Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 353 del 16/06/2026
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Il presidente ROSSO comunica che la Commissione europea ha risposto alle risoluzioni della 4a e della 10a Commissione del Senato, rispettivamente del 3 e 16 dicembre 2025, sulla proposta di regolamento COM(2025) 548 relativa al nuovo meccanismo unionale di protezione civile, ricordando che la proposta nasce dall'aumento della frequenza, della complessità e dell'impatto delle crisi che colpiscono l'Unione - calamità climatiche, emergenze sanitarie e crisi transfrontaliere - che negli ultimi anni hanno comportato un crescente ricorso all'UCPM (EU Civil Protection Mechanism).
Nella risposta si sottolinea che l'obiettivo della riforma non è centralizzare la gestione delle crisi, ma rafforzare prevenzione, preparazione, coordinamento e capacità di risposta dell'Unione, nel pieno rispetto delle competenze degli Stati membri.
In merito alle preoccupazioni del Senato circa il possibile ampliamento del ruolo della Commissione, dell'ERCC (Centro di coordinamento della risposta alle emergenze) e del nuovo Polo di coordinamento delle crisi, la Commissione ribadisce che la proposta rispetta integralmente i princìpi di sussidiarietà e proporzionalità e non attribuisce all'Unione europea poteri di direzione politica o operativa delle emergenze. Gli Stati membri mantengono, infatti, la responsabilità esclusiva per la protezione civile, la sicurezza nazionale, l'impiego delle capacità militari e la gestione dei servizi sanitari. Le richieste di assistenza restano volontarie e gli Stati conservano il pieno controllo dei mezzi impiegati.
La Commissione precisa, inoltre, che le funzioni attribuite alla Commissione e all'ERCC riguardano esclusivamente coordinamento tecnico, interoperabilità, logistica e conoscenza situazionale e che il pre-posizionamento dei mezzi rescEU rimane volontario e limitato nel tempo. Evidenzia, inoltre, che gli atti di esecuzione previsti dalla proposta non ampliano indebitamente le competenze della Commissione, ma consolidano strumenti già esistenti nella decisione n. 1313/2013/UE. Ribadisce anche che il nuovo Polo di coordinamento delle crisi avrebbe natura tecnica e operativa, senza sovrapporsi ai meccanismi politici del Consiglio (IPCR - Integrated political crisis response).
Con riferimento alla cooperazione civile-militare, la Commissione chiarisce che la proposta mira soltanto a favorire il coordinamento pratico e lo scambio di buone pratiche tra attori civili e militari nelle emergenze, senza incidere sulle prerogative nazionali in materia di difesa. Analogamente, la condivisione di informazioni classificate resta soggetta al pieno controllo degli Stati membri e alle norme dell'Unione sulla protezione delle informazioni sensibili.
Per quanto riguarda le emergenze sanitarie, la Commissione sottolinea che la proposta riguarda esclusivamente il finanziamento delle attività di preparazione e risposta - per un importo di 10,7 miliardi di euro - e non modifica il vigente quadro normativo europeo in materia di sicurezza sanitaria, né le funzioni delle competenti autorità europee. Le misure previste includono sorveglianza, costituzione di scorte, acquisti di emergenza, formazione ed esercitazioni.
Infine, la Commissione conferma la disponibilità a proseguire il dialogo con gli Stati membri e con il Senato italiano per chiarire ulteriormente alcuni aspetti del testo legislativo, mantenendo fermo l'obiettivo di rafforzare la capacità dell'Unione di sostenere efficacemente gli Stati membri nelle emergenze, nel pieno rispetto delle competenze nazionali.
La Commissione prende atto.
La seduta termina alle ore 15,05.