Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 351 del 09/06/2026
Azioni disponibili
Il presidente TERZI DI SANT'AGATA (FdI), in sostituzione del relatore, senatore Rosso, svolge una relazione integrativa sulla proposta di regolamento in titolo cosiddetto Space Act che, come già illustrato, intende rafforzare il livello di sicurezza, resilienza e sostenibilità ambientale delle attività spaziali, istituire un quadro giuridico per la fornitura di dati e servizi spaziali da parte degli operatori spaziali dell'Unione europea, con lo scopo di assicurare la tracciabilità degli oggetti spaziali, ridurre la produzione di detriti e realizzare un quadro di valutazione del rischio adattato alle esigenze specifiche di cibersicurezza delle infrastrutture spaziali.
Il 29 maggio scorso i Ministri dei Paesi dell'Unione responsabili per lo spazio si sono riuniti a Bruxelles per fare il punto sullo stato di avanzamento della proposta.
Da quanto riferito da organi di informazione, risulta che, nonostante i progressi compiuti su aspetti quali le definizioni, il campo di applicazione della proposta e i rapporti con Paesi terzi e organizzazioni internazionali, e nonostante la semplificazione delle strutture di governance, permangono questioni importanti ancora da definire, in particolare con riferimento all'ambito di applicazione e al trattamento delle attività a duplice uso.
La Presidenza cipriota ha sottolineato che, per quanto riguarda la sicurezza nazionale (che rientra nella sfera di competenza degli Stati membri), si dovrà trovare un punto di equilibrio; mentre per quanto concerne la governance, dalla proposta non dovrà scaturire né una duplicazione normativa delle procedure nazionali né costi aggiuntivi.
Alcuni Stati hanno prospettato dubbi sulla proposta, ribadendo il proprio favore per una normativa tecnologicamente aperta e basata sul rischio, così da evitare oneri eccessivi per l'industria. Altri Stati hanno sottolineato l'esigenza che le posizioni dei 27 sulla sicurezza nazionale e la sicurezza di beni e persone siano rispettate, in particolare per quanto riguarda i lanci, alla luce delle questioni relative alla responsabilità internazionale. Altri Stati ancora hanno posto l'accento sui requisiti tecnici della proposta, che dovrebbero essere efficaci, basati su standard consolidati e concentrarsi sulla sicurezza nel settore spaziale e sulla riduzione dei detriti.
Per quanto riguarda l'Italia è stata richiamata la necessità di garantire la supervisione, la sorveglianza e la sicurezza, insieme alla difesa degli interessi essenziali. Inoltre, il regime di equivalenza con i Paesi terzi dovrà essere chiaro e pratico, in modo da non penalizzare nessuno. È stata anche richiamata la necessità che lo Space Act sia compatibile con gli standard internazionali.
Il Commissario Kubilius, competente per la per la difesa e lo spazio, ha evidenziato la necessità di un livello minimo di armonizzazione delle strutture della governance. Ha anche ricordato che i satelliti a doppio uso comportano lo stesso rischio potenziale dei satelliti civili o commerciali in termini di detriti, collisioni o vulnerabilità. Ha ritenuto pertanto che gli obblighi tecnici debbano essere identici tutti gli Stati membri, per assicurare la certezza del diritto. Lo stesso Commissario ha quindi auspicato il raggiungimento di un accordo nel corso della Presidenza irlandese, nella seconda metà del 2026.
Infine, è stato discusso il ruolo dello spazio per la sicurezza economica europea, ritenendo essenziali le tecnologie e i servizi spaziali per settori chiave come il trasporto, le comunicazioni, il clima, la gestione dell'acqua e la difesa. L'Unione ha bisogno di un approccio più proattivo sulla sicurezza economica, in grado di prevenire i rischi, rafforzare la resilienza e tutelare l'indipendenza e l'innovazione europee.
La proposta è stata esaminata da parte di sedici Camere dei parlamenti nazionali, che non hanno segnalato criticità, fatta eccezione per il Parlamento svedese, che ha approvato un parere motivato, in cui ha valutato la proposta non conforme al principio di sussidiarietà. Il Riksdag ha ritenuto le norme proposte eccessivamente vincolanti e con un onere amministrativo gravoso sia per gli attori spaziali privati sia per quelli pubblici, con rischi di limitare la portata delle loro attività e di determinare una perdita di competitività europea.
Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.