Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 351 del 09/06/2026
Azioni disponibili
4ª Commissione permanente
(POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA)
MARTEDÌ 9 GIUGNO 2026
351ª Seduta
Presidenza del Presidente
La seduta inizia alle ore 16.
ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla sicurezza, la resilienza e la sostenibilità delle attività spaziali nell'Unione (COM(2025) 335 definitivo)
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 21 ottobre 2025.
Il presidente TERZI DI SANT'AGATA (FdI), in sostituzione del relatore, senatore Rosso, svolge una relazione integrativa sulla proposta di regolamento in titolo cosiddetto Space Act che, come già illustrato, intende rafforzare il livello di sicurezza, resilienza e sostenibilità ambientale delle attività spaziali, istituire un quadro giuridico per la fornitura di dati e servizi spaziali da parte degli operatori spaziali dell'Unione europea, con lo scopo di assicurare la tracciabilità degli oggetti spaziali, ridurre la produzione di detriti e realizzare un quadro di valutazione del rischio adattato alle esigenze specifiche di cibersicurezza delle infrastrutture spaziali.
Il 29 maggio scorso i Ministri dei Paesi dell'Unione responsabili per lo spazio si sono riuniti a Bruxelles per fare il punto sullo stato di avanzamento della proposta.
Da quanto riferito da organi di informazione, risulta che, nonostante i progressi compiuti su aspetti quali le definizioni, il campo di applicazione della proposta e i rapporti con Paesi terzi e organizzazioni internazionali, e nonostante la semplificazione delle strutture di governance, permangono questioni importanti ancora da definire, in particolare con riferimento all'ambito di applicazione e al trattamento delle attività a duplice uso.
La Presidenza cipriota ha sottolineato che, per quanto riguarda la sicurezza nazionale (che rientra nella sfera di competenza degli Stati membri), si dovrà trovare un punto di equilibrio; mentre per quanto concerne la governance, dalla proposta non dovrà scaturire né una duplicazione normativa delle procedure nazionali né costi aggiuntivi.
Alcuni Stati hanno prospettato dubbi sulla proposta, ribadendo il proprio favore per una normativa tecnologicamente aperta e basata sul rischio, così da evitare oneri eccessivi per l'industria. Altri Stati hanno sottolineato l'esigenza che le posizioni dei 27 sulla sicurezza nazionale e la sicurezza di beni e persone siano rispettate, in particolare per quanto riguarda i lanci, alla luce delle questioni relative alla responsabilità internazionale. Altri Stati ancora hanno posto l'accento sui requisiti tecnici della proposta, che dovrebbero essere efficaci, basati su standard consolidati e concentrarsi sulla sicurezza nel settore spaziale e sulla riduzione dei detriti.
Per quanto riguarda l'Italia è stata richiamata la necessità di garantire la supervisione, la sorveglianza e la sicurezza, insieme alla difesa degli interessi essenziali. Inoltre, il regime di equivalenza con i Paesi terzi dovrà essere chiaro e pratico, in modo da non penalizzare nessuno. È stata anche richiamata la necessità che lo Space Act sia compatibile con gli standard internazionali.
Il Commissario Kubilius, competente per la per la difesa e lo spazio, ha evidenziato la necessità di un livello minimo di armonizzazione delle strutture della governance. Ha anche ricordato che i satelliti a doppio uso comportano lo stesso rischio potenziale dei satelliti civili o commerciali in termini di detriti, collisioni o vulnerabilità. Ha ritenuto pertanto che gli obblighi tecnici debbano essere identici tutti gli Stati membri, per assicurare la certezza del diritto. Lo stesso Commissario ha quindi auspicato il raggiungimento di un accordo nel corso della Presidenza irlandese, nella seconda metà del 2026.
Infine, è stato discusso il ruolo dello spazio per la sicurezza economica europea, ritenendo essenziali le tecnologie e i servizi spaziali per settori chiave come il trasporto, le comunicazioni, il clima, la gestione dell'acqua e la difesa. L'Unione ha bisogno di un approccio più proattivo sulla sicurezza economica, in grado di prevenire i rischi, rafforzare la resilienza e tutelare l'indipendenza e l'innovazione europee.
La proposta è stata esaminata da parte di sedici Camere dei parlamenti nazionali, che non hanno segnalato criticità, fatta eccezione per il Parlamento svedese, che ha approvato un parere motivato, in cui ha valutato la proposta non conforme al principio di sussidiarietà. Il Riksdag ha ritenuto le norme proposte eccessivamente vincolanti e con un onere amministrativo gravoso sia per gli attori spaziali privati sia per quelli pubblici, con rischi di limitare la portata delle loro attività e di determinare una perdita di competitività europea.
Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma per un'innovazione agile e rapida nel settore della difesa (AGILE) (COM(2026) 135 definitivo)
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 12 maggio.
Il senatore SCURRIA (FdI), relatore, svolge una relazione integrativa sulla proposta di regolamento in titolo che, come illustrato in precedenza, istituisce il programma AGILE, con l'obiettivo di rafforzare la capacità dell'Unione europea di sostenere l'innovazione nel settore della difesa, con una dotazione finanziaria complessiva di 115 milioni di euro.
Quanto all'iter europeo, il Relatore fa presente che il 3 giugno scorso è stato approvato il mandato del Consiglio per l'avvio dei negoziati con il Parlamento europeo.
Nel mandato negoziale, il Consiglio ha stabilito un termine massimo di quattro mesi per l'assegnazione delle sovvenzioni e ha previsto che i prodotti e le tecnologie sviluppati nell'ambito del programma possano essere resi disponibili alle forze armate entro un periodo compreso tra uno e tre anni.
Il Consiglio ha inoltre precisato alcune categorie di attività escluse dal finanziamento, tra cui quelle riguardanti i sistemi d'arma autonomi letali, privi di un adeguato controllo umano nella catena di comando e controllo, le attività incompatibili con il diritto internazionale umanitario e quelle relative alle munizioni a grappolo (articolo 9, paragrafo 9).
Al fine di rafforzare il sostegno politico e il senso di appartenenza degli Stati membri al programma, il mandato amplia le possibilità di coinvolgimento degli stessi nella fase di attuazione, in particolare per quanto concerne l'allocazione delle risorse finanziarie e l'adozione del programma di lavoro.
Quando anche il Parlamento europeo avrà definito la propria posizione negoziale, potranno essere avviati i negoziati interistituzionali.
Secondo una bozza delle conclusioni del Consiglio europeo di giugno, nella parte relativa alla difesa europea, figura l'invito ai co-legislatori europei di raggiungere un accordo sulla proposta di regolamento entro la fine dell'anno, così da consentire l'entrata in funzione del programma nel 2027.
Si ricorda che il termine delle otto settimane previste dal Protocollo n. 2, sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, allegato ai Trattati, scade il 22 giugno 2026. La proposta è attualmente oggetto di esame da parte di nove Camere dei parlamenti nazionali e concluso da parte dal Parlamento irlandese, che non ha segnalato criticità.
Il Senato ceco ha trasmesso, nell'ambito del dialogo politico, una risoluzione nella quale esprime una valutazione complessivamente favorevole della proposta di istituire il programma AGILE dell'Unione europea. Pur riconoscendone il potenziale contributo al rafforzamento dell'innovazione nel settore della difesa, il Senato ribadisce che la difesa rimane una competenza primaria degli Stati membri, i quali devono pertanto mantenere un ruolo adeguato nella definizione delle priorità e nell'attuazione del programma. Vengono inoltre espresse riserve sulla procedura proposta dalla Commissione per l'adozione del programma di lavoro, ritenuta suscettibile di ridurre l'influenza degli Stati membri. Il Senato ceco sottolinea infine che l'accelerazione dell'iter di approvazione non dovrebbe compromettere la trasparenza, il controllo democratico e il ruolo dei Parlamenti nazionali nel processo decisionale europeo.
Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.
SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI E CONVOCAZIONE DI UNA ULTERIORE SEDUTA DELLA COMMISSIONE
Il PRESIDENTE comunica che la seduta già convocata per domani, mercoledì 10 giugno, alle ore 8,45, non avrà più luogo.
È, altresì, convocata un'ulteriore seduta della Commissione per giovedì 11 giugno, alle ore 14,15.
La Commissione prende atto.
La seduta termina alle ore 16,15.