se la polizia locale ferma un accusato di omicidio potrebbe non saperlo. L'emendamento, di assoluto buonsenso, è a tutela della polizia locale, per cui non capisco perché non debba essere accolto. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 6.38, presentato dalla senatrice Floridia Barbara e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 6.39, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 6.41, presentato dal senatore Licheri Ettore Antonio e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 6.42, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'ordine del giorno G6.3000.

ROMEO (LSP-PSd'Az). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROMEO (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, chiedo la votazione dell'ordine del giorno G6.3000 e che la stessa venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, dispongo la votazione, come richiesto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G6.3000, presentato dal senatore Romeo.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Metto ai voti l'ordine del giorno G6.1, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.

Non è approvato.

Sull'ordine del giorno G6.2 il parere è favorevole a condizione che venga accolta la riformulazione proposta dal rappresentante del Governo. Senatore Cataldi, accoglie la richiesta di riformulazione?

CATALDI (M5S). Signora Presidente, è possibile avere il testo della riformulazione?

PRESIDENTE. Chiedo al sottosegretario Molteni se può rileggerla.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno, che premette le parole: «compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, a continuare nelle politiche assunzionali…».

CATALDI (M5S). No, non accolgo la riformulazione.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Allora il parere è contrario.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'ordine del giorno G6.2, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'ordine del giorno G6.3, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.

Non è approvato.

Ricordo che l'emendamento 6.0.1 è improponibile.

Passiamo all'emendamento 6.0.2, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

LOPREIATO (M5S). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.2, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 6.0.3 e 6.0.4 sono improcedibili.

Passiamo all'emendamento 6.0.5, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

LOPREIATO (M5S). Ne chiediamo la votazione. Anzi, signora Presidente, chiediamo la votazione di tutti gli emendamenti improcedibili. (Commenti).

PRESIDENTE. Senatrice Lopreiato, siamo passati all'emendamento 6.0.5: era già stato ricordato che il 6.0.4 è improcedibile, non si torna indietro. (Commenti).

LOPREIATO (M5S). Il primo improcedibile da lei dichiarato, se non erro, era l'emendamento 6.0.3.

PRESIDENTE. Lei lo ha chiesto dopo.

LOPREIATO (M5S). No, il problema è che giustamente lei non vede subito l'Assemblea, ma io mi sono sbracciata da subito, signora Presidente.

PRESIDENTE. Da ora in poi voteremo così come da lei richiesto.

Invito dunque il senatore Segretario a verificare se la richiesta precedentemente avanzata dalla senatrice Lopreiato risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

MUSOLINO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MUSOLINO (IV-C-RE). Signor Presidente, in questo provvedimento non c'è una risorsa che sia una a favore del recupero delle periferie. Si parla di contrasto, di sicurezza, d'inasprimento di pene, ma voglio capire come pensate di fare, per garantire e migliorare la sicurezza per le città e per i cittadini, se poi non pensate di investire neanche un euro in quest'obiettivo.

C'era un fondo per le periferie istituito proprio dal Governo Renzi, che è stato poi soppresso, eliminato e definanziato. Non ce n'è più un altro. Allora mi si dica come si vogliono portare avanti le politiche sociali, se non ci sono risorse e si pensa invece di gravare gli assegnatari degli alloggi pubblici addirittura dell'obbligo di diventare vigilantes per le strade. Mi sembra veramente il colmo.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.5, presentato dalle senatrici Paita e Musolino.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo all'emendamento 6.0.6, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

CATALDI (M5S). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.6, presentato dal senatore Patuanelli e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 6.0.7 è improcedibile.

Passiamo all'emendamento 6.0.8, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

BEVILACQUA (M5S). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.8, presentato dal senatore Nave e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo all'emendamento 6.0.9, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

MARTON (M5S). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

MARTON (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARTON (M5S). Sottosegretario Molteni, lei prima… (Commenti). Vorrei l'attenzione del Sottosegretario. Lei prima, un po' piccato, si è quasi offeso nel momento in cui stava facendo la riformulazione di un ordine del giorno e i nostri colleghi le hanno detto che non l'accettavano prima ancora che lei finisse. Qui c'è ormai l'usanza di accettare gli ordini del giorno come se fossero una mancetta, come se fossero una cosa di scambio.

Questo emendamento che presento è stato accettato come ordine del giorno nella legge di bilancio passata. Ha le coperture e ne abbiamo già parlato anche in Commissione. Riguarda l'illuminazione delle stazioni e delle periferie. La copertura c'è, ma voi avete dato parere contrario. Che senso ha accettare gli ordini del giorno se poi, al primo provvedimento utile in cui ci sono anche le coperture, bocciate l'emendamento? Almeno non fate neanche la figura di approvare ordini del giorno che nulla hanno a che fare con la logica, quindi invito a rivedere il parere, perché la copertura è stata segnalata.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.9, presentato dal senatore Marton e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 6.0.10 è improcedibile.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.0.11.

SIRONI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SIRONI (M5S). Signor Presidente, chiedo di aggiungere la mia firma a tale emendamento e di intervenire in dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza in tal senso.

SIRONI (M5S). Signor Presidente, questo emendamento, in pratica, chiede l'istituzione di un fondo per le aree periferiche delle grandi città. Bisogna pensare di risolvere il problema dalle sue origini. Ci sono aree degradate in abbandono nelle grandi città e c'è un problema d'inclusione, che crea poi la criminalità. Qual è la risposta? Chiodo scaccia chiodo. Bisogna creare un'abitudine positiva per scacciare quella negativa, che è la delinquenza e la criminalità. Bisogna offrire servizi, opportunità, attività sportive, culturali, centri di aggregazione, qualcosa che tolga i ragazzi dalla strada o dal cellulare. Non lo si può fare senza soldi: se si vuole risolvere veramente il problema della sicurezza, si deve investire.

L'emendamento va in tale direzione e non posso che auspicare che il Governo ci ripensi, perché questa è la soluzione: il problema è da prendere dalla testa.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 6.0.11, presentato dalla senatrice Cucchi e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'emendamento 6.0.12, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

MAZZELLA (M5S). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

MAZZELLA (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAZZELLA (M5S). Signor Presidente, questo emendamento riguarda il Fondo per la sicurezza urbana nei comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. Ci tengo a leggere il testo: «I Comuni sciolti per infiltrazione mafiosa sono autorizzati ad assumere, con un incremento del 30 per cento delle unità di personale non dirigenziale del corpo di polizia locale, attraverso procedure concorsuali semplificate o mediante scorrimento di graduatorie vigenti da altre amministrazioni».

Sapete che testo è questo, copiato e incollato nell'emendamento? Lo chiedo alla maggioranza, lo chiedo a voi, a Fratelli d'Italia, a Forza Italia, alla Lega. Lo sapete questo emendamento da che cosa è stato copiato? È un copia e incolla del decreto Caivano. Quindi, voi, nel decreto Caivano, fate un aumento del 30 per cento del personale di polizia municipale, ma non lo fate per tutte le altre città italiane. Questo è uno scandalo e ve ne dovete veramente vergognare! (Applausi).

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.12, presentato dal senatore Mazzella e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 6.0.13 e 6.0.16 sono improcedibili.

Gli emendamenti 6.0.14 e 6.0.15 sono improponibili.

Passiamo all'emendamento 6.0.17, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

BEVILACQUA (M5S). Ne chiedo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

BEVILACQUA (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BEVILACQUA (M5S). Signora Presidente, in questo emendamento chiediamo di istituire il Fondo nazionale per le assunzioni della polizia locale. Noi abbiamo molta pazienza e continuiamo a chiedere che, quando si vogliono prendere dei provvedimenti per la sicurezza dei cittadini e rafforzare le Forze di polizia, bisogna mettere i soldi, non basta la propaganda con cui voi vi ostinate a voler rispondere a un'emergenza seria dei cittadini italiani.

Vi chiediamo quindi cortesemente, senza abusare della vostra pazienza, di far capire ai cittadini italiani se volete solo fare propaganda o fatti concreti. (Applausi).

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.17, presentato dalla senatrice Licheri Sabrina e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo all'emendamento 6.0.18, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

VALENTE (PD-IDP). Ne chiedo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

VALENTE (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VALENTE (PD-IDP). Signora Presidente, con questo emendamento ripetiamo e proviamo a riaffermare la priorità e la centralità dei Comuni nel garantire la sicurezza urbana. I Comuni, però, vanno messi nelle condizioni di operare e lo fanno attraverso la polizia locale, ragion per cui con questo emendamento vi chiediamo di passare da parole di propaganda a fatti, mettendo risorse, istituendo un fondo destinato specificamente all'assunzione di agenti della polizia locale. Se siete in grado di votare un emendamento del genere, dimostrerete di fare sul serio; altrimenti, come al solito, siamo alla propaganda, a parole a buon mercato che però, nei fatti, sul tema della sicurezza nulla cambiano.

PIRRO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRRO (M5S). Signora Presidente, vorrei fare anch'io una dichiarazione di voto, visto che questo emendamento è molto simile al precedente, in cui anche il Gruppo MoVimento 5 Stelle chiedeva esattamente la stessa cosa. Se non c'è personale della polizia, che sia quella locale, della Polizia di Stato o dei Carabinieri nelle strade a fare in modo che ci siano la sorveglianza e l'attenzione dello Stato su quello che accade, i problemi di sicurezza urbana non si risolveranno mai. È inutile che aumentiate le pene, se non mettete in strada agenti per verificare che la legge venga rispettata. (Applausi). Finitela di fare sterile propaganda sulla pelle dei cittadini.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.18, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo all'emendamento 6.22, precedentemente accantonato, su cui la 5a Commissione ha espresso parere favorevole condizionato a una sua riformulazione.

Senatore Bazoli, recepisce tale riformulazione?

BAZOLI (PD-IDP). Signora Presidente, abbiamo ritenuto non opportuno accettare la riformulazione, quindi lo manteniamo nella sua formulazione originaria.

PRESIDENTE. Chiedo al Governo se conferma il parere contrario sull'emendamento 6.22.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signora Presidente, confermiamo il parere contrario.

PRESIDENTE. Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 6.22 è improcedibile.

Passiamo all'emendamento 6.0.19, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

CATALDI (M5S). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

CATALDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CATALDI (M5S). Signora Presidente, chiedo innanzitutto di sottoscrivere l'emendamento 6.0.19. Vorrei poi far notare che questa maggioranza ha bocciato una serie di emendamenti all'articolo 6 che avrebbero dato senso quantomeno al titolo dell'articolo, ossia «Potenziamento delle iniziative in materia di sicurezza urbana». Ebbene, tra gli altri avete bocciato l'emendamento 6.0.6, che vi faceva notare che state facendo finta di spendere, appostando risorse esigue. Per la videosorveglianza, ad esempio, prevedete 19.000 euro, che sono sostanzialmente da dividere per 7.000 Comuni, quindi stiamo parlando di una somma con la quale al massimo si può mettere un impianto di videosorveglianza a una villetta bifamiliare. Quello che proponevamo era di definanziare il Protocollo Italia-Albania: lì sì che ci sono i soldi che potreste spendere per la sicurezza delle città italiane. (Applausi).

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.0.19, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori, fino alle parole «del predetto testo unico».

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 6.0.20.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 6.0.21 e 6.0.22 sono improcedibili.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.0.25.

SIRONI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SIRONI (M5S). Signora Presidente, intervengo su questo emendamento perché in realtà uno vale l'altro, più o meno, perché l'indirizzo di questi emendamenti va sempre nella direzione di mettere i Comuni nelle condizioni di monitorare il territorio e di intervenire nel momento in cui se ne ha bisogno. Se da un lato non volete investire nulla in prevenzione, non volete creare opportunità per chi delinque di dedicarsi a qualcosa di diverso, in particolare per i giovani, non date soldi alla polizia e non assumete nuovi elementi, il cittadino che si ritrova nelle grandi città, da Milano a Sesto San Giovanni a tutto l'hinterland, a chiedere l'intervento della polizia si sente rispondere che la volante è occupata altrove, quindi: "cittadino, arrangiati".

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 6.0.25, presentato dalle senatrici Paita e Musolino.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.0.27.

NATURALE (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NATURALE (M5S). Signora Presidente, chiedo di sottoscrivere l'emendamento. Stiamo concludendo l'esame dell'articolo 6 e tanti colleghi si sono espressi sulla necessità di dare un presidio territoriale importante ai Comuni, creando anche una sorta di condivisione che dia un senso di sicurezza e di legalità, quindi coinvolgendo i prefetti e i cittadini, avendo attenzione soprattutto alle città particolarmente a rischio, che richiedono un controllo dell'indice di vulnerabilità e di criminalità su misura, creando presidi di legalità e potenziando le Forze dell'ordine in campo.

MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAGNI (Misto-AVS). Signora Presidente, mi fa specie che su quasi tutti gli emendamenti che abbiamo presentato come Alleanza Verdi e Sinistra venga espresso un parere contrario. Si parla di presidi di legalità, che vuol dire coinvolgere i cittadini, coinvolgere i Comuni, coinvolgere in sostanza la parte attiva del Paese, oltre a potenziare la polizia locale e via dicendo. Voi davvero vi sciacquate la bocca, fate una propaganda inspiegabile, accusate i sindaci, che non hanno la responsabilità dell'ordine pubblico, perché spetta allo Stato, e allo stesso tempo bocciate un emendamento che cerca di far sì che la cittadinanza, insieme al Comune, svolga un ruolo attivo. È davvero una cosa aberrante da parte vostra, vi qualificate da soli. Nel mio territorio stanno venendo fuori manifesti aberranti, in cui si scrivono cose inaccettabili, e voi non accettate il fatto che le persone possano partecipare in modo attivo a un presidio di legalità nella propria città? Lasciamo perdere, altrimenti ciò che ho da dire mi squalificherebbe.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 6.0.27, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.

Non è approvato.

Gli emendamenti da 6.0.28 a 6.0.33 sono improponibili.

Passiamo all'emendamento 6.0.34, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

BEVILACQUA (M5S). Ne chiedo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

BEVILACQUA (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BEVILACQUA (M5S). Signora Presidente, leggo semplicemente il titolo: «Rifinanziamento del fondo per i Comuni in dissesto finalizzato alla ristrutturazione dei beni immobili da destinare a stazioni e caserme della Polizia di Stato e dell'Arma dei carabinieri». Glielo fate capire, per favore, alle Forze dell'ordine se siete realmente dalla loro parte, senza se e senza ma, votando a favore di questo emendamento? (Applausi).

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.34, presentato dal senatore Lorefice e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Gli emendamenti da 6.0.35 a 6.0.39 sono improponibili.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 6.0.3000 è improcedibile.

Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 7 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signora Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti, tranne che sull'emendamento 7.3000, sul quale il parere è favorevole con la seguente riformulazione «tribunale per i minorenni» anziché «tribunale dei minorenni». Chiedo l'accantonamento dell'emendamento 7.3001.

Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G7.3000. Sull'ordine del giorno G7.3001 il parere è favorevole, se accolta la seguente riformulazione del dispositivo: «a valutare l'opportunità di prevedere che i fatti, commessi da chi svolge la professione di docente, costituenti delitti non colposi commessi contro l'ordine pubblico e contro la pubblica amministrazione, ovvero delitti contro la persona commessi con violenza o minaccia, qualora accertati con sentenza definitiva e valutati incompatibili con l'esercizio delle proprie funzioni, costituiscano causa di avvio del procedimento disciplinare, ferma restando la proporzionalità tra il fatto commesso e la sanzione disciplinare eventualmente irrogata».

Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G7.3002, se accolta la seguente la riformulazione del dispositivo: «a promuovere, nell'ambito delle proprie competenze, iniziative normative o amministrative volte a proseguire, per il tramite dei Prefetti e d'intesa con gli Uffici scolastici regionali, l'esame periodico delle problematiche connesse alla sicurezza nelle scuole, nell'ambito del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, anche in composizione allargata ai dirigenti scolastici, ai sindaci o loro delegati, nonché ai rappresentanti dei servizi sociali e sanitari e delle altre strutture territorialmente competenti».

Esprimo parere contrario sull'ordine del giorno G7.1.

Esprimo altresì parere contrario sugli emendamenti 7.0.1, 7.0.2, 7.0.4, 7.0.3000 e 7.0.3001.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.1, identico all'emendamento 7.2.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signor Presidente, intervengo sull'emendamento soppressivo 7.1, perché qui siamo un po' al cuore di questo provvedimento. L'articolo 7 è uno dei più importanti e introduce il cosiddetto fermo preventivo. Vorrei spiegare, anche se molto rapidamente, di cosa stiamo parlando. Qui stiamo sostanzialmente inasprendo la cosiddetta legge Reale, una legge del 1975, che già all'epoca fu molto contestata e considerata lesiva dei diritti civili; fu fatto addirittura un referendum nel 1978, che fu bocciato, anche perché fu fatto un mese dopo l'assassinio di Aldo Moro, quindi questo era il contesto nel quale si faceva quel dibattito.

Tanti anni dopo, inasprire la legge Reale, che finanche in quel momento sembrava particolarmente lesiva dei diritti civili, a me pare davvero una rappresentazione farsesca della realtà. Questa non è l'Italia degli anni Settanta, non è l'Italia attraversata dalla violenza politica. La norma che s'introduce, cioè l'inasprimento del fermo preventivo, e una serie di norme davvero profondamente lesive dei diritti civili non rispondono a un'esigenza di maggior sicurezza, bensì a una di pura propaganda. Qui, sull'articolo 7, si misura la differenza tra forze politiche che vogliono cercare di governare il Paese in modo responsabile e forze politiche che invece vogliono fare propaganda, raccontando un'Italia che non esiste, perché questa… (Il microfono si disattiva automaticamente).

PRESIDENTE. Concluda, senatore De Cristofaro.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Solo per finire la frase: questa non è l'Italia del 1978, e questa propaganda è del tutto inaccettabile. (Applausi. Commenti).

Saluto ad una rappresentanza di studenti

PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto di istruzione superiore «Antonio Rosmini» di Palma Campania, in provincia di Napoli, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1818 (ore 17,04)

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.1, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, identico all'emendamento 7.2, presentato dal senatore Bazoli e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.3, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, identico all'emendamento 7.4, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.5, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, identico all'emendamento 7.6, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.7, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.8.

NICITA (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICITA (PD-IDP). Signora Presidente, chiedo l'attenzione dei colleghi. Questo emendamento - che non è a mia firma, ma chiedo di poterla aggiungere - semplicemente aggiunge le seguenti parole: «garantendo in ogni caso il pieno esercizio delle libertà costituzionali di riunione e manifestazione del pensiero». Ora, io penso che non si possa dire di no a un emendamento del genere, che richiama le libertà costituzionali. Ho capito che vi è stato detto che il "no" riaccende, ma tutti questi "no" sono contrari alla nostra adesione alla Carta costituzionale e alla libertà di espressione. Vi chiedo un ripensamento sul punto. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.8, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.9, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, identico all'emendamento 7.10, presentato dal senatore Croatti e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.11, presentato dalla senatrice Di Girolamo e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.12, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, identico all'emendamento 7.13, presentato dalla senatrice Damante e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.14, presentato dalla senatrice Floridia Barbara e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.15, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.16, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, identico all'emendamento 7.17, presentato dal senatore Licheri Ettore Antonio e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.18, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.19, presentato dalla senatrice Gaudiano e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.20, presentato dal senatore Licheri Ettore Antonio e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.21.

VALENTE (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VALENTE (PD-IDP). Signora Presidente, intervengo per ricordare a tutti perché utilizziamo questi strumenti e queste misure. Vi chiediamo semplicemente di riflettere, perché, come ha ricordato il collega De Cristofaro, su una misura così invasiva, così delicata dal punto di vista anche della forza pubblica che lo Stato esercita nei confronti di una persona, forse dovremmo riflettere, per capire se può essere utilizzata anche nei confronti di minorenni. Si parla di pericolosità altissima per prevedere una misura di questo tipo. Vi inviterei veramente a riflettere su quanto può essere pericoloso un ragazzo minorenne e su quali siano le ricadute su un ragazzo minorenne di una misura tanto invasiva e tanto efferata, in termini di potere, di forza dello Stato.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.21, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.22, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.23.

CUCCHI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CUCCHI (Misto-AVS). Signora Presidente, credo che sia molto importante inserire questo nostro emendamento nel contesto di un articolo che comunque rimane assolutamente aberrante. Mi chiedo perché dobbiamo delegare alla polizia il potere di decidere chi può e chi non può manifestare. Ve lo dico io qual è il motivo. Si parte oggi impedendo di manifestare a un ragazzo che indossa una kefiah palestinese, fino ad arrivare a obbligare, a costringere, da parte del Governo, la polizia a fermare tutti i manifestanti che non indossino una camicia nera. Fate attenzione, perché voi, con questo ennesimo provvedimento, rischiate di passare alla storia, ancora una volta, come nemici delle libertà fondamentali. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.23, presentato dalla senatrice Cucchi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.24, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.26, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'emendamento 7.27, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

GIORGIS (PD-IDP). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signora Presidente, questo emendamento prevede che la registrazione delle azioni di polizia che vengono svolte ai sensi dell'articolo 7 non siano nella discrezionalità degli agenti e delle Forze di polizia medesime. Si prevede che la registrazione debba sempre avvenire. Io credo che ci sia qui un malinteso di fondo che non riusciamo a fugare. La registrazione e, quindi, la piena trasparenza dell'operato delle Forze di polizia è nell'interesse delle stesse Forze di polizia perché se ci sono dei dubbi e delle ombre sul corretto modo di operare, si rischia di incrinare quella fiducia che invece è necessario che i cittadini abbiano nelle Forze di pubblica sicurezza. Un po' come per i numeri di riconoscimento, qui si continua a pensare che rendere trasparente l'azione delle Forze di… (Il microfono si disattiva automaticamente). …contro le Forze di pubblica sicurezza e invece è anche a loro tutela. (Applausi).

PIRRO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRRO (M5S). Signor Presidente, anche noi siamo a favore di questo emendamento, tra l'altro sottoscritto da tutto il mio Gruppo e quindi non può che essere così. Non capiamo per quale motivo dopo che finalmente siamo riusciti a prevedere che i poliziotti, in alcune circostanze, debbano utilizzare le bodycam, si debba poi prevedere che le spengano. Se abbiamo convenuto alla fine tutti che sono una tutela in primis per gli agenti e poi anche per i cittadini che si dovessero trovare in determinate situazioni,

allora devono restare accese. Non è contemplabile che si possano spegnere, altrimenti potevamo risparmiare i soldi dello Stato e non acquistarle. Se le abbiamo acquistate e date in dotazione, la ratio vorrebbe che fossero utilizzate in maniera continuativa laddove previsto. Non capiamo allora per quale motivo ci sia un parere contrario su questo emendamento.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.27, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Metto ai voti l'emendamento 7.29, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, identico agli emendamenti 7.30, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori e 7.31, presentato dalla senatrice Licheri Sabrina e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'emendamento 7.32.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signora Presidente, con questo emendamento cerchiamo soltanto di mettere un limite a questa norma, che è un'eccezione al principio costituzionale che nessuno può essere privato della sua libertà personale senza un provvedimento dell'autorità giudiziaria. Quindi accorciamo i tempi, massimo sei ore e il pubblico ministero entro due ore deve poter valutare e stabilire che le cose siano state fatte bene o male.

Non andiamo a capovolgere la norma, ma a limitarla, perché oggettivamente è un'eccezione a un principio costituzionale, quello dell'habeas corpus, che è un pilastro della democrazia.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.32, presentato dai senatori Scalfarotto e Musolino.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.33, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.34, presentato dal senatore Lorefice e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.35, presentato dalla senatrice Lopreiato e da altri senatori, identico all'emendamento 7.36, presentato dal senatore Nave e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'emendamento 7.37.

MARTON (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARTON (M5S). Signora Presidente, si chiede semplicemente, nel momento in cui c'è la limitazione della libertà di un cittadino, ancorché non abbia commesso nulla, non si sia macchiato di nessun reato, di scrivere almeno quali siano le motivazioni per cui è stato portato in caserma in un apposito verbale. Non si chiede nient'altro. Se tu, Stato, usi la forza e privi il cittadino della propria libertà, lo devi fare motivandolo. Non è possibile che la discrezionalità di un ufficiale di polizia o di chiunque altro possa privare un cittadino della propria libertà sulla base di chissà quali reati possa aver ipotizzato un poliziotto o comunque un agente di pubblica sicurezza.

Quindi, vi invito a riflettere su questo punto, perché potrebbe capitare a chiunque di essere portato in caserma senza alcun motivo e questa cosa è aberrante.

BAZOLI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BAZOLI (PD-IDP). Signor Presidente, bisogna lasciare agli atti anche la nostra totale contrarietà a questa misura, che lascia un enorme margine di discrezionalità, quasi di arbitrarietà, agli organi di polizia giudiziaria per una limitazione così pesante nella libertà personale. Dodici ore di fermo di polizia è tanto e, senza una cornice normativa adeguata, si lascia nelle mani della polizia un potere francamente eccessivo.

Non c'è neanche un controllo giurisdizionale, perché si dà solo un'informativa al pubblico ministero, e non c'è l'intervento del difensore. Quindi, penso che siamo veramente in grande tensione con i principi costituzionali di libertà di circolazione che sono sanciti dalla nostra Costituzione e che, per questo, sia una norma da modificare profondamente.

MUSOLINO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MUSOLINO (IV-C-RE). Signor Presidente, ritengo anch'io che ci sia da fare una modifica. Questo è un emendamento di buonsenso, che riconduce nell'ambito dei provvedimenti motivati un provvedimento che viene adottato ad assoluta discrezionalità delle Forze dell'ordine.

Per carità, nessuno è a favore dei facinorosi e dei violenti, ma va da sé che, visto che stiamo parlando di un provvedimento che abbiamo adottato non nei confronti di chi agisce, ma di chi appare sospetto, è giusto che almeno venga riportato nel verbale perché appare sospetto, perché si ritiene che non possa stare in quei luoghi e perché dovrebbe essere accompagnato e condotto in questura per l'identificazione, fornendo anche un motivo di esame e di valutazione al pm, al quale viene trasmessa soltanto ex post una relazione d'intervento.

Senza la relazione, non capisco neanche come farebbe poi il pm a stabilire se il fermo fosse legittimo o non fosse legittimo, con il risultato che, se se ne dispone la revoca e si dice che il fermo è stato fatto illecitamente, le conseguenze poi ricadono sull'agente operante, al quale si dirà che ha ecceduto nei suoi poteri. Quindi, mi sembra una norma anche di buonsenso a tutela delle Forze dell'ordine.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.37, presentato dal senatore Marton e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.38, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.39, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, identico all'emendamento 7.40, presentato dal senatore Mazzella e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.41, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.42, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.43, presentato dalla senatrice Naturale e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.44, presentato dal senatore Patuanelli e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.45, presentato dal senatore Pirondini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.46, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, identico all'emendamento 7.47, presentato dalle senatrici Musolino e Furlan.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.48.

PARRINI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PARRINI (PD-IDP). Signora Presidente, credo sia necessario mettere in evidenza cose che hanno già sottolineato molto bene i miei colleghi in interventi precedenti, cioè che siamo di fronte a una misura che rischia non soltanto di apparire, ma anche di essere totalmente indiscriminata e affetta da un'arbitrarietà oggettivamente abnorme.

Non si può a giocare con la libertà personale con tale leggerezza. Questo mi pare un tipico esempio di un modo di fare le leggi che si basa sull'effetto annuncio e temo sia anche scontato che, non appena un provvedimento di questo tipo finirà sotto un controllo di legittimità costituzionale, non potrà che essere messo in evidenza il suo evidente contrasto, almeno a noi così pare, con princìpi costituzionali fondamentali.

SIRONI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SIRONI (M5S). Signora Presidente, anche alla luce delle considerazioni dei colleghi testé svolte, chiedo un ripensamento al Governo e quindi un accantonamento di questo emendamento.

Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 17,20)

(Segue SIRONI). Chiedo un'ulteriore valutazione circa l'opportunità di prenderlo in considerazione con un parere favorevole.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.48, presentato dalla senatrice Sironi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.49, presentato dal senatore Pirondini e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.50.

MARTON (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARTON (M5S). Signora Presidente, con questo emendamento chiediamo banalmente - lo dico anche ai ragazzi nelle tribune - che nel momento in cui si è a una manifestazione e le Forze di polizia identificano una persona come elemento sospetto, pericoloso, a loro insindacabile giudizio e senza nessun tipo di onere della prova, che sia almeno concesso a questa persona, che viene accompagnata per dodici ore in questura, di avere almeno la possibilità di chiedere la presenza dell'avvocato. Lo state fermando, lo state portando via sulla base di niente e non gli permettete neanche di sentire un avvocato, con l'aggravante che possa essere trattenuto ulteriormente per fatti ancor più gravi. Come funziona qua? L'arbitrarietà è arrivata al limite, cioè non c'è nessuna garanzia per un ragazzo che viene portato in questura e sappiamo bene cos'è già successo in altri casi nella storia a persone portate in questura e che purtroppo non hanno neanche più fatto ritorno a casa. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.50, presentato dalla senatrice Pirro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.51.

LOPREIATO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LOPREIATO (M5S). Signora Presidente, questo emendamento si ricollega al 7.50, perché introduce una garanzia minima di tutela personale, consentendo quantomeno di informare un familiare o una persona di fiducia.

Prima ho sentito anche proteste dalla maggioranza; non vorrei dire, ma c'è il parere del CSM, che è stato estremamente critico nei confronti di questo articolo, quindi l'invito del mio collega Marton è assolutamente da accogliere e chiedo al Governo di fare un'ulteriore riflessione su quest'articolo, tenuto conto - lo ricordo sempre - che il Presidente del CSM è il Presidente della Repubblica.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.51, presentato dal senatore Scarpinato e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.52, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.53, presentato dal senatore Turco e da altri senatori.

Non è approvato.

Chiedo agli assistenti di verificare il corretto funzionamento della tessera della senatrice Pellegrino.

Metto ai voti l'emendamento 7.54, presentato dalla senatrice Aloisio e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.55, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Per quanto riguarda l'emendamento 7.3000, era stata avanzata una proposta di riformulazione. Chiedo ai presentatori se la accettano e anche al parere del presidente della 5a Commissione, senatore Calandrini.

TERNULLO (FI-BP-PPE). Signora Presidente, per quanto riguarda l'emendamento 7.3000, accettiamo la riformulazione.

PRESIDENTE. Presidente Calandrini, ci dà un riscontro in merito?

CALANDRINI (FdI). Signor Presidente, il riscontro è di nulla osta. Il parere che rendo è puramente formale, trattandosi di una mera modifica di drafting.

MARTON (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARTON (M5S). Signora Presidente, vorrei aggiungere la mia firma a questo emendamento, sul quale se ho ben capito è stato dato parere favorevole da parte del Governo (e per fortuna).

Nell'emendamento si prevede semplicemente che qualora l'accompagnamento riguardi un minorenne, almeno la famiglia debba essere informata. Ringraziamo il cielo che abbiate fatto questo atto. Mi sembra incredibile che il Governo non abbia pensato, nella stesura di questo provvedimento, al fatto che se un ragazzo venisse portato via dalla Polizia e trattenuto dodici ore, la famiglia non ne saprebbe niente per tutto quel tempo. Ma vi sembra normale aver scritto questa follia? (Applausi).

GAUDIANO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GAUDIANO (M5S). Signora Presidente, vorrei chiedere le riformulazioni per iscritto, perché non riusciamo a prenderne visione.

PRESIDENTE. Le riformulazioni sono state lette; nel caso, posso rileggerle, qualora sfugga qualcosa.

Metto ai voti l'emendamento 7.3000 (testo corretto), presentato dal senatore Occhiuto e da altri senatori.

È approvato.

Dell'emendamento 7.3001, per il quale era stata comunque avanzata una proposta di riformulazione, è stato richiesto l'accantonamento da parte del Governo e pertanto rimane accantonato.

Metto ai voti l'emendamento 7.57, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.58, identico all'emendamento 7.59.

NICITA (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICITA (PD-IDP). Signora Presidente, volevo chiedere una cosa al Governo. La prima parte dell'emendamento 7.58 sostanzialmente riproduce l'emendamento 7.3000 (nella sostanza, non nel wording), che abbiamo approvato. Ciò che si aggiunge è semplicemente l'altro pezzo finale, dove si dice: «Il procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni conferma la misura oppure ordina il rilascio del minorenne entro l'ora successiva. In mancanza di conferma entro un'ora dall'accompagnamento, il minorenne viene rilasciato».

Ora, la prima parte riguarda l'informazione ai genitori, mentre la seconda parte è una tutela per il minore, che attiva ovviamente un obbligo da parte del tribunale di esprimersi per confermare o meno, sulla base delle informazioni. Mi sembra una precisazione di totale civiltà. Pertanto, visto che la prima parte è simile e la seconda è una garanzia non opinabile, chiedo se si può accantonare l'emendamento e se il Governo può rivedere il suo parere.

PRESIDENTE. Abbiamo compreso. Effettivamente c'è un presupposto che è cambiato (il 7.3000). In mancanza di segnali dal Governo, lo metto in votazione.

Metto ai voti l'emendamento 7.58, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori, identico all'emendamento 7.59, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 7.60, presentato dalla senatrice Cucchi e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 7.61 è improcedibile.

LISEI (FdI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LISEI (FdI). Signor Presidente, chiedo che venga posto ai voti l'ordine del giorno G7.3000, già accolto dal Governo.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'ordine del giorno G7.3000, presentato dal senatore Lisei.

È approvato.

Senatrice Tubetti, accetta la riformulazione dell'ordine del giorno G7.3001?

TUBETTI (FdI). Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G7.3001 (testo 2) e G7.3002 (testo 2) non verranno posti ai voti.

Metto ai voti l'ordine del giorno G7.1, presentato dalla senatrice Cucchi e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 7.0.1 è improcedibile.

Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.0.2, presentato dal senatore Verini e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Gli emendamenti da 7.0.4 a 7.0.3001 sono improponibili.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 8 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 8.1, 8.2, 8.3, 8.4, 8.5, 8.6, 8.7, 8.8, 8.9, 8.10, 8.11, 8.12, 8.13, 8.14, 8.15, 8.16, 8.17, 8.18 e 8.19.

Esprimo parere favorevole sull'emendamento 8.0.2 se accolta la riformulazione: sostituire la parola «protette» con le seguenti: «riservate in rubrica».

Esprimo parere contrario sugli emendamenti 8.0.3, 8.0.5 e 8.0.6.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 8.1, identico agli emendamenti 8.2 e 8.3.

CATALDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CATALDI (M5S). Signor Presidente, anche questa volta abbiamo la dimostrazione che il Governo vuole fare soltanto propaganda: inserisce come una fattispecie autonoma di reato il fatto che qualcuno non si sia fermato a una paletta, però vorrei richiamare l'attenzione su un fatto. Abbiamo già parlato in altri ambiti di questo provvedimento e degli squilibri sanzionatori, per cui chiedo di fare una riflessione. A proposito del codice della strada, prendiamo l'articolo 189, commi 6 e 7: chi investe una persona, la ferisce e scappa, prende da sei mesi a tre anni. Chi non si ferma a una paletta e scappa, prende cinque anni di reclusione. Vi sembra un equilibrio sanzionatorio?

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 8.1, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, identico agli emendamenti 8.2, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori, e 8.3, presentato dalla senatrice Bevilacqua e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 8.4, presentato dalla senatrice Bilotti e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 8.5, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori, identico all'emendamento 8.6, presentato dal senatore Licheri Ettore Antonio e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 8.7, presentato dalla senatrice Castellone e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 8.8, presentato dalla senatrice Damante e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 8.9, presentato dal senatore Croatti e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 8.10, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 8.11, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 8.12, presentato dal senatore Licheri Ettore Antonio e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 8.13, presentato dalla senatrice Di Girolamo e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 8.14, presentato dalla senatrice Gaudiano e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 8.15, presentato dalla senatrice Guidolin e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 8.16, presentato dalla senatrice Floridia Barbara e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 8.17, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori, identico all'emendamento 8.18, presentato dalla senatrice Aloisio e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 8.19, presentato dalla senatrice Licheri Sabrina e da altri senatori.

Non è approvato.

Sull'emendamento 8.0.2 è stata proposta una riformulazione, nel qual caso il parere è favorevole: chiedo al senatore De Priamo se la accetta.

DE PRIAMO (FdI). Sì, signora Presidente.

PRESIDENTE. Chiedo anche il parere del Presidente della 5a Commissione sull'emendamento riformulato.

CALANDRINI (FdI). Signor Presidente, esprimo un parere di nullaosta, trattandosi, anche in questo caso, di drafting.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 8.0.2 (testo corretto), presentato dal senatore De Priamo e da altri senatori.

Il Senato approva.

Ricordo che l'emendamento 8.0.3 è improponibile.

Metto ai voti l'emendamento 8.0.5, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 8.0.6, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 9 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, i pareri sono tutti contrari, ad eccezione di quelli sugli emendamenti 9.3000, 9.6, 9.3001, 9.31, 9.3002, 9.108, 9.3003 e 9.125.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 9.1.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signora Presidente, devo richiedere di intervenire necessariamente perché l'articolo 9, come il 7, ci sta particolarmente a cuore. È l'articolo che tratta delle manifestazioni, che evidentemente sono proprio un terreno urticante per questo Governo: proprio non sopporta, evidentemente, che la gente possa scendere in piazza e contestare le sue politiche. L'articolo 9, che introduce, ancora una volta, una serie di norme che renderanno più difficile manifestare in questo Paese, lo possiamo definire in trenta secondi, visto che non abbiamo tempo, esattamente per quello che è: il più grave attacco alla libertà di manifestare e alla libertà di protestare che c'è stato in questo Paese negli ultimi decenni. È esattamente il manifesto programmatico della destra di Governo. (Applausi).

Ve lo dico ora, molti mesi prima: appena al Governo andremo noi, cosa che succederà molto presto, lo abrogheremo. (Applausi. Commenti).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 9.1, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.2, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.3, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.4, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.3000, presentato dalla senatrice Pirovano, identico all'emendamento 9.6, presentato dal senatore Cataldi.

È approvato.

Rilevo che è stato approvato all'unanimità.

Metto ai voti l'emendamento 9.8, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'emendamento 9.9, identico all'emendamento 9.10.

BAZOLI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BAZOLI (PD-IDP). Presidente, solo per sottolineare che questa è la norma con la quale si sanziona amministrativamente chiunque promuova una riunione in luogo pubblico tramite reti, piattaforme e servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico e privato, cioè, sostanzialmente, è la norma che reprime l'organizzazione dei flash mob. Diciamo a tutti i ragazzi italiani che d'ora in poi, se qualcuno avrà intenzione di organizzare un flash mob, sappia che rischia d'incorrere in una sanzione amministrativa. Questo è il Paese nel quale il centrodestra vuole che vivano i ragazzi italiani. Siamo un Paese che reprime addirittura l'organizzazione di flash mob. Mi pare veramente un modo poco intelligente di pensare al futuro del nostro Paese.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 9.9, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori, identico all'emendamento 9.10, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

Saluto ad una rappresentanza di studenti

PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto «Vittorio Veneto», di Castrovillari, in provincia di Cosenza, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1818 (ore 17,47)

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 9.11, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 9.12, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, fino alle parole: «da euro 100 a euro».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 9.13.

Metto ai voti l'emendamento 9.14, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.15, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.16, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.17, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.18, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.19, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.20, presentato dal senatore Lorefice e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.21, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.22, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.23, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.24, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.25, presentato dalla senatrice Cucchi e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 9.26

MARTON (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARTON (M5S). Signor Presidente, approfitto della presenza dei ragazzi in tribuna per informarli, come ha già detto prima il senatore Bazoli, che, laddove utilizzassero WhatsApp, Telegram o qualsiasi strumento per incontrarsi da qualche parte, in un numero indeterminato da cinque a quindici persone, rischiano un'ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Quindi, ragazzi, state molto attenti. Non potete più incontrarvi da nessuna parte, perché potreste incorrere in una multa da 10.000 euro. (Applausi).

Ora, se non è follia questa qui, non so cosa lo sia. Voi state impedendo a chiunque di trovarsi o di organizzare una qualsiasi riunione in qualsiasi luogo pubblico. Secondo me, siete impazziti e non ve ne siete accorti. (Applausi).

PRESIDENTE. Senatore Marton, abbiamo ormai una prassi consolidata per cui, come chi siede in tribuna non può rivolgersi all'Assemblea, così vale il contrario: io non l'ho interrotta, ma teniamone conto.

Metto ai voti l'emendamento 9.26, presentato dal senatore Marton e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 9.27, identico all'emendamento 9.28.

MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAGNI (Misto-AVS). Signor Presidente, siamo in una situazione di questo genere. Qui davvero c'è, in qualche modo, la compressione del dissenso. Abbiamo già visto, purtroppo, che i lavoratori che hanno scioperato e che hanno bloccato una strada sono stati perseguiti. Ditemi voi se questo non è un limite alla democrazia, alla partecipazione, all'esigenza di manifestare in modo libero. Ciò vuol dire che non solo i giovani non possono riunirsi, ma neanche chi manifesta. Di fronte a un'azienda che non paga gli stipendi o a un'azienda che licenzia, normalmente però i lavoratori scendono in piazza per manifestare il loro dissenso e, allo stesso tempo, per chiedere all'opinione pubblica e alle istituzioni di sostenerli. Noi, invece, li multiamo, li incriminiamo. Questa è la proposta che state avanzando con questo articolo 9: impedire la manifestazione del dissenso, perché ne avete paura. Questo è il dato vero: avete paura del dissenso.

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signor Presidente, di fronte alla reazione indignata che ho visto prima da parte di importanti esponenti della maggioranza per le parole che provenivano da questa parte dell'Aula, vorrei che prendessero la parola e rassicurassero i cittadini e i più giovani. Dico questo perché la formulazione, di nuovo, com'è successo per tanti altri articoli, è talmente indeterminata, talmente difficile da interpretare in maniera univoca, che può effettivamente dare origine alle preoccupazioni che sono state testé pronunciate.

Se non è questo l'intendimento, e cioè limitare libertà fondamentali, ma snellire le procedure attraverso le quali avere contezza che viene organizzata una riunione in luogo pubblico, allora lo si dica. E magari, così come si sono riformulati altri emendamenti, si riformuli anche questa parte del testo. Limitarsi soltanto a prevedere la sanzione nei confronti di chi, anche attraverso comunicazione elettronica ad uso pubblico o privato, ovvero tramite gruppi chiusi di utenti (Commenti), può dare luogo a un'interpretazione estremamente restrittiva e illiberale che, se non è nelle intenzioni del Governo, sarebbe bene che venisse esplicitata e corretta. Così com'è, purtroppo, le preoccupazioni del senatore Marton e del Gruppo AVS sono fondate.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 9.27, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, identico all'emendamento 9.28, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.29, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.3001, presentato dalla senatrice Pirovano, identico all'emendamento 9.31, presentato dal senatore Cataldi.

È approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.32, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.33, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 9.34, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, fino alle parole: «da euro 200 a euro».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 9.35.

Metto ai voti l'emendamento 9.36, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.37, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.38, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 9.39, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori, fino alle parole: «con l'ammenda da euro».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 9.40.

Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 9.41, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori, fino alle parole: «da euro 500 a euro».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 9.42 e 9.43.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 9.44.

BAZOLI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BAZOLI (PD-IDP). Signora Presidente, vorrei che fosse chiaro che la trasformazione delle sanzioni penali in amministrative in questo caso corrisponde di fatto a una riduzione delle garanzie delle persone coinvolte. Sappiamo, infatti, che la sanzione amministrativa può essere irrogata senza necessariamente un procedimento che garantisca anche i diritti di difesa delle persone coinvolte.

Pertanto, quando si parla di sanzioni amministrative, tra l'altro piuttosto pesanti, che incidono così pesantemente sui diritti di manifestazione, e quindi sui diritti di libertà dei cittadini, penso che bisogni procedere con maggior cautela. Penso che questo apparato sanzionatorio così ampio, che riguarda i diritti di manifestazione, possa francamente collidere con gli articoli della Costituzione che tutelano, invece, la libertà di manifestazione di tutti i cittadini italiani. (Applausi).

DELLA PORTA (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DELLA PORTA (FdI). Signor Presidente, vorrei sinceramente tranquillizzare le opposizioni e soprattutto il collega Magni per il suo tramite, perché con questo emendamento andiamo a depenalizzare un reato. Prima di oggi il mancato preavviso al questore o l'inadempimento delle prescrizioni erano sanzionati come un reato. Quindi questa destra autoritaria depenalizza quello che era un reato e impone solo una sanzione amministrativa. (Applausi). Tra l'altro, per assolvere tutti questi adempimenti, basta una semplice email inviata al questore, cosa che credo sappia fare anche un ragazzo di 14 anni. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 9.44, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.45, presentato dalla senatrice Naturale e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.46, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.47, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 9.48.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signora Presidente,intervengo soltanto per dire che questo emendamento - come abbiamo cercato di fare in molte occasioni - serve non a rivoluzionare la norma proposta, ma a darle paletti e a contenerla, perché le norme proposte dal Governo evidentemente vanno a incidere su diritti costituzionalmente garantiti, tra l'altro importantissimi. Nell'emendamento, ad esempio, si dice che il pericolo per la sicurezza o l'incolumità pubblica dev'essere accertato su elementi concreti e circostanziati e che il turbamento del pacifico svolgimento della riunione dev'essere verificato dalla violenza o da una condotta che produca un pericolo concreto e poi naturalmente si escludono i giornalisti, gli osservatori accreditati e altri. Sono elementi di buonsenso che - lo ripeto - non vanno a stravolgere il testo, ma lo contengono in un modo più ragionevole.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 9.48, presentato dai senatori Scalfarotto e Musolino.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.49, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.50, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.51, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.52, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.53, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 9.56, presentato dalla senatrice Cucchi e da altri senatori, fino alle parole: «da euro».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 9.54.

Metto ai voti l'emendamento 9.55, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.57, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.58, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.59, presentato dal senatore Nave e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.60, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.61, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.62, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.63, presentato dal senatore Patuanelli e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.64, presentato dal senatore Pirondini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.65, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.66, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.67, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.68, presentato dalla senatrice Pirro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.69, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 9.70, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, fino alle parole: «da euro 100 a euro».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 9.71.

Metto ai voti l'emendamento 9.73, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 9.72, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori, fino alle parole: «con l'ammenda da euro».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 9.74.

Metto ai voti l'emendamento 9.75, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.76, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.77, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.78, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.79, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.80, presentato dal senatore Scarpinato e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.81, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.82, presentato dalla senatrice Sironi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.83, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

L'emendamento 9.84 è inammissibile.

Metto ai voti l'emendamento 9.85, presentato dalla senatrice Aloisio e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.86, presentato dalla senatrice Cucchi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.87, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori, identico agli emendamenti 9.88, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, e 9.89, presentato dalla senatrice Bevilacqua e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.90, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.91, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.92, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Colleghi, stiamo andando a un certo ritmo, però nelle votazioni le mani dovreste renderle visibili alla Presidenza, altrimenti si rischia una diversa lettura del voto.

Metto ai voti l'emendamento 9.93, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.94, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.95, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.96, presentato dalla senatrice Di Girolamo e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.97, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.98, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.99, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.100, presentato dalla senatrice Castellone e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.101, presentato dalla senatrice Bilotti e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.104, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.105, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.106, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.3002, presentato dalla senatrice Pirovano, identico all'emendamento 9.108, presentato dal senatore Cataldi.

È approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.109, presentato dalla senatrice Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.110, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.111, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.112, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 9.113, presentato dalla senatrice Cucchi e da altri senatori, fino alle parole: «da euro».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 9.114.

Metto ai voti l'emendamento 9.115, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.116, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.117, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.118, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.119, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, identico agli emendamenti 9.121, presentato dal senatore Croatti e da altri senatori, e 9.120, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.122, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.123, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.3003, presentato dalla senatrice Pirovano, identico all'emendamento 9.125, presentato dal senatore Cataldi.

È approvato.

Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 9.126, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori, fino alle parole: «da euro».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 9.127 e 9.128.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 9.0.1 e 9.0.2 sono improcedibili.

Metto ai voti l'emendamento 9.0.3, presentato dalla senatrice Cucchi e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 10 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti, ad eccezione del 10.3000, su cui il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.1, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, identico all'emendamento 10.2, presentato dalla senatrice Floridia Barbara e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.3, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.4, presentato dalla senatrice Gaudiano e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.3000, presentato dal senatore Tosato e da altri senatori.

È approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.5, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.7, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.8, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.9, presentato dal senatore Licheri Ettore Antonio e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.10, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.11, presentato dalla senatrice Licheri Sabrina e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.12, presentato dalla senatrice Guidolin e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.13, presentato dalla senatrice Pirro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.14, presentato dalla senatrice Lopreiato e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.15, presentato dai senatori Scalfarotto e Musolino.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.16, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.17, presentato dal senatore Lorefice e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.18, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.19, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.20, presentato dal senatore Marton e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 10.21, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, fino alle parole: «un massimo di».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 10.22.

Metto ai voti l'emendamento 10.23, presentato dalla senatrice Cucchi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.24, presentato dalla senatrice Naturale e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.25, presentato dal senatore Nave e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.26, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.27, presentato dal senatore Patuanelli e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.28, presentato dal senatore Pirondini e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'emendamento 10.29.

PIRRO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRRO (M5S). Signor Presidente, mi lasci dire che non possiamo lasciar passare questo articolo senza dire neanche mezza parola.

Dobbiamo renderci conto che stiamo limitando le libertà di cittadini che, seppure siano stati condannati, hanno scontato una pena. Questo articolo prevede che, successivamente all'aver scontato la pena, venga loro impedito, per un numero di anni pari a quello della pena, di partecipare a pubbliche manifestazioni.

Ci sembra veramente un'esagerazione inaudita. La pena nel nostro sistema giudiziario dovrebbe servire per espiare una colpa, dopodiché, in teoria, avendo capito dove si è sbagliato (se il nostro sistema fosse in qualche modo correttivo delle condotte sbagliate e se non ci fosse tutta una serie di problemi nel nostro sistema giudiziario), per non sbagliare più.

Noi stiamo ammettendo la resa dello Stato. Non riusciamo a svolgere il compito della pena all'interno degli istituti giudiziari, quindi facciamo il prolungamento di pena successivo, impedendo la partecipazione alle manifestazioni.

Lo trovo veramente assurdo e i nostri emendamenti a questo articolo cercano di spiegare una tale assurdità e in qualche modo di correggerla. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.29, presentato dalla senatrice Pirro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.30, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.31, presentato dal senatore Scarpinato e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.32, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.33, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.34, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.35, presentato dalla senatrice Sironi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.36, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.37, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.38, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.39, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.40, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.41, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.42, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 10.43, presentato dal senatore Turco e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 10.0.1 e 10.0.3 sono improcedibili, mentre l'emendamento 10.0.2 è improponibile.

Metto ai voti l'emendamento 10.0.4, presentato dalla senatrice D'Elia e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'emendamento 10.0.5, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

D'ELIA (PD-IDP). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

D'ELIA (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D'ELIA (PD-IDP). Signor Presidente, questo emendamento, come quello successivo e come il 10.0.3, che era improcedibile, interviene a tutelare la sicurezza di noi tutti e anche delle Forze di polizia, introducendo - questo in particolare - la previsione che le Forze di polizia impegnate in occasione delle manifestazioni debbano indossare l'uniforme di servizio e, quindi, essere riconoscibili.

L'emendamento successivo è sull'utilizzo delle bodycam e delle telecamere, a tutela anche delle stesse Forze di polizia. Come sapete, siamo un Paese che è stato anche condannato per episodi molto gravi. Penso in particolare a Genova 2001.

La tutela della sicurezza a cui noi guardiamo è la tutela della sicurezza di tutti, anche dei cittadini che manifestano, e anche della responsabilità del singolo poliziotto, persona impegnata nelle Forze di polizia, a tutelare in modo rispettoso la sicurezza nel rispetto dei diritti umani e dei diritti dei manifestanti.

Per questo, chiedo, come tra l'altro hanno fatto tanti Paesi e come ci chiede una direttiva votata dal Parlamento europeo nel 2012, che vengano introdotte queste misure a tutela di noi tutti.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.5, presentato dalla senatrice D'Elia e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Metto ai voti l'emendamento 10.0.6, presentato dalla senatrice D'Elia e da altri senatori.

Non è approvato.

L'emendamento 10.0.7 è improponibile.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 10.0.3000 è improcedibile.

Passiamo agli emendamenti e all'ordine del giorno riferiti all'articolo 11 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 11.3000, 11.3001, 11.3002 e 11.3003.

Sugli emendamenti 11.5, 11.6 11.10, 11.12 e 11.30 (testo 2) il parere è favorevole, se riformulati come l'11.3000.

Esprimo parere contrario sugli emendamenti 11.107 e 11.108.

Sull'ordine del giorno G11.3000 il parere è favorevole con la seguente riformulazione: «a perseguire, nell'attività di ulteriore incentivazione e promozione nei confronti di FS, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica e previo coinvolgimento, ove necessario, delle Regioni, dei sistemi di sicurezza, anche attraverso il rafforzamento della presenza a bordo dei convogli regionali degli agenti della polizia ferroviaria e del personale ferroviario di assistenza ai passeggeri appositamente formato, l'implementazione dei sistemi di videosorveglianza attiva, nonché la creazione sui convogli del trasporto ferroviario regionale per le corse serali di apposite aree di sicurezza per donne viaggiatrici.».

Invito a ritirare l'emendamento 11.0.3000. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 11.0.1, 11.0.2, 11.0.3, 11.0.4, 11.0.5, 11.0.6, 11.0.7, 11.0.8, 11.0.9, 11.0.10, 11.0.11, 11.0.13, 11.0.15, 11.0.16, 11.0.17 e 11.0.3001.

PRESIDENTE. Colleghi, siccome è stato dato un parere favorevole all'emendamento 11.3000 e successivamente per gli emendamenti 11.5, 11.6, 11.10, 11.12 e 11.30 è stato dato un parere favorevole se riformulati come l'11.3000, vorrei sapere dai presentatori di questi emendamenti se accettano la riformulazione, perché in questo caso li votiamo insieme all'emendamento 11.3000.

Vedo che il senatore Magni non accetta la riformulazione proposta.

Senatore Giorgis, accetta la riformulazione proposta dell'emendamento 11.6?

GIORGIS (PD-IDP). Signora Presidente, non la accettiamo, ma le spiego il motivo.

Abbiamo proposto questo emendamento nel quadro di una serie di proposte di modifica che avrebbero inciso in maniera significativa sulle altre parti del testo. Quindi, è vero che qui si estende - come noi abbiamo chiesto - la situazione al contesto del trasporto pubblico locale, ma ai tipi di condotte che noi avremmo voluto riscrivere attraverso gli emendamenti che riguardavano i precedenti articoli.

Pertanto, non accettiamo la riformulazione anche per questo motivo, perché noi abbiamo criticato fin dall'inizio l'uso del decreto-legge per introdurre sanzioni. Abbiamo però immaginato che si arrivasse a questo articolo dopo che i nostri emendamenti fossero stati accolti. Siccome non sono stati accolti, l'approvazione di questo emendamento finisce indirettamente per legittimare anche ciò che noi non abbiamo votato, e per questa ragione noi non accogliamo la riformulazione.

PRESIDENTE. Questo vale anche per l'emendamento 11.10.

Chiedo al senatore Pirondini se accetta la riformulazione degli emendamenti 11.12 e 11.30.

PIRONDINI (M5S). Signora Presidente, in realtà non possiamo accettare la riformulazione, perché con l'emendamento 11.12 chiedevamo di inserire anche la categoria del comparto autoferrotranviario; se invece il testo che ci viene proposto è quello dell'11.3000, che è anche condivisibile, ma non riguarda quella categoria, di fatto non viene non considerato il testo presentato, per cui non ha senso accoglierlo.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 11.3000, presentato dal senatore Lisei e da altri senatori, identico agli emendamenti 11.3001, presentato dalla senatrice Pirovano e da altri senatori, 11.3002, presentato dal senatore Gasparri e da altri senatori, e 11.3003, presentato dalla senatrice Gelmini.

È approvato.

Risultano pertanto preclusi gli emendamenti da 11.5 a 11.108.

Senatrice Gaudiano, accetta l'invito alla riformulazione dell'ordine del giorno G11.3000?

GAUDIANO (M5S). Lo accetto, signor Presidente.

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G11.3000 (testo 2) non verrà posto ai voti.

Sull'emendamento 11.0.3000 c'era un invito al ritiro. Lo accetta, senatore Lisei?

LISEI (FdI). Signora Presidente, lo trasformo in ordine del giorno.

PRESIDENTE. Chiedo al Governo di pronunciarsi sull'ordine del giorno G11.0.3000.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Il parere del Governo è favorevole.

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G11.0.3000 non verrà posto ai voti.

Gli emendamenti da 11.0.1 a 11.0.15 sono improponibili.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 11.0.16, 11.0.17 e 11.0.3001 sono improcedibili.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 12 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 12.1.

PATUANELLI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PATUANELLI (M5S). Signor Presidente, intervengo per dichiarazione di voto, anche se in un minuto non riuscirò ad esprimere tutto lo sdegno e il senso di vomito politico per questo articolo, in particolare, di un provvedimento complessivo che sicuramente non vede il nostro favore.

Qui si tratta della propaganda più becera fatta dal centrodestra negli ultimi anni, quella che dice che c'è sempre la legittima difesa del poliziotto, il quale non deve essere iscritto nel registro degli indagati. (Applausi). Credo che su questo Giorgia Meloni e Matteo Salvini dovevano fare soltanto una cosa: chiedere scusa dopo i fatti di Rogoredo. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 12.1, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, fino alle parole: «Sopprimere l'articolo».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 12.3 e 12.4.

Metto ai voti l'emendamento 12.5, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 12.3000, presentato dal senatore Pirovano, identico all'emendamento 12.7, presentato dal senatore Cataldi.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 12.8, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 12.9.

CASTELLONE (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CASTELLONE (M5S). Signora Presidente, con questo emendamento noi proviamo a far chiarire in qualche modo a questo Governo cos'è la nuova categoria dell'annotato. Con questo decreto, oltre all'imputato e all'indagato, avremo anche l'annotato, ma questo annotato non si capisce bene cosa sia. Qui diciamo che quantomeno deve essere evidente sulla base di elementi oggettivi e specificamente individuati.

Il punto, Presidente, è che questo decreto è partito dopo i fatti di Rogoredo, pensando di mettere lo scudo penale. Lo scudo penale non si può mettere, perché non è previsto dalla nostra Costituzione. E allora questo Governo, anziché chiedere scusa e dire "ci siamo sbagliati", anche in merito alla sentenza politica che era stata data dopo i fatti di Rogoredo, ha pensato di inventare questa nuova fattispecie dell'indagato, che non ha né capo, né coda. (Applausi).

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signora Presidente, sappiamo tutti che in teoria l'avviso di garanzia dovrebbe essere una cosa fatta a tutela dell'indagato. Ora, con questa norma, scopriamo che il re è nudo, perché si dice ufficialmente che, se sei nel registro degli indagati, non viene fatto a tua garanzia. Quindi ci si inventa una cosa completamente nuova, quello degli annotati, che è una modifica molto importante - lo dico a lei, Presidente, che è un'esperta della materia, data la sua professione fuori di qui - e lo si fa con un decreto-legge, nel quale la Commissione giustizia non è stata coinvolta. Si introduce un elemento di assoluta novità, che però denuncia il fatto che non si sta lavorando su ciò che si dovrebbe fare, e cioè fare in modo che l'avviso di garanzia sia davvero a tutela dell'indagato e non diventi, come sempre succede - lo sappiamo benissimo - una forma di gogna mediatica, che è tutto il contrario di una garanzia.

Quindi, invece di inventarci cose nuove, sarebbe meglio far funzionare quelle che esistono.

BAZOLI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BAZOLI (PD-IDP). Signora Presidente, vorrei esprimere anzitutto il nostro sollievo per il fatto che l'emendamento 11.0.3000 è stato ritirato.

Era un obbrobrio giuridico, un mostro giuridico che violentava il codice civile e i principi generali del diritto su un tema di responsabilità da illecito aquiliano. Era una roba da far arrossire di vergogna ogni giurista e che veniva fatta con un colpo di mano per motivi puramente politici, per cercare di dare una risposta a un caso di cronaca. Era una cosa veramente da vergognarsi. (Applausi). Per fortuna qualcuno ha avuto il buon gusto di spiegare alla maggioranza che queste cose non si fanno.

Quanto invece al tema del registro degli "indagatini", voglio ribadire quello che ho già detto in discussione generale: è una misura che non serve a nulla, perché i poliziotti che sparano e uccidono una persona, se ci sono delle circostanze da indagare e accertare, saranno sempre sottoposti a un procedimento, anche in presenza del registro degli "indagatini". Quindi, state vendendo merce falsa ai vostri stakeholder. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 12.9, presentato dal senatore Scarpinato e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 12.10, presentato dal senatore Scarpinato e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 12.11, presentato dal senatore Scarpinato e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 12.12, presentato dal senatore Scarpinato e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 12.13, presentato dalla senatrice Cucchi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 12.14, presentato dal senatore Scarpinato e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 12.15, presentato dal senatore Scarpinato e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 12.16, presentato dal senatore Scarpinato e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 12.17, presentato dal senatore Scarpinato e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 12.18.

MUSOLINO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MUSOLINO (IV-C-RE). Signor Presidente, questo emendamento mette in evidenza la mancanza di coraggio del Governo. Giustamente, il senatore Scarpinato dice: «resta fermo il principio dell'obbligatorietà dell'azione penale», quel principio che voi volete o pensate di scardinare sostanzialmente con l'introduzione del registro degli annotati. Se l'azione penale è obbligatoria, chiamateli indagati o chiamateli annotati, il pubblico ministero comunque procede all'iscrizione e apre il fascicolo. Poi gli annotati diventeranno indagati o resteranno annotati se effettivamente ricorrono cause di giustificazione, ovvero di non punibilità o esimenti di diritto. Si chiamano esimenti di diritto, non si chiamano cause di giustificazione: questa è una faciloneria che introducete voi.

Se, viceversa - come vi avevamo detto quando avete voluto affrontare la riforma della giustizia - aveste pensato finalmente di rendere moderno il nostro sistema, di modificare anche il principio dell'obbligatorietà dell'azione penale e non renderlo un automatismo per cui chiunque denuncia scatta un procedimento, prevedendo invece determinate condizioni per farlo, ecco che questo avrebbe avuto un senso.

Quindi, fate il giro largo, non toccate la Costituzione negli elementi fondamentali per la riforma della giustizia, di fatto gravate sempre il pm dell'iscrizione di tutti i procedimenti per tutte le denunce e le notizie di reato che arrivano alla sua conoscenza, e poi che fate? Create un registro degli speciali, gli "indagatini", come ha detto prima il senatore Bazoli…

PRESIDENTE. Senatrice, devo chiederle di concludere.

MUSOLINO (IV-C-RE). Ho concluso, Presidente.

MAIORINO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAIORINO (M5S). Signor Presidente, intervengo sempre sull'emendamento 12.18, che ricorda che esiste ancora l'obbligatorietà della azione penale.

Questo emendamento in particolare è proprio la ragione per cui ho parlato del decreto in esame come un residuato, come un reperto archeologico dell'era precedente al referendum, quando, tutti baldanzosi, parlavate addirittura di uno scudo penale tout-court per le Forze dell'ordine e le stesse Forze dell'ordine vi hanno detto che non lo vogliano, che non vogliono essere al di sopra della legge, che nessuno può essere al di sopra della legge. (Applausi).

Poi è dovuto intervenire - si può dire - il Colle, che vi ha fatto arrivare a più ragionevoli considerazioni, con l'estensione a tutti i cittadini e con questa soluzione, che non è una soluzione, ma è una complicazione inutile: la figura dell'annotato. L'annotazione non ha alcun senso.

Questo provvedimento, davvero, è l'immagine del vostro fallimento più totale sulla sicurezza. (Applausi. Commenti).

PRESIDENTE. Senatrice Maiorino, vale per lei ma vale per tutti: quando si menziona il Quirinale, non si possono attribuire… (Commenti). Ovviamente si può citare… (Commenti).

Senatore Lisei, non c'è bisogno del suo contributo. Adesso abbiamo compreso.

Metto ai voti l'emendamento 12.18, presentato dal senatore Scarpinato e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 12.19.

MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAGNI (Misto-AVS). Signora Presidente, come ho detto prima, questo articolo è antecedente al referendum e anche a quanto è successo a Rogoredo. Si pensava di dare una copertura che i poliziotti non vogliono, ma, nello stesso tempo, in questo Paese si è costruito immediatamente il caso, dicendo che era giusto operare così, e non è la prima volta. Addirittura avete pensato di scagionare anche altri che hanno fatto cose di questo genere.

In sostanza, l'idea giustizialista senza prove e senza mai riconoscere, anziché intervenire sui fatti, è certamente parte della cultura di questa destra che, al di là di quello che voi dite, è intrinseca alla vostra posizione. Questo è il dato fondamentale. Avete costruito una cosa che era un obbrobrio e avete dovuto cambiarla. È l'impostazione di questo decreto-legge ad essere davvero giustizialista e "manettara" nello stesso tempo. È per questo che noi ci battiamo. In quasi tutti gli articoli, la prima proposta è stata l'abolizione dell'articolo, perché è un provvedimento che va bocciato.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 12.19, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Saluto ad una rappresentanza di studenti

PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto comprensivo «Leonardo da Vinci» di Cavallino, in provincia di Lecce, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1818 (ore 18,53)

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 12.20, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 12.21, presentato dal senatore Scarpinato e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 12.22, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 12.23, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 12.24, presentato dal senatore Scarpinato e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 12.25, presentato dal senatore Scarpinato e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 12.26, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 12.27, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 12.28, presentato dal senatore Scarpinato e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 12.0.1, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 12.0.2, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.

Non è approvato.

L'emendamento 12.0.3 è improponibile.

Prima di passare all'articolo 13, su concorde intendimento dei Gruppi, sospendo la seduta per venti minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 18,55, è ripresa alle ore 19,21).

La seduta è ripresa.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 13, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signora Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti, anche sugli aggiuntivi.

PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 13.1, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, fino alle parole: «Sopprimere l'articolo».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 13.2 e 13.3.

Presidenza del presidente LA RUSSA (ore 19,22)

(Segue PRESIDENTE). Metto ai voti l'emendamento 13.4, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 13.5, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 13.0.1 è improcedibile.

Metto ai voti l'emendamento 13.0.3000, presentato dalla senatrice Rossomando e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 14, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, il parere è contrario su tutti gli emendamenti, ad eccezione dell'emendamento 14.4, su cui esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 14.1 e 14.2 sono improcedibili.

Metto ai voti l'emendamento 14.4, presentato dal senatore Lisei e da altri senatori.

È approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 14.0.1, 14.0.2 e 14.0.3 sono improcedibili.

Metto ai voti l'emendamento 14.0.4, presentato dalla senatrice Gaudiano e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti da 14.0.5 a 14.0.12 sono improcedibili.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 15, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 15.1, presentato dal senatore Bazoli e da altri senatori, identico all'emendamento15.2, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 15.3, presentato dalla senatrice Lopreiato e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 15.0.1 è improcedibile.

L'emendamento 15.0.2 è improponibile.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 15.0.3 è improcedibile.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 16 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 16.1, 16.2, 16.3 e 16.4. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 16.5 che, se approvato, assorbe gli emendamenti 16.6, 16.7, 16.8, 16.9, 16.11 e 16.12. Sull'emendamento 16.3000 esprimo parere favorevole. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 16.15 e 16.16, mentre invito a ritirare l'emendamento 16.0.3000. Il parere è contrario sui restanti emendamenti.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 16.1, presentato dal senatore Nicita e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 16.2, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 16.3, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 16.4, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

GAUDIANO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GAUDIANO (M5S). Signor Presidente, chiedo di sottoscrivere l'emendamento 16.5 a nome di tutto il Gruppo MoVimento 5 Stelle.

PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.

Metto ai voti l'emendamento 16.5, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

È approvato.

Gli emendamenti da 16.6 a 16.12 sono assorbiti.

Metto ai voti l'emendamento 16.3000, presentato dalla senatrice Pirovano, identico all'emendamento 16.14, presentato dal senatore Cataldi.

È approvato.

Metto ai voti l'emendamento 16.15, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 16.16, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

L'emendamento 16.0.3000 è stato ritirato.

Gli emendamenti da 16.0.1 a 16.0.7 sono improponibili.

Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 16.0.8, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori, fino alle parole: «di lavoro».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 16.0.9.

Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 19,31)

(Segue PRESIDENTE). Gli emendamenti da 16.0.10 a 16.0.15 sono improponibili.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 16.0.16 è improcedibile.

Gli emendamenti da 16.0.17 a 16.0.32 sono improponibili.

LISEI (FdI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LISEI (FdI). Signor Presidente, le chiedo la possibilità di trasformare in ordine del giorno l'emendamento 16.0.3000, che abbiamo ritirato.

PRESIDENTE. Mi sembrava che fosse stato ritirato, ma verifico con gli uffici.

Allora, colleghi, in effetti c'era stato un invito al ritiro e sembrava che fosse stato ritirato. Se è così fondamentale, lo accantoniamo per un momento e poi vediamo. Mi faccia verificare meglio con gli uffici; adesso non vorrei rallentare i lavori. C'era comunque un invito al ritiro.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 16.0.34, 16.0.35 e 16.0.36 sono improcedibili.

Gli emendamenti da 16.0.37 a 16.0.44 sono improponibili.

Passiamo all'emendamento 16.0.45, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

GIORGIS (PD-IDP). Ne chiediamo la votazione, ma vorrei chiedere di procedere ugualmente alla votazione dell'emendamento 16.0.37, a prima firma del senatore Bazoli, verificando prima che vi sia l'appoggio.

PRESIDENTE. L'emendamento 16.0.45 per il quale verifichiamo l'appoggio è improcedibile, mentre l'emendamento 16.0.37 è improponibile.

Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 16.0.45, presentato dal senatore Verini e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Gli emendamenti da 16.0.46 a 16.0.51 sono improponibili.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 16.0.52 è improcedibile.

Gli emendamenti 16.0.53, 16.0.54, 16.055, 16.056, 16.057 e 16.058 sono improponibili.

Passiamo all'emendamento 16.0.59, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

PIRRO (M5S). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

LORENZIN (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LORENZIN (PD-IDP). Signor Presidente, a proposito di questa serie di emendamenti che riguardano la detenzione e la vita del detenuto, non ho capito come si è intervenuti ai sensi della sentenza della Corte costituzionale n. 78 del 3 giugno 2025. Ci sono state due sentenze al riguardo, quella che ho menzionato e una precedente del 2020, che era intervenuta per modificare i termini per i reclami dei detenuti, sia per i permessi premio che per questioni di necessità, stabilendo che il termine di ventiquattr'ore, così come di quarantott'ore, era troppo residuo per chi è detenuto, per poter intervenire.

Ho cercato di capire dai colleghi se avevano inteso queste due sentenze della Corte, perché mi sembra che, alla luce anche degli emendamenti approvati, questo tema non sia stato minimamente risolto. Siamo andati ad approvare degli emendamenti che in realtà non rispondono ai termini che erano di quindici giorni previsti dalle due sentenze della Corte costituzionale.

PIRRO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRRO (M5S). Signor Presidente, sarò brevissima.

La situazione dei nostri istituti carcerari credo sia nota a tutti, con gravi disagi per i detenuti, sovraffollamento, problemi anche per quanto riguarda il personale di Polizia penitenziaria, che si trova a lavorare in gravi situazioni di carenza e quindi di disagio. Abbiamo dei tassi di suicidio sia tra i detenuti che tra gli agenti di Polizia penitenziaria che stanno raggiungendo dei record purtroppo in senso negativo e non positivo. Spero che prima o poi questa maggioranza, che spesso si riempie la bocca con parole di sostegno per le Forze di polizia, inclusa la Polizia penitenziaria, faccia qualcosa di reale e concreto.

Chiedo inoltre di poter aggiungere la mia firma all'emendamento 16.0.59.

PRESIDENTE. Ovviamente, do l'assenso per l'aggiunta della firma.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 16.0.59, presentato dalla senatrice Rossomando e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ricordo che gli emendamenti da 16.0.60 a 16.0.62 sono improponibili.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 16.0.63 è improcedibile.

Passiamo all'emendamento 16.0.64, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

RANDO (PD-IDP). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

RANDO (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RANDO (PD-IDP). Signora Presidente, ci sembra veramente molto strano il parere negativo su questo emendamento, perché si tratta di rifinanziare un fondo a tutela degli amministratori locali vittime di atti intimidatori.

Do solo qualche dato, proprio perché non abbiamo tempo: dal 2010 al 2024 sono stati censiti 5.716 atti intimidatori di minacce e violenza contro sindaci, assessori, consiglieri comunali; una media impressionante, 381 intimidazioni all'anno, 32 al mese, una al giorno. Dal 2024, 328 sono gli episodi censiti, in aumento del 4 per cento rispetto al 2023. I sindaci sono quelli più colpiti, nel 61 per cento dei casi. Sono sindaci e amministratori che fanno la battaglia contro la criminalità organizzata e sono molto esposti, per cui ci sembra veramente strano non finanziare questo fondo.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 16.0.64, presentato dalla senatrice Rando e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 16.0.65, 16.0.66 e 16.0.67 sono improcedibili.

Ricordo che l'emendamento 16.0.68 è improponibile.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 17 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 17.1, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'emendamento 17.3000, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signora Presidente, mi scusi, ma l'emendamento 17.3000 è del Comitato per la legislazione.

PRESIDENTE. C'è, però, un parere contrario della 5a Commissione, per cui tecnicamente è improcedibile. Ditemi voi cosa volete fare.

GIORGIS (PD-IDP). La 5a Commissione ci renderà o meno partecipi delle ragioni?

PRESIDENTE. Al momento dobbiamo andare oltre. Non mi pare che il Presidente voglia rendere conto.

GIORGIS (PD-IDP). Mi scusi, colpa mia: mi sono confuso tra improcedibile e improponibile. Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signora Presidente, credo che sia, forse, la prima volta che risulta improcedibile un emendamento del Comitato per la legislazione, che sostanzialmente rende applicabile una disposizione altrimenti non applicabile. L'eccezione che è stata sollevata dal Comitato, che con questo emendamento si cerca di rimediare, è un'eccezione di applicabilità di una disposizione che voleva riservare determinate quote per gli agenti di pubblica sicurezza. Per rendere applicabile la disposizione il Comitato per la legislazione ha prospettato un emendamento che è sostanzialmente tecnico.

Respingere questa proposta di riformulazione equivale a rendere inapplicabile e quindi ad abrogare uno degli articoli che sono stati presentati come qualificanti l'indirizzo politico della maggioranza. Se la maggioranza adesso ritorna sui suoi passi, bene; questa maggioranza sta sostanzialmente dicendo ai cittadini che ha scherzato quando voleva garantire l'assunzione di personale di agenti di pubblica sicurezza e corsie riservate. (Applausi).

Il paradosso è che tutte le forze politiche si sono fatte carico attraverso il Comitato di trovare una formulazione che fosse tecnicamente applicabile e noi scopriamo adesso che invece la stessa maggioranza vuole tornare sui suoi passi senza però neanche prendere la parola e dire che in realtà si è sbagliata e non le interessa per davvero garantire l'organico in maniera adeguata. (Applausi).

CASTELLONE (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CASTELLONE (M5S). Presidente, vorrei anch'io stigmatizzare quanto sta accadendo.

In realtà noi sapevamo dall'inizio che l'intento di questo Governo con questo decreto-legge non era di certo garantire più sicurezza per i cittadini. L'unico modo infatti per garantire più sicurezza nelle nostre città è assumere più personale nelle Forze di polizia e nei Carabinieri.

Allora, visto che a questa maggioranza piacciono i numeri, anche se a volte ha problemi con le calcolatrici, vorrei ricordare che gli agenti di Polizia nel 2025 erano 96.000 e 99.000 nel 2023. Siamo a meno 3.000, quando ne sarebbero previsti addirittura altri 10.000 in più, cioè 109.000. Con questa bocciatura cade la maschera e si manifesta il fatto che non c'è alcun interesse a potenziare la sicurezza nelle città. (Applausi).

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 17.3000, presentato dalla senatrice Pirovano, identico all'emendamento 17.3, presentato dal senatore Cataldi.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti17.4 e 17.0.3 sono improcedibili.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 18 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 18.3000 e 18.3001. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 18.3002 con la seguente formulazione: al comma 1, lettera d), la parola 2027 è sostituita dalle seguenti: degli anni 2026 e 2027.

Esprimo parere favorevole sull'emendamento 18.2 se riformulato come l'emendamento 18.3002. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 18.3003, 18.5, 18.3004, 18.6 e 18.7. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 18.3005 con la seguente riformulazione: Al comma 1, dopo la lettera f), è inserita la seguente g), dopo la lettera mm-quater è aggiunta la seguente mm-quinquies) nell'anno 2027 è bandito un concorso straordinario per titoli per 450 posti di ispettore tecnico o superiore tecnico, le cui modalità di svolgimento sono stabilite con decreto del Capo della Polizia-Direttore generale della pubblica sicurezza e riservato al personale appartenente alla data del bando che indice il concorso al ruolo degli ispettori tecnici della Polizia di Stato, escluso il personale transitato nel medesimo ruolo ai sensi della lettera a-bis). La ripartizione dei posti tra i settori e i profili professionali del ruolo è determinata dal bando di concorso. Agli oneri derivanti dalla presente lettera si provvede mediante la riduzione delle facoltà assunzionali previste a legislazione vigente, complessivamente almeno equivalenti sotto il profilo finanziario.

Esprimo parere favorevole all'emendamento 18.3006 favorevole se riformulato come il 18.3005. Esprimo parere favorevole all'emendamento 18.3007 se riformulato come il 18.3005. Esprimo parere favorevole all'emendamento 18.8 se riformulato come il 18.3000 e il 18.3001.

Esprimo parere contrario sull'emendamento 18.19. Sull'emendamento 18.3008, invito al ritiro. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 18.12, 18.0.1, 18.0.2, 18.0.3, 18.0.4, 18.0.5, 18.0.6, 18.0.7, 18.0.8, 18.0.9, 18.0.10, 18.0.11, 18.0.12 e 18.0.13.

PRESIDENTE. Prima di procedere al voto, chiedo ai presentatori degli emendamenti sui quali il Governo ha espresso parere favorevole con riformulazione se la accettano.

Senatrice Pirovano, accetta la riformulazione dell'emendamento 18.3002?

PIROVANO (LSP-PSd'Az). Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Senatore Cataldi, accetta la riformulazione dell'emendamento 18.2?

CATALDI (M5S). No, signor Presidente.

PRESIDENTE. Senatore Lisei, accetta la riformulazione dell'emendamento 18.3005?

LISEI (FdI). Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Senatore Tosato, accetta la riformulazione dell'emendamento 18.3006?

TOSATO (LSP-PSd'Az). Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Senatrice Ternullo, accetta la riformulazione dell'emendamento 18.3007?

TERNULLO (FI-BP-PPE). Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Senatore Giorgis, accetta la riformulazione dell'emendamento 18.8?

GIORGIS (PD-IDP). No, signor Presidente, non la accettiamo.

PRESIDENTE. Senatore Lisei, accetta l'invito al ritiro dell'emendamento 18.3008?

LISEI (FdI). Signor Presidente, chiedo la sua trasformazione in ordine del giorno.

PRESIDENTE. Chiedo al rappresentante del Governo di esprimere il parere.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 18.3000, presentato dalla senatrice Pucciarelli e da altri senatori, identico all'emendamento 18.3001, presentato dai senatori Ternullo e Occhiuto.

È approvato.

Metto ai voti l'emendamento 18.3002 (testo 2), presentato dalla senatrice Pirovano.

È approvato.

Metto ai voti l'emendamento 18.2, presentato dal senatore Cataldi.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 18.3003, presentato dalla senatrice Pirovano, identico all'emendamento 18.5, presentato dal senatore Cataldi.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 18.3004, presentato dalla senatrice Pirovano, identico all'emendamento 18.6, presentato dal senatore Cataldi.

Non è approvato.

Sull'emendamento 18.7 la 5a Commissione ha espresso parere condizionato ad una riformulazione. Chiedo al senatore Alfieri se l'accoglie. Vedo che i proponenti la accettano.

Metto ai voti l'emendamento 18.7 (testo 2), presentato dal senatore Alfieri e da altri senatori.

Non è approvato.

Sull'emendamento 18.3005, identico agli emendamenti 18.3006 e 18.3007, la 5a Commissione ha espresso parere condizionato ad una riformulazione. Chiedo ai presentatori se l'accolgono. Vedo che i proponenti la accettano.

Metto ai voti l'emendamento 18.3005 (testo 2), presentato dal senatore Lisei e da altri senatori, identico agli emendamenti 18.3006 (testo 2), presentato dal senatore Tosato e da altri senatori, e 18.3007 (testo 2), presentato dai senatori Ternullo e Occhiuto.

È approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 18.8 è improcedibile.

Metto ai voti l'emendamento 18.9, presentato dal senatore Bazoli e da altri senatori.

Non è approvato.

Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G18.3008, derivante dalla trasformazione dell'emendamento 18.3008, non verrà posto ai voti.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 18.12 è improcedibile.

Gli emendamenti da 18.0.1 a 18.0.5 sono improponibili.

Passiamo all'emendamento 18.0.6, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

SPAGNOLLI (Aut (SVP-PATT, Cb)). Ne chiedo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

SPAGNOLLI (Aut (SVP-PATT, Cb)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SPAGNOLLI (Aut (SVP-PATT, Cb)). Signora Presidente, qui si tratta di alloggi, di edilizia residenziale pubblica, costruiti per le Forze dell'ordine e per l'Esercito nelle Province autonome di Trento e Bolzano. Il costo degli immobili è nettamente superiore rispetto a quello di altri territori d'Italia, mentre lo stipendio delle Forze dell'ordine è lo stesso. Questa proposta servirebbe a favorire, quindi, le Forze dell'ordine, i militari, i Carabinieri e gli uomini della Guardia di finanza che fanno fatica a venire a stabilirsi a Bolzano e a Trento proprio a causa dei costi degli immobili.

Mi stupisco che l'emendamento non venga accolto almeno nello spirito, perché tutti quanti ci facciamo belli - la maggioranza in particolare - dicendo di voler sostenere il lavoro delle Forze dell'ordine, ma in questo caso non lo si fa.

Presidenza del vice presidente RONZULLI (ore 20)

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 18.0.6, presentato dal senatore Patton e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 18.0.7, presentato dalla senatrice Rossomando e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 18.08 e 18.0.9 sono improcedibili.

Passiamo all'emendamento 18.0.10, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

PIRRO (M5S). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

PIRRO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRRO (M5S). Signora Presidente, come ho detto anche qualche decina di minuti fa, questo emendamento chiede di stanziare un fondo per il rinnovo contrattuale del triennio 2025-2027 del personale delle Forze di polizia. Non mi sembra una richiesta così assurda e non vedo per quale motivo dobbiamo sempre aspettare che i contratti scadano prima di procedere al rinnovo. Qualche volta potremmo dimostrare con i fatti concreti la vicinanza alle nostre Forze dell'ordine stanziando le risorse necessarie. La richiesta peraltro era di appena 60 milioni e, in confronto ai 12 o 13 miliardi spesi per riarmarci fino ai denti, 60 milioni per rinnovare i contratti e aumentare gli stipendi delle Forze dell'ordine non mi sembrano una richiesta così assurda.

Invito quindi tutti i colleghi a votare favorevolmente. (Applausi).

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 18.0.10, presentato dalla senatrice Bevilacqua e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 18.0.11 e 18.0.12 sono improcedibili.

Passiamo all'emendamento 18.0.13, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

VERDUCCI (PD-IDP). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

*VERDUCCI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VERDUCCI (PD-IDP). Signor Presidente, questo emendamento vuole potenziare i centri di formazione per la Polizia di Stato e fa parte di una serie di nostri emendamenti a supporto della Polizia di Stato.

Voglio qui rimarcare, però, ancora una volta la nostra richiesta di introdurre una norma di trasparenza, di responsabilità e di civiltà, che è quella di adottare codici identificativi per le Forze di polizia e anche di polizia penitenziaria. Sappiamo quanto sia drammatica la situazione nelle carceri, sappiamo che troppo spesso c'è un uso illegittimo della forza, un uso della violenza che infanga il nome della Polizia. Per questo noi pensiamo, come avviene in 20 Paesi europei su 28, che questa norma debba essere introdotta.

Presidente, concludo dicendo che tutto quello che rafforza il rapporto di fiducia e di rispetto tra le Forze di polizia e i cittadini e anche tra le Forze di polizia e i detenuti, è un architrave del nostro Stato di diritto e della nostra democrazia. (Applausi).

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signora Presidente, intervengo solo per condividere e sostenere con grande intensità da parte mia e nostra le parole pronunciate ora dal senatore Verducci, ma anche dalla senatrice D'Elia qualche ora fa, intervenendo su un emendamento di merito su questo tema.

Vedo da parte dei colleghi della destra qualcuno che si agita. Forse non sanno - e allora glielo diciamo noi - che i codici identificativi di cui hanno parlato il collega Verducci e la senatrice D'Elia esistono praticamente nella totalità dei Paesi europei. Non è una cosa che vorremmo fare solo in Italia. In Italia, siccome c'è questa destra, non si può fare e non se ne può parlare, ma esistono in tutta Europa. (Applausi).

E siccome - ho finito, Presidente - quest'anno ricorre il venticinquesimo anniversario di Genova 2001, sappia lei e sappiate tutti voi che quella ferita è ancora aperta, per quello che ci riguarda. (Applausi).

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 18.0.13, presentato dalla senatrice D'Elia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 19 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento 19.0.300 e parere contrario su tutti gli altri emendamenti.

PRESIDENTE. Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 19.1, 19.2 e 19.3 sono improcedibili.

Metto ai voti l'emendamento 19.0.3000, presentato dalla senatrice Gelmini e da altri senatori.

È approvato.

L'emendamento 19.0.1 è improcedibile.

Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 20 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento 20.1, con la seguente riformulazione: «al comma 1, prima della lettera a), è inserita la seguente:

«0a) all'articolo 168, comma 2, sostituire le parole da «con mandato della durata di un anno, senza possibilità di proroga» fino a: «non oltre la data di cessazione dal servizio permanente» con le seguenti: «per un periodo pari a due anni, salvo che nel frattempo debba cessare dal servizio permanente effettivo per limiti di età o per altra causa prevista dalla legge».

Esprimo parere contrario sugli emendamenti 20.300 e 20.3 e parere favorevole sull'emendamento 20.5.

PRESIDENTE. Senatore Lisei, accetta la riformulazione dell'emendamento 20.1?

LISEI (FdI). Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per un minuto per verificare le condizioni della 5a Commissione sulla seconda parte dell'emendamento 20.1.

(La seduta, sospesa alle ore 20,08, è ripresa alle ore 20,13).

La seduta è ripresa.

Mi dicono che il presidente Calandrini è in grado di esprimere il parere sull'emendamento 20.1 (testo 2).

CALANDRINI (FdI). Signor Presidente, è stata riformulata la parte che coincide con il parere già espresso dalla Commissione, per cui nulla osta e non ci sono obiezioni. Il parere su questo emendamento è quindi favorevole.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 20.1 (testo 2), presentato dal senatore Lisei e da altri senatori.

È approvato.

Passiamo all'emendamento 20.3000, identico all'emendamento 20.3, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

GIORGIS (PD-IDP). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signor Presidente, credo che non sarebbe neanche necessario intervenire, ma voglio che questo emendamento sia messo in votazione per dare la possibilità di far sì che, seppur non in Commissione ma almeno in Aula, si consegni un testo intelligibile che tiene conto anche del prezioso lavoro che viene fatto in sede di Comitato.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 20.3000, presentato dalla senatrice Pirovano, identico all'emendamento 20.3, presentato dal senatore Cataldi.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Metto ai voti l'emendamento 20.5, presentato dal senatore De Priamo e da altri senatori.

È approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 20.0.2 e 20.0.3 sono improcedibili.

Passiamo agli emendamenti riferiti all'articolo 21 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti. 21.1 e 21.0.1. Sugli emendamenti 21.3000 e 21.0.3000 il parere del Governo è favorevole.

PRESIDENTE. Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 21.1 è improcedibile.

Metto ai voti l'emendamento 21.3000, presentato dal Governo.

È approvato.

Metto ai voti l'emendamento 21.0.3000, presentato dal senatore Garavaglia e da altri senatori.

È approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 21.0.1 è improcedibile.

Passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 22 del decreto-legge, che si intende illustrato e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 22.2.

PRESIDENTE. Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 22.2 è improcedibile.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 23 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 23.1, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 23.2, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 23.3, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 23.0.1 è improcedibile.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 24 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 24.1 è improcedibile.

Metto ai voti l'emendamento 24.2, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 24.0.1, 24.0.2, 24.0.3 e 24.0.4 sono improcedibili.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 25 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, invito al ritiro dell'emendamento 25.0.3000. Esprimo parere contrario sui restanti emendamenti.

PRESIDENTE. Senatrice Pirovano, accoglie l'invito al ritiro dell'emendamento 25.0.3000?

PIROVANO (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, lo ritiro e lo trasformo in ordine del giorno.

PRESIDENTE. Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno derivante dalla trasformazione dell'emendamento 25.0.3000.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G25.0.3000 non verrà posto ai voti.

Ricordo che gli emendamenti 25.0.1, 25.0.2, 25.0.17 e da 25.0.23 a 25.0.30 sono improponibili.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 25.0.3, 25.0.9, 25.0.10, 25.0.12, 25.0.13, 25.0.15, 25.0.19 e 25.0.21 sono improcedibili.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 26 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 26.3000, 26.5, 26.3002, 26.2 e 26.3.

Invito al ritiro dell'emendamento 26.3001.

Chiedo di accantonare l'emendamento 26.3003.

Sull'ordine del giorno G26.1, espunte le premesse, esprimo parere favorevole qualora fosse accolta la seguente riformulazione complessiva di tutti gli impegni: «compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, a valutare la possibilità di introdurre misure tese ad estendere le tutele previste per le vittime del dovere anche al coniuge convivente del personale militare delle Forze di polizia che abbia contratto patologie oncologiche e pre-oncologiche, per le quali sia accertato il nesso di causalità con l'esposizione, anche in via indiretta, all'amianto o ad altre sostanze nocive dal servizio prestato dal proprio coniuge».

Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti aggiuntivi.

Se posso, recupero l'emendamento accantonato 26.3003, su cui esprimo un invito al ritiro.

PRESIDENTE. Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 26.3000 è improcedibile.

Il senatore Paroli ritira l'emendamento 26.3001.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti da 26.3002 a 26.3 sono improcedibili.

Il senatore Paroli ritira l'emendamento 26.3003.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 26.5 è improcedibile.

Senatore Magni, accetta la riformulazione dell'ordine del giorno G26.1?

MAGNI (Misto-AVS). Presidente, non ho capito la riformulazione. Non ho sentito.

PRESIDENTE. Sottosegretario Molteni, può gentilmente ripetere la riformulazione dell'ordine del giorno G26.1?

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica a valutare la possibilità di introdurre misure tese ad estendere le tutele previste per le vittime del dovere anche al coniuge convivente del personale militare delle Forze di polizia, che abbia contratto patologie oncologiche e preoncologiche per le quali sia accertato il nesso di causalità con l'esposizione, anche in via indiretta, all'amianto o ad altre sostanze nocive dal servizio prestato dal proprio coniuge.

PRESIDENTE. Espunte tutte le premesse.

Il senatore Magni non accetta la riformulazione e insiste per la votazione.

Metto ai voti l'ordine del giorno G26.1, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti da 26.0.1 a 26.0.5 sono improcedibili.

Gli emendamenti da 26.0.6 a 26.0.8 sono improponibili.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 26.0.9 è improcedibile.

L'emendamento 26.0.10 è improponibile.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 26.0.11 è improcedibile.

L'emendamento 26.0.12 è improponibile.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 26.0.13 e 26.0.14 sono improcedibili.

Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 27 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti ad eccezione del 27.0.3000, a prima firma del senatore Gasparri, su cui c'è un invito al ritiro.

Sull'emendamento 27.0.3 esprimo parere favorevole con la seguente riformulazione: «Dopo l'articolo 27 aggiungere il seguente:

Art. 27-bis

(Disposizioni per la tutela della mobilità del personale impegnato nella lotta alla criminalità e modifiche all'art. 18 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203)

1. All'articolo 18 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma: "1-bis. Per gli alloggi di cui al presente articolo in locazione o in godimento ai soggetti di cui al comma 1 o ai loro aventi diritto secondo la normativa vigente, tali soggetti, qualora gli enti proprietari intendano vendere gli alloggi a terzi, possono esercitare le facoltà di riscatto di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, del 21 giugno 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 183 del 7 agosto 2017, anche in deroga al termine di cui all'articolo 1, comma 3, del medesimo decreto."».

PRESIDENTE. Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 27.3000 è improcedibile.

Metto ai voti l'emendamento 27.3001, presentato dalla senatrice Pirovano, identico all'emendamento 27.2, presentato dal senatore Cataldi.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 27.3 è improcedibile.

Passiamo all'emendamento 27.5, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

CAMUSSO (PD-IDP). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

CAMUSSO (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CAMUSSO (PD-IDP). Signor Presidente, credo che sia una norma di civiltà prevedere che alle persone che convivono, e che sono familiari che contraggono malattie di ordine oncologico in ragione dell'attività di servizio del loro convivente, vengano riconosciute le stesse disposizioni delle vittime del dovere. È un tema che avremo sempre di più. Non solo noi veniamo, come Paese, dalla storia dell'amianto e conosciamo bene gli effetti che questo ha avuto sulle famiglie, ma ci sono molte cause che dicono, in particolare per il personale militare, che questo è un tema.

Io invito il Governo a ripensarci sul non accogliere questo emendamento.

MUSOLINO (IV-C-RE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MUSOLINO (IV-C-RE). Signor Presidente, chiedo di aggiungere la firma.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 27.5, presentato dalla senatrice Camusso e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 27.6 e 27.7 sono improcedibili.

L'emendamento 27.0.3000 è stato ritirato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 27.0.3001 è improcedibile.

Sull'emendamento 27.0.3, il relatore ha espresso parere favorevole condizionato ad una riformulazione. Chiedo al senatore De Priamo se l'accoglie.

DE PRIAMO (FdI). Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Chiedo al presidente della Commissione bilancio, senatore Calandrini, di esprimere il parere ai sensi dell'articolo 100, comma 7, del Regolamento.

CALANDRINI (FdI). Signor Presidente, su questo emendamento c'era il nulla osta. La riformulazione non incide e c'è anche il parere favorevole della Commissione bilancio.

DE PRIAMO (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE PRIAMO (FdI). Signor Presidente, voglio solo dire che questo è un emendamento importante perché riguarda tanti esponenti delle Forze dell'ordine impegnati in particolar modo contro la criminalità che in tante zone d'Italia - noi abbiamo cominciato a seguire questo tema in una zona periferica di Roma, Collina delle Muse, alcuni anni fa - si sono trovati alle prese con il problema di alloggi che non erano più in locazione, ma venivano venduti a terzi. Con questo emendamento c'è la possibilità del riscatto e quindi sostanzialmente della prelazione per questi rappresentanti che si impegnano contro la criminalità.

Pertanto è un testo molto importante, la riformulazione va benissimo e quindi ovviamente esprimiamo un voto favorevole. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 27.0.3 (testo 2), presentato dal senatore De Priamo e da altri senatori.

È approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti da 27.0.5 a 27.0.14 sono improcedibili.

L'emendamento 27.0.15 è improponibile.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 27.0.16 è improcedibile.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 28, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signora Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 28.1, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, identico all'emendamento 28.3000, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.2, presentato dalla senatrice Di Girolamo e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.3, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.4, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.5, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.6, presentato dalla senatrice Floridia Barbara e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.7, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.8, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.9, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 28.10.

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signora Presidente, con questo emendamento ci limitiamo a chiedere che al detenuto, o all'internato, straniero, quando si tratta di fargli delle comunicazioni che incidono sulla propria condizione di detenuto straniero, che esse avvengano in forma scritta, in una lingua a lui comprensibile e che, soprattutto, siano trasmesse al difensore. Si tratta di garanzie minime di civiltà giuridica, che noi abbiamo ripreso anche nei successivi articoli che hanno a che vedere con tutto ciò che riguarda le comunicazioni all'interno degli istituti penitenziari.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 28.10, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 28.11, presentato dal senatore Bazoli e da altri senatori, fino alle parole: «trasmette la richiesta».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 28.12.

Metto ai voti l'emendamento 28.13, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.14, presentato dal senatore Verini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.15, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.16, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.17, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.18, presentato dalla senatrice D'Elia e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.19, presentato dalla senatrice Camusso e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.20, presentato dal senatore Alfieri e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.21, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.22, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.23, presentato dal senatore Nicita e da altri senatori, identico all'emendamento 28.24, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.25, presentato dalla senatrice Damante e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.26, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.27, presentato dalla senatrice Cucchi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.28, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.29, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.30, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.31, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.32, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.33, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, identico all'emendamento 28.34, presentato dalla senatrice Gaudiano e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.35, presentato dal senatore Basso e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.36, presentato dalla senatrice Zambito e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.37, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.38, presentato dal senatore Manca e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 28.39, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 28.40.

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signor Presidente, chiedo di sottoscrivere questo emendamento, il quale prescrive che «le disposizioni del presente articolo sono applicate nel rispetto del principio di eguaglianza e non discriminazione e non possono comportare trattamenti detentivi peggiorativi fondati esclusivamente sulla condizione di cittadinanza».

Abbiate almeno il coraggio di prendere la parola e di spiegare il motivo per cui ritenete questo basilare principio di civiltà giuridica da respingere.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 28.40, presentato dalla senatrice Cucchi e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 29 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 29.1, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, identico agli emendamenti 29.2, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori, e 29.3000, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 29.3, 29.4, 29.5 e 29.6 sono improcedibili.

Metto ai voti l'emendamento 29.7, presentato dalla senatrice Rossomando e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 29.8 è improcedibile.

Metto ai voti l'emendamento 29.9, presentato dalla senatrice D'Elia e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 29.10 è improcedibile.

Metto ai voti l'emendamento 29.11, presentato dal senatore Manca e da altri senatori, identico all'emendamento 29.12, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 29.13, presentato dal senatore Nicita e da altri senatori, fino alle parole: «sostituite dalle parole».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 29.14 e 29.15.

Metto ai voti l'emendamento 29.16, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 29.17, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 29.18, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 29.19, presentato dalla senatrice Zambito e da altri senatori, identico all'emendamento 29.20, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 29.21, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 29.22, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 29.23, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 29.24, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 29.25 è improcedibile.

Metto ai voti l'emendamento 29.26, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 29.27, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 29.28, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 29.29, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 29.30, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 29.31, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 29.32, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 29.33, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori, identico all'emendamento 29.34, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori, e all'emendamento 29.35, presentato dalla senatrice Guidolin e da altri senatori

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 29.37 e 29.38 sono improcedibili.

Metto ai voti l'emendamento 29.39, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 29.40, 29.0.1 e 29.0.2 sono improcedibili.

Metto ai voti l'emendamento 29.0.3, presentato dal senatore Delrio e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti da 29.0.4 a 29.0.9 sono improcedibili.

Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 30 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti, tranne che sull'emendamento 30.0.3000, su cui il parere è favorevole con la seguente riformulazione: «Dopo l'articolo 30, inserire i seguenti:

«Art. 30-bis

(Disposizioni in materia di rimpatri volontari assistiti)

1. All'articolo 14-ter del Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, dopo le parole "anche in collaborazione con le organizzazioni internazionali o intergovernative esperte nel settore dei rimpatri," sono inserite le seguenti "con il Consiglio nazionale forense,"

b) al comma 2 sono aggiunte, infine, le seguenti parole: "e per la corresponsione ai singoli rappresentanti legali, da parte del Consiglio nazionale forense, dei compensi ad essi spettanti, ai sensi del comma 3-bis"

c) dopo il comma 3 è inserito il seguente:

"3-bis. Al rappresentante legale munito di mandato che ha fornito assistenza al cittadino straniero nella fase di presentazione della richiesta di partecipazione ad un programma di rimpatrio volontario assistito, è riconosciuto, ad esito della partenza dello straniero, un compenso pari alla misura del contributo economico per le prime esigenze previsto ai sensi del decreto del Ministro dell'Interno di cui al comma 2."

2. Agli oneri di cui al comma 1, pari ad euro 246.000,00 per il 2026 e ad euro 492.000,00 per ciascuno degli anni 2027 e 2028, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2026-2028, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della Missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'Economia e delle Finanze per l'anno 2026, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'interno».

Art. 30-ter

(Disposizioni in materia di espulsione di stranieri detenuti)

1. All'articolo 16 del Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, al comma 6, dopo le parole "senza formalità", sono aggiunte le seguenti: "nel termine di quindici giorni, con precedenza rispetto ad altre istanze proposte o pendenti relative al detenuto".».

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 30.1, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, identico all'emendamento 30.2, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori, e all'emendamento 30.3, presentato dal senatore Marton e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti da 30.4 a 30.9 sono improcedibili.

Metto ai voti l'emendamento 30.10, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori, identico all'emendamento 30.11, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.12, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.13, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.14, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.15, presentato dalla senatrice Naturale e da altri senatori, identico all'emendamento 30.16, presentato dalla senatrice D'Elia e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.17, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.18, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.19, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.20, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.21, presentato dal senatore Manca e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 30.22, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.23, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.24, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.25, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.26, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.27, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori, identico all'emendamento 30.28, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.29, presentato dal senatore Alfieri e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.30, presentato dalla senatrice Camusso e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 30.31, 30.32 e 30.33 sono improcedibili.

Metto ai voti l'emendamento 30.34, presentato dal senatore Irto e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 30.35 è improcedibile.

Metto ai voti l'emendamento 30.36, presentato dalla senatrice Rando e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.37, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.38, presentato dalla senatrice Rojc e da altri senatori, identico all'emendamento 30.39, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.40, presentato dal senatore Misiani e da altri senatori, identico all'emendamento 30.41, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 30.42 è improcedibile.

Metto ai voti l'emendamento 30.43, presentato dal senatore Sensi e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.44, presentato dalla senatrice Zampa e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 30.45, presentato dal senatore Basso e da altri senatori, fino alle parole: «di soggiorno».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 30.46.

Metto ai voti l'emendamento 30.47, presentato dalla senatrice La Marca e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.48, presentato dalla senatrice Tajani e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 30.49, presentato dalla senatrice Lorenzin e da altri senatori, fino alle parole: «della protezione».

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 30.50.

Metto ai voti l'emendamento 30.51, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.52, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.53, presentato dal senatore Manca e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.54, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.55, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.56, presentato dalla senatrice Camusso e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 30.57, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 30.58 è improcedibile.

Chiedo al senatore Lisei se accetta la riformulazione dell'emendamento 30.0.3000.

LISEI (FdI). Signor Presidente, accetto la proposta di riformulazione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il presidente Calandrini.

CALANDRINI (FdI). Signor Presidente, c'è un cambiamento sulla copertura, per cui non ci sono problemi: il parere sull'emendamento è favorevole.

NICITA (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICITA (PD-IDP). Signora Presidente, capisco che siamo stanchi, ma questo emendamento contiene una previsione che io giudico scandalosa.

Si riconosce un compenso, al comma 3-bis, per il rappresentante legale munito di mandato che abbia fornito assistenza al cittadino straniero nella presentazione della richiesta. Ma attenzione: viene riconosciuto un compenso ad esito della partenza dello straniero. Qui si pongono due questioni, di cui una veramente ridicola: una success fee (per chi conosce queste pratiche), per cui c'è un compenso legato al successo che questo Governo si augura, indipendentemente dal caso specifico e dai diritti della persona richiedente asilo. Ma poi c'è un altro aspetto, ancora più scandaloso. Sostanzialmente si dice all'avvocato che, se vuole essere pagato, lo straniero deve partire. Questa è una vergogna (Applausi) istituzionale, giuridica, costituzionale, che rappresenta quello che questo decreto-legge sta facendo al Paese: una mortificazione non solo dei diritti costituzionali, ma anche di ciascuno di noi, come cittadini e come cittadine. (Applausi).

ROMEO (LSP-PSd'Az). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROMEO (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, chiedo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, dispongo la votazione, come richiesto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 30.0.3000 (testo 3), presentato dal senatore Lisei e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Ricordo che l'emendamento 30.0.1 è improponibile.

Passiamo all'emendamento 30.0.2, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

DELRIO (PD-IDP). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

DELRIO (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DELRIO (PD-IDP). Signora Presidente, la presidente Meloni ci ha detto che avrebbe volentieri ascoltato le proposte dell'opposizione, l'ultima volta che è venuta in Aula. La legge Bossi-Fini non funziona, apriamo gli occhi. Gli ingressi previsti - 150.000, lo dico al sottosegretario Molteni - non sono effettivi: si tramutano in permessi di soggiorno solo nel 7 per cento dei casi, Sottosegretario. Le nostre aziende, nell'interesse del Paese, hanno bisogno di questa forza lavoro. L'unico modo è aprire gli occhi e cambiare le modalità di ingresso. La legge Bossi-Fini è inefficace, è stata pensata in un altro periodo storico. Bisogna fare come fanno i grandi Paesi, come il Canada e l'Australia, che capiscono le esigenze delle proprie aziende: fare le liste, fare lo sponsorship; reintrodurre, cioè, princìpi di civiltà che funzionano e impediscono questa grande finzione in cui siamo immersi.

Bisogna avere il coraggio di cambiare la legge Bossi-Fini e le modalità di ingresso in questo Paese, come chiedono le associazioni. (Applausi).

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 30.0.2, presentato dal senatore Delrio e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti da 30.0.3 a 30.0.8 sono improcedibili.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 30.0.9.

ZAMBITO (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ZAMBITO (PD-IDP). Signora Presidente, vorrei spiegare questo emendamento. Ricordo tra l'altro che c'era una proposta identica della maggioranza in un ordine del giorno. Se c'è la disponibilità del Governo, io sarei anche propensa a trasformarlo in ordine del giorno.

L'emendamento prevede che, nell'ambito delle procedure di accertamento sanitario relativo all'ingresso, alla permanenza o al trasferimento nei centri di permanenza per il rimpatrio, la valutazione del medico sia finalizzata solo e soltanto alla verifica dello stato di salute della persona e dell'eventuale compatibilità clinica con le condizioni di permanenza nella struttura. Invece l'attuale prassi fa sì che questa valutazione sanitaria possa essere interpretata come un passaggio funzionale all'adozione dei provvedimenti amministrativi di trattenimento e trasferimento.

Non possono essere i medici che stabiliscono queste cose. I medici devono stabilire solo lo stato di salute. La responsabilità dei trattenimenti o dei trasferimenti deve essere del personale amministrativo.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 30.0.9, presentato dalla senatrice Zambito e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 31 del decreto-legge, che si intende illustrato e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere contrario.

PRESIDENTE. Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 31.0.1 è improcedibile.

L'emendamento 32.0.1 è improponibile.

Torniamo all'emendamento accantonato 7.3001.

ROMEO (LSP-PSd'Az). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROMEO (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, se, possibile, chiediamo la possibilità di trasformarlo in ordine del giorno, per senso di responsabilità. Ci sarebbero da dire altre cose, ma non aggiungiamo altro.

PRESIDENTE. Chiedo al rappresentante del Governo di esprimere il parere sull'ordine del giorno.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G.7.3001 non verrà posto ai voti.

Invito il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sulla proposta di coordinamento COORD.1.

MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del COORD.1, presentato dal senatore Balboni.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Rinvio il seguito della discussione del disegno in titolo ad altra seduta.

Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati

PRESIDENTE. Comunico che è stato trasmesso dalla Camera dei deputati il seguente disegno di legge:

«Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 27 febbraio 26, n. 25, recante interventi urgenti per fronteggiare l'emergenza provocata dagli eccezionali eventi meteorologici che, a partire dal giorno 18 gennaio 2026, hanno colpito il territorio della regione Calabria, della regione autonoma della Sardegna e della Regione siciliana, nonché ulteriori misure urgenti per fronteggiare la frana di Niscemi e di protezione civile» (1876).

Atti e documenti, annunzio

PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ordine del giorno
per la seduta di venerdì 17 aprile 2026

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, venerdì 17 aprile, alle ore 9, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

La seduta è tolta (ore 20,59).